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Furlanina Gentile Mangilli premiata come migliore grappa bianca all’Iswc

Grappa Furlanina Gentile Mangilli
Nuovo prestigioso riconoscimento per la distilleria friulana di Gruppo Caffo, che piazza al primo posto della categoria la sua Furlanina Gentile Mangilli

Ancora soddisfazioni dalle grappe per il Gruppo Caffo 1915. A regalarle è la Grappa Furlanina Gentile Mangilli, che all’International Wine & Spirit Competition (Iwsc) di Londra è risultata la migliore grappa bianca tra quelle in concorso, ottenendo un punteggio di 92/100.

Un risultato di grande prestigio e che evidenzia la qualità di questo distillato (alc 42% in vol) ottenuto da vinacce di vitigni friulani a bacca bianca, con prevalenza di Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon e Prosecco. Una grappa che ha conquistato gli oltre 250 esperti internazionali che compongono la giuria del concorso, che sottopongono i distillati a una rigorosa valutazione tecnica attraverso degustazione alla cieca. «All’olfatto si apre con note eleganti e secche, impreziosite da un accenno di sottobosco e da vivaci sentori di mela verde. Al palato spicca una fruttuosità brillante, arricchita da una delicata speziatura pepata. Il finale è nitido e raffinato, con un profilo ben definito e una struttura precisa», hanno scritto i giudici nella loro scheda di valutazione che ha portato al successo della Grappa Furlanina Gentile Mangilli.

Un successo che si aggiunge alle due medaglie di bronzo conquistate lo scorso mese sempre all’Iwsc ad altre due grappe di Distilleria Mangilli (leggi Pieno di medaglie per Caffo all’International Wine & Spirit Competition): la Grappa Furlanina Invecchiata, che riposa in botti di legni diversi per oltre 12 mesi e si distingue per il suo profumo gentile e per la sua morbidezza, e la Mitica, sia nella varietà bianca sia Riserva Barrique, che invecchia 18 mesi in piccole botti di rovere di Slavonia.

Riconoscimenti che premiano il lavoro della Distilleria Mangilli, entrata nel Gruppo Caffo nel 2019 che subito ne ha rilanciato la linea di grappe, nel valorizzare l’arte distillatoria friulana attraverso una gamma di prodotti autentici, curati e di grande coerenza stilistica.

The Dalmore Luminary No.3 – 2025 Edition, capolavori di malto e design

The Dalmore Luminary 2025 Edition - The Rare
Da sx: Richard Paterson OBE, master distiller The Dalmore, Ben Dobbin di Foster + Partners e Gregg Glass, master whisky maker The Dalmore
Il terzo capitolo della Luminary Series è nato dalla collaborazione con l'architetto Ben Dobbin. Ne fanno parte due rari single malt, The Rare, invecchiato 52 anni, custodito in un decanter unico, sospeso in una scultura di "tensegrity”, e The Collectible, invecchiato 17 anni e disponibile in sole 20.000 bottiglie

Con un evento a Venezia, alla vigilia dell’apertura della Biennale di Venezia, una delle più importanti esposizioni di architettura al mondo, è stata presentata ufficialmente la Dalmore Luminary Series No.3. L’occasione non è stata scelta a caso dalla storica distilleria delle Highlands: i due pregiati single malt, in edizione super limitata, che compongono il terzo capitolo della Luminary Series, The Dalmore Luminary 2025 Edition - The Rare e The Dalmore Luminary No.3 – 2025 Edition – The Collectible, sono infatti il frutto della co-creazione tra i rinomati master whisky maker di The Dalmore, Gregg Glass e Richard Paterson OBE, l’architetto Ben Dobbin dello studio Foster + Partners, autore di iconici progetti come l'Apple Park a Cupertino (Usa) e la riqualificazione della Transamerica Pyramid a San Francisco (Usa), e il V&A Dundee, il museo del design della Scozia.

Una collaborazione che celebra l'arte della produzione del whisky e del design architettonico e fondata sul concetto di flusso creativo e precisione, qualità condivise da Dobbin e dai master whisky maker di The Dalmore. Una comunanza di visioni che si riflette sia nei whisky sia nei design realizzati per queste due release uniche. Elemento chiave dello scambio tra il team, le riflessioni sul potere dei paesaggi e della natura di ispirare la creatività, con Dobbin affascinato dal flusso e riflusso della topografia e dalla magnificenza dei ponti e dei laghi che circondano la distilleria nelle Highlands, e Glass e Paterson OBE che hanno tratto ispirazione dai gusti e dalle preferenze personali dell’architetto per creare i due distillati.

The Rare, un prezioso single malt

The Dalmore Luminary 2025 Edition - The Rare (alc 40,3% in vol) è un rarissimo single malt invecchiato 52 anni, il più vecchio mai rilasciato nella Luminary Series. Il whisky è stato affinato in diverse botti, tra le più rare al mondo, tra le quali Calvados vintage 1980, che la squadra di The Dalmore, ha avuto la lungimiranza di mettere da parte già prima che il brandy francese fosse approvato nel 2019 come finitura autorizzata per lo Scotch whisky, Porto Colheita 1940, Porto Tawny raro, Sherry Pedro Ximénez 40 anni e botti di vino Châteauneuf-du-Pape.

