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Asia’s 50 Best Bars 2025: Bar Leone di nuovo sulla vetta

Nella cerimonia di Macao, Asia’s 50 Best Bars 2025 premia per il secondo anno consecutivo il bar di Hong Kong guidato da Lorenzo Antinori

Il Bar Leone di Hong Kong, esempio del bar all’italiana per eccellenza, conquista per il secondo anno consecutivo la vetta della classifica Asia’s 50 Best Bars 2025, annunciata ieri sera al Wynn Palace di Macao. Con la conferma del primo posto del Bar Leone di Lorenzo Antinori a Hong Kong per il secondo anno di seguito, l’Italia mantiene la sua posizione di rilievo nel panorama mondiale del bartending e sulla scena asiatica in particolare. Rimanendo sul podio, altre due grandi conferme. Al secondo posto troviamo lo Zest di Seoul, un bar rinomato per il suo impegno nella sostenibilità, che mantiene la sua posizione dal 2024 come Miglior Bar in Corea, sponsorizzato dal brand giamaicano Tia Maria. Il Jigger & Pony di Singapore (questo sponsorizzato da Torres Brandy) rimane al terzo posto, guadagnandosi il titolo di Miglior Bar di Singapore, grazie al suo mood di bar di quartiere all’interno di un hotel. Qui va anche segnalato che c’è l’italiano Saverio Casella, in veste di principal bartender.

Dando uno sguardo d’insieme, si nota che la lista del 2025 include indirizzi collocati in 20 città asiatiche e conta ben 20 new entry. Un particolare sottolineato da Emma Sleight, responsabile dei contenuti per gli Asia’s 50 Best Bars: « Con 20 new entry, il numero più alto degli ultimi anni, questa lista riflette lo spirito innovativo del mondo del bartending asiatico, offrendo esperienze di drink indimenticabili agli appassionati. Congratulazioni a Lorenzo Antinori e al team del Bar Leone, per aver mantenuto la posizione numero 1 e per aver offerto un’esperienza di ospitalità costantemente eccezionale, che porta un tocco di Roma a Hong Kong».

Oltre ai già citati Leone e Casella, fra i bartender italiani che si sono classificati fra i top player del “campionato” asiatico, troviamo anche Federico Balzarini, beverage manager dell’Argo di Hong Kong (11° posto); Silvio Daniele, general manager del Cosmo Pony di Giacarta (38° posto); Matteo Cadeddu, bar manager di Opium a Bangkok (43°); e, sempre a Bangkok, Marco Dongi del Bar Sathorn (48°). E, a proposito della capitale thailandese, Bangkok ha superato Singapore come capitale asiatica dei cocktail, vantando sette bar in classifica, guidati da Bar Us al 4° posto, nominato Miglior Bar in Thailandia (un risultato un po’ italiano anche questo, visto che è brandizzato Amaro Lucano).

Fra i premi speciali, da segnalare il riconoscimento Campari One to Watch, assegnato al Workshop14 di Hanoi, e il premio Michter’s Art of Hospitality, vinto dal Barc di Kathmandu. Tra i bartender premiati individualmente, Jay Khan del Coa Hong Kong ha ricevuto il Roku Industry Icon Award, mentre Andrew Ho dell’Hope & Sesame di Guangzhou ha vinto il premio Altos Bartender.

Concludiamo con un piccolo recap, per chi non conoscesse il Bar Leone: di proprietà e gestito da Lorenzo Antinori, che in passato ha militato in altri famosi locali come l’Argo di Hong Kong e il Dandelyan a Londra (oggi chiuso, incoronato Miglior Bar del Mondo nel 2018), il Bar Leone è rinomato per i suoi “cocktail popolari”. Il menu propone una selezione attentamente curata di cocktail classici con rivisitazioni delicate e intriganti, il tutto mantenendo la sua identità di bar di quartiere. Trae ispirazione dal quartiere romano di Trastevere, dove Antinori è cresciuto. Le pareti rivestite in legno del bar sono decorate con cimeli del calcio (di fede giallorossa) e poster d’epoca italiani, creando un’atmosfera nostalgica. Puntando su semplicità e coerenza, l’offerta del Bar Leone include drink come il Filthy Martini, preparato con salamoia di olive affumicate, e la loro specialità che ha fatto impazzire il pubblico asiatico: la focaccia alla mortadella. Il bar ha fatto anche un debutto impressionante nella lista dei 50 migliori bar del mondo nel 2024, raggiungendo il secondo posto. Staremo a vedere se confermerà o migliorerà il risultato nella classifica generale dei World’s 50 Best Bars, che verrà annunciata a Hong Kong l’8 ottobre 2025.

Asia’s 50 Best Bars 2025 - la lista completa da 1 a 50

1) Bar Leone - Hong Kong
2) Zest - Seoul
3) Jigger & Pony - Singapore
4) Bar Us - Bangkok
5) Dry Wave Cocktail Studio - Bangkok
6) Bar Cham - Seoul
7) Hope & Sesame - Guangzhou
8) Lair New - New Delhi
9) Bar Benfiddich - Tokyo
10) Penrose - Kuala Lumpur
11) Argo - Hong Kong
12) Modernhaus - Giacarta
13) Alice - Seoul
14) Smoke & Bitters - Hiriketiya
15) Three X Co - Kuala Lumpur
16) CMYK - Changsha
17) Coa - Hong Kong
18) Virtù - Tokyo
19) BKK Social Club - Bangkok
20) Vender - Taichung
21) MO Bar Shenzhen - Shenzhen
22) The St. Regis Bar - Giacarta
23) Offtrack - Singapore
24) Nutmeg & Clove - Singapore
25) Yakoboku - Kumamoto
26) G.O.D - Bangkok
27) Penicillin - Hong Kong
28) Soka - Bengaluru
29) Vesper - Bangkok
30) Boilermaker - Goa
31) ZLB23 - Bengaluru
32) The Savory Project - Hong Kong
33) Gokan - Hong Kong
34) Carrots Bar - Giacarta
35) Barc - Kathmandu
36) Punch Room Tokyo - Tokyo
37) Bar Spirit Forward - Bengaluru
38) Cosmo Pony - Giacarta
39) Bar Trigona - Kuala Lumpur
40) The Public House - Taipei
41) To Infinity & Beyond - Taipei
42) Moonrock - Tainan
43) Opium - Bangkok
44) Cat Bite Club - Singapore
45) Native - Singapore
46) Lamp Bar - Nara
47) Reka - Kuala Lumpur
48) Bar Sathorn - Bangkok
49) Bar Libre - Tokyo
50) Le Chamber - Seoul

