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Lo spazio aguzza l’ingegno

FORMULE Gourmet&Banchetti –

Tre menu degustazione o servizio à la carte per pochi coperti. Ma anche estrema specializzazione sui banchetti da grandi numeri. È la realtà del Focarile, la cui duplicità è la chiave del successo.

Menu alla carta e banchettistica. Sono le due anime de “Il Focarile”, grande ristorante di Aprilia (Lt) nato a inizio anni ’60 su iniziativa di una famiglia toscana. Affacciato sulla superstrada Pontina, potrebbe far pensare a una trattoria per camionisti. In realtà è un locale storico, segnalato dalle guide per la sua gastronomia d’ispirazione laziale e toscana, un binomio che rende omaggio alle origini di Paolo e Claudio Lunghi, i proprietari, e al territorio in cui si trova. Al Focarile convivono offerte diverse: il banchetto, per matrimoni e ricorrenze; la gastronomia di qualità, con vari menu degustazione; una cantina importante e ancora prodotti d’eccellenza, dolci e pane fatti in casa. La proposta gourmet è rivolta ad amanti della tavola, clienti affezionati e imprenditori del territorio, che spesso organizzano pranzi di lavoro, ma è anche un banco di prova per introdurre alcuni piatti tipici da banchetto, quelli dal giusto equilibrio tra costi e qualità. Negli anni infatti il 20-25% delle ricette è passato da un menu all’altro. Qualche esempio? Gli scampi nel fiore di zucca, la parmigiana di triglie o il filetto di cinta senese in crosta di mandorla. Normalmente i tagli di carne sono comuni ai “due” ristoranti, come tagliata, carrè d’agnello, petto d’anatra. Altri tagli, invece, sono riservati alla banchettistica, come il coscio in sfoglia: un vitello di 25-30 kg cucinato intero, per un alto numero di commensali.
Cigar room e 400 distillati
Discorso analogo per il pesce: quello del porto di Anzio, in quantità ridotte e giornaliere, è riservato al ristorante alla carta, quello del mercato ittico di Guidonia, capace di rispondere a esigenze di quantità, soddisfa le richieste della banchettistica. Normalmente il menu da banchetto comprende un buffet iniziale, antipasti, 2 primi, 2 secondi, contorni e dolce. Sul sito internet de Il Focarile, progettato più come una vetrina che come uno strumento interattivo, avviene spesso il primo contatto con il potenziale cliente del banchetto, che naviga per farsi un’idea e poi visita il locale di persona. Il passaparola, però, è prioritario per lo sviluppo della banchettistica. Se nel territorio non c’è concorrenza sulla cucina di qualità, è invece forte la competizione nella ristorazione per grandi numeri, giocata su prezzi medi dai 70 a 110 €. In questo Il Focarile si distingue: a prezzi di mercato (circa 100 € a persona) offre una cucina da grandi numeri, con molti piatti di origine gourmet. Nel ristorante alla carta il conto medio si aggira sui 60-65 €. Ci sono anche 3 menu degustazione e un menu “anti-crisi” pensato per le aziende: 3 portate di carne o pesce a 35 €, per un pasto leggero e più economico. Attraverso contatti via e-mail sono proposte cene a tema, una al mese, con la collaborazione di produttori di vino (citiamo Ca’ del Bosco o il vignaiolo altoatesino Franz Haas) e con menu spesso nuovi. Su richiesta, nel dopocena, per i fumatori c’è una saletta riservata dove gustare un sigaro toscano, cubano o domenicano in abbinamento a uno dei 400 distillati e liquorosi della carta, tra Calvados, Armagnac e vecchi Porto. Ovviamente per un’attività che si sdoppia lo spazio è determinante. Il Focarile ha due grandi sale (550 mq totali): la prima di 60 coperti con servizio alla carta, la seconda (divisibile in due) per matrimoni e celebrazioni (220 posti). Per una buona gestione degli spazi e di ospiti diversi la cucina in posizione centrale è determinante. Infatti le due sale sono separate da un unico laboratorio di 180 mq, organizzato in due isole. Le cotture avvengono con forni a convezione a gas, sulla griglia e in forno a legna, usato anche per completare i piatti (gli ultimi minuti) o addensare un sugo.
Pane di casa e erbe nell’orto
In cucina operano 8 persone, lo chef e un paio di aiuti se c’è bisogno. Due persone dello staff sono impegnate nel laboratorio di pasticceria, che giornalmente sforna 6-7 tipi di pane (di farina di riso, di farina di mais, con uva passa e noci, ecc.), una ventina di dessert alla carta, più torte nuziali e dolci per i banchetti. Accanto al ristorante c’è un piccolo orto di erbe aromatiche; all’esterno un vasto giardino con gazebo e porticato, dove in estate si “trasferisce” il ristorante gourmet. Le sale sono gestite da Paolo Lunghi: quella della banchettistica con personale temporaneo fino a 15 persone, l’altra con 6 camerieri fissi (2 sommelier), più 2 all’accoglienza. Il Focarile ha una cantina di oltre 3 mila etichette e un piccolo spazio riservato a un humidor per i sigari. Nel ristorante alla carta sono proposte 5 liste dei vini: una dedicata al Lazio, una di vini regionali e internazionali, una terza composta da 300 spumanti e champagne, la quarta e la quinta per i vini passiti e i distillati. I consigli dei sommelier, l’apprezzamento della cantina da parte dei clienti, la proposta quotidiana di circa 10 vini al calice (5-10€), e i ricarichi ragionevoli (circa 50%), consentono di gestire al meglio una cantina costosa. Un assortimento circa 1.000 bottiglie dal vantaggioso rapporto qualità/prezzo è riservato alla banchettistica.

