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Caoimhe McCabe nominata managing director di Diageo Italia

Diageo Italia
La nomina di McCabe alla guida della struttura italiana è un altro tassello nella strategia di rafforzamento di Diageo sul mercato italiano, dove punta a raddoppiare il business entro il 2030

Diageo aggiunge un altro tassello alla strategia di espansione sul mercato italiano. Il nuovo tassello è la nomina di Caoimhe McCabe a managing director di Diageo Italia, ruolo introdotto per la prima volta nella struttura aziendale italiana. Un passaggio strategico con il quale il colosso del beverage punta a rafforzare la sua posizione nella Penisola, che rientra i tra i mercati prioritari per la crescita del gruppo a livello mondiale. Mercato nel quale con la nuova nomina, che segue alla riorganizzazione e rafforzamento dell’area commerciale effettuata lo scorso anno (leggi Diageo: nuove nomine per rafforzare il team in Italia), Diageo può oggi contare su un management team dedicato in grado di costruire strategie su misura per sostenere la crescita dei suoi marchi.

Un profilo internazionale per il mercato italiano

Irlandese, da oltre dieci anni all’interno del gruppo, McCabe vanta una solida esperienza internazionale e ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in contesti globali e in mercati chiave. Nel corso della sua carriera, ha contribuito allo sviluppo di progetti di trade marketing e alla definizione di strategie di revenue leadership, collaborando con team internazionali e multidisciplinari. Prima della nomina alla guida della struttura italiana è stata commercial, revenue & category director per l’Irlanda, contribuendo alla definizione di strategie mirate e all’ottimizzazione della performance commerciale di Diageo.

La Penisola al centro delle strategie Diageo

«Sono onorata ed entusiasta di assumere la guida di Diageo Italia, un mercato fondamentale per l’Europa e per l’intero gruppo. L’Italia rappresenta un punto di riferimento unico, grazie alla sua straordinaria cultura dell’ospitalità e alla tradizione di eccellenza nel settore beverage - ha dichiarato Caoimhe McCabe in un comunicato che annuncia la nomina -. Porterò con me l’esperienza maturata a livello globale e una forte attenzione alle nuove tendenze di consumo, con l’obiettivo di consolidare la crescita dei nostri brand iconici. Il nostro impegno sarà di continuare a investire in Italia, rafforzando la crescita sostenibile dei nostri marchi e contribuendo allo sviluppo dell’intero settore».

Raddoppiare il business entro il 2023

La nomina di McCabe arriva infatti in un momento di profonda trasformazione di Diageo Italia, che in questo mese di ottobre sposterà la sua sede da Torino a Milano. Con l’inclusione dell’Italia tra i mercati mondiali con maggiori potenzialità di sviluppo, il gruppo punta a raddoppiare il business in Itala entro il 2030, grazie al nuovo modello operativo end-to-end e a investimenti in comunicazione, rete commerciale e occupazionali.

Le automatiche di Rhea per una pausa caffè sempre più smart

Rhea 03
Le macchine superautomatiche dell’azienda coniugano qualità, efficienza, flessibilità e sostenibilità per una coffee experience sempre più coinvolgente. Come la nuova nata rhTT10 che sarà presentata a Host 2025

Il caffè resta un rito, certo. Ma il modo di viverlo sta cambiando: i consumatori cercano qualità costante, varietà, personalizzazione e maggiore attenzione alla sostenibilità. In questo scenario, Rhea propone soluzioni automatizzate, capaci di coniugare efficienza, qualità e una coffee experience sempre più coinvolgente, all’insegna del made in Italy.

Con le soluzioni di Rhea, l’automazione diventa un’alleata del bar, affianca il personale, che può così concentrarsi maggiormente sull’accoglienza e sull’esperienza del cliente.

Una macchina da caffè superautomatica permette la replicabilità della bevanda offerta, indipendentemente dal barista che in quel momento si trova al bancone: dal primo all’ultimo caffè la qualità in tazza è garantita dal settaggio della macchina.

All’attenzione alla qualità si affianca la massima flessibilità di offerta. Non si parla solo di espresso: cioccolata, ginseng o decaffeinato sono solo alcuni esempi di possibili bevande erogabili, grazie alla gestione di prodotti solubili. Ma anche ricette con latte fresco e alternative vegetali, così che ciascun consumatore possa scegliere la bevanda più vicina alle proprie preferenze o esigenze alimentari, da quelle classiche a proposte più trendy, come il matcha latte. Tutto in modo ordinato e compatto, ottimizzando gli spazi.

Un contesto accogliente e distintivo

Inoltre, avere più postazioni all’interno del locale consente di soddisfare i diversi bisogni della clientela: da chi vuole scambiare quattro chiacchere con il barista o con altri clienti abituali sorseggiando un caffè, a chi invece è di corsa o preferisce un take away. Il risultato? Maggiore flusso di clienti e un servizio più personalizzato.

Anche il design gioca un ruolo chiave: linee moderne e materiali di pregio permettono alle macchine di inserirsi armoniosamente in qualsiasi ambiente, contribuendo a creare un contesto accogliente e distintivo.

