Il bartender del Mag La Pusterla di Milano vince la competition firmata dal marchio toscano, che in questa sesta edizione ha avuto come tema The American Dream, E si aggiudica uno stage presso il ViceVersa a Miami di Valentino Longo
È Giorgio Simone Porreca del Mag La Pusterladi Milano il vincitore dell’edizione 2025 della Sabatini Cocktail Competition, la gara di bartending organizzata dal marchio toscano di gin distribuito da Compania dei Caraibi.
The American Dream il tema che ha caratterizzato questa sesta edizione del concorso, studiato in collaborazione con il ViceVersa di Miami del bartender Valentino Longo (leggi ViceVersa, il nuovo cocktail bar con cucina di Valentino Longo a Miami), e scelto per celebrare il rito nazionale dell’aperitivo, valorizzandone lo spirito conviviale e mostrandone l’adattabilità ai contesti internazionali. Tema che i concorrenti hanno dovuto tradurre in realtà reinterpretando i grandi classici della miscelazione e dell’aperitivo italiano, fornendone una versione alcolica a base di Sabatini Gin e una analcolica a base di Sabatini 0.0 originale e creativa, capaci di portarli idealmente Oltreoceano.
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Liberty Martini e Giovannino, le due creazioni di Giorgio Simone Porreca
I finalisti e la giuria
Sei i bartender che si sono conquistati il posto per la finalissima, andata in scena presso la suggestiva Villa Ugo di Cortona (Arezzo), culla del marchio e della dinastia dei suoi creatori. Oltre al vincitore, a giocarsi il titolo c’erano: Michele Stagno di Sartoria Miscelazione Democratica di Palermo, Luca Goracci del Balagan di Roma, Alessandro di Palo dell’Hugo di Pomigliano D'Arco (Napoli), Pietro Intemerato del Tuigas Cafè di Villaricca (Napoli) e Lorenzo Bertone del Depero Club di Rieti.
Qui i finalisti hanno sottoposto le loro due creazioni al vaglio di una giuria composta da Enrico Sabatini, co-founder e general manager Sabatini, Valentino Longo, Emanuele Russo, spirits specialist di Compagnia dei Caraibi, e Mirko Marcelli, chef di Osmosi di Montepulciano (Siena).
Il podio della Sabatini Cocktail Competition
Giorgio Simone Porreca ha superato la concorrenza con le sue creazioni Liberty Martini e Giovannino. La prima è un’originale versione del re dei cocktail realizzata con Sabatini Gin, mandorla amara home made e Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto, che ha impreziosito con una nebulizzazione home made dello stesso vermouth al pane e guarnito con un francobollo in carta di riso profumata di pane, accompagnando il drink con un piccolo aperitivo conviviale di mandorle sotto salamoia. Il secondo è invece il drink analcolico che ha preparato con Sabatini 0.0, shrub home made di apple pie, Match Mediterranean Tonic e una foam sempre home made di basilico e olio extra vergine d’oliva.
Al secondo posto si è classificato Michele Stagno, che ha preceduto sul podio Lorenzo Bertone.
Con la vittoria della Sabatini Cocktail Competition, Porreca si è aggiudicato l’ambito premio: un biglietto per Miami, dove vivrà un esclusivo stage al fianco di Valentino Longo e il suo team al ViceVersa, dove sarà protagonista di una guest night finale che gli permetterà di firmare una drink list Sabatini.
Le ricette vincitrici
Liberty Martini di Giorgio Simone Porreca Ingredienti: 45 ml Sabatini Gin, 15 ml mandorla amara home made, 15 ml Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto Guarnizione: 10 ml Vermouth Superiore Extra Dry Carlo Alberto al pane home made in nebulizzazione e un francobollo in carta di riso profumata di pane Side: mandorle sotto salamoia.
Giovannino di Giorgio Simone Porreca Ingredienti: 40 ml Sabatini 0.0, 25 ml apple pie shrub home made, 40 ml Match Mediterranean Tonic, top foam di basilico e olio extra vergine d’oliva home made
La pausa pranzo al bar è una grande opportunità e con l’aiuto di Orogel preparare una linea che sia bilanciata colorata e varia diventa un gioco da ragazzi
Esposizione al banco, in stile tavola calda, o menu alla carta? L’importante è che l’offerta della pausa pranzo sia sostenibile per le cucine del bar e ragionata sulle esigenze del pubblico che lo frequenta. Se ben fatta, è una grande opportunità. Questione di pianificazione, come spiega Gaetano Ragunì, coordinatore team chef Orogel: «Vince una proposta bilanciata, colorata e varia, che non tralasci le esigenze di chi, per scelta o necessità, è alla ricerca di piatti free-from».
L’ampia gamma dei surgelati Orogel Food Service aiuta a rispondere a queste esigenze, dalle proposte vegan e plant based, come le Polpettine proteiche e i Burger proteici (fra cui le ultime due referenze, presentate a maggio: Polpettine proteiche al pomodoro e Burger proteico melanzane e menta); alla gamma di cereali pronti da cuocere al microonde, in molti casi già abbinati a legumi e a verdure, da proporre in piatti sia caldi che freddi (come il Misto cereali integrali, oppure Legumi e risi con semi di girasole).
E ancora tutta la gamma di verdure, che è da sempre la punta di diamante di Orogel: raccolte quando sono al culmine della loro freschezza e lavorate immediatamente, mantengono inalterate le loro proprietà nutritive, offrendo un prodotto ricco di vitamine, minerali e antiossidanti, ideale per piatti sani e bilanciati. Ma anche la consistenza di verdure appena raccolte, con il vantaggio ulteriore di essere già pronte, lavate, affettate e cucinate da Orogel. In più, molte di queste verdure hanno la particolarità di essere surgelate utilizzando il processo chiamato Iqf, acronimo di Individually Quick Frozen: grazie a questo accorgimento, si può prelevare solo la quantità di prodotto che serve. «Io dico sempre che è come se ci fosse un’intera brigata nelle nostre buste - commenta Ragunì -, che ha già svolto la gran parte del lavoro». Il compito della cucina del bar? Solo riscaldare e aggiungere il proprio tocco da chef.
In programma dal 24 al 29 ottobre, presso la Roastery Lot Zero, il corso Evolved Q Grader, il nuovo percorso di formazione e certificazione Sca per abilitare i professionisti più esperti nell'arte della valutazione del caffè. In cattedra Roukiat Delrue e Davide Cobelli
C’è un appuntamento da segnare in agenda per i professionisti italiani ed europei che vogliono accedere a uno dei più alti livelli di formazione nel mondo del caffè e diventare un punto di riferimento nella valutazione a tutto tondo della sua qualità. L’appuntamento è a Milanodal 24 al 29 ottobre, quando si terrà una delle prime edizioni in Europa del corsoEvolved Q Grader, ospitato dalla Roastery Lot Zero di Sevengrams, in via Valparaiso, 9.
Il corso Evolved Q Grader è il percorso di formazione e certificazione più avanzato nel mondo del caffè, che sostituisce e modernizza il precedente sistema Q Grader, ed è stato progettato dalla Specialty Coffee Association (Sca) per abilitare i professionisti più esperti nell'arte della valutazione del caffè. Pertanto, si rivolge ai professionisti che hanno già una solida esperienza nell'assaggio (cupping), nella valutazione sensoriale e nell'analisi del caffè verde.
Al centro di questa evoluzione è il Coffee Value Assessment (Cva), il sistema di valutazione più completo e moderno del settore, introdotto nel 2023, che supera il concetto di punteggio singolo per analizzare il valore del caffè in ogni sua dimensione con un approccio scientifico.
Trainer d’eccellenza
Attraverso un percorso intensivo di sei giorni (48 ore), che prevede un rigoroso programma di lezioni teoriche, attività pratiche ed esami, i partecipanti affineranno le loro competenze in materia e avranno una conoscenza approfondita di questo metodo innovativo.
A guidarli in questo percorso di alta formazione due figure di spicco del settore: Roukiat Delrue, personaggio di spicco nel panorama mondiale del caffè, formatrice, head judge per le competizioni del World Coffee Events (Wce) e che ha contribuito allo sviluppo del Cva, e Davide Cobelli, trainer Sca, della quale è stato coordinatore nazionale della sessione italiana, fondatore della Coffee Training Academy, e Campione Italiano di Tostatura 2020.
Padroneggiare il Coffee Value Assessment
Più nello specifico, il corso si propone di fornire ai partecipanti tutte le conoscenze che permettano loro di padroneggiare il Coffee Value Assessment e di eseguire con precisione le quattro valutazioni chiave del sistema per creare una "carta d'identità" completa di ogni caffè. Ovvero, valutazione fisica, che consiste nell’analisi del caffè verde per classificarne colore, umidità, dimensione e difetti; descrittiva, cioè la mappatura del profilo sensoriale, per identificarne con esattezza note aromatiche, gusto e mouthfeel; affettiva, per valutare la qualità e il potenziale di un caffè non solo secondo il proprio gusto personale, ma simulando le preferenze di specifici mercati; estrinseca, che documenta gli attributi "nascosti" che creano valore, come l'origine, la storia del produttore, le certificazioni e le pratiche di sostenibilità.