Artisans of Taste: torna la competition Diplomático tra creatività e formazione

Artisans of Taste Diplomatico
In partenza a novembre la quarta edizione del concorso promosso dal rum super premium del Venezuela. In attesa della gara, un programma di eventi esclusivi in tre città italiane guiderà 45 bartender selezionati in un percorso tra artigianalità, sostenibilità, cioccolato e incontri con ospiti internazionali

Prenderà il via in autunno la nuova edizione, la quarta, di Artisans of Taste, la mixology competition di Rum Diplomático. In attesa dell’apertura delle iscrizioni, a novembre, il rum super premium del Venezuela ha messo a punto un programma di appuntamenti dedicati ai professionisti della miscelazione, in linea con lo spirito del contest che, oltre che una classica gara, punta a valorizzare il talento e la passione dei bartender, offrendo loro un vero e proprio percorso di crescita, confronto e creatività.

La nuova edizione di Artisans of Taste

Il primo degli appuntamenti è andato in scena a Milano, presso il cocktail bar Salmon Guru, con la presentazione ufficiale del progetto di Artisans of Taste, al quale ha preso parte Marco Giovani, vincitore dell’ultima edizione del concorso (leggi Artisans of Taste 2023: trionfa Marco Giovani dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia).

Concorso che quest’anno sfida i bartender a dare sfogo alla propria creatività e immaginazione nell’ideazione di ricette originali e twist particolari che valorizzino al massimo le caratteristiche di Diplomático Reserva Exclusiva. Il tutto rispettando i tre pilastri della competizione: artigianalità, comunità e sostenibilità, e creatività, valori al centro del marchio Rum Diplomático. Pilastri ai quali, novità di questa edizione, si aggiunge la valorizzazione del cioccolato come ingrediente cardine della ricetta.

Per quanto riguarda l’Italia, tra tutte le ricette presentate ne verranno selezionate 20 e, tra gli autori di queste verranno scelti i 10 concorrenti che parteciperanno alla finale nazionale, che si terrà il prossimo febbraio. Il vincitore si aggiudicherà un viaggio di 6 giorni in Sud America insieme ai vincitori degli altri Paesi in gara.

Le giornate educational

Il secondo ciclo di appuntamenti è invece in programma tra settembre e ottobre e consiste in una serie di giornate educational. Si tratta di tre eventi in tre diverse date, che toccheranno Milano, Roma e Bari, riservate solo a 45 bartender selezionati su invito (le location e le date sono in definizione). I professionisti parteciperanno a masterclass con ospiti internazionali, tra i quali il team del Salmon Guru a Milano e di Limantour di Città del Messico a Bari, locali entrambi nella classifica di The World's 50 Best Bars. Ma non solo, perché tra le attività in programma ci sono anche laboratori dedicati all’artigianalità, con ospite Barbisio, storico marchio artigianale di cappelli, alla sostenibilità, con un’attività di foraging con l’esperta Valeria Margherita Mosca, e al mondo del cioccolato, con i maestri della cioccolateria Viganotti, e momenti di scambio tra professionisti del settore.

Ampi cresce: cinque nuovi Maestri e una novità per i giovani

AMPI Juniores
Il presidente Ampi Salvatore De Riso con giovani pasticceri del gruppo Ampi Juniores
Con l'ingresso dei nuovi professionisti dell'arte dolce sale al 64 il numero dei Maestri dell'Accademia. Che presenta il nuovo gruppo Ampi Juniores, composto da 8 giovani talenti selezionati dal progetto Ampi Giovani

Si amplia la famiglia Ampi, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Sono cinque i professionisti dell’arte dolce proclamati ufficialmente Maestri Ampi, dopo aver superato la sessione di esame all’inizio di luglio. Esame che ha rappresentato l’atto conclusivo di un rigoroso percorso di selezione condotto dalla Commissione tecnica, che ha incluso anche visite a sorpresa nei luoghi di lavoro da parte di alcuni accademici.

I nuovi Maestri Ampi provengono da diverse regioni d’Italia e sono: Nicolò Antoniazzi della Pasticceria Antoniazzi di Mantova, Michele Cannavacciuolo, pastry chef di La Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli), Elisabetta Filonzi, consulente da Cagliari, Gianni Lombardi della Pasticceria Lombardi di Osimo (Ancona), e Domenico Spadafora di Spadafora Dessert da Pavia.

Una crescita che rafforza i valori

Il loro ingresso porta a 64 il numero dei professionisti attivi a livello nazionale e internazionale che fanno parte dell’Accademia. Soddisfazione per questo arricchimento è stata espressa dal presidente Ampi, Salvatore De Riso, che ha sottolineato come l’ingresso dei nuovi Maestri costituisca un’espansione del nucleo dell’Accademia, che porta idee fresche e ne rafforza i valori. «Questi nuovi membri portano con sé approcci unici e prospettive stimolanti, creando un terreno fertile per il confronto e la crescita collettiva. Il valore del dialogo tra colleghi, ognuno con il proprio bagaglio di conoscenze e stile, è ciò che rende la nostra realtà così vivace e dinamica – ha commentato Del Riso -. È questa continua contaminazione di talenti e metodi che fa di Ampi un punto di riferimento per la pasticceria italiana d’eccellenza».