Senza dimenticare che le macchine sono anche strumenti di comunicazione: possono trasmettere video, immagini, messaggi promozionali. Così la pausa diventa un momento immersivo, che unisce gusto, informazione e intrattenimento.

Le macchine Rhea inoltre sono progettate con un approccio sostenibile: materiali riciclati e riciclabili, sistemi di telemetria per manutenzione da remoto e soluzioni tecnologiche per ridurre i consumi energetici.

Scopri la nuova nata

In questo scenario si inserisce la nuova arrivata in casa Rhea: la superautomatica rhTT10, pensata per il segmento horeca. Prestazioni elevate, qualità costante e affidabilità la rendono ideale per contesti di servizio più intensi, aprendo nuove opportunità nel settore dell’ospitalità. Compatta, versatile e intuitiva da usare, rhTT10 integra un avanzato sistema per il latte e assicura un’eccellente resa in tazza.

Un nuovo modo di vivere il bar, dove tecnologia e tradizione si incontrano per offrire al cliente molto più di una semplice pausa caffè.

Ti aspettiamo a Host (pad. 12 – stand F31 E24) per scoprirlo insieme.

SulSerio Farm, la fabbrica di start up certificata

SulSerio Farm certificazione
L’incubatore di Seriate ha ottenuto il riconoscimento del Mise come realtà certificata a supporto delle start up innovative. Ora punta ad ampliare la propria rete e a diventare un hub nazionale dell’imprenditoria innovativa

Un importante traguardo è stato raggiunto da SulSerio Farm. Nato a Seriate (Bergamo) a fine 2022, l’incubatore e laboratorio d’impresa è stato riconosciuto dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) come incubatore certificato, a conferma della qualità dell’attività svolta sulle start up innovative.

Fondato da Claudio Gualdi di Devon, Andrea Marcarelli di Pmi Advisor, Ivo A. Nardella, presidente e ad del gruppo Tecniche Nuove, Gianluigi Viganò, ceo di Linking, e Roberto Massimo Caboni di Valleo, SulSerio Farm è nato con l’obiettivo di offrire alle giovani imprese non solo spazi di lavoro, ma anche competenze manageriali, strumenti operativi e una rete qualificata di contatti per supportarle nel loro percorso di crescita.

«La certificazione è il risultato di un processo di verifica rigoroso delle startup il cui focus è l’accesso e l’accelerazione di attività di fundraising indispensabili allo sviluppo imprenditoriale – ha commentato Andrea Marcarelli -. Per noi significa dare ulteriore credibilità al nostro operato per rafforzare la fiducia delle startup e degli investitori».

Vocazione all'innovazione

A oggi SulSerio Farm ospita più di undici startup, attive in settori diversi, ma unite dalla vocazione all’innovazione. La struttura mette a disposizione percorsi di accompagnamento manageriale, supporto tecnico, consulenza per la raccolta di capitali e opportunità di networking.

Nell’ottica di creare occasioni di crescita per le imprese, SulSerio Farm ha co-organizzato la prima edizione di MondoInnovazione, svoltasi lo scorso maggio a Milano, con il supporto operativo e la supervisione di Valentina Missaglia, esperta di economia circolare e di business development per le pmi. Un’iniziativa che ha rappresentato un’occasione interessante di matching tra investitori e startupper e che è stata particolarmente apprezzata sia a livello locale che regionale.

Diventare un hub nazionale di innovazione

«Il nostro obiettivo è affiancare gli imprenditori in ogni fase del loro percorso: dall’idea iniziale alla validazione del progetto, fino alla crescita sul mercato – ha aggiunto Ivo Nardella, uno dei primi investitori di SulSerio Farm –. Puntiamo a favorire la nascita di nuove imprese solide e sostenibili, capaci di generare valore economico e occupazionale sul territorio».

Guardando avanti, nel biennio 2025-2026 la realtà prevede di ampliare ulteriormente gli strumenti a disposizione delle start up, introducendo operazioni di equity crowdfunding e altre soluzioni finanziarie innovative.

Un altro obiettivo è di aprire il capitale sociale a nuovi soci – aziende, consulenti e partner – interessati a contribuire in modo attivo allo sviluppo del progetto e a estenderlo sul territorio italiano attraverso nuovi nuclei operativi.

La nuova dimensione del lavaggio professionale secondo Winterhalter

Winterhalter Host 2025
L'azienda presenterà a Host i nuovi servizi digitali smart che arricchiscono le sue lavastoviglie e lavabicchieri e pensati per rendere i processi di lavaggio ancora più semplici, sicuri ed economici

L’appuntamento è a Host 2025 per scoprire la nuova dimensione del lavaggio professionale secondo Winterhalter. Lo specialista del settore ha arricchito i suoi sistemi, già all’avanguardia, tecnologicamente avanzati e sinonimo di igiene impeccabile, di servizi digitali, orientati al futuro e pensati per rendere i processi di lavaggio ancora più semplici, sicuri ed economici. Servizi innovativi e intelligenti, che si aggiungono alla qualità e alla solidità dei sistemi per garantire la massima sicurezza operativa e semplificare, nel lungo periodo, la gestione quotidiana del lavaggio di bicchieri, stoviglie e utensili.

