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Beefeater lancia la versione zero alcol

Stesse note botaniche dell'originale London Dry, caratterizzate da agrumi e ginepro, ma in versione analcolica: la svolta di Beefeater 0.0
Svolta zero alcol per il London Dry con l'iconico guardiano della torre, con il lancio di Beefeater 0.0%. La versione analcolica di questo gin resta fedele al profilo aromatico dell'originale distillato, distribuito in Italia da Pernod Ricard. Spiccano le note agrumate e l'immancabile ginepro, ottenute esclusivamente grazie ad aromi naturali, con una formula che nasce dall’aggiunta dell’essenza di Beefeater London Dry ad una base analcolica.

In linea con i trend di consumo moderno e delle nuove generazioni, che sempre più si orientano verso scelte low e no alcohol, la proposta zero di Beefeater è una versione inclusiva, pensata per chi sceglie di non bere, ma vuole comunque vivere il momento. Il suo perfect serve è indubbiamente il Beefeater 0.0 & Tonic, che ripropone la più classica ricetta del Gin Tonic in chiave analcolica, accompagnato da una fettina di limone, per dare un twist agrumato che riprende le note botaniche del famoso gin.

A distinguere la bottiglia zero dall'originale, senza rinunciare all'iconico logo con il guardiano della Torre di Londra, è una colorazione con tocchi di azzurro per la linea 0.0, sia sull'etichetta che sul collo della bottiglia e sulla capsula. La nuova alternativa sarà disponibile a partire da settembre, ad un prezzo sostanzialmente in linea con la versione alcolica del gin.

Elena Arpegaro è la nuova head of marketing di Julius Meinl Italia

Julius Meinl Italia Elena Arpegaro
La manager guiderà le strategie di marketing e comunicazione con l'obiettivo di rafforzare la presenza del marchio nel mercato italiano, in particolare nell'horeca

Nuova nomina in casa Julius Meinl. Il marchio viennese di caffè, con oltre 160 anni di storia, ha scelto Elena Arpegaro come nuova head of marketing di Julius Meinl Italia. Nel suo nuovo ruolo, la manager sarà responsabile delle strategie di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand nel mercato italiano, che proprio a Vicenza ha il suo principale sito produttivo, e di sviluppare progetti dedicati al canale professionale, in particolare nel mondo del fuori casa.

Con oltre vent’anni di esperienza nel largo consumo alimentare, Arpegaro vanta un solido background nel marketing strategico e operativo. La sua carriera è iniziata nel 2005 in Cameo, dove ha seguito marchi iconici come Muu Muu, Ciobar e Paneangeli, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità, fino a guidare team come senior product manager e group product manager. Successivamente, ha assunto la carica di marketing manager Italia per Paulaner, e, più di recente di responsabile marketing e comunicazione in Germinal Group, rafforzando le sue competenze in innovazione e sostenibilità.

«Sono entusiasta di entrare a far parte di Julius Meinl, un marchio che coniuga una storia straordinaria con una continua spinta all’eccellenza - ha dichiarato Arpegaro in una nota che annuncia la sua nomina -. Il mio obiettivo sarà quello di valorizzare l’unicità di Julius Meinl e consolidarne la presenza in Italia, sviluppando progetti capaci di creare valore per i nostri partner e di offrire ai consumatori esperienze autentiche, momenti speciali per assaporare appieno la pausa caffè».

Ospitalità tra contaminazioni e numeri in crescita: il settore si prepara a Host 2025

Host 2025
In vista del salone internazionale dell’ospitalità, in programma a Milano dal 17 al 21 ottobre, Il gusto dell’ospitalità ha anticipato trend e dati economici del settore. Ristorazione, caffè, gelato, cioccolato e panificazione si confermano pilastri del made in Italy: filiere capaci di innovare e di generare valore

In attesa di Host 2025, il salone internazionale dell’ospitalità, in programma dal 17 al 21 ottobre prossimi a Fiera Milano (leggi Torna a ottobre a Milano l’appuntamento con Host), un evento svoltosi a Milano ha fornito un’anticipazione di quanto accadrà in occasione della manifestazione. Tenutosi nella Veranda Liberty di Palazzo Castiglioni, Il gusto dell’ospitalità, questo il nome dell’evento promosso da HostMilano e Confcommercio Milano, con le associazioni Altoga, Assofood, Epam Fipe Milano e Panificatori, ha acceso i riflettori su cinque grandi filoni simboli dal made in Italy: ristorazione, caffè, gelato, cioccolato, pasta-pizza-pane, mettendone in evidenza tanto la capacità di innovare quanto la vitalità economica.