Nasce Ampi Juniores

Ma nel processo di espansione ed evoluzione c’è anche una bella novità che riguarda i giovani: la nascita di Ampi Juniores, un gruppo composto da otto giovani professionisti selezionati tra i partecipanti del primo biennio di Ampi Giovani, concluso all’inizio di quest’anno, il progetto dedicato alle nuove leve della pasticceria italiana.

Gli otto talenti sono: Giacomo Fabro di GF Pastry di Rivignano Teor (Udine), Enrico Lago della Pasticceria Graziati di Padova e Giovanni Giordano di Giovanni Giordano Pastry di Mercato San Severino (Salerno), per la categoria pasticceri; Francesco De Padova del Santa Elisabetta Restaurant di Firenze, Leonardo Sperati, Federico Marrone del Ristorante Da Lincosta de L’Aquila e Gerardo Donnarumma dell’Hotel Ambasciatori di Sorrento (Napoli), per la categoria pastry chef; e Andrea Marzo di Buttigliera Alta (Torino) per la categoria consulenti.

Nei prossimi due anni parteciperanno ai simposi tecnici e pubblici, eventi e percorsi di formazione organizzati dall’Accademia e, al termine di questo periodo, potranno sostenere l’esame per diventare Maestri Ampi a tutti gli effetti.

«Ampi Giovani è stata una scommessa coraggiosa che stiamo vincendo tutti insieme. È un progetto di investimento sulle giovani leve della pasticceria del domani che però parte da oggi – ha commentato Armando Palmieri, consigliere Ampi e coordinatore del progetto -. Questi ragazzi non solo possiedono talento, creatività e una visione contemporanea della pasticceria, ma dimostrano anche un impegno costante e una professionalità già molto elevata. Vedere che credono nel progetto e desiderano continuare a crescere all’interno dell’Accademia è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa nuova fase rappresenta un’occasione preziosa di sviluppo e conferma il valore del lavoro che Ampi sta portando avanti con le nuove generazioni».

Collezione di riconoscimenti per Limoncè Aperitivo alla Siciliana

Limoncè Aperitivo concorsi
A pochi mesi dal lancio, l'ultimo nato del marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia ha conquistato sei rinoscimenti internazionali, tra ori, argenti e bronzi, in altrettanti concorsi mondiali

A pochi mesi dal debutto, lo scorso marzo, Limoncè Aperitivo alla Siciliana, l’ultimo nato di casa Limoncè (leggi Nuovo look per Limoncè che punta anche all’aperitivo con Limoncè Aperitivo), il marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia, ha già fatto una ricca collezione di riconoscimenti internazionali. Sono ben sei, tra ori, argenti e bronzi, quelli conquistati dal nuovo prodotto in altrettanti concorsi mondiali di settore.

Si comincia con la medaglia d’oro ottenuta ai Bartender Spirits Awards, concorso americano, dove i prodotti destinati al mercato fuori casa Usa vengono valutati da una giuria composta da bartender, bar manager e buyer del settore di tutto il Paese.

Si prosegue con le tre medaglie d’argento conquistate alla London Spirits Competition, alla Berlin International Spirits Competition e ai World Liqueur Awards. A questi si aggiungono il bronzo ottenuto all’International Wine and Spirit Competition e gli 87 punti assegnatigli al Meininger's International Spirits Awards – Isw.

Fresco, leggero, naturale

Una bella collezione di premi che testimonia l’apprezzamento della critica internazionale per la qualità di Limoncè Aperitivo alla Siciliana, il suo gusto fresco, naturale e intensamente agrumato, in un perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, e la sua consistenza morbida e piacevolmente vellutata. Caratteristiche che il prodotto deve alla sua formula, a base di limoni Femminello di Sicilia, raccolti a mano nel momento ideale di maturazione, dei quali si utilizzano sia gli olii essenziali delle scorze sia il succo, senza impiego di aromi e coloranti artificiali.

Una formula che, unita alla gradazione alcolica contenuta (alc 14,8% in vol), e al ridotto contenuto di zuccheri, lo rendono un’opzione più leggera e moderna rispetto agli aperitivi tradizionali e molto versatile anche in miscelazione. Un esempio delle possibilità offerte ai bartender è Limoncè Spritz, signature del marchio, da preparare miscelando due parti Limoncè Aperitivo con tre parti di prosecco e una parte di soda, completando il drink con una fettina di limone.

Così come altrettanto apprezzato dalle giurie il design della bottiglia, capace di comunicare e valorizzare la freschezza e la naturalità del prodotto.

 

Distilleria Nardini acquisisce Domenis 1898 e si rafforza nel segmento premium

Nardini Michele Viscidi
Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini
Matrimonio nel segno della grappa di alta qualità, e non solo, tra le due storiche realtà. Un'operazione con la quale Nardini amplia l’offerta rivolta al consumatore di fascia alta e rafforza la sua presenza nel canale on trade

Distilleria Nardini segna un altro a punto nella sua strategia di crescita nel segmento premium. Lo ha fatto con un importante colpo di mercato, acquisendo Domenis 1898, storica realtà friulana nota per la qualità dei suoi distillati e il radicamento nel territorio. Valori che accumunano le due aziende e alla base dell’operazione, della quale non è stato rivelato il valore.

