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Filippo Sisti entra nel team di Spirits&Colori

Filippo Sisti Spiritz&Colori
Personaggio di punta del panorama della miscelazione internazionale, Sisti dal prossimo primo settembre sarà il corporate mixology specialist dell'azienda di reggio Emilia, specializzata nell'importazione e distribuzione di spirit per il fuori casa

Nuovo ingresso nella squadra di Spirits&Colori. Dal primo settembre a far parte del team dell’azienda di Reggio Emilia, specializzata Reggio Emilia specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di spirit per il fuori casa, ci sarà Filippo Sisti, con il ruolo di corporate mixology specialist.

Classe 1983, tra le stelle del panorama della miscelazione internazionale, consulente per cocktail bar e chef stellati, Sisti vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore, maturata tra New York, Londra, Parigi e Milano, città quest’ultima dove ha collaborato con lo chef Carlo Cracco al progetto di successo Carlo e Camilla in Segheria e dove nel 2018 aveva aperto Talea, un cocktail bar sperimentale in zona Navigli. Impostosi come bartender di riferimento per una miscelazione innovativa e di alta qualità, il suo marchio di fabbrica si chiama “cucina liquida”, ovvero l’insieme di strumenti e tecniche utilizzati nel mondo della cucina, applicati e adattati al lavoro quotidiano dietro al bancone. Non una semplice questione di tecniche, ma un abito mentale fatto di ricerca a 360°: su materie prime, prodotti, lavorazioni e consistenze che permettano di creare cocktail capaci di regalare un’esperienza nuova e multisensoriale.

Formazione, cultura del bere e valorizzazione del portafoglio

Creatività e conoscenze che ora, nel nuovo incarico in Spirits&Colori, metterà a disposizione per sviluppare progetti dedicati a formazione, cultura del bere e valorizzazione del portfolio aziendale.

«La mia missione è far vivere cocktail capaci di sorprendere, unendo creatività, tecnica e innovazione – ha commentato Sisti in una nota che annuncia il suo ingresso nell’azienda -. Spirits&Colori è da sempre una scopritrice di perle rare. Saper offrire un qualcosa che non c’era è un modo per stupire e regalare esperienze uniche che è anche il mio obiettivo di promuovere una mixology contemporanea, sperimentale ed emozionale».

Spingere sull’innovazione

Nel suo ruolo di corporate mixology specialist, Filippo Sisti riporterà a Gabriele Rondani, direttore commerciale e marketing dell’azienda. Azienda che sta registrando un deciso interesse per le novità introdotte a catalogo lo scorso anno, che rappresentano già il 30% del fatturato. «Abbiamo riscontrato un forte interesse per l’innovazione, non solo di nuove referenze, ma anche di nuovi brand e della loro declinazione in una mixology sempre più evoluta e capace di solleticare la curiosità del pubblico finale ma anche di quello professionale – ha commentato Rondani nella stessa nota -. La collaborazione con Filippo è quindi un’ulteriore evoluzione di un progetto di rinnovamento cui teniamo molto e che darà sostegno ai “nostri” 140 agenti in tutta Italia. Siamo convinti che con il suo arrivo, da vero pioniere e trend setter dalla visione decisamente internazionale, darà un contributo prezioso e un’accelerazione a quanto realizzato finora».

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.9

L'episodio numero 9 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.

Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due avventurieri, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circoxnda.

L'episodio numero 9 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo e l'ottavo episodio).

In ricordo di Marco Zampilli: il tributo dei colleghi del Drink Team

Marco Zampilli di Ru.De è stato membro del Drink Team di Bargiornale: il tributo liquido dei colleghi per il bartender di Roma scomparso tragicamente in un incidente pochi giorni fa

Oggi sarebbe stato il suo compleanno, ma sono candeline che Marco Zampilli, per un terribile destino, non ha potuto spegnere. Una settimana fa, mentre percorreva il Salento in un viaggio in solitaria on the road con la sua moto, Marco è stato colpito da un fulmine, che gli è stato fatale.

Certamente avrebbe festeggiato con gli amici di sempre al Ru.De, la sua creatura in quel di Centocelle, Roma (l'avevamo raccontata qui, con un'intervista qualche mese dopo l'apertura): il suo quartiere, la sua città, nonché la sua squadra del cuore. Ed è al Ru.De che oggi si incontreranno gli amici per brindare in suo onore. Non è la prima iniziativa che dimostra quanto Marco abbia lasciato un segno indelebile nella bar industry e in chi gli voleva bene. A poche ore dalla tragedia, gli amici hanno aperto una raccolta fondi, dall'enorme partecipazione, per sostenere la famiglia di Marco.

SOSTIENI LA RACCOLTA FONDI PER MARCO ZAMPILLI

Cristian Ricci e Marco Zampilli nella cornice di Ru.De Centocelle

Marco era un bartender di razza, che insieme al socio Cristian Ricci ha fatto parte del Drink Team di Bargiornale, nel gruppo che ha preceduto quello attualmente in carica, contribuendo con il suo tocco sempre irriverente e professionale al tempo stesso.
E sono i colleghi senatori del Drink Team, quello attuale e quello di cui ha fatto parte, che hanno voluto dedicare a Marco un cocktail e un pensiero. Eccoli di seguito.