Sfruttando la tensione tra le diverse caratteristiche delle botti, ora contrastanti ora complementari, ha preso vita un whisky di straordinaria profondità, complessità ed eleganza, un capolavoro che esprime al massimo l’approccio pionieristico di The Dalmore alla maturazione multi-cask e all’arte della distillazione, sempre restando fedele allo stile distintivo della casa, caratterizzato da note di agrumi, cioccolato e spezie calde.

A custodirlo un decanter appositamente progettato, inserito nella scultura realizzata su misura da Dobbin, che lo avvolge e solleva, facendo apparire il whisky come sospeso nel tempo: un raffinato esempio di tensegrità, uno stile architettonico contemporaneo dove le forme sembrano costruite dalla natura in una tensione perfettamente bilanciata. Con questo approccio e ispirandosi al paesaggio che circonda la distilleria, l’architetto ha plasmato questa straordinaria scultura asimmetrica in bronzo, che presenta onde e aste, curve morbide e linee rette in un perfetto equilibrio dinamico.

The Dalmore Luminary 2025 Edition - The Rare è stato realizzato in due soli lotti. Uno è stato messo all’asta da Sotheby's, con il ricavato interamente destinato a sostegno delle attività del V&A Dundee. Una partnership, quella tra The Dalmore e il museo, avviata nel 2020 e proseguita con il lancio della Luminary Series nel 2021, che ha visto la distilleria finora donare oltre 200.000 sterline.

Il secondo lotto è invece conservato presso la distilleria The Dalmore, mentre una versione di prova del decanter e della scultura sono andate a unirsi alle edizioni 2022 e 2024 della Luminary Series in esposizione permanente al V&A Dundee.

The Collectible, in Italia con Fine Spirits

Raro e pregiato anche Dalmore Luminary No.3 – Edizione 2025 – The Collectible l’altra creazione del team, un single malt invecchiato 17 anni, anche questo con una complessa finitura multi-cask che allude al profilo aromatico di The Rare. Dalla maturazione iniziale in botti di rovere bianco americano ex-Bourbon, questo whisky ha completato il suo affinamento in un’audace combinazione di sette botti, tra le quali Calvados vintage e invecchiato, Sherry Matusalem raro, Sherry Apostoles raro, botti selezionate di vino rosso di Bordeaux e Châteauneuf-du-Pape e rovere bianco americano a maturazione completa.

Prodotto in sole 20.000 bottiglie per tutto il mondo, e distribuito in Italia da Fine Spirits, distributore esclusivo per il nostro paese di The Dalmore, è racchiuso in un elegante cofanetto pieghevole su misura, ispirato alla scultura di The Rare.

A degustarlo in anteprima mondiale gli ospiti che hanno preso parte all’evento veneziano di presentazione, che ha incluso anche un incontro con i collaboratori Luminary di The Dalmore, Ben Dobbin, Melodie Leung e Maurizio Mucciola, moderato da Lesley Lokko OBE, curatrice della Biennale Architettura 2023.

L’esclusivo lancio della Luminary Series No.3 in Laguna, inoltre, è stato celebrato da alcuni dei più rinomati e iconici locali della città: Arts Bar del St. Regis Venice, Alchemia Bar del Ca’ di Dio, Moro Venice, Skyline Rooftop Bar dell’Hilton Molino Stucky e Aman Venice, che hanno supportato l’evento proponendo per tutta la settimana drink list create ad hoc dai loro team e degustazioni dedicate delle specialità Dalmore.

Si rinnova la partnership tra Compagnia dei Caraibi e Maison Ferrand

Compagnia dei Caraibi Citadelle distilleria a
La distilleria di Citadelle Gin, marchio di Maison Ferrand
La maison francese ha rinnovato il contratto per la distribuzione esclusiva dei suoi distillati premium e super premium all'azienda piemontese per i prossimi 5 anni

Prosegue la partnership tra Compagnia dei Caraibi e Maison Ferrand. La maison francese produttrice di distillati premium e super premium, fondata da Alexandre Gabriel, ha rinnovato il contratto per la distribuzione dei suoi marchi con l’azienda piemontese per i prossimi tre anni più due di rinnovo automatico.

L’accordo riguarda i brand Citadelle Gin, espressione dell’artigianalità francese, Planteray Rum, che celebra la ricchezza delle Barbados e i terroir del rum, Ferrand Cognac, con i raffinati Premier Cru de Cognac, l’iconico Ferrand Dry Curaçao, Canerock Spiced Rum e Froggy B Vodka, la vodka francese bio, che Compagnia dei Caraibi distribuisce in esclusiva nel nostro Paese dal 2015.

Una collaborazione che ha permesso alla società francese di rafforzare la sua presenza in Italia, dove lo scorso anno ha registrato una crescita del 4,3% valore, confermata anche nei primi mesi di quest’anno con un +12% a valore per l’intero gruppo, dove spiccano in particolare le performance di Planteray, le cui vendite a valore sono aumentate del 6%, e di Citadelle che ha segnato addirittura un +35%. Un andamento molto positivo, considerando l’attuale contesto del mercato che vede un rallentamento della crescita degli spirit dopo il boom post-pandemia del 2021 e 2022.