L’acquisizione permette a Nardini di consolidare la sua posizione nel segmento premium, completando la sua offerta con una proposta coerente e fortemente identitaria, e di valorizzare ulteriormente la cultura della grappa di eccellenza, prodotto iconico di entrambe le aziende. In particolare, consente di ampliare l’offerta rivolta al consumatore di fascia alta, attraverso un marchio apprezzato per qualità e riconoscibilità, come Storica Nera, la grappa giovane di alta gamma (alc 50% in vol) tra le punte di diamante della distilleria.

«Per la nostra famiglia, la grappa è prima di tutto una scelta di vita – ha commentato Angelo Nardini, presidente di Nardini Holding, in una nota che annuncia l’acquisizione -. L’ingresso di Domenis 1898 rafforza ciò che da sempre consideriamo essenziale: la produzione, la cultura del distillato e l’impegno a portare avanti una tradizione di qualità».

Più forti nell'on trade

Allo stesso tempo, l’operazione permetterà di rafforzare la presenza del gruppo nel canale on trade, storicamente presidiato da Domenis, attivando sinergie organizzative capaci di generare valore. L’entrata di Domenis 1898 nel gruppo Nardini infatti porta in dote un portafoglio di prodotti arricchitosi nel tempo per coprire ogni esigenza del canale in fatto di spirit e che dal tipico distillato italiano, suo storico fiore all’occhiello, spazia a liquori, gin, bitter, vermouth, creme, con una linea completa per la miscelazione che guarda anche alle nuove tendenze del no e low alcohol, come Domaz, un amaro alcohol free dal ricco profilo organolettico.

Un piano di investimenti per valorizzare Domenis

Ma l’operazione ha anche un’importante valenza industriale. Obiettivo di Nardini è infatti di valorizzare Domenis senza snaturarne l’identità. A questo scopo, la produzione resterà a Cividale del Friuli, storica sede di Domenis 1898, nel rispetto delle radici territoriali e delle tecniche tradizionali che caratterizzano la distilleria, a partire dall’uso esclusivo di vinaccia friulana e dell’impianto a caldaiette. Un percorso di sviluppo che Nardini accompagnerà con investimenti mirati per rendere lo stabilimento ancora più efficiente e sostenibile, garantendo continuità, qualità produttiva e l’impiego di manodopera locale.

«Con questa operazione, Distilleria Nardini conferma il proprio impegno a promuovere un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla tradizione e su un legame profondo con i territori – ha commentato in una nota che annuncia l’acquisizione Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini -. Grazie alla forza commerciale e distributiva di Domenis, la presenza del gruppo Nardini nel canale fuori casa si rafforzerà in modo decisivo con un’offerta ancora più completa e mirata e sono già in fase di sviluppo soluzioni che permetteranno di ottimizzare la distribuzione, con vantaggi reciproci in termini di efficienza e presidio del mercato».

Red Bull Cliff Diving World Series: pienone a Polignano, tra tuffi mozzafiato e cocktail

Red Bull Cliff Diving World Series 2025
Oltre 35.000 persone hanno assistito alla tappa italiana della competizione di tuffi da grandi altezze targato Red Bull. Vincono Rhiannan Iffland e Carlos Gimeno. Ad arricchire l’esperienza degli ospiti la drink list di Daniele Gentili

Le Red Bull Cliff Diving World Series soffiano sulle sedici candeline di vita e continuano a dimostrare la loro travolgente freschezza pur rimanendo radicate in uno dei luoghi più ricchi di fascino e storia del nostro Paese: è stata infatti la dodicesima edizione svoltasi presso la Lama Monachile di Polignano (in passato in Italia si era svolta per un paio d'anni al castello di Malcesine, sul Lago di Garda), la stupenda apertura di sabbia e mare blu che caratterizza il borgo pugliese, terra natìa di Domenico Modugno.

Sedici anni e la solfa sembra non cambiare da un po’: l’ormai irraggiungibile australiana Rhiannan Iffland, già sei volte campionessa mondiale, ha trionfato per la nona volta in carriera con un punteggio complessivo di 341.60 (piattaforma da 21 metri). Secondo posto per la canadese Simone Leathead (333.00) e terza la statunitense Lisa Faulkner (299.85). Tra gli uomini, dai 27 metri, successo per lo spagnolo Carlos Gimeno con 403.45 punti, davanti al francese Gary Hunt (365.30 punti) e al messicano Jonathan Paredes (365.05 punti). Entrambi quarti i due italiani in gara, Elisa Cosetti e Andrea Barnaba.

Per le stradine del centro storico, sotto l’Arco Marchesale fino alla passeggiata a picco sul mare: un bagno di folla per la competizione tutta, con 35.000 visitatori nel weekend a riempire gli spazi che Red Bull ha approntato per l’evento: confermati i nove punti bar sparpagliati per le terrazze e gli spazi limitrofi alla scogliera, dalla tenda ragno a ridosso del lungomare, passando ai chioschi perfettamente incastonati nelle scogliere a ridosso della spiaggia e della stazione di salto, fino al punto più alto di Polignano a Mare, la terrazza dell'albergo Covo dei Saraceni, allestita sia al piano terra che al quarto piano: forse la visuale più privilegiata per le evoluzioni dei tuffatori, che al picco delle loro performance raggiungono addirittura gli 85 km/h di velocità.

Le proposte mixology di Daniele Gentili

Fresca, immediata e leggera la miscelazione adottata dal brand ambassador Daniele Gentili per arricchire le esperienze degli ospiti in ciascuna delle aree di accoglienza: soluzioni analcoliche come Zero&Fresh (limone, orzata, menta, ORGANICS Bitter Lemon), Stay Tropical (ananas, cocco, limone, Red Bull Pink Edition sugarfree), Fresco E Tonico  (limone, fragola, menta, ORGANICS Tonic Water) e Palomino (pompelmo, zucchero, sale, Red Bull Energy Drink), oppure le ricette light per un consumo senza impegno come Peach Paloma (tequila, pompelmo, ORGANICS Fizzy Peach) e Special Spritz (Aperol, Prosecco, ORGANICS Black Orange).