Il corso prevede 9 esami (8 pratici e 1 scritto) che coprono tutte le aree di competenza. Al loro superamento, i partecipanti otterranno la licenza di Evolved Q Grader, traguardo che ne attesta l'eccellenza e la competenza nella valutazione del caffè a livello mondiale.
Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.
I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale. Cosa unisce i combattimenti tra galli nelle fattorie e le complessità della distillazione del mezcal? L’undicesimo episodio del viaggio dei due bartender della Punta cerca la risposta a questa domanda.
L'episodio numero 11 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono e il decimo episodio).
L’amaro creato da Mattia Marti ed Emiliano Inguscio rilegge e fonde insieme la tradizione del digestivo alle erbe e dell’amaro al caffè. Un dopo pasto contemporaneo che si candita a protagonista anche nella mixology
Si conferma molto vivace il panorama dell’amaro italiano. Un mondo ricco e vario e dalla storia secolare che continua ad arricchirsi di nuove produzioni non di rado con proposte che della tradizione offrono un’interpretazione in chiave contemporanea. In questa categoria si colloca Kyma, un amaro artigianale al caffè made in Salento.
Lanciato lo scorso aprile, Kyma è frutto di un progetto firmato da Mattia Marti, che ora apre un nuovo capitolo nella sua carriera nel mondo beverage, iniziata come bartender presso il Quanto Basta di Lecce, proseguita nella distribuzione presso Mebimport Group, poi come brand ambassador di J.Rose Gin, accompagnato in questa avventura dal socio, l’amico e imprenditore Emiliano Inguscio.
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Kyma l'amaro al caffè
Mattia Marti
Emiliano Inguscio
«Abbiamo voluto realizzare un prodotto che rileggesse, fondendoli, due filoni della nostra tradizione liquoristica: quella del digestivo alle erbe e quella del liquore al caffè – racconta Marti -. Un prodotto dallo stile moderno, alternativo alle classiche proposte, in grado di accontentare i palati più diversi, ma anche i bartender, rispondendo alle esigenze della mixology contemporanea».
Ricco, complesso ed equilibrato
Un risultato ottenuto grazie una formula frutto di un accurata ricerca e sperimentazione la cui produzione è stata affidata a Liquorificio Italia, per garantire la massima qualità e artigianalità del prodotto. Il profiloaromatico di Kyma è costruito su una base di caffè 100% Arabica alla quale si unisce una selezione di botaniche che ne esaltano la complessità. In particolare troviamo il rabarbaro, che con il suo tocco legnoso dona profondità; il mandarino ad aggiungere una nota agrumata; l’artemisia e l’anice stellato che apportano un tocco balsamico; infine, la radice di cicoria e la genziana a chiudere il sorso con un’amarezza equilibrata.
Da questo incontro prende vita un amaro dal colore ambrato brillante, con riflessi dorati, e dal profilo ricco e complesso, dove le intense note di caffè si arricchiscono di sfumature balsamiche e agrumate, il tutto in un equilibrio perfetto, che ne fanno un ottimo dopo pasto da proporre come alternativa elegante e più moderna al classico digestivo. Un dopo pasto da servire liscio, a temperatura ambiente, per apprezzarne le sfumature più morbide e dolci, oppure freddo, tra i 4 e i 6 °C, per esaltarne l’anima più amara. Inoltre, si abbina bene a cioccolato fondente, dolci agrumati, gelati, pasticceria secca e a preparazioni alla mandorla, per un’esperienza gustativa ancora più ricca.
«La peculiarità di Kyma è di essere un prodotto dal carattere deciso e immediatamente riconoscibile, ma al tempo stesso di facile bevuta, anche in virtù della sua gradazione contenuta (alc 25% in vol) – racconta Marti -. Caratteristiche che lo fanno apprezzare sia da chi guarda alla tradizione, cercandovi elementi di novità, sia dalle nuove generazioni di consumatori, più attratte da proposte dal gusto meno spigoloso e low alcohol».
Ingrediente per cocktail d’autore
Ma un altro campo d’azione dove il nuovo arrivato sta dando alta prova di sé è la miscelazione, rivelandosi un ingrediente intrigante per la preparazione di diverse tipologie di cocktail. «In questa veste il suo gusto rotondo e la struttura pulita lo rendono perfetto per twist su classici, per esempio per dare una spinta aromatica a un Negroni, o aggiungere una elegante nota agrumata e balsamica a un Espresso Martini, o per creare dei long drink freschi e dissetanti, semplicemente unendolo a una tonica o a sodati all’arancia – spiega Marti -. Oppure come protagonista di innovativi signature.
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Giovanni Maffeo del Cibi e Spiriti a San Pancrazio Salentino, mentre degusta il suo Et riposa
Giuseppe Vicinanza del Quanto Basta di Lecce con Qui Quo Qua
Antonio Lecciso del Prohibition di Lecce, mentre preparara il suo signature Ronin
E delle possibilità offerte da Kyma ai mixologist offrono una testimonianza le originali creazioni realizzate dai bartender di alcuni rinomati cocktail bar della Puglia, conquistati dall’aromaticità del nuovo prodotto (le ricette compete in fondo all’articolo). Come Et riposa, firmato da Giovanni Maffeo del Cibi e Spiriti di San Pancrazio Salentino (Brindisi), dove, attraverso un ponte di gusto che unisce Salento e Messico, l’amaro si miscela a mezcal, sciroppo di agave, fermentato di ananas e sale affumicato.
OQui Quo Qua, creatura di Giuseppe Vicinanza del Quanto Basta di Lecce, dove a esaltare la ricchezza di Kyma è soda al marshmallow home made. O come Ronin, il signature ideato da Antonio Lecciso del Prohibition, sempre a Lecce, dove l’amaro al caffè si aggiunge a una base di Bulleit Bourbon, sciroppo alla nocciola e anice.
Le ricette
Et riposa di Giovanni Maffeo Ingredienti: 3 cl Kyma l’amaro al caffè, 1,5 cl mezcal, 1 barspoon sciroppo d'agave, top fermentato d'ananas, sale affumicato Preparazione: build Bicchiere: Collins
Qui Quo Qua di Giuseppe Vicinanza Ingredienti: 3 cl Kyma l’amaro al caffè, 10 cl soda al marshmallow home made*, ghiaccio Ice Stick *soda al marchmallow: Ingredienti: 50 cl acqua, 50 gr marshmallow, 5 gocce di estratto di vaniglia, 2 Mint Breath Strips. Preparazione: cuocere gli ingredienti sottovuoto in roner a 50 °C per due ore. Filtrare e aggiungere al composto 10 cl di Fake lemon (10 cl di acqua e 6 gr di acido citrico) e 5 cl di sciroppo di zucchero 2:1 Preparazione: build Guarnizione: marshmallow Bicchiere: Collins
Ronin di Antonio Lecciso Ingredienti: 4,5 cl Bulleit Bourbon, 2 cl Kyma l’amaro al caffè, 1 bar spoon di sciroppo alla nocciola, 3 dash di anice Preparazione: build Guarnizione: una noce Bicchiere: Old Fashioned
Kyma Orange Ingredienti: 5 cl Kyma l’amaro al caffè, 10 cl soda all'arancia Preparazione: build Guarnizione: una fetta d’arancia e un chicco di caffè Bicchiere: Collins bordato con zucchero di canna dopo averlo inumidito con una fetta di arancia
Il nuovo marchio porta il luppolo nel mondo delle bevande funzionali con una gamma di acque luppolate arricchite con vitamine e minerali. Tre referenze inclusive: vegane, senza zuccheri, calorie e lactose free
Il luppolo, interpretato in chiave non alcolica, è il protagonista della gamma di referenze ActiveHop, nuovo marchio del segmento delle bevande funzionali. Marchio che si presenta al mercato con una linea di acqua luppolata, dedicata a chi pratica attività outdoor. Drop, Rad e Trail, queste le tre proposte, sono state infatti sviluppate per rispondere alle esigenze nutrizionali e sensoriali di un target attivo, offrendo in un unico prodotto benessere fisico, benefici funzionali e gusto.