Cup - di Biagio Castiello, Ritorno (Acerra, Napoli)

30 ml Tanqueray N. Ten
15 ml ridistillato alla fragola
50 ml cordiale di cetriolo, foglie di fragola e eucalipto

Garnish: cetriolo marinato in acqua e fragola per creare un entrée olfattivo
Tecnica: stir&strain

«Il mio Pimm’s interpreta il classico in chiave personale: la parte erbacea si apre con eleganza, mentre delicate sfumature di frutta donano freschezza e armonia, mantenendo intatto lo spirito conviviale della tradizione. Questo drink nasce come reinterpretazione del Pimm’s Cup, ma oggi non è il cocktail il protagonista. Oggi il bicchiere si alza per Marco. Un barman, un amico, un uomo che aveva radici profonde nel suo territorio: la sua gente, le sue tradizioni, la sua terra erano parte di lui. Dietro al bancone portava quel legame autentico, fatto di calore, accoglienza e passione. È stato strappato troppo presto, in una fatalità che lascia senza parole, ma resta vivo in chi lo ha conosciuto. Questo calice diventa memoria e omaggio: ad ogni sorso ritroveremo un po’ di Marco, della sua energia, e di quella forza che sapeva trasmettere a tutti. Perché Marco era e resterà parte del suo territorio».

#TRIPLESECSUOGNICOSA - di Fabio Tammariello e Davide "Davo" Patta, Ruggine (Bologna)

50 ml London Dry Gin
40 ml Triple Sec (modificato con tecnica milk wash con anguria, limone, basilico e latte di soia)
shot di Fernet Branca a parte

Tecnica: stir&strain
Preparazione: versare il London Dry Gin e il Triple Sec Cordial in un mixing glass ghiacciato, diluire per 25 sec. Versare in bicchiere Nick&Nora ghiacciato e affiancare con uno shot di Fernet Branca.

«Abbiamo fatto un twist sul White Lady, andando a modificare il triple sec e abbiamo affiancato uno shot di Fernet Branca per brindare a Marco come piaceva fare a lui. Calma e compatti. Ciao Boss!».

Daje Roma Daje - di Riccardo Carli, Jeffer (Pisa)

40 ml Tequila Curado
7,5 ml liquore alla banana
30 ml shrub di ananas

Garnish: coin di passion fruit + colorante rosso edibile

«La grande passione di Marco era l'As Roma. Purtroppo, non ho mai avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lui, l'ho sempre incontrato ai vari Bar Show in giro per l'Europa,
Ci salutavamo, frasi di circostanza, è sempre bello vedere volti familiari così lontano da casa. Ciò che traspariva era l'immagine di un ragazzo semplice, con sani valori e un forte attaccamento al suo quartiere di provenienza, Centocelle. 

Marco, questo drink è per te: pochi ingredienti, senza troppi fronzoli, ma con due colori speciali per te, giallo e rosso! Che la terra ti sia lieve».

Calma - di Mattia Capezzuoli, Hotel de Russie (Roma)

30 ml Casamigos Tequila Blanco
15 ml Mr Black Coffee Liquor
10 ml sciroppo di noci di macadamia tostate
30 ml caffè espresso
20 ml Pineapple soda Three cents

Bicchiere: coppa Nick&Nora
Metodo di preparazione: inserire tutti gli ingredienti all’interno di un sifone ad azoto N2, caricare il sifone, agitare e versare il cocktail direttamente dal sifone.

«Calma è un cocktail dedicato a Marco, ispirato alla parola che ripeteva sempre durante le partite della Roma. La tequila incontra liquore al caffè, espresso e sciroppo di noci di macadamia tostate, in un sorso che unisce energia, ricordo e calore. Un brindisi alla sua amicizia e alla sua passione».

Paint it black - di Francesca Mannina, Norah was drunk (Milano)

20 ml Yuu Baal Mezcal Joven
30 ml Vecindad Tequila Blanco
15 ml Mastiha
30 ml succo di limone
15 ml sciroppo di agave aromatizzato allo zenzero
4 dash bitter all'oliva
10 ml Planteray O.F.T.D. infuso al carbone vegetale

Preparazione: mettere tutti gli ingredienti tranne l'Oftd in un Boston shaker e shakerare vigorosamente. Dopodiché versare in un tumbler basso su un cubone di ghiaccio e infine effettuare un float con l'Oftd.

«Caro Marco, ti dedico questo drink. 

Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerti, ma in questi giorni ho capito, dalle persone che ti volevano bene, quanto fossi speciale. Hai lasciato un grande vuoto, ma anche un bel ricordo in chi ti ha conosciuto. Onore a chi, come te, ha saputo regalare sorrisi anche da dietro un bancone.

Buon viaggio, con affetto e stima,

Francesca»

È tutto sbagliato - di Tiziano Zanobini, Funi 1898 (Montecatini Terme)

45 ml Mezcal Montelobos Espadin
25 ml Cynar
20 ml Vermouth di Torino Classico Del Professore
5 ml aceto balsamico 30 anni
2 spoon confettura di albicocche

Metodo: shake & strain

Bicchiere: tumbler basso

«Il fumo del Mezcal, tocco di Cynar e Vermouth, un goccio di aceto, confettura di albicocche. Un pasticcio, una provocazione.
È tutto sbagliato! Un drink che non consola, non spiega, ma ci tiene compatti.
È rude… così come eri tu!»

Se una notte d’estate un viaggiatore - di Fabrizio Candino e Matteo Bonandrini, Sartoria (Palermo)

30 ml Lalocura mezcal
30 ml acqua di pino
20 ml lime cordial
...

Tecnica: mix&strain
Bicchiere: Collins su ghiaccio a cubi

«Il drink unisce il Mezcal di Lalocura, distillato dopo la stagione delle piogge, acqua di pino, a esaltarne le note balsamiche, a tratti terrose e umide, lime cordial a seguire. I tre punti finali sono per voi, un drink incompleto che non deve essere completato da noi. Una vita interrotta non può inscatolarsi in qualcosa di definitivo ed è per questo che chiediamo di completare voi questo drink con un ultimo ingrediente, sia questo una soda, una Ginger beer, un vino bianco...
Un omaggio a un collega, a un Bartender, un uomo, un viaggiatore. Prendiamo in prestito le parole di Italo Calvino per costruire uno dei drink più difficili di sempre. Omaggiare Marco Zampilli attraverso un cocktail, supportare la sua famiglia ed il suo socio Cristian.

