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Classico e creativo: i migliori panettoni d’Italia 2024 seconda parte

panettone Marchesi 1824
panettone Marchesi 1824
Continua la rassegna dedicata ai grandi lievitati da mettere sulla tavola delle feste. Ampio spazio per le varianti gastronomiche

Classico, creativo, gastronomico: non c'è limite alla creatività di pasticceri e panettieri quando si parla di panettone. Tantissime le novità salate, che accompagnano le già numerose variazioni sul tema dolce. In questa seconda parte dell'elenco non abbiamo trascurato le proposte gastronomiche adatte anche all'aperitivo e alla colazione salata. Da Nord a Sud ecco i migliori panettoni d'Italia da non perdere.

Fabrizio Camplone

Panettone Zafferano e Liquirizia “Oro d’Abruzzo”

Il Maestro Pasticcere Fabrizio Camplone firma una nuova collezione di panettoni per il Natale 2024, realizzata nel laboratorio Caprice. Oltre alla ricetta classica, Camplone propone le varianti Cioccolato "Grand Cru", Zafferano e Liquirizia “Oro d’Abruzzo”, Fichi, Noci e Anice Stellato e Caramello.

De Vivo

Box Panettone fai da te De Vivo

De Vivo rivoluziona il Natale con con due nuove proposte natalizie: il Panettone Trinaco e la Box “Panettone fai da te”. Trinaco è un panettone alto, che combina ingredienti di altissima qualità, come l’uvetta di Pantelleria macerata nel Marsala e scorze di mandarino, con le aromatiche bacche di vaniglia. La Box Panettone fai da te include due mini-panettoni da 300 grammi ciascuno, sei barattolini di creme spalmabili De Vivo, e una selezione di decorazioni gourmet. Perfetta per coinvolgere tutta la famiglia nella creazione di abbinamenti unici.

Tommaso Perrucci

Panettone Mandorla, limone e cioccolato bianco

Il maestro cioccolatiere e lievitista di Cerignola (Fg) Tommaso Perrucci ha rivoluzionato le sue creazioni di Natale, ripensando ogni ingrediente impiegato nei grandi lievitati. La novità più dirompente è il panettone in formato da 500 g con mandorla, limone e cioccolato bianco: un concentrato di profumi, territorio e sapienza. Non mancano le versioni tradizionale, triplo cioccolato e il favoloso pandoro.

Fabrizio Galla

Panettone di Fabrizio Galla

Il maestro pasticciere Fabrizio Galla “Pasticciere dell’anno 2024 APEI”, insieme alla moglie Federica Russo, presenta la nuova collezione dedicata al Natale 2024. Nella gamma di grandi lievitati delle feste spiccano il panettone classico, Pere e Cioccolato e l'Extra Fondente e Vaniglia Tahiti pensato per gli amanti del cioccolato tout court. Disponibile anche il pandoro. Tra le novità, spicca il Panettone al Mandarino, Pesca e Cioccolato Fondente, pensato senza lattosio per essere accessibile a chi ha esigenze alimentari specifiche.

Caffè Gilli

Il panettone del Caffè Gilli

Il Natale del Caffè Gilli di Firenze è firmato dal Maestro Massimo Davitti, coadiuvato da Ivan Santoro. Nella lista ci sono il panettone artigianale arricchito con cubetti d'arancia e limone candito; Mandorlato, anche in versione senza lattosio; Pistacchio; Cioccolato. Immancabili nella selezione di Natale il Torrone, realizzato con miele e nocciole IGP Piemonte, e il Panforte Classico, uno dei pochi residui della cucina di corte medievale e rinascimentale, nella versione del Caffè Gilli impastato con frutta candita, spezie toscane.

Sottozero Pennestrì

Il panettone di Vincenzo Pennestrì

Sottozero by Pennestrì porta da Reggio Calabria il meglio della sua produzione natalizia. Il maestro Vincenzo Pennestrì, Presidente dell’Associazione Gelatieri Italiani, Ambasciatore del Gusto e del Gelato nel mondo, rappresentante dell’Eccellenza Italiana in APEI, omaggia il Natale 2024 con il Panettone Calabrese. Questa creazione è il risultato di un’armoniosa fusione di sapori che celebra il gusto intenso della liquirizia in polvere Amarelli, unito all’aroma fresco e agrumato del bergamotto, un ingrediente chiave che proviene direttamente dalle coltivazioni locali e rappresenta l’autenticità della Calabria. A bilanciare questa combinazione, la dolcezza dei fichi secchi locali, un’altra prelibatezza che incarna l’eccellenza della Calabria.

Vincenzo Donnarumma

Il panettone di Vincenzo Donnarumma

Vincenzo Donnarumma celebra il Natale 2024 con una linea di grandi lievitati realizzati a partire dal suo lievito "Gennarino". Oltre al panettone classico, spiccano le ricette Albicocca, Cioccolato Bianco e Fava Tonka; il Tre Cioccolati con impasto alla nocciola; Frutti di bosco e Mandarino con impasto multicereali. Infine, c'è il Panettone Mediterraneo con fragoline di bosco, pasta di pistacchio di Sicilia e pistacchi caramellizzati, e il Campano con Mela Annurca IGP e cannella. Non manca il pandoro.

Estasi

Il panettone gastronomico di Ivano De Chiara - Estasi

Ivano De Chiara, patron di Estasi a Salerno, presenta le sue creazioni natalizie come una sintesi tra tradizione e innovazione. Si va dal Panettone Milano Classico a quello ai Tre Cioccolati, passando per quello al Pistacchio. Non manca il pandoro. Ma la vera novità è il panettone Affumicato, con un impasto alla zucca con provola affumicata e speck, perfetto per chi cerca un sapore unico, e il Panettone Puttanesca, un’esplosione di gusto con capperi, olive, acciughe, pomodorini, prezzemolo e peperoncino.

Davide Longoni

Il panettone al cioccolato di Davide Longoni

Davide Longoni celebra il Natale con il Panettone di Milano realizzato a partire da una ricetta elaborata dal maestro, sviluppata anno dopo anno all'interno del suo team. Oltre alla versione classica, presente anche quella al cioccolato e al pistacchio con il cremino di pasta di Pistacchio di Bronte DOP del siciliano Antonino Caudullo e cioccolato bianco, glassato con Pistacchi di Bronte.

Vincente Delicacies

Le Chic di Vincente Delicacies

Quest'anno, per le festività natalizie, Vincente Delicacies eleva l’arte pasticcera italiana a nuovi livelli di eccellenza, presentando Le Chic, l'esclusivo panettone "made in Sicily" che incarna l’essenza del pistacchio di Bronte Dop e della più autentica tradizione artigianale siciliana. Le migliori materie prime siciliane incontrano una glassa di cioccolato extra fondente e pistacchio di Bronte, con crema di Pistacchio. Completa il prodotto un packaging estremamente raffinato.

Marchesi 1824

Il panettone decorato di Marchesi 1824

Marchesi 1824 omaggia il Natale con una nuova collezione intrisa di magia. Il Pastry Art Director Diego Crosara firma l'iconico panettone classico insieme alle sue declinazioni: il Panettone Fichi, Miele e Vaniglia; il Panettone con Crema ai Tre Cioccolati; il Pandoro al cioccolato; e un’offerta salata in tre varianti: Cacio e Pepe, Acciughe, Capperi e Olive e Tartufo. Immancabili i classici Panettoni e Pandori decorati a mano con pasta di mandorle e ghiaccia reale.

Pandefrà

Il panettone di Pandefrà

"Non rompere le scatole" è il titolo della nuova collezione di panettoni limited edition di Pandefrà, realizzata in collaborazione al brand di maglieria etiche Gaia SegattiniKnotwear. Consapevoli che etica ed estetica possano dialogare, due marchigiane doc come Francesca Casci Ceccacci e Gaia Segattini, decidono di firmare un progetto a quattro mani, 100% Made in Senigallia, per sensibilizzare il pubblico sul tema del riutilizzo, soprattutto in occasione del Natale. Disponibili solo due versioni: la Tradizione e quella ai Tre Cioccolati.

Mamm

I panettoni di Mamm

Il panettone di Mamm è bello sin dalla sua scatola "sinestesica", con i volti e le mani dei giovani membri del team, per esprimere l’importanza dei sensi nella degustazione di uno dei prodotti più iconici della tradizione. Ma la novità del Natale 2024 è il panettone Bombetto: un omaggio al Friuli-Venezia Puglia, la regione immaginaria alla quale s’ispira tutta l’offerta di Mamm dalla colazione all’aperitivo.