A garantire tutto ciò è in primo luogo il luppolo, ingrediente distintivo delle formulazioni ActiveHop, scelto per le sue proprietà sensoriali e benefiche. Le sue note amaricanti ed erbacee donano alle bevande un profilo organolettico differente, rispetto alle proposte del settore, e naturalmente dissetante. Il suo estratto, grazie alla ricchezza di flavonoidi e di acidi alfa e beta, è noto per le sue numerose proprietà benefiche: ha infatti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, svolge un’azione antifungina e antibatterica, ha proprietà calmanti e rilassanti e favorisce la digestione.
La ricetta delle bevande è poi arricchita da nutrienti funzionali quali le vitamine del gruppo B (B6, B9, B12), la vitamina C, magnesio e potassio. Tutti componenti fondamentali per il metabolismo energetico, la funzione muscolare e il sistema nervoso, particolarmente utili quando si fanno sforzi fisici, perché riducono l’affaticamento, favoriscono il recupero muscolare e il corretto funzionamento corporeo.
Ricetta pulita e inclusiva
Interamente orientata al benessere, la gamma ActiveHop si caratterizza per l’etichetta pulita. Le bevande sono realizzate con ingredienti naturali, sono prive di zuccheri, di calorie e di coloranti, non contengono lattosio e sono vegane: una formula inclusiva, studiata per accontentare tutti i consumatori attenti al proprio benessere, anche quelli che, per scelta o necessità, seguono particolari regimi alimentari.
Una gamma inclusiva anche sotto il profilo sensoriale, grazie alla declinazione in tre varianti di gusto pensate per soddisfare ogni palato. Drop, che rappresenta la pura espressione del luppolo, con il suo gusto essenziale e dissetante. Rad, arricchita con aroma naturale di lime, per offrire una sensazione energizzante e rinfrescante. Trail, dove l’aroma naturale di mirtillo crea un contrasto armonico con il luppolo, per un mix tonico e rigenerante.
Le tre referenze sono proposte in bottiglia in alluminio, materiale riciclabile all’infinito, con tappo a vite in formato da 470 ml: un pack pratico, leggero e resistente, ideale per l’utilizzo all’aria aperta e durante l’attività fisica.
Sono aperte le iscrizioni alla gara della terza e ultima fase di qualificazione del Master Coffee Grinder Championship, in programma il 28 settembre presso il Castello Volante di Corigliano d’Otranto (LE). Per iscriversi alla competizione è sufficiente registrarsi sul sito MGC | Master Grinder Championship. Il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona e giunto alla sua quarta edizione, vede già qualificati Tania Maifredi, Nadia Giacomelli, Riccardo Vassallo e Federico Lombardo; la competizione pugliese completerà la rosa dei finalisti
L’evento si inserisce nel programma della terza edizione di Spiritosa Festival, il primo evento del Sud Italia dedicato al bere di qualità: al suo interno si terranno diverse masterclass rivolte sia ai professionisti del settore sia agli appassionati, tra cui alcune dedicate al caffè di qualità, declinato in purezza e in mixology.
In particolare, sabato 27 settembre Simone Previati realizzerà una sessione di miscelazione con l’utilizzo di pump my moka by Bialetti che con Santinocaffè (che metterà a disposizione per la gara un caffè certificato dall’International Women’s Coffee Alliance) e Jack Daniel’s, proponendo nuove modalità di consumo, a cui seguirà un focus di pulyCaff dedicato alla pulizia della macchina espresso.
Domenica 28 Andrea Antonelli, titolare di Antonelli Academy, l’unico centro autorizzato ad effettuare training per la competizione, illustrerà le diverse prove e darà il via a una serie di rapide sessioni di formazione sulle apparecchiature, le attrezzature e i prodotti per la pulizia, tenute dai responsabili delle aziende sponsor dell’Mgc: Fiorenzato, Dalla Corte, Dvg De Vecchi, Brita, Ipa Porcellane, International Womens’ Coffee Alliance, Santinocaffè. Insieme al capo giuria Luigi Pillitu e ai giudici Luca Bernardoni, Simone Previati e Andrea Antonelli, Fabio Verona spiegherà il regolamento e il funzionamento della competizione, che prenderà il via alle 18. Il termine della gara è previsto per le 20; alla premiazione seguirà un aperitivo in compagnia degli organizzatori di Spiritosa.
Votazioni on line aperte fino al 30 settembre. Si possono esprimere fino a tre preferenze per categoria. 120 i prodotti/servizi candidati, divisi nelle 19 categorie che saranno premiate al Premio Barawards Innovazione dell'anno 2025
Sono aperte le votazioni on line per l’edizione 2025 diBarawards Premio Innovazione dell’anno. In totale 120, tra prodotti, attrezzature e servizi, le candidature validatedal nostro comitato tecnico. Un numero più del doppio rispetto a quelle della scorsa edizione, a testimonianza di una propensione all'innovazione che non cessa la sua spinta propulsiva.
Le soluzioni in lizza per il Premio sono state divise in 19 categorie, cui si aggiungerà la menzione speciale "Green" per il prodotto che meglio esprime il concetto di sostenibilità.
Queste le categorie premiate:
Acqua
Bevande
Birra
Dealcolati
Ingredienti per cocktail
Alcolici
Superalcolici gin
Superalcolici distillati
Superalcolici liquori
Ready to drink analcolici
Ready to drink alcolici
Ingredienti
Food dolce
Food salato
Pane&co
Attrezzature caffè
Strumenti di servizio
Attrezzatura da bar
Tecnologia
Scopri l'elenco dei candidati ed esprimi le tue preferenze.
Ricordiamo che il meccanismo di valutazione prevede, oltre al voto on line, il voto dei panelist, un gruppo di esperti di industria, distribuzione e consulenza selezionato dalle redazioni di Bargiornale, Hotel Domani e Ristoranti di Bargiornale.
Il voto dei panelist contribuirà per l'80% alla formazione del giudizio complessivo, mentre il voto on line peserà il 20%.
La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso della Giornata dell'Innovazione in programma a Milano giovedì 4 dicembre 2025.
L'editoriale del numero di settembre 2025 di Bargiornale dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich, dedicato allo spirito dell'accoglienza
“Una casa lontano da casa”. Così erano i locali ai tempi dei primi lounge bar. Bar dove fare il nido, sedersi, accucciarsi in compagnia di amici e amiche. Posti molto glamour, molto ostriche e Champagne, firmati e controfirmati dall’architetto Paperon de’ Paperoni. Bar che continuano il loro successo, vivi e vegeti, hanno cambiato solo forma, design, insegne, ma il concetto resta quello. Il gioco? Sempre lo stesso: costruire un bozzolo, un teatro, un guscio dove l’ospite possa evadere, dimenticare il mondo reale, sentirsi protagonista per un po’. Vale per i lounge, vale ancora per i Tiki bar. Posti mascherati che quando entri dentro vieni catapultato in un universo che profuma di esotico, fiori tropicali, legni scolpiti, rum a fiumi, mug antropomorfe che gli manca solo la voce e poi potrebbero anche parlare.
Rupert Holmes lo aveva capito con Escape (The Piña Colada Song): l’evasione non è un drink, è un alibi. “If you like Piña Coladas and gettin’ caught in the rain… write to me and escape.” Filosofia pura. Daniele Dalla Pola, in copertina, lo incarna perfettamente: la sua Sexy Colada, i suoi locali tra Miami e Messico. Lui e quelli come lui non fanno Tiki. Sono Tiki. E questa è la chiave del successo: non vendere banalmente uno Zombie a un intenditore di cocktail, ma vendere un mondo intero a chi quel mondo non lo conosce, ma ne è affascinato.
Già perché se un tempo cercavamo una casa lontano da casa oggi quello su cui puntiamo quando cerchiamo un bar è una casa lontano da casa, ma che abbia il profumo di un’altra casa. Vi siete persi nel giro di parole? Ci pensiamo noi.
Oggi la bussola gira altrove. La “casa lontano da casa” non basta più. Serve una casa che sappia di un’altra casa, diversa dalla tua, che racconti storie, ricordi, profumi di radici. I bar di quartiere tornano protagonisti. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Palermo, la Gen Z riscopre i luoghi autentici: vecchie latterie trasformate in cocktail bar, coni gelato che tornano a farti innamorare, caffè che sanno di storia e vicinato. Non è nostalgia.
È “newstalgia”. È, letteralmente, la tendenza a provare sentimenti nostalgici verso elementi del passato reinterpretati o riadattati in chiave moderna. Ma è anche la conferma che i nuovi clienti vogliono autenticità e semplicità. Aperitivi buoni, accessibili, senza troppi orpelli. Perché evadere oggi non significa necessariamente volare verso l’esotico o nel salotto di lusso. Significa trovare rifugio anche in ciò che è reale, tangibile, vicino. E l’evasione è una porta che si apre e porta altrove.
Il bar va pensato come una macchina del tempo, un universo alternativo, un laboratorio di sogni. Basta un profumo, un buon caffè, un angolo di luce giusta. Un posto dove ci si accuccia, si osserva, si sorride e il mondo esterno sparisce. Per qualche minuto, ora, ci si sente altrove.