Innovazione fa rima con ibridazione

Innovazione che fa sempre più rima con ibridazione e sinergie. Il consumatore contemporaneo non si accontenta più di un prodotto, ma cerca un’esperienza che sorprenda e coinvolga, spesso nata dall’incontro inatteso tra mondi diversi. È così che nascono nuove frontiere del gusto: pane e cioccolato che si trasformano in creazioni gourmet, dessert che uniscono forno e gelato, nuovi approcci al caffè.

Un’evoluzione che mostra come le nostre filiere italiane stiano imparando a dialogare tra loro per intercettare una domanda sempre più esigente. Una dinamica che non solo rinnova la tradizione, ma apre anche nuovi spazi di business per le imprese, spingendole a guardare oltre i confini del proprio comparto.

E proprio questa è la cifra che caratterizzerà Host 2025: con oltre 1.900 espositori provenienti da 54 Paesi, la manifestazione sarà un vero laboratorio di contaminazioni creative, uno spazio per valorizzare e stimolare connessioni, dove aziende, buyer e professionisti potranno osservare da vicino i nuovi trend globali del fuoricasa e del food retail.

Filiere in salute

Se sul piano creativo le contaminazioni aprono nuove strade, sul fronte economico le filiere dell’ospitalità italiana confermano la loro solidità. La ristorazione resta il cuore pulsante del settore: nel 2024 ha generato un valore aggiunto di oltre 59 miliardi, sostenendo le filiere produttive con acquisti per circa 20 miliardi di euro e sviluppando un indotto complessivo che supera i 55 miliardi.

Accanto alla ristorazione, il caffè continua a rappresentare un comparto strategico. Con più di 556.500 tonnellate di prodotto torrefatto, pari al 25% della produzione dell’Unione Europea, l’Italia è il principale torrefattore europeo. Un primato che si inserisce in un mercato globale valutato 120 miliardi di dollari e in costante crescita sia per ciò che riguarda la materia prima sia per le macchine da caffè: il valore di queste ultime è stimato in quasi 19 miliardi di dollari per quest’anno e si prevede salga oltre i 25 miliardi entro il 2030. Tuttavia, l’aumento dei costi della tazzina e la contrazione dei consumi interni pongono sfide non indifferenti ai nostri torrefattori, che dovranno trovare un nuovo equilibrio economico/finanziario per ridare slancio ai consumi.

Il gelato rappresenta un altro asset chiave del made in Italy: la filiera vale oltre 4,5 miliardi di euro e ogni anno nella Penisola vengono consumate più di 600 milioni di porzioni artigianali, per un consumo pro capite di circa 2 kg, altro primato in Europa.

Infine, il comparto della panificazione, che ha generato in Italia un fatturato di circa 13 miliardi di euro nel 2024, con consumi previsti in crescita dell’1,6% nonostante un trend di lungo periodo leggermente calante.

Flor de Oro amplia la gamma di 1895 Coffee Designers by Lavazza

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Flor de Oro, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza, servita in calice e presentata in abbinamento con un dessert firmato dal pastry chef Cesare Murzilli
Note floreali e sentori di miele e tè nero per Flor de Oro, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza. L'evento di lancio ha visto estrazioni in Chemex e cold brew abbinate a piatti del pastry chef Cesare Murzilli

La collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza si arricchisce di una nuova referenza: la nuova monorigine si chiama Flor de Oro ed è una riconferma della fiducia del torrefattore torinese nel lavoro di Diego Bermúdez presso Finca El Paraíso, in Colombia (già fornitore in passato di lotti di caffè di altissima qualità).

Flor de Oro nasce da tecniche all'avanguardia alla Finca El Paraíso

Flor de Oro è un 100% Arabica Castillo coltivato ad altitudine tra i 1800 e i 2000 metri s.l.m., lavato e sottoposto a fermentazione anaerobica. Questo lotto speciale è sottoposto a un processo di lavaggio anaerobico con shock termico, tecnica distintiva di Bermúdez, che esalta il suo profilo aromatico, con note floreali e sentori di miele e tè nero. Il nome del prodotto è un omaggio al fiore di camomilla, ma rappresenta anche un tributo al fiore "dorato" della pianta del caffè.

