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Conto alla rovescia per le iscrizioni a Lady Amarena Italia 2025

Lady Amarena Italia Cover Image 2025
Iscrizioni aperte fino al 15 settembre per la nuova edizione del contest di Fabbri 1905 dedicato alle professioniste del bancone. 10 i posti in palio per la finale nazionale, che si svolgerà a ottobre sulla nave Costa Crociere, in viaggio tra Genova, Barcellona e Marsiglia

Conto alla rovescia per le iscrizioni a Lady Amarena Italia 2025. La deadline per partecipare alla nuova edizione della sezione nazionale del concorso di miscelazione di Fabbri 1905 dedicato alle professioniste del bancone è fissata al prossimo 15 settembre.

La gara italiana, come da trazione, si svolge in parallelo a quelle previste nei vari Paesi del mondo, a conferma della forte vocazione internazionale del concorso. Per ogni sezione nazionale sarà decretata una vincitrice e queste saranno poi protagoniste della finale globale del concorso, in programma il prossimo anno in Italia, che assegnerà il titolo di Lady Amarena International. A conquistarlo lo scorso anno è stata Francesca Aste (leggi Francesca Aste eletta Lady Amarena International 2024 by Fabbri 1905), che nella finalissima, svoltasi a Bologna lo scorso anno, ha superato le altre 12 campionesse di altrettanti Paesi in gara, precedendo sul podio internazionale la tedesca Lisa Neubauer e la ungherese Szintia Franzony.

Come partecipare a Lady Amarena Italia

La sfida per barlady e bariste è sempre di creare un cocktail originale, alcolico o analcolico, che esalti l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Per quanto riguarda l’Italia, le professioniste che vogliono mostrare la loro abilità e creatività, come detto, hanno tempo fino alle ore 18 del 15 settembre per iscriversi sul sito del concorso, compilando l’apposito form con i dati personali, incluso il locale presso il quale lavorano, e presentare la propria ricetta, corredata da una foto del drink e da una sua breve descrizione in inglese. Le concorrenti possono anche caricare un video con l’esecuzione della ricetta, sforzo che garantisce una maggiorazione del 5% sul punteggio assegnato nella fase di selezione.

La ricetta può essere composta da un massimo di 5 ingredienti (eventuali decorazioni, guarnizioni e side non vengono conteggiati) e deve contenere necessariamente almeno uno di questi prodotti Fabbri 1905: Amarena Fabbri frutto o sciroppo, sciroppo Fabbri MixyBar Amarena, liquore bitter Marendry Fabbri, Gin Fabbri o Ratafià Fabbri, ultimo nato della Premiata Distilleria Fabbri 1905: un liquore dove il succo purissimo dell’Amarena Fabbri si fonde con Sangiovese Superiore Romagna Dop. È permesso, inoltre, l’utilizzo di basi di caffè, latte o tè, ma non di preparazioni di sciroppo home made.

Le fasi del concorso

Le ricette, corredate di foto e video, saranno pubblicate sul sito del contest e potranno essere votate dal pubblico e le tre che otterranno il maggior numero di consensi godranno di una maggiorazione di punteggio nella fase di selezione (+10% al più votato, +7,5% al secondo e +5% al terzo). Maggiorazioni sul punteggio verranno assegnate anche alle ricette, alcoliche o analcoliche, a base di caffè (+10%) e alle ricette analcoliche (sempre +10%).

Tutte le creazioni saranno valutate da una giuria di esperti che selezionerà le migliori 10 che accederanno alla finale nazionale. La valutazione degli esperti riguarderà gusto e bilanciamento del drink, suo aspetto e presentazione, comunicazione, ovvero nome della ricetta e la sua descrizione, replicabilità, aspetto quest’ultimo che interessa la riproducibilità della ricetta in termini di numero di ingredienti, loro reperibilità sul territorio nazionale, tempi di preparazione e drink cost.

La finale italiana e i premi speciali

La finale nazionale si svolgerà, novità di quest’anno, a bordo di una nave Costa Crociere, in viaggio dal 26 al 30 ottobre tra Genova, Barcellona, Marsiglia e ritorno. Qui le concorrenti, in diretta e in italiano, presenteranno le loro ricette, ma dovranno essere abili anche a conquistare pubblico e giuria con un racconto accattivante che accompagni il proprio signature drink.