Tutto a portata di click

Come EasyAccess che consente di trovare risposta in modo facile e immediato a ogni dubbio sulla macchina in uso o su determinate fasi del processo di lavaggio, facendo risparmiare tempo prezioso. Basta infatti semplicemente scansionare il QR code presente sulla macchina per accedere all’istante ai servizi digitali self-service dell’azienda. L’operatore ha così a disposizione 24 ore su 24, nella sua lingua, i manuali delle istruzioni e video esplicativi specifici per il modello di macchina che sta utilizzando, con tutte le informazioni per il suo corretto funzionamento, la messa in funzione, pulizia e manutenzione.

Assistenza da remoto per risparmiare tempo e costi

Con Remote Services, invece, Winterhalter garantisce agli operatori clienti un livello superiore di sicurezza operativa, interventi più rapidi in caso di necessità e una sensibile riduzione dei costi di assistenza. Attraverso la piattaforma Connected Wash, la lavastoviglie è connessa in rete, consentendo ai tecnici dell’azienda di accedervi da remoto. In questo modo, eventuali guasti o messaggi di errore possono essere analizzati e quindi risolti immediatamente a distanza, evitando interventi di assistenza tecnica in loco non necessari. Quando l’intervento in campo del tecnico è necessario, grazie alla diagnosi da remoto, potrà arrivare già preparato, con i ricambi giusti, ancora una volta assicurando un importante risparmio di tempo e costi.

L'IA a servizio del lavaggio

Sempre nell’ottica di garantire massima efficienza del processo di lavaggio abbinata al risparmio, Winterhalter ha sviluppato EcoPilot, un sistema che utilizza l’intelligenza artificiale per regolare in modo automatico il processo di lavaggio alle specifiche esigenze di lavoro nell’arco della giornata, dove a fasi di picco si alternano momenti più tranquilli. Una soluzione che riduce il consumo energetico fino al 17%, con conseguente abbattimento delle emissioni di CO₂ e risparmio di risorse.

I nuovi servizi smart saranno presentati e illustrati presso lo stand di Winterhalter (Padiglione 5, stand D11 D21 E12 E22) a Host 2025, in programma a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre, dove l’azienda sarà presente con le sue soluzioni di punta dedicate al lavaggio professionale.

Trionfo dell’italiano Felice Capasso alla Diageo World Class 2025

World Class 2025 Felice Capasso
Il bartender napoletano del Nedre Løkka Cocktailbar di Oslo vince la finale globale della prestigiosa competizione internazionale di mixology ed è il secondo italiano a entrare nella World Class Hall of Fame. Ma non è l'unica soddisfazione per il bartending tricolore: sul podio salgono anche Emanuele Mensah e Gabriele Armani

Svetta il tricolore sulla finale globale della Diageo World Class 2025. A trionfare nella prestigiosa competizione internazionale che celebra l’arte della mixology, aggiudicandosi il titolo World Class Global Bartender of the Year, è stato Felice Capasso, bartender italiano del Nedre Løkka Cocktailbar di Oslo (Norvegia).

Ma la finale di questa sedicesima edizione del contest, svoltasi a Toronto, in Canada, e che ha visto in gara i campioni di 51 Paesi di tutto il mondo, tra i quali il vincitore italiano Enrico Bellucci (leggi Enrico Bellucci ha vinto Diageo World Class Italia 2025) ha riservato altre soddisfazioni al bartending tricolore. Tutto italiano è infatti il podio della competizione, con Emanuele "Lele" Mensah del Connaught Bar di Londra classificatosi al secondo posto e Gabriele Armani, in forza al Paradiso di Barcellona, vincitore del Barawards 2024 di Bargiornale come Bartender italiano all’estero dell’anno, arrivato terzo.

Il percorso verso la gloria

Napoletano, Capasso, che è anche fondatore di Sesto Senso Academy, centro di formazione di alto livello su vino e spirit con base a Oslo, si è distinto in tutta la girandola di sfide ai quali sono stati sottoposti i finalisti della Word Class. Il tutto sotto gli occhi di una super giuria composta da Monica BergAgostino PerroneEric van BeekJulie ReinerErik Lorincz, Keegan McGregor, Maura Lawrence MiliaLorenzo Antinori, Tiffanie Barriere e David Rios

Nella prova che ha chiamato i concorrenti a reinventare i grandi classici utilizzando Johnnie Walker Black Label, ha spiccato per la capacità di dare un tocco inaspettato a cocktail nati a base gin, come fatto con Top Notes ispirato al French 75.

Per la sfida con Don Julio 1942, si è ispirato a un originale artwork generato dall’intelligenza artificiale per creare un aperitivo capace di catturare lo spirito delle origini del tequila.

Nella sfida dei cocktail multisersoriali di The Singleton ha incantato la giuria abbinando al suo drink Between Us una copertina di disco personalizzata, da lui creata, ispirata all'iconica canzone That's Amore, evocando il calore di un sorriso all’angolo di una strada napoletana.