Ciao Marco

Little by little - di Claudio Cau e Matteo Spanedda, Spirits Boutique (Olbia)

50 ml Whisky Dalmore 12 y.o.
10 ml liquore Nocino Benvenuti
5 dash Fee Brothers black walnut bitters

Tecnica: mix and strain
Garnish: oli essenziali arancia

Nel blu - di Peppe Doria, Volare (Bologna)

40 ml Venturo
10 ml Gin
10 ml sciroppo di miele al rosmarino
60 ml diluizione

Preparazione: prebatch degli ingredienti e carbonare
Garnish: peel di limone

Nero - di Giacomo Diamante, Quintana Esperienza Italiana (Vincenza)

50 cl dark jamaican chocolate infused rhum
4 gocce soluzione salina
1,5 cl cordiale zenzero e lime

Preparazione: fare prebatch in bottiglia, etichettare e posizionare in frigorifero. Versare a piacimento.

«Per Marco e le nostre chiacchierate, per i nostri incontri, carichi ed emotivi».

Il solitario - di Vlad Tcaci, Nu Lounge (Bologna)

30 ml Sotol Flor del Desierto
10 ml Nixta Liquore
50 ml Birra Ipa
Frisa Tostata
Crema di carciofi e prezzemolo

Tecnica: lavaggio e stir&strain

Bicchiere: tumbler basso
Ghiaccio: chunk 5x5
Decorazione:carciofi essiccati

«Durante il periodo del Proibizionismo, quando l'alcol era vietato, la Route 66 divenne una via di contrabbando per il moonshine, un distillato di mais prodotto illegalmente. I camionisti e i motociclisti, in particolare, erano noti per trasportare questa bevanda, che divenne un simbolo della ribellione contro le leggi restrittive. La nostra Route è Roma - Puglia incontrando prodotti tipici, tradizioni ma prima di tutto il nostro amico».

Negroni Rude - di Francesco Ismenghi, Nècessaire (Rimini)

25 ml Bitter Fusetti
25 ml Vermouth 9 di Dante Paradiso
5 ml Sherry Oloroso
5 ml liquore alla nocciola
20 ml London dry Gin
10 ml Bourbon Whiskey
Fat wash Olio di cocco 10%

Garnish coin di pompelmo

Preparazione: fare prebatch con tutti gli ingredienti in un recipiente e sciogliere il 10% del peso di olio di cocco e aggiungerlo al cocktail, dopo 12 ore separarlo per congelamento o per separazione dei liquidi.

«Anche se non conoscevo Marco personalmente, so che aveva un'anima buona, e il suo sorriso dietro al Bancone ha lasciato il segno. Buon viaggio». 

Ride to rude - di Andrea Dracos, Eredi Borgnino Cocktail bar (Torino)

50 ml Rye WhiskY
30 ml sciroppo di fichi
20 ml Sherry oloroso
Top di champagne

«Questo drink è stato creato da me e da Marco Dellafina. Siamo motociclisti e vogliamo rappresentare la categoria oltre che a quella della bar industry». 

Cento - di Christian Costantino, Marina del Nettuno (Messina)

45 ml PiùCinque Gin
50 ml cordial
2 dash bitter

Tecnica: stir&strain

Preparazione: versare gli ingredienti nel mixing glass, aggiungere ghiaccio, miscelare e filtrare in coppetta

New Holland - di Peke Bochicchio ed Emanuela Zarillo di Barmacia (Potenza)

45 ml gin Bulldog
15 ml gin Puro
30 ml succo di lime
1 spoon di zucchero
4 dash di tabasco
10 ml bitter home made alla ciliegia selvatica
«Non abbiamo avuto il privilegio di conoscere marco di persona, ma in questi giorni abbiamo scoperto, seppur con ritardo, una figura dalla personalità dirompente. Abbiamo deciso di dedicargli uno dei nostri drink più storici. Un omaggio sincero, racchiuso in una creazione iconica: una personalità FORTE e un’anima RUDE che, con sorprendente delicatezza, sa lasciare un’impronta indelebile».

Risueño - di Enrico Bellucci di Salmon Guru (Milano)

50 ml Patron Silver Tequila
20 ml Sherry Amontillado
10 ml St. Germain
20 ml Sciroppo di timo e rosmarino
30 ml sour Mix
3 drop acqua ai fiori d’arancio

Garnish: ghiacciolo di Campari, arancia e yuzu

Preparazione: shake & strain in un lowball con cubo di ghiaccio. Aggiungere il ghiacciolo sopra il drink.

«Caro Marco,
non ho avuto la fortuna di conoscere te, ma chi ti stava vicino. Tutti ti volevano bene e questo drink è un omaggio alla tua passione per la Roma con i suoi colori e al tuo sorriso; infatti in spagnolo Risueño vuol dire proprio “Sorridente”.
Un brindisi a te!»

Cash & Carry: come scegliere il partner strategico per i bar nel 2025

Interno di un cash & carry per bar con ampi scaffali, prodotti food & beverage e un operatore Horeca che rifornisce il carrello
Quali sono i fattori chiave da considerare quando si sceglie un cash & carry per il proprio locale, per assicurarsi non solo convenienza, ma anche un partner capace di supportare la crescita del business? Il punto di vista di C+C, insegna nazionale Cash & Carry del Gruppo Selex.