«Il rinnovo di questo accordo conferma e rafforza la volontà comune di dare continuità a un percorso solido e in evoluzione per continuare a costruire un’identità distintiva, aumentare la riconoscibilità dei brand Maison Ferrand e accompagnare con slancio la crescita di uno dei marchi indipendenti più rilevanti del panorama attuale», ha commentato Edelberto Baracco, ceo di Compagnia dei Caraibi.

I quattro pilastri dell’accordo

A questo scopo, quattro sono i pilastri strategici sui quali si basa il nuovo accordo tre le due realtà. A cominciare dal rafforzamento della brand awareness attraverso il potenziamento delle attività rivolte al mondo dei locali e al coinvolgimento della comunità dei bartender. Per proseguire con l’incremento dei trial di prodotto, ovvero delle occasioni per far provare le specialità della maison a nuovi consumatori e operatori del fuori casa, tramite attività mirate e attivazioni in locali selezionati. E con l’espansione della distribuzione diretta e lo sviluppo di una strategia di canale segmentata e ancora più efficiente, e il consolidamento dell’iconicità dei marchi, attraverso momenti di consumo personalizzati e iniziative esperienziali rivolte sia al pubblico B2B sia B2C.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 3

L'episodio numero 3 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

Nel terzo episodio, dopo le due puntate precedenti nella roboante Città del Messico (guarda episodio 1 ed episodio 2), Cristian Bugiada e Roberto Artusio approdano nell’affascinante città di Puebla. I due italiani, con il compagno di viaggio Miguel Fresa, si immergeranno nelle tradizioni più profonde e assaggeranno i famosi Tacos al pastor, uno dei piatti più amati del menu de La Punta Expendio de Agave, a Roma.

Asia’s 50 Best Bars 2025: Bar Leone di nuovo sulla vetta

Nella cerimonia di Macao, Asia’s 50 Best Bars 2025 premia per il secondo anno consecutivo il bar di Hong Kong guidato da Lorenzo Antinori

Il Bar Leone di Hong Kong, esempio del bar all’italiana per eccellenza, conquista per il secondo anno consecutivo la vetta della classifica Asia’s 50 Best Bars 2025, annunciata ieri sera al Wynn Palace di Macao. Con la conferma del primo posto del Bar Leone di Lorenzo Antinori a Hong Kong per il secondo anno di seguito, l’Italia mantiene la sua posizione di rilievo nel panorama mondiale del bartending e sulla scena asiatica in particolare. Rimanendo sul podio, altre due grandi conferme. Al secondo posto troviamo lo Zest di Seoul, un bar rinomato per il suo impegno nella sostenibilità, che mantiene la sua posizione dal 2024 come Miglior Bar in Corea, sponsorizzato dal brand giamaicano Tia Maria. Il Jigger & Pony di Singapore (questo sponsorizzato da Torres Brandy) rimane al terzo posto, guadagnandosi il titolo di Miglior Bar di Singapore, grazie al suo mood di bar di quartiere all’interno di un hotel. Qui va anche segnalato che c’è l’italiano Saverio Casella, in veste di principal bartender.

Dando uno sguardo d’insieme, si nota che la lista del 2025 include indirizzi collocati in 20 città asiatiche e conta ben 20 new entry. Un particolare sottolineato da Emma Sleight, responsabile dei contenuti per gli Asia’s 50 Best Bars: « Con 20 new entry, il numero più alto degli ultimi anni, questa lista riflette lo spirito innovativo del mondo del bartending asiatico, offrendo esperienze di drink indimenticabili agli appassionati. Congratulazioni a Lorenzo Antinori e al team del Bar Leone, per aver mantenuto la posizione numero 1 e per aver offerto un’esperienza di ospitalità costantemente eccezionale, che porta un tocco di Roma a Hong Kong».

Oltre ai già citati Leone e Casella, fra i bartender italiani che si sono classificati fra i top player del “campionato” asiatico, troviamo anche Federico Balzarini, beverage manager dell’Argo di Hong Kong (11° posto); Silvio Daniele, general manager del Cosmo Pony di Giacarta (38° posto); Matteo Cadeddu, bar manager di Opium a Bangkok (43°); e, sempre a Bangkok, Marco Dongi del Bar Sathorn (48°). E, a proposito della capitale thailandese, Bangkok ha superato Singapore come capitale asiatica dei cocktail, vantando sette bar in classifica, guidati da Bar Us al 4° posto, nominato Miglior Bar in Thailandia (un risultato un po’ italiano anche questo, visto che è brandizzato Amaro Lucano).

Fra i premi speciali, da segnalare il riconoscimento Campari One to Watch, assegnato al Workshop14 di Hanoi, e il premio Michter’s Art of Hospitality, vinto dal Barc di Kathmandu. Tra i bartender premiati individualmente, Jay Khan del Coa Hong Kong ha ricevuto il Roku Industry Icon Award, mentre Andrew Ho dell’Hope & Sesame di Guangzhou ha vinto il premio Altos Bartender.

