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La FPGCI sceglie il Miglior Panettone del Mondo 2024

Le finali 2024 del concorso internazionale si terranno alla Mostra Oltremare di Napoli. Cinque le categorie in gara, anche Miglior pandoro

Il Campionato del Mondo del Panettone torna in Italia il 17 e 18 novembre 2024. Sarà ospitato a Napoli presso il Salone Gustus nella Mostra d’Oltremare. Organizzato dalla Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC), l’evento radunerà 40 professionisti di Francia, Spagna, Messico, Giappone e Italia. I partecipanti sono stati selezionati tra i 250 iscritti che si sono distinti nelle gare di qualificazione dello scorso ottobre. L’obiettivo della competizione che celebra l’eccellenza del grande lievitato italiano, è assegnare il titolo di Miglior Panettone del Mondo 2024.

Miglior Panettone del Mondo 2024, le categorie in gara

La competizione si articolerà in cinque categorie principali. Oltre al classico panettone tradizionale, con uvetta e canditi di scorza d’arancia e cedro, i concorrenti potranno anche cimentarsi nel panettone innovativo sperimentando nuove tecniche o farciture. Una terza categoria, poi, è quella del panettone salato che prevede l’impiego di ingredienti salati. C’è anche il premio per il miglior panettone decorato in cui a essere valorizzato è l’aspetto estetico e artistico. Un ulteriore riconoscimento, inoltre, sarà assegnato al pandoro, il tipico dolce veronese. Tutti i prodotti saranno valutati su profumo, taglio, cottura, gusto, sofficità, alveolatura e tecniche usate per l’inserimento delle sospensioni. Altri elementi di valutazione saranno originalità, presentazione e qualità delle materie prime.

La parola alla FIPGC

«Negli ultimi anni la Federazione è cresciuta espoenzialmente in termini di partecipazione. Questo non è solo un risultato numerico, ma testimonia la fiducia della comunità dei professionisti del settore», afferma Matteo Cutolo, presidente della FIPGC. «Lavoriamo instancabilmente per garantire la massima affidabilità e credibilità in ogni aspetto della nostra attività, dalla formazione all'organizzazione di eventi internazionali per promuovere tutte le specialità – aggiunge -. La competizione dedicata al panettone sarà un evento straordinario, un trionfo di sapori e tradizioni che celebrerà l'eccellenza di questo dolce iconico».

FIPGC, federazione per la promozione del settore

Fondata con lo scopo di promuovere la pasticceria italiana nel mondo, la FIPGC è oggi un riferimento istituzionale per il settore, grazie anche a protocolli d’intesa con il Ministero degli Esteri e il Ministero dell'Istruzione. Attraverso eventi, fiere e corsi di formazione, punta quindi a rafforzare il settore e valorizzare i prodotti Made in Italy. Dal 2015 organizza Campionati di Pasticceria e Cake Design di livello nazionale e internazionale, inclusi i Campionati Nazionali di Pasticceria per gli istituti alberghieri per incentivare i giovani a intraprendere la professione.

Artigianali, naturali e 100% italiani: i mixer Dandy Drink

Dandy Drink mixer gamma
Bolla fine e persistente a lungo, sapori autentici e delicati caratterizzano le otto referenze, quattro toniche e quattro sodate, 100% naturali e artigianali, della linea di mixer premium dedicata ai professioisti del bancone firmata dalla giovane realtà bergamasca

Gusto pulito e delicato, sapori autentici, effervescenza persistente a lungo. Sono le virtù della gamma di mixer premium a marchio Dandy Drink, giovane realtà del beverage con sede a Bagnatica, in provincia di Bergamo. Una gamma dedicata alla miscelazione, 100% naturale e made in Italy, che spicca per la freschezza e la versatilità dei prodotti, pensati per esaltare al meglio i distillati ai quali si sposano. Otto le referenze che la compongono, quattro toniche e quattro sodate, tutte preparate artigianalmente con materie prime di qualità, accuratamente selezionate e proposte in bottiglietta di vetro in formato 20 cl.

 

Il progetto Dandy Drink nasce nel 2020 a opera di Cristiano Franzini e Stefano De Gaspari: il primo attivo nel comparto del fuori casa da oltre 25 anni, dove ha maturato competenze nel marketing e nel commerciale lavorando per più di due decenni per una multinazionale del beverage, il secondo bartender e proprietario di locali, tra i quali l’Artisan Cafè di Bergamo. «Frequentando il locale di Stefano, sono rimasto conquistato dalla qualità della tonica che autoproduceva nel suo Laboratorio Mixology, insieme ad altri ingredienti per i cocktail: una tonica naturale, neutra e perfettamente equilibrata, che si sposava bene con ogni tipologia di gin – racconta Franzini -. Da qui l’idea di creare una società per produrre su ampia scala la tonica, mantenendone inalterate ricetta e caratteristiche, e altri sodati di alta gamma». Idea diventata realtà l’anno successivo quando i due soci, dopo aver messo in piedi il loro stabilimento produttivo, realizzato usufruendo anche di un finanziamento europeo per il recupero e la valorizzazione dei vecchi mestieri, hanno avviato la produzione.