Fino alla partnership con Pernod-Ricard studiata appositamente per l’evento, che ha visto in carta cocktail come Gin’O’tonic (Beefeater Dry Gin, ORGANICS Tonic Water), Old-New Pal (Altos Plata Tequila, agave, succo arancia BIO 100%, ORGANICS Bitter Lemon), B&B (Bumbu Rum, orzata, limone, menta, ORGANICS Black Orange), Bacaro Magico (Del Maguey VIDA, succo pompelmo rosa, sciroppo di lamponi, ORGANICS Fizzy Peach), L’Irlandese Volante (Jameson Original Irish Whiskey, Angostura bitter, sciroppo al sambuco, ORGANICS Ginger Beer), Vodka Red Bull (Absolut Vodka, Red Bull Energy Drink).

Prossimo appuntamento a inizio settembre a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, dove gli atleti si tufferanno dallo storico ponte Stari Most, simbolo della città e luogo in cui la tradizione dei tuffi è viva da secoli.

Tre mesi di celebrazioni per gli 80 anni di Molinari

La storica azienda Molinari festeggia l’80° anniversario con una tre mesi di eventi in locali selezionati e una cocktail competition a ottobre

Il modo migliore per festeggiare gli 80 anni di un celebre marchio della miscelazione? Affidare ai professionisti del bar le celebrazioni, lasciando a loro carta bianca sul modo e sulla drink list e facendolo diventare un concorso. È questa l’idea di Molinari, che in occasione dell’80° anniversario ha lanciato un'iniziativa di respiro internazionale, coinvolgendo una serie di bar selezionati in Italia e all’estero (circa una ventina quelli italiani), scelti per la loro affinità con i valori del brand. Il progetto prevede una serie di serate celebrative, pensate per valorizzare l’heritage di Molinari, azienda familiare fondata nel 1945 da Angelo Molinari e diventata icona di italianità, grazie alla ricetta della sambuca Molinari Extra.

In altre parole, tre mesi ininterrotti di celebrazioni, durante le quali i locali partecipanti, selezionati nelle città di Milano, Bologna, Roma e Napoli, saranno protagonisti di eventi, che si svolgeranno fra luglio e settembre. Obiettivo: esaltare l’identità del marchio attraverso i cocktail originali con Molinari, format creativi con musica e atmosfere in linea con i valori del brand, momenti di condivisione.

I bartender dei locali che hanno realizzato le migliori celebrazioni italiane accederanno alla fase finale, insieme ai finalisti internazionali, con una cocktail competition che si svolgerà Roma. L’evento conclusivo si terrà alla fine di ottobre presso l’AcquaRoof Terrazza Molinari di Roma. Qui, i bartender selezionati presenteranno, davanti a esperti di fama internazionale, il proprio cocktail signature Molinari. Chi avrà saputo interpretare al meglio, in un solo drink, la storia, lo stile e il gusto inconfondibile del brand, si aggiudicherà un’esperienza pensata ad hoc per celebrare la sua creazione.

Tonic Basil & Sicilian Lemon la new entry di Schweppes Selection

Schweppes Selection Marc Alvarez
La freschezza delicata del basilico incontra il gusto vibrante dei limoni di Sicilia nella nuova arrivata, creata con Marc Álvarez della linea Schweppes dedicata alla mixology

C’è una nuova arrivata per Schweppes Selection, linea premium dedicata alla mixology iconico marchio nel mondo dei sodati (leggi Schweppes Selection alla prova di sei super bartender). La new entry Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon e porta una firma d’eccezione: è stata infatti realizzata con la collaborazione di Marc Álvarez, proprietario con Simone Caporale del Sips di Barcellona, locale al terzo posto nella classifica dei 50 World’s Best 2024 e al primo nel 2023.

Realizzata, come tutta la gamma, con materie prime ricercate e accuratamente selezionate, la sua formula ha come protagonisti i limoni di Sicilia, rinomati famosi per la loro qualità e la capacità di esaltare i sapori con una nota fresca e vibrante, che incontrano l'altre protagonista, il sapore del basilico, delicato ma lievemente pepato dall’aroma fresco, erbaceo e leggermente dolce, in una perfetta fusione dal deciso carattere mediterraneo.

Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon okPer esaltare al meglio le caratteristiche della nuova referenza Álvarez ha inoltre creato due ricette di cocktail pensate ad hoc: il Fizzy Basil Smash, dove le delicate note amare Tonic Basil & Sicilian Lemon valorizzano il gin, e il Verd, drink che va incontro alla crescente domanda di proposte a basso tasso alcolico, dove la freschezza della nuova tonica si sposa a meraviglia con liquore al mandarino, dry vermouth, sale e miele bianco (in calce all’articolo le ricette complete dei due cocktail).

La linea Schweppes Selection

La nuova arrivata va ad arricchire la gamma Schweppes Selection, che conta già sei referenze, tutte in bottiglia di vetro da 20 cl e distribuite in Italia, come tutta l’offerta del marchio, da San Benedetto: Lemon & Quinine, White Peach & Elderflower, Tonic & Touch of Lime, Ginger Ale, Ginger Beer & Chili e Schweppes Selection Soda Water.

Una gamma creata con la consulenza di bartender internazionali e studiata per affiancare i professionisti nella creazione di cocktail, che siano classici, nuove creazioni o che seguono i trend del low e no alcol. A caratterizzarla, la particolare attenzione nella scelta delle materie prime, solo di alta qualità, e un esclusivo processo di doppia macerazione, pensato per esaltare al massimo le note aromatiche di ogni ingrediente. A questo si unisce la carbonatazione di Schweppes che permette di avere una bolla più ampia e persistente, capace di esaltare il drink e mantenere un gusto intenso fino all’ultimo sorso.