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Le piantagioni di Finca El Paraíso in Colombia

La lavorazione si basa su tecnologie proprietarie sviluppate presso la Finca, dove Bermúdez applica un approccio scientifico basato su studi di microbiologia e della lavorazione del caffè, con l’obiettivo di mitigare gli effetti climatici sulle caratteristiche sensoriali del caffè a ogni raccolto. Il processo è strutturato in tre elementi: si parte con lo shock termico, per fissare i precursori aromatici nella struttura cellulare dei chicchi di caffè; il sistema di essiccazione è a condensazione, per evitare la volatilizzazione degli aromi; si opera poi un processo di biocatalisi mediata da lieviti, che permette un controllo assoluto della fermentazione.

Gli abbinamenti firmati dal pastry chef Cesare Murzilli

Il suo profilo aromatico raffinato e floreale di Flor de Oro si esprime al meglio sia nei metodi a filtro caldo (come l’estrazione con Chemex) sia a freddo (cold brew), regalando un’esperienza elegante e persistente. La presentazione della nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza è avvenuta a Milano, al 10_11, nell'elegantissimo contesto dell'hotel 5 stelle lusso Portrait, con i piatti firmati dal pastry chef Cesare Murzilli e il racconto della coffelier Stefania Zecchi.

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Declinazioni di cioccolato fondente, il dessert firmato Cesare Murzilli

Flor de Oro è stato prima presentato in estrazione a caldo con Chemex, da degustare in calice e in abbinamento con il dessert Declinazioni di cioccolato fondente (mousse al cioccolato fondente, cremoso alla fava tonka, salsa al caffè e camomilla). Poi è stata la volta del cold brew (estrazione a freddo) e del mocktail Flor de Bosque (Flor de Oro in cold brew, porcino, miele di castagno e camomilla) firmato dal bar manager Andrea Merenda. Ulteriore abbinamento food con Passeggiata in giardino, ancora firmata Murzilli: una sfoglia alla nocciola con maionese alla camomilla, nocciole pralinate, patate novelle, bietoline, asparagi, carote e zucchine.

 

A Giorgio Simone Porreca l’edizione 2025 della Sabatini Cocktail Competition

Sabatini Cocktail Competition 2025 Giorgio Simone Porreca
Il bartender del Mag La Pusterla di Milano vince la competition firmata dal marchio toscano, che in questa sesta edizione ha avuto come tema The American Dream, E si aggiudica uno stage presso il ViceVersa a Miami di Valentino Longo

È Giorgio Simone Porreca del Mag La Pusterladi Milano il vincitore dell’edizione 2025 della Sabatini Cocktail Competition, la gara di bartending organizzata dal marchio toscano di gin distribuito da Compania dei Caraibi.

The American Dream il tema che ha caratterizzato questa sesta edizione del concorso, studiato in collaborazione con il ViceVersa di Miami del bartender Valentino Longo (leggi ViceVersa, il nuovo cocktail bar con cucina di Valentino Longo a Miami), e scelto per celebrare il rito nazionale dell’aperitivo, valorizzandone lo spirito conviviale e mostrandone l’adattabilità ai contesti internazionali. Tema che i concorrenti hanno dovuto tradurre in realtà reinterpretando i grandi classici della miscelazione e dell’aperitivo italiano, fornendone una versione alcolica a base di Sabatini Gin e una analcolica a base di Sabatini 0.0 originale e creativa, capaci di portarli idealmente Oltreoceano.

I finalisti e la giuria

Sei i bartender che si sono conquistati il posto per la finalissima, andata in scena presso la suggestiva Villa Ugo di Cortona (Arezzo), culla del marchio e della dinastia dei suoi creatori. Oltre al vincitore, a giocarsi il titolo c’erano: Michele Stagno di Sartoria Miscelazione Democratica di Palermo, Luca Goracci del Balagan di Roma, Alessandro di Palo dell’Hugo di Pomigliano D'Arco (Napoli), Pietro Intemerato del Tuigas Cafè di Villaricca (Napoli) e Lorenzo Bertone del Depero Club di Rieti.

Qui i finalisti hanno sottoposto le loro due creazioni al vaglio di una giuria composta da Enrico Sabatini, co-founder e general manager Sabatini, Valentino Longo, Emanuele Russo, spirits specialist di Compagnia dei Caraibi, e Mirko Marcelli, chef di Osmosi di Montepulciano (Siena).