Ma Capasso ha dato prova di tecnica, abilità e stile anche nell’ultima prova, The 6IX, dove i top tre finalisti in lizza per il titolo, hanno avuto a disposizione solo 6 minuti di tempo per preparare altrettanti cocktail per sei giudici. Una prova giocata tutta sul filo dei secondi, dove ogni finalista, premendo un bottone dorato ha scoperto i cinque drink, tra una selezione di classici, da realizzare ai quali ha dovuto aggiungere un altro cocktail a sua scelta per il giudice ospite toccatogli in sorte.

Con la sua vittoria, Felice Capasso è il secondo bartender italiano a entrare nella Hall of Fame della World Class, impresa riuscita a Orlando Marzo nel 2018 (leggi Trionfo dell’italiano Orlando Marzo alla Diageo Reserve World Class).

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Tecnologia Brita e pasticceria d’autore: Cesare Murzilli spiega il ruolo dell’acqua

Quando si parla di pasticceria, si pensa subito a ingredienti come farina, burro, uova. Ma c’è un elemento che spesso passa inosservato, pur essendo fondamentale: l’acqua. A ricordarcelo è Cesare Murzilli, pasticcere e membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che in due video esclusivi rivolti ai professionisti del settore, ci accompagna alla scoperta del ruolo cruciale dell’acqua nelle preparazioni dolciarie.

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L’acqua filtrata: l’ingrediente invisibile che trasforma ogni dolce

In pasticceria, l’acqua è spesso considerata un semplice legante, un elemento neutro. In realtà, è un ingrediente strutturale fondamentale, capace di influenzare profondamente la texture, la consistenza, la resa finale e persino l’estetica delle preparazioni dolciarie.
Nei lievitati da colazione, ad esempio, l’acqua svolge un ruolo tecnico cruciale: regola la formazione del glutine, mantiene sotto controllo la temperatura dell’impasto e contribuisce alla morbidezza e alla masticabilità del prodotto finito.

Cesare Murzilli: l’acqua è il primo ingrediente da rivalutare

Con la competenza e la passione che lo contraddistinguono, Cesare Murzilli ci invita a guardare l’acqua con occhi nuovi. Dalla ganache ai sorbetti, passando per mousse, glasse e lievitati, l’acqua filtrata migliora la stabilità delle emulsioni, esalta gli aromi, garantisce cristallizzazioni precise e contribuisce a una fermentazione più omogenea. Un ingrediente invisibile, ma capace di fare la differenza in termini di gusto, struttura e resa finale.

La filtrazione smart di BRITA: tecnologia al servizio del gusto

Per ottenere questi risultati, la qualità dell’acqua è determinante. E qui entra in gioco BRITA, che da anni lavora per offrire soluzioni di filtrazione sempre più avanzate. Grazie alla tecnologia BRITA, l’acqua viene purificata da cloro, disinfettanti e macroparticelle, mantenendo però il giusto equilibrio di sali minerali. Il risultato? Una qualità sensoriale superiore, una maggiore protezione delle attrezzature e una efficienza energetica migliorata.

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Host 2025: BRITA presenta PURITY C iQ e iQ Meter

A Host 2025, BRITA porta la filtrazione dell’acqua nell’era digitale con PURITY C iQ e iQ Meter, due soluzioni pensate per semplificare il lavoro e garantire qualità costante.
PURITY C iQ è il primo sistema con analisi e monitoraggio integrati: grazie a sensori e a un algoritmo brevettato, regola automaticamente il filtraggio in base alla durezza dell’acqua, senza bisogno di interventi manuali. Supporta anche l’installazione, comunicando con la cartuccia per rilevarne tipo e stato.
iQ Meter, invece, è un contalitri digitale universale che consente il monitoraggio da remoto di tutte le cartucce BRITA, migliorando precisione e gestione operativa.

I sei campioni europei della Sustainable Cocktail Challenge di Flor de Caña

Sustainable Cocktail Challenge gruppo
La finale regionale svoltasi a Madrid ha incoronato i sei bartender sostenibili d'Europa. Per loro il cammino prosegue con la finale globale, in programma in Nicaragua il prossimo anno. Per l'Italia ci sarà Emanuele Aurioso

Sono sei i bartender vincitori della finale regionale europea della Road to Las Isletas, Sustainable Cocktail Challenge di Flor de Caña. Una competizione dove creatività fa rima con attenzione all’ambiente, nata per promuovere la mixology sostenibile nella comunità globale dei bartender, in linea con i valori del rum super premium del Nicaragua, distribuito in Italia da Velier, che si fregia di essere il primo distillato al mondo certificato Carbon Neutral e Fair Trade e prodotto utilizzando solo energia rinnovabile, con le emissioni di CO2 generate durante la fermentazione che vengono catturate e riciclate.

La finale europea è andata in scena a Madrid presso la House of Mixology, la rinomata scuola fondata da Luis Inchaurraga, eletto Miglior bartender di Spagna 2021, e ha visto in gara 18 bartender provenienti da tutto il Vecchio Continente, con i loro cocktail green con protagonista Flor de Caña Rum 12 anni. Cocktail che per questa quinta edizione del concorso, che coincide con il 135° anniversario del marchio, doveva essere un’interpretazione in chiave moderna e sostenibile di un grande classico della miscelazione.