Nel 2024 il canale Cash & Carry si è confermato al secondo posto tra le fonti di approvvigionamento per i gestori Horeca, totalizzando circa il 17% del mercato, secondo una ricerca di TradeLab.

Questa performance non è casuale: assortimenti sempre più ampi, servizi evoluti e soluzioni digitali hanno trasformato i “supermercati dei professionisti” in un punto di riferimento imprescindibile per bar, caffetterie e locali polifunzionali.

Come sottolinea Massimo Baggi, direttore marketing di Selex Gruppo Commerciale, «noi ampliamo l’offerta per i bar ma anche per pizzerie e ristoranti, oltre a potenziare i servizi, dall’ordine online alla consegna presso i locali, per rispondere alle esigenze di efficienza e qualità degli operatori».

Andiamo dunque alla scoperta dei fattori chiave da considerare quando si sceglie un cash & carry per il proprio locale, analizzandoli con l’ausilio delle parole di Massimo Baggi.

Cash & Carry: ampiezza e profondità dell’offerta

Il cuore del Cash & Carry è la sua capacità di mettere a disposizione un assortimento estremamente vario, che spazia dall’alimentare secco ai prodotti freschi assistiti, fino a detergenza, attrezzature e soluzioni “pronte all’uso”.

«Stiamo ampliando costantemente l’offerta, che include anche le soluzioni a marchio dell’insegna C+C, rivolta al mondo Horeca: Vanto con prodotti professionali per la detergenza e toiletries, con oltre 200 referenze, e Sù per l’alimentare, con oltre 300 prodotti, caratterizzati dall’ottimo rapporto qualità-prezzo e con formati per ogni esigenza, dalle maxi confezioni per le cucine ai monodose per una rapida e igienica somministrazione self service», spiega Baggi. La gamma comprende semilavorati di quarta e quinta gamma, carne frollata, pesce fresco di stagione e tutto ciò che serve per creare un’offerta distintiva e di qualità in ogni momento della giornata.

Cash & Carry: flessibilità negli acquisti e convenienza

I Cash & Carry offrono formule d’acquisto che si adattano alle esigenze di ogni locale: confezioni multipack per testare nuove referenze, promozioni mirate e listini trasparenti per pianificare i costi senza sorprese. «Il nostro obiettivo è offrire prodotti di qualità, convenienti e pratici, per aiutare le attività commerciali a innovare senza gravare sul conto economico», sottolinea Baggi. Questa flessibilità si traduce nella libertà di aggiornare il menu — dal coffee break all’aperitivo — senza vincoli e senza sprechi.

Prossimità territoriale ed efficienza logistica dei Cash & Carry

La capillarità della rete è un altro punto di forza decisivo: C+C conta oggi 74 punti vendita, del Centro-Nord e della Sicilia. «Siamo arrivati a 74 punti vendita per essere ancora più vicini al target Horeca, canale per noi strategico», spiega Baggi. Dove il servizio è attivo, è possibile richiedere la consegna diretta al locale; altrove, si può ritirare la spesa in sede o ordinare online, riducendo tempi e costi di approvvigionamento.

Servizi a valore aggiunto: consulenza e formazione

Per essere un cash & carry competitivo, però, non basta avere gli scaffali: per creare un rapporto duraturo con i clienti, le insegne investono in consulenza specializzata e formazione.

C+C organizza workshop di mixology, sessioni di product demo sui semilavorati e corsi di aggiornamento sulle normative alimentari e igieniche. «Stiamo investendo nella formazione del personale per garantire un supporto sempre più qualificato ai professionisti», chiosa Massimo Baggi, evidenziando l’importanza di affiancare baristi, chef, pizzaioli e gestori nell’ideazione di nuove proposte di menu.

Tecnologia al servizio dell’operatore

Le piattaforme digitali hanno rivoluzionato gli ordini: il portale online di C+C integra consultazione del catalogo, monitoraggio e storico degli acquisti, consentendo di pianificare rifornimenti ricorrenti con pochi click. «Stiamo investendo in digitalizzazione, per garantire una gestione più efficiente degli approvvigionamenti e maggiore comodità per gli operatori», spiega Baggi. Questo livello di automazione riduce gli errori e libera tempo prezioso per il team di sala.

Offerta beverage: mixology, vini e birre

Nel fuori casa, il beverage fa la differenza. C+C adotta un approccio di category management, con una selezione di oltre 500 etichette di vini — valorizzando le produzioni artigianali locali — e più di 100 referenze di birre, tra artigianali e industriali. Per gli appassionati di cocktail, l’insegna propone ingredienti premium (sciroppi, bitter, distillati di nicchia) e attrezzature professionali. «Nel beverage, oltre a spingere sulle proposte per la mixology, lavoriamo con un approccio di category management per offrire il meglio ai professionisti», dichiara Massimo Baggi.

Freschi e reparti assistiti: qualità in primo piano

Il comparto fresco è in forte crescita: C+C ha aperto reparti assistiti dedicati ai prodotti di quarta e quinta gamma, carne frollata e pesce fresco. Qui il cliente può scegliere direttamente, supportato dalla consulenza del personale specializzato. «In particolare, abbiamo aumentato la proposta di prodotti ad alto contenuto di servizio, come semilavorati e soluzioni pronte all’uso, e rafforzato l’offerta dei freschi, aprendo reparti assistiti», spiega Baggi, evidenziando l’importanza del servizio alla persona. Inoltre, far parte del Gruppo Selex significa contare su una filiera solida e su relazioni consolidate con fornitori di primo livello.