Concludiamo con un piccolo recap, per chi non conoscesse il Bar Leone: di proprietà e gestito da Lorenzo Antinori, che in passato ha militato in altri famosi locali come l’Argo di Hong Kong e il Dandelyan a Londra (oggi chiuso, incoronato Miglior Bar del Mondo nel 2018), il Bar Leone è rinomato per i suoi “cocktail popolari”. Il menu propone una selezione attentamente curata di cocktail classici con rivisitazioni delicate e intriganti, il tutto mantenendo la sua identità di bar di quartiere. Trae ispirazione dal quartiere romano di Trastevere, dove Antinori è cresciuto. Le pareti rivestite in legno del bar sono decorate con cimeli del calcio (di fede giallorossa) e poster d’epoca italiani, creando un’atmosfera nostalgica. Puntando su semplicità e coerenza, l’offerta del Bar Leone include drink come il Filthy Martini, preparato con salamoia di olive affumicate, e la loro specialità che ha fatto impazzire il pubblico asiatico: la focaccia alla mortadella. Il bar ha fatto anche un debutto impressionante nella lista dei 50 migliori bar del mondo nel 2024, raggiungendo il secondo posto. Staremo a vedere se confermerà o migliorerà il risultato nella classifica generale dei World’s 50 Best Bars, che verrà annunciata a Hong Kong l’8 ottobre 2025.

Asia’s 50 Best Bars 2025 - la lista completa da 1 a 50

1) Bar Leone - Hong Kong
2) Zest - Seoul
3) Jigger & Pony - Singapore
4) Bar Us - Bangkok
5) Dry Wave Cocktail Studio - Bangkok
6) Bar Cham - Seoul
7) Hope & Sesame - Guangzhou
8) Lair New - New Delhi
9) Bar Benfiddich - Tokyo
10) Penrose - Kuala Lumpur
11) Argo - Hong Kong
12) Modernhaus - Giacarta
13) Alice - Seoul
14) Smoke & Bitters - Hiriketiya
15) Three X Co - Kuala Lumpur
16) CMYK - Changsha
17) Coa - Hong Kong
18) Virtù - Tokyo
19) BKK Social Club - Bangkok
20) Vender - Taichung
21) MO Bar Shenzhen - Shenzhen
22) The St. Regis Bar - Giacarta
23) Offtrack - Singapore
24) Nutmeg & Clove - Singapore
25) Yakoboku - Kumamoto
26) G.O.D - Bangkok
27) Penicillin - Hong Kong
28) Soka - Bengaluru
29) Vesper - Bangkok
30) Boilermaker - Goa
31) ZLB23 - Bengaluru
32) The Savory Project - Hong Kong
33) Gokan - Hong Kong
34) Carrots Bar - Giacarta
35) Barc - Kathmandu
36) Punch Room Tokyo - Tokyo
37) Bar Spirit Forward - Bengaluru
38) Cosmo Pony - Giacarta
39) Bar Trigona - Kuala Lumpur
40) The Public House - Taipei
41) To Infinity & Beyond - Taipei
42) Moonrock - Tainan
43) Opium - Bangkok
44) Cat Bite Club - Singapore
45) Native - Singapore
46) Lamp Bar - Nara
47) Reka - Kuala Lumpur
48) Bar Sathorn - Bangkok
49) Bar Libre - Tokyo
50) Le Chamber - Seoul

Artisans of Taste: torna la competition Diplomático tra creatività e formazione

Artisans of Taste Diplomatico
In partenza a novembre la quarta edizione del concorso promosso dal rum super premium del Venezuela. In attesa della gara, un programma di eventi esclusivi in tre città italiane guiderà 45 bartender selezionati in un percorso tra artigianalità, sostenibilità, cioccolato e incontri con ospiti internazionali

Prenderà il via in autunno la nuova edizione, la quarta, di Artisans of Taste, la mixology competition di Rum Diplomático. In attesa dell’apertura delle iscrizioni, a novembre, il rum super premium del Venezuela ha messo a punto un programma di appuntamenti dedicati ai professionisti della miscelazione, in linea con lo spirito del contest che, oltre che una classica gara, punta a valorizzare il talento e la passione dei bartender, offrendo loro un vero e proprio percorso di crescita, confronto e creatività.

La nuova edizione di Artisans of Taste

Il primo degli appuntamenti è andato in scena a Milano, presso il cocktail bar Salmon Guru, con la presentazione ufficiale del progetto di Artisans of Taste, al quale ha preso parte Marco Giovani, vincitore dell’ultima edizione del concorso (leggi Artisans of Taste 2023: trionfa Marco Giovani dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia).

Concorso che quest’anno sfida i bartender a dare sfogo alla propria creatività e immaginazione nell’ideazione di ricette originali e twist particolari che valorizzino al massimo le caratteristiche di Diplomático Reserva Exclusiva. Il tutto rispettando i tre pilastri della competizione: artigianalità, comunità e sostenibilità, e creatività, valori al centro del marchio Rum Diplomático. Pilastri ai quali, novità di questa edizione, si aggiunge la valorizzazione del cioccolato come ingrediente cardine della ricetta.

Per quanto riguarda l’Italia, tra tutte le ricette presentate ne verranno selezionate 20 e, tra gli autori di queste verranno scelti i 10 concorrenti che parteciperanno alla finale nazionale, che si terrà il prossimo febbraio. Il vincitore si aggiudicherà un viaggio di 6 giorni in Sud America insieme ai vincitori degli altri Paesi in gara.

