Ci sono voluti 13 anni per riconoscere il Consorziodi tutela. Con due anime: chi lo vuole anche in vaschetta e chi si dà regole più severe.
Pianetahotel aprile-maggio 2011
front office10 Pixel: a Linz, l’hotel diffuso reinventa l’ospitalità urbana14 Duomo, Rimini, ora c’è il pacchetto check-up16 Excelsior Pesaro, la Spa al centro dell’offerta20 ritratto. Mario Carfora, property manager dell’Una Hotel Il Molino (Bn)22 Ekkhotel, tipicità e territorio sono le linee guida 24 Funziona il wi-fi di montagnadesign&contract26 Miniguida alla Design Week milanese32 Estetica…
front office
10 Pixel: a Linz, l’hotel diffuso reinventa l’ospitalità urbana
14 Duomo, Rimini, ora c’è il pacchetto check-up
16 Excelsior Pesaro, la Spa al centro dell’offerta
20 ritratto. Mario Carfora, property manager dell’Una Hotel Il Molino (Bn)
22 Ekkhotel, tipicità e territorio sono le linee guida
24 Funziona il wi-fi di montagna
design&contract
26 Miniguida alla Design Week milanese
32 Estetica, design e funzionalità per l’area piscina
40 impronte. Antonio Brizzi, Palazzo Segreti di Milano
42 Immagine Italia&Co. collezioni di classe per distinguersi
food&beverage
66 Le strategie di controllo dei costi del Forte Village Resort
72 Cucina multitarget al Ramada Plaza di Milano
75 News. Fiordiprimi, Lavazza
76 osservatorio. Tonino Figorilli, Zuegg
back office
80 Ingressi automatici, arredi ad alta tecnologia che valorizzano l’hotel
86 Suite8 Home Page, per una gestione iperflessibile
88 Asciugatori, tanti modelli a misura di cliente
90 ecohotel Meeting sostenibili negli Nh Hotels italiani
92 agenda
94 News. Tork, Holoprisma
96 Indirizzi
Ristorazione Collettiva marzo-aprile 2011
il punto 9 Alleata preziosa o causa di lavoro “no limits”? Il rischio che la tecnologia induca a dilatare all’infinito i tempi di lavoro è ben noto a studiosi di varie discipline, medici compresi. Ma se utilizzata nel modo corretto e con senso della misura è indubbio che possa cambiare radicalmente modalità e risultati dell’attività professionale. In meglio notizie 10 Panorama 14…
il punto
9 Alleata preziosa o causa di lavoro “no limits”?
Il rischio che la tecnologia induca a dilatare all’infinito i tempi di lavoro è ben noto a studiosi di varie discipline, medici compresi. Ma se utilizzata nel modo corretto e con senso della misura è indubbio che possa cambiare radicalmente modalità e risultati dell’attività professionale. In meglio
notizie
10 Panorama
14 Business
16 Techno
20 Food & beverage
strategie
24 Quali le novità in mostra
Servizio, qualità, contenuti salutistici e attenzione al prezzo sono i temi che emergono dalle anticipazioni sull’edizione 2011 della fiera milanese (e della concomitante BtoBIO Expo)
28 Le nuove frontiere del biologico
Cominciano a diffondersi le esperienze di ristorazione fuori casa che inserisce in menu alimenti bio. Un caso esemplare è quello di Ikea, che su questa strada si è incamminata da oltre
un decennio e che, nell’ultimo anno, ne sta facendo anche un forte “argomento di vendita”. Ma non mancano esempi positivi in altri contesti, anche molto diversi. Mentre nella ristorazione scolastica, comparto storicamente interessato
dal fenomeno, il bio sembra segnare il passo
32 Arrivano i Gasp
In Umbria è stata approvata una legge a sostegno dei gruppi di acquisto solidale e popolare, che prevede anche contributi per le strutture che utilizzano prodotti a filiera corta
34 A scuola per mangiare meglio
Il cibo entra nella relazione educativa: l’Istituto sperimentale Rinascita - A. Livi di Milano ha organizzato “La salute
in pentola”, un corso rivolto ai genitori
36 Oggi la lezione si fa al picnic
Polli promuove un progetto rivolto alle scuole, un approccio originale e interdisciplinare per conoscere la natura e le regole per alimentarsi in modo corretto