I campioni europei

Per l’Italia, ad aggiudicarsi la vittoria è stato Emanuele Aurioso del Teleria 108 di Chiavari (Ge), impostosi sugli altri due finalisti tricolore, Domenico Sorrentino del Talea di Roma e Alessandro Di Palo di Hugo Hubriacheria di Napoli, con il suo Bloody Thirsty. Un cocktail, servito in un mortaio di marmo, con il quale il bartender ha fornito la sua interpretazione creativa e sostenibile del Bloody Mary, miscelando il rum con pomodoro fermentato, basilico e peperoncino, un pizzico di sale aromatizzato al pomodoro, preparato riutilizzando gli scarti di pomodoro, guarnendo il tutto con una foglia di basilico biologico del suo giardino.

A completare la rosa dei campioni europei: Yvonne Chan del Kwãnt Mayfair di Londra con il cocktail Rice Up! per il Regno Unito; Timothée Nicolas del Drops di Lille, con First of May per la Francia; Dawid Stoch dell’Art Katowice di Katowice con Clever Club, per la Polonia; Emil Durchev di LuminAir di Amsterdam con Not Your Usual Daiquiri per i Paesi Bassi; Oliden James Mata Saballo di Lovo Cocktail Bar di Madrid, con il cocktail Ron-Mate per l Spagna.

A decretare i vincitori una giuria d’eccezione composta da Anna Sebastian, fondatrice di Anna Sebastian Hospitality e Celebrate Her, consulente e imprenditrice nel settore hospitality, Emanuele Balestra, bar director e mixologist dell’Hôtel Barrière Le Majestic di Cannes, autore di Majestic Cocktails, e Luis Inchaurraga, bartender, fondatore della House of Mixology, sommelier esperto in vino, tè, caffè e spirit e autore di Más allá del cóctel.

La finale globale

Per i sei vincitori il cammino nella Sustainable Cocktail Challenge non finisce qui. Rappresenteranno infatti l’Europa nella finale globale della competizione, che si terrà sugli isolotti vulcanici del Nicaragua il prossimo anno, dove sfideranno i migliori mixologist sostenibili del resto del mondo. In palio c’è il titolo di World’s Most Sustainable Mixologist by Flor de Caña e un premio di 10.000 dollari.

La ricetta

Bloody Thirsty di Emanuele Aurioso


Ingredienti:
45 ml Flor de Caña Rum 12 anni, 90 ml pomodoro fermentato, basilico e peperoncino, un pizzico di sale aromatizzato al pomodoro home made
Guarnizione:
una foglia di basilico bio
Bicchiere:
mortaio di marmo

Caffè Vergnano punta sul caffè funzionale e olistico

Caffè Vergnano lancia un progetto che interesserà 20 caffetterie selezionate, in cui i clienti potranno chiedere "gocce" di memoria, difesa ed energia
"Sono gocce di memoria", cantava Giorgia nella famosa canzone che fece da colonna sonora al film La Finestra di fronte. Oggi le gocce di memoria, così come quelle per la "difesa" ed "energia", diventano un "booster" da aggiungere al caffè. L'idea di Caffè Vergnano, che debutta nel mercato delle bevande funzionali con un progetto pilota che coinvolge 20 caffetterie sul territorio nazionale, è di aggiungere un kick in più al caffè. Come funziona? Il consumatore, ordinando un espresso, avrà la possibilità di valorizzare la propria tazzina con tre diversi “booster” in gocce: Memoria, a base di vitamina B6 ed estratti di bacopa (pianta ayurvedica) e mirtillo nero, per favorire le funzioni cognitive; Difesa, con rosa canina e astragalo, in sinergia con la vitamina B12 per sostenere il sistema immunitario; Energia, a base di vitamina B1, eleuterococco e rodiola (due piante rinvigorenti), per un’azione tonico-adattogena e di supporto al tono dell’umore.
L’obiettivo è dare vita a un nuovo segmento di offerta, in un mercato in forte crescita come quello delle bevande funzionali, che abbini i benefici riconosciuti del caffè alle proprietà di ingredienti naturali, aprendo la strada a un’esperienza di caffè più consapevole, salutistica e contemporanea.
Il progetto nasce dalla collaborazione dell’area R&D di Caffè Vergnano e DrGaudie, brand di Pi Greco Torino, azienda torinese con esperienza trentennale nel campo salutistico e con il contributo del Dipartimento di scienza e tecnologia del farmaco dell’Università degli studi di Torino. Dopo il primo test nelle caffetterie, la volontà dell’azienda è di declinare in futuro la gamma anche in altri segmenti di mercato.