La vincitrice, oltre al titolo italiano, si aggiudicherà un posto nella finale internazionale. Ma un’altra grande novità di questa edizione di Lady Amarena Italia riguarda i premi speciali. Al Premio Marendry, al Premio Gin Fabbri e al Premio Analcolico, si sono aggiunti quest’anno anche il Premio Ratafià Fabbri e il Premio Speciale Coffee Signature, con quest’ultimo, in particolare, che apre ufficialmente le porte del concorso al mondo della caffetteria e alle bariste capaci di interpretare in modo originale e contemporaneo la gamma Mixybar e Mixybar Plus, confermando il peso sempre più rilevante assunto dal caffè e, più in generale, delle bevande low e no alcohol nel mercato beverage.

Amaranca è World’s Best Amaro 2025 dei World Liqueur Awards

Amaranca miglio amaro mondo 2025
Nuovo successo internazionale per l'amaro a base di arancia selvatica siciliana ed erbe officinali raccolte alle pendici dell'Etna, che nella prestigiosa competizione ha conquistato l'oto, il titolo di Country Winner Italy e, soprattutto, quello di Miglior amaro dell'anno

Nuovo prestigioso riconoscimento per Amaranca Amaro Nobile dell’Etna. L’amaro siciliano si è aggiudicato la medaglia d’oro, il titolo di Country Winner Italy e, soprattutto, quello di World’s Best Amaro 2025 ai World Liqueur Awards.

Un risultato che premia l’alta qualità di questo amaro, nato nel 1999 dalla creatività di Santo Romeo, fondatore di Romeo Vini, l’azienda con sede a Santa Venerina, in provincia di Catania, che lo produce, perfezionando un’antica ricetta di famiglia. Una ricetta segreta a base di ingredienti e materie prime tutte strettamente del territorio nel quale l’amaro prende vita. Amaranca è infatti il frutto della lavorazione artigianale dell’arancia selvatica siciliana (citrus aurantium), una varietà rara di agrume originaria dell’Estremo Oriente e arrivata in Sicilia intorno all’anno Mille, molto probabilmente per opera dei crociati. Ingrediente al quale si aggiungono gli estratti di erbe officinali e radici raccolte alle pendici dell’Etna.

Un amaro intenso e raffinato

Frutto di questo incontro è un amaro (alc 30% in vol) che conquista il naso con le sue note agrumate, «note intense di lime, limone e arancia, completate da un'acidità stimolante e ben bilanciate dalla gradazione alcolica – come hanno scritto i giudici nella scheda del prodotto -. Al palato è dolce, con abbondanti sentori di uvetta e di dolce natalizio, che regalano una sensazione vellutata e un finale delizioso». Un prodotto che, con il suo bouquet intenso e il gusto raffinato, rinnova la tradizione dell’amaro, perfetto come classico digestivo, liscio o con ghiaccio o, per una variante estiva, accompagnandolo con una fettina di lime e/o qualche fogliolina di menta fresca. Ma Amaranca si fa apprezzare anche come ingrediente aromatico in miscelazione, o come base di originali long drink, semplicemente miscelandolo con una tonica premium.

I nuovi prestigiosi riconoscimenti, conquistati in una delle più importanti competizioni internazionali di settore, che premia il meglio delle eccellenze mondiali nel campo della liquoristica, suddivise in 16 diverse categorie, va ad impreziosire ulteriormente il già ricco palmares di Amaranca. Palmates nel quale spiccano la medaglia Grand Gold nella categoria Herb Liqueur ottenuta al Frankfurt International Trophy 2023, l’oro all’edizione 2021 del World Liqueur Awards e la Gold Outstanding Medal all’International Wine & Spirit Competition (Iwsc) del 2019.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 8

L'episodio numero 8 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.

Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due, nell’ottavo episodio, sono ancora in giro nello stato di Puebla, fra distillerie e incontri inaspettati.

L'episodio numero 8 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto e il settimo episodio).

Con Edicola Marchesi l’alta pasticceria arriva in edicola

EDICOLA MARCHESI
L'Edicola Marchesi in Piazza Bruno Buozzi a Milano
Fino a settembre a Milano, in Piazza Bruno Buozzi, un'edicola si trasforma in un pop-up che propone panettoni estivi d'autore, enigmistica a tema dolce e borse in edizione limitata. Un prgetto frutto della collaborzione tra la storica pasticceria Marchesi 1824 e nss magazine

L’alta pasticceria arriva in edicola. Accade in Piazza Bruno Buozzi, a Milano, dove, fino a settembre, sarà attiva Edicola Marchesi, un’iniziativa che trasforma un’edicola urbana, la nss edicola, in un hub creativo, dove l’arte dolce diventa simbolo di cultura di quartiere e di connessione con la città. Protagonisti del progetto la storica pasticceria milanese Marchesi 1824, nota per l’eccellenza della sua offerta di pasticceria, cioccolato e del Panettone, il tipico dolce di Milano, e nss magazine, media indipendente con base a Milano e radici a Napoli.

