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Margo F&B Manager: l’app ideata da Dom Carella per la gestione di bar e ristoranti

«Uno strumento semplice, che ti segue in cucina, al bar o in sala», Margo è il software di gestione nato dall'esperienza sul campo di Dom Carella

«Semplice, intelligente e sicura», si presenta così Margo F&B Manager, la nuova app gestionale ideata da Domenico “Dom” Carella, insieme ad Arkana Consulting. Oggi anche formatore e consulente, Carella ha iniziato la sua carriera in cucina, per diventare poi uno dei nomi più noti del bartending italiano. L’idea di base è che per migliorare l’efficienza e il business, in cucina come al bar, ci vuole controllo, e che nello stesso tempo gli operatori dell’horeca hanno bisogno di uno strumento facile e intuitivo per organizzare il loro business, che possa essere gestito anche con un semplice tocco dello smartphone.

«Perché gestire un locale non dovrebbe sembrare un secondo lavoro», spiega il video di presentazione di Margo. Da un lato un modo per tenere sotto controllo i costi, dall’altro per sfruttare l’enorme flusso di dati che scaturiscono dalla gestione di un’attività. «Lavorando ogni giorno a fianco di chef, bartender e manager - chiarisce Dom Carella -, ho capito che la vera sfida non è solo avere i dati, ma riuscire a usarli mentre si lavora. Margo è nata proprio per questo: uno strumento semplice, che ti segue in cucina, al bar o in sala. I riscontri che stiamo avendo ci confermano che era il momento giusto: chi la usa parla di leggerezza, di chiarezza, di controllo finalmente accessibile».

Margo F&B Manager si presenta come una piattaforma completa per la gestione delle attività food & beverage, come ristoranti, bar e area food degli hotel. «Un ecosistema digitale», pensato per semplificare il lavoro quotidiano e offrire un controllo totale su ogni aspetto del processo operativo, dall’ingresso della materia prima fino al piatto o al drink servito. Ingredienti da tracciare, menu da aggiornare, fornitori da gestire, stock da monitorare: la consapevolezza è che ogni elemento, se non ben controllato, può trasformarsi in un ostacolo, nonché una perdita economica. Per evitare di correre questo rischio e sprecare risorse economiche e umane, Margo consente agli utenti di registrare ingredienti, creare ricette personalizzate con porzioni variabili, generare menu dinamici e gestire fornitori e scorte in tempo reale.

Un altro aspetto interessante è la possibilità di generare codici Qr da applicare sulle confezioni, che riportino alle informazioni di produzione e conservazioni utili ai fini dell'Haccp.
Tutte attività che si possono effettuare con uno smartphone, grazie a una piattaforma a cui possono accedere tutti gli operatori, ma su diversi livelli: l’amministratore può impostare accessi personalizzati, in base ai ruoli dello staff. Anche i livelli di complessità (e di costo) variano in base al pacchetto scelto, che dipende dalle esigenze operative dell’azienda, con costi che partono da un minimo di 15,99 euro al mese e servizi che possono essere anche customizzati.
Anche il nome non è casuale: Margo è un nome femminile, che evoca l’avere un aiuto concreto e umano. Inoltre, conclude Carella, «Va anche detto con onestà: è una scelta. Un bar, un ristorante, un locale che decide di usare Margo sta anche decidendo di prendersi cura della propria gestione, di smettere di rimandare. Non è magia: è responsabilità trasformata in semplicità».

 

La vodka finlandese Koskenkorva Climate Action presenta il formato da 1 litro

Espressamente progettato per i professionisti del bar, il nuovo formato di Koskenkorva Vodka Climate Action unisce funzionalità e sostenibilità

Da sempre impegnata sui temi della sostenibilità, la vodka finlandese premium Koskenkorva, distribuita in Italia da Compagnia dei Caraibi, presenta il nuovo formato di Koskenkorva Vodka Climate Action da 1 litro, pensato per la miscelazione professionale. Una bottiglia in cui funzionalità e sostenibilità si uniscono in un formato standard per i bartender, ottimizzando l'operatività dietro il bancone nei contesti di miscelazione ad alto volume e riducendo al contempo l'impatto ambientale legato al packaging. «Con il formato da 1 litro - afferma Mikael Karttunen, Global Brand Ambassador di Koskenkorva - portiamo tutta l'essenza della nostra vodka più responsabile direttamente nel cuore della miscelazione professionale. Produciamo un distillato che unisce qualità superiore, impatto ambientale ridotto e versatilità straordinaria».

Già premiato nel 2018 come Green Company of the Year, la distilleria Koskenkorva produce la sua vodka nell'omonimo villaggio nel cuore della Finlandia occidentale, con un sistema di economia circolare, che consente di recuperare scarti ed energia al 99,99%: dagli scarti di orzo trasformati in mangime o biocombustibile, fino alla CO₂ recuperata per la coltivazione in serra. Il prodotto che ne risulta è una vodka che incarna l'essenza pura del Nord: un distillato eccezionalmente morbido e cristallino, perfetto sia liscio che come base raffinata per cocktail premium e sostenibili.