C+C a Host Milano 2025: l’appuntamento da non perdere

In un mercato sempre più competitivo, un’attività commerciale moderna ha bisogno di un partner che sappia fornire soluzioni complete: assortimento ampio, flessibilità, prossimità, servizi di consulenza e formazione, digitalizzazione. C+C unisce tutto questo con la solidità del Gruppo Selex, riducendo i costi operativi e semplificando la gestione degli acquisti.

Per scoprire dal vivo tutte le novità di assortimento, i servizi digitali e le opportunità di collaborazione, C+C sarà presente a Host Milano dal 17 al 21 ottobre 2025 (padiglione 1, stand U21).

Durante l’evento, i visitatori potranno partecipare a coinvolgenti show cooking per conoscere da vicino le qualità dei prodotti Sù, oltre a usufruire di meeting room dedicate per incontri personalizzati e approfondimenti.

Non perdere questa occasione, incontra C+C a Host Milano.

Conto alla rovescia per le iscrizioni a Lady Amarena Italia 2025

Lady Amarena Italia Cover Image 2025
Iscrizioni aperte fino al 15 settembre per la nuova edizione del contest di Fabbri 1905 dedicato alle professioniste del bancone. 10 i posti in palio per la finale nazionale, che si svolgerà a ottobre sulla nave Costa Crociere, in viaggio tra Genova, Barcellona e Marsiglia

Conto alla rovescia per le iscrizioni a Lady Amarena Italia 2025. La deadline per partecipare alla nuova edizione della sezione nazionale del concorso di miscelazione di Fabbri 1905 dedicato alle professioniste del bancone è fissata al prossimo 15 settembre.

La gara italiana, come da trazione, si svolge in parallelo a quelle previste nei vari Paesi del mondo, a conferma della forte vocazione internazionale del concorso. Per ogni sezione nazionale sarà decretata una vincitrice e queste saranno poi protagoniste della finale globale del concorso, in programma il prossimo anno in Italia, che assegnerà il titolo di Lady Amarena International. A conquistarlo lo scorso anno è stata Francesca Aste (leggi Francesca Aste eletta Lady Amarena International 2024 by Fabbri 1905), che nella finalissima, svoltasi a Bologna lo scorso anno, ha superato le altre 12 campionesse di altrettanti Paesi in gara, precedendo sul podio internazionale la tedesca Lisa Neubauer e la ungherese Szintia Franzony.

Come partecipare a Lady Amarena Italia

La sfida per barlady e bariste è sempre di creare un cocktail originale, alcolico o analcolico, che esalti l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Per quanto riguarda l’Italia, le professioniste che vogliono mostrare la loro abilità e creatività, come detto, hanno tempo fino alle ore 18 del 15 settembre per iscriversi sul sito del concorso, compilando l’apposito form con i dati personali, incluso il locale presso il quale lavorano, e presentare la propria ricetta, corredata da una foto del drink e da una sua breve descrizione in inglese. Le concorrenti possono anche caricare un video con l’esecuzione della ricetta, sforzo che garantisce una maggiorazione del 5% sul punteggio assegnato nella fase di selezione.

La ricetta può essere composta da un massimo di 5 ingredienti (eventuali decorazioni, guarnizioni e side non vengono conteggiati) e deve contenere necessariamente almeno uno di questi prodotti Fabbri 1905: Amarena Fabbri frutto o sciroppo, sciroppo Fabbri MixyBar Amarena, liquore bitter Marendry Fabbri, Gin Fabbri o Ratafià Fabbri, ultimo nato della Premiata Distilleria Fabbri 1905: un liquore dove il succo purissimo dell’Amarena Fabbri si fonde con Sangiovese Superiore Romagna Dop. È permesso, inoltre, l’utilizzo di basi di caffè, latte o tè, ma non di preparazioni di sciroppo home made.

Le fasi del concorso

Le ricette, corredate di foto e video, saranno pubblicate sul sito del contest e potranno essere votate dal pubblico e le tre che otterranno il maggior numero di consensi godranno di una maggiorazione di punteggio nella fase di selezione (+10% al più votato, +7,5% al secondo e +5% al terzo). Maggiorazioni sul punteggio verranno assegnate anche alle ricette, alcoliche o analcoliche, a base di caffè (+10%) e alle ricette analcoliche (sempre +10%).

Tutte le creazioni saranno valutate da una giuria di esperti che selezionerà le migliori 10 che accederanno alla finale nazionale. La valutazione degli esperti riguarderà gusto e bilanciamento del drink, suo aspetto e presentazione, comunicazione, ovvero nome della ricetta e la sua descrizione, replicabilità, aspetto quest’ultimo che interessa la riproducibilità della ricetta in termini di numero di ingredienti, loro reperibilità sul territorio nazionale, tempi di preparazione e drink cost.

La finale italiana e i premi speciali

La finale nazionale si svolgerà, novità di quest’anno, a bordo di una nave Costa Crociere, in viaggio dal 26 al 30 ottobre tra Genova, Barcellona, Marsiglia e ritorno. Qui le concorrenti, in diretta e in italiano, presenteranno le loro ricette, ma dovranno essere abili anche a conquistare pubblico e giuria con un racconto accattivante che accompagni il proprio signature drink.

La vincitrice, oltre al titolo italiano, si aggiudicherà un posto nella finale internazionale. Ma un’altra grande novità di questa edizione di Lady Amarena Italia riguarda i premi speciali. Al Premio Marendry, al Premio Gin Fabbri e al Premio Analcolico, si sono aggiunti quest’anno anche il Premio Ratafià Fabbri e il Premio Speciale Coffee Signature, con quest’ultimo, in particolare, che apre ufficialmente le porte del concorso al mondo della caffetteria e alle bariste capaci di interpretare in modo originale e contemporaneo la gamma Mixybar e Mixybar Plus, confermando il peso sempre più rilevante assunto dal caffè e, più in generale, delle bevande low e no alcohol nel mercato beverage.