Un’iniziativa che nasce con un duplice obiettivo. Da un lato, celebrare l’influenza della storica pasticceria nella cultura della città, dove è presente con la storica sede in via Santa Maria alla Porta, aperta 201 anni fa, cui si sono aggiunte quelle in via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele II (la pasticceria del Gruppo Prada ha anche un punto vendita a Londra al 117 di Mount Street, Mayfair); dall’altro, di ripensare l’edicola non come un relitto del passato, ma come uno spazio vivo, relazionale, esperienziale.

Tra le proposte eclusive il Panettone Estivo

Edicola Marchesi coniuga entrambi gli obiettivi giocando con il concetto di pasticceria d’autore, proponendo una serie di prodotti esclusivi pensati per arricchire l’esperienza estiva. A partire da una versione speciale, frutto della collaborazione con nss magazine, del Panettone Estivo Marchesi, il grande classico della casa reinterpretato per i mesi caldi con albicocche semicandite, limone d’Amalfi e note di vaniglia. Altro pezzo forte della proposta la Pasticceria Enigmistica, una pubblicazione che coniuga il piacere dell’arte dolciaria con il divertimento dell’enigmistica. La pubblicazione oltre che nell’edicola in Piazza Bruno Buozzi, sarà disponibile in tutte le pasticcerie Marchesi 1824 a Milano. Completa l’offerta una tote bag in edizione limitata, simbolo della partnership tra le due realtà, acquistabile sia presso l’edicola sia in Pasticceria Marchesi.

Attraverso questo connubio di gusto, cultura e innovazione, Edicola Marchesi, diventa l’occasione per raccontare in modo diverso l’identità della storica pasticceria e regalare qualcosa di divertente ai clienti e ai cittadini, ma anche molto di più. In linea con il modello di nss edicola, diventa strumento di promozione di una trasformazione culturale e sociale degli spazi pubblici urbani, restituendo significato a un’infrastruttura in crisi, l’edicola, e facendone un hub di comunità e identità locale.

Felice Venanzi vince il Campionato del bergamotto in pasticceria

bergamotto Felice Venanzi
Il cofondatore della Pasticceria Grué di Roma si aggiudica la prima edizione del Campionato Italiano del Bergamotto di Apei. Gioia Reggina e Bergamìa le creazioni con le quali ha esaltato l'agrume calabrese, conquistando anche il premio del pubblico

È Felice Venanzi, co-titolare della Pasticceria Grué di Roma, il vincitore della prima edizione del Campionato Italiano del Bergamotto di Reggio Calabria in Pasticceria, competizione organizzata da Apei (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana) per valorizzare l’agrume simbolo della Calabria nella pasticceria contemporanea.

32 gli artisti dell’arte bianca che si sono cimentati nella sfida. 10 quelli selezionati per l’atto finale della gara, andato in scena nell’Arena dello Stretto, a Reggio Calabria: Andrea Buosi, Fabrizio Camplone, Roberto Furfaro, Giuseppe Manilia, Marco Cesare Merola, Pasquale Marigliano, Nicola Pansa, Valentino Rizzo, Paolo Staccoli e il vincitore Felice Venanzi. Ognuno di loro ha presentato due dolci a scelta tra le tre tipologie ammesse, ovvero torta da credenza, lievitato e torta gelato, alla giuria di altissimo profilo, composta dal maestro Iginio Massari, presidente di Apei, e dai pluripremiati maestri francesi Pascal Lac e Thierry Bamas, e da Markus Bohr, executive pastry chef di Harrods a Londra. Gusto, tecnica, estetica e valorizzazione del bergamotto di Reggio Calabria, in un equilibrio tra innovazione e rispetto del territorio, i criteri in base ai quali i giudici hanno valutato le creazioni dei pasticceri.

I premiati

A spuntarla Venanzi, classe 1983, ex studente di Scienze politiche, e fondatore con Marta Boccanera, pasticcera e sua compagna di vita, della Pasticceria Gruè, aperta a Roma nel 2014, con due creazioni che hanno esaltato al meglio l’agrume calabrese. La prima, Gioia Reggina è una torta a base frolla al bergamotto e pistacchio, cake al mandarino e bergamotto e gelatina di mango e bergamotto. La seconda, Bergamìa è invece una torta gelato con pan di spagna, semifreddo al mandarino e bergamotto, gelato al pistacchio e semifreddo al cioccolato bianco e vaniglia.