Lanciata nel 2022 (qui il racconto), la gamma Koskenkorva Vodka Climate Action è espressamente dedicata all'ambiente, con una serie di attenzioni in più: oltre al nuovo lancio del formato da 1 litro, Koskenkorva si distingue già per essere la prima vodka al mondo prodotta esclusivamente con orzo da agricoltura rigenerativa. In altre parole, utilizza pratiche agricole avanzate che migliorano la salute del suolo e catturano CO₂ nel terreno anziché rilasciarla nell'atmosfera, combattendo attivamente il cambiamento climatico e migliorando la biodiversità. Il payoff è: “Party like there’s tomorrow”, un invito a celebrare ogni momento con leggerezza, ma anche con la consapevolezza che ogni scelta può fare la differenza.

Unit di Epta, il banco refrigerato modulare e sostenibile

UNIT epta
Modularità, materiali riciclabili e facilità di manutenzione caratterizzano il nuovo banco frigo a marchio Iarp, progettato e costruito secondo i principi dell'economia circolare

Il tema della sostenibilità ha assunto una centralità sempre maggiore anche per l’industria degli arredi refrigerati, chiamata a ripensare modelli e soluzioni in chiave ecologica. In tale contesto, Epta ha compiuto un ulteriore passo in avanti con il lancio di Unit, il primo banco frigorifero a marchio Iarp progettato e industrializzato secondo i principi dell’economia circolare.

Con la nuova soluzione, il gruppo multinazionale specializzato nella refrigerazione commerciale propone un approccio “dalla culla alla tomba” del prodotto, dove modularità, riciclabilità dei materiali ed efficienza energetica si combinano all’insegna della logica delle 4R del modello circolare: riusa, ripara, ricicla e recupera. Ogni aspetto di Unit è infatti studiato in modo che la soluzione possa evolvere nel tempo, rinnovarsi e continuare a creare valore lungo tutto il suo ciclo di vita. Un approccio che riduce significativamente i tempi di intervento e i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Design modulare e interventi semplificati

Unit è il frutto di una progettazione modulare basata sul principio del Design for disassembly. Ogni componente, compressore incluso, è concepito per essere facilmente accessibile e sostituibile, grazie a un sistema a cassette e maniglie che semplificano l’estrazione delle unità e lo smontaggio e montaggio. Operazioni ulteriormente semplificate dalla significativa riduzione del numero degli elementi, come, per fare un esempio, l’uso di un unico componente con doppia funzione strutturale, impiegato sia come coperchio sia come base, perfettamente intercambiabili. Una configurazione che consente, in caso di guasti o di obsolescenza di singole parti, di ripristinarle, riducendo tempi di fermo e costi operativi e senza dover cambiare l’intera macchina.

Materiali sostenibili, riciclabili e performanti

Ma il nuovo banco frigo si distingue anche per l’impiego di materiali sostenibili, ad alto tasso di riciclabilità e performanti. L’isolamento termico è garantito da sughero naturale, completamente biodegradabile, scelto in sostituzione delle tradizionali schiume sintetiche. Una soluzione che consente una più agevole separazione dei materiali a fine vita, facilitando le operazioni di recupero. Le plastiche impiegate provengono da filiera riciclata e sono selezionate per assicurare resistenza meccanica, durata nel tempo e compatibilità con i processi di riciclo. La struttura metallica, infine, è progettata per garantire robustezza, ma anche una disassemblabilità completa, elemento chiave per il reinserimento dei materiali nei cicli produttivi.

Infine, il sistema di refrigerazione è basato sull’isobutano R600a, un idrocarburo che combina elevate performance frigorifere con un impatto ambientale minimo, grazie a valori Odp (Ozone depletion potentia, l’indice che misura la capacità di una sostanza chimica di danneggiare lo strato di ozono) pari a zero e Gwp (Global warming potential, che misura invece il contributo di un gas all'effetto serra) pari a tre.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 1

L'episodio numero 1 del viaggio in Messico dei fondatori de La Punta Expendio di Agave di Roma, Cristian Bugiada e Roberto Artusio

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

Nel primo episodio del viaggio di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, la prima parte del viaggio: non poteva che iniziare dalla capitale, Città del Messico, con il suo essere caotica e vorticosa, magnifica e ricca di contraddizioni.

Costadoro, nuovi passi verso la sostenibilità

Costadoro
La torrefazione torinese prosegue il suo percorso di attenzione ad ambiente e persone: dalla riduzione di rifiuti e consumi, al recupero dei prodotti di scarto

L'ultima iniziativa in ordine di tempo è stato l'impianto per recuperare il calore generato dalla tostatrice durante la torrefazione, che ha permesso di ridurre ulteriormente la produzione di acqua calda per il riscaldamento degli uffici, già in larga parte fornita dall'impianto fotovoltaico da 50 kw esteso su 400 metri quadrati.