E allora capisci: evadere non è fuggire. È scegliere di vivere (o meglio far vivere) un’altra realtà, anche se solo per poco. •
Manca poco più di un mese alla Venice Cocktail Week, che da mercoledì 22 a domenica 26 ottobre 2025 tornerà per la quarta edizione in laguna. La kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli coinvolgerà28 cocktail bar della città, selezionati per l’occasione. Si parte con una festa esclusiva all'Hotel Aman, lo stesso che ha ospitato il matrimonio di Jeff Bezos. «In questi anni - racconta Paola Mencarelli - abbiamo portato i veneziani nei bar degli hotel, che raramente frequentavano. Anche per questo il comune di Venezia ci ha creduto fin dal primo momento e ci supporta con il patrocinio, insieme alla Vela (la società che organizza gli eventi in Laguna, ndr) e considerando la Cocktail Week come uno dei grandi eventi».
Paola Mencarelli
La novità dell'edizione 2025 è che la settimana si è ristretta a cinque giorni, con l'obiettivo di rendere tutto più intenso, con contenuti per appassionati, conoscitori e professionisti del settore. Cocktail list dedicate, masterclass, brunch, aperitivi e si conferma il ruolo privilegiato dei pop-up bar delle altre cocktail week, un modo per creare un circuito di bar e unire tutta Italia con un brindisi. Non mancheranno guest shift, con ospiti locali e internazionali, ma su questo Mencarelli aggiunge che, per la sua eccezionalità, Venezia è il luogo privilegiato per dare spazio soprattutto ai professionisti resident dei bar della laguna. «Il principio di fondo delle Cocktail Week - spiega - è proprio di valorizzare i professionisti che ci accolgono nei loro bar, per questo abbiamo introdotto l'iniziativa Barkeeper. D'altra parte penso che sia arrivato il momento di smettere di guardare a quel che si fa fuori dai nostri confini e di dare il giusto risalto a quello che si fa noi in Italia».
Un esempio di Venezia è il focus sull'aperitivo di mezzogiorno, uno dei temi a cui dovranno attenersi i bar che partecipano alla manifestazione nel pensare i loro cocktail (l'altro è un signature): «Non è una novità, fin dalla prima edizione a Venezia abbiamo pensato a questo tema, perché è una consuetudine tutta di Venezia da raccontare: da Florian a mezzogiorno c'è la fila tutti i giorni per un Bellini», chiarisce Mencarelli. Che aggiunge come sia una delle tante sfaccettature dell'accoglienza all'italiana, che si distingue nel mondo: «I nostri barman italiani, sia quando giocano in casa, che quando vanno all'estero, si distinguono per eleganza e savoir faire. Li riconosci già da come sono vestiti. E a Venezia, che è una città elegante in sé, anche perché i cocktail bar degli hotel di lusso dettano la linea, si percepisce ancora di più».
A distinguere l'italianità al bar contribuiscono anche tradizione e creatività: «Il made in Italy nella liquoristica, il fatto che abbiamo inventato l'aperitivo, ricette immortali come il Negroni, che è nato a Firenze, e ancora i caffè storici, nonché quelli moderni che si fanno notare anche a livello internazionale... insomma, in Italia non ci manca nulla e quello che abbiamo deve essere valorizzato agli occhi del mondo. L'obiettivo della Cocktail Week, così come è partita da Firenze ormai quasi dieci anni fa, è proprio questo».
Negli ultimi dieci anni, la scena dei cocktail bar nel Sud-est asiatico ha vissuto un’evoluzione dinamica. Singapore, già protagonista di un precedente articolo su Bargiornale, ha aperto la strada a città come Bangkok e Saigon, che oggi emergono come destinazioni internazionali per la mixology innovativa. La vivace cultura del cocktail riflette le influenze multiculturali della regione, dove artigianalità, creatività e una profonda valorizzazione degli ingredienti locali sono centrali nell’esperienza. Il Sud-est asiatico offre un vivace mosaico di esperienze legate al bere, che mettono in risalto creatività, patrimonio culturale e sapori locali, nelle principali destinazioni turistiche di Thailandia, Vietnam e Cambogia. Mentre i bartender continuano a ridefinire la mixology, una cosa è certa: la scena dei cocktail nella regione è destinata a rimanere un polo globale di innovazione, offrendo un viaggio ricco di gusti, storie e momenti indimenticabili per chi ha il coraggio di esplorarla.
The Bamboo Bar – Mandarin Oriental Bangkok
Il Mandarin Oriental Bangkok, inaugurato nel 1876, è stato il primo hotel di lusso in Thailandia, situato lungo le rive del fiume Chao Phraya. Nel 1953, nacque il Bamboo Bar, il primo bar d’hotel del paese. Da allora, è rimasto un pilastro della vita sociale di Bangkok. Come jazz bar più longevo della Thailandia, è da sempre amato sia dall’alta società che dagli appassionati di cocktail e jazz.
Ristrutturato nel 2014, il Bamboo Bar unisce eleganza contemporanea e tocchi classici, con il bambù come elemento dominante nel design. Il menu attuale, curato da Chanel Adams e dal suo team, celebra i ricchi sapori thailandesi, come erbe e frutti locali: mango verde e giallo, banane.
Tra i cocktail meritano la citazione The Lotus Unfolds, ispirato alla terza stagione di The White Lotus, episodio 5, girato proprio al Bamboo Bar (unisce Código Rosa Tequila, Luxardo Bitter Bianco, Mancino Secco, Whispering Angel Rosé e Snake Fruit); Bamboo cocktail affumicato, con vermouth Mancino Bianco, Fino Sherry e Ardbeg 10 Year Scotch; Green Mango Bee’s Knees, un mix a base di gin London dry, miele, lime, peperoncino thai e shrub di mango verde.
Chanel Adams, bar manager, The Bamboo Bar Bangkok
«Le mie esperienze passate hanno rafforzato il mio amore per la mixology e mi hanno permesso di sviluppare competenze e creatività. Al Bamboo Bar, mi concentro su prodotti locali e tecniche moderne, evocando nostalgia nei nostri ospiti»
Mahaniyom – Bangkok
Quando si pensa a Bangkok, il primo nome che viene in mente è Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, vincitore del Global Bacardi Legacy nel 2019 e fondatore di diversi bar in città. Insieme a Chennarong “Jan” Bhumichitr, ha aperto Mahaniyom nel 2022 nel distretto di Bang Rak. Il nome “Mahaniyom” è una parola thailandese che significa “grande desiderio” o “popolarità”, rivelando le ambizioni dei due fondatori.
Mahaniyom è un po’ difficile da trovare: si trova sopra il rinomato ristorante farm-to-table 100 Mahaseth, in una vecchia casa da tè dove vivevano famiglie da generazioni. Il bar, colorato ed eclettico, è pensato per l’era di Instagram, con elementi asiatici accattivanti come il neon a forma di tigre sulla parete dietro il bancone.
Il menu prende ispirazione da quello di 100 Mahaseth, con un forte focus sulla sostenibilità e sull’uso di un singolo ingrediente come protagonista di ogni drink. Gli ingredienti spaziano dal pomelo al calamaro, dal manzo al cocco. Il team crede che ogni parte di una pianta o di un animale possa conferire un sapore o una consistenza distintiva. Ad esempio, Cow è un cocktail preparato con tecnica fat wash, che utilizza sottoprodotti del manzo come grasso, latte, burro e formaggio blu per creare un drink sapido ma equilibrato.
Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, co-fondatore di Mahaniyom Bangkok
«Anche se puntiamo a cocktail sostenibili e innovativi, il nostro obiettivo principale è creare un’atmosfera funky, divertente e immersiva»
Bar Us Bangkok
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Aperto nel gennaio 2023 nel quartiere Sukhumvit di Bangkok, Bar Us è l'ultimo progetto di Sudarat "Taln" Rojanavanich e Veerach "Aum" Sawaengsupt, lo stesso duo dietro l'acclamato Messengerservice Bar. Taln e Aum vantano un background nel design creativo e hanno progettato gli interni del Bar Us in modo molto simile al loro menu, sovrapponendo elementi, giocando con i contrasti e dando forma a ogni dettaglio con cura. Il menu del Bar Us è una lista di cocktail a più portate, suddivisa nelle sezioni antipasto, piatto principale e after, proprio come in un ristorante.