Luci e drink per cambiare umore

Lounge bar –

Eletto lounge più glamour di Londra, il Vanilla riesce a creare atmosfere sempre nuove. Anche la carta dei drink si modifica spesso, in sintonia con le stagioni

Visivamente molto impattante, con una lista di cocktail stagionali di grande successo e una clientela estremamente cool, Vanilla è uno dei “members club” di ultimo grido di Londra. Posizionato in sordina nel quartiere chic di Fitzrovia, al piano terra di un palazzo discreto che affitta uffici, Vanilla è stato votato come il lounge bar più chic e “glamour” del quartiere, soprattutto per il design di grande eleganza ideato dal manager Matthieu Destandau, chiamato a creare il concept del locale dal proprietario David Alberto.

Un investimento da 700mila euro

Destandau, che pur vanta dieci anni di esperienza nel settore bar, che ha risollevato le sorti del londinese Firevault e non aveva mai lavorato nel design, ha commentato: «David, che io conosco da due anni e mezzo, si è fidato ciecamente di me e mi ha dato carta bianca, assecondandomi in ogni cosa. La responsabilità era enorme, perché abbiamo speso più di mezzo milione di sterline (circa 700mila euro, ndr) creando questo locale davvero unico. Ho supervisionato personalmente tutto, dall’illuminazione alla decorazione d’interni, scegliendo lo schema dei colori, i mobili, i candelabri, il sound system. Molta gente dice che la vaniglia (vanilla) è un gusto noioso, ma per me è il contrario. È un sapore base e piace a tutti e volevo creare un locale sofisticato capace di cambiare in base alle esigenze e ai gusti della nostra clientela».
Come fosse una tavolozza di colori, Destandau ha scelto il bianco assoluto, proprio come il fiore della pianta di vaniglia: pavimenti in resina bianchi, muri e soffitti bianchi, tavoli, banquette e sedie bianchi, con pannelli in tessuto candido che dividono le diverse zone e lunghi candelabri di cristallo posizionati strategicamente lungo la sala. Il manager ammette di essersi ispirato alla catena di Supperclub di Bert Van der Leden - di cui ce n’è anche uno a Roma - creati dagli architetti Concrete Architects e spiega: «Il look del locale è molto chic, retro-futuristico, quasi femminile, il che lo differenzia moltissimo dalla gran parte di members club londinesi. Grazie a un impianto a Led luminosi è inoltre facile cambiare l’umore della sala: un elemento che lo rende perfetto per creare serate a temi diversi e soprattutto per la corporate hospitality, perché siamo in grado di creare qualsiasi look».