Costadoro
Carlotta Trombetta, responsabile qualità di Costadoro

Per Costadoro, la torrefazione torinese diventata B Corp nel 2023, la sostenibilità è un tema diventato sempre più centrale nella propria strategia di sviluppo: «La certificazione - spiega Carlotta Trombetta, responsabile qualità di Costadoro - è la naturale conseguenza del nostro impegno ad avere alti standard ambientali, oltre che sociali».

Basta un tour dello stabilimento, rifatto nel 2018, per rendersene conto: a partire dall'assenza di illuminazione e di riscaldamento in tutta l'area di produzione e stoccaggio, grazie a un sistema di cappottine autoregolanti con cui è stato realizzato il tetto.

I magazzini di stoccaggio del caffè verde ci offrono più di un esempio virtuoso di recupero: «Nel 2018 - continua Trombetta - producevamo 15mila kg tra polveri digitali e pellicola argentea, entrambi scarti della torrefazione: oggi questo materiale viene conferito in toto a un'azienda che produce biogas».

Un secondo caso di azzeramento dei rifiuti viene dai sacchi che contengono il caffè verde: «I sacchi di juta - spiega Trombetta - vengono ritirati dal sistema degli orti urbani di Torino e da alcune aziende agricole, che li usano per la pacciamatura del terreno, la raccolta delle nocciole o per riparare dal sole le radici. Sono 3.200 kg l'anno di sacchi che fino al 2018 buttavamo e oggi vengono interamente riciclati. Le big bag di plastica, da 300 e 600 kg, dentro cui arrivano le forniture più imponenti, vengono invece restituite al fornitore, che le riutilizza».

Confezioni e nuovi prodotti 

CostadoroL'attenzione alla riduzione dei rifiuti ha coinvolto anche le linee di confezionamento: i sacchetti del caffè, in precedenza costituiti da tre materiali (polietilene, alluminio e politene) sono stati sostituiti in sacchetti in materiale biodegradabile, valvola di degasazione compresa, smaltibili nell'umido.

Dall'eliminazione dei rifiuti alla nascita di nuovi prodotti: «Acquistiamo da un gruppo di aziende bio la cascara - racconta Trombetta -, buccia della ciliegia del caffè che di norma viene buttata; noi la facciamo essiccare per poi trasformarla in un ingrediente, anch'esso biologico, con cui realizzare infusi caldi e freddi».

Le caffetterie e i collaboratori 

I Costadoro Social Coffee, le caffetterie a marchio, riprendono negli arredi e nelle atmosfere il concetto di sostenibilità dell'azienda, riassunto nel principio delle 3R, ovvero Riduci, Riusa e Ricicla. Tra le iniziative realizzate da Costadoro per far toccare con mano l'impegno dell'azienda sul fronte della sostenibilità c'è anche l'organizzazione all'interno della sede torinese di una tappa dell'Espresso Italiano Champion, riservata ai collaboratori delle proprie caffetterie: «Per noi di Costadoro - conclude Trombetta - è fondamentale anche la formazione e la crescita dei propri collaboratori, parte di un concetto di sostenibilità più ampio che coinvolge tutte le componenti dell'azienda».

Vacanze romane per il The London N°1 Original e Copper

A Roma The One&Only Night, la tappa italiana per celebrare The London N°1, il gin dal colore iconico blu turchese prodotto a Londra, e la versione Copper

The London N°1 Original, il gin dal colore che vira al blu, e il suo fratello The London N°1 Copper sbarcano in Italia con la serata The One&Only, unica tappa italiana in una calda serata romana, organizzata dal distributore Onesti Group sulla terrazza all’interno dell’hotel Anantara, al Seen Restaurant&Bar by Olivier. Un gin secco e sapido, che si caratterizza per la sua colorazione blu turchese, ottenuta grazie all'aggiunta di alga spirulina e blu gardenia, e che si è presentato al pubblico italiano insieme al “fratello minore” e agrumato, che si caratterizza per la sua distillazione tradizionale in alambicco Copper Pot still.

Per rendere omaggio a questo gin, proprietà del colosso spagnolo Gonzalez Byass, è stata creata una drink list con quattro cocktail più uno, il Seen Signature nato per volontà del resident bar manager Alan Sozzi. «Il prodotto - commenta Sozzi -, parlo a nome di tutto il team del Seen, ci è piaciuto tantissimo! Per questo quando abbiamo visto i drink della carta della serata abbiamo pensato di proporre anche noi un cocktail che poi potesse rimanere in carta come signature, così abbiamo pensato al White Soda e Number One». Un miscelato in cui il The London N°1 è protagonista, accompagnato da soda con acqua di mare, realizzata con ingredienti total white, come pepe bianco, tè bianco, vermuth bianco e fiori di sambuco.