Un successo reso ancora più completo dal premio del pubblico che ha assistito alla finale, che ha potuto degustare oltre 1000 pezzi dei dolci in gara, assegnando la palma del preferito a Gioia Reggina.

A completare il quadro il premio della stampa, assegnato da una giuria composta da giornalisti del settore gastronomico e culturale. Premio andato al calabrese Valentino Rizzo della Pasticceria San Francesco di Spezzano della Sila (Cosenza), per un dessert dal forte legame con il territorio e dalla grande pulizia gustativa.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n. 7

L'episodio numero 7 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.

Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. La puntata numero 7 è l’occasione per incontrare personaggi unici, come contadini di discendenza Maya, imprenditori milionari, creativi, street artist e antichi sciamani.

L'episodio numero 7 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto episodio).

Da Elephant Gin il cocktail per il World Elephant Day

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Il gin dal cuore africano di Compagnia dei Caraibi festeggia la Giornata Mondiale dell'Elefante, il prossimo 12 agosto, con uno speciale drink per accendere i riflettori sull'importanza di tutelare il grande mammifero minacciato dal bracconaggio

Il prossimo 12 agosto si celebra il World Elephant Day, la giornata dedicata all’elefante, nata per accendere i riflettori sulla salvaguardia dell’animale simbolo dell’Africa e dell’ambiente nel quale vive. Elephant Gin, il gin dal cuore africano importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, da sempre in prima linea nella tutela del grande mammifero, anche questa volta non farà mancare il suo contributo alla giornata, celebrando l’evento con un cocktail speciale.

Creato dai bartender del marchio, il cocktail si chiama Italian Sundowner, e nasce dall’incontro tra Elephant Orange Cocoa Gin (alc 40%) la versione fresca e speziata del distillato creato dai coniugi Tessa e Robin Gerlach, dove la dolcezza e acidità dell’arancia si fondono con le note amaricanti delle fave di cacao tostate, con Vermouth Riserva Carlo Alberto Red e Bitter Roger, il tutto guarnito con scorza di limone (in fondo all’articolo la ricotta complete).

Oltre un milione di euro per gli elefanti

Un cocktail perfetto per un aperitivo “consapevole”, con il quale il marchio vuole invitare bartender e i loro clienti a concedersi un attimo di riflessione sul’importanza della tutela dell’elefante africano e dell’ecosistema nel quale vive. Un animale iconico la cui soravvivenza è messa a rischio dal bracconaggio: una pratica vile che ogni 15 minuti causa la morte di un esemplare. Fronte sul quale Elephant Gin è attivo sin dalla sua fondazione, nel 2013. Da allora, l’azienda dona il 15% dei profitti derivanti dalla vendita delle bottiglie alla salvaguardia degli elefanti, contribuendo anche al sostegno degli stipendi, del vitto e dell’equipaggiamento di 45 ranger anti-bracconaggio e fornendo supporto alle comunità locali offrendo opportunità lavorative. Le donazioni, erogate attraverso la Elephant Gin Foundation, la fondazione senza scopo di lucro creata dai Gerlach, hanno finora superato il milione di euro.

Realizzato con diverse btaniche africane, Elephant Gin racconta il suo profondo legame con il Continente Nero anche nel suo packaging, con elementi chiave diventati simboli del marchio. Come le tradizionali perline che cingono il collo della bottiglia, prodotte a mano dalle donne della tribù Maasai del Kenya. O le etichette che riportano, sempre scritti a mano, i nomi degli elefanti che le fondazioni delle quali il brand è partner contribuiscono a proteggere.

La ricetta per il World Elephant Day

Italian Sundowner

Ingredienti:
50 ml Elephant Orange Cocoa Gin, 30 ml Vermouth Riserva Carlo Alberto Red, 7,5 ml Bitter Roger
Preparazione:
build
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
tumbler alto

Un’estate di crescita per il gelato artigianale italiano

gelato artigianale osservatorio Sigep
A dirlo l'Osservatorio Sigep World che prevede per questa estate un incremento delle vendite del 4% in tutta la Penisola che, con 600 milioni di porzioni vendute nel 2024, si conferma al primo posto in Europa. A raccontare i gusti di tendenza alcuni dei rinomati maestri gelatieri

Il gelato artigianale in Europa e in Italia ancora di più gode di ottima salute. A dirlo i numeri dell’Osservatorio Sigep World, che fotografa dati e tendenze nel settore della gelateria. Secondo l’Osservatorio, basato sui dati di Crest-Circana e dell’Associazione Italiana Gelatieri, lo scorso anno le vendite di gelato, pur a fronte di un leggero calo delle visite, -0,5%, sono aumentate del 2,1%, e ancora meglio si prospetta l’estate in corso.

