Conte Vistarino, il futuro del Pinot Nero tra eleganza, visione e il fuori casa di qualità

Conte Vistarino Ottavia Vistarino
Ottavia Vistarino alla guida della storica cantina dell'Oltrepò Pavese
Modello di valorizzazione dei micro-terroir, la storica cantina dell'Oltrepò Pavese, sotto la guida di Ottavia Vistarino, continua a scrivere la storia del nobile vitigno. Con tre cru identitari e un ambizioso piano sulla spumantistica, si conferma punto di riferimento per chi cerca etichette eleganti e autentiche

Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, Conte Vistarino continua a riscrivere la propria storia nel segno dell’eccellenza. Fondata dal conte Augusto Giorgi di Vistarino — che nella seconda metà dell’Ottocento introdusse dalla Francia le prime uve Pinot Nero, dando origine alla tradizione spumantistica lombarda e al primo Metodo Classico italiano —, la tenuta di Rocca de’ Giorgi rappresenta oggi una delle realtà di riferimento del Pinot Nero italiano ed europeo.

Alla guida dell’azienda c’è Ottavia Vistarino, interprete di una visione contemporanea che negli ultimi vent’anni ha trasformato la cantina in un modello di valorizzazione dei micro-terroir. Con 826 ettari complessivi, dei quali 65 vitati a Pinot Nero, la strategia è stata chiara: ridurre i volumi, aumentare la selezione e rafforzare il posizionamento premium. «Un’azienda non vive di storia, la riscrive», sottolinea Ottavia Vistarino, sintetizzando un approccio fondato su dinamismo, innovazione e continua evoluzione.

Tre cru, un'anima: il Pinot Nero che racconta il territorio

Cuore della produzione sono i tre cru di Pinot Nero in rosso — Bertone, Tavernetto e Pernice — espressioni diverse ma complementari di eleganza, identità e profondità. Bertone racconta finezza e luminosità aromatica; Tavernetto interpreta il lato più minerale, territoriale e vibrante del vitigno; Pernice, etichetta simbolo della maison, rappresenta la vetta storica ed enologica della cantina. A queste etichette si affianca la collezione La Réserve des Amis, selezione di annate iconiche raccolte in cassette dedicate a collezionisti e ristorazione di alto profilo.

Conte Vistarino cru Pinot Nero
Bertone, Tavernetto e Pernice: i tre cru di Pinot Nero vinificati in rosso di Conte Vistarino

Con una produzione annua di circa 220.000 bottiglie, l’azienda mantiene una forte presenza nel canale horeca italiano, che rappresenta l’80% del mercato domestico, e cresce nei mercati internazionali più sensibili alla cultura del Pinot Nero, tra i quali Stati Uniti, Germania, Svizzera e Regno Unito. Nonostante il contesto economico complesso, la cantina ha scelto di non applicare rincari nel 2026. «L’accessibilità al vino di qualità è un valore da tutelare - afferma il direttore generale Lino Scaravonati -. Il nostro obiettivo è offrire vini autentici, unici e affidabili, capaci di distinguersi in carta e costruire relazioni durature con chi li sceglie».

Un laboratorio di qualità che guarda al futuro

Innovazione e ricerca guidano anche il piano strategico al 2028: microvinificazioni, selezione ottica degli acini e studio delle parcelle permettono una lettura sempre più precisa dei terroir aziendali. Parallelamente, Conte Vistarino sta investendo nella spumantistica da Pinot Nero con il restyling della linea sparkling e il lancio di un nuovo Metodo Classico di alta gamma. «La sfida dei prossimi anni si gioca sulla spumantistica da Pinot Nero. Qui vogliamo raggiungere la stessa rilevanza qualitativa dei rossi», conclude Ottavia Vistarino.

Agricoltura rigenerativa, enoturismo e promozione culturale completano una strategia che conferma Conte Vistarino non solo come cantina storica, ma come laboratorio contemporaneo di qualità, eleganza e visione imprenditoriale.

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