Al banco una grande esperienza

Vanilla va ben oltre il design e si posiziona tra i cocktail bar più creativi di Londra grazie al menu pensato dal mixologist Xenios Voniatis, che ha lavorato per anni a New York al famoso Milk & Honey e ha avuto anche un’esperienza milanese al centralissimo Bar Tre Gazzelle. Voniatis, rientrato da poco a Londra, commenta: «Per un certo periodo è stato difficile per i cocktail bar competere con i pub inglesi. Non era facile convincere un popolo di bevitori di birra a cambiare. Ma ora la moda si è evoluta e tutti vogliono i cocktail, che per me non sono solo dei “drink”, bensì l’equivalente di un’arte culinaria liquida».
Voniatis ha creato un interessante menu a base di frutti di stagione e dichiara di utilizzare solo succhi freschi, mai acquistati in cartoni. «Per me si tratta di sposare sapori e non semplicemente di mixare un drink: ci metto molto tempo a mettere in carta un nuovo cocktail, perché voglio che sia il più possibile vicino alla perfezione».
Durante la stagione estiva, quando la frutta fresca abbonda, i cocktail sono tutti a base di frutta. Ma il resto dell’anno il menu cambia con le stagioni e con gli umori del mixologist, che tra le sue creazioni più riuscite conta l’Hula Hula, una miscela di rum Wray & Nephew overproof, rum Appleton e Grand Marnier arricchita con frutti della passione, ananas, mirtilli, lamponi e nocciole e servita su ghiaccio a cubetti in un tumbler alto.
Nella sezione dedicata ai Martini cocktail va moltissimo il Jazz Roses, che miscela Pinky vodka con liquore di lychee e acqua di rose. Tra gli short drink va invece per la maggiore il Vanilla Ice, che contiene Zubrovska vodka e vodka alla vaniglia con un goccio di lime spremuto, shakerati insieme a succo di mela e sciroppo alla vaniglia, il tutto servito su ghiaccio tritato. Ogni cocktail costa 8 sterline (ovvero circa 10 euro).
Il locale è suddiviso in quattro zone: il lounge bar, il ristorante, la zona ballo e le toilettes. Destandau ha scelto un sound system digitale e iper-professionale per gestire non solo le diverse musiche per le diverse sezioni, ma anche un’illuminazione ad hoc pensata per ogni zona diversa. Affidandosi al Sound Division Group, che ha curato l’installazione del processore digitale dbx ZonePro640, Destandau ha potuto così rendere ancora più funzionali le diverse sezioni del locale, che per il momento è aperto per il pranzo, la cena e il dopocena tutti i giorni della settimana.

Storia di un uccellino che salvò il moscato

Cantine Ecologia –

Il rapporto tra uomo, vigna e natura al centro dell’attività dell’Osservatorio Martini & Rossi. Vantaggi per tutta la ricerca vitivinicola italiana.

La vigna come elemento antropico, cioè legato all'attività umana, ma nello stesso tempo intesa come luogo di biodiversità, dove la coltivazione sostenibile diventa occasione per rilanciare l'ambiente naturale.
Il tutto lontano da etichette bio-modaiole, e vicino, invece, al rapporto a tre, vigna-uomo-natura, che dovrebbe stare alla base della viticoltura.
È questa la filosofia dell'Osservatorio Martini & Rossi per il Miglioramento dell'uva moscato, un avamposto-laboratorio con sede a Santo Stefano Belbo, di fianco allo stabilimento per la raccolta e pigiatura delle uve, al confine tra Cuneese e Astigiano, non a caso posto nel cuore della zona di produzione del moscato, uno dei vitigni più antichi e coltivati, strategico per la produzione di vini come Asti e Moscato d'Asti docg, importanti per l'enologia e l'economia vinicola piemontese e italiana. Sperimentazione e controllo
Lì, da vent'anni, si sperimenta e si applica con successo l'idea di fare vigna e produrre uva da vino migliorando la qualità dei grappoli attraverso la diffusione di metodi di coltivazione rispettosi di fauna, flora e terreni delle zone vitate, nel segno della diversità biologica. Utopia? Alla Martini & Rossi non la pensano così. Tanto che dal 1987, anno di apertura dell'Osservatorio santostefanese, l'azienda impiega risorse e uomini in una struttura considerata il posto più avanzato della ricerca vitivinicola aziendale in Italia.
Un centro di sperimentazione e controllo della viticoltura ecostostenibile in grado di garantire qualità e controllo delle uve che poi diventeranno spumanti M&R tra cui anche la selezione Sigillo Blu, distribuita nel canale Horeca, punta di diamante delle bollicine “made in Pessione”, dall'Asti al Riesling, dal Prosecco al Moscato d'Asti, dalle Riserve brut Metodo Classico (Cuvée Nobile e Alta Langa) al sorprendente Rosé.