L’Italia, dove le vendite hanno superato i 600 milioni di porzioni, si conferma al primo posto nei cinque mercati di riferimento, con un 26,4% del totale, davanti a Germania, 25,1%, Spagna, 20,6%, Francia e Gran Bretagna. Sempre nel 2024, il comparto del gelato artigianale ha registrato una crescita a valore tra lo 0,5% e l’1%, raggiungendo i 3 miliardi di fatturato, dai 2,9 miliardi del 2023, numero che emerge aggregando i dati di diverse fonti (Uif, Acomag, Confartigianato, Confesercenti, Fipe-Confcommercio, Demoskopika, Istat, Tci, Arpa).

«Cresce la propensione al consumo. In 4 visite su 100 i consumatori includono il gelato tra le loro scelte fuori casa – il commento di Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana –. Anche in un momento di incertezza gli europei non rinunciano a questa esperienza, offrendo opportunità e stimoli di crescita per tutta la filiera». Un trend positivo destinato a migliorare nell’estate in corso: l’Associazione Italiana Gelatieri prevede quest’estate un incremento delle vendite del 4% in tutta la Penisola.

La parola ai maestri gelatieri

Per capire quali tendenze traineranno la crescita del gelato artigianale, l’Osservatorio ha interrogato alcuni dei più rinomati maestri gelatieri della Penisola. «Tra le novità puntiamo su gusti come l’aronia, una bacca ricca di antiossidanti dal sapore simile al mirtillo, e la barbabietola che non alza l’indice glicemico», racconta Antonio Mezzalira, di Golosi di Natura a Piazzola sul Brenta (Padova). Un altro trend segnalato dal maestro è la differenziazione dei prezzi in base ai gusti: nella sua gelateria, per esempio, il gelato al prosecco ha un costo di 3 euro, a fronte dei 2,5 delle altre proposte.

Un ritorno ai gusti classici, a base di ingredienti semplici lavorati in modo artigianale, ma anche un forte interesse per gusti che includono biscotti e croccanti, in linea con la tendenza che vede la gelateria avvicinarsi sempre più alla pasticceria, è quanto nota Taila Semerano, della gelateria da Ciccio a Ostuni (Brindisi), incoronata nel 2024 al Sigep World di Rimini miglior gelatiere emergente dell’anno. La sua novità è la stracciatella inversa, con base al cioccolato fondente e scaglie di cioccolato bianco.

Sergio Colalucci, presidente del Gelato World Cup e proprietario della gelateria Colalucci a Nettuno (Roma) sottolinea l’importanza di avere un’offerta inclusiva e in linea con le nuove esigenze dei consumatori più orientate al benessere: gelati senza zuccheri aggiunti, 100% vegetali e privi di latte, lattosio e derivati. Due i suoi best seller del momento: un fondente al cioccolato arricchito da una salsina al Montepulciano d’Abruzzo, macerato nelle visciole e una crema gourmet, profumata alla vaniglia e arricchita da zest di limone e mandorlato di Colonia Veneta.

Da un lato, profili aromatici complessi e dolcezza bilanciata, dall’altro la valorizzazione degli ingredienti locali sono i principali trend individuati da Marco Ottaviani, titolare de Il Castello di Rimini. Trend ai quali il maestro gelatiere risponde, rispettivamente, con Vento d’Oro, che unisce zafferano, pistacchio e pepe Sichuan e il suo gelato alla Lavanda, Latte e Miele di Alta Montagna, a basso contenuto di zuccheri.

 

Los dos italianos perdidos en Mexico- La Punta Documental: guarda l’episodio n. 6

L'episodio numero 6 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

Nel sesto episodio, con la guida di Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga, i due bartender della Punta scopriranno come il distillato si unisce a ingredienti come pollo, coccodrillo, serpenti e persino cannabis.

L'episodio numero 6 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio).

Vendite stabili per Campari Group nel primo semestre

Campari Gruppo-Campari
Aperitivi e tequila continuano a trainare le vendite del Gruppo rimaste stabili sul 2024 e pari a 1,53 miliardi di euro, nonostante il clima di incertezza che caratterizza il mercato e che ha fatto sentire i suoi effetti in particolare nei primi tre mesi dell'anno

Aperitivi e tequila continuano a trainare le vendite di Campari Group. Vendite che nel primo semestre di quest’anno hanno raggiunto gli 1,53 miliardi di euro, rimanendo stabili rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante l’incertezza e la volatilità che caratterizzano il mercato e, più in generale, il contesto macroeconomico. Particolarmente positivo il dato del secondo trimestre, nel quale il Gruppo ha registrato una crescita organica del 3%, recuperando il terreno perso nei primi tre mesi, quando le criticità del mercato hanno fatto sentire maggiormente i loro effetti.