Il podio della Sabatini Cocktail Competition 

Giorgio Simone Porreca ha superato la concorrenza con le sue creazioni Liberty Martini e Giovannino. La prima è un’originale versione del re dei cocktail realizzata con Sabatini Gin, mandorla amara home made e Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto, che ha impreziosito con una nebulizzazione home made dello stesso vermouth al pane e guarnito con un francobollo in carta di riso profumata di pane, accompagnando il drink con un piccolo aperitivo conviviale di mandorle sotto salamoia. Il secondo è invece il drink analcolico che ha preparato con Sabatini 0.0, shrub home made di apple pie, Match Mediterranean Tonic e una foam sempre home made di basilico e olio extra vergine d’oliva.

Al secondo posto si è classificato Michele Stagno, che ha preceduto sul podio Lorenzo Bertone.

Con la vittoria della Sabatini Cocktail Competition, Porreca si è aggiudicato l’ambito premio: un biglietto per Miami, dove vivrà un esclusivo stage al fianco di Valentino Longo e il suo team al ViceVersa, dove sarà protagonista di una guest night finale che gli permetterà di firmare una drink list Sabatini.

Le ricette vincitrici

Liberty Martini di Giorgio Simone Porreca
Ingredienti:
45 ml Sabatini Gin, 15 ml mandorla amara home made, 15 ml Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto
Guarnizione:
10 ml Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto al pane home made in nebulizzazione e un francobollo in carta di riso profumata di pane
Side:
mandorle sotto salamoia.

Giovannino di Giorgio Simone Porreca
Ingredienti:
40 ml Sabatini 0.0, 25 ml apple pie shrub home made, 40 ml Match Mediterranean Tonic, top foam di basilico e olio extra vergine d’oliva home made

Con Orogel la pausa pranzo è veloce, bilanciata e variegata

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La pausa pranzo al bar è una grande opportunità e con l’aiuto di Orogel preparare una linea che sia bilanciata colorata e varia diventa un gioco da ragazzi

Esposizione al banco, in stile tavola calda, o menu alla carta? L’importante è che l’offerta della pausa pranzo sia sostenibile per le cucine del bar e ragionata sulle esigenze del pubblico che lo frequenta. Se ben fatta, è una grande opportunità. Questione di pianificazione, come spiega Gaetano Ragunì, coordinatore team chef Orogel: «Vince una proposta bilanciata, colorata e varia, che non tralasci le esigenze di chi, per scelta o necessità, è alla ricerca di piatti free-from».

L’ampia gamma dei surgelati Orogel Food Service aiuta a rispondere a queste esigenze, dalle proposte vegan e plant based, come le Polpettine proteiche e i Burger proteici (fra cui le ultime due referenze, presentate a maggio: Polpettine proteiche al pomodoro e Burger proteico melanzane e menta); alla gamma di cereali pronti da cuocere al microonde, in molti casi già abbinati a legumi e a verdure, da proporre in piatti sia caldi che freddi (come il Misto cereali integrali, oppure Legumi e risi con semi di girasole).

E ancora tutta la gamma di verdure, che è da sempre la punta di diamante di Orogel: raccolte quando sono al culmine della loro freschezza e lavorate immediatamente, mantengono inalterate le loro proprietà nutritive, offrendo un prodotto ricco di vitamine, minerali e antiossidanti, ideale per piatti sani e bilanciati. Ma anche la consistenza di verdure appena raccolte, con il vantaggio ulteriore di essere già pronte, lavate, affettate e cucinate da Orogel. In più, molte di queste verdure hanno la particolarità di essere surgelate utilizzando il processo chiamato Iqf, acronimo di Individually Quick Frozen: grazie a questo accorgimento, si può prelevare solo la quantità di prodotto che serve. «Io dico sempre che è come se ci fosse un’intera brigata nelle nostre buste - commenta Ragunì -, che ha già svolto la gran parte del lavoro». Il compito della cucina del bar? Solo riscaldare e aggiungere il proprio tocco da chef.

Alta formazione sul caffè: a ottobre a Milano il corso Evolved Q Grader

Evolved Q Grader corso
In programma dal 24 al 29 ottobre, presso la Roastery Lot Zero, il corso Evolved Q Grader, il nuovo percorso di formazione e certificazione Sca per abilitare i professionisti più esperti nell'arte della valutazione del caffè. In cattedra Roukiat Delrue e Davide Cobelli

C’è un appuntamento da segnare in agenda per i professionisti italiani ed europei che vogliono accedere a uno dei più alti livelli di formazione nel mondo del caffè e diventare un punto di riferimento nella valutazione a tutto tondo della sua qualità. L’appuntamento è a Milano dal 24 al 29 ottobre, quando si terrà una delle prime edizioni in Europa del corso Evolved Q Grader, ospitato dalla Roastery Lot Zero di Sevengrams, in via Valparaiso, 9.