Produzione curata in ogni dettaglio

«I nostri sodati, privi di coloranti e conservanti, sono infatti prodotti artigianalmente, con tecniche tradizionali che rispettano le materie prime. Queste vengono acquistate separatamente, pesate e inserite manualmente nel mixer di produzione – spiega il co-fondatore di Dandy Drink -. Ma soprattutto, la carbonatazione della bevanda avviene mediante un lento processo di saturazione, in autoclave isobarica e della durata di circa 48 ore, che permette al liquido di assorbire completamente la CO2. Un processo alla base di due caratteristiche distintive dei nostri mixer: una bollicina estremamente fine e una gassatura che persiste a lungo».

Lo stabilimento di proprietà permette all’azienda di avere il controllo di tutto il processo produttivo e di curarne ogni dettaglio. Un’attenzione improntata alla ricerca della qualità e rivolta anche all’acqua impiegata, attinta dall’acquedotto, ma sottoposta a ben tre processi di depurazione: una classica depurazione, alla quale segue un trattamento per osmosi inversa e, infine, con lampade Uv, in modo che sia più pura possibile così da esaltare aromi e sapori del prodotto.

La linea di mixer

Frutto di questa cura è la gamma di toniche e di bevande sodate che attualmente compongono l’offerta Dandy Drink. Della prima fanno parte la Dandy Tonic Water, una tonica neutra studiata per abbinarsi con ogni tipologia di gin, senza alterarne il gusto ed esaltandone le botaniche; Riviera Tonic, tonica mediterranea dalle delicate e fresche note di cedro e di basilico, indicata per gin agrumati ed erbacei; Flower Tonic, dal colore rosso naturale dato dai fiori di ibisco che con la lavanda ne caratterizza l’aroma e indicata per unirsi a gin freschi e floreali; Tonic Zero, la versione senza zuccheri della Dandy Tonic Water, ma dal carattere più spigoloso, e come questa si abbina alla perfezione a ogni gin.

La linea di sodati comprende invece la Ginger Beer, dai toni sfumati leggermente piccanti, ideale per abbinarsi a gin e vodka; Classy Lemon, una limonata essenziale e pura che si sposa benissimo con qualsiasi tipo di gin o vodka; Pink Grapefruit Soda, una soda al pompelmo rosa ideale per il Paloma; Club Soda, ad alta gassatura, carbonata con un pizzico di bicarbonato di sodio che le dona una leggera nota sapida che aiuta a esaltare i distillati ai quali viene aggiunta.

Per i professionisti

Prodotti dedicati ai professionisti del fuori casa, canale sul quale è focalizzato tutto lo sviluppo dell’azienda e che stanno ottenendo un ottimo riscontro da parte dei bartender. Che si manifesta anche nella crescita delle vendite, passate da 400.000 bottiglie del 2023 alle 800.000 di quest’anno, con la previsione di superare abbondantemente il milione nel 2025. «Non guardiamo però solo al mondo dell’alta miscelazione. Dandy Drink è nata con l’obiettivo di offrire a tutti i professionisti mixer distintivi, che per le loro caratteristiche qualitative aiutino anche chi non è un esperto mixologist a preparare cocktail di qualità – riprende Franzini -. A questo scopo abbiamo anche realizzato un ricettario, disponibile sul nostro sito: un piccolo aiuto per gli operatori, attraverso il quale mostriamo come con la nostra gamma è possibile realizzare drink di facile concezione, ma appaganti per il cliente».

Stile dandy

Oltre alla qualità dei prodotti, nello sviluppo del progetto i due soci hanno dedicato altrettanta cura anche alla loro immagine. A partire dal nome dell’azienda, “Dandy”, scaturito dalla loro passione per il grande scrittore irlandese Oscar Wilde, il dandy per eccellenza. Un’idea di eleganza e raffinatezza che vuole sorprendere e conquistare e che in forma giocosa riflette lo spirito con il quale è nata questa linea di mixer. «Spirito che trasmettiamo anche nell’etichetta, studiata e disegnata da Alberto Biffi, docente dell’Accademia di Belle arti SantaGiulia di Brescia, che impreziosisce la bottiglia - conclude Franzini -. Raffigura un coniglio, ispirato al Coniglio Bianco di Alice nel Paese delle meraviglie, ritratto in una posa diversa e con un abito diverso su ogni bottiglia, perché un dandy non veste mai allo stesso modo».

GugArt³: una nuova frontiera tra cioccolato e arte

Raccontare il cioccolato è la sfida che Guido Gobino ha proposto in occasione del 60° anniversario dell'azienda torinese

In occasione del 60° anniversario dalla fondazione della cioccolateria, oltre a un cofanetto celebrativo, Guido Gobino ha lanciato GugArt³. Si è trattato di un bando culturale che ha unito l’arte della cioccolateria a forme espressive come musica, scrittura e arti visive. Il progetto si è rivolto ad artisti under 35, ed è nato per raccontare il mondo della cioccolateria attraverso linguaggi artistici diversi. I partecipanti, infatti, prima di presentare le loro opere si sono immersi nei profumi e nell’atmosfera del laboratorio di produzione.

La giuria di GugArt³

A giudicare le opere in concorso sono stati Damir Ivic per la musica, Nicola Lagioia per la scrittura e Marinella Senatore per le arti visive, incaricati di selezionare i migliori progetti ispirati alla storia e ai valori di Guido Gobino.