Il perfect serve che esalta le caratteristiche di questo gin non può che essere in modalità Gin Tonic. Lo conferma Walter Gosso, head of business developer dell’Onesti Group: «The London N° 1 è un prodotto di altissima qualità, un London dry che si esprime benissimo nella bevuta che va per la maggiore nel mondo degli amanti del gin, ossia nel gin tonic, ma è perfetto anche nel cocktail Martini per questo suo sapore dritto, pulito, profondo, senza troppi fronzoli. La sua particolarità? È un gin sincero, che fa il suo dovere».

João Vicente, international spirits manager di González Byass, sottolinea invece la componente italiana presente nelle 12 botaniche del The London N°1, il bergamotto, i cui oli essenziali sono estratti dalla buccia e inseriti per dare gusto e texture. «La ricetta del The London N°1 è una ricetta classica e sofisticata che oggi, con il The London N°1 Copper, guarda anche alle origini e alle radici rifacendosi alle più antiche ricette del London dry e alla storia di questo spirit. Non senza un tocco di italianità».

Fra le proposte della serata, oltre che l'assaggio di entrambe le etichette di gin con la tonica Double Dutch Indian Tonic, troviamo il Chamomile Martini (con The London N°1 Original, Chamomile-infused Tio Pepe, Dry Vermouth e zeste di limone), il London Paloma (con The London N°1 Copper, succo di limone, Double Dutch Grapefruit Soda, Fleur De Sel Rim e spicchio di limone) e il London Pie (con The London N°1 Original, succo di limone, sciroppo, schiuma di lemon pie, meringa e zeste di limone).

Aperte le selezioni per la Nazionale italiana di pasticceria

Nazionale italiana di pasticceria vittoria 2021
C'è tempo fino al 28 luglio per candidarsi alle selezioni per formare la dolce squadra che parteciperà alla Coupe d’Europe, raga qualificante per i mondiali di Lione del 2027

C’è una nazionale italiana da formare in vista dei prossimi mondiali. No, non parliamo di quella di calcio, alla quale provvederà il neo commissario tecnico Gennaro Gattuso, ma della nazionale italiana di pasticceria, la dolce squadra che rappresenterà il Belpaese prima agli europei e poi ai mondiali di pasticceria. Il Club Italia della Coupe du Monde de la Pâtisserie ha infatti aperto le candidature per comporre il nuovo Team Italia che parteciperà alla Coupe d’Europe de la Pâtisserie 2026, in programma il prossimo 19 e 20 gennaio 2026 a Parigi. Il concorso continentale sarà una tappa fondamentale di un percorso verso un obiettivo ancora maggiore: in quella sede verranno selezionate le squadre che accederanno alla Coupe du Monde de la Pâtisserie che si svolgerà a Lione a gennaio 2027, la più grande vetrina mondiale per l'alta pasticceria.

Come funziona la selezione

La chiamata del Club Italia è aperta a tutti i professionisti della pasticceria italiana e la data ultima per le candidature è fissata al prossimo 28 luglio. La selezione si svolgerà giovedì 11 settembre presso Cast Alimenti, a Brescia, sede storica del Club Italia e centro d’eccellenza della formazione pasticcera nel nostro Paese.

La competizione è individuale e i candidati potranno scegliere di partecipare in una o più di queste quattro categorie: Pièce artistica in zucchero con entremets al cioccolato; Pièce artistica in cioccolato con dessert al piatto da ristorazione; Pièce artistica in cioccolato con torta gelato; Scultura in ghiaccio con torta gelato.

La selezione prevede che a ogni prova venga assegnato un punteggio da parte di una giuria tecnica che valuterà i lavori considerando: degustazione, esecuzione tecnica, resa estetica delle pièce. E i tre concorrenti con il punteggio complessivo più alto, calcolato sulla somma delle prove sostenute, comporranno la squadra nazionale italiana di pasticceria per la Coupe d’Europe.

Come candidarsi

I professionisti che vogliono prendere parte alla selezione devono compilare l’apposito modulo disponibile sul sito www.coppadelmondopasticceria.com (dove si può scaricare il regolamento completo) e inviarlo entro il prossimo 28 luglio alla e-mail: info@coppadelmondopasticceria.com

La quota di partecipazione alla selezione è di 100 euro (più Iva). Il consiglio è di fare presto perché i professionisti veranno ammessi alla selezione fino a esaurimento dei posti disponibili, prendendo in considerazione l’ordine cronologico di ricezione delle candidature.