Caffè Vergnano ribadisce così la propria visione d’impresa: mantenere il caffè tradizionale come pilastro della cultura italiana, sperimentando una nuova dimensione che porta la bevanda al centro di una rinnovata attenzione verso il benessere quotidiano e la ricerca scientifica. Il caffè funzionale rappresenta la risposta evoluta alle esigenze di una società sempre più attenta all’equilibrio psicofisico, con una proposta che valorizza insieme esperienza sensoriale e innovazione.

Cosimino D’Ambrosio vince la terza tappa del Master Coffee Grinder Championship

Master Coffee Grinder Championship
La tappa pugliese ha decretato gli ultimi due finalisti di questa quarta edizione del campionato di macinatura. Insieme al vincitore, stacca il pass Andrea Lo Rizzo. A novembre l'appuntamento con la finalissima

Con la terza tappa del Master Coffee Grinder Championship sono stati decretati gli ultimi due finalisti del concorso. A guadagnarsi il passaggio alla finale del campionato di macinatura ideato da Fabio Verona sono stati Cosimino D'Ambrosio, vincitore della tappa, e Andrea Lo Rizzo, secondo classificato.

L’ultima gara di qualificazione è andata in scena in terra di Puglia, durante il preview di Spiritosa Festival, il festival del bere bene, in una location di eccezione: il Castello Volante di Corigliano d’Otranto (Lecce).

Oltre a D'Ambrosio e lo Rizzo, Giuseppe Zippo, pasticcere pluripremiato e medaglia d’oro miglior panettone del mondo Fipgc, il roaster Emanuele Lezzi, Fabio Proietto e Gabriele Lo Rizzo, fratello di Andrea, i concorrenti, provenienti da Puglia e Sicilia, che si sono dati battaglia nella girandola di prove previste del concorso. Girandola culminata nella sfida finale, la più complessa e affascinante: ricreare in tazza un espresso il profilo aromatico di un caffè descritto e tostato appositamente da Santino Caffè, torrefazione di Veglie (Lecce) partner dell’evento. Il caffè in gara era un Arabica naturale, della varietà Yellow Catuai, della cooperativa agricola guatemalteca Nueva Esperanza del Bosque, raccolto a circa 1800 metri sul livello del mare e processato con il metodo naturale.

La ricetta scelta dai giudici Andrea Corona e Simone Previati, capitanati dal campione Luca Bernardoni, presentava in espresso un corpo medio e un after taste complesso di albicocca matura e frutti rossi. La tostatura medio chiara ha esaltato le note fruttate e dolci, riportando in tazza note di pasta di mandorle, bergamotto e una lieve nota malica sul finale.

Il grinder della competizione, utilizzato per la prima volta da tutti i concorrenti, è stato il nuovo Fiorenzato F64 Evo Sense, dotato della tecnologia di riconoscimento del portafiltro e di sistema gravimetrico ad alta precisione.

La masterclass tecnica

Come da tradizione, la gara è stata preceduta da una masterclass tecnologica, nella quale sono state illustrate le innovazioni introdotte in questa quarta edizione del Master Coffee Grinder Championship, condotta da Carmen Stanziola e Andrea Corona di Dalla Corte, Mario Conti di DVG De Vecchi e Simone Previati di Pump my Moka Bialetti.

In questa fase sono stati spiegati i funzionamenti tecnici necessari alla regolazione dell’acqua grazie a Brita, le variazioni di percezione aromatica con le tazze di differenti capienze prodotte da Ipa Porcellane, i nuovi livellatori e tamper dinamometrici di Metallurgica Motta e la semplicità di utilizzo dei prodotti pulyCaff per la pulizia delle attrezzature.

I finalisti del Master Coffee Grinder Championship

Con la tappa pugliese è stata completata la rosa dei finalisti che si contenderanno la vittoria nella finale del campionato, in programma tra fine novembre e dicembre in una location non ancora svelata. Insieme a D’Auria e Drago a lottare per il titolo ci saranno Tania Maifredi, vincitrice della tappa di Torino, Nadia Giacomelli, seconda nella stessa gara (leggi A Torino il Campionato di Macinatura stupisce e incorona Tania Maifredi), Riccardo Vassallo e Federico Lombardo, rispettivamente primo e secondo classificato della tappa siciliana di di Vittoria (leggi A Riccardo Vassallo la seconda tappa del campionato macinatura).

Climate Positive Spirits, il progetto ad alto tasso di sostenibilità di Sapling Spirits

Due vodka e un gin London Dry per il progetto di Sapling Spirits di creare una produzione di distillati 100% bio e che si preoccupa della salute del pianeta

Quando due attivisti ambientali diventano produttori di spirits. Ecco che nasce Climate Positive Spirits, il progetto ad alto tasso di sostenibilità, che si concretizza in una linea di tre distillati (vodka classica e aromatizzata al lampone e hibiscus, nonché il gin London Dry) di Sapling Spirits, una giovane azienda londinese, nata nel 2018 e arrivata in Italia nel 2024.

Ed Faulkner e Ivo Devereux, fondatori di Sapling Spirits

Abbiamo incontrato i fondatori a Capri, nel ristorante Da Gelsomina, e abbiamo ascoltato la storia di questi due amici, Ed Faulkner e Ivo Devereux, classe ’95, che hanno pensato di unire in un unico progetto le loro due grandi passioni: l’amore per la natura e il buon bere.