I vincitori per le arti visive

A condividere la vittoria nella categoria arti visive sono stati Marta Ciolkowska, Lorenzo Gnata e Chiara Nicoletti. La prima ha presentato Whispering The Future sull’impatto ambientale e sociale del cacao.  Il secondo è autore di Sogno di polvere, fango, inchiostro, che evoca la storia della famiglia Gobino. Infine, Chiara Nicoletti ha esplorato il valore della manualità coinvolgendo i dipendenti dell’azienda, in Mano a mano.

Whispering The Future di Marta Ciolkowska (Foto ufficio stampa)

Gli altri vincitori

Per la Musica, il trio composto da Edmondo Annoni, Camilla Battaglia e Francesca Remigi ha realizzato una composizione ispirata alla filiera del cioccolato che unisce jazz, ambient e field recording, dal titolo Viaggio di una fava di cacao. Infine, nella categoria Scrittura, Michela Iannella con Per finta ha dedicato un omaggio nostalgico ai ricordi d’infanzia legati alla cioccolateria.

Guido Gobino: tradizione e innovazione nella cioccolateria

Fondata nel 1964, la cioccolateria Guido Gobino rappresenta un’eccellenza nella produzione di cioccolato distribuita in 52 paesi. È caratterizzata da una continua ricerca della qualità e da un forte radicamento nella tradizione torinese che non dimentica l’innovazione. Attraverso una selezione accurata delle materie prime, l’azienda artigianale ha saputo distinguersi ottenendo molti riconoscimenti internazionali. Oggi ad affiancare il fondatore è il figlio Pietro, che ha introdotto il primo Bilancio di Sostenibilità e ha consolidato la sensibilità verso l’ambiente.

La Guida Michelin premia i migliori professionisti della pasticceria

Durante la presentazione della 70ª edizione della Rossa sono state consegnate le menzioni speciali "Passion Dessert"

C’è anche la pasticceria, con la menzione speciale Passion Dessert, tra i protagonisti della presentazione della 70ª edizione italiana della Guida Michelin. La cerimonia è andata in scena al Teatro Pavarotti di Modena. Per il secondo anno consecutivo la Rossa (che a Taiwan ha assegnato la stella a una gelateria) ha conferito il riconoscimento a chi, grazie a tecnica e creatività della pasticceria, eleva l’eccellenza delle insegne. Con il supporto di Molino Dallagiovanna, partner dell’iniziativa, la "Rossa" celebra così i professionisti che nei loro dolci uniscono estetica e innovazione.

I talenti del dessert premiati dalla Guida Michelin

Sono sette i ristoranti, distintisi per la qualità della loro pasticceria, che hanno ricevuto il premio Passion Dessert 2025. Nell’elenco ci sono il ristorante Riva a Numana (Ancona), la cui brigata è guidata da Antonio Lerro, e All’Enoteca a Canale (Cuneo) con Davide Palluda al comando. Si continua con Daniele Canella de Il Visibilio a Castelnuovo Berardenga (Siena), e Luigi Salomone di Re Santi e Leoni a Nola (Napoli). Altri premiati sono Salvatore Morello di Inkiostro a Parma, e Martina Peluso di Agli Amici Dopolavoro a Venezia. Chiude la lista Luca Zecchin di Coltivare a La Morra (Cuneo).

Sabrina Dallagiovanna consegna i riconoscimenti "Passion Dessert"

La visione di Molino Dallagiovanna per la pasticceria d’eccellenza

Ad affiancare la Guida Michelin nella valorizzazione del dessert è stata ancora una volta Molino Dallagiovanna. L’azienda, da quasi due secoli specializzata nella produzione di farine di qualità per la pasticceria, è sin dall’istituzione, promotrice della menzione speciale. A consegnare il riconoscimento è stata Sabrina Dallagiovanna, sales marketing manager dell’azienda molitoria. «La nostra missione per l’eccellenza rispecchia quella della Guida Michelin. Selezioniamo le migliori varietà di grano coltivate nel rispetto dell’ambiente, per offrire farine di altissimo livello che permettono ai professionisti di realizzare dessert indimenticabili», ha detto. Parole che riconoscono il ruolo fondamentale dei pastry chef nella ristorazione italiana di alta gamma.

“Food Couture”, il premio per i vincitori

Per celebrare i professionisti che si sono aggiudicati il riconoscimento, Molino Dallagiovanna organizzerà Food Couture. Durante la due giorni i vincitori potranno confrontarsi con i Maestri Giuseppe Amato e Leonardo Di Carlo. Con loro esploreranno le tecniche più innovative dell’arte bianca, dai panificati ai grandi lievitati, in un confronto tra tradizione e nuove tendenze.

Maniva è Impresa Vincente 2024 di Intesa San Paolo

Maniva Impresa Vincente 2024
Il prestigioso riconoscimento dell'istituto di credito è stato attribuito all'azienda delle acque minerali per i progetti avviati e i risultati raggiunti nel campo dell’innovazione e della sostenibilità

C’è Maniva tra le dieci realtà nazionali, nel settore dell’Agribusiness, a ricevere il premio Impresa Vincente 2024 nell’ambito del progetto di Intesa San Paolo, finalizzato a valorizzare la vitalità e le eccellenze del tessuto imprenditoriale italiano.

Lanciato nel 2009, il progetto ha avuto come tema centrale e premiante di questa edizione la sostenibilità, con un'attenzione particolare alle peculiarità dei territori, valorizzando distretti e filiere produttive, con le imprese premiate che saranno supportate dalla Banca e dai partner dell’iniziativa in modo che il made in Italy trovi sempre più sbocchi di mercato e spazi di crescita e affermazione nel mondo.