Un tocco di stile in più al servizio delle bevande con le nuove brocche Paşabahçe

Paşabahçe Iconic
Quattro bottiglie dal design distintivo che fanno parte di altrettante collezioni e che abbracciano gusti e stili diversi, la novità del marchio per caratterizzare il servizio delle bevande

Sono pensate per dare un tocco di eleganza ai locali che fanno servizio al tavolo le nuove brocche firmate Paşabahçe. Quattro bottiglie dal design distintivo, che fanno parte di quattro diverse collezioni, Iconic, Timeless, Elysia e Village, ognuna con la sua precisa identità, che aggiungono un di più di stile e raffinatezza al servizio delle bevande. Una gamma di proposte che abbraccia gusti e stili diversi, coniugando ricercatezza estetica e funzionalità.

Dalle linee ispirate agli anni Cinquanta e dalla silhouette solida, la bottiglia Iconic è un omaggio alla tradizione del marchio. Ideale per acqua, tè freddo o drink, il vetro robusto, la presa ergonomica e il tappo removibile color argento ne fanno una soluzione perfetta per i locali che amano l’estetica rétro senza rinunciare alla funzionalità.

Abbraccia invece il trend del ritorno del classico la brocca Timeless, dell’omonima collezione dalle linee senza tempo. La lavorazione a taglio diamantato dona una texture lussuosa e brillante, perfetta per tavole eleganti e mise en place sofisticate. Un accessorio raffinato, pensato per il servizio di bevande pregiate, di sangrie o cocktail da condivisione, granzie anche alla trasparenza del vetro che esalta il contenuto.

L’alto valore decorativo è il tratto distintivo della brocca Elysia, tributo all’eleganza grafica degli anni Venti. Perfetta fusione tra design contemporaneo e dettagli vintage, si caratterizza per il profilo slanciato e sofisticato e il design scanalato che cattura e riflette la luce. Raffinata ma versatile, si presta a essere usata per il servizio di bevande fredde e acque aromatizzate.

Chiude la carrellata di novità la caraffa Village, dedicata ai locali che amano le linee pulite e il design minimal. Perfetta per ambienti dinamici e attenti allo stile, con la sua silhouette geometrica e funzionale dona carattere alla tavola ed è ideale per servire bevande con eleganza discreta, dal brunch metropolitano all’aperitivo serale.

Maio Land di Calvé invita a osare abbinamenti originali

Gli Chef Ambassador Eleonora Riso, Andrea Mainardi e Anna Zhang
Edelman Italia firma la campagna d'opinione Maio Land by Calvé per la creazione di originali ricette gastronomiche.

La ricerca di abbinamenti gastronomici originali o di facile lavorazione ha spinto Calvé (il marchio della gamma di salse by Unilever Food Solutions) a intraprendere la campagna d'opinione Maio Land firmata Edelman Italia.

Gamma Calvé gusti Burger, Ketchup, Classica, Barbecue, Cheddar

Bisogna ammettere che alcuni abbinamenti gastronomici "originali" spesso si spingono oltre il limite del buon gusto come (secondo una ricerca in tema di Calvé) pasta, maionese e tonno; pizza con l'ananas; cappuccino durante i pasti; carbonara con la panna. Ma non per questo si possono creare nuovi e gradevoli abbinamenti.

«Calvé è da sempre simbolo della tradizione gastronomica italiana - afferma Paolo Armato, General Manager Foods Unilever Italia - di quei sapori autentici e familiari che ci accompagnano da generazioni. Ma essere un brand iconico significa anche sapersi evolvere, restare in ascolto e rispondere con autenticità ai cambiamenti culturali. Monitorando le conversazioni online e osservando con attenzione ciò che emerge dalla nostra community, abbiamo intercettato un sentimento diffuso: tante persone si sentono giudicate per i propri gusti a tavola. Abbiamo capito che serviva un alleato, un brand capace di dire ‘basta’ al taste shaming e di celebrare la libertà di espressione anche attraverso il cibo. E Maio Land nasce proprio da qui. Perché Calvé è sì tradizione, ma è anche ascolto, empatia e voglia di abbracciare ciò che fa bene ai consumatori, dentro e fuori dal piatto».

Paolo Armato, General Manager Food Unilever Italia

Una convincente dimostrazione ci à stato offerta l'altro giorno all'evento Maio Land by Calvé presso Cascina Cuccagna di Milano. Protagonisti gli Chef Ambassador Anna Zhang, Eleonora Riso e Andrea Mainardi.

Vincitrice di MasterChef Italia 14, Anna Zhang ha presentato Tranci di brownie al cioccolato fondente con ricciolo di maionese Calvé, più Gnocchi croccanti al forno con salsa di maionese Calvé al curry.

Vincitrice di MasterChef Italia 13, Eleonora Riso ha proposto un Minisandwich di tartare di manzo con maioinese Calvé aromatizzata con olio di sesamo tostato e cipollotto fresco, oltre a una Polpetta di brandacujun fritta e remoulade.