Forno Brisa

Il panettone di Forno Brisa

Forno Brisa consegna al Natale 2024 un panettone dall'allure anni Novanta. Oltre la scatola completamente olografica, omaggio alle mirror ball da discoteca, si trovano il panettone classico e quello gianduia autoprodotto, realizzato internamente con le fave di Cacao Dissidente. Disponibili anche il Panettonissimo cult Mortadella e Parmigiano e al Veganone.

Alberto Marchetti

Il panduja di Alberto Marchetti

Il Natale del maestro gelatiere torinese Alberto Marchetti è all'insegna del gusto e della tradizione. Per le feste propone due dolci che strizzano l'occhio ai sapori tipici piemontesi: Panduja e Zabaudo. Quest'ultimo è il Pan Dolce Sabaudo, il classico dolce di Natale, accompagnato da Zabà, lo zabaione in vasetto, tra i prodotti più amati di Marchetti, disponibile in tre varianti.

Maurizio Bonanomi

Il panettone di Maurizio Bonanomi

Nella sua pasticceria Merlo in Pioltello (Milano), Bonanomi ha creato un panettone dal morso goloso, disponibile in diverse versioni: tradizionale milanese, tre albicocche semicandite, tre cioccolati, amarene e caramello salato, pere semicandite e cioccolato. Disponibile anche il pandoro a lunga lievitazione.

Solbiati

Il panettone di Solbiati

Il panettone artigianale classico con uvetta e arancia di Solbiati Cioccolato è ricoperto da uno strato croccante di cioccolato extra fondente. Il contrasto tra la dolcezza del panettone e l'intensità del cioccolato fondente crea un'esperienza gustativa intensa. Inoltre, la copertura di cioccolato extra fondente conferisce un gusto deciso, arricchendo la morbidezza del panettone e il profumo delle uvette e dell’arancia.

Brindisi di fine anno con i cocktail Ballor Dry Gin

Tris Ballor con Vermouth, Amaro 100 Erbe, Dry Gin e cocktail Negroni sul banco Pandenus di via Mercato a MIlano
Distribuiti da Distillerie Bonollo Umberto, per animare le feste di fine e principio di anno, la gamma Ballor si presta a creare i drink più diversi, da quelli classici a quelli creativi con Dry Gin, Vermouth e Amaro 100 Erbe. 

Dopo quasi 170 anni di storia, il marchio Ballor ha aperto un nuovo capitolo: “What a story!” è il nuovo claim del buon bere italiano.

La Freund, Ballor & C.IA fu fondata a Torino nel 1856 da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette. Questo patrimonio è stato riportato alla luce di recente dalle Distillerie Bonollo Umberto, portavoce dello spirito innovativo del brand e delle sue qualità eccellenti, con il lancio di nuovi prodotti di grande fascino edonistico che i maestri distillatori e liquoristi dell’azienda padovana hanno interpretato.
La passione, l’entusiasmo e la dedizione di Paul, Emilie ed Henry con la stessa intensità e l’ulteriore sostegno che viene dalle esperienze e conoscenze contemporanee vengono rivissuti e reinterpretati dal team Bonollo per proporre esperienze nuove che si fondano sulla solidità di know how ultra centenari, ma che tutt’ora fanno la differenza. Sono nati così
Ballor Dry Gin con Botaniche Naturali dedicato a Emilie (40% alc)
Amaro 100 Erbe dedicato a Henry (32% alc)
Vermouth dedicato a Paul (18% alc).

Questa nuova pagina di affascinante storia con la presentazione del concept “What a story!” è basata sulla volontà di valorizzare il posizionamento di Ballor attraverso un approccio coinvolgente, che coniuga l’identità di Ballor abbracciando sia la tradizione sia l’evoluzione.
Si crea così una narrativa di brand con un nuovo posizionamento e approccio contemporaneo e immediato. La storia Ballor è unica, distintiva e affascinante, fatta di persone, locali, mixology, curiosità, passione, avvenimenti e naturalmente stile: il pubblico è invitato ad immergersi e scoprire questo mondo affascinante in tutta la sua essenza.

Riportiamo un paio di cocktail firmati da Mauro Suman, Brand Ambassador Ballor e Miglior Bartender d'Italia ai Campionati Italiani Aibes 2023.

Mauro Suman, Miglior Bartender Concorso Nazionale Aibes 2023 Roma

Bailor Mule
Ingredienti
4 cl Ballor Dry Gin
1 cl liquore alla ciliegia
1,0 cl succo di ime
top ginger beer
Preparazione
Versare direttamente nella mug di metallo (o in balloon) gli ingredienti su cubetti di ghiaccio, guarnire con una fetta di limone disidratata e ciuffo di menta.

Cocktail Ballor Mule

Ballor Emilie Sidecar
Ingredienti
4 cl Ballor Dry Gin
3 cl Grappa Dorange OF Bonollo
2 cl succo di limone
Preparazione
Ingredienti nello shaker con ghiaccio, filtrare e servire in coppetta Nick & Nora raffreddata, guarnire con scorza di limone sul bordo o con spiedino di uva nera, mora e mirtillo rosso.

Cocktail Ballor Emilie Sidecar

Ballor Dry Gin viaggia sui binari del tram

La prima tappa di questo viaggio ha debuttato nei mesi scorsi a Milano: per l’occasione un tram della linea 1 è stato dedicato a Ballor Dry Gin, il primo prodotto rilanciato e dedicato ad Emilie Roussette, per tutto il mese di giugno. Atmosfere ottocentesche che ricordano il periodo entusiasmante in cui i tre amici Emilie, Paul ed Henry hanno fondato il brand Ballor, sono amplificate a bordo del tram lungo le vie più glamour di Milano, avvolti nei colori rosa e verde acqua ispirati da Ballor Gin e nel rumore della città tra lo sferragliare delle ruote sui binari quasi a ricordare il suono avveniristico dei treni di fine ‘800 sulla linea che passava a Cambiano dove era insediato lo stabilimento.  A bordo del tram un QR code permetteva di accedere al mondo Ballor e di conoscere tutte le attivazioni previste (foto courtesy Sara Fileti).

Lungo il percorso della linea 1 si sono incontrate alcune fermate che hanno permesso di raggiungere i locali dove sono stati previsti eventi Ballor come il cocktail bar & bistrot Pandenus di via Mercato (quartiere di Brera) con protagonista il Dry Gin: con note amaricanti del ginepro e agrumate di pompelmo rosa, arancia dolce di Sicilia, bergamotto di Calabria e le note balsamiche di menta piemontese e cardamomo, unite a quelle delle erbe aromatiche mediterranee di timo e basilico, conquista tutti per il gusto fresco e vivace. Attraverso questo gin si ripercorre il viaggio di Emilie Roussette lungo la penisola italiana alla scoperta delle migliori botaniche da affidare a Paul Ballor, per la creazione del suo memorabile gin. È perfetto nella miscelazione sia di classic cocktails che per signature drinks.

Ma non solo. Con il QR code è possibile acquistare l’esclusiva Ballor Box contenente tutto l’essenziale per un creare un Perfect Ballor Tonic. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Mr. Deestill, media di riferimento per la scoperta e acquisto dei migliori brand di vino, distillati, liquori e spirit.

 

 

 

A Natale si brinda con Birra Dolomiti delle Feste

Birra delle Feste Dolomiti bott 145 cl
Buona fine 2024 e buon principio 2025 accompagnati dai brindisi con Birra Dolomiti delle Feste nella rinnovata confezione in bottiglia 145 cl e fusti 24 litri., insieme con una buona fetta di Panettone con uvette alla Birra Dolomiti.

Marchio esclusivo per il canale horeca di Birreria Pedavena 1897 (nell'omonimo comune in provincia di Belluno), per le festività di fine e inizio anno 2024-2025, Birra Dolomiti delle Feste ha ricevuto nuove confezioni, la bottiglia evento da 145 cl in astuccio, insieme ai fusti da 24 litri in Pet.
L'elegante etichetta verde bosco e oro, evidenzia l'aromatizzazione della specialità, una bock ambrata a bassa fermentazione con scorze di arancia dolce e amara, con note maltate e speziate grazie anche al metodo dry hopping che prevede l'aggiunta a freddo di caratteristici lieviti americani dopo la bollitura di buon grado alcolico (7%).
A rendere interessante Birra Dolomiti delle Feste è anche, come per il resto della gamma, l'impiego di malto d'orzo appositamente coltivato nei dintorni della Birreria Pedavena, nell'ampia piana di Feltre. Da proporre nei classici calici da 20 cl o nei boccali in ceramica con coperchio di metallo da mezzo litro.