Le giornate educational

Il secondo ciclo di appuntamenti è invece in programma tra settembre e ottobre e consiste in una serie di giornate educational. Si tratta di tre eventi in tre diverse date, che toccheranno Milano, Roma e Bari, riservate solo a 45 bartender selezionati su invito (le location e le date sono in definizione). I professionisti parteciperanno a masterclass con ospiti internazionali, tra i quali il team del Salmon Guru a Milano e di Limantour di Città del Messico a Bari, locali entrambi nella classifica di The World's 50 Best Bars. Ma non solo, perché tra le attività in programma ci sono anche laboratori dedicati all’artigianalità, con ospite Barbisio, storico marchio artigianale di cappelli, alla sostenibilità, con un’attività di foraging con l’esperta Valeria Margherita Mosca, e al mondo del cioccolato, con i maestri della cioccolateria Viganotti, e momenti di scambio tra professionisti del settore.

Ampi cresce: cinque nuovi Maestri e una novità per i giovani

AMPI Juniores
Il presidente Ampi Salvatore De Riso con giovani pasticceri del gruppo Ampi Juniores
Con l'ingresso dei nuovi professionisti dell'arte dolce sale al 64 il numero dei Maestri dell'Accademia. Che presenta il nuovo gruppo Ampi Juniores, composto da 8 giovani talenti selezionati dal progetto Ampi Giovani

Si amplia la famiglia Ampi, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Sono cinque i professionisti dell’arte dolce proclamati ufficialmente Maestri Ampi, dopo aver superato la sessione di esame all’inizio di luglio. Esame che ha rappresentato l’atto conclusivo di un rigoroso percorso di selezione condotto dalla Commissione tecnica, che ha incluso anche visite a sorpresa nei luoghi di lavoro da parte di alcuni accademici.

I nuovi Maestri Ampi provengono da diverse regioni d’Italia e sono: Nicolò Antoniazzi della Pasticceria Antoniazzi di Mantova, Michele Cannavacciuolo, pastry chef di La Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli), Elisabetta Filonzi, consulente da Cagliari, Gianni Lombardi della Pasticceria Lombardi di Osimo (Ancona), e Domenico Spadafora di Spadafora Dessert da Pavia.

Una crescita che rafforza i valori

Il loro ingresso porta a 64 il numero dei professionisti attivi a livello nazionale e internazionale che fanno parte dell’Accademia. Soddisfazione per questo arricchimento è stata espressa dal presidente Ampi, Salvatore De Riso, che ha sottolineato come l’ingresso dei nuovi Maestri costituisca un’espansione del nucleo dell’Accademia, che porta idee fresche e ne rafforza i valori. «Questi nuovi membri portano con sé approcci unici e prospettive stimolanti, creando un terreno fertile per il confronto e la crescita collettiva. Il valore del dialogo tra colleghi, ognuno con il proprio bagaglio di conoscenze e stile, è ciò che rende la nostra realtà così vivace e dinamica – ha commentato Del Riso -. È questa continua contaminazione di talenti e metodi che fa di Ampi un punto di riferimento per la pasticceria italiana d’eccellenza».

Nasce Ampi Juniores

Ma nel processo di espansione ed evoluzione c’è anche una bella novità che riguarda i giovani: la nascita di Ampi Juniores, un gruppo composto da otto giovani professionisti selezionati tra i partecipanti del primo biennio di Ampi Giovani, concluso all’inizio di quest’anno, il progetto dedicato alle nuove leve della pasticceria italiana.

Gli otto talenti sono: Giacomo Fabro di GF Pastry di Rivignano Teor (Udine), Enrico Lago della Pasticceria Graziati di Padova e Giovanni Giordano di Giovanni Giordano Pastry di Mercato San Severino (Salerno), per la categoria pasticceri; Francesco De Padova del Santa Elisabetta Restaurant di Firenze, Leonardo Sperati, Federico Marrone del Ristorante Da Lincosta de L’Aquila e Gerardo Donnarumma dell’Hotel Ambasciatori di Sorrento (Napoli), per la categoria pastry chef; e Andrea Marzo di Buttigliera Alta (Torino) per la categoria consulenti.

Nei prossimi due anni parteciperanno ai simposi tecnici e pubblici, eventi e percorsi di formazione organizzati dall’Accademia e, al termine di questo periodo, potranno sostenere l’esame per diventare Maestri Ampi a tutti gli effetti.

«Ampi Giovani è stata una scommessa coraggiosa che stiamo vincendo tutti insieme. È un progetto di investimento sulle giovani leve della pasticceria del domani che però parte da oggi – ha commentato Armando Palmieri, consigliere Ampi e coordinatore del progetto -. Questi ragazzi non solo possiedono talento, creatività e una visione contemporanea della pasticceria, ma dimostrano anche un impegno costante e una professionalità già molto elevata. Vedere che credono nel progetto e desiderano continuare a crescere all’interno dell’Accademia è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa nuova fase rappresenta un’occasione preziosa di sviluppo e conferma il valore del lavoro che Ampi sta portando avanti con le nuove generazioni».