Il food content creator e giudice MasterChef, Andrea Mainardi ha servito un Conchiglione di pasta servito freddo ripieno di mousse al tonno, maionese Calvé, capperi fritti e pomodorini semidry (da applauso!) e Cannoli di polenta farciti con patate, pulled chicken e maionese Calvé.

«Grazie a questo sondaggio - sottolinea Martina Grotto, Marketing & Trade Marketing Lead di Unilever - abbiamo osservato con grande interesse un vero e proprio cambiamento culturale nel modo in cui i giovani vivono e condividono le proprie scelte gastronomiche. Non si tratta più di nascondere o giustificare abbinamenti insoliti o considerati "peccati di gusto", ma anzi di rivendicarli con orgoglio e naturalezza, specialmente sui social media. La nostra community ha dimostrato che questi mix, un tempo guardati con diffidenza o persino giudicati come errori, stanno diventando veri e propri simboli di identità e originalità, conquistando un posto di rilievo tra i nuovi must food. Questo fenomeno, che cavalca il movimento dell’anti taste shaming, racconta che le generazioni Gen Z e Millenbials vogliono liberarsi dai pregiudizi e godersi il cibo in modo autentico e senza sensi di colpa».

Martina Grotto, Marketing & Trade Marketing Unilever

Unilever è una delle principali aziende di beni di largo consumo al mondo. Opera nei mercati di Beauty & Wellbeing, Personal Care, Home Care, Foods e Ice Cream. Radicata in oltre 190 paesi in tutto il mondo, i suoi prodotti vengono usati da 3,4 miliardi di persone ogni giorno. Con 128.000 dipendenti, nel 2024 ha realizzato vendite per 60,8 miliardi di Euro.

 

 

Giacomo Ponti è il nuovo presidente di Federvini

Il successore di Micaela Pallini alla guida di Federvini è Giacomo Ponti, erede della storica famiglia che produce aceto a Ghemme (No)

Un nuovo presidente per Federvini, che elegge Giacomo Ponti come successore di Micaela Pallini, al timone dal 2021. Il passaggio di consegne è avvenuto durante l’assemblea della Federazione, che ha contestualmente sancito il rinnovo della governance, con la nomina dei vicepresidenti Aldo Davoli e Piero Mastroberardino; oltre ad Albiera Antinori presidente del gruppo Vini, Leonardo Vena (ad Amaro Lucano) presidente del gruppo Spiriti e Sabrina Federzoni presidente del gruppo Aceti. A questo si aggiungono le nomine di Gabriele Castelli, in qualità di nuovo direttore e Francesca Migliarucci, come vicedirettore.

L’assemblea di Federvini è stata anche l’occasione per ricordare i numeri del mondo del vino. Federvini rappresenta un comparto da oltre 21 miliardi di euro, con più di 40mila imprese e un saldo export positivo di 8,9 miliardi nel 2024 (qui i dati dell'ultimo Osservatorio Federvini).


Lo scenario che dovrà affrontare il nuovo presidente è quello di un quadro macroeconomico fragile, sia sul mercato interno che su quello internazionale. «Accolgo questo incarico con senso di responsabilità - ha affermato il neo presidente Ponti - in una fase storica complessa, segnata da forti tensioni internazionali e incertezze. Federvini continuerà a rappresentare con forza e competenza le nostre imprese, valorizzandone qualità, sostenibilità e centralità economica. Tra gli obiettivi prioritari del mio mandato il rafforzamento della competitività internazionale del nostro settore, tutelando in primis il valore culturale di tutti i comparti, dai vini, agli spiriti, agli aceti, che costituiscono un patrimonio economico di straordinario prestigio per il nostro Paese».
Ponti è alla guida della storica azienda familiare Ponti, fondata nel 1787 a Ghemme (No). Rappresenta la nona generazione di un’impresa simbolo della produzione italiana di aceti e conserve: è la prima volta che la federazione si affida a un esponente del comparto aceti. Il nuovo Presidente di Federvini è anche Presidente di Italia del Gusto e membro del Consiglio dell’Unione Italiana Food.

Torna a ottobre a Milano l’appuntamento con Host

HOST MILANO 2025
Dal 17 al 21 ottobre a Fiera Milano, l'edizione 2025 della manifestazione internazionale dedicata al mondo dell'ospitalità. Con oltre 1700 espositori da tutto il mondo al momento registrati e un ricco programma di eventi

Esperienzialità, tecnologia e sostenibilità sono alcuni dei grandi filoni che stanno guidando la trasformazione del fuori casa. Temi che saranno al centro anche della prossima edizione di Host. L’appuntamento con la manifestazione internazionale, tra le maggiori dedicate al mondo dell’ospitalità, è dal 17 al 21 ottobre prossimi a Fiera Milano: cinque giorni durante i quali saranno messe in mostra tutte le novità e le tendenze in ambito bar, caffè, ristorazione, pizza, pasta, gelato, arredo e bakery.