formule
38 Igiene alimentare: quanto la rispetti?
È quanto si è proposta di verificare un’indagine condotta da ricercatori della Illinois University di Chicago e “importata” poi anche in Italia e, precisamente, nella Provincia Autonoma di Bolzano. Con l’obiettivo di “monitorare” le conoscenze di chi, nella ristorazione, è addetto alla manipolazione degli alimenti
42 L’opzione tecnologica cambia il lavoro
Senza voler esagerare il suo ruolo, si rivela utile e redditizia nella gestione dell’attività di ristorazione. Le esperienze straniere possono fornire qualche interessante esempio, anche se, poi, vanno sempre calate nella propria realtà specifica, per capire quello che realmente serve
innovazioni
46 L’innovazione premiata a Rimini
All’edizione 2011 di Sapore Innovation Award molti prodotti pensati per il canale della ristorazione collettiva si sono fatti notare per le loro caratteristiche di novità
49 Ristorazione scolastica: dalla tecnologia un aiuto al sistema
Organizzare il servizio senza sprechi e facilitare il recupero
di quanto dovuto dalle famiglie sono i due aspetti sui quali
il ricorso ai mezzi tecnologici può incidere positivamente.
Come ci spiega l’amministratore delegato di Progetti e Soluzioni, società che in questo campo ha sviluppato prodotti all’avanguardia
52 Déjeuner di marca Alessi
La famosa azienda produttrice di oggetti ad alto contenuto di design per la cucina e la tavola ha collaborato alla spedizione della squadra italiana al concorso internazionale Bocuse d’Or. Con un contributo tangibile: gli innovativi vassoi che i nostri concorrenti hanno utilizzato in gara per presentare i loro piatti
spunti & appunti
54 In agenda
60 Leggi
62 Da leggere, da guardare
64 Abbiamo parlato di...
Vino al calice: come calcolare il prezzo
Due semplici formule per ottenere il giusto prezzo di vendita del vino al bicchiere. Il primo considera il costo della bottiglia e i “rischi” del servizio. Il secondo anche le spese di gestione e i ricavi generali
Conoscere in partenza costi, rischi e ricavi ottenibili. È il modo corretto per offrire vini al calice gaudagnando il giusto e riducendo possibili perdite. Vi proponiamo qui due metodi possibili. Al di là dei calcoli matematici, va comunque ricordato che tipologie e quantità dei vini proposti, utilizzo di bicchieri adeguati, accompagnamento alimentare al vino fanno spesso la differenza e decretano il successo o meno dell’intero servizio.
Metodo del coefficiente
Permette il recupero del costo della bottiglia con la vendita della metà dei bicchieri ottenibili da una bottiglia da 75 cl (ovvero 4 bicchieri venduti sui 7-8 bicchieri che una bottiglia permette di mescere). Se si calcola il prezzo di un vino mosso come un moscato è consigliabile considerare il maggiore grado di deperibilità e quindi il maggiore rischio di invenduto. In questo caso il costo della bottiglia dovrebbe essere recuperato con almeno due bicchieri. Per un vino liquoroso invece è possibile ripartire il costo per almeno 12 porzioni. Per convenzione il coefficiente di ricarico varia da un minimo di 2 (per i vini fermi) a un massimo di 4 (per i vini mossi). La formula per calcolare il prezzo di vendita risulta questa:
(costo di acquisto della bottiglia/numero bicchieri vendibili) x coefficiente di ricarico = prezzo al calice
Con questo procedimento non sono considerati gli altri costi sostenuti per l’erogazione del servizio e quindi il ricavato dei rimanenti bicchieri non può essere considerato profitto netto. Supponiamo che il costo d’acquisto di una bottiglia di Chianti sia di € 6. Se volete recuperare il pieno costo con la vendita di 4 bicchieri dovrete applicare un prezzo a calice di € 1,5 (cioè € 6 : 8 x 2)
Metodo del wine cost
Questo sistema prende in considerazione i costi specifici sostenuti per lo stoccaggio, la conservazione delle bottiglie e il loro servizio. Per ponderare tale categoria di costi è necessario risalire ai dati commerciali (i costi sostenuti) del locale e rapportarli ai ricavi di vendita dei bicchieri. Il prezzo di vendita si calcola sommando l’intera percentuale del costo bottiglia (ovvero 100), la percentuale di ricavo desiderato (di solito il 40-60%), il coefficiente costi ricavi.