La loro avventura inizia in Scozia nel 2017, quando dopo un devastante incendio che ha raso al suolo 150mila alberi sulla costa occidentale, hanno partecipato come volontari a un progetto di riforestazione dell’area. Per incentivare un maggior numero di persone a partecipare, quale miglior idea di creare una sorta di pop-up bar dove a fine giornata, come ricompensa, servire alcuni cocktail? Da qui, l’ispirazione di dare vita a una collezione di spirits che pensasse alla salute del pianeta.

«Abbiamo fondato Sapling Spirits con l'idea di diventare leader nel settore in termini di qualità e sostenibilità. Fin dall'inizio abbiamo sviluppato i nostri prodotti basandoci su tre pilastri fondamentali, ai quali siamo ancora oggi fedeli.

Sapling Climate Positive Vodka

Il primo è sicuramente la scelta e l’utilizzo di grano biologico coltivato in modo rigenerativo. L'agricoltura biologica è ottima per la qualità del distillato, ma è anche molto buona per la salute del suolo», spiega Ed Faulkner. Da questo modello produttivo sono nate tre bottiglie a ridottissimo impatto ambientale.

Sapling Climate Positive Vodka (alc 40% in vol.) da grano britannico, distillata quattro volte, caratterizzata da note di agrumi e vaniglia al naso, mentre al palato offre una sensazione burrosa e vellutata.

Sapling Climate Positive London Dry Gin (alc 40% in vol), fresco, pulito ed equilibrato, è distillato in piccoli lotti con botaniche biologiche, tra cui ginepro, agrumi e rosmarino, con un finale lungo ed erbaceo.

Sapling Climate Positive London Dry Gin

Infine, Sapling Vodka al Lampone e Ibiscus (alc 40% in vol), fresca e fruttata al palato, è parte della linea “Wonky Range”, valorizza frutta imperfetta per combattere gli sprechi. «Prendiamo tutti i lamponi scartati nell'Herefordshire, che si trova al confine tra Inghilterra e Galles, li trasformiamo in una specie di marmellata, poi li mescoliamo con la nostra vodka e li filtriamo. Non la distilliamo, perché distillandola si perderebbe parte del sapore e degli zuccheri naturali. In questo modo, gli zuccheri naturali rimangono, così come il sapore pungente del frutto, conferendole un delizioso gusto intenso di lampone. Aggiungiamo anche dell'ibisco, che conferisce una piacevole nota floreale», spiega il co-fondatore.

Secondo pilastro su cui poggia l’azienda è la massima riduzione di carbonio. Per fare ciò, fra le altre attività, hanno realizzato imballaggi ecologici, quindi senza plastica, ma in bottiglie create con il 40% di vetro riciclato e completamente riciclabili. L’azienda, inoltre, ha lanciato sul mercato un innovativo sistema di refill per il canale on-trade tramite eco-box.

«Quando abbiamo avviato l'azienda abbiamo collaborato con dei consulenti per calcolare l'impronta di carbonio di ogni fase del processo. Abbiamo scoperto rapidamente che il vetro ha un'impronta di carbonio molto elevata. Abbiamo, quindi, realizzato questi contenitori sostenibili per il commercio al dettaglio, bar, ristoranti e hotel da 70 centilitri e 5 litri, con cui possono riempire le bottiglie».

Sapling Climate Positive Vodka Lampone e Ibisco

Infine, identitario del brand è la filosofia “One Bottle, One Tree” (una bottiglia, un albero). Per ogni bottiglia venduta l’azienda si impegna piantare un albero in diverse parti del mondo, fra cui Regno Unito (ad oggi 511mila) e in Italia. «All'università studiavo politica ambientale e ho visto con i miei occhi quanto fossero scarsi gli investimenti nei progetti di riforestazione e sostenibilità nel Regno Unito. Quando abbiamo lanciato il marchio, volevamo creare qualcosa che potesse contribuire a finanziare questi progetti, perché eravamo consapevoli della difficolta di ottenere finanziamenti pubblici». In Italia, o meglio in Puglia collaborano al progetto The Olive Tree Project, una Ong nata per combattere la desertificazione degli uliveti in questa regione a causa della Xylella. «Abbiamo ripiantato gli ulivi con l'aiuto degli agricoltori, nei dintorni di Lecce». Tutte queste azioni hanno permesso a Sapling Spirits di ottenere la certificazione BCorp. A Capri, l’evento si è concluso con la piantumazione di tre alberi di agrumi. Un gesto semplice, ma emblematico di un brand che unisce spirito imprenditoriale e attivismo ecologico.

Un nuovo look dal fascino Italiano per Malfy Originale

Malfy Originale nuova bottiglia
La nuova bottiglia esalta l’identità e il posizionamento super premium del prodotto, che punta a rafforzarsi ulteriormente neo segmento dei dry gin di alta gamma

Nuovo look per Malfy Gin. A cambiare d’abito è Malfy Originale, il dry gin classico dal tocco italiano, capostipite del brand di Pernod Ricard, si presenta ora con un vestito pensato per esaltare l’identità e il posizionamento super premium del prodotto.