Per completare la proposta, il birrificio veneto ha fatto preparare da una rinomata pasticceria il Panettone alla Birra Dolomiti, in versione da 1 kg, senza canditi e con l'uvetta aromatizzata alla stessa Birra delle Feste.

Dal 2006 l'impianto di Pedavena (ex Heineken Italia) fa parte di Birra Castello 1997 di San Giorgio di Nogaro (Udine) creato rilevando gli storici impianti Birra Moretti, con una produzione di oltre un milione di ettolitri, dal 2023 proprietà della danese Royal Unibrew (oltre 14 milioni di ettolitri di bevande alcoliche e analcoliche), famosa per i marchi birrari Ceres e Faxe, e per aver acquisito da Campari Group nel 2018 le bevande Terme di Crodo come  Lemonsoda e Oransoda. Da ottobre 2024 Royal Unibrew Italy è diretta dal general manager Claudia Ciacci a riporto diretto con il Ceo danese, Lars Jensen.

Claudia Ciacci general manager Royal Unibrew Italy

 

Panettone Day, il Pop-Up Store torna anche a dicembre a Milano

Il Panettone Day Pop-Up Store a Milano offre panettoni artigianali esclusivi e gusti unici fino al 24 dicembre

Panettone Day torna a Milano con un pop-up store dedicato al dolce simbolo del Natale. Già attivo a ottobre, sarà aperto fino al 24 dicembre in Corso Garibaldi 50, lo spazio celebra l’artigianalità italiana offrendo una selezione esclusiva di panettoni realizzati da maestri pasticcieri. Il progetto, ideato da Braims (marchio di CSM Ingredients) in collaborazione con Novacart, rappresenta così un’occasione per scoprire e valorizzare l’eccellenza della pasticceria.

Una proposta tra tradizione e innovazione

Il Pop-Up Store presenta sette varianti di panettone artigianale, tra cui un’edizione limitata pensata per gli amanti del caffè. Quest'ultima ricetta combina, infatti, cioccolato fondente, arancia candita e caffè, offrendo un mix intenso e aromatico. Tra le altre proposte spiccano i classici tradizionali (glassati e non), insieme a varianti come pistacchio, mela e cannella, fichi semicanditi e cioccolato fondente. Ogni panettone è il risultato di lavorazioni artigianali attente e utilizzo di ingredienti di alta qualità.

Panettone Day, iniziativa per valorizzare l’artigianalità italiana

Panettone Day è attivo da oltre dieci anni per promuovere la cultura del panettone e supportare i pasticcieri con formazione e visibilità. Questo progetto, che è sbarcato anche a New York, permette di esplorare nuove tendenze e abbinamenti audaci, rendendo il panettone un’esperienza sempre più personalizzata e innovativa. Grazie alla collaborazione con Novacart, leader nella realizzazione di forme per cottura, il progetto sottolinea il legame tra tradizione e tecnologia.

Panettone Day, chi organizza

CSM Ingredients è l’azienda dietro al progetto Panettone Day, un marchio che unisce tradizione e ricerca per sviluppare ingredienti innovativi destinati all’artigianalità e all’industria alimentare. Con otto stabilimenti produttivi e quattro centri di innovazione, opera in oltre 120 Paesi. L’impegno verso la sostenibilità e il benessere sociale è al centro della visione aziendale, che punta a trasformare le tendenze emergenti in opportunità per migliorare la qualità e la varietà delle creazioni dolciarie. Grazie a progetti come Panettone Day, CSM Ingredients promuove l’eccellenza italiana e la cultura della pasticceria artigianale in tutto il mondo.

Back to basics, la drink list di Ultimo Varese ispirata a Baritalia 2024

ultimo Varese
Otto signature divertenti, semplici, ma mai banali compongono il nuovo menu firmato da Fabio Moroni per il suo locale. Creazioni a base di ingredienti facilmente reperibili, facili da replicare, che riprendono e sviluppano la "lezione" dell'ultima edizione del laboratorio di miscelazione di Bargiornale

Semplicità, non banalità. Le parole chiave del concetto di Back to basics, tema di Baritalia 2024, per Fabio Maroni sono un mantra da quando ha aperto il suo Ultimo a Varese dodici anni fa. E a inizio dicembre ha lanciato un menu dedicato proprio a questo tema. «È ispirato all'ultima competition indetta da Bargiornale, cui abbiamo partecipato nella tappa di Verona e nella finale di Courmayeur (vinta da Giovanni De Gaetano, ndr; leggi Baritalia: tutti i vincitori dell’edizione 2024)», racconta. «La mission è quella di riproporre twist su cocktail storici oppure cocktail nuovi con prodotti facilmente reperibili e preparazioni di immediata replicabilità».

Un'attitudine che non nasce oggi, ma è nel dna del locale. «Siamo un bar centrato più sull'ospitalità che sull'alta miscelazione che prevede preparazioni lunghe ottenute con strumentazioni particolari», dice. Un'offerta che, in un locale come Ultimo, rischia di essere poco sostenibile a livello di costi e di tempistiche. «L'obiettivo è di non essere banali ma senza complicarsi la vita se non serve, sfruttando prodotti già esistenti sul mercato se soddisfano le nostre esigenze». E rendendo il drink replicabile, volendo, anche a casa.

Conquistare il cliente senza complicarsi la vita

Il tutto senza rinunciare a creare cocktail che divertano il cliente: nel menu Back to basic di Ultimo, per esempio, c'è il Mon Cheri, una versione liquida del famoso cioccolatino ispirata al Paloma fatta con Caffè Borghetti, bitter al cacao, Cointreau e una soda alla ciliegia. O il Nolita, «un twist sul classico Margarita con un tequila lavorato con ananas fresco e un rim di sale nero per appagare l'occhio».

Tra gli otto signature in menu (10 euro) si trova poi l'Hot Punch, un drink caldo a base di rum, spezie e frutta. «Vogliamo comunque mantenere il focus sulla stagionalità: a Varese ci sono 0 °C, ma nessuno propone cocktail caldi. Perché?». O ancora il Campari no grazie, ispirato al classico Garibaldi, con Campari, cordiale all'arancia («Un agrume facile da trovare in questo periodo»), falernum allo zenzero ideato da Edoardo Nono del Rita & Cocktails di Milano e gin con pepe di Timut.

Presentazioni all’insegna del less is more

Anche le presentazioni vanno nella direzione del «less is more», evitando garnish eccessive. «Avere una buona linea di bicchieri è molto importante, la capacità o lo spessore del vetro fanno la differenza», dice Maroni. «L'alta miscelazione è un bellissimo esercizio di stile», conclude il fondatore di Ultimo (oggi affiancato dalla socia Martina Azzalin). «Ma le gente cerca semplicità, un posto dove stare bene in cui vengono preparati buoni drink, ma magari con prodotti già esistenti in commercio e semplici». Back to basic.

Mixology Experience prosegue la marcia verso TuttoFood 2025

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Più di 100 aziende hanno confermato la partecipazione alla manifestazione, che si terrà a maggio 2025 all'interno di TuttoFood. L'obiettivo è diventare un appuntamento chiave per l'horeca, al servizio dei gestori di locali e operatori del f&b

Oltre cento aziende hanno confermato la loro presenza, a cinque mesi dall’evento: Mixology Experience si prepara ad attrarre tutto il mondo del beverage al padiglione 14 di Fiera Milano Rho, quando, dal 5 all'8 maggio, aprirà i battenti TuttoFood 2025, l'appuntamento internazionale dedicato al settore agroalimentare organizzato da Fiere di Parma con lo staff di Cibus.