A risentire delle turbolenze del mercato le performance di profittabilità con l’Ebit (utile prima degli interessi e delle imposte) rettificato attestatosi sui 352 milioni, in calo del 5,6% su base organica, ma che ha registrato un +2% nel secondo trimestre, il margine operativo lordo rettificato a 727 milioni, -1% organicamente, ma +6,6% nel secondo trimestre, e l'utile del gruppo pari a 206 milioni, in calo del 6%.

Numeri che lasciano fiduciosi il management del gruppo per il prosieguo dell’anno. «Abbiamo registrato una performance positiva delle vendite nette nel secondo trimestre, come atteso, in avvio della stagione più importante. In termini di dati di consumo, abbiamo continuato a conseguire una sovraperformance nella maggior parte dei mercati, con un miglioramento nel secondo trimestre, guidata da aperitivi e tequila – ha commentato in una nota stampa il ceo di Campari Group Simon Hunt -. Guardando al futuro, confermiamo che la guidance già fornita per il 2025 rimane il nostro obiettivo, escludendo l’impatto dei dazi Usa, e il terzo trimestre sarà fondamentale per aumentare la nostra visibilità. La vendita del vermouth e sparkling wine di Cinzano e il business di Frattina per 100 milioni di euro segna un passo fondamentale nella strategia di razionalizzazione del nostro portafoglio e incrementato focus sui brand chiave, mentre assicuriamo la riduzione della leva finanziaria (leggi Campari cede i brand Cinzano e Frattina a Gruppo Caffo 1915)».

Bene gli aperitivi, corre il tequila

Guardando le performance dei vari brand, House of Aperitif (47% delle vendite del Gruppo), ha registrato una crescita del 2%. Le vendite di Aperol sono aumentate dell’1%, +2% nel secondo trimestre, guidate dalle Americhe, +8%, con una crescita negli Usa dell’1% e un forte trend nel resto della regione. L’andamento è stato stabile in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), con una performance invariata in Italia. In calo del 2% le vendite di Campari, nonostante una crescita dell’8% negli Stati Uniti e dell’1% in Emea. Gli altri marchi hanno registrato una crescita del 10%, con Crodino che ha mostrato un trend in accelerazione come gli altri aperitivi, in particolare Sarti Rosa e Aperol Spritz.

In calo dell’1% le vendite dei marchi racconti nella House of Whiskey and Rum (14% delle vendite del Gruppo), con Wild Turkey che ha risentito della frenata del mercato Usa, la sua principale piazza, che ha compensato la crescita nelle aree Asia Pacifico ed Emea. Molto positivo l’andamento del portafoglio di rum giamaicano, con vendite su del 5% guidate soprattutto da Wray&Nephew Overproof.

In crescita del 5% anche le vendite dei marchi della House of Agave (10% delle vendite del Gruppo). Continua la corsa di Espolòn (+5%) guidata dal mercato principale degli Stati Uniti e supportata sia da Blanco (+4%) che da Reposado (+14%), che registra performance positive anche nei mercati internazionali in fase di sviluppo, quali Australia, Canada, Regno Unito e Italia. Ottimo l’andamento degli altri marchi a base agave, +7%, guidati da Espolòn Ready to drink nel suo mercato principale dell’Australia e da Montelobos negli Usa.

In flessione dell’1% le vendite dei brand di House of Cognac and Champagne (8% delle vendite del Gruppo). Qui si evidenzia la caduta di Grand Marnier, -20%, influenzata dal mercato Usa. Gli altri cognac e champagne hanno registrato un calo del -5%, nonostante la solida crescita nel secondo trimestre (+12%), trainata da Lallier negli Stati Uniti.

Infine, i marchi locali (21% delle vendite del Gruppo) in calo del 4%. Skyy ha registrato una diminuzione del 4% negli Usa, suo principale mercato, in linea con i principali player della categoria, nonostante un miglioramento nel secondo trimestre, compensando la crescita in Argentina, Brasile e Cina. Bene i vini spumanti e i vermouth, cresciuti del +3%, mentre il resto del portafoglio è diminuito del -6%.