L'esperienza tipica al Bar Us inizia con uno starter rinfrescante, come il Mango Skin + Marigold + Tumeric root, un connubio di distillato di buccia di mango tropicale, radice di curcuma terrosa, zenzero piccante, note floreali di Marigold, dolcezza di Lillet Blanc e freschezza del gin Widges. Gli ingredienti vengono combinati con Perrier e CO2 e serviti in un bicchiere highball con una lancia di ghiaccio. Il risultato è un drink effervescente, leggero ma vivace. Fra i piatti principali, il drink più popolare è il Satay, che ricorda la deliziosa salsa a base di cetriolo, scalogno rosso e peperoncino servita insieme al famoso piatto thailandese: un equilibrio di piccante, salato, agrodolce, preparato con distillato di Masala, liquore al peperoncino, scalogno rosso, cetriolo, noce di macadamia, soluzione salina e olio di peperoncino. Nessuna esperienza al Bar Us è completa senza un After Dinner, come il Pandan + Jackfruit, un'ode al Kha-Nhom-Chan, l'amato dessert thailandese. In forma liquida, questo drink agrodolce raggiunge il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione con un distillato di jackfruit, pandan, tè Lapsang Souchong cotto sottovuoto con rum bianco, gelsomino e schiuma di cocco. La distillazione del jackfruit conferisce un aroma tropicale, fruttato e pulito al palato, mentre lo sciroppo di pandano conferisce il tipico sapore del dessert thailandese con la sua dolcezza cremosa ed erbacea.
Sudarat "Taln" Rojanavanich, co-fondatore di Bar Us Bangkok
«L'intimo Bar Us è uno spazio progettato per la connessione, la creatività e drink audaci ma accessibili»
The Hudson Rooms Hanoi
All'interno del lussuoso hotel Capella Hanoi si trova The Hudson Rooms, gestito dal bar manager Sean Halse e dal capo barman Patrick Nguyen. The Hudson Rooms immerge gli ospiti in uno spazio intimo, caratterizzato da accattivanti tonalità naturali di verde e oro, con lo splendido sfondo del lago Hoan Kiem. The Hudson Rooms trae ispirazione dal romanticismo del viaggio, in particolare dall'epoca avventurosa del Nord America degli anni Venti. The Hudson Rooms prende il nome dall'esploratore del XVII secolo Henry Hudson, che nel 1609, durante la ricerca del Passaggio a Nord-Ovest, si imbatté nel fiume Hudson, che all'epoca era ricco di banchi di ostriche. Non sorprende quindi che The Hudson Rooms offra un'impressionante selezione di ostriche, tutte abbinabili a oltre 200 whisky diversi.
Se non siete sicuri di come abbinare un whisky a un'ostrica, il team del bar di The Hudson Rooms ha preparato una lista di abbinamenti selezionati, affettuosamente nota come "The Whisky Luge". Ad esempio, l'ostrica Cadoret Ireland No. 3 con il whisky irlandese Redbreast Potstill 12 anni.
Il menù dei cocktail del The Hudson Rooms si ispira all'epoca d'oro dei viaggi in treno e vi trasporta lungo quattro binari che partono dal Grand Central Terminal di Manhattan: a nord verso il Canada, a ovest attraverso Chicago, a sud verso Miami e fino alla costa di Los Angeles. Un punto forte del menù è il affumicato e amaro The Corner Stone, con bourbon whiskey Michter's, whisky Johnnie Walker Black, whisky Bowmore 12, Cynar, crema di cacao al vino di riso viola e tintura di sigaro.
Una delle esperienze più esclusive del The Hudson Rooms è il Track 61, un lounge segreto per whisky e sigari, ricco di fascino. Prende il nome dall'enigmatica carrozza ferroviaria privata del presidente Franklin D. Roosevelt, un tempo discretamente parcheggiata al Binario 61 del Grand Central Terminal durante le sue visite a New York, e trasmette la stessa atmosfera di esclusività. Proprio come Roosevelt riservava il suo vagone ferroviario solo ai suoi ospiti più stimati, l'accesso a questa lounge è solo su invito: per entrare, dovrete impressionare il personale del bar e superare un'ingegnosa domanda di abilità. Dietro una porta nascosta si cela uno spazio intimo che ospita un'eccezionale collezione di whisky. Il bar offre anche sei cocktail esclusivi, tra cui il 61 Old Fashioned, una rivisitazione audace e saporita del classico, realizzata con una miscela segreta di whisky, sherry Oloroso, miele affumicato al sale marino.
Sean Halse, Bar Manager, The Hudson Rooms Hanoi
«Tutti sanno che lo champagne si sposa bene con le ostriche, ma dato che siamo un whisky bar, volevamo provare qualcosa di diverso. La nostra ricerca ha scoperto che Bowmore gestiva un Whisky Luge già alla fine del 1800: abbiamo semplicemente portato il passato al presente»
Sol & Sao Bar – Hoi An
Il Four Seasons Resort The Nam Hai a Hoi An, in Vietnam, si estende su vasti giardini lungo un chilometro di spiaggia mozzafiato, Ha My, considerata una delle migliori al mondo secondo Forbes. Il resort offre tre piscine maestose e quattro ristoranti, tra cui Sol & Sao, un cocktail lounge sulla spiaggia.
Il nome Sol & Sao è una fusione tra la parola latina per sole (Sol) e quella vietnamita per stella (Sao). Questo concetto permea ogni aspetto del bar, dal design al menu, creando uno spazio dove gli opposti (giorno e notte, semplicità e complessità) si bilanciano armoniosamente. Di giorno è un lounge rilassato che serve caffè, gelato e drink al cocco; di notte si trasforma in un elegante lounge costiero con cocktail artigianali e tapas vietnamite.
Il menu è stato sviluppato da Gab Carlos (ex Manhattan e One Ninety Bar Singapore). Come nel celebre Devil’s Cut di Madrid, il menu dà grande importanza ai cocktail a base di sherry. Il capo bartender Vo Duy Phuong, anche barista, esegue perfettamente i drink firmati da Carlos.
I cocktail sono divisi in prima e dopo il tramonto: nella drink list “prima del tramonto” spicca il cocktail denominato Colours of Hoi An, un twist sul whiskey sour con bourbon Michter’s, succo di mela verde, succo di limone, sciroppo di cannella e acero, albume. Decorato con petali ispirati ai colori della città antica: giallo per gli edifici, viola per i fiori di ciliegio, verde per la vegetazione. Dopo il tramonto, consigliamo di assaggiare un Umami Gibson.
Vo Duy Phuong, Head Bartender, Sol & Sao Bar Hoi An
«Sono i momenti di sorpresa e meraviglia, andare oltre le ricette tradizionali per creare qualcosa di veramente memorabile per gli ospiti, che alimentano il mio amore per la mixology»
The Enigma Mansion – Saigon
Il primo Enigma Bar a Saigon ha aperto nel settembre 2022, subito dopo la fine delle restrizioni pandemiche. Nel 2024, ha subito una trasformazione significativa, riaprendo come The Enigma Mansion in una nuova location, in una villa centenaria, che presenta un’estetica più raffinata e classica rispetto al design futuristico e al neon del locale originale. L’ambiente combina design europeo classico con elementi moderni: pareti in mattoni marroni, illuminazione calda e una scultura sospesa a forma di fenice, simbolo di rinascita e trasformazione. Le pareti a specchio e le sedute intime creano un’atmosfera conviviale.
Guidato dal fondatore Vũ Ngọc (Will) e dal capo bartender Thong Hoai (Tee), Enigma Mansion propone un menu cocktail che unisce tecniche classiche e approcci innovativi, con 30 signature e 300 ricette classiche. Utilizzano metodi innovativi come il rotavap e l’omogeneizzazione ultrasonica, oltre a ingredienti locali. Un esempio è il cocktail denominato Mustard: distillato di senape gialla, aceto di lampone, aglio nero di Lý Sơn, acqua frizzante al pomelo Diễn, gin Roku.
Il gin Roku offre una base botanica, la senape aggiunge note speziate, l’aceto di lampone dona acidità, l’aglio nero profondità umami, e l’acqua frizzante al pomelo freschezza agrumata.
Vũ Ngọc (Will), Fondatore, The Enigma Mansion Saigon
«La maggior parte dei nostri 30 cocktail firmati incorpora ingredienti locali speciali. Qualsiasi cosa, dal nord al sud del Vietnam: mango Hoa Loc, sarsi di Dak Lak, persino sale di gambero di Tay Ninh»
Hybrid – Saigon
Situato di fronte alla cattedrale di Notre Dame, in un vicolo al 57 di Nguyen Du Street, sopra il Tipsy Department Bar, si trova Hybrid Saigon. Nato dalla passione del fondatore Liam Duong per la mixology, Hybrid è uno spazio raffinato ma informale per gli appassionati di cocktail.
Il bancone è realizzato con legno recuperato da vecchie barche da pesca, in omaggio alla città natale costiera di Duong, Nha Trang. In fondo al bancone, una finestra offre una vista mozzafiato sulla città. Le pareti, vissute, sono decorate con opere contemporanee di artisti emergenti di Saigon, creando un equilibrio tra antico e moderno.