Collezione di riconoscimenti per Limoncè Aperitivo alla Siciliana

Limoncè Aperitivo concorsi
A pochi mesi dal lancio, l'ultimo nato del marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia ha conquistato sei rinoscimenti internazionali, tra ori, argenti e bronzi, in altrettanti concorsi mondiali

A pochi mesi dal debutto, lo scorso marzo, Limoncè Aperitivo alla Siciliana, l’ultimo nato di casa Limoncè (leggi Nuovo look per Limoncè che punta anche all’aperitivo con Limoncè Aperitivo), il marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia, ha già fatto una ricca collezione di riconoscimenti internazionali. Sono ben sei, tra ori, argenti e bronzi, quelli conquistati dal nuovo prodotto in altrettanti concorsi mondiali di settore.

Si comincia con la medaglia d’oro ottenuta ai Bartender Spirits Awards, concorso americano, dove i prodotti destinati al mercato fuori casa Usa vengono valutati da una giuria composta da bartender, bar manager e buyer del settore di tutto il Paese.

Si prosegue con le tre medaglie d’argento conquistate alla London Spirits Competition, alla Berlin International Spirits Competition e ai World Liqueur Awards. A questi si aggiungono il bronzo ottenuto all’International Wine and Spirit Competition e gli 87 punti assegnatigli al Meininger's International Spirits Awards – Isw.

Fresco, leggero, naturale

Una bella collezione di premi che testimonia l’apprezzamento della critica internazionale per la qualità di Limoncè Aperitivo alla Siciliana, il suo gusto fresco, naturale e intensamente agrumato, in un perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, e la sua consistenza morbida e piacevolmente vellutata. Caratteristiche che il prodotto deve alla sua formula, a base di limoni Femminello di Sicilia, raccolti a mano nel momento ideale di maturazione, dei quali si utilizzano sia gli olii essenziali delle scorze sia il succo, senza impiego di aromi e coloranti artificiali.

Una formula che, unita alla gradazione alcolica contenuta (alc 14,8% in vol), e al ridotto contenuto di zuccheri, lo rendono un’opzione più leggera e moderna rispetto agli aperitivi tradizionali e molto versatile anche in miscelazione. Un esempio delle possibilità offerte ai bartender è Limoncè Spritz, signature del marchio, da preparare miscelando due parti Limoncè Aperitivo con tre parti di prosecco e una parte di soda, completando il drink con una fettina di limone.

Così come altrettanto apprezzato dalle giurie il design della bottiglia, capace di comunicare e valorizzare la freschezza e la naturalità del prodotto.

 

Distilleria Nardini acquisisce Domenis 1898 e si rafforza nel segmento premium

Nardini Michele Viscidi
Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini
Matrimonio nel segno della grappa di alta qualità, e non solo, tra le due storiche realtà. Un'operazione con la quale Nardini amplia l’offerta rivolta al consumatore di fascia alta e rafforza la sua presenza nel canale on trade

Distilleria Nardini segna un altro a punto nella sua strategia di crescita nel segmento premium. Lo ha fatto con un importante colpo di mercato, acquisendo Domenis 1898, storica realtà friulana nota per la qualità dei suoi distillati e il radicamento nel territorio. Valori che accumunano le due aziende e alla base dell’operazione, della quale non è stato rivelato il valore.

L’acquisizione permette a Nardini di consolidare la sua posizione nel segmento premium, completando la sua offerta con una proposta coerente e fortemente identitaria, e di valorizzare ulteriormente la cultura della grappa di eccellenza, prodotto iconico di entrambe le aziende. In particolare, consente di ampliare l’offerta rivolta al consumatore di fascia alta, attraverso un marchio apprezzato per qualità e riconoscibilità, come Storica Nera, la grappa giovane di alta gamma (alc 50% in vol) tra le punte di diamante della distilleria.

«Per la nostra famiglia, la grappa è prima di tutto una scelta di vita – ha commentato Angelo Nardini, presidente di Nardini Holding, in una nota che annuncia l’acquisizione -. L’ingresso di Domenis 1898 rafforza ciò che da sempre consideriamo essenziale: la produzione, la cultura del distillato e l’impegno a portare avanti una tradizione di qualità».

Più forti nell'on trade

Allo stesso tempo, l’operazione permetterà di rafforzare la presenza del gruppo nel canale on trade, storicamente presidiato da Domenis, attivando sinergie organizzative capaci di generare valore. L’entrata di Domenis 1898 nel gruppo Nardini infatti porta in dote un portafoglio di prodotti arricchitosi nel tempo per coprire ogni esigenza del canale in fatto di spirit e che dal tipico distillato italiano, suo storico fiore all’occhiello, spazia a liquori, gin, bitter, vermouth, creme, con una linea completa per la miscelazione che guarda anche alle nuove tendenze del no e low alcohol, come Domaz, un amaro alcohol free dal ricco profilo organolettico.

Un piano di investimenti per valorizzare Domenis

Ma l’operazione ha anche un’importante valenza industriale. Obiettivo di Nardini è infatti di valorizzare Domenis senza snaturarne l’identità. A questo scopo, la produzione resterà a Cividale del Friuli, storica sede di Domenis 1898, nel rispetto delle radici territoriali e delle tecniche tradizionali che caratterizzano la distilleria, a partire dall’uso esclusivo di vinaccia friulana e dell’impianto a caldaiette. Un percorso di sviluppo che Nardini accompagnerà con investimenti mirati per rendere lo stabilimento ancora più efficiente e sostenibile, garantendo continuità, qualità produttiva e l’impiego di manodopera locale.

