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Revoca della licenza e sospensione della attività

Consiglio Stato, sez. V, 27 settembre 2004, n. 6321

Nel caso in cui l'esercente di un bar non abbia dato prova di asserite cause di forza maggiore che gli avrebbero impedito di eseguire le opere necessarie a riavviare la sua attività commerciale, il comune ha legittimamente fatto decorrere dalla data della prima comunicazione della chiusura dell'esercizio, il termine annuale di inattività, costituente il presupposto per l'adozione del provvedimento di decadenza ex art. 4 lett. a) l. 25 agosto 1991 n. 287.



Consiglio Stato, sez. V, 27 settembre 2004, n. 6321






Coperture assicurative: la polizza multi-rischio

Utili consigli ai gestori

Al fine di evitare la sottoscrizione di più contratti, ciascuno per ogni rischio coperto, le compagnie assicurative hanno messo a punto delle coperture multi-rischio "tutto compreso" appositamente pensate per venire incontro alle esigenze di realtà imprenditoriali medio-piccole.

Il gestore può così difendersi da molteplici rischi sottoscrivendo un unico contratto.

Un aspetto da sottolineare è che non di rado le garanzie offerte da questo tipo di polizze arrivano a coprire anche la sfera individuale dell'imprenditore, comprendendo anche le polizze malattia, infortuni e quelle vita a contenuto previdenziale.

Per quanto riguarda la sola attività imprenditoriale, le polizze globali per commercianti prevedono di solito la copertura per incendio, furto e rapina, responsabilità civile, danni a macchinari e apparecchiature elettroniche (fax, PC, registratori di cassa, ecc.), danni a vetri e cristalli (es. la vetrina), oltre alla copertura per spese legali e peritali.

Locazione di immobile: quali sono le spese straordinarie?

Ecco alcuni esempi

Nell'ambito di un contratto di locazione di immobile sono sempre poste a carico del proprietario-locatore le spese di manutenzione straordinaria.

Si tratta di quelle spese che attengono alla struttura dell'immobile e che non sono riconducibili all'uso dello stesso da parte del conduttore.

Questi interventi straordinari possiedono anzi il carattere dell'eccezionalità.

Per fare degli esempi concreti il rifacimento del manto di asfalto del lastrico solare, il restauro della facciata dell'immobile, la sostituzione della caldaia dell'impianto autonomo di riscaldamento rientrano nella categoria delle spese in esame.

In che cosa consiste il cinque per mille?

Una novità della Finanziaria 2006

La recente legge finanziaria (legge 23 dicembre 2005 n. 266), a titolo sperimentale per l'anno 2006, consente al contribuente di destinare a determinati enti una quota pari al cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).

Si tratta quindi di una quota delle imposte che deve comunque essere versata allo Stato, con la particolarità che l'ente beneficiario del finanziamento viene scelto direttamente dal contribuente e tale scelta può ricadere su di quattro aree:

1) volontariato e no-profit,

2) Università e ricerca scientifica,

3) ricerca sanitaria,

4) iniziative sociali comunali.

Malattia del lavoratore: assenza in caso di controlli

Corte di Cassazione n. 8012/2006

L'assenza del lavoratore dal domicilio alla visita di controllo durante le fasce orarie di reperibilità può essere giustificata da una ragione socialmente apprezabile.

E' questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 8012/2006, in cui così si legge:

"In tema di indennità di malattia, il giustificato motivo di assenza, necessario per escludere la sanzione per il mancato reperimento del lavoratore alla visita di controllo durante le fasce orarie di reperibilità, non si identifica esclusivamente con lo stato di necessità o di forza maggiore, potendo essere, invece, costituito, alla stregua della sentenza n. 78/1988 della Corte Costituzionale, anche da una seria e valida ragione, socialmente apprezzabile - la cui dimostrazione spetta al lavoratore - quale quella di far constatare l'eventuale guarigione dalla malattia, al fine della ripresa dell'attività lavorativa".



(Corte di Cassazione n. 8012/2006)

Lavoro: quali sono gli effetti del mobbing?

Il mobbing è una forma di pressione psicologica esercitata sul posto di lavoro

Quasi sempre lo scopo del mobbing è quello di allontanare dall'azienda una persona che è, o è divenuta, per varie ragioni, "scomoda" o "sgradita".

L'obiettivo si raggiunge distruggendo psicologicamente il soggetto, in modo da provocare un licenziamento giustificabile o, ancor meglio, in modo da indurlo alle dimissioni, senza far nascere un caso sindacale.

Il soggetto preso mira potrà accusare problemi psicologici, ed in particolare disturbi psicosomatici e depressione.

Nei casi più gravi, il mobbing può portare all'insorgere di malattie professionali o di infortuni sul lavoro, determinati da piccoli sabotaggi, o da cali dell'impegno o dell'attenzione.

In situazioni estreme, il soggetto si rifugia nel prepensionamento.