(100 + % ricavo desiderato + % coefficiente tra costi e ricavi) x wine cost* = prezzo di vendita
*il wine cost è il costo della bottiglia diviso per il numero di calici vendibili
Supponiamo, per esempio, che, in un dato periodo, i costi siano di € 10.000 e i ricavi di € 30.000, dal rapporto di questi parametri si ottiene un coefficiente pari a 33% (10.000 : 30.000 x 100). Con un ricavo desiderato del 50% e un wine cost pari a € 3, la formula per ottenere il prezzo sarà: [(100+50+33)x € 3]/100= 5,49 € (prezzo di vendita del calice)
Passato e futuro di olio e vino
Trent’anni di storia economica di due prodotti fondamentali per l’agroalimentare internazionale: dati, statistiche e andamenti dei due comparti nel nuovo libro di Nicola Dante Basile
Stenta il vino, pur con tutte le buoni giustificazioni del caso, mentre l’olio sembra lanciato sulla strada di un radioso futuro. Sono le macrotendenze che emergono dalla lettura di “Olio e vino, eccellenze d’Italia prima e dopo la crisi”, ultimo lavoro letterario di Nicola Dante Basile.
Stenta, dunque il vino, ma non tanto per colpa del prodotto in sé. Se è, infatti, chiaro a tutti lo sforzo qualitativo messo in atto da molte aziende italiane e straniere negli ultimi anni, sono però le statistiche a preoccupare. “La produzione media italiana - scrive Basile - è passata da 76 milioni di ettolitri di media nella seconda metà degli anni Ottanta a 58,5 nel decennio 1990-99, 54,1 nel 2000 e 45,5 nel 2008, in ripresa rispetto al 2007, quando con 42,5 milioni di ettolitri l’Italia ha toccato il punto più basso delle ultime 60 vendemmie”.
Contesto e mercato
Quali i motivi di una tendenza che dà il vino in ribasso? Molti e variegati. La Comunità europea, per esempio, si è allargata e ha dovuto diventare rappresentativa anche di quei Paesi in cui il vino viene assoggettato a pratiche che non aiutano i consumatori nella scelta consapevole, oppure le recenti campagne antialcol che intimoriscono, forse troppo, i consumatori. Tutto nero, dunque? Forse no. «All’orizzonte si intravedono segnali di vitalità - spiega Basile -: dai prezzi all’ingrosso del mercato vinicolo nazionale, che negli ultimi mesi hanno riacquistato una certa vitalità, alle esportazioni, che nel 2010 hanno registrato quantità e valori in netto miglioramento».
Olio, tra Europa e Usa
Discorso diverso per l’olio. Un prodotto che sembra ampliare sempre più i propri orizzonti commerciali, quasi straripando, a livello di consumo quotidiano, in alcuni Paesi. Francia, Germania, Regno Unito segnano da anni tassi di crescita molto interessanti. “Negli Stati Uniti - scrive Basile - nell’arco di venti anni gli impieghi di oli di oliva per uso alimentare sono triplicati, passando da meno di 90mila tonnellate del 1990 a 260mila attuali. E positive sono le proiezioni per i prossimi anni, orientate verso il consolidamento della fase espansiva, in un mercato che in termini relativi oggi rappresenta poco più dell’8 per cento”.