Premiata la strategia di crescita sostenibile

Attiva dal 1998 nella produzione di acque minerali, Maniva è stata selezionata e premiata per le proprie strategie di crescita, capaci di armonizzare progetti di potenziamento e innovazione produttiva a politiche attive di sostenibilità ambientale. Un connubio che contribuisce a creare valore per l’economia del territorio dove l’azienda è attiva: in Lombardia, con lo stabilimento nel comune di Bagolino, in provincia di Brescia, dove vengono imbottigliate le acque che sgorgano dal Monte Maniva, al centro delle Alpi Retiche, e in Toscana, con il sito a Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, dove invece viene imbottigliata le acque delle sorgenti del Monte Penna, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’azienda nel suo piano industriale 2023-2025 ha prevede un investimento di circa 12 milioni di euro per lo sviluppo produttivo, con la maggior parte delle risorse dedicate alla realizzazione di una nuova linea di imbottigliamento. La nuova linea, che sarà installata a breve e che raddoppierà la capacità di produzione di Maniva, permetterà di lavorare packaging più leggeri e interamente riciclabili in Pet e R-Pet, con una importante riduzione dei consumi energetici e di materie prime. Un’altra parte delle risorse è stata destinata all’installazione di impianti fotovoltaici nei due stabilimenti, così da soddisfare parte del suo fabbisogno di elettricità con energia autoprodotta da fonte rinnovabile.

Operazioni che permetteranno di migliorare ulteriormente la sostenibilità dei prodotti e dell’attività dell’azienda, campo nel quale è da tempo impegnata con tutte una serie di iniziative, come gli investimenti in bottiglie di vetro a rendere, in un’ottica di economia circolare, e quelli per la riduzione dei consumi di acqua e di combustibili fossili.

«Per Maniva questo riconoscimento è un nuovo e positivo riscontro alla qualità del percorso di crescita che abbiamo pianificato e intrapreso – ha commentato Cristian Fusi, cfo Maniva – e che ci permetterà di coniugare le esigenze dello sviluppo del nostro business con una maggiore sostenibilità, riducendo l'impatto sull’ambiente dei nostri processi produttivi e qualificando sempre più il nostro efficientamento energetico».

Panettone Gualtiero Marchesi, ecco chi lo fa!

C'è Vincenzo Tiri dietro il grande lievitato firmato dell'indimenticato Maestro. Cade il velo sul nome del pasticciere che lo realizza da 10 anni

Dopo dieci anni di segreto, la Fondazione Gualtiero Marchesi svela finalmente il nome del maestro lievitista dietro al panettone dell’indimenticato Maestro. Si tratta di Vincenzo Tiri, considerato tra i massimi esperti italiani di grandi lievitati. Dal 2014, infatti, il grande lievitato viene realizzato da Tiri secondo una ricetta che il grande chef, attratto dall’equilibrio e dalla qualità dei suoi prodotti, gli affidò personalmente.

La tradizione del Panettone Marchesi

Per Marchesi, il panettone era più di un dolce: rappresentava la cultura gastronomica milanese e un approccio alla cucina fondato su rigore e essenzialità. Questa tradizione viene ora proseguita da Vincenzo Tiri. Il lievitista ogni anno riproduce la ricetta secondo le linee guida del Maestro, rendendo il panettone pensato da Gualtiero Marchesi un simbolo di qualità e artigianalità.

La storia del Panettone Gualtiero Marchesi

L’idea di affidare la realizzazione del panettone a Vincenzo Tiri nacque in seguito a una degustazione. Marchesi, colpito dall’assaggio del panettone di Tiri, lo incaricò di riprodurre la sua versione personale del dolce, caratterizzata da una pasta di colore giallo intenso. Da allora Tiri ha seguito meticolosamente le indicazioni del Maestro, mantenendo un processo produttivo che unisce tecniche tradizionali e innovazione.

Vincenzo Tiri, il pasticciere che realizza il panettone Gualtiero Marchesi

Chi è Vincenzo Tiri

Vincenzo Tiri, classe 1981, è cresciuto nel laboratorio di famiglia dove ha affinato l’arte della lievitazione. La sua tecnica prevede tre fasi di impasto e 72 ore di lavorazione, per ottenere dolci soffici e morbidi. Vincitore di numerosi riconoscimenti, Tiri ha aperto a Potenza una pasticceria con un’offerta di soli dolci lievitati.

L’edizione 2024 del panettone Gualtiero Marchesi

Per celebrare il decimo anniversario della collaborazione, la Fondazione ha scelto di introdurre nel panettone il tocco aromatico speciale di un esclusivo blend di vaniglie. A essere accentuato è il profilo olfattivo e gustativo del grande lievitato. Il panettone è disponibile solo su prenotazione presso l’Accademia Gualtiero Marchesi (54 euro al chilo). I proventi delle vendite andranno a sostegno delle attività culturali della Fondazione.