Il corso Evolved Q Grader è il percorso di formazione e certificazione più avanzato nel mondo del caffè, che sostituisce e modernizza il precedente sistema Q Grader, ed è stato progettato dalla Specialty Coffee Association (Sca) per abilitare i professionisti più esperti nell'arte della valutazione del caffè. Pertanto, si rivolge ai professionisti che hanno già una solida esperienza nell'assaggio (cupping), nella valutazione sensoriale e nell'analisi del caffè verde.

Al centro di questa evoluzione è il Coffee Value Assessment (Cva), il sistema di valutazione più completo e moderno del settore, introdotto nel 2023, che supera il concetto di punteggio singolo per analizzare il valore del caffè in ogni sua dimensione con un approccio scientifico.

Trainer d’eccellenza

Attraverso un percorso intensivo di sei giorni (48 ore), che prevede un rigoroso programma di lezioni teoriche, attività pratiche ed esami, i partecipanti affineranno le loro competenze in materia e avranno una conoscenza approfondita di questo metodo innovativo.

A guidarli in questo percorso di alta formazione due figure di spicco del settore: Roukiat Delrue, personaggio di spicco nel panorama mondiale del caffè, formatrice, head judge per le competizioni del World Coffee Events (Wce) e che ha contribuito allo sviluppo del Cva, e Davide Cobelli, trainer Sca, della quale è stato coordinatore nazionale della sessione italiana, fondatore della Coffee Training Academy, e Campione Italiano di Tostatura 2020.

Padroneggiare il Coffee Value Assessment

Più nello specifico, il corso si propone di fornire ai partecipanti tutte le conoscenze che permettano loro di padroneggiare il Coffee Value Assessment e di eseguire con precisione le quattro valutazioni chiave del sistema per creare una "carta d'identità" completa di ogni caffè. Ovvero, valutazione fisica, che consiste nell’analisi del caffè verde per classificarne colore, umidità, dimensione e difetti; descrittiva, cioè la mappatura del profilo sensoriale, per identificarne con esattezza note aromatiche, gusto e mouthfeel; affettiva, per valutare la qualità e il potenziale di un caffè non solo secondo il proprio gusto personale, ma simulando le preferenze di specifici mercati; estrinseca, che documenta gli attributi "nascosti" che creano valore, come l'origine, la storia del produttore, le certificazioni e le pratiche di sostenibilità.

Il corso prevede 9 esami (8 pratici e 1 scritto) che coprono tutte le aree di competenza. Al loro superamento, i partecipanti otterranno la licenza di Evolved Q Grader, traguardo che ne attesta l'eccellenza e la competenza nella valutazione del caffè a livello mondiale.

Per informazioni su programma, costi e modalità di iscrizione, scrivere direttamente ai trainer: info@davidecobelli.coffee o Roukiat@gmail.com

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.11

L'episodio numero 11 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale. Cosa unisce i  combattimenti tra galli nelle fattorie e le complessità della distillazione del mezcal? L’undicesimo episodio del viaggio dei due bartender della Punta cerca la risposta a questa domanda.

L'episodio numero 11 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono e il decimo episodio).

Kyma, l’amaro moderno al caffè che arriva dal Salento

Kyma
L’amaro creato da Mattia Marti ed Emiliano Inguscio rilegge e fonde insieme la tradizione del digestivo alle erbe e dell’amaro al caffè. Un dopo pasto contemporaneo che si candita a protagonista anche nella mixology

Si conferma molto vivace il panorama dell’amaro italiano. Un mondo ricco e vario e dalla storia secolare che continua ad arricchirsi di nuove produzioni non di rado con proposte che della tradizione offrono un’interpretazione in chiave contemporanea. In questa categoria si colloca Kyma, un amaro artigianale al caffè made in Salento.

Lanciato lo scorso aprile, Kyma è frutto di un progetto firmato da Mattia Marti, che ora apre un nuovo capitolo nella sua carriera nel mondo beverage, iniziata come bartender presso il Quanto Basta di Lecce, proseguita nella distribuzione presso Mebimport Group, poi come brand ambassador di J.Rose Gin, accompagnato in questa avventura dal socio, l’amico e imprenditore Emiliano Inguscio.