A presentarle espositori da tutto il mondo, con oltre 1.700 quelli già registrati, quando al via della manifestazione mancano ancora quattro mesi. Di questi il 44% sono esteri, provenienti da 54 Paesi diversi, principalmente Germania, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito. Ma molte sono le new entry anche da mercati emergenti, come il Sud America e il Sud-Est Asiatico. Espositori che incontreranno oltre 700 hosted buyer da circa 75 Paesi, profilati anche con il supporto di Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Americhe (35%), Medio Oriente e Africa (28%), Asia e Oceania (14%), oltre all’Europa e Paesi Cis (gli stati post-sovietici, 24%) sono le principali aree estere di provenienza.

Un ricco palinsesto di eventi

A integrazione del percorso espositivo, Host affianca un ricco un ricco palinsesto di eventi, altro tradizionale pezzo forte della manifestazione, con masterclass, show cooking, tavole rotonde, percorsi di gusto, competizioni e incontri con chef stellati, bartender e designer.

Tra questi la settima edizione di Smart Label – Host Innovation Award, il riconoscimento promosso da HostMilano e Fiera Milano in partnership con POLI.design e patrocinato da Adi (Associazione per il disegno industriale), che premia servizi e progetti innovativi nel settore dell’ospitalità.

In parallelo, sempre in collaborazione con POLI.design, e con il patrocinio di Newh – The Hospitality Industry Network, gli incontri sul futuro della progettazione nell’horeca di Design Talks, dove si parlera di temi come il benessere nella progettazione per l’ospitalità, di nuovi format che rispondono ai nuovi scenari, o del cambiamento di prospettiva nella sostenibilità per l’ospitalità.

I grandi eventi per bar e caffetteria

Nel mondo della caffetteria, da segnalare il ritorno a Milano del World Barista Championship (Wbc) organizzato da Sca (Specialty Coffee Association), la più importante competizione mondiale sul caffè al mondo, con i campioni di oltre 50 delegazioni di tutto il mondo che si sfideranno per conquistare l’ambito titolo di World Barista Champion.

Ma ad animare il Sic (Salone Internazionale del Caffè) e le sue aree Bar-Macchine Caffè-Vending e Caffè-Tea ci saranno anche le altre competizioni organizzate in collaborazione con Altoga (Associazione Nazionale Torrefattori e Importatori di Caffè e Grossisti Alimentari), il Gran Premio della Caffetteria Italiana, la Moka Challenge, a cura di Aicaf (Accademia Italiana Maestri del caffè), e LAGS Battle Italy/ World LAGS Battle a cura di Latte art Grading System.

Grande novità di quest’edizione tra gli eventi del mondo bar e caffè saranno gli Host Talks - Beyond the Cup, gli incontri in formato talk, organizzati con M25 Consulting, che riuniranno l’intera filiera del caffè per condividere idee, esperienze, best practice e promuovere una cultura evoluta del caffè ed esplorare il suo futuro.

Gli appuntamenti gelato-pastry

In contiguità con il Sic, le aree Gelato e Pasticceria presenteranno il meglio dei rispettivi settori, dalle macchine ai semilavorati e dagli accessori agli ingredienti. Un particolare focus sarà dedicato al cioccolato, con un vero e proprio viaggio tra le sue infinite sfaccettature, dalle origini alle frontiere dell’innovazione, passando per temi cruciali come etica, sostenibilità e alimentazione consapevole, sotto la direzione del maestro chocolatier Davide Comaschi. Il programma prevede talk ispirazionali, masterclass, workshop esperienziali e dimostrazioni tecniche che sveleranno i segreti della pralineria d’autore, dalla creazione dei ripieni più raffinati alla decorazione più scenografica.

Anc0ra in ambito dolci, a questa edizione di Host torna il Panettone World Championship 2025, organizzato dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, con Iginio Massari come ospite d’onore e la partecipazione anche di Antonio Bachour, Angelo Musa e Roy Shvartzapel. Quest’anno la sfida vede in gara ben 12 team, Argentina, Australia, Brasile, Cina, Cuba, Francia, Germania, Giappone, Perù, Spagna, Taiwan e Venezuela.

Fitto di appu8ntamenti anche il calendario per la ristorazione, con gli show-cooking di A.P.Pa.Fre. (Associazione Produttori Pasta Fresca della Piccola e Media Impresa), il programma di dimostrazioni Smart Food - Smart Chefs - Smart Future di Apci (Associazione professionale cuochi italiani) e gli show-cooking, workshop e incontri con alcuni dei più interessanti protagonisti della cucina italiana della la Fic Academy di Fic (Federazione italiana cuochi).

Come partecipare a Host 2025

Host 2025 di svolge a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre dalle ore 10 fino alle 18 (il 21 ottobre si chiude alle 17). L’ingresso per un giorno acquistato online ha un costo di 54 euro (72 se in biglietteria) per 2 giorni 71 euro (altrimenti 94), per 3 giorni 95 euro (invece di 127) euro e per 5 giorni 112 euro (altrimenti 149 euro).

