La pasticceria Cristalli di Zucchero del quartiere Monteverde a Roma si rinnova con importanti novità che abbracciano spazi, proposte e filosofia. Tra gli interventi principali il restyling che ha ampliato l’accoglienza del locale, l'arricchimento dell’offerta con una linea salata e un’attenzione maggiore ai lievitati d’eccellenza per la colazione. Il tutto senza rinunciare alla tradizione e alla qualità che ha accompagnato il suo percorso.
Una storia lunga vent'anni
Cristalli di Zucchero nasce nel 2004 grazie alla visione del maestro pasticcere Marco Rinella. La pasticceria ha contribuito a definire la moderna pasticceria di scuola francese nella capitale, affermandosi come un punto di riferimento per qualità e innovazione. Nel 2018, il locale passa nelle mani di Marco Fontana e Daniele Salari, che ne rilevano la proprietà con l'obiettivo di mantenere intatta l’eredità del marchio, aggiungendo al tempo stesso una propria impronta. Da allora, Cristalli di Zucchero ha continuato a evolversi, rispettando la tradizione ma introducendo innovazioni che continuano tuttora.
Nuovi spazi e più comfort
Una delle principali novità è l'ampliamento degli spazi dedicati ai clienti. Grazie a una riprogettazione, Cristalli di Zucchero ha incrementato i posti a sedere fino a 70, includendo un nuovo spazio esterno utilizzabile tutto l'anno grazie a una copertura climatizzata. Questo intervento ha reso il locale più fruibile per colazioni, light lunch e aperitivi.

L’aperitivo diventa protagonista da Cristalli di Zucchero
Tra le novità più rilevanti spicca la nuova linea di pasticceria salata, pensata per arricchire l’esperienza dell’aperitivo. «Abbiamo deciso di realizzare in casa quasi tutto», sottolinea il pastry chef Marco Fontana, evidenziando l’importanza di offrire prodotti artigianali di alta qualità, preparati con attenzione nei minimi dettagli. Questo approccio riflette il desiderio di mantenere un controllo totale su ogni fase del processo produttivo, garantendo freschezza e autenticità.

Lievitati d’eccellenza per la colazione
La colazione rimane uno dei punti di forza del laboratorio. Tutti i lievitati sono realizzati con lievito madre, una scelta di qualità e freschezza. Fontana, che guida un team di sei pasticceri, non ha mai smesso di perfezionarsi con maestri come Leonardo Di Carlo. «Proponiamo una pasticceria moderna, ma senza stravolgimenti che possono destabilizzare il cliente – specifica Fontana – la base è certamente quella classica, noi piuttosto lavoriamo sull’aspetto estetico. Come nel caso della nostra torta ai tre cioccolati in cui il cioccolato è il grande protagonista, in tre consistenze e in tre tipologie diverse». L'offerta spazia tra cornetti italiani aromatizzati con vaniglia e arancia, croissant francesi dal burro intenso, e creazioni come il New York Roll. Ogni prodotto è disponibile in varianti classiche e farcite, con gusti che vanno dalla crema pasticcera al pistacchio, fino al caramello salato.
Un’attenzione speciale al caffè
Accompagnare una colazione o una pausa dolce con una bevanda di qualità è fondamentale per Cristalli di Zucchero. Cappuccini e caffè sono realizzati con miscele, anche specialty, della torrefazione Le Piantagioni del Caffè di Livorno, offrendo ai clienti un’esperienza gustativa unica.

















Protagonista di questa storia di oltre cento anni fa è Oscar Tschirky. Nato nel 1866 a Locle, nel Canton Neuchâtel, Svizzera, emigrò negli Stati Uniti nel 1883 insieme alla famiglia, attratto dalle opportunità del Nuovo Mondo. Appena arrivato, ottenne la cittadinanza americana e iniziò a lavorare come cameriere all’Hoffman House Bar, un’istituzione della vecchia New York dove si formarono leggendari bartender, come Frank Meier e Harry Craddock. Determinato a distinguersi nel settore dell’ospitalità, Oscar proseguì la sua carriera al prestigioso ristorante Delmonico, dove divenne maître d’hôtel. Nel 1893, venne assunto da George Boldt per dirigere il nuovo punto di riferimento dell'ospitalità di lusso in salsa newyorkese, il Waldorf-Astoria, che contribuì a trasformare in un simbolo di eleganza e accoglienza. Sebbene non fosse né chef né bartender, Oscar divenne un'icona dell’hotellerie, legando indissolubilmente il suo nome all’hotel.
Tra le curiosità del libro spiccano ricette innovative. Il Blue Moon, a base di Crème Yvette e gin, richiama l’Aviation, drink spesso attribuito allo stesso Oscar. Un altro cocktail particolare è il Russian Grand Duke, che ricorda il Monkey Gland per la sua composizione. Tra le invenzioni di Oscar si distingue il Martell Cocktail, a base di brandy, lime e miele, celebrato dal quotidiano The Pittsburgh Press nel dicembre del 1934. A questo drink è legato un aneddoto interessante, che lo collega al mondo del cinema. Nel 1937, in occasione della commedia "Tovarich", con Claudette Colbert e Charles Boyer, il drink venne rinominato Tovarich Cocktail. Durante la promozione del film, un usciere del Waldorf-Astoria serviva cocktail ai giornalisti, sottolineando l’eleganza della ricetta: succo di lime, brandy Martell, miele, ghiaccio e una guarnizione di ciliegia al maraschino e scorza di limone.