E poi c’è la Cina. Ma per saperne di più rimandiamo alla lettura del libro di Basile.
Le cantinette al servizio della mescita
Per un servizio impeccabile occorre garantire ai vini il giusto riposo. Sul mercato sono disponibili modelli concepiti per soddisfare le esigenze di ogni tipo di locale
Rossi, bianchi e spumanti sono un investimento, anche per i locali che ne smerciano quantitativi limitati, ed è fondamentale quindi assicurare loro una giusta conservazione. Sono tanti i fattori che possono compromettere le qualità di un vino e ogni tipologia richiede condizioni di temperatura ottimali, bassa umidità (mai superiore al 65%) e minima esposizione alla luce diretta o ai raggi solari.
Le bottiglie spesso sono già studiate per garantire, almeno in parte, queste condizioni, soprattutto per quanto riguarda l’esposizione alla luce. Le bottiglie scure usate per molti rossi servono a impedire che una luce troppo intensa scomponga alcune sostanze presenti nel vino, fondamentali per lo sviluppo dei profumi e dei sapori. Si tratta in particolare dei polifenoli, composti chimici naturali presenti nell’uva (e in particolare nelle bucce), formati da una molecola molto “lunga” che, se sottoposta per tempi prolungati all’azione dei raggi solari, si spezza in molecole più corte. In altri casi, come per esempio in alcuni spumanti metodo classico o in certi Champagne, le bottiglie sono vendute avvolte in una pellicola semitrasparente in grado di bloccare i raggi ultravioletti.
Un ruolo molto importante ha poi la posizione in cui sono tenute le bottiglie, che devono stare il più possibile orizzontali, soprattutto quando la chiusura è con un tappo in sughero. In questo modo il liquido resta sempre a contatto con il turacciolo, lo mantiene gonfio e garantisce così la perfetta ermeticità nel collo della bottiglia.
In caso contrario c’è il rischio di infiltrazioni d’aria nella bottiglia e del conseguente sviluppo del difetto noto comunemente come odore di tappo. Si tratta di una alterazione causata da una molecola, il tricloroanisolo, che viene sviluppata da minuscole spore presenti nei tappi naturali a contatto con l’ossigeno.
Cruciale il controllo della temperatura
L’agente esterno più importante per il mantenimento corretto del vino è senza dubbio la temperatura. Ogni tipologia ne richiede una precisa, che varia dagli 8-10 °C per gli spumanti ai 16 °C adatti ai rossi di corpo e invecchiati. Idealmente la temperatura di conservazione è di 2-3 °C più bassa rispetto a quella ottimale per il servizio.
I luoghi migliori per garantire queste condizioni sono le cantine di una volta, interrate, con muri e volta in mattoni e pavimento in cotto o in terra battuta. Difficile che un pubblico esercizio possa però vantare uno spazio siffatto. Per avere il vino alla giusta temperatura a portata di mano si sono diffuse negli ultimi anni le cosiddette cantinette, che oltre a garantire la giusta conservazione delle bottiglie spesso ne valorizzano l’esposizione. Sono in realtà frigoriferi che funzionano a temperature più elevate degli apparecchi tradizionali e hanno anche un sistema di controllo per la temperatura. Ne esistono moltissimi modelli. I più sofisticati e funzionali hanno porte in vetro con filtri anti-UV e divisione della camera interna in due zone a diverse temperature, che consentono la conservazione nella stessa cantinetta - in comparti diversi - di spumanti e vini bianchi da una parte e di rossi dallaltra. Le zone più fredde delle cantinette sono quelle più in basso, quindi bisogna usare l’avvertenza di tenere negli scomparti inferiori le bottiglie che devono essere tenute più in fresco.