Le ricette di Marc Álvarez

Fizzy Basil Smash

Fizzy Basil Smash
Ingredienti:
6 cl gin, 20 cl Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon, 10 foglie di basilico
Preparazione:
mettere le foglie di basilico nel bicchiere e versare il gin. Schiacciare fino a ottenere un liquido verde, poi filtrare e versare il contenuto nel bicchiere. Infine, versare la Schweppes Selection
Guarnizione:
2 foglie di basilico
Bicchiere:
highball

Verd

Verd
Ingredienti:
liquore al mandarino, dry vermouth, sale, miele bianco, 20 cl Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon
Preparazione:
spennellare il bordo del bicchiere con miele bianco e poi cospargerlo con sale. Versare il vermouth e poi il liquore al mandarino, chiudere con Schweppes Selection Tonic Basil & Sicilian Lemon
Bicchiere:
calice

Officina Milano festeggia il compleanno di Cachaça Blu

Grande festa a Officina Milano per il compleanno delle tre Artisanal Cachaça Blu create dall'imprenditrice italo-brasiliana Malu Timoni. Oltre alla blanca Pura, le dorade Carvalho e Amburana sono appositamente maturate in botti di legno brasiliano.

Il tour europeo di Cachaça Blu intrapreso da Malu Timoni, creatrice e imprenditrice del marchio, per il suo primo compleanno ha fatto tappa al lounge bar Officina Milano con una serata tropicale e travolgente che ha visto la partecipazione di otto head bartender italiani.

Nato nel 2022 per merito della imprenditrice italo-brasiliana Malu (Maria Luisa) Timoni, il progetto Cachaça Blu ha fatto il suo debutto pubblico l'anno scorso a Firenze con tre specialità: Artisanal Cachaça Blu Pura, Artisanal Cachaça Blu Carvalho e Artisanal Cachaça Blu Amburana.

«Grazie all'esperienza sviluppata in aziende internazionali del beverage - precisa Malu Timoni - ho notato che nel settore del distillato brasiliano di canna da zucchero mancavano delle proposte originali. Così ho cominciato a visitare in Brasile diverse distillerie artigianali, trovando nello stato di Minas Geiras, nel sud est del Brasile, l'interlocutore giusto, insieme al quale ho messo a punto tre tipologie con una gradazione di 39% alc, in bottiglie 70 cl. Oltre alla classica versione "blanca" come Cachaça Blu Pura, ho provato a far maturare il distillato in botti di legno realizzati con legni brasiliani. Così sono nate le due varianti Carvalho e Amburana. Grazie al legno di rovere Carvalho, il distillato presenta un colore dorato con note di vaniglia, caramello, cocco e anice che ben si abbinano a pietanze o stuzzichini per cocktail di carne e pesce arrosto, fritture di verdure o dessert ai frutti rossi. Diversamente il distillato maturato in botti realizzate con legno Amburana (famiglia del ciliegio), esprimono note decise di cannella, miele e vaniglia e ben si abbina a pietanze o stuzzichini per cocktail a base di carne di maiale, formaggi erborinati e molluschi come cappesante e ostriche».

I tre distillati Artisanal Cachaça Blu sono ricavati da puro succo di canna da zucchero dello stato di Minas Geiras che viene filtrato, fatto fermentare spontaneamente per 24 h, quindi distillato in piccoli lotti in alambicchi di rame, quindi messo a riposo per un minimo di sei mesi in serbatoi di acciaio inox.
Mentre Cachaça Blu Pura (versione blanco) può essere messo in vendita direttamente, Cachaça Blu Carvalho viene affinato in botti di rovere, Cachaça Blu Amburana è fatta maturare nelle relative botti di legno (di ciliegio).

A testare le potenzialità delle tre varianti di Cachaça Blu, Malu Timoni ha chiamato a raccolta otto tra gli head bartender italiani più creativi, insieme al distributore nazionale Andrea Onesti di OnestiGroup che rifornisce già con queste innovative cachaça oltre una cinquantina di top cocktail bar in tutta Italia.
Prossima tappa? Il mercato Usa.

Le creazioni degli head bartender italiani

Così di fronte a un pubblico di esigenti degustatori professionali, suddivisi in batterie da tre, hanno fornito prova delle proprie abilità:
Ginevra Gabbrielli di Raaro Sips & Bites di Firenze ha stupito tutti con Blu Paloma a base di Cachaça Blu Pura infusa al Butterfly Pea Tea, Cachaça Blu Amburana, soda al pompelmo rosa, lime, dolcificante panela e pepe rosa.

Riccardo Cammi & Gianluca Tuzzi di Dirty di Milano hanno messo a punto Chapado con Cachaça Blu Pura, lemongrass & zenzero, nocciola e lime.

Lapo Scacciati di Le Serre Torrigiani di Firenze (recente tappa di Baritalia by Bargiornale) ha creato Saboroso (di nome e di fatto) con Cachaça Blu Amburana, liquore agli agrumi mix,lime, zucchero e soda all'ananas.

Simone Rancati di Elettrauto Cadore di Milano ha proposto Tropic Thunder, long drink fresco e leggermente amaro a base di Cachaça Blu Pura, cordiale di pompelmo & lime, Campari aromatizzato al passion fruit e agrumi.

Mirko Maurello di Giacosa 1815 di Firenze ha presentato Shake Not Stirred, twist del Vesper Martini in coppetta Nick & Nora con Cachaça Blu Puro & Amburana al posto del gin, umami e speziato.

Edris Al Malat di Dry di Milano ha scommesso su Il Fenomeno con Cachaça Blu Pura, Sherry Fino, citrus sherbet, succo di lime.

Edoardo Sandri di Atrium Bar di Four Seasons Hotel Florence di Firenze ha firmato Parabéns, gimlet deciso e floreale con Cachaça Blu Amburana, distillato di pesca bianca, Bitter Aoperitivo e salamoia di fragola.