«Abbiamo voluto realizzare un prodotto che rileggesse, fondendoli, due filoni della nostra tradizione liquoristica: quella del digestivo alle erbe e quella del liquore al caffè – racconta Marti -. Un prodotto dallo stile moderno, alternativo alle classiche proposte, in grado di accontentare i palati più diversi, ma anche i bartender, rispondendo alle esigenze della mixology contemporanea».

Ricco, complesso ed equilibrato

Un risultato ottenuto grazie una formula frutto di un accurata ricerca e sperimentazione la cui produzione è stata affidata a Liquorificio Italia, per garantire la massima qualità e artigianalità del prodotto. Il profilo aromatico di Kyma è costruito su una base di caffè 100% Arabica alla quale si unisce una selezione di botaniche che ne esaltano la complessità. In particolare troviamo il rabarbaro, che con il suo tocco legnoso dona profondità; il mandarino ad aggiungere una nota agrumata; l’artemisia e l’anice stellato che apportano un tocco balsamico; infine, la radice di cicoria e la genziana a chiudere il sorso con un’amarezza equilibrata.

Da questo incontro prende vita un amaro dal colore ambrato brillante, con riflessi dorati, e dal profilo ricco e complesso, dove le intense note di caffè si arricchiscono di sfumature balsamiche e agrumate, il tutto in un equilibrio perfetto, che ne fanno un ottimo dopo pasto da proporre come alternativa elegante e più moderna al classico digestivo. Un dopo pasto da servire liscio, a temperatura ambiente, per apprezzarne le sfumature più morbide e dolci, oppure freddo, tra i 4 e i 6 °C, per esaltarne l’anima più amara. Inoltre, si abbina bene a cioccolato fondente, dolci agrumati, gelati, pasticceria secca e a preparazioni alla mandorla, per un’esperienza gustativa ancora più ricca.

«La peculiarità di Kyma è di essere un prodotto dal carattere deciso e immediatamente riconoscibile, ma al tempo stesso di facile bevuta, anche in virtù della sua gradazione contenuta (alc 25% in vol) – racconta Marti -. Caratteristiche che lo fanno apprezzare sia da chi guarda alla tradizione, cercandovi elementi di novità, sia dalle nuove generazioni di consumatori, più attratte da proposte dal gusto meno spigoloso e low alcohol».

Ingrediente per cocktail d’autore

Ma un altro campo d’azione dove il nuovo arrivato sta dando alta prova di sé è la miscelazione, rivelandosi un ingrediente intrigante per la preparazione di diverse tipologie di cocktail. «In questa veste il suo gusto rotondo e la struttura pulita lo rendono perfetto per twist su classici, per esempio per dare una spinta aromatica a un Negroni, o aggiungere una elegante nota agrumata e balsamica a un Espresso Martini, o per creare dei long drink freschi e dissetanti, semplicemente unendolo a una tonica o a sodati all’arancia – spiega Marti -. Oppure come protagonista di innovativi signature.

E delle possibilità offerte da Kyma ai mixologist offrono una testimonianza le originali creazioni realizzate dai bartender di alcuni rinomati cocktail bar della Puglia, conquistati dall’aromaticità del nuovo prodotto (le ricette compete in fondo all’articolo). Come Et riposa, firmato da Giovanni Maffeo del Cibi e Spiriti di San Pancrazio Salentino (Brindisi), dove, attraverso un ponte di gusto che unisce Salento e Messico, l’amaro si miscela a mezcal, sciroppo di agave, fermentato di ananas e sale affumicato.

O Qui Quo Qua, creatura di Giuseppe Vicinanza del Quanto Basta di Lecce, dove a esaltare la ricchezza di Kyma è soda al marshmallow home made. O come Ronin, il signature ideato da Antonio Lecciso del Prohibition, sempre a Lecce, dove l’amaro al caffè si aggiunge a una base di Bulleit Bourbon, sciroppo alla nocciola e anice.

Le ricette

Et riposa di Giovanni Maffeo
Ingredienti:
3 cl Kyma l’amaro al caffè, 1,5 cl mezcal, 1 barspoon sciroppo d'agave, top fermentato d'ananas, sale affumicato
Preparazione:
build
Bicchiere:
Collins

Qui Quo Qua di Giuseppe Vicinanza
Ingredienti:
3 cl Kyma l’amaro al caffè, 10 cl soda al marshmallow home made*, ghiaccio Ice Stick
*soda al marchmallow: Ingredienti: 50 cl acqua, 50 gr marshmallow, 5 gocce di estratto di vaniglia, 2 Mint Breath Strips. Preparazione: cuocere gli ingredienti sottovuoto in roner a 50 °C per due ore. Filtrare e aggiungere al composto 10 cl di Fake lemon (10 cl di acqua e 6 gr di acido citrico) e 5 cl di sciroppo di zucchero 2:1
Preparazione:
build
Guarnizione:
marshmallow
Bicchiere:
Collins