Rapporto quotidiano naturale con la vigna
Spiega Edoardo Monticelli, agronomo, enologo, insegnante alla Scuola Enologica di Alba, coordinatore del progetto Osservatorio Martini & Rossi, che lavora a stretto contatto con l'enologo Livio Prandi, capo cantina allo stabilimento di Santo Stefano Belbo: «L'azienda ripone grandi aspettative su questa struttura. Vent'anni fa, quando s'inaugurò l'Osservatorio, idee come coltivazioni sostenibili e biodiversità potevano sembrare concetti astratti. Invece attraverso le periodiche riunioni con i coltivatori conferenti della Martini & Rossi, ma anche con gli altri contadini della zona vocata alla coltivazione delle uve moscato, queste impostazioni sono entrate nella quotidianità professionale dei vignaioli, regolando in modo più naturale il loro rapporto con la vigna».
La sensazione che si tratti solo di belle parole è annullata dai progetti e dalla produzione pubblicistica che l'Osservatorio ha portato avanti in questi due decenni di intensa attività.

Diversità geologica
Come la meticolosa e rigorosamente scientifica raccolta e catalogazione di oltre 300 campioni provenienti dalle terre del moscato, cioè l'area deputata alla coltivazione delle uve che diventeranno Asti e Moscato d'Asti docg, un comprensorio che racchiude 52 Comuni tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo.
«La ricerca - chiarisce Monticelli - è servita a verificare la diversità geologica delle diverse terre su cui si coltiva l'uva che ampelograficamente (classificazione morfologica dei vitigni, ndr) è definita “moscato bianco di Canelli”. Un lavoro che ha impegnato per mesi diversi tecnici. Alla fine abbiamo definito un catalogo di terreni con caratteristiche diversissime, indicata soprattutto da una tavolozza di colori che cambia anche notevolmente, dalle terre bianche e calcaree a quelle rosse e quasi nere». È il concetto di biodiversità che emerge prepotente, come segnale evidente di una qualità che nasce dal variegato.
Monticelli ricorda altre iniziative, come quella dei nidi artificiali per richiamare nelle vigne la presenza di alcuni volatili tipici delle aree vitate, dalle cinciallegre al gruccione, dallo sparviero al picchio verde. Ma perché reintrodurre l'avifauna tra i filari?Che c'entrano le pernici rosse con la qualità dell'uva?

Stabilità biologica
All'Osservatorio chiariscono: «L'apporto degli uccelli all'ecosistema agrario, oltre essere definito dalla loro attività predatoria verso insetti dannosi, consiste nell'arricchimento faunistico e nella conseguente maggiore stabilità biologica dell'ambiente. Le differenti forme di vita, infatti, partecipano in modo singolare all'equilibrio biologico dell'insieme e ne garantiscono la stabilità nel tempo. La loro presenza deve pertanto essere tutelata». Tradotto: più si migliora l'ambiente della vigna, che per sua caratteristica tende ad impoverire fauna e flora, meglio si evitano disarmonie che rompono l'equilibrio biologico con ripercussioni nefaste su coltivazioni e perfino sulla salute dei contadini. Insomma se si attua un'agricoltura sostenibile è preferibile, per tutti.
Così è nato il progetto nidi artificiali. Ne sono stati distribuiti un migliaio, ora abitualmente utilizzati da vari tipi di volatili tra cui l'upupa che stava scomparendo dal Sud Piemonte.
Tra gli altri progetti dell'Osservatorio Martini & Rossi anche la selezione di cloni di moscato e, più recentemente, ricerche agronomiche relative alle aree dell'Oltrepò Pavese, dell'Alta Langa, di Valdobbiadene e di Conegliano.
Tra l'altro il Sud Piemonte è coinvolto nel progetto Unesco che candida, per il 2009, le vigne piemontesi a patrimonio dell'Umanità. Il lavoro svolto dall'Osservatorio in questi ultimi vent'anni rientra proprio in questo solco di tutela e valorizzazione.