Integrazione tra beverage, miscelazione e food

Una delle principali novità dell’edizione 2025 di TuttoFood è proprio la partnership con Mixology Experience, evento di riferimento per il mondo del beverage e dei cocktail bar, che porterà a un'esperienza integrata nel contesto della manifestazione fieristica. Spiega a Bargiornale Luca Pirola, ideatore del format e fondatore del gruppo Bartender.it, che ormai il mercato ha definitivamente riconosciuto l'importanza dell'integrazione tra il beverage, la miscelazione e il food. «Oggi la contaminazione tra food e beverage è totalmente sdoganata, i gestori dei locali sanno bene che non possono offrire un bere di qualità senza affiancarlo a una proposta food di pari qualità, e viceversa. Il nostro obiettivo è proprio quello di rafforzare questa sinergia e dare un servizio importante agli operatori del settore: permettere loro di ottimizzare il tempo. Con poche giornate libere a disposizione e poche risorse, resta meno tempo per studiare il mercato e scegliere prodotti e servizi. L’appuntamento di TuttoFood diventa così un momento utile a tutto il mondo horeca: con un solo passaggio in fiera si potrà vedere e valutare tutto quello che serve al locale, dal fresco al surgelato, dal confezionato all’olio, dai produttori di nicchia alle grandi catene di distribuzione».

mixology_exp_2Appuntamento al padiglione 14

Il padiglione 14 dedicato a Mixology Experience e alle aziende beverage risulterà, così, collocato dentro un evento da 80.000 presenze, con oltre 2500 buyer nazionali e internazionali. Il contesto ideale per rafforzare il proprio network e creare nuovi contatti. Come da tradizione, agli stand delle aziende del settore saranno affiancati masterclass, seminari, convegni e concorsi che coinvolgeranno tutte le categorie merceologiche. Grazie al network del gruppo Bartender.it verrà ampliata l'offerta per il visitatore che troverà nuovi espositori di tutte le categorie merceologiche: dalle bollicine ai distillati, dai liquori alle acque, dalle bevande ai prodotti specializzati per la miscelazione, dal caffè alla birra. Questo contesto offrirà alle aziende l'opportunità di presentare una gamma completa di prodotti, creando un'esperienza corporate in grado di contemplare food & beverage all'interno dello stesso stand.

Una formula in evoluzione

La partnership tra TuttoFood, il gruppo Bartender.it e il suo format Mixology Experience punta a fare da acceleratore per l'evoluzione di TuttoFood, che dal 2026 potrà evolvere definitivamente verso una formula "TuttoFood&Beverage". A contorno dell'evento, non mancherà la TuttoFood Week, un calendario di eventi e appuntamenti durante il quale la Mixology Week consoliderà in tutta la città di Milano l'incontro tra cibo e cocktail anche in contesti più informali, in sedi diverse e direttamente nei più importanti cocktail bar, rooftop, hotel e ristoranti.

Public House, la casa del burger gourmet che ha conquistato Caserta

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Ornella Buzzone, titolare di Public House - Burger Gourmet di Caserta
A due passi dalla maestosa Reggia, sorge il locale di Ornella Buzzone, dove sovrano indiscusso è il panino. Con un menu dove ogni proposta è l’evoluzione di una solida eredità gastronomica di famiglia, fatta con ingredienti top e rispettando la stagionalità delle materie prime

Ogni panino è una interpretazione personale e genuina di una delle numerose ricette della nonna siciliana. A pochi passi dalla Reggia di Caserta, Ornella Buzzone, titolare di Public House - Burger Gourmet, serve in tavola l’evoluzione di una solida eredità gastronomica di famiglia, condita con una buona dose di artigianalità.

Autodidatta, Buzzone impara la giusta cottura della carne, l’equilibrata combinazione degli ingredienti, a volte anche inusuali, facendo. «Non ho alle spalle un percorso culinario. Ho sempre cucinato a casa per la mia famiglia e per i miei amici. Era una mia passione, certo, ma mai avrei immaginato nella mia vita di trasformarla in una carriera», dice Buzzone.

I primi passi

Con un passato da commessa in un negozio di sigarette elettroniche dove, nel tempo libero e lontano dagli occhi dei clienti, si dedicava a scrivere in un blog tutta l’esperienza ai fornelli che aveva appreso dalla nonna, la proposta di far parte dello staff del locale arriva inaspettatamente da un amico che aveva provato i suoi piatti. «Quando ho cominciato, fra il 2014 e il 2015 esattamente dieci anni fa, i titolari di allora mi avevano proposto un’idea di fast food che stonava con il mio concetto di cucina, ovvero quella di casa – racconta -. Accettai la loro offerta solo a una condizione: che il menu fosse scritto da me e che io potessi avere carta bianca e trasferissi in ogni ricetta tutto ciò che avevo appreso fino ad allora». A un anno dall’apertura, i titolari decido di vendere l’attività, che viene rilevata da Buzzone. «Ricordo che chiamai mio padre e gli dissi di darmi i soldi che aveva messo da parte per il mio ipotetico matrimonio per rilevare il locale. E così feci». Nelle 24 ore che seguirono la decisione, si ritrovò a gestire un locale che, a dispetto delle sue paure iniziali, diventò un rifugio per molti appassionati.

«Non sapevo nulla di barbecue, non sapevo gestire una brace con tanti hamburger nello stesso tempo e poi la cottura. Da nuova titolare, quindi, feci il primo cambio in cucina, sostituendo il vecchio barbecue con un modello americano con la pietra – racconta Buzzone -. Successivamente, ho cominciato a scegliere dove acquistare le materie prime e soprattutto a decidere dove spendere i soldi per il loro acquisto. Se prima, infatti, acquistavo la carne da uno che la vendeva a 6 euro al chilo, oggi l'acquisto da uno che la vende 12 euro al chilo. Certo più cara, ma so, però, che dietro c'è tanta qualità, c'è una filiera controllata, e io sono tranquilla perché sono consapevole del tipo di prodotto sto dando al mio cliente».

Stagionalità, la chiave di tutto

I panini sono diventati nel tempo la specialità di Public House-Burger Gourmet. «Ho tolto dalla carta gli hamburger che venivano serviti al piatto, per essere coerente con la mia filosofia di hamburgheria, ovvero portare in tavola solo panini». Il menù proposto si basa molto sulla stagionalità e la freschezza degli ingredienti. «La mia idea è che il panino non sia solo un contenitore, ma un'emozione. Rispetto moltissimo la stagionalità e quando vedo che una stagione finisce, gradualmente introduco nuovi ingredienti – spiega la titolare -. Per esempio, il friariello, che è un prodotto che va dall'autunno all'inverno, l’ho messo adesso, perché la situazione climatica negli anni è mutata, le temperature si sono abbassate e so che il friariello disponibile ora è di terra e non di serra». E proprio per omaggiare questa verdura di stagione è stato creato Friarié (13 euro), un panino gourmet, con hamburger di Chianina Igp 200 g, friarielli saltati, mozzarella affumicata, maio ai pomodori secchi homemade, tarallo sbriciolato napoletano nzogna e pepe.

Classici e specialità gourmet

La lista di hamburger disegnata ad hoc riunisce i classici della tradizione con specialità più gourmand. C’è il Blue Cheese (12 euro), un hamburger di Chianina Igp da 200 g con gorgonzola Dop dolce, cipolle marinate con aceto di lampone, bacon croccante, salsa BBq homemade e icerber. «Per questo panino, che rappresenta un classico, faccio macerare le cipolle di Tropea, o a volte anche quelle campane rosse, nell'aceto di lamponi fatto da noi, ci metto del gorgonzola dolce, del bacon croccante e una salsa di barbecue fatta in casa», racconta Buzzone. Nella lista delle “ricette delle origini” non poteva mancare l’America Burger (12 euro) con hamburger 200 g Marchigiana Igp, bacon croccante, cipolle caramellate, cheddar, pomodoro cuore di bue, insalata e salsa Bbq. «La cipolla viene cotta per tante ore all’interno di pentolone messo sulla brace che mantiene sempre la stessa temperatura. É molto digeribile».

Proposte con la frutta

Fra le offerte gourmet di Public House anche alcune peculiarità realizzate con la frutta. Fra queste Sono una Pera cotta (13 euro), con hamburger di Chianina Igp da 200 g, composta di pere e basilico, formaggio brie, rucola fresca, nocciole di Giffoni, cipolla grigliata agrodolce, maio special Public. «Questa ricetta nasce da un regalo. Un giorno il mio fruttivendolo arriva con una cassa di pere chiedendomi se volessi usarle – commenta -. Ho pensato, quindi, di realizzare una confettura di pere al basilico, profumata, che si sposa bene con gli ingredienti utilizzati per questo specifico panino, a cui poi ho aggiunto anche una salsa di maionese da noi prodotta». I sapori invernali, e anche un po’ natalizi, sono racchiusi nel Spiced Pumpkin (13 euro), con hamburger di Chianina Igp 200 g, humus di zucca speziato, arachidi salati, formaggio gorgonzola, salsa al burro di arachidi, insalata songino, gocce di balsamico e maionese.