Kimbo riscopre la sua storia con la nuova linea specialty Sapiente e Antica Miscela dal 1963

Con le tre nuove miscele Sapiente, che mixano arabica e fine robusta, Kimbo entra nel mercato degli specialty con l'obiettivo di conquistare i bar

Per ora due novità che riguardano solo il mercato consumer, ma dal lancio della linea Sapiente e della nuova Antica Miscela 1963 si può tracciare una strategia aziendale di Kimbo, che riparte dal passato per stimolare il mercato del caffè presente e futuro. Partiamo da Sapiente, il nuovo brand con cui Kimbo entra nel mondo degli specialty. Tre le miscele dai nomi evocativi presentate a Napoli: Incanto (100% Specialty Arabica), Mistero (50% Specialty Arabica e 50% Fine Robusta) e Stupore (100% Fine Robusta). Sebbene il caffè specialty parli a un consumatore contemporaneo, c'è un aspetto che rende questo prodotto tradizionale: l'artigianalità, che ha caratterizzato le prime fasi della storia di Kimbo, nata in in piccolo bar nel quartiere Sanità di Napoli, dall'intuito dei fratelli Francesco, Gerardo ed Elio Rubino. Non è un caso che il payoff sia Master Roasters from Napoli, perché per realizzare Sapiente, Kimbo ha messo in campo una microroastery in fase di allestimento, separando di fatto la produzione di questa linea dalla torrefazione principale.


Al momento acquistabile solo sullo shop online di Kimbo, Sapiente è distribuita in confezioni da 200g in grani (17 euro), ma fra qualche mese, promette il presidente Mario Rubino, sarà protagonista di un piano di "conquista" dell'horeca: «Presenteremo tutto a ottobre in occasione di Host a Milano, ma posso anticipare che la nostra intenzione già nel breve periodo è di entrare con dei corner Sapiente nei bar specialty».
Quella di puntare sulla Robusta anche in versione specialty, spiega Massimiliano Scala, direttore marketing di Kimbo, non è una scelta casuale: «La canephora, nella sua varietà robusta, insieme all’arabica rappresenta il 40% dei consumi mondiali, con dei picchi proprio a Napoli, visto che lo stile che ci contraddistingue prevede una preferenza per la robusta». Sulla "ricetta" interviene il coffee expert Andrej Godina, che insieme a Mauro Illiano, altro nome noto del mondo del caffè, ha co-progettato Sapiente in tutte le sue fasi. Obiettivo dichiarato: attribuire pari dignità agli specialty arabica e ai fine Robusta, combinandoli in blend, pensati per esaltare i migliori flavori di entrambe le specie botaniche, selezionate in 15 diverse piantagioni.

Da sinistra, il presidente Kimbo, Mario Rubino, e il coffee expert Andrej Godina

«Ulteriore sfida di questo progetto - aggiunge Godina - era tradurre lo specialty su un metodo di estrazione che è tutto italiano, l’espresso, evitando prodotti troppo spinti su alcuni flavori come l'acidità. Abbiamo studiato le tre miscele, partendo dalle specie botaniche, dal terroir e infine dal metodo di tostatura, per ottenere nel caffè finale un’acidità controllata, elegante, che il consumatore italiano potesse capire». Riportando anche lo "stile napoletano": «A Napoli, così come possiamo vedere da molte delle referenze di Kimbo, la particolarità è una tostatura scura, ma andava adattato ai criteri che definiscono i caffè specialty». Alla fine, Sapiente ha una tostatura più scura di quella che si utilizza di solito per lo specialty, ma meno di quella a cui sono abituati i palati napoletani. «Abbiamo cercato di esaltare la dolcezza naturale del caffè», conclude Godina.
Interessante anche la scelta grafica del packaging, che si discosta con decisione dai colori prevalenti dei prodotti Kimbo, scegliendo il nero di sfondo e un’illustrazione dal tocco surrealista a fare da trait d'union fra l'anima partenopea di Kimbo e la sua mission aziendale: la sirena Partenope, simbolo di Napoli, la cui coda si trasforma in una pianta di caffè, evocando il profondo legame tra le origini dell’azienda e i suoi prodotti. Il concept grafico è stato ideato da Espresso Comunicazione, prima agenzia italiana specializzata nella comunicazione del settore caffeicolo, che ha tradotto in immagine l’anima creativa e identitaria del progetto.
Un cenno lo merita anche la nuova Antica Miscela dal 1963, un'edizione speciale di macinato per moka, destinata al mercato consumer, che riscopre le origini di Kimbo, riprendendo una ricetta conservata negli archivi dell'azienda, con un colpo di scena: l'utilizzo di un'arabica al 100%, tostata scura, come piace a Napoli.

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