Da Velluto, a Bologna, è arrivato il mare

Velluto bartender
Antonio Gigante e Saverio Vaccari
Con la drink list Tutti Frutti, firmata da Antonio Gigante e Saverio Vaccari, il locale propone un viaggio nostalgico negli anni Ottanta, tra nostalgie pop, gelati d’infanzia e riferimenti a Baywatch

A Bologna ho incontrato un signore che con un giro di parole mi ha fatto capire che a Bologna c'è il mare. Cochi e Renato perdonino la perifrasi della loro A me mi piace il mare, ma tutto deve avere un inizio e questo ci è sembrato un bel modo di partire. Intendiamoci, quello di Bologna non è il mare che ti spettina e ti lascia il sale sulle labbra, o dei gabbiani che ti fregano la focaccia, ma quello che ti scombina i ricordi. Il mare degli anni Ottanta, delle estati infinite con i piedi incollati alla sabbia e i gelati confezionati che si scioglievano troppo in fretta per essere veri. Il mare che oggi, nel cuore della città, si trova al cocktail bar Velluto, grazie ad Antonio Gigante e Saverio Vaccari, che con la drink list Tutti Frutti hanno avuto il coraggio di fare ciò che in fondo tutti sogniamo: riportare l’estate di quando eravamo bambini in un bicchiere da adulti.

C’è dentro tutto: la nostalgia che pizzica come l’acqua fredda sulle caviglie, la leggerezza di un video che omaggia Baywatch - sì, quello con i costumi rossi e le corse al rallentatore - e la precisione chirurgica di chi sa che dietro ogni sorriso c’è un grammo pesato, una temperatura calibrata, una texture studiata per sorprendere. Perché dietro l’ironia pop c’è una tecnica da gente che ne sa.

Tecnica sopraffina e immaginario pop

Gli anni Ottanta erano fatti di colori sparati e sogni low cost prima che la dizione “low cost” entrasse nel vocabolario popolare. Ci bastava un ghiacciolo all’arancia per credere di avere il mondo in mano. Tutti Frutti parte proprio da lì, dai gelati confezionati di quell’epoca, e li trasforma in cocktail da quattordici euro che sono piccoli oggetti scenici, controfigure di buon gusto. Prendiamo l’Ariallera, servito in una tazza da gelato come fosse un cimelio d’infanzia trovato in un mercatino delle pulci. Il Tanqueray Ten incontra il Lillet Rosé e il pompelmo, mentre l’Amarena Fabbri aggiunge quella nota di dolcezza nostalgica, quasi rassicurante, molto bolognese. L’aria ai frutti rossi, leggera e impalpabile, è la parte più ludica ma anche più intrigante: al naso arriva prima l’esplosione fruttata, poi in bocca l’equilibrio tra agrumi e fiori lascia spazio a un amaricante elegante, da sorbetto adulto. È il drink che sa come sorridere, ma anche come colpire di fino.

Il Fior di Frigola è invece un aperitivo con l’anima da divo, quello che arriva in scena dentro un mini-frigo, nell’era del “Frigobarman”, già questo dice tutto sullo spirito del progetto. Dentro, un Vermouth Martini Riserva Speciale Ambrato che incontra un infuso di fragola e Milky Oolong, completati dallo Champagne Lallier. L’effetto? Prima la sorpresa visiva, poi l’assaggio che gioca in punta di fioretto: floreale, morbido, quasi cremoso al palato, con note di fragranza fruttata che si rincorrono come luci al neon su un lungomare romagnolo ai tempi d’oro delle sale giochi. È un drink che si apre lentamente, come un tramonto che non ha fretta di chiuderla lì.

E poi c’è il Nanopistico, che è un colpo di scena in verde brillante: vodka Beluga come base solida, ma poi mela verde, cetriolo e avocado a dare quel twist vegetale che rende tutto più sorprendente. La Ginger Beer Sanpellegrino chiude con una spinta frizzante e speziata, e il risultato è un cocktail che non si limita a dissetare: rinfresca, stuzzica, e lascia in bocca una traccia erbacea, quasi balsamica. Un po’ Bob Marley, un po’ Sting per dirla in note. È il più contemporaneo dei tre, ma non rinuncia a quel tocco giocoso che fa parte dell’identità di Tutti Frutti.

Ogni drink un ricordo interpretato con ironia

Questa lista è una dichiarazione d’intenti come fu per il primo motorino “Ciao” pagato a rate: dietro i bicchieri insoliti, i nomi scherzosi e le cartoline che trasformano Bologna in una città di mare c’è una costruzione organolettica precisa. Le temperature sono studiate per creare contrasti - dal sorbetto che ti rinfresca la lingua alla sensazione vellutata di un tè latteo - mentre le consistenze cambiano a seconda del drink, passando dal cremoso al frizzante per stimolare più sensi contemporaneamente. La palette aromatica è coerente: frutta, agrumi, tocchi tropicali e dolcezze mai eccessive, tutto bilanciato con spiriti premium e ingredienti freschi.