Autentici, italiani e genuini: i 10 Bar Brillanti di Acqua Brillante

Bar Brillanti 2024
Con una serata speciale presso il Gino12 di Milano, Acqua Brillante ha svelato i 10 Bar Brillanti 2024, ambasciatori della storia e della cultura italiana del bar

Dieci, autentici e brillanti. Sono i bar all’italiana, tradizione profondamente radicata nella cultura del nostro Paese, che Acqua Brillante ha premiato come alfieri dei propri valori e della propria filosofia, definiti da uno studio che l’azienda aveva condotto specificamente: su un campione di 30 baristi attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community lifestyle internazionali, erano stati rilevati come fondanti convivialità e condivisione (62%), tradizione e abitudini (47%), prodotti di qualità del nostro territorio (45%), senza dimenticare divertimento (40%) e socializzazione (35%). Una miscela di elementi che rendono un luogo di incontro quasi un universo a sé stante.

Le virtù dei Bar Brillanti

Da tutta Italia sono stati quindi riconosciuti i dieci indirizzi fedeli alle caratteristiche di Acqua Brillante, e omaggiati nel corso di una serata speciale presso il Gino12 di Milano, con il supporto di Bargiornale: di fronte a loro, il panel di esperti che ne ha valutato le qualità, spaziando su tutti i temi che rendono un bar, di fatto, brillante. Giorgio Triani, sociologo e futurista, ha sottolineato come «un bar brillante è un bar (all’italiana) che riscopre gli anni '60/'70, dove il cliente è un amico e le conversazioni e la socialità tengono banco». Andy dei BluVertigo, artista eclettico e musicista, ha aggiunto che «l'identità stessa di un ambiente offre un'accoglienza unica e ritrovarsi in un luogo che preserva il proprio stile, in un'epoca sempre più condizionata dai cellulari, rappresenta un’opportunità preziosa». Nick Maltese, noto interior designer, ha poi affermato: «L’architettura e il design di un bar brillante devono essere puri, autentici e senza tempo. Che si tratti della raffinatezza del Mandarin Oriental Como, del dinamismo di Bar Is the Name a Busto Arsizio o dell’intimità del Café Kosmos a Marina di Cecina, ogni spazio è concepito per trasmettere emozioni autentiche». Carlo Meo, esperto di concepting di retail esperienziale, ha spiegato che «il mondo dell’esperienzialità nel food&beverage non inventa nulla di nuovo, piuttosto reinterpreta il passato migliorandolo, come accade con il rito dell'aperitivo, il Gin Tonic e la Carbonara». Infine, Matteo Figura, ricercatore di mercato, ha concluso dichiarando che «il bar in Italia ha vissuto una significativa evoluzione negli ultimi anni. E il prossimo passo dovrebbe consistere in un'attenzione maggiore ai desideri dei clienti, soprattutto in termini di valori come sostenibilità, benessere e inclusione».

Il trionfo della convivialità

È il trionfo della convivialità per eccellenza, che ha consolidato il tessuto sociale d’Italia e dei suoi costumi, a prescindere dalle coordinate o dalle tradizioni locali. I dieci Bar Brillanti sono ambasciatori della storia italiana del bar nonché portatori di valori quali autenticità, genuinità, italianità e unicità: secondo dati Fipe, il 91% degli italiani frequenta il proprio bar di riferimento almeno una volta al mese, a testimonianza dell’importanza di questi luoghi senza tempo nelle abitudini nostrane (eppure oltre 10.000 sono costretti a cessare l’attività ogni anno e solo il 50% sopravvive a distanza di cinque). Acqua Brillante si schiera così al fianco di un patrimonio nazionale di infinito valore: «Come Gruppo Sanpellegrino, riconosciamo il ruolo fondamentale che i bar hanno nella storia italiana – dichiara Michel Beneventi, amministratore delegato di Sanpellegrino –. Per questo vogliamo essere al loro fianco, offrendo il nostro sostegno affinché possano continuare a crescere e a diffondere i valori che ci rappresentano in Italia e all’estero».

I 10 BAR BRILLANTI DEL 2024

Gusto e praticità con la nuova linea di verdure Brunoise di Bonduelle

Quattro le referenze che compongono la nuova gamma di verdure surgelate nel pratico taglio brunoise, studiate per semplificare e velocitazzare il lavoro degli operatori. Soluzioni molto versatili, come mostrano i tanti spunti del ricettario da scaricare gratuitamente

La linea di verdure surgelate la nuova linea Brunoise è la novità di Bonduelle Food Service per i locali. La compongono quattro referenze, Broccoli, Cavolfiori, Duo di Carote (carote arancioni e gialle) e Duo di Zucchine (zucchine verdi e gialle), proposte in un pratico taglio brunoise (4x4x4 mm), in buste da 2,5 kg (4 buste per cartone), che ne facilitano il dosaggio ed evitano sprechi.

Pronte per ogni tipo di ricettazione, con una shelf life di 24 mesi (conservate a  -18 °C), le verdure si caratterizzano per il taglio regolare, uniforme e integro, e per la capacità di mantenere inalterati consistenza, colore e gusto delle materie prime durante la preparazione.

Praticità e zero sprechi

Prodotte con verdure selezionate e di alta qualità, le referenze della gamma Brunoise hanno un altro punto di forza nell’alto grado di servizio. Già tagliate, eliminano la necessità di una lunga lavorazione, con una ulteriore riduzione di sprechi, e sono pratiche e veloci da rinvenire, senza dover scongelare prima il prodotto. Il rinvenimento, inoltre, può essere effettuato in diverse modalità: in formo a microonde, per 7 minuti a 800 W (per 500 g di prodotto); in forno a vapore, 6 minuti a 100 °C (per 2,5 kg); in forno a convezione, 15 minuti a 160 °C (2,5 kg); in padella, 6 minuti (per 500 g).