«Con questa operazione, Distilleria Nardini conferma il proprio impegno a promuovere un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla tradizione e su un legame profondo con i territori – ha commentato in una nota che annuncia l’acquisizione Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini -. Grazie alla forza commerciale e distributiva di Domenis, la presenza del gruppo Nardini nel canale fuori casa si rafforzerà in modo decisivo con un’offerta ancora più completa e mirata e sono già in fase di sviluppo soluzioni che permetteranno di ottimizzare la distribuzione, con vantaggi reciproci in termini di efficienza e presidio del mercato».

Red Bull Cliff Diving World Series: pienone a Polignano, tra tuffi mozzafiato e cocktail

Red Bull Cliff Diving World Series 2025
Oltre 35.000 persone hanno assistito alla tappa italiana della competizione di tuffi da grandi altezze targato Red Bull. Vincono Rhiannan Iffland e Carlos Gimeno. Ad arricchire l’esperienza degli ospiti la drink list di Daniele Gentili

Le Red Bull Cliff Diving World Series soffiano sulle sedici candeline di vita e continuano a dimostrare la loro travolgente freschezza pur rimanendo radicate in uno dei luoghi più ricchi di fascino e storia del nostro Paese: è stata infatti la dodicesima edizione svoltasi presso la Lama Monachile di Polignano (in passato in Italia si era svolta per un paio d'anni al castello di Malcesine, sul Lago di Garda), la stupenda apertura di sabbia e mare blu che caratterizza il borgo pugliese, terra natìa di Domenico Modugno.

Sedici anni e la solfa sembra non cambiare da un po’: l’ormai irraggiungibile australiana Rhiannan Iffland, già sei volte campionessa mondiale, ha trionfato per la nona volta in carriera con un punteggio complessivo di 341.60 (piattaforma da 21 metri). Secondo posto per la canadese Simone Leathead (333.00) e terza la statunitense Lisa Faulkner (299.85). Tra gli uomini, dai 27 metri, successo per lo spagnolo Carlos Gimeno con 403.45 punti, davanti al francese Gary Hunt (365.30 punti) e al messicano Jonathan Paredes (365.05 punti). Entrambi quarti i due italiani in gara, Elisa Cosetti e Andrea Barnaba.

Per le stradine del centro storico, sotto l’Arco Marchesale fino alla passeggiata a picco sul mare: un bagno di folla per la competizione tutta, con 35.000 visitatori nel weekend a riempire gli spazi che Red Bull ha approntato per l’evento: confermati i nove punti bar sparpagliati per le terrazze e gli spazi limitrofi alla scogliera, dalla tenda ragno a ridosso del lungomare, passando ai chioschi perfettamente incastonati nelle scogliere a ridosso della spiaggia e della stazione di salto, fino al punto più alto di Polignano a Mare, la terrazza dell'albergo Covo dei Saraceni, allestita sia al piano terra che al quarto piano: forse la visuale più privilegiata per le evoluzioni dei tuffatori, che al picco delle loro performance raggiungono addirittura gli 85 km/h di velocità.

Le proposte mixology di Daniele Gentili

Fresca, immediata e leggera la miscelazione adottata dal brand ambassador Daniele Gentili per arricchire le esperienze degli ospiti in ciascuna delle aree di accoglienza: soluzioni analcoliche come Zero&Fresh (limone, orzata, menta, ORGANICS Bitter Lemon), Stay Tropical (ananas, cocco, limone, Red Bull Pink Edition sugarfree), Fresco E Tonico  (limone, fragola, menta, ORGANICS Tonic Water) e Palomino (pompelmo, zucchero, sale, Red Bull Energy Drink), oppure le ricette light per un consumo senza impegno come Peach Paloma (tequila, pompelmo, ORGANICS Fizzy Peach) e Special Spritz (Aperol, Prosecco, ORGANICS Black Orange).

Fino alla partnership con Pernod-Ricard studiata appositamente per l’evento, che ha visto in carta cocktail come Gin’O’tonic (Beefeater Dry Gin, ORGANICS Tonic Water), Old-New Pal (Altos Plata Tequila, agave, succo arancia BIO 100%, ORGANICS Bitter Lemon), B&B (Bumbu Rum, orzata, limone, menta, ORGANICS Black Orange), Bacaro Magico (Del Maguey VIDA, succo pompelmo rosa, sciroppo di lamponi, ORGANICS Fizzy Peach), L’Irlandese Volante (Jameson Original Irish Whiskey, Angostura bitter, sciroppo al sambuco, ORGANICS Ginger Beer), Vodka Red Bull (Absolut Vodka, Red Bull Energy Drink).

Prossimo appuntamento a inizio settembre a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, dove gli atleti si tufferanno dallo storico ponte Stari Most, simbolo della città e luogo in cui la tradizione dei tuffi è viva da secoli.