Tesori sotto le viti
«Del resto coltivare il vigneto - annota Prandi - è un mestiere difficile, che si acquisisce e si perfeziona nel tempo. L'avvicendarsi delle stagioni, ognuna differente nelle varie annate, propone al viticoltore esperienze sempre nuove. Noi, con incontri programmati in vigna e all'Osservatorio, mettiamo le nostre ricerche a disposizione dei viticoltori».
Scriveva Cesare Pavese, la cui casa natale è a poche centinaia di metri dalla sede dell'Osservatorio Martini & Rossi: «Una vigna che sale sul dorso di un colle fino ad incidersi nel cielo, è una vista familiare, eppure le cortine dei filari semplici e profonde appaiono una porta magica. Sotto le viti la terra rossa è dissodata, le foglie nascondono tesori, e di là dalle foglie sta il cielo».

Ristoranti – Imprese del Gusto maggio 2009

Archivio Copertine Horeca –

News14 Idee I piatti si vendono a peso.16 Cucina Menu a tema con eventi.18 Dolce Torta nuziale versione design.19 Tipicità La pizza mondiale è fatta ad Anzio.20 Tipicità Olio Extravergine d’oliva Dop.21 Italians Bice presidia anche Abu Dhabi.41 Aziende & Mercati Vini, il top è al ristorante.42 Aziende & Mercati illy cresce col Brunello.44 Aziende & Mercati Battere l’agropirateria.45 Aziende & Mercati Roadhouse in crescita.58 Vino Prosecco senza solforosa novità di Bisol.60 Vino P…


News
14 Idee I piatti si vendono a peso.
16 Cucina Menu a tema con eventi.
18 Dolce Torta nuziale versione design.
19 Tipicità La pizza mondiale è fatta ad Anzio.
20 Tipicità Olio Extravergine d'oliva Dop.
21 Italians Bice presidia anche Abu Dhabi.
41 Aziende & Mercati Vini, il top è al ristorante.
42 Aziende & Mercati illy cresce col Brunello.
44 Aziende & Mercati Battere l'agropirateria.
45 Aziende & Mercati Roadhouse in crescita.
58 Vino Prosecco senza solforosa novità di Bisol.
60 Vino Parte il corso per sommelier di Alma.
62 Vino La barrique in coccio di Muratori.
64 Vino Gallo Nero firma anche gli accessori.
65 Vino Gli scaffali che arredano il locale.
Rubriche
7 il gastronauta
Per Davide Paolini la valorizzazione dei giacimenti gastronomici non va banalizzata con lo slogan “km zero”.
17 Strumentalia Eugenio e Simone Medagliani raccontano la nascita del coltello e le ragioni pratiche della sua forma attuale.
59 decoder Il vitigno più richiesto nei vivai oggi è il pinot nero. Ci sarà un'invasione. In bianco e in rosso.
Ristorazione
8 Conservazione
I pregiudizi sui surgelati sono da abbattere, anche perché a casa i consumi crescono e la qualità non è in discussione.
12 Esposizione
Ghiaccio o acquario, il pescato in mostra convince poco. Allora raccontare ed evocare il mare è la soluzione da preferire.
22 Formula trattoria
Trattoria Casa Coste fa cultura del cibo, con prodotti locali e carni che si possono anche acquistare. E con menu certificati.
26 Formula alta cucina
Nicola Batavia, chef-patron creativo, personalizza i piatti del territorio e sfida la globalizzazione. A L'Birichin di Torino.
Fare impresa
29 Take away, servizio da attivare
Nelle città è una domanda emergente. Se ben gestita, senza improvvisare, procura margini e fa crescere il parco clienti.
30 Accogliere con il telefono Che cosa fare e che cosa evitare quando si prendono le prenotazioni al telefono. Che sono sempre un'ottima occasione di vendita.
32 Un benvenuto efficace Cura dell'ospite, professionalità e corretta organizzazione interna. Questo comunica il ricevimento in sala. Che ha delle regole.
34 Il contratto per i banchetti Come tutelarsi da possibili contestazioni riguardo a un evento. Scrivere gli accordi senza lasciare nulla al caso.
36 Come fissare i prezzi sul menu Food cost oppure logiche di marketing: i pro e i contro dei due metodi principalmente utilizzati per stabilire il listino di vendita.
38 Libro unico del lavoro Il nuovo regime semplifica decisamente la tenuta dei libri del personale e prevede facilitazioni per le assunzioni brevi.
40 Progettare la carta dei vini Dieci o mille etichette non cambia. Importanti sono la leggibilità, la cura nelle informazioni e l'aggiornamento continuo.
Food&Beverage
84 Extravergine Coppini Un trekking himalayano dà visibilità all'olio italiano di qualità. È l'iniziativa intrapresa dall'azienda olearia parmense.
86 Caffè Lavazza La tecnologia delle capsule e una macchina dedicata risolvono l'annoso problema della qualità del caffè nei ristoranti.
88 Pasta Canuti I Paciocchi surgelati, ripieni di polpa di granchio, menta e zenzero: una soluzione innovativa che rivitalizza il menu.
88 Pollo Perdix Marinati, precotti e surgelati, gli spiedoni Diavolo d'un pollo sono l'idea vincente a tavola e nei buffet in piedi.
Strumenti
90 Cottura Rational Il SelfCooking Center riunisce in una sola attrezzatura più stili di cottura, con risparmio di materie prime ed energia.
92 Mise en place Schönhuber Franchi Reggia, disegnata da Matteo Thun, è la nuova linea di arredo tavola in fine bone China per ambienti classici e moderni.
94 Formapizza Oem Ideale per locali altovendenti, una macchina che consente in pochi minuti di formare la pizza in modo uniforme.
94 Frigoriferi Mondial Group All'insegna del risparmio energetico gli armadi frigoriferi a freddo positivo e negativo con gas naturali per il raffreddamento.
Made in Italy
46 Toscana e ristoranti I ristoranti di Vetrina Toscana fanno squadra per valorizzare le ricette e i prodotti locali. Con la regia della Regione.
52 Mozzarella di bufala La mozzarella di bufala campana Dop è tra i formaggi più imitati al mondo. Occorre conoscerla per proteggerla.
56 Suino padano Dal Gran Suino Padano Dop non solo Parma e San Daniele, ma carni fresche, sicure e a basso tenore di grassi.
66 Sardegna La Sardegna studia un disciplinare di produzione per i tappi di sughero, tutt'ora insuperati angeli custodi del vino.
70 Bolla Con l'acquisizione da parte del Gruppo Giv, Cantine Bolla rafforza la sua presenza sui mercati senza tradire le origini.
72 Cecchi Cecchi è sinonimo di Chianti. Dall'originaria zona di Castellina si è sviluppata con tenute in tutta la Toscana
Drink List
75 Tasting Vino del mese è il Franciacorta Docg Barone Pizzini, bio spumante extra dry.
76 Vini rosati Fermi o spumanti i rosati che si sposano con piatti freddi e ricette al pomodoro.
78 Vini biologici Il rispetto dell'ecosistema in alcune etichette da Toscana, Marche, Alto Adige.
80 Vini aromatici Bianchi e rossi settentrionali dallo spiccato profumo e immediata piacevolezza.
82 Spirit Nuove proposte per il dopocena, tra infusi tradizionali e distillati da meditazione.