Ronin di Antonio Lecciso
Ingredienti:
4,5 cl Bulleit Bourbon, 2 cl Kyma l’amaro al caffè, 1 bar spoon di sciroppo alla nocciola, 3 dash di anice
Preparazione:
build
Guarnizione:
una noce
Bicchiere:
Old Fashioned

Kyma Negroni
Ingredienti:
3 cl Kyma l’amaro al caffè, 2 cl gin, 2 cl bitter, 2 cl vermouth rosso
Preparazione:
build
Guarnizione:
scorza d’arancia
Bicchiere:
Old Fashioned

Kyma Espresso Martini
Ingredienti:
4 cl vodka, 3 cl Kyma l’amaro al caffè, 3 cl caffè espresso freddo, zucchero liquido
Preparazione:
shake & strain
Guarnizione:
3 chicchi di caffè
Bicchiere:
coppetta

Kyma Orange
Ingredienti:
5 cl Kyma l’amaro al caffè, 10 cl soda all'arancia
Preparazione:
build
Guarnizione:
una fetta d’arancia e un chicco di caffè
Bicchiere:
Collins bordato con zucchero di canna dopo averlo inumidito con una fetta di arancia

ActiveHop, l’acqua luppolata funzionale a tutto benessere e gusto

ActiveHop
Il nuovo marchio porta il luppolo nel mondo delle bevande funzionali con una gamma di acque luppolate arricchite con vitamine e minerali. Tre referenze inclusive: vegane, senza zuccheri, calorie e lactose free

Il luppolo, interpretato in chiave non alcolica, è il protagonista della gamma di referenze ActiveHop, nuovo marchio del segmento delle bevande funzionali. Marchio che si presenta al mercato con una linea di acqua luppolata, dedicata a chi pratica attività outdoor. Drop, Rad e Trail, queste le tre proposte, sono state infatti sviluppate per rispondere alle esigenze nutrizionali e sensoriali di un target attivo, offrendo in un unico prodotto benessere fisico, benefici funzionali e gusto.

A garantire tutto ciò è in primo luogo il luppolo, ingrediente distintivo delle formulazioni ActiveHop, scelto per le sue proprietà sensoriali e benefiche. Le sue note amaricanti ed erbacee donano alle bevande un profilo organolettico differente, rispetto alle proposte del settore, e naturalmente dissetante. Il suo estratto, grazie alla ricchezza di flavonoidi e di acidi alfa e beta, è noto per le sue numerose proprietà benefiche: ha infatti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, svolge un’azione antifungina e antibatterica, ha proprietà calmanti e rilassanti e favorisce la digestione.

La ricetta delle bevande è poi arricchita da nutrienti funzionali quali le vitamine del gruppo B (B6, B9, B12), la vitamina C, magnesio e potassio. Tutti componenti fondamentali per il metabolismo energetico, la funzione muscolare e il sistema nervoso, particolarmente utili quando si fanno sforzi fisici, perché riducono l’affaticamento, favoriscono il recupero muscolare e il corretto funzionamento corporeo.

Ricetta pulita e inclusiva

Interamente orientata al benessere, la gamma ActiveHop si caratterizza per l’etichetta pulita. Le bevande sono realizzate con ingredienti naturali, sono prive di zuccheri, di calorie e di coloranti, non contengono lattosio e sono vegane: una formula inclusiva, studiata per accontentare tutti i consumatori attenti al proprio benessere, anche quelli che, per scelta o necessità, seguono particolari regimi alimentari.

Una gamma inclusiva anche sotto il profilo sensoriale, grazie alla declinazione in tre varianti di gusto pensate per soddisfare ogni palato. Drop, che rappresenta la pura espressione del luppolo, con il suo gusto essenziale e dissetante. Rad, arricchita con aroma naturale di lime, per offrire una sensazione energizzante e rinfrescante. Trail, dove l’aroma naturale di mirtillo crea un contrasto armonico con il luppolo, per un mix tonico e rigenerante.

Le tre referenze sono proposte in bottiglia in alluminio, materiale riciclabile all’infinito, con tappo a vite in formato da 470 ml: un pack pratico, leggero e resistente, ideale per l’utilizzo all’aria aperta e durante l’attività fisica.