Idee vegetariane

Nel piatto non mancano proposte vegetariane e senza glutine come il Veggie Burger (8 euro) «adatto a chi non mangia carne e a chi soffre di intolleranze al glutine», con burger di spinaci e ceci, insalata di cavolo, verza, maionese al curry, anacardi, stracciata, pomodorino confit. «Il pane che viene servito è un bun Americano di circa 100 g, la cui ricetta è stata co-creata da me e dal mio panettiere di fiducia spiega Buzzone -. È una ricetta che conserva il sapore di ogni elemento, dosata sia in termini di zucchero che di burro. Il progetto era quello di creare un bun che fosse allo stesso tempo morbido e leggero».

La lista dei dolci

I dolci sono tutti realizzati dalla titolare. «Ne ho due fissi, la ricetta del mio tiramisù al bicchiere (5 euro, ndr), della mia cheesecake sempre al bicchiere ( 5 euro, ndr), e una tenerina al cioccolato, presente più o meno tutto l’anno, un dolce morbido con il 99% cioccolato, senza glutine». Per quanto riguarda il dessert del giorno (6 euro), anche qui, si punta alla stagionalità.  «Adesso è il periodo della mela annurca con cui preparo crostate, Apple Pie, o una sbriciolata».

Bevande del territorio

La drink list predilige vini locali e una carrellata di birre artigianali e del territorio. «Ho uno spillatore con quattro birre, una bionda, una rossa, una doppio malto e una Weiss. Fra le artigianali c’è la 082Tre che è una birra casertana, 0823 è il nostro prefisso telefonico, che realizza varie tipologie di birre, tra cui anche quella senza glutine – racconta la titolare -. E poi utilizzo KBirr, la birra napoletana»

Il locale

Riflettendo sul suo locale, 70 metri quadri, inclusi 15 metri quadri di cucina, Buzzone lo descrive come un'estensione della sua personalità: «È un ambiente vivace, colorato, con memorie di viaggi appesi alle pareti e foto o oggetti regalati dai miei clienti». Ogni dettaglio racconta una storia, ogni piatto un ricordo. «Essere donna in questo settore non è facile, ma con passione e dedizione siamo riusciti a crescere nel tempo e a diventare la casa per tutti gli amanti dell’hamburger».

La nuova drink list del Rome Edition è un Big Bang di sapori e bicchieri in 3D

Nella Punch Room dell'hotel romano, il bar manager Riccardo Di Dio Masa presenta la sua drink list ispirata ai viaggi: 15 punch in bicchieri scenografici

Tutte le strade portano a Roma. Anzi, al Rome Edition di Roma, si direbbe dopo aver assaggiato la nuova drink list firmata dal bar manager Riccardo Di Dio Masa, che da qualche tempo ha preso servizio nella bellissima Punch Room dell’hotel a due passi da via Veneto. Ma andiamo con ordine, partendo dall’opening di questo hotel di una catena di lusso, che da poco più di un anno ha messo la sua bandierina nella Città Eterna. Novantatre camere, ma soprattutto una hall scenografica dai soffitti altissimi (indimenticabile il biliardo in marmo bianco con tappeto rosso all’ingresso) che dà la possibilità di scegliere con cosa ci si vuole intrattenere: a destra con la cucina del ristorante signature Anima, affidata allo chef Antonio Gentile; al centro con l’esclusivissima Jade Room, una chicca in verde giada da utilizzare per piccole riunioni alcoliche; ma soprattutto a sinistra lo speakeasy non troppo nascosto Punch Room, capitanato come dicevamo da Riccardo Di Dio Masa, che propone un ottimo connubio di cocktailerie e di cucina da bar.

Qui entriamo nel vivo della questione: Punch Room di nome e di fatto, nel senso che qui si trovano cocktail ispirati al concetto di Punch (un equilibrio di sapori, ottenuto combinando cinque elementi, ovvero spezie, infusi, zuccheri, sour e bitter), che su richiesta vengono serviti in contenitori da condivisione, fra cui alcuni dal sapore vintage, deliziosi. Finora avevano viaggiato con la drink list corporate, ma dopo mesi intensi di lavoro Di Dio Masa e la sua brigata hanno tirato fuori quella che scherzando chiamano la Bibbia: ovvero una nuova drink list che è una vera e propria pubblicazione rilegata con cura, nonché un viaggio tra realtà e fantasia. Quindici proposte che ci portano in luoghi da scoprire, ripercorrendo la tradizione marinara di chi beveva i punch sulle navi che portavano nelle Indie. Grecia, Inghilterra, Irlanda, Scozia e Francia, sono solo alcuni dei luoghi toccati da questo viaggio sensoriale: ogni cocktail si caratterizza per gli ingredienti, selezionati per rappresentare l’identità gastronomica del paese a cui è ispirato, oppure una tradizione, una storia. Ma come si suol dire l’occhio vuole la sua parte e il team di Punch si è divertito a elaborare bicchieri ad hoc per ogni cocktail, facendosi aiutare da un’azienda che realizza contenitori con la stampa 3D. Alcuni sono direttamente il bicchiere (attenzione: per utilizzare questi eclettici “bicchieri” in fibra di mais bisogna ricordarsi di settare la lavastoviglie con una temperatura un po’ più bassa!), in altri casi è il contenitore che si apre, magari con un tocco di fumo a favore di fotocamera dello smartphone! È il caso dello spettacolare Big Bang, dedicato all’Inghilterra: un milk Punch servito dentro a un plastico del Big Ben, che unisce Gin Tanqueray Ten e Arrak a tè infuso al popcorn, spezie, latte chiarificato e agrumi. Altre creazioni includono omaggi alla mitologia greca (qui il bicchiere a forma di testa di Zeus), al folklore scozzese (con un piccolo mostro di Lochness che galleggia nel drink) e così via.

Si chiama Inked ed è dedicata ai tatuaggi la nuova drink list del Freni e frizioni di Roma

L'ultima fatica del team di Riccardo Rossi è un "tatuaggio liquido" che va a esplorare la storia del tatoo, cercando le connessioni con i cocktail

«È l’ultima drink list prima di quella del ventennale»: parte così il racconto dell’ultima fatica di Riccardo Rossi e del team del Freni e frizioni di Roma. Nonostante il trascorrere degli anni, lo street-bar di Trastevere che ha fatto la storia dell'aperitivo resta sempre sulla cresta dell’onda, fra uno scalino e l’altro della World’s 50 Best Bars (ora al 53° posto). Piccolo spoiler: li sentiremo nominare ai Barawards 2024, ma per sapere di più bisogna aspettare la serata di Gala del 13 gennaio. Ma torniamo alla notizia della nuova drink list, intitolata Inked, perché il tema sono i tatuaggi, elemento apparentemente non attinente, ma immancabile nella grammatica del bar, dove spesso si parla anche attraverso i messaggi sulla pelle.

Questa volta il mezzo per veicolare il messaggio è la drink list, definita un “tatuaggio liquido” che va a esplorare la storia del tatoo in cinque categorie, individuando i punti di incontro con la miscelazione, a partire dall'Old school. E se il primo uomo tatuato di cui si abbia notizia è la mummia di Ötzi, per Rossi era naturale collegarlo al primo cocktail che è stato codificato in una ricetta, l’Old Fashioned. Vecchia scuola, appunto, come le classiche rondini da marinaio: una si tatuava alla partenza, una al ritorno, se si tornava: evento da festeggiare con un Go back Martini. Passiamo alla New school, sia nello studio dei tatuatori che al bicchiere: qui trova posto il cocktail Origini, con cui Michele Filip ha partecipato due edizioni fa alla World Class di Diageo, vincendo la finale nazionale. E ancora la sezione Tribal, un classico anni Novanta che si riflette nei drink; l’immancabile area messicana, denominata Chicano, dove regnano i distillati a base di agave; infine, Asian, il riconoscibilissimo stile asiatico, sia come stile grafico che al bicchiere, con una prevalenza di highball dai gusti orientali.