Amaranca è World’s Best Amaro 2025 dei World Liqueur Awards

Amaranca miglio amaro mondo 2025
Nuovo successo internazionale per l'amaro a base di arancia selvatica siciliana ed erbe officinali raccolte alle pendici dell'Etna, che nella prestigiosa competizione ha conquistato l'oto, il titolo di Country Winner Italy e, soprattutto, quello di Miglior amaro dell'anno

Nuovo prestigioso riconoscimento per Amaranca Amaro Nobile dell’Etna. L’amaro siciliano si è aggiudicato la medaglia d’oro, il titolo di Country Winner Italy e, soprattutto, quello di World’s Best Amaro 2025 ai World Liqueur Awards.

Un risultato che premia l’alta qualità di questo amaro, nato nel 1999 dalla creatività di Santo Romeo, fondatore di Romeo Vini, l’azienda con sede a Santa Venerina, in provincia di Catania, che lo produce, perfezionando un’antica ricetta di famiglia. Una ricetta segreta a base di ingredienti e materie prime tutte strettamente del territorio nel quale l’amaro prende vita. Amaranca è infatti il frutto della lavorazione artigianale dell’arancia selvatica siciliana (citrus aurantium), una varietà rara di agrume originaria dell’Estremo Oriente e arrivata in Sicilia intorno all’anno Mille, molto probabilmente per opera dei crociati. Ingrediente al quale si aggiungono gli estratti di erbe officinali e radici raccolte alle pendici dell’Etna.

Un amaro intenso e raffinato

Frutto di questo incontro è un amaro (alc 30% in vol) che conquista il naso con le sue note agrumate, «note intense di lime, limone e arancia, completate da un'acidità stimolante e ben bilanciate dalla gradazione alcolica – come hanno scritto i giudici nella scheda del prodotto -. Al palato è dolce, con abbondanti sentori di uvetta e di dolce natalizio, che regalano una sensazione vellutata e un finale delizioso». Un prodotto che, con il suo bouquet intenso e il gusto raffinato, rinnova la tradizione dell’amaro, perfetto come classico digestivo, liscio o con ghiaccio o, per una variante estiva, accompagnandolo con una fettina di lime e/o qualche fogliolina di menta fresca. Ma Amaranca si fa apprezzare anche come ingrediente aromatico in miscelazione, o come base di originali long drink, semplicemente miscelandolo con una tonica premium.

I nuovi prestigiosi riconoscimenti, conquistati in una delle più importanti competizioni internazionali di settore, che premia il meglio delle eccellenze mondiali nel campo della liquoristica, suddivise in 16 diverse categorie, va ad impreziosire ulteriormente il già ricco palmares di Amaranca. Palmates nel quale spiccano la medaglia Grand Gold nella categoria Herb Liqueur ottenuta al Frankfurt International Trophy 2023, l’oro all’edizione 2021 del World Liqueur Awards e la Gold Outstanding Medal all’International Wine & Spirit Competition (Iwsc) del 2019.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 8

L'episodio numero 8 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.

Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due, nell’ottavo episodio, sono ancora in giro nello stato di Puebla, fra distillerie e incontri inaspettati.

L'episodio numero 8 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto e il settimo episodio).

Con Edicola Marchesi l’alta pasticceria arriva in edicola

EDICOLA MARCHESI
L'Edicola Marchesi in Piazza Bruno Buozzi a Milano
Fino a settembre a Milano, in Piazza Bruno Buozzi, un'edicola si trasforma in un pop-up che propone panettoni estivi d'autore, enigmistica a tema dolce e borse in edizione limitata. Un prgetto frutto della collaborzione tra la storica pasticceria Marchesi 1824 e nss magazine

L’alta pasticceria arriva in edicola. Accade in Piazza Bruno Buozzi, a Milano, dove, fino a settembre, sarà attiva Edicola Marchesi, un’iniziativa che trasforma un’edicola urbana, la nss edicola, in un hub creativo, dove l’arte dolce diventa simbolo di cultura di quartiere e di connessione con la città. Protagonisti del progetto la storica pasticceria milanese Marchesi 1824, nota per l’eccellenza della sua offerta di pasticceria, cioccolato e del Panettone, il tipico dolce di Milano, e nss magazine, media indipendente con base a Milano e radici a Napoli.

Un’iniziativa che nasce con un duplice obiettivo. Da un lato, celebrare l’influenza della storica pasticceria nella cultura della città, dove è presente con la storica sede in via Santa Maria alla Porta, aperta 201 anni fa, cui si sono aggiunte quelle in via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele II (la pasticceria del Gruppo Prada ha anche un punto vendita a Londra al 117 di Mount Street, Mayfair); dall’altro, di ripensare l’edicola non come un relitto del passato, ma come uno spazio vivo, relazionale, esperienziale.

Tra le proposte eclusive il Panettone Estivo

Edicola Marchesi coniuga entrambi gli obiettivi giocando con il concetto di pasticceria d’autore, proponendo una serie di prodotti esclusivi pensati per arricchire l’esperienza estiva. A partire da una versione speciale, frutto della collaborazione con nss magazine, del Panettone Estivo Marchesi, il grande classico della casa reinterpretato per i mesi caldi con albicocche semicandite, limone d’Amalfi e note di vaniglia. Altro pezzo forte della proposta la Pasticceria Enigmistica, una pubblicazione che coniuga il piacere dell’arte dolciaria con il divertimento dell’enigmistica. La pubblicazione oltre che nell’edicola in Piazza Bruno Buozzi, sarà disponibile in tutte le pasticcerie Marchesi 1824 a Milano. Completa l’offerta una tote bag in edizione limitata, simbolo della partnership tra le due realtà, acquistabile sia presso l’edicola sia in Pasticceria Marchesi.