Ma la forza di Tutti Frutti non è solo tecnica, un po’ come Chuck Berry che con tre accordi e un passo d’anatra ti fregava l’anima: lì non era questione di virtuosismi, era un colpo basso al cuore, roba che ti faceva venire voglia di vivere più in fretta. È che, mentre bevi, ti ritrovi a pensare a quelle estati passate davanti a una tv che trasmetteva Baywatch - e tu, ragazzino, credevi che il mondo fosse un posto dove tutti correvano rallentati, belli e abbronzati, pronti a salvarti, anche se l’unico pericolo era la noia. Gigante e Vaccari hanno preso quell’immaginario e l’hanno sporcato di ironia e malinconia: perché crescere significa capire che i gelati si sciolgono, i bagnini non arrivano sempre in tempo e le vacanze finiscono.

E allora ecco il bar che si prende gioco di tutto questo, ma lo fa con la serietà di chi conosce i fondamentali. Perché ogni drink è un ricordo, sì, ma è soprattutto un cocktail che funziona: preciso, curato, con una regia invisibile dietro la battuta. Velluto è quel genere di posto dove ti fanno ridere, poi ti fregano con la sostanza, e tu sei felice di essere stato fregato. E quando finisci l’ultimo sorso, ti resta la sensazione di aver appena scartato il gelato sbagliato ma, per qualche motivo, era proprio quello giusto.

Tequila Miradiva alla conquista di lounge bar esclusivi

Servizio cocktail al banco di Rosa Grand Milano Lounge & Bar
In occasione del World Tequila Day, la gamma Tequila Miradiva composta da Blanco, Reposado, Anejo e Rosa Canela è stata protagonista al Lounge Bar dell'hotel Rosa Grand Milano.

Lanciata solo l'anno scorso, la gamma ultrapremium di Tequila Miradiva sta conquistando un posto d'onore sulla bottigliera dei lounge bar internazionali, da località turistiche come Ibiza a metropoli come Milano.

E proprio al Rosa Grand Milano Collezione Starhotels di piazza Fontana (alle spalle del Duomo), in occasione del World Tequila Day, si è tenuta una speciale degustazione della gamma Tequila Miradiva al Grand Lounge & Bar a cura del barmanager Alessio Mei Martorelli e dello chef Bruno Cefalà, con la supervisione general manager Marco Pratolongo.
Paloma e Margarita
sono stati i cocktail al centro dell'assaggio accompagnati da un menù food speciale composto da bocconcini come:
rosa di crudo di ricciola, bacche rosa, brunoise di mela verde e cetriolo, nebulizzata da Tequila affumicata;
polpa di scampi marinati all'aneto, caviale di Tequila e veli di rapanello;
crumble di pane croccante al pomodoro, spuma di ricotta di bufala e 'nduja aromatizzata alla Tequila;
mini granita al lime e Tequila Miradiva.

Nella degustazione in purezza di Blanco, Reposado e Anejo (40° alc), particolare interesse e favore ha riscosso Rosa Canela, affinata in serbatoi di alluminio e arricchita con petali di rosa e chips di rovere francese provenienti da botti che hanno ospitato pregiati vini rossi, particolarità che conferisce al distillato un colore rosa intenso e sfumature di frutti rossi, vaniglia e caramello.

Da sempre considerato un prodotto "povero" messicano frutto della distillazione di agave blu, il tequila invece si è rivelato pieno di risorse inaspettate, almeno pari a distillati più prestigiosi.
Dall'incontro con il celebre maestro tequilero Hugo Yerenas Dominguez che opera nello stato messicano di Jalisco e che utilizza un metodo innovativo per la cottura delle noci di agave, un gruppo di investitori italiani come Andrea Rovinalti (amministratore delegato) ha messo a punto il progetto Tequila Miradiva.
L'iniziativa punta su una indubbia qualità del prodotto a cominciare dalla materia prima come agave blu weber, realizzando specialità come Blanco, Reposado e Anejo, alle quali è stata affiancata l'originale Rosa Canela.
Tutte proposte in una originale bottiglia di ceramica colorata con decorazioni in oro applicate a mano da 70 cl, dal design altrettanto elegante e raffinato, con chiari riferimenti all'arte messicana precolombiana. Da notare che la forma ricorda i gradoni di un tempio maya, sensazione rafforzata dal lato posteriore della bottiglia che ricorda le gradinate per salire fino in cima al tempio.

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