Il nuovo look, sviluppato in collaborazione con l’agenzia Nude Design, rende infatti omaggio alla patria di Malfy, ispirandosi alla Costiera Amalfitana e rievocando i soleggiati litorali della Penisola e il blu del mare. A questo scopo, la nuova bottiglia, pur mantenendo gli elementi fondamentali dello stile del marchio, è stata arricchita di dettagli ed elementi audaci dal fascino e dalla raffinatezza italiani.

Come l’anello satinato che cinge la bottiglia in vetro, avvolta da un design argento scintillante e turchese vivido. L’etichetta dalla nuova grafica a raggi di sole in tonalità turchese intense, che dona maggiore visibilità del logo, anche questo rinnovato e che campeggia sul fronte. Infine, il collarino che, con la sua accattivante combinazione cromatica e il bordo rinnovato in lamina argentata, richiama il logo.

Sempre più forte nel segmento dry super premium

Lo sviluppo della nuova bottiglia di Malfy Originale, presentata alla Terrazza Duomo 21 di Milano e già in distribuzione, rappresenta un passo strategico nel percorso di crescita di Malfy Gin, diventato negli ultimi anni uno dei marchi in testa alle classifiche di vendita nella categoria dei gin super premium.

Un percorso con il quale il brand punta a rafforzare ulteriormente la sua presenza non solo nel segmento dei flavoured gin, che presidia con le altre versioni del distillato, Malfy con Limone (della Costiera Amalfitana), Malfy con Arancia (di Sicilia) e Malfy Rosa (con pompelmi rosa di Sicilia), ma anche in quello dei dry di alta gamma. Un segmento in pieno sviluppo, dove il pluriremiato Malfy Originale, che già vanta un ottimo posizionamento, ha ancora carte da giocare per proseguire la sua espansione. A partire dalla qualità del prodotto, caratterizzato da un profilo secco e agrumato, che lo rendono ideale per Gin&Tonic e cocktail rinfrescanti di grande tendenza. Cui ora si aggiunge un packaging distintivo, dal fascino Italiano, che lo rende ancora più desiderabile e alla moda, in perfetta sintonia con I desideria di bartender e consumatori.

Malfy Originale Gin&Tonic 


Ingredient
i:
50 ml Malfy Originale Gin, 150 ml Fever Tree Mediterranean Tonic
Preparazione:
build
Bicchiere:
balloon
Guarnizione:
una rondella di lime

Bar Convent Berlin 2025: gli appuntamenti da non perdere

Gli appuntamenti da non perdere di Bar Convent Berlin: non solo fiera, ma anche occasione di formazione e dibattito sui temi più sentiti della bar industry

Tutto pronto per l'avvio dell'edizione 2025 di BcB - Bar Convent Berlin: il salone internazionale dell’industria del bar&beverage aprirà i battenti dal 6 all'8 ottobre, nuovamente ospitato negli spazi dell'Exhibition Centre Berlin.
Un po' di numeri: nella sua ultima edizione, BcB ha coinvolto oltre 15.400 visitatori professionali provenienti da 87 Paesi, che hanno girato fra gli stand, che coinvolgevano oltre 500 espositori. L’elemento straordinario del Salone è sempre l’atmosfera internazionale che si respira in questo meeting point per la bar industry. Alle classiche attività fieristiche, si aggiunge un importante rilevanza dedicata agli aspetti formativi, con un ricco programma che si articola in panel strategici, workshop interattivi, attivazioni guidate dai partner e degustazioni organizzate dai brand. Gli argomenti spaziano dalla gestione sostenibile del bar allo sviluppo creativo di prodotti, fino alla cultura aziendale, alla leadership, al business e all'innovazione. Tutte le sessioni sono state curate dal BcB Education Board, composto da più membri e guidato da Priyanka Blah, Direttrice della Formazione di BcB, che si è assicurato che il programma riflettesse sia le prospettive globali che le sfide fondamentali che plasmano il mondo dei bar di oggi.
Fra gli appuntamenti da non perdere: il 6 ottobre alle 13,30, in un incontro con il master distiller britannico Jared Brown si parlerà del significato politico degli spirits, fra identità culturale e autenticità da tutelare e rilevanza economica globale; lo stesso giorno, a seguire, un incontro con l'imprenditrice e consulente Ezra Star, proprietaria del Mostly Harmless di Hong Kong, sarà un'occasione per parlare del potenziale creativo di elementi che stanno ridefinendo il futuro del bar, come i cocktail analcolici, la sostenibilità e l'intelligenza artificiale; il 7 ottobre alle 18, si parlerà dell'importanza dello storytelling per massimizzare la creatività e l'ospitalità con Ryan Chetiyawardana (aka Mr. Lyan), bartender pluripremiato e imprenditore; l'8 ottobre alle 12:45 sarà la volta di Danil Nevsky, opinion leader e creatore di community digitali, per esplorare come l'intelligenza artificiale stia trasformando le attività nei bar, la creatività e l'esperienza del cliente.

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