Fra i dettagli tecnici rilevanti si sottolinea una media abv dei cocktail sempre più bassa (pochissimi quelli oltre il 20%) e il fatto che la percentuale sia segnalata in lista al centesimo, in modo da essere chiari e dare al consumatore un’indicazione utile, in tempi di stretta sul codice della strada. E sempre nel segno del “bevi responsabilmente” non mancano i mocktail, su cui, dice Riccardo Rossi, c’è stato un grande lavoro di studio (e il premio per chi non beve alcol è un piccolo tatuaggio trasferibile). Di impatto la parte grafica della drink list, un risultato artistico ottenuto in collaborazione con un lo studio di tatuaggi Propaganda Tattoo Temple, nato dall’iniziativa del rapper Noyz Narcos.

Classico e creativo: i migliori panettoni d’Italia 2024 – prima parte

Panettone Classico DaMa
Panettone Classico DaMa

Gli artigiani dell'arte bianca che dedicano le proprie mani al panettone si moltiplicano di anno in anno. Come di consueto, in attesa di allestire la tavola delle feste, abbiamo selezionato le migliori creazioni che omaggiano il grande lievitato delle feste, riproducendolo nella forma più classica o stravolgendolo in modo creativo. Ecco la prima parte della rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2024.

Pasticceria Zoccola

Panettone Pasticceria Zoccola

Sono tre le tipologie di panettone prodotte nel laboratorio della Pasticceria Zoccola, tutti realizzati nell’iconico stampo basso, emblema dei grandi lievitati fatti in Piemonte. A incarnare la tradizione più pura è il Panettone Classico con canditi italiani di cedro e arancia, e uvetta australiana. Chi preferisce una variante più golosa può scegliere tra il Panettone con gocce di cioccolato fondente o il raffinato Panettone al pistacchio, farcito con una crema preparata con cioccolato bianco cui viene aggiunto il 30% di pistacchio, finito con una croccante glassa alla granella di pistacchio. Il pandoro, anch’esso realizzato con lievito madre in maniera rigorosamente artigianale, completa la gamma dei grandi lievitati.

Denis Dianin

Panettone integrale di Denis Dianin

Nel laboratorio della pasticceria Denis Dianin a Selvazzano Dentro, appena fuori Padova, il Natale profuma di novità. Abicocca e mandorla vanno a combinarsi con la mediterraneità del rosmarino e i sapori esotici dell’ananas. Una seconda proposta è quella che presenta un impasto completamente integrale, in cui vengono rievocati i sapori dello strudel con la mela semicandita in sospensione e la cannella a profumare. Un'altra versione ingloba nell’impasto una farina a basso indice glicemico, zucchero primero, semicanditi di pera e albicocca, e goloso caramello. Non mancano le ricette tradizionali come arancia e cioccolato, oppure cioccolato bianco, fava di tonka, albicocca e arancia.

Gellivs

Alessandro Breda con il suo panettone

Il Natale di Alessandro Breda riparte da due ingredienti speciali: collaborazione e qualità degli ingredienti. Il risultato: tre dolci proposte per celebrare il Natale 2024 al Gellivs, ristorante stellato di Oderzo (Treviso). Si potrà scegliere tra Panettone Serse, il Panettone limone candito e olio extra vergine d’oliva e L’altro pandoro: il tiramisù. Tre lievitati artigianali in produzione limitata, creati dallo chef Alessandro Breda con l’aiuto di due maestri pasticceri locali: Ivan Centeleghe nella pasticceria di Farra d'Alpago (Belluno) per i panettoni, e Antonio Follador per il padoro. Nello specifico, il Panettone Serse si ispira al dessert elaborato dallo chef Alessandro Breda Crema bruciata di Serse: l’impasto segue la ricetta tradizionale, a cui si aggiungono pezzetti di mango candito e un delizioso gel al passion fruit. L’altro pandoro: il tiramisù segue la ricetta classica che all’assaggio ricorda il famoso dessert trevigiano.

Pascal Barbato

Il panettone di Pascal Barbato

Pascal Barbato opta per una ricetta creativa, proponendo un panettone semi dolce, impastato con nduja dell’azienda Madeo e gocce di cioccolato fondente. Questa ricetta nasce dalla collaborazione che va avanti da circa 10 anni fa con lo chef Francesco Pucci, presidente APCI Calabria. Il risultato? Un grande lievitato dal gusto frizzante, sicuramente non banale, che può incontrare anche i gusti di chi non ama i dolci.

Pino Ladisa

Il panettone Milano di Pino Ladisa

Il panettone tradizionale Milano firmato da Pino Ladisa nasce dal lievito madre vivo, che dona all’impasto una morbidezza visibile anche prima del morso, un profumo inconfondibile e una freschezza che dura più a lungo. È grazie a questa cura che il grande lievitato con uvetta, arancia e cedro canditi, diventa un'esperienza piacevole e completa.

DaMa

Panettone Classico DaMa
Panettone Classico DaMa

Davide e Massimiliano Leonetti di DaMa si confrontano per il primo anno con il panettone. Nonostante le ridotte dimensioni del laboratorio, con il supporto del pastry chef Francesco Mentana, l’insegna ha portato in vetrina diverse proposte: dalla classica a quella fondente & arancia, passando per un impasto classico con cioccolato fondente monorigine 50% arancia candita con craqueline al cacao salato; cacao cioccolato bianco e lamponi; impasto al cacao, chuncks cioccolato bianco e lamponi semi canditi. Attenta selezione delle materie prime affianca una vera esecuzione artigianale, visibile in piccole imperfezioni che rendono ogni panettone unico.

Pistì

Il Brontese di Pistì

Il Natale 2024 di Pistì profuma, come da tradizione, di Sicilia e i suoi frutti. Tra quelli proposti, spicca il Brontese, un panettone basso ricoperto con una crema definita "light" al cioccolato bianco e granella di pistacchio verde di Bronte DOP, farcito con una crema al pistacchio. Niente uvetta né canditi, solo tanta morbidezza e sapore intenso.

Cremeria Capolinea

Il panettone classico Milano di Simone De Feo

Simone De Feo firma il suo panettone classico Milano, una delle esecuzioni più amate del grande lievitato delle feste. Come per tutte le ricette di Cremeria Capolinea, la selezione degli ingredienti è scrupolosa. La lavorazione è artigianale, visibile anche nelle irregolarità della fetta. Profumi e colori di questo prodotto ingolosiscono già al primo sguardo.

Tomarchio

Panettone al cioccolato di Tomarchio

Anche quest'anno Tomarchio presenta la sua idea di panettone. Disponibile in diverse versioni, quello basso, ricoperto di cioccolato fondente, riccioli dello stesso e nocciola Tonda Giffoni, resta uno dei più golosi. L’impasto è arricchito di gocce di cioccolato fondente e al latte, ben integrate nella fetta.

Slitti

Panettone Tradizionale Gran Ricetta Slitti

Slitti, la Fabbrica di Cioccolato che sorge a Monsummano Terme (Pistoia), omaggia il Natale con il Panettone Tradizionale Gran Ricetta Slitti e la crema spalmabile Gianera. Il grande lievitato nasce da un impasto con lievito madre, uva sultanina, arance candite e vaniglia bourbon. Si sviluppa in forma bassa, ma strega già al primo sguardo. L’abbinamento con la crema completa la magia.

300Mila

Il panettone di Davide De Matteis

Alto, ricoperto di glassa mandorlata: è il panettone di Davide De Matteis, creatore dell'insegna 300Mila di Lecce. Fetta omogenea, di un giallo non troppo ricco. I profumi raccontano la qualità degli ingredienti utilizzati. In più, queste creazioni sono buone due volte, dato che i dolci artigianali di 300Mila sono creati nel laboratorio all’interno dell'ex carcere minorile di Lecce.

Bonfissuto

Barocco Siciliano

Per il Natale 2024, la pasticceria Bonfissuto propone una nuova collezione di panettoni artigianali dedicata all’arte e alla sicilianità. Tra i più interessanti c’è Barocco Siciliano, che giunge alla vendita con un packaging elegantissimo. Questo grande lievitato è composto da farine di grani antichi Siciliani, fragoline, canditi di arancia e limoni di Sicilia e glassa alle nocciole. Tra profumi suadenti e un morso coinvolgente, questa variazione è un simbolo della maestria del brand.

Infermentum

Il panettone di Infermentum

Per il Natale 2024 Infermentum presenta un panettone limited edition, con frutti di bosco e cioccolato bianco. L'impasto nasce dalla farina integrale combinata con lievito madre, si sviluppa in altezza e senza glassa, per offrire un morso completo e goloso.