Il menu cocktail è innovativo: l’enfasi è posta sui profili aromatici, non sulla base alcolica. Gli ingredienti sono elencati per primi, mentre lo spirito viene menzionato alla fine, per valorizzare l’insieme. Il cocktail simbolo di Hybrid Saigon è il Maestro Mushroom, una reinterpretazione del classico Old Fashioned, ispirato alla zuppa di pollo e funghi dell’infanzia di Duong.
Liam Duong, Fondatore, Hybrid Saigon
«I nostri cocktail sono sinfonie di gusto meticolosamente composte, dove gli spiriti giocano un ruolo di supporto. Sfido l’approccio tradizionale e invito a gustare l’inaspettato»
The Pi – Saigon
Situato nel vivace quartiere Đa Kao del Distretto 1, The Pi è un cocktail bar ispirato alla natura infinita della costante matematica π. Fondato da Chun Chun, The Pi è più di un semplice bar: è una celebrazione della diversità e dell’innovazione in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini. Questa visione si concretizza in un menu cocktail in continua rotazione, con ogni edizione che esplora nuovi profili aromatici e ingredienti. L’impegno verso l’inclusività è ulteriormente dimostrato dall’ospitalità di bartender donne internazionali, come Lynnette Marrero, Chanel Adams e Maria Kim.
L’interno del bar è semplice ed elegante, con un bancone in marmo, illuminazione soffusa e una selezione curata di distillati. Un piccolo cortile anteriore aggiunge fascino, offrendo posti all’aperto. Il bancone da 10 posti favorisce un’esperienza intima e comunitaria, dove i clienti possono dialogare con i bartender e gli altri ospiti. Tra i cocktail merita l’assaggio l’Ultimate Martini, una combinazione audace di mezcal affumicato (3 parti), Calvados (1,5 parti), Chartreuse verde (1 parte) e qualche goccia di olio di noce. E non si può lasciare The Pi senza condividere un po’ di assenzio con Chun, appassionata dello spirito all’anice.
Chun Chun, Fondatrice, The Pi Saigon
«Proprio come la costante matematica, The Pi offre un’esperienza cocktail in continua evoluzione, con infinite possibilità di combinazioni di sapori»
Elephant Bar – Siem Reap
Quando il Raffles Siem Reap aprì le sue porte, i moderni mezzi di trasporto non erano disponibili per raggiungere l’hotel attraverso il terreno impervio. I visitatori arrivavano a dorso di elefante, dando inizio alla leggenda dell’Elephant Bar. Oggi è il bar più rinomato di Siem Reap, simbolo di eleganza senza tempo e fascino sofisticato.
All’interno, il bar ospita la più grande collezione di whisky e bourbon della Cambogia, perfetti da gustare ammirando le stampe litografiche che raffigurano la grandezza di Angkor e la vita cambogiana.
Entrare all’Elephant Bar è come fare un salto indietro nel tempo: il fascino coloniale si fonde con tocchi moderni. L’ambiente è raffinato ma accogliente, ideale per rilassarsi dopo una giornata tra le rovine di Angkor. Il décor classico include pannelli in legno scuro, soffitti alti e ampie finestre che inondano lo spazio di luce naturale, con vista sui giardini dell’hotel.
Il menu cocktail è un mix di classici e sapori locali cambogiani. I bartender, guidati dal direttore Food & Beverage Mehdi Oussedik, si ispirano alla ricca eredità culturale del paese, pur mantenendo uno sguardo sulle tendenze globali. Gli ingredienti locali includono citronella, mango, tamarindo e zucchero di palma. Il cocktail simbolo è l’Airavata, un drink tropicale con rum, cocco, frutto della passione, succo di lime, crème de banane e succo d’ananas. Il nome deriva da Airavata, l’elefante bianco mitologico dell’induismo, veicolo celeste del dio Indra.
Mehdi Oussedik, Direttore Food & Beverage, Elephant Bar Siem Reap
«All’iconico Elephant Bar, ogni cocktail racconta una storia, realizzata con precisione per onorare la leggendaria eredità del Raffles Grand Hotel d’Angkor»
English version
The modern cocktail bar scene in Southeast Asia has experienced a dynamic evolution over the past decade. Singapore, the subject of a previous Bargiornale article, has led the way for other cities in the region such as Bangkok and Saigon, which are now emerging as international destinations for innovative mixology. The vibrant cocktail culture in Southeast Asia reflects the diverse, multicultural influences of the region, where craftsmanship, creativity, and a deep appreciation for local ingredients are central to the experience. Below we take you on a tour of the most memorable drinking experiences in Thailand, Vietnam and Cambodia.
Southeast Asia offers a vibrant tapestry of drinking experiences that highlight creativity, cultural heritage, and local flavours. As bartenders continue to redefine mixology, one thing is clear: the region’s cocktail scene is poised to remain a global hub of innovation, offering a rich journey of tastes, stories, and unforgettable moments for those bold enough to explore it.
The Bamboo Bar and Mandarin Oriental Bangkok
The Mandarin Oriental Bangkok, which opened its doors in 1876, was the first luxury hotel in Thailand, nestled along the banks of the Chao Phraya River. In 1953, The Bamboo Bar followed, becoming Thailand's first-ever hotel bar. Since then, it has remained a cornerstone of Bangkok’s social landscape. As the longest-running jazz bar in the country, The Bamboo Bar has long been a favourite among both high society and cocktail and jazz enthusiasts.
Refurbished in 2014, The Bamboo Bar blends contemporary elegance with classic touches, with bamboo being a prominent design element, from the bar and chairs to wall and ceiling finishes. The current cocktail menu, crafted by Chanel Adams and her team, honours the richness of Thai flavours, such as Thai herbs and fruits such as green and yellow mangoes, and bananas.
Drawing inspiration from The White Lotus Season 3, Episode 5, filmed at The Bamboo Bar, The Lotus Unfolds is a refined and flavourful cocktail. It combines Código Rosa Tequila, Luxardo Bitter Bianco, Mancino Secco, Whispering Angel Rosé, and Snake Fruit. The Código Rosa Tequila offers a smooth, floral agave base, while the Luxardo Bitter Bianco and Mancino Secco contribute a crisp, herbal complexity. A hint of Whispering Angel Rosé adds a delicate fruity note and elegance, perfectly complemented by the exotic tartness of snake fruit.
A mainstay on the menu is The Bamboo Bar’s smoky twist on the classic Bamboo cocktail featuring Mancino Bianco vermouth, Fino Sherry and Ardbeg 10 Year Scotch. One of the top sellers on the current menu is the sour and spicy Green Mango Bee’s Knees with London dry gin, honey, lime, Thai chili and a Thai green mango shrub. Tanqueray 10 gin provides the crisp, citrusy base, while the green mango shrub adds tart freshness. The honey’s natural sweetness balances the acidity of the mango and Thai chili provides a mild heat, enhancing the complexity of the drink. To prepare the cocktail, 30 ml of green mango shrub is mixed with 15 ml honey syrup, 45 ml of Tanqueray 10 gin, 5 ml of lime juice and 3 dashes of Thai chili tincture and shaken and served over block ice in a tumbler with a green mango slice garnish and rim of Thai chili powder and Maldon salt.
Chanel Adams, bar manager, The Bamboo Bar Bangkok
«My experience past experiences have solidified my love for mixology and allowed me to develop my skills and creativity in the craft. At The Bamboo Bar, my focus is on local products and modern techniques, evoking a sense of nostalgia for our guests»
Mahaniyom Bangkok
When one thinks of Bangkok, the first name to come to mind is Ronnaporn "Neung" Kanivichaporn, winner of Global Bacardi Legacy in 2019, and the founder of several bars in the city. Together with Chennarong “Jan” Bhumichitr, the two industry veterans have opened Mahaniyom in 2022 in the Bang Rak district of Bangkok. The name Mahaniyom is a Thai word that means great desire or popularity, revealing the ambitions of Kanivichaporn and Bhumichitr with their latest project.
Mahaniyom is slightly difficult to find, located above renowned Farm-to-Table restaurant 100 Mahaseth in an old tea house, where families had been living for generations. The colourful and eclectic Mahaniyom is designed for the Instagram age with several eye-catching Asian elements including the iconic neon tiger on the wall flanking the bar counter. Mahaniyom’s menu takes inspiration from 100 Mahaseth, with a strong focus on sustainability and making single ingredients the protagonist of each drink. These include everything from Pomelo to Squid, from Cow and Coconut.