Grinder Championship, appuntamento a Spiritosa Festival

A Corigliano d’Otranto (LE) si svolge l’ultima fase di qualificazione della competizione ideata da Fabio Verona. Sono aperte le iscrizioni.

Sono aperte le iscrizioni alla gara della terza e ultima fase di qualificazione del Master Coffee Grinder Championship, in programma il 28 settembre presso il Castello Volante di Corigliano d’Otranto (LE). Per iscriversi alla competizione è sufficiente registrarsi sul sito MGC | Master Grinder Championship. Il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona e giunto alla sua quarta edizione, vede già qualificati Tania Maifredi, Nadia Giacomelli, Riccardo Vassallo e Federico Lombardo; la competizione pugliese completerà la rosa dei finalisti

L’evento si inserisce nel programma della terza edizione di Spiritosa Festival, il primo evento del Sud Italia dedicato al bere di qualità: al suo interno si terranno diverse masterclass rivolte sia ai professionisti del settore sia agli appassionati, tra cui alcune dedicate al caffè di qualità, declinato in purezza e in mixology. 

In particolare, sabato 27 settembre Simone Previati realizzerà una sessione di miscelazione con l’utilizzo di pump my moka by Bialetti che con Santinocaffè (che metterà a disposizione per la gara un caffè certificato dall’International Women’s Coffee Alliance) e Jack Daniel’s, proponendo nuove modalità di consumo, a cui seguirà un focus di pulyCaff dedicato alla pulizia della macchina espresso.

Domenica 28 Andrea Antonelli, titolare di Antonelli Academy, l’unico centro autorizzato ad effettuare training per la competizione, illustrerà le diverse prove e darà il via a una serie di rapide sessioni di formazione sulle apparecchiature, le attrezzature e i prodotti per la pulizia, tenute dai responsabili delle aziende sponsor dell’Mgc: Fiorenzato, Dalla Corte, Dvg De Vecchi, Brita, Ipa Porcellane, International Womens’ Coffee Alliance, Santinocaffè. Insieme al capo giuria Luigi Pillitu e ai giudici Luca Bernardoni, Simone Previati e Andrea Antonelli, Fabio Verona spiegherà il regolamento e il funzionamento della competizione, che prenderà il via alle 18. Il termine della gara è previsto per le 20; alla premiazione seguirà un aperitivo in compagnia degli organizzatori di Spiritosa.

Barawards Premio Innovazione dell’anno 2025: vota i tuoi preferiti!

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Votazioni on line aperte fino al 30 settembre. Si possono esprimere fino a tre preferenze per categoria. 120 i prodotti/servizi candidati, divisi nelle 19 categorie che saranno premiate al Premio Barawards Innovazione dell'anno 2025

Sono aperte le votazioni on line per l’edizione 2025 di Barawards Premio Innovazione dell’anno. In totale 120, tra prodotti, attrezzature e servizi, le candidature validate dal nostro comitato tecnico. Un numero più del doppio rispetto a quelle della scorsa edizione, a testimonianza di una propensione all'innovazione che non cessa la sua spinta propulsiva.

VOTA I TUOI PREFERITI

Le soluzioni in lizza per il Premio sono state divise in 19 categorie, cui si aggiungerà la menzione speciale "Green" per il prodotto che meglio esprime il concetto di sostenibilità.

Queste le categorie premiate:

  • Acqua
  • Bevande
  • Birra
  • Dealcolati
  • Ingredienti per cocktail
  • Alcolici
  • Superalcolici gin
  • Superalcolici distillati
  • Superalcolici liquori
  • Ready to drink analcolici
  • Ready to drink alcolici
  • Ingredienti
  • Food dolce
  • Food salato
  • Pane&co
  • Attrezzature caffè
  • Strumenti di servizio 
  • Attrezzatura da bar
  • Tecnologia

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Puoi esprimere fino a 3 preferenze per categoria.

Le votazioni chiudono il 30 settembre 2025.

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Ricordiamo che il meccanismo di valutazione prevede, oltre al voto on line, il voto dei panelist, un gruppo di esperti di industria, distribuzione e consulenza selezionato dalle redazioni di Bargiornale, Hotel Domani e Ristoranti di Bargiornale.

Il voto dei panelist contribuirà per l'80% alla formazione del giudizio complessivo, mentre il voto on line peserà il 20%.

La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso della Giornata dell'Innovazione in programma a Milano giovedì 4 dicembre 2025.

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