Attraverso questo connubio di gusto, cultura e innovazione, Edicola Marchesi, diventa l’occasione per raccontare in modo diverso l’identità della storica pasticceria e regalare qualcosa di divertente ai clienti e ai cittadini, ma anche molto di più. In linea con il modello di nss edicola, diventa strumento di promozione di una trasformazione culturale e sociale degli spazi pubblici urbani, restituendo significato a un’infrastruttura in crisi, l’edicola, e facendone un hub di comunità e identità locale.

Felice Venanzi vince il Campionato del bergamotto in pasticceria

bergamotto Felice Venanzi
Il cofondatore della Pasticceria Grué di Roma si aggiudica la prima edizione del Campionato Italiano del Bergamotto di Apei. Gioia Reggina e Bergamìa le creazioni con le quali ha esaltato l'agrume calabrese, conquistando anche il premio del pubblico

È Felice Venanzi, co-titolare della Pasticceria Grué di Roma, il vincitore della prima edizione del Campionato Italiano del Bergamotto di Reggio Calabria in Pasticceria, competizione organizzata da Apei (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana) per valorizzare l’agrume simbolo della Calabria nella pasticceria contemporanea.

32 gli artisti dell’arte bianca che si sono cimentati nella sfida. 10 quelli selezionati per l’atto finale della gara, andato in scena nell’Arena dello Stretto, a Reggio Calabria: Andrea Buosi, Fabrizio Camplone, Roberto Furfaro, Giuseppe Manilia, Marco Cesare Merola, Pasquale Marigliano, Nicola Pansa, Valentino Rizzo, Paolo Staccoli e il vincitore Felice Venanzi. Ognuno di loro ha presentato due dolci a scelta tra le tre tipologie ammesse, ovvero torta da credenza, lievitato e torta gelato, alla giuria di altissimo profilo, composta dal maestro Iginio Massari, presidente di Apei, e dai pluripremiati maestri francesi Pascal Lac e Thierry Bamas, e da Markus Bohr, executive pastry chef di Harrods a Londra. Gusto, tecnica, estetica e valorizzazione del bergamotto di Reggio Calabria, in un equilibrio tra innovazione e rispetto del territorio, i criteri in base ai quali i giudici hanno valutato le creazioni dei pasticceri.

I premiati

A spuntarla Venanzi, classe 1983, ex studente di Scienze politiche, e fondatore con Marta Boccanera, pasticcera e sua compagna di vita, della Pasticceria Gruè, aperta a Roma nel 2014, con due creazioni che hanno esaltato al meglio l’agrume calabrese. La prima, Gioia Reggina è una torta a base frolla al bergamotto e pistacchio, cake al mandarino e bergamotto e gelatina di mango e bergamotto. La seconda, Bergamìa è invece una torta gelato con pan di spagna, semifreddo al mandarino e bergamotto, gelato al pistacchio e semifreddo al cioccolato bianco e vaniglia.

Un successo reso ancora più completo dal premio del pubblico che ha assistito alla finale, che ha potuto degustare oltre 1000 pezzi dei dolci in gara, assegnando la palma del preferito a Gioia Reggina.

A completare il quadro il premio della stampa, assegnato da una giuria composta da giornalisti del settore gastronomico e culturale. Premio andato al calabrese Valentino Rizzo della Pasticceria San Francesco di Spezzano della Sila (Cosenza), per un dessert dal forte legame con il territorio e dalla grande pulizia gustativa.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 7

L'episodio numero 7 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.

Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. La puntata numero 7 è l’occasione per incontrare personaggi unici, come contadini di discendenza Maya, imprenditori milionari, creativi, street artist e antichi sciamani.

L'episodio numero 7 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto episodio).

Da Elephant Gin il cocktail per il World Elephant Day

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Il gin dal cuore africano di Compagnia dei Caraibi festeggia la Giornata Mondiale dell'Elefante, il prossimo 12 agosto, con uno speciale drink per accendere i riflettori sull'importanza di tutelare il grande mammifero minacciato dal bracconaggio

Il prossimo 12 agosto si celebra il World Elephant Day, la giornata dedicata all’elefante, nata per accendere i riflettori sulla salvaguardia dell’animale simbolo dell’Africa e dell’ambiente nel quale vive. Elephant Gin, il gin dal cuore africano importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, da sempre in prima linea nella tutela del grande mammifero, anche questa volta non farà mancare il suo contributo alla giornata, celebrando l’evento con un cocktail speciale.

Creato dai bartender del marchio, il cocktail si chiama Italian Sundowner, e nasce dall’incontro tra Elephant Orange Cocoa Gin (alc 40%) la versione fresca e speziata del distillato creato dai coniugi Tessa e Robin Gerlach, dove la dolcezza e acidità dell’arancia si fondono con le note amaricanti delle fave di cacao tostate, con Vermouth Riserva Carlo Alberto Red e Bitter Roger, il tutto guarnito con scorza di limone (in fondo all’articolo la ricotta complete).