Versatili e facili da utilizzare

A questo si unisce la grande versatilità e facilità di utilizzo. Le verdure possono essere impiegate come ingrediente principale, in insalate e insalatone, per realizzare intriganti appetizer, guarnire piatti, o ancora come topping su pizze, per realizzare ripieni e anche come contorno.

A tale proposito, a supporto del suo lancio è stato realizzato il Quaderno di Ricette Brunoise (scaricabile gratis quindi seguito) che raccoglie idee pratiche e creative e suggerimenti a firma di Fabrizio Milione, chef executive del team Bonduelle Food Service. Tanti spunti pensati per permettere agli operatori dei locali di sfruttare al meglio la versatilità della linea e sperimentare nuove combinazioni di sapori e dare vita a originali ricette in linea con i nuovi trend di consumo, sempre più orientati a un’alimentazione sana ed equilibrata, con i vegetali come gradi protagonisti.

Un esempio è il Poke di Quinoa, Brunoise di verdure, Ceci e Lenticchie (nella foto in aperura) da comporre semplicemente unendo le quattro referenze Brunoise, saltate con olio extravergine di oliva e aglio, alla Quinoa, ai Ceci e alle Lenticchie della linea Minute di Bonduelle Food Service semplicemente decongelate.

SCARICA IL QUADERNO BRUNOISE 

Laphroaig Cocktail Experience in scena a Milano

Islay Single Malt Scotch Whisky LTD Edition 33YO e 30YO
Importati da Stock Italia, si è tenuta all'iconico LoM Dopolavoro di Milano la presentazione in notturna di due eccezionali Scottish Whisky Limited Edition Laphroaig come 30 YO e 33 YO, oltre ai più interessanti cocktail highball a base di whisky.

30 YO e 33 YO sono le due nuove Limited Edition Strong Characters di Laphoraig Distillery presentate di recente a Milano nel suggestivo spazio Lom Dopolavoro di Milano.

Nell'occasione è stata anche presentata una Drink List di signature cocktail a base della versione 10 YO del celebre distillato scozzese: Paloma Laphroaig, Laphroaig Sour, Tropical Islay, Virgin Smokey Paloma.

Nel giardino della ottocentesca e suggestiva cascina che si trova alle spalle del Cimitero Monumentale di Milano, nella quale ha trovato spazio il locale Lom Dopolavoro (ristutturazione Studio Andrea Borri Architetti), è stato ricreato un Laphroaig Garden con tanto di rimorchio Mobile Bar trainato da una iconica Land Rover a ricreare una vera e propria atmosfera highland.

A fare gli onori di casa sono state Evelina Teruzzi, Ceo Stock Italia e Valentina Simonetta, Marketing Director Stock Italia.

Due Limited Edition di grande livello

Laphroaig 30 YO è un Single Malt invecchiato 30 anni in botti di rovere americano, oltre che in botti di rovere europeo ex-Sherry. Ne risulta un distillato (45,8% alc) dai sentori floreali e di frutta tropicale con note affumicate di torba. Alla degustazione si aggiungono note agrumate e insieme di caramella mou. Prezzo al pubblico importante (750 € circa).

Laphroaig Islay Single Malt Scotch Whisky 30 YO

Laphroig 33 YO è il primo distillato espressamente dedicato al cofondatore della distilleria, Donald Johnston, la cui etichetta è stata curata dall'artista britannico Bill Bragg. Al pari dell'altra limited edition 30 YO, il distillato è stato affinato in botti di rovere americano e di rovere europeo ex-Sherry. ma differisce pèer una tonalità dorata più intensa con particolari note di caramello dolce, miele di erica e di pane, oltre che di frutta e spezie, unitamente al tono affumicato di torba (43,8% alc). In linea anche il prezzo: al pubblico 900 € circa.

Laphroaig Islay Single Malt Scotch Whisky 33 YO

«C'è un crescente desiderio tra i bevitori di whisky di conoscere non solo i sapori - afferma Teddy Joseph, Global Brand Ambassador di Laphroaig - ma anche le storie dietro di essi. La serie Strong Characters offre l'opportunità di esplorare i pionieri che hanno reso Laphroaig ciò che è oggi».

Fondata nel 1815 nell'isola Islay sulla costa occidentale della Scozia dai fratelli Alex e Donald Johnston, Laphroaig Distillery si è subito distinta per la produzione di Single Malt Scotch Whisky delicatamente torbati e per un vago sentore salino dovuto alla sua esposizione in riva all'Atlantico. Dopo alcuni passaggi di proprietà, oggi fa parte del Suntory Global Spirits i cui distillati sono distribuiti in Italia da Stock Spirits Italia.

 

 

Beer&Food Attraction alla conquista della bar industry con il Mixology Village

Beer&Food Attraction
Andrà in scena alla Fiera di Rimini dal 16 al 18 febbraio 2025 la manifestazione di Italian Exhibition Group. Cresce ancora la Mixology, da affiancare alle eccellenze birrarie, alla più completa offerta del mondo beverage e alle principali proposte food dedicate al fuori casa

Dalle eccellenze birrarie italiane e internazionali (craft e mainstream) alla più completa offerta del mondo beverage, come acque minerali e succhi di frutta, passando dai soft drink agli spirits, senza dimenticare la grande crescita dello spazio Mixology con l’introduzione di nuove categorie come gli sparkling wine e le proposte Food con i prodotti ready-to-eat per il canale casual dining. Tutto questo è Beer&Food Attraction – The Eating Out Experience Show, la manifestazione che si terrà alla Fiera di Rimini dal 16 al 18 febbraio 2025 in contemporanea alla 7ª edizione di BBTech Expo, entrambe firmate da Italian Exhibition Group (Ieg).