The team at Mahaniyom believes that every part of a plant or animal can impart a distinctive flavour or texture to the end result. For example, Cow is a cocktail that uses the by-product of the animal such as beef fat as well as milk, butter and blue cheese to create a savoury yet round drink. Cow is made by combining black pepper brown butter brandy (fat washed brandy with cooked ground black pepper and butter) with red wine miso clarified milk punch (mulberry juice, lactic acid, red wine, palm sugar, miso paste, wagyu beef fat, rum, milk) which is stirred and strained over a large ice cube in a rocks glass with a blue cheese air garnish.
«Although we strive to make sustainable, forward-thinking cocktails, our main objective at Mahaniyom is a funky, fun and immersive atmosphere»
Bar Us Bangkok
Bar Us is a contemporary drinking lounge that was opened in January 2023 in the Sukhumvit district of Bangkok. Bar Us is the latest project from Sudarat “Taln” Rojanavanich and Veerach “Aum” Sawaengsupt, the same duo behind the highly acclaimed Messengerservice Bar.
Taln and Aum have creative design backgrounds and crafted the interior of Bar Us much like their drinks menu, by layering elements, playing with contrast, and shaping every detail with careful intention. The menu at Bar Us features a multi-course cocktail list, divided into the sections starter, main, and after, much like a restaurant.
The typical experience at Bar Us starts with refreshing starter like MANGO SKIN + MARIGOLD + TURMERIC ROOT, a marriage of tropical mango skin distillate, earthy turmeric root, zesty ginger, with floral notes from Marigold, sweetness from Lillet Blanc and crispness from Widges gin. The ingredients are combined with Perrier and CO2 and served in a highball glass with an ice spear. The result is an effervescent, light, yet vibrant drink.
Next up at Bar Us is the main course – the most popular drink is SATAY, reminiscent of the delicious dipping sauce made of cucumber, red shallot and chili which is served alongside the popular Thai dish. Much like Thai cuisine, SATAY is the balance of spicy, savoury, sweet and sour, made with Masala Distillate, chili liqueur, red shallot, cucumber, macadamia nut, salt solution and chili oil.
No experience at Bar Us is complete without an After dinner. PANDAN + JACKFRUIT is an ode to Kha-Nhom-Chan, the beloved Thai dessert. In liquid form, this sweet and sour drink strikes the perfect balance between tradition and innovation with a jackfruit distillate, pandan, Lapsang Souchong tea sous vide with white rum, jasmine and coconut foam. Jackfruit distillation provides a tropical aroma that is fruity and clean on the palate while the Pandan syrup brings the signature Thai dessert flavor with its creamy, grassy sweetness. White rum is cooked sous-vide with Lapsang Souchong tea, adding a subtle layer of smokiness reminiscent of toasted coconut or charred banana leaf. Vodka is infused with fresh jasmine flowers, lending a soft, floral sweetness. Finally, coconut water ties everything together with a clean, lightly nutty freshness that balances the richness.
Sudarat “Taln” Rojanavanich, co-founder, Bar Us Bangkok
«The intimate Bar Us is a space designed for connection, creativity, and bold but approachable drinks»
The Hudson Rooms Hanoi
Tucked inside the luxurious Capella Hanoi hotel is The Hudson Rooms, led by bar manager Sean Halse and head bartender Patrick Nguyen. The Hudson Rooms immerses guests in an intimate space with eye-catching natural green and golden hues, set against the stunning backdrop of Hoan Kiem Lake. The Hudson Rooms was inspired by the romanticism of traveling, especially the adventurous era of 1920s North America. The Hudson Rooms was named after 17th century explorer Henry Hudson, who while searching for the Northwest Passage in 1609 stumbled upon the later named Hudson River, which at the time was full of oyster reefs. It should be no surprise then that there is an impressive selection of oysters at The Hudson Rooms, all of which can be paired with over 200 different whiskies.
If you are unsure how to pair a whiskey and oyster, the bar team at The Hudson Rooms have prepared a list of selected pairings, affectionately known as The Whisky Luge. For example, the Cadoret Ireland No. 3 oyster with Redbreast Potstill 12yo Irish whiskey.
The cocktail menu at The Hudson Rooms was inspired by Golden Age of rail travel and transports you along four rail tracks departing from Manhattan’s Grand Central Terminal: north to Canada, westwards across Chicago, down south to Miami and all the way to coastal Los Angeles. A highlight on the menu is the smoky and bitter The Corner Stone with Michter’s bourbon whiskey, Johnnie Walker Black whisky, Bowmore 12 whisky, Cynar, Purple Rice Wine Crème de Cacao and cigar tincture.
One of the standout experiences at The Hudson Rooms is Track 61, a concealed whisky and cigar lounge steeped in intrigue. Named after President Franklin D. Roosevelt’s enigmatic private train car—once discreetly stationed at Track 61 in Grand Central Terminal whenever he visited New York—the speakeasy channels that same air of exclusivity. Much like Roosevelt reserved his train car for only his most esteemed guests, access to this lounge is by invitation only—you’ll need to impress the bar team and pass a clever skill-testing question to enter. Behind a hidden door lies an intimate space housing an exceptional whisky collection, featuring rare gems like The Macallan Exceptional Cask 1950 (67 years old) and Michter’s 25-Year-Old Limited Release Bourbon. The bar also offers six distinctive signature cocktails, including the 61 Old Fashioned—a bold, savory twist on the classic, crafted with a secret whisky blend, oloroso sherry, sea salt smoked honey, stout reduction, and oyster brine, served alongside a fresh oyster.
Sean Halse, Bar Manager, The Hudson Rooms Hanoi
«Everyone knows that champagne goes well with oysters but given that we are a whisky bar, we wanted to try something different. Our research found that Bowmore was doing a Whisky Luge back in the late 1800s - we just brought the past to the present»
Sol & Sao Bar Hoi An
The Four Seasons Resort The Nam Hai in Hoi An, Vietnam is set in vast gardens along a kilometre-stretch of breathtaking Ha My, one the best beaches in the world according to Forbes. The resort features three majestic pools and four dining venues, including Sol & Sao, a beachside cocktail lounge.
The name "Sol & Sao" itself is a fusion of the Latin word for sun (Sol) and the Vietnamese word for star (Sao). This concept permeates every aspect of the bar, from the design to the drink menu, creating a space where opposites—day and night, simplicity and complexity—are harmoniously balanced. By day, the relaxing lounge serves coffee, gelato and coconut-infused drinks. By night, Sol & Sao Bar transforms into a stylish coastal lounge with craft cocktails and Vietnamese tapas.
The drink was developed by Gab Carlos, formerly of Manhattan and One Ninety bar Singapore. Much like the highly lauded Devil’s Cut in Madrid, the cocktail menu at Sol & Sao places a strong emphasis on sherry-based cocktails. Head bartender Vo Duy Phuong acts as both coffee barista and mixologist at the all-day bar and flawlessly executes the signature drinks developed by Carlos.
Cocktails are classified as before and after sunset, and from the before sundown section, Colours of Hoi An, a twist on a whiskey sour, is just as nice to look at as it is to sip. Featuring Michter’s bourbon whiskey, green apple juice, lemon juice, cinnamon maple syrup and egg white, the cocktail features flower petals inspired by the colours of the Ancient Town in Hoi An: yellow for the golden hue of the buildings, purple for the cherry blossoms and green for the lush trees and plants. For after sunset, a crowd favourite is the savoury Umami Gibson with 60 ml Tanqueray 10 gin, 20 ml Tio Pepe fino sherry and 4 dashes of Umami bitters (5 g wakame, 3 g katsuobushi bonito flakes, 10 g kombu, 200 ml vodka).
Vo Duy Phuong, Head Bartender, Sol & Sao Bar Hoi An
“For me, it’s the surprise and delight moments—venturing beyond traditional recipes to create something truly memorable for guests —that fuels my love for bartending.”
The Enigma Mansion Saigon
The original Enigma Bar in Saigon opened its doors in September 2022, shortly after pandemic restrictions were lifted. In 2024, the bar underwent a significant transformation, reopening as The Enigma Mansion at a new location on Tôn Đức Thắng Street in District 1. The new venue features a more refined and classic aesthetic compared to the original futuristic, neon-lit design.
Located within a century-old mansion that has preserved its historic soul through the passage of time, The Enigma Mansion combines classic European design with modern elements, featuring brown brick walls, warm lighting, and a striking suspended phoenix sculpture, symbolizing rebirth and transformation. The ambiance is further enhanced by mirrored walls and intimate seating arrangements, creating a convivial atmosphere.
Under the guidance of founder Vũ Ngọc (Will) and Head Bartender Thong Hoai (Tee), Enigma Mansion offers a diverse cocktail menu that bridges classic techniques with innovative approaches. The drink list has 30 signature creations and an astonishing 300 classic recipes, reflecting a commitment to both tradition and experimentation.