Tre mesi di celebrazioni per gli 80 anni di Molinari

La storica azienda Molinari festeggia l’80° anniversario con una tre mesi di eventi in locali selezionati e una cocktail competition a ottobre

Il modo migliore per festeggiare gli 80 anni di un celebre marchio della miscelazione? Affidare ai professionisti del bar le celebrazioni, lasciando a loro carta bianca sul modo e sulla drink list e facendolo diventare un concorso. È questa l’idea di Molinari, che in occasione dell’80° anniversario ha lanciato un'iniziativa di respiro internazionale, coinvolgendo una serie di bar selezionati in Italia e all’estero (circa una ventina quelli italiani), scelti per la loro affinità con i valori del brand. Il progetto prevede una serie di serate celebrative, pensate per valorizzare l’heritage di Molinari, azienda familiare fondata nel 1945 da Angelo Molinari e diventata icona di italianità, grazie alla ricetta della sambuca Molinari Extra.

In altre parole, tre mesi ininterrotti di celebrazioni, durante le quali i locali partecipanti, selezionati nelle città di Milano, Bologna, Roma e Napoli, saranno protagonisti di eventi, che si svolgeranno fra luglio e settembre. Obiettivo: esaltare l’identità del marchio attraverso i cocktail originali con Molinari, format creativi con musica e atmosfere in linea con i valori del brand, momenti di condivisione.

I bartender dei locali che hanno realizzato le migliori celebrazioni italiane accederanno alla fase finale, insieme ai finalisti internazionali, con una cocktail competition che si svolgerà Roma. L’evento conclusivo si terrà alla fine di ottobre presso l’AcquaRoof Terrazza Molinari di Roma. Qui, i bartender selezionati presenteranno, davanti a esperti di fama internazionale, il proprio cocktail signature Molinari. Chi avrà saputo interpretare al meglio, in un solo drink, la storia, lo stile e il gusto inconfondibile del brand, si aggiudicherà un’esperienza pensata ad hoc per celebrare la sua creazione.

Tonic Basil & Sicilian Lemon la new entry di Schweppes Selection

Schweppes Selection Marc Alvarez
La freschezza delicata del basilico incontra il gusto vibrante dei limoni di Sicilia nella nuova arrivata, creata con Marc Álvarez della linea Schweppes dedicata alla mixology

C’è una nuova arrivata per Schweppes Selection, linea premium dedicata alla mixology iconico marchio nel mondo dei sodati (leggi Schweppes Selection alla prova di sei super bartender). La new entry Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon e porta una firma d’eccezione: è stata infatti realizzata con la collaborazione di Marc Álvarez, proprietario con Simone Caporale del Sips di Barcellona, locale al terzo posto nella classifica dei 50 World’s Best 2024 e al primo nel 2023.

Realizzata, come tutta la gamma, con materie prime ricercate e accuratamente selezionate, la sua formula ha come protagonisti i limoni di Sicilia, rinomati famosi per la loro qualità e la capacità di esaltare i sapori con una nota fresca e vibrante, che incontrano l'altre protagonista, il sapore del basilico, delicato ma lievemente pepato dall’aroma fresco, erbaceo e leggermente dolce, in una perfetta fusione dal deciso carattere mediterraneo.

Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon okPer esaltare al meglio le caratteristiche della nuova referenza Álvarez ha inoltre creato due ricette di cocktail pensate ad hoc: il Fizzy Basil Smash, dove le delicate note amare Tonic Basil & Sicilian Lemon valorizzano il gin, e il Verd, drink che va incontro alla crescente domanda di proposte a basso tasso alcolico, dove la freschezza della nuova tonica si sposa a meraviglia con liquore al mandarino, dry vermouth, sale e miele bianco (in calce all’articolo le ricette complete dei due cocktail).

La linea Schweppes Selection

La nuova arrivata va ad arricchire la gamma Schweppes Selection, che conta già sei referenze, tutte in bottiglia di vetro da 20 cl e distribuite in Italia, come tutta l’offerta del marchio, da San Benedetto: Lemon & Quinine, White Peach & Elderflower, Tonic & Touch of Lime, Ginger Ale, Ginger Beer & Chili e Schweppes Selection Soda Water.

Una gamma creata con la consulenza di bartender internazionali e studiata per affiancare i professionisti nella creazione di cocktail, che siano classici, nuove creazioni o che seguono i trend del low e no alcol. A caratterizzarla, la particolare attenzione nella scelta delle materie prime, solo di alta qualità, e un esclusivo processo di doppia macerazione, pensato per esaltare al massimo le note aromatiche di ogni ingrediente. A questo si unisce la carbonatazione di Schweppes che permette di avere una bolla più ampia e persistente, capace di esaltare il drink e mantenere un gusto intenso fino all’ultimo sorso.

Le ricette di Marc Álvarez

Fizzy Basil Smash

Fizzy Basil Smash
Ingredienti:
6 cl gin, 20 cl Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon, 10 foglie di basilico
Preparazione:
mettere le foglie di basilico nel bicchiere e versare il gin. Schiacciare fino a ottenere un liquido verde, poi filtrare e versare il contenuto nel bicchiere. Infine, versare la Schweppes Selection
Guarnizione:
2 foglie di basilico
Bicchiere:
highball

Verd

Verd
Ingredienti:
liquore al mandarino, dry vermouth, sale, miele bianco, 20 cl Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon
Preparazione:
spennellare il bordo del bicchiere con miele bianco e poi cospargerlo con sale. Versare il vermouth e poi il liquore al mandarino, chiudere con Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon
Bicchiere:
calice

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