Il mobbing orizzontale può giungere anche a danneggiare sensibilmente la stessa attività, complice un calo significativo della capacità produttiva dei dipendenti in conflitto.

Interventi edilizi all’interno dei locali

Una sentenza del Tar del Lazio in tema di cambio di destinazione d’uso (T.A.R. Lazio, sez. II, 22 marzo 2004, n. 2676)

Ai sensi dell'art. 1 l. 28 gennaio 1977 n. 10, affinché il lastrico solare di un edificio possa diventare superficie utilizzabile per lo svolgimento di attività di somministrazione (nella fattispecie ristorante-pizzeria), è necessario apposito titolo autorizzatorio, non essendo sufficiente, per il cambio di destinazione d'uso, la mera denuncia di inizio attività.



T.A.R. Lazio, sez. II, 22 marzo 2004, n. 2676


Videogiochi: l’uso è vietato ai minori di 18 anni?

Le sanzioni per il gestore del bar

L'utilizzo degli apparecchi e dei congegni idonei per il gioco lecito è vietato ai minori di 18 anni.

Per chi, gestendo apparecchi e congegni idonei per il gioco lecito, ne consenta l'uso a minori di 18 anni, incorre in una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro, oltre alla chiusura dell'esercizio per un periodo non superiore a quindici giorni.

Privacy e e-mail indesiderate

Il Garante stabilisce che occorre il consenso per le e-mail pubblicitarie

Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente ribadito che non si possono inviare e-mail per pubblicizzare un prodotto o comunque un servizio, senza il preventivo consenso del destinatario e ciò anche quando si tratta del primo invio.

Nel provvedimento è stato poi evidenziato che se anche l'indirizzo di posta elettronica risulta reperibile in rete, non significa che esso possa essere utilizzato indiscriminatamente.

Rintracciabilità degli alimenti

Ecco il provvedimento che determina le sanzioni alle violazioni delle norme

E' stato pubblicato il provvedimento che determina le sanzioni in caso di violazioni delle norme in materia di rintracciabilità.

Il decreto legislativo n. 190, del 5 aprile 2006 (in G.U. n. 118, del 23 maggio), stabilisce che gli operatori del settore alimentare (OSA) che non pongano in essere gli adempimenti relativi alla rintracciabilità degli alimenti, di cui agli artt. 18-21 del Regolamento CE n. 178/02, sono puniti con sanzioni pecuniarie amministrative di diversa entità, a seconda della fattispecie e della gravità dell'infrazione.

In particolare, gli OSA che non siano in grado di individuare chi abbia fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime, nonchè le imprese alle quali hanno fornito i propri prodotti, disponendo di sistemi e di procedure che consentano di mettere a disposizione delle autorità competenti, che le richiedano, le informazioni al riguardo, sono puniti con la sanzione da 750 a 4.500 euro.

In caso di reiterazione delle violazioni, in aggiunta alla sanzione amministrativa è disposta la sospensione del provvedimento che consente lo svolgimento dell'attività per un periodo da 10 a 20 giorni.

Assemblea di condominio e indicazione dell’ordine del giorno

Sentenza della Corte di Cassazione n. 63/2006

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 63/2006 ha stabilito che l'informazione preventiva ai condomini dell'ordine del giorno della assemblea condominiale è obbligatoria in quanto risponde alla finalità di far conoscere ai convocati, il contenuto essenziale dei temi da esaminare, cos' da consentire loro di partecipare consapevolmente alla relativa deliberazione.

In ogni caso la sua eventuale genericità non comporta l'invalidità della delibera condominiale, nel caso in cui risulti che il condomino, sia pure attraverso altre circostanze, era sufficientemente informato sull'argomento che avrebbe costituito oggetto dell'assemblea.

Divieti del fumo: il concetto di “locale chiuso”

Riportiamo il testo della risposta al quesito formulato al Ministero



"La legge 3/2003 mira a garantire la tutela della salute dei non fumatori rendendo l'aria degli ambienti chiusi più salubre, in quanto non inquinata dalle numerose sostanze nocive contenute nel fumo delle sigarette e di altri prodotti del tabacco.



La legge, pertanto, estende il divieto di fumo a tutti i locali chiusi (ad eccezione di quelli specificamente allestiti per fumatori e delle residenze private), indipendentemente dalla destinazione d'uso di tali locali e dai materiali con cui sono stati costruiti.



Ai fini dell'applicabilità della norma, lo spazio antistante un esercizio pubblico protetto da una tettoia e non delimitato ai lati, è considerato uno spazio aperto, come pure quello coperto da un ombrellone.



Tuttavia, quanto oltre alla copertura sono presenti delle pareti a tutta altezza, anche se realizzate non in muratura e rimovibili, con presenza di sole aperture assimilabili a finestre, lo spazio così delimitato va equiparato ad un locale chiuso e il divieto di fumo deve esservi applicato".


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