Giunta alla sua 10ª edizione, Beer&Food Attraction si conferma il punto di riferimento dell’eating-out, dominando la scena nazionale della beverage & bar industry: un appuntamento imperdibile in cui, grazie alla collaborazione tra Ice Agenzia e il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre al network dei regional advisor di Italian Exhibition Group, è già stata confermata la presenza di oltre 130 buyer da 40 Paesi. Da sottolineare anche la costante crescita delle visite professionali: con 41.501 presenze da 77 Paesi diversi, l’edizione 2024 di Beer&Food Attraction e BBTech Expo (andata in scena dal 18 al 20 febbraio scorso) ha registrato un +20% complessivo rispetto al 2023.

Più spazio all’aperitivo e alla mixology

Diverse le novità previste per l’edizione 2025. Beer&Food Attraction diventerà infatti il palcoscenico dell’universo SuperHoreca, grazie al potenziamento dell’offerta che ruota attorno al rito dell’aperitivo. Così l’arte della miscelazione troverà la sua massima espressione nel Mixology Village, che valorizzerà le aziende produttrici di distillati e le piccole attrezzature per bartending, inglobando inoltre la terza edizione di Mixology Circus, evento di riferimento per il mondo spirits. Altra novità di punta sarà la Sparkling&Mix, l’area espositiva in cui emergeranno gli sparkling wine per il mondo cocktail.

Innovazioni da premio

Mentre per il secondo anno consecutivo andrà in scena il Premio Innovazione, destinato alle aziende espositrici. Nel corso di questa edizione nascerà una vera e propria gallery delle novità per mettere in luce le eccellenze delle singole aziende, e grazie alla collaborazione di ANGI-Associazione Nazionale Giovani Innovatori sarà sviluppata l’Area Start-up, dove saranno presenti 20 start-up italiane e dove verrà decretato il progetto più innovativo del settore.

Formazione e grandi gare

Beer&Food si svolgerà in contemporanea con la 7ª edizione di BBTech Expo - The Beer & Beverage Technologies Show, la manifestazione dedicata alle tecnologie, alle attrezzature e agli accessori per la produzione e il confezionamento di birre e bevande. Cuore pulsante di entrambe le kermesse sarà la Beer&Tech Arena, dove si svolgeranno i principali talk di formazione su Birra e tecnologie. Torneranno anche le grandi competizioni, come il Concorso Birra dell’Anno e Italian Craft Beer Conference a cura di Unionbirrai.

Le arene del Food saranno invece animate dai Campionati di Cucina Italiana a cura di Federazione Italiana Cuochi e dal Global Chefs Challenge European Gran Prix 2025, l’evento di selezione europea di alta cucina, propedeutico al campionato mondiale del circuito Worldchefs.

È un omaggio ad Andy Warhol la limited edition 2024 di Absolut Vodka

Absolut Vodka limited edition 2024
La bottiglia in edizione limitata, realizzata con la Andy Warhol Foundation for Visual Arts, celebra una seconda tela realizzata dall'artista per Absolut Vodka e ritrovata di recente. Completa l'omaggio un'originale versione del Milk Punch creata per l'occasione

Di lunga data e feconda è la collaborazione instaurata da Absolut Vodka con artisti di tutto il mondo e sono oltre 800 le opere d’arte basate sulla silhouette della bottiglia della vodka svedese di Pernod Ricard. Tra queste Absolut Warhol, la tela realizzata nel 1985 da Andy Warhol, tra i più influenti artisti del Novecento e figura di spicco della pop art. Per anni si è sospettato che dell’iconico dipinto esistesse una seconda versione, che nel 2020 ha fatto la sua comparsa durante un’asta. Al ritrovamento di questa seconda versione, Absolut Blue, tutta in blu della tela Absolut Vodka ha dedicato la sua limited edition 2024: una bottiglia serigrafata con le pennellate dell’artista Pittsburgh e un pattern di sfumature impreziosite dalla firma originale e da un ritratto di Warhol. Ogni tonalità di blu è stata fedelmente riportata sulla bottiglia conferendo tridimensionalità all’opera, grazie anche al naturale colore cristallino del distillato e all’effetto “lente di ingrandimento” del vetro.

Una vodka premium

All’interno della bottiglia artistica, in formato da 700 ml, è custodita tutta la qualità di Absolut Vodka (alc 40% in vol). Una vodka premium prodotta nel piccolo villaggio di Åhus, nel sud della Svezia, solo con ingredienti naturali: grano invernale e acqua incontaminata, attinta da pozzi a 140 metri di profondità, filtrata naturalmente dal sostrato roccioso svedese. Un prodotto ideale per la miscelazione, che si contraddistingue per il suo gusto ricco, corposo e complesso, ma morbido, con un netto carattere di grano, accompagnato da delicate note di caramello e vaniglia, con una nota finale fresca e fruttata.