Gennaro Bottone

Panettone Gran Cioccolato Dolce Idea

Per Gennaro Bottone non si può prescindere dalla qualità. Il panettone Gran Cioccolato di Dolce Idea arriva con abbinata la crema Nocciola Dark. La versione proposta è bassa, capace di concentrare i profumi tostati del cioccolato già dalla glassa. Da non dimenticare di spalmare la golosa crema sulle fette.

Hotel Gallia

Panettone guilt free Excelsior Hotel Gallia

Excelsior Hotel Gallia di Milano propone tre varianti del panettone: tradizionale, "Anima esotica"e "guilt free". Questa edizione limitata si caratterizza per un basso contenuto di zuccheri che, però, non va a mortificare il sapore. L'uvetta australiana e un tocco di sciroppo di malto di riso bilanciano la dolcezza senza sovrastarla. Gocce di cioccolato Noalya senza zucchero, presenti anche nella glassa, completano l'incantesimo del Natale.

Casa Manfredi

Panettone Romanese

Per queste festività 2024 Giorgia Proia di Casa Manfredi propone tre versioni del panettone e un pandoro: il Romanese; Pere e cioccolato; Gianduia e albicocca; impasto cacao e due cioccolati. Lunga lievitazione naturale con lievito madre e una lavorazione totalmente artigianale, con tre rinfreschi del lievito per un totale di circa due giorni e mezzo di lavorazione dall'inizio a prodotto imbustato.

Mannari

Panettone di Giuseppe Bassanelli

Il maestro gelatiere Giuseppe Bassanelli farcisce il grande lievitato delle feste in una maniera particolare. Prima il panettone viene in parte "svuotato" e successivamente glassato nella sua parte interna con cioccolato fondente Valrhona. Solo dopo questa glassatura interna il panettone è pronto ad accogliere il ripieno di semifreddo allo zabaione. In questo modo la glassatura crea una sorta di "sigillo" che non permetterà alla farcitura di bagnare troppo l’impasto, evitando quell’effetto spiacevole di pasta inumidita. Una volta pronto, il panettone viene conservato a temperatura negativa e, prima del consumo a casa, deve essere inserito nel forno caldo (portato a temperatura ma spento al momento dell’inserimento del grande lievitato). In questo modo l’impasto tornerà soffice e scioglievole e il semifreddo e il cioccolato cremosi al punto giusto.

Vergani

Panettone Cremino Vergani

Per Natale la Linea Gourmet di Vergani, che celebra quest’anno il proprio ottantesimo anniversario, si arricchisce di due golose novità: il Panettone Cremino, arricchito con golose gocce di cioccolato al latte, fondente e bianco; e il Datteri, fichi, noci e cioccolato, che gioca con la memoria ed evoca i Natali della tradizione, coccolando anche i bambini di ieri.

Antonio Follador

Panettone Moka e Mandorla

Il Panettone da Tradizione di Antonio Follador racconta canditi da frutta fresca e due varietà di vaniglia, Bourbon del Madagascar e Tahiti. Tra le novità della collezione del Natale 2024 spiccano il panettone Moka e Mandorla, preparato con cremino al caffè realizzato con un blend di Arabica e Robusta di 1895 Coffee Designers by Lavazza.

Fabio Tuccillo

Scugnizzo Napoletano

Tra le novità ideate dal bakery chef Fabio Tuccillo per il Natale 2024, che potranno essere acquistate in esclusiva a Napoli e in edizione limitata, presso la pizzeria trattoria San Carlo 17, ci sarà anche il panettone Scugnizzo Napoletano. Preparato con lavorazione a tre impasti e arricchito da un aroma di mandorla, al suo interno custodisce le dolci albicocche del Vesuvio e cioccolato al caramello. La copertura è un mélange di cioccolato bianco e mandorle filettate.

Pasticceria Dolcemascolo

Panettone artigianale Dolcemascolo

Pasticceria Dolcemascolo presenta come da tradizione il suo Panettone Artigianale, firmato dal maestro pasticciere Matteo Dolcemascolo, simbolo di eccellenza e qualità nel panorama dolciario italiano. Dolcemascolo sfodera la sua creatività dolciaria e propone gustosissime varianti per il suo panettone artigianale: tanti gusti oltre al tradizionale, come cioccolato e pere, cioccolato e lamponi, frutti di bosco e classico al cioccolato. Immancabile poi anche quello al pistacchio, con la sua crema spalmabile al pistacchio.

Pasticceria Maresi

Panettone Maresi

I panettoni dedicati al Natale 2024 di Pasticceria Maresi sono realizzati con una ricetta che rispetta l’antica tradizione, grazie all'utilizzo di lievito madre a tempo e temperatura controllati. Il risultato è un prodotto soffice e morbido, profumato di agrumi e vaniglia, bilanciati con la dolcezza della glassa realizzata con mandorle interne grezze e granella di zucchero. Tre le varianti proposte: classica, cioccolato fondente, e cioccolato bianco e lamponi.

Pasticceria Filippi

Panettone Ecologico Filippi

Cappelliera Mr P è il nuovo progetto di Pasticceria Filippi dove il Panettone Classico incontra Ecologioco, un gioco da tavolo formativo e divertente creato dagli alunni della scuola Grande Quercia di Thiene. Qui in ogni casella gli studenti hanno raffigurato temi come la sostenibilità sociale, la tutela dell'ambiente e i comportamenti da non fare per salvaguardare il pianeta. ​Il gioco è stampato all’interno della cappelliera, realizzata in carta certificata FSC® come le pedine e il dado, e promuove il concetto di economia circolare grazie al riutilizzo del packaging con un’idea creativa, festosa ed educativa.

Spoto Bakery

Collezione natalizia di Alessandro Spoto

I panettoni del maestro panificatore Alessandro Spoto sono tutti realizzati artigianalmente nel suo laboratorio di pasticceria, dove opera uno staff tutto al femminile. Questi panettoni sono prodotti con solo lievito Madre, farina tipo "0", uova fresche di galline allevate a terra, burro francese, vaniglia del Madagascar e il miele dell’azienda apistica Mario Bianco. La lievitazione è di minimo 40 ore, sono lavorati e confezionati a mano. Oltre al pandoro e alla variante classica, disponibili anche le varianti cioccolato fondente; cioccolato e pere; pistacchio; cioccolato e caffè; senza lattosio; fiocco di neve.

Pasticceria Nuovo Mondo

Panettone Pasticceria Nuovo Mondo

Celebre in tutta Italia per il suo prodotto più famoso, le Pesche di Prato, la Pasticceria Nuovo Mondo vanta oggi prodotti che sono diventati icone. A Paolo Sacchetti, pluripremiato proprietario della pasticceria e membro storico di AMPI, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, si affianca il talento del figlio Andrea, cresciuto nel laboratorio del padre. Tra le referenze pensate per Natale 2024 c'è il panettone Giulebbe, realizzato con ingredienti locali come i fichi secchi di Carmignano, Presidio Slow Food, pinoli di San Rossore in glassa, noci della val di Bisenzio. Poi c'è il Pan Ballotto, un “marzapane” a base di marroni del Mugello IGP lessi, pasta di marroni e alchermes (Prodotto Agroalimentare Tipico della Toscana, liquore dolce e aromatico dall'inconfondibile colore rosso). Anche la glassa del panettone è fatta con la farina di marroni.

Viviana Varese

Faak Panettone

Protagonista assoluto del Natale 2024 di Viviana Varese è il Panettone FAAK, disponibile in due varianti: agli agrumi, con canditi di arancia, limone, cedro e bergamotto, e all’albicocca e timo, arricchito dalla geleè prodotta direttamente nel laboratorio del locale.

Emilio il Pasticcere

Oltre ai tradizionali panettoni, da Emilio il Pasticciere le feste si celebrano con una novità assoluta: una torta natalizia in edizione limitata, che promette di conquistare grandi e piccini. Ideata dal Maestro APEI Nicola Goglia, la torta è realizzata con il pregiato cioccolato Hukambi 53% Valrhona, un monorigine del Brasile con note di cacao amaro leggermente biscottate e latte. La torta si sviluppa su una base di frolla alla nocciola ricoperta da un caramello alla vaniglia su cui poggiano due strati di pandispagna al cacao che racchiudono una crema vellutata al caramello. La stratificazione continua con una mousse al cioccolato Hukambi 53% profumata alla fava Tonka. A ricoprire il tutto è una glassa della stessa varietà di cioccolato e decorazioni a tema natalizio.