The Enigma Mansion relies on innovative methods such as rotavap and ultrasonic homogenization and local ingredients to develop its signature cocktails. For example, Mustard (yellow mustard distillate, raspberry vinegar, Lý Sơn black garlic, Diễn Pomelo Sparkling water, Roku gin) is a captivating blend of savoury, tangy, and herbal flavours. The Roku gin provides a crisp and botanical based, complemented by the spicy notes of yellow mustard distillate and the tartness of raspberry vinegar. The Lý Sơn black garlic adds depth and a subtle umami quality, while the Dien pomelo sparkling water adds effervescence and a refreshing citrus twist.
Vũ Ngọc (Will), Founder, The Enigma Mansion Saigon
«Most of our 30 signature cocktails incorporate special locally-sourced ingredients. Anything from the north to the south of Vietnam. There’s Hoa Loc mango, and Dak Lak sarsi and even Tay Ninh shrimp salt»
Hybrid Saigon
Nestled across from the iconic Notre Dame Cathedral, down a charming alley at 57 Nguyen Du Street, just above Tipsy Department Bar, lies Hybrid Saigon. Born from founder Liam Duong’s passion for redefining mixology, Hybrid Saigon offers a refined yet unpretentious space for cocktail enthusiasts. Duong envisioned a sanctuary where the focus is solely on the art of exceptional cocktails, free from distractions and fuss.
The interior of Hybrid Saigon is stunning. The bar counter, made from reclaimed wood salvaged from old fishing boats, pays homage to Duong's coastal hometown of Nha Trang. At the far end of the counter, a captivating window in a secluded corner of the bar offers a stunning view of the city below. Timeworn walls are adorned with contemporary artworks by emerging Saigonese artists, creating a perfect balance between the old and the new.
The drink menu at Hybrid is as innovative as the setting. Here, the emphasis is placed not on the spirit base, but on the complex flavour profiles that form the heart of each creation. The cocktail menu is designed with a unique approach—ingredients are listed first, with the spirit base mentioned last, highlighting the holistic flavour profile of each drink. The team continuously pushes the boundaries of flavour, utilizing modern techniques such as rotavap to transform familiar ingredients into innovative concoctions, ensuring that each cocktail is an expression of creativity.
The quintessential cocktail at Hybrid is Maestro Mushroom, their take on the classic old fashioned, inspired by Lam's childhood favorite: chicken and mushroom soup. Featuring shiitake, honey, chicken fat, ume, lactic acid and Dewar’s 12 whisky, Meastro Mushroom is a savoury cocktail with earthy, umami notes.
The cocktail is prepared with 25 ml chicken fat-washed blended Scotch whisky (700ml blended Scotch whisky and 100 ml melted chicken fat in a jar which is shaken every 2hrs for 8hrs, frozen for 8 hrs and then solids are strained and discarded), 25 ml umeshu and 10 ml mushroom honey lactart (20 g shiitake mushrooms and 200 ml water in a vacuum bag and sous vide for 3 hrs at 75° C. Strain the liquid to get 100 ml of mushroom water then add to 300 g raw honey and 8 g lactic acid until all ingredients have dissolved, then bottle), which is stirred and strained into an old fashioned glass with an ice block and garnished with a pickled mushroom.
Liam Duong, Founder, Hybrid Saigon
«At Hybrid, our cocktails are meticulously crafted symphonies of taste, where spirits play a supporting role to the overall experience. We challenge the traditional approach of selecting spirits first, encouraging you to embrace the unexpected and savour the harmonious blend of ingredients»
The Pi Saigon
Located in the vibrant Đa Kao neighborhood of District 1, The Pi cocktail bar was inspired by the infinite nature of the mathematical constant π. Founded by Chun Chun, The Pi is more than just a bar – it is a celebration of diversity and innovation in a traditionally male-dominated industry. This vision materializes through a rotating cocktail menu, with each iteration exploring new flavour profiles and ingredients. The bar's commitment to inclusivity is further exemplified by showcasing international female guest bartenders including Lynnette Marrero, Chanel Adams and Maria Kim.
The Pi's interior is a blend of simplicity and elegance, featuring a marble-topped counter, ambient lighting, and a curated selection of spirits. A small front yard adds to the charm, offering an outdoor seating option for guests. The intimate setting, with its 10-seater bar counter, fosters a communal experience where patrons can converse with the bartenders and fellow guests, making each visit unique.
Drinks like the "Ultimate Martini," featuring smoky Mezcal (3 parts), Calvados (1.5 parts), and Green Chartreuse (1 part) with a few drops of walnut oil, showcase the bar's commitment to pushing the boundaries of mixology with bold flavour combinations. And no visit to Pi is complete without sharing some absinthe with Chun, an aficionado of the anise-flavored spirit.
Chun Chun, Founder, The Pi Saigon
«Just like the mathematical constant, The Pi offers an ever-evolving cocktail experience with endless possibilities of flavor combinations»
The Elephant Bar Siem Reap
When Raffles Siem Reap first welcomed guests, modern transportation was not an option to navigate the rugged terrain leading to the hotel. Instead, visitors made their way by elephant, marking the beginning of the Elephant Bar's legendary story. Today, it stands as Siem Reap's most renowned bar, a tribute to timeless elegance and sophisticated charm. Inside, the bar houses the largest collection of whiskies and bourbons in Cambodia, perfect for savouring while admiring the lithographic prints that depict the grandeur of ancient Angkor and Cambodian life.
Entering the Elephant Bar feels like stepping into a bygone era, with its colonial-era allure harmoniously paired with a modern touch. The space exudes a refined yet inviting atmosphere, offering a stylish and comfortable retreat for guests looking to unwind after a day spent exploring the ancient wonders of Angkor. The bar’s classic décor features rich dark wood panelling, soaring ceilings, and expansive windows that flood the space with natural light, providing a breathtaking view of the hotel’s lush gardens.
The cocktail menu at The Elephant Bar is a blend of classic cocktails and local Cambodian flavours. The bar’s bartenders, led by Food and Beverage manager Mehdi Oussedik, draw inspiration from Cambodia’s deep cultural heritage while keeping a keen eye on global cocktail trends. The menu offers a range of drinks, from timeless classics to inventive creations that highlight indigenous ingredients like lemongrass, mango, tamarind, and palm sugar.
The signature drink at The Elephant Bar is the Airavata—a tropical, indulgent concoction that blends rum, coconut, passion fruit, lime juice, crème de banane, and pineapple juice. This cocktail is named after the Airavata, the revered white elephant of Hindu mythology, known as the celestial vehicle of Indra, the king of the gods, and master of the clouds.
Mehdi Oussedik, Food and Beverage Director, The Elephant Bar Siem Reap
«At the iconic Elephant Bar, every cocktail tells a story, crafted with precision to honour Raffles Grand Hotel d’Angkor’s storied legacy»
La nuova sezione del sito Bargiornale.it, nata in collaborazione con Lavoroturismo.it, è dedicata alle offerte di lavoro del mondo bar. Sconto del 10% fino al 30 settembre per pubblicare le proprie inserzioni: scopri il codice da utilizzare
Trovare personale è una delle sfide più difficili per chi gestisce un locale.
E, parallelamente, trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze non è sempre cosa facile.
Per questo i servizi di cerca/trova lavoro assumono un'importanza sempre più cruciale. Per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, Bargiornale ha inaugurato una nuova sezione dedicata all'interno del proprio sito, Il Trova lavoro, realizzata in collaborazione con Soluzione Lavoro Turismo, azienda che da oltre 25 anni si occupa ricerca del personale nel mondo dell'ospitalità attraverso il sito Lavoroturismo.it.
Per chi cerca lavoro
Cliccando sulla sezione Il Trova lavoro trovi un elenco delle più recenti posizioni aperte nel mondo del bar. Un motore di ricerca facile da utilizzare permette di visualizzare tutte le ricerche in corso, con la possibilità di restringerle per posizione cercata (bar manager, barista, bar back ecc.) e/o luogo di lavoro, salvare le proprie ricerche e impostare un alert per le posizioni aperte d'interesse, che avvisa via mail ogni volta che viene inserita una nuova ricerca corrispondente ai propri interessi.
È inoltre possibile inserire gratuitamente il proprio cv per entrare nel database su cui le oltre seimila aziende che collaborano con Lavoroturismo.it possono effettuare le proprie ricerche.
Per chi offre lavoro: un codice sconto riservato
Le aziende del mondo dell'ospitalità possono, previa registrazione gratuita, fare ricerche dirette sul database di oltre 150mila profili registrati: il sistema mostra in prima battuta i candidati con ricerca attiva e con il cv aggiornato più di recente.
Per il lancio dell'iniziativa, abbiamo previsto una promozione riservata ai lettori di Bargiornale.
Dopo la registrazione, inserendo il codice sconto BARGIORNALE10E nella sezione di Acquisto Crediti, si ottiene il 10% di sconto su tutti i contratti disponibili.