Il cocktail celebrativo e la mostra

Realizzata in collaborazione con la Andy Warhol Foundation for Visual Arts, la limited edition è solo una delle iniziative con la quale Absolut Vodka rende omaggio al grande artista. Un altro elemento del tributo è infatti Absolut Warhol’s Milk Punch, creato per l’occasione da Ricardo Dynan, in arte Rico, global brand ambassador Absolut Vodka, e ispirato alla passione di Warhol per i cornflakes. Un punch dai sapori audaci preparato con Absolut vodka infusa con burro di cacao, miscelata a liquore alla banana, succo di limone piccante e latte infuso con cornflakes (in fondo all’articolo la ricetta completa).

Ma non solo, da metà ottobre il dipinto è esposto allo Spritmuseum di Stoccolma, all’interno della sezione Absolut Art Collection e sarà protagonista della mostra Andy Warhol, Money On The Wall, curata dallo storico dell'arte e biografo di Warhol, Blake Gopnik.

La ricetta

Absolut Warhol’s Milk Punch


Ingredienti:
400 ml Absolut Vodka infusa con burro di cacao*, 200 ml Liquore alla banana, 200 ml sciroppo di zucchero, 200 ml succo di limone, 300 ml latte infuso con corn flakes**
*Absolut Vodka infusa con burro di cacao: sciogliere 350 g di burro di cacao e poi versare in una ciotola con 700 ml di Absolut Vodka, lasciare il composto in frigo per una notte e poi filtrare in un barattolo di vetro.
**latte infuso con corn flakes: versare 500 ml di latte in una ciotola con 50 g di cornflakes e conservare in frigo per una notte e poi filtrare
Preparazione:
versare in un mixing glass il liquore alla banana, lo sciroppo di zucchero e il succo di limone, aggiungere la vodka lavata con grasso e poi il latte ai corn flakes. Conservare in frigo per una notta e poi filtrare per alcune ore
Guarnizione:
banana art stampata con food printer o chip di banana e cioccolato fondente grattugiato
Bicchiere:
Old fashioned

Milano ospita la finale della Coppa del Mondo del panettone

Dall'8 al 10 novembre a Palazzo Castiglioni davanti a una giuria internazionale si sfideranno 42 pasticceri provenienti da 17 nazioni per stabilire il miglior panettone al mondo tradizionale e al cioccolato

Dal 8 al 10 novembre 2024, Milano ospiterà la finale della Coppa del Mondo del Panettone (CMP), evento che celebra il panettone artigianale e la sua tradizione . La manifestazione in programma a Palazzo Castiglioni vedrà la partecipazione di 42 pasticceri provenienti da 17 nazioni (tra cui 10 italiani), in un contesto di forte internazionalizzazione del prodotto. Contesto sottolineato da Alessandro Beduschi, assessore all'agricoltura della Regione Lombardia, tra gli enti patrocinatori dell’evento. «La CMP rappresenta l’eccellenza italiana e richiama maestri pasticceri da tutto il mondo. Sostenere iniziative come questa significa promuovere il nostro patrimonio gastronomico e quel saper fare che rende unica la Lombardia», ha detto.

Coppa del Mondo del panettone, il programma dell’evento

La tre giorni sarà aperta al pubblico, che potrà partecipare a degustazioni e laboratori, assistere alle votazioni della giuria. Scoprire i prodotti nei diversi stand e, inoltre, conoscere tutti i finalisti che avranno a disposizione 30 minuti per presentarsi. Tanti gli altri appuntamenti previsti, tra cui anche un incontro con Francesco Favorito, esperto di lievitati senza glutine, per estendere il piacere del panettone anche agli intolleranti. L’ingresso è gratuito su registrazione, per le degustazioni occorre l'acquisto di un ticket.

Due categorie in gara e una giuria internazionale

Due le categorie di competizione: panettone tradizionale e panettone al cioccolato. A presiedere le giurie, due nomi di spicco: il Maestro Iginio Massari per il panettone tradizionale ed Ernst Knam per il panettone al cioccolato. Ogni giuria sarà composta da pasticceri di valore internazionale, tra cui Julien Alvarez di Ladurée, e lo spagnolo Paco Torreblanca per quella del panettone tradizionale. In quella del panettone al cioccolato spiccano il Mâitre Chocolatier svizzero François Stahl, e il presidente del Club CMP Italia Andrea Besuschio. Tutti condivideranno le loro esperienze e valuteranno i panettoni secondo criteri di eccellenza artigianale e gusto. Senza dimenticare che, come ricorda Piffaretti, «nel panettone il parametro più controverso è proprio quello del gusto, diverso da nazione in nazione».

La missione della Coppa del Mondo del Panettone

La competizione rappresenta anche una vetrina strategica contro il fenomeno dell’Italian sounding, secondo quanto spiegato da Marcello Gentile, coordinatore di ICE, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Gentile ha sottolineato come eventi di questo calibro siano essenziali «per valorizzare l’agroalimentare italiano nel mondo, offrendo visibilità e legittimità ai prodotti autentici​».

Il panettone, alfiere del Made in Italy

«Sappiamo che vincere un’edizione della CMP può cambiare la realtà di un piccolo medio pasticcere che richiederà una presa di coscienza diversa per soddisfare le richieste che inevitabilmente arriveranno», ha sottolineato Giuseppe Piffaretti. «Lo scopo primario, però, è diffondere il made in Italy, portando in giro per il mondo il vero panettone artigianale milanese che sta conoscendo un successo planetario, ma che deve essere protetto per non snaturare la sua identità».

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