Pasticceria Gruè

Marta Boccanera e Felice Venanzi, fondatori e anima creativa e operativa di Grué, propongono un'ampia gamma di panettoni lanciando una novità solare. Sole d’Inverno richiama il tepore che si prova quando la famiglia è riunita intorno alla tavola nelle fredde serate di dicembre. È un dolce dorato, che già al primo sguardo evoca il calore e la felicità del Natale. Un cake morbido al cioccolato fondente e caffè, con miele di fiori di acacia, cannella, frutta secca e canditi. Un dolce che evoca calore e la gioia di ritrovarsi, unendo tradizione e innovazione in un'esplosione di sapori e aromi che avvolgono i sensi.

Birra Menabrea Christmas Beer, una tradizione che si rinnova

Tempo di brindisi con Christmas Beer Menabrea
Lasciando invariata la ricetta della birra rossa di Natale, Menabrea presenta le nuove confezioni di Christmas Beer, dalla bottiglia evento da 2 litri, alle scatole da 6 e 10 bottiglie formato 33 cl. ai fusti da 5 e 15 litri.

Non poteva mancare anche quest'anno l'edizione 2024 di Chritmas Beer, la Birra di Natale di Menabrea. Invariata la ricetta che vede una rossa speciale con una gradazione alcolica moderata (5,2%) caratterizzata dall'uso di malti d'orzo e mais, di corpo leggero e amaro accentuato, di grande equilibrio gustativo con note di caramello tostato e speziato. Da consumare preferibilmente a una temperatura di 6-8 °C.

Vari i formati disponibili. La classica bottiglia in vetro tappo corona da 33 cl è disponibile in scatole da 10 pezzi, come in confezione regalo Christmas Box da 6 pezzi con due bicchieri personalizzati. Inoltre nuova veste per il tradizionale (dal 2004) "bottiglione" evento da due litri con tappo meccanico più l'astuccio. Per finire, per i consumi al tavolo ecco il fustino da 5 litri, insieme al "fratello maggiore" il fusto da 15 litri. Christmas Beer è in distribuzione per tutto il periodo delle Feste.

Una tradizione che si rinnova da 173 anni

Birra Menabrea è il birrificio attivo più antico d'Italia visto che le sue origini risalgono al laboratorio fondato delle famiglie Welf e Caraccio nel 1846. Nel 1864 subentra nella proprietà Giuseppe Menabrea che nel 1872 crea la "G. Menabrea e Figli", sempre nel centro storico di Biella (Piemonte).
La produzione di Birra Menabrea si caratterizza per l'impiego del metodo della bassa fermentazione che, insieme alla leggerezza delle acque delle fonti alpine, permette di creare una serie di piacevoli birre e assicurare una costante conquista del mercato.
Nel 1896 subentrano nella proprietà i generi Emilio Thedy e Augusto Antoniotti che hanno rispettivamente sposato Eugenia e Albertina Menabrea. Dal 1991 Birra Menabrea è diventata un'aziende del gruppo Forst, mantenendone la gestione con Franco Thedy (quinta generazione Thedy) in qualità di amministratore delegato.

Negli ultimi anni Menabrea ha confermato un trend in costante crescita passando da una media di 10 milioni di fatturato dei primi anni 2000 ai 47 milioni previsti per il 2024.
Fatturato 2023 pubblicato e disponibile sul web: € 45.883.003,00.
L’azienda è presente in 40 Paesi nel mondo, l’export vale il 25% del fatturato. Le aree di esportazione più rilevanti sono l’Europa con Gran Bretagna in testa e in crescita, America del Nord e Australia. Le birre Menabrea sono disponibili nel canale Horeca (90%)  e Gdo (10%).  La crescita di questi anni ha permesso di passare da 28 a 48 dipendenti dell’azienda.

Birra & Gazeuse alla Genziana, mix leggero e rinfrescante

Serve proporre una bevanda più leggera e digestiva dopo i cenoni e "pranzoni" di fine e inizio Anno?
Ecco il successo dell'estate 2024, Birra & Gazeuse alla Genziana di Birra Menabrea. Di colore giallo chiaro, leggermente alcolica (2%), unisce  il gusto della birra chiara Menabrea Bionda Premium Lager 150° con l'agrumato leggero di una gazzosa (un prodotto Menabrea dei primi tempi), con un tocco di estratto di genziana, nota per le sue caratteristiche digestive. Assicura sensazioni di grande freschezza.
Viene imbottigliata nel formato in vetro chiaro da 27 cl, tappo corona, con un'etichetta dai toni azzurri, ispirata ai fiori di genziana. A un mix  "storico" leggero e rinfrescante (birra + gazzosa= panaché), è strato unito il gusto leggermente amaro della genziana, in linea con le attuali tendenze di mercato.

 

Natural Sweets, la pasticceria dove il lievitato è anche proteico

Claudio Gatti lancia il lievitato proteico, dolce artigianale con il 28% di proteine, basso indice glicemico e packaging sostenibile. Ideale per sportivi e non solo

I grandi lievitati artigianali si evolvono: Claudio Gatti lancia un dolce proteico pensato per chi cerca una pasticceria che unisce tradizione e nutrizione. Presidente dell'Accademia dei Maestri del lievito madre e panettone italiano e vincitore del Campionato del mondo del panettone a squadre 2023, Gatti è uno dei precursori della cosiddetta pasticceria del benessere. A quest'ultima ha dato anche una sede: Natural Sweets, il nuovo locale aperto a Parma.

Un "panettone" per gli sportivi

«Anche gli sportivi e chi segue diete proteiche devono poter mangiare il panettone», dice Gatti . «Il mio obiettivo era creare un lievitato simile per gusto e consistenza, ma che avesse i benefici di un lievitato proteico. Un’alternativa artigianale a chi segue questo tipo di alimentazione», continua il lievitista. Per il suo sviluppo Gatti ha chiesto la collaborazione di un nutrizionista di una squadra di calcio di Serie A.

La ricerca del perfetto equilibrio

L’innovazione del lievitato proteico di Claudio Gatti si distingue per un approccio tecnico che integra ingredienti funzionali senza compromettere la qualità artigianale. Grazie a una combinazione di proteine del latte, delle uova, della soia e del pisello, unite a zuccheri naturali a basso impatto glicemico, il prodotto offre una risposta concreta alle nuove esigenze del mercato.

Lievitato proteico monoporzione di Claudio Gatti

Il lievitato proteico di Gatti: Un dolce per tutti

Il lievitato proteico, battezzato Un dolce per tutti, è realizzato con il 28% di proteine e zuccheri naturali. È stata utilizzata una combinazione bilanciata di farine, per garantire una buona lievitazione e morbidezza. «Alla farina per panettone, nel primo impasto ho aggiunto farina d’avena e nel secondo proteine in polvere», spiega Gatti che ha lavorato con lievito madre. «In tema di grassi, ho sostituito il burro con olio Evo e olio di semi di mais spremuto a freddo, entrambi biologici», aggiunge.

Innovazione nel formato e sostenibilità

Il lievitato proteico è proposto in formato monoporzione da 100 grammi, pensato per sportivi o consumatori che cercano una soluzione pratica e bilanciata. Il packaging in alluminio riciclabile garantisce freschezza e una shelf life di un mese e mezzo. «Il mio impegno non è solo verso la salute, ma anche verso l’ambiente. Ogni dettaglio è pensato per rispettare questi valori», sottolinea Gatti.

Lievitato proteico, un prodotto che guarda al futuro

Il lievitato proteico di Claudio Gatti si inserisce nel mercato della pasticceria funzionale, sempre più attento alla salute e al benessere. Un mercato per i consumatori che cercano prodotti rispondenti a esigenze specifiche senza rinunciare al piacere del gusto. La tendenza non riguarda solo gli sportivi, ma un pubblico più ampio di consumatori attenti alla qualità nutrizionale e alla sostenibilità dei prodotti che acquistano.

«Sempre più persone cercano dolci che uniscano tradizione e valori nutrizionali. Questo prodotto è il mio modo di innovare restando fedele alla qualità e alla cura artigianale», sottolinea Gatti. Il lievitato ha avuto un’accoglienza positiva tra giovani e sportivi. «Credo che il futuro della pasticceria artigianale passi anche da progetti come questo», conclude il maestro pasticciere.

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