Cristian Lodi di Milord di Milano ha creato Rabo de Galo con Cachaça Blu Pura, Cynar e Vermouth Rosso del Professore.

Non poteva mancare il contributo dei bartender di Officina Milano

Raffaele Manetti ha miscelato Tonico con Cachaça Blu Carvalho, cordial al tamarindo e mango, tonica e Martini Ambrato.

Esteban Cinardi ha servito Na Praia con Cachaça Blu Pura, burro di arachidi, cannella, succo di ananas e crema di avocado.

Davide Corazza ha creato Batida Moderna con Cachaça Blu Carvalho infusa con cascara (buccia della ciliegia di caffè), caffè espresso, crema di banana e cocco.

Filippo Cellini si è esibito con Melancia con Cachaça Blu Amburana, cordial all'anguria, miere, zenzero e Sherry Fino.

Cynar Spritz di nuovo in campo con il Venezia Fc

Cynar Spritz e Venezia Fc
L’aperitivo all’estratto di carciofo consolida la collaborazione con la squadra lagunare della quale sarà main sponsor anche per la stagione 2025/2026

Anche la prossima stagione sarà a tutto Cynar Spritz per il Venezia Fc. L’aperitivo a base di Cynar, l’iconico liquore all'estratto di carciofo dal 1995 parte di Campari Group, prosecco e soda, sarà ancora il main sponsor della squadra lagunare, impegnata nel campionato di Serie B, e il suo logo campeggerà sul fronte delle divise ufficiali del team. Club e tifosi potranno dunque contare su un potente antidoto contro “il logorio della vita moderna”, in una stagione, quella 2025/2026, che li vedrà in lotta per il ritorno nel massimo campionato italiano.

Il rinnovo della partnership rafforza la sinergia tra i due brand, legata al territorio e nata sulla condivisione di valori e obiettivi, quali le comuni radici venete, spirito indipendente e visione internazionale, attenzione al lifestyle e alle nuove generazioni, accento sull’importanza della socializzazione e della comunità. Una collaborazione che rappresenta un elemento strategico nella crescita del Club.

Due nuove capsule collection in arrivo

In qualità di sponsor principale, Cynar Spritz accompagnerà il Venezia Fc durante alcuni momenti ufficiali della stagione, a cominciare dal ritiro estivo, a Falcade (Belluno), dove la squadra si troverà per la preparazione tecnica e atletica in vista delle fatiche del campionato.

Per la stagione 2025/2026 sono inoltre previste due nuove lifestyle capsule collection, espressione dell’estetica condivisa tra il Club e il marchio. Due nuovi lanci che puntano a bissare il successo della prima edizione, lanciata la scorsa stagione e disegnata da Simone Furlan, in arte Sifu, stylist, art director e direttore creativo di Cynar, che ha proposto capi homewear e accessori per la casa, in una perfetta fusione dell’identità dei due brand, e molto apprezzata dalla comunità dei tifosi (leggi La capsule collection di Cynar e Venezia Fc contro il logorio della vita moderna).

Celebrare la convivialità della tradizione dell'aperitivo veneto

«Siamo felici di confermare il nostro legame tra Cynar Spritz e il Venezia Fc – ha commentato in una nota Alberto Ponchio, senior marketing director Campari Group –. Una collaborazione autentica che, anche quest’anno, celebrerà la convivialità tipica della tradizione dell'aperitivo veneto, divenuto nel tempo un rituale noto e apprezzato in tutto il mondo».

Non meno soddisfatto Tancredi Vitale, managing director di Venezia Fc. «Questa collaborazione rappresenta per noi un importante tassello nel percorso di consolidamento del Club - ha dichiarato – Lavorare con marchi di alto profilo e affinità valoriale ci consente di sviluppare un progetto a lungo termine credibile, radicato nel territorio, ma con ambizione globale. Insieme continueremo a portare avanti una narrazione contemporanea e distintiva, dentro e fuori dal campo».

Un brindisi a stelle e strisce per la Tito’s Handmade Vodka

Da vodka artigianale, di origini texane, a distillato di successo: la Tito’s Vodka è un esempio di sogno americano e di impegno nel sociale

Pochi sanno che la seconda vodka premium più venduta al mondo non proviene dall’Europa dell’Est, bensì dagli States, più precisamente dal Texas. È Tito’s Handmade, che in Italia è distribuita da Velier, e che vanta dal 2021 anche il primato di distillato più venduto in assoluto negli Usa. Fatta questa premessa, non stupisce, quindi, che sia stata la protagonista di una festa a tema “Stars And Stripes”, in occasione del 4 Luglio, la festa dell’Indipendenza americana. La festa si è svolta sulla spettacolare terrazza del Cielo Bar all’Hotel de la Ville, a Roma, miscelando lusso e sogno americano.

La storia di Tito’s è emblematica: nasce quasi per caso nel 1997 quando Bert “Tito” Beveridge da Austin, in Texas, dopo la fine del suo matrimonio, decide di dare una svolta alla sua vita da geofisico, seguendo la sua passione per la distillazione e fa bingo! Quasi un moonshine della vodka, che ha preso le mosse da un alambicco costruito a mano, per poi diventare una vodka artigianale di successo.

«Quando ho iniziato a rappresentare Tito’s Handmade Vodka in Italia - racconta Mattia Cilia brand ambassador Tito’s in Italia -, ho capito fin da subito che non si trattava di una semplice vodka artigianale, ma di un vero e proprio movement, nato dall'idea di un uomo che ha avuto il coraggio di fare le cose in modo diverso, con sincerità, passione e una visione ben chiara. Creare una vodka artigianale di altissima qualità, fatta a partire dal mais e distillata in piccoli lotti con metodo pot still, proprio come si fa con i grandi whisky».