Oltre un milione di euro per gli elefanti

Un cocktail perfetto per un aperitivo “consapevole”, con il quale il marchio vuole invitare bartender e i loro clienti a concedersi un attimo di riflessione sul’importanza della tutela dell’elefante africano e dell’ecosistema nel quale vive. Un animale iconico la cui soravvivenza è messa a rischio dal bracconaggio: una pratica vile che ogni 15 minuti causa la morte di un esemplare. Fronte sul quale Elephant Gin è attivo sin dalla sua fondazione, nel 2013. Da allora, l’azienda dona il 15% dei profitti derivanti dalla vendita delle bottiglie alla salvaguardia degli elefanti, contribuendo anche al sostegno degli stipendi, del vitto e dell’equipaggiamento di 45 ranger anti-bracconaggio e fornendo supporto alle comunità locali offrendo opportunità lavorative. Le donazioni, erogate attraverso la Elephant Gin Foundation, la fondazione senza scopo di lucro creata dai Gerlach, hanno finora superato il milione di euro.

Realizzato con diverse btaniche africane, Elephant Gin racconta il suo profondo legame con il Continente Nero anche nel suo packaging, con elementi chiave diventati simboli del marchio. Come le tradizionali perline che cingono il collo della bottiglia, prodotte a mano dalle donne della tribù Maasai del Kenya. O le etichette che riportano, sempre scritti a mano, i nomi degli elefanti che le fondazioni delle quali il brand è partner contribuiscono a proteggere.

La ricetta per il World Elephant Day

Italian Sundowner

Ingredienti:
50 ml Elephant Orange Cocoa Gin, 30 ml Vermouth Riserva Carlo Alberto Red, 7,5 ml Bitter Roger
Preparazione:
build
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
tumbler alto

Un’estate di crescita per il gelato artigianale italiano

gelato artigianale osservatorio Sigep
A dirlo l'Osservatorio Sigep World che prevede per questa estate un incremento delle vendite del 4% in tutta la Penisola che, con 600 milioni di porzioni vendute nel 2024, si conferma al primo posto in Europa. A raccontare i gusti di tendenza alcuni dei rinomati maestri gelatieri

Il gelato artigianale in Europa e in Italia ancora di più gode di ottima salute. A dirlo i numeri dell’Osservatorio Sigep World, che fotografa dati e tendenze nel settore della gelateria. Secondo l’Osservatorio, basato sui dati di Crest-Circana e dell’Associazione Italiana Gelatieri, lo scorso anno le vendite di gelato, pur a fronte di un leggero calo delle visite, -0,5%, sono aumentate del 2,1%, e ancora meglio si prospetta l’estate in corso.

L’Italia, dove le vendite hanno superato i 600 milioni di porzioni, si conferma al primo posto nei cinque mercati di riferimento, con un 26,4% del totale, davanti a Germania, 25,1%, Spagna, 20,6%, Francia e Gran Bretagna. Sempre nel 2024, il comparto del gelato artigianale ha registrato una crescita a valore tra lo 0,5% e l’1%, raggiungendo i 3 miliardi di fatturato, dai 2,9 miliardi del 2023, numero che emerge aggregando i dati di diverse fonti (Uif, Acomag, Confartigianato, Confesercenti, Fipe-Confcommercio, Demoskopika, Istat, Tci, Arpa).

«Cresce la propensione al consumo. In 4 visite su 100 i consumatori includono il gelato tra le loro scelte fuori casa – il commento di Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana –. Anche in un momento di incertezza gli europei non rinunciano a questa esperienza, offrendo opportunità e stimoli di crescita per tutta la filiera». Un trend positivo destinato a migliorare nell’estate in corso: l’Associazione Italiana Gelatieri prevede quest’estate un incremento delle vendite del 4% in tutta la Penisola.

La parola ai maestri gelatieri

Per capire quali tendenze traineranno la crescita del gelato artigianale, l’Osservatorio ha interrogato alcuni dei più rinomati maestri gelatieri della Penisola. «Tra le novità puntiamo su gusti come l’aronia, una bacca ricca di antiossidanti dal sapore simile al mirtillo, e la barbabietola che non alza l’indice glicemico», racconta Antonio Mezzalira, di Golosi di Natura a Piazzola sul Brenta (Padova). Un altro trend segnalato dal maestro è la differenziazione dei prezzi in base ai gusti: nella sua gelateria, per esempio, il gelato al prosecco ha un costo di 3 euro, a fronte dei 2,5 delle altre proposte.

Un ritorno ai gusti classici, a base di ingredienti semplici lavorati in modo artigianale, ma anche un forte interesse per gusti che includono biscotti e croccanti, in linea con la tendenza che vede la gelateria avvicinarsi sempre più alla pasticceria, è quanto nota Taila Semerano, della gelateria da Ciccio a Ostuni (Brindisi), incoronata nel 2024 al Sigep World di Rimini miglior gelatiere emergente dell’anno. La sua novità è la stracciatella inversa, con base al cioccolato fondente e scaglie di cioccolato bianco.

Sergio Colalucci, presidente del Gelato World Cup e proprietario della gelateria Colalucci a Nettuno (Roma) sottolinea l’importanza di avere un’offerta inclusiva e in linea con le nuove esigenze dei consumatori più orientate al benessere: gelati senza zuccheri aggiunti, 100% vegetali e privi di latte, lattosio e derivati. Due i suoi best seller del momento: un fondente al cioccolato arricchito da una salsina al Montepulciano d’Abruzzo, macerato nelle visciole e una crema gourmet, profumata alla vaniglia e arricchita da zest di limone e mandorlato di Colonia Veneta.

Da un lato, profili aromatici complessi e dolcezza bilanciata, dall’altro la valorizzazione degli ingredienti locali sono i principali trend individuati da Marco Ottaviani, titolare de Il Castello di Rimini. Trend ai quali il maestro gelatiere risponde, rispettivamente, con Vento d’Oro, che unisce zafferano, pistacchio e pepe Sichuan e il suo gelato alla Lavanda, Latte e Miele di Alta Montagna, a basso contenuto di zuccheri.

 

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