Dal gusto morbido e autentico Tito’s Handmade è incredibilmente versatile in miscelazione. Utilizzata per il Vodka Tonic, è l’ingrediente perfetto anche per il Bloody Mary del brunch domenicale o per il Vodka Martini con oliva o zest di limone del dopolavoro newyorkese. Nei nostri assaggi romani, Simone di Serio, director of mixology di Cielo Bar dell’Hotel de la Ville, ha declinato questo distillato in una drink list a tema anni Ottanta, con signature speciali per la serata: White Disco (con Tito’s, Strucchi vermouth dry e Strucchi bitter bianco, orange bitter); Born To Be Alive and Dirty (con Tito’s, Strucchi vermouth dry, olive brine e acqua tonica); Stayin Alive (con Tito’s, limone, succo di pomodoro affumicato); Supernature (con Tito’s, cordial di ananas e lime, Jasmine Kombucha); Gimme! Gimme! Gimme! (con Tito’s, Nixta liquore messicano di mais, sciroppo di zenzero e succo di lime).

Altro punto a favore della Tito’s Handmade è che è una vodka impegnata nel campo del volontariato attivo: dalle campagne charity rivolte agli animali, ai progetti rivolti al prossimo. «Uno degli aspetti che più mi rende orgoglioso di rappresentare questo brand - sostiene Cilia - è il suo forte impegno nel sociale, che nasce spontaneamente, prima ancora che per strategia. Oltre al “Vodka for Dog People” nel 2015 è nato infatti anche “Love, Tito’s”, il programma di responsabilità sociale con cui sosteniamo migliaia di realtà no-profit in tutto il mondo, l’empowerment femminile, la tutela dell’ambientale, l’inclusione e il supporto alle comunità locali».

Il giro del mondo di Griso, nuovo successo a Hong Kong

Antonio Biscotti controlla la tostatura del caffè a Hong Kong
La Torrefazione di Seveso (Monza Brianza) allarga il suo raggio di azione. Grande l’impegno e la determinazione dei suoi titolari.

«Devo davvero dire grazie al chicco di caffè, che mi ha permesso di girare il mondo e di avere tante soddisfazioni»: così apre la sua chiacchierata sulle novità di Griso Torrefazione di Seveso (Monza Brianza) Antonio Biscotti, contitolare dell’attività con Claudia Balzan. In realtà l’arrivo ad Hong Kong risale a qualche anno fa; tra i numerosi problemi che il covid aveva portato con sé c’era stato anche un aumento dei costi dei trasporti e spedire mille chili di caffè ogni mese nel Sud-Est della Cina risultava troppo costoso; così, è stata creata una società insieme a due collaboratori locali ed è stato messo a punto il Griso Lab, un laboratorio di tostatura con una macchina da 12 chili e le apparecchiature necessarie per il controllo del verde e del tostato, con cui vengono serviti i 4 locali Griso di Hong Kong e i 2 in terra cinese, a Wenzhou. 

«Per tostare ho una macchina cinese - spiega Biscotti -: col tempo mi sono reso conto del fatto che le attrezzature sono molto importanti, ma lo è soprattutto chi le utilizza: se si conosce bene il mestiere, si ottengono buoni risultati. A un anno dall’apertura di Griso Lab il bilancio è positivo: i nostri prodotti hanno successo in caffetteria, ma anche negli uffici. Noi abbiamo portato la tradizione del caffè italiano, che è sempre ricercato e apprezzato. L’importante è che questa matrice italiana sia tangibile e seguita con attenzione; per questo ogni due mesi mi fermo a Hong Kong almeno una settimana, per controllare la tostatura e i locali (è molto importante esserci, farsi vedere), che vedono tutti all’opera una macchina espresso Strada de La Marzocco e macinacaffè Mahlkoenig». 

Protagonista dell’offerta è la miscela La Storica, un blend 100% arabica composto da caffè provenienti da Brasile, Honduras e Perù e che offre note di cioccolato fondente, caramello e frutta secca, leggera acidità di frutta, corpo medio; nel 2018 ha meritato la medaglia d’Oro dell’International Coffee Tasting. Il secondo macinino è dedicato alle monorigini anche per altre estrazioni: Honduras, Brasile, Colombia, Kenia, Etiopia e uno Yunnan, ovvero un caffè di varietà arabica coltivato in Cina nell’omonima zona nel Sud-Est del Paese, dove si produce anche il tè. La tostatura permette di mettere in risalto una piacevole acidità agrumata e un po’ di frutta secca. 

«L’espresso è molto richiesto dagli stranieri, soprattutto francesi e italiani, e il costo della tazzina varia tra 2,5 e 3 euro; è sostenuta anche la richiesta di flat white e di ice coffee; piace molto una specialità della casa qual è il Tiramisù realizzato con il caffè del Griso e poi c’è una preparazione particolare che qui chiamano Piccolo: un espresso con la crema di latte, simile al cortado - spiega Biscotti -. La parte food ha un ruolo molto importante: la mattina a colazione si preparano uova, salmone, panini con la mortadella, brioches con il salmone e poi a pranzo pasta con il pesce, pasta alla genovese, gnocchi: la cucina italiana piace. il cliente riconosce la qualità e la apprezza nella caffetteria come pure nel food. Del resto il cibo è sempre più importante in tutto il mondo».

Il nostro interlocutore ripercorre le principali mete raggiunte grazie al caffè: Giappone, Australia, Taiwan, Indonesia, Cina e due nuovi prossimi sbocchi che saranno in Norvegia e probabilmente in Russia. L’ultimo grazie lo rivolge a Bargiornale e alla vittoria quale migliore caffetteria dell’anno di Barawards del 2016, che per il locale è stato il trampolino di lancio.

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