Aperte le iscrizioni al Master in Store & Retail Management organizzato da Il Sole 24 Ore

Formazione –

Un percorso di specializzazione per diventare retail manager

Un percorso di specializzazione, in formula part time che si pone l'obiettivo di trasferire ai partecipanti le conoscenze necessarie per ricoprire il ruolo di di Retail Manager e operare in aziende organizzate secondo logiche moderne e strutturate. In linea con queste finalità, il Master di Specializzazione, analizza i nuovi trend nel settore Retail dettati dalle nuove esigenze dei consumatori e fornisce le conoscenze per promuovere e comunicare il punto vendita e le tecniche per creare una shopping experience che sappia coinvolgere ed emozionare il cliente. Verranno poi approfondite le strategie distributive e il processo di sviluppo di un Retail Concept e di articolazione e gestione di una rete di punti vendita. Tutti gli argomenti sono affrontati attraverso una metodologia didattica interattiva, affiancando l'analisi dei singoli argomenti con testimonianze, Case-History ed esercitazioni. Il Master di Specializzazione, a numero chiuso e frequenza obbligatoria, è indirizzato a professionisti già inseriti o interessati a un inserimento nell'area Retail di aziende che distribuiscono i propri prodotti attraverso una rete di punti vendita, a consulenti che desiderano approfondire le conoscenze relative alle strategie distributive e a imprenditori che intendano sviluppare la propria rete distributiva. È possibile scaricare la brochure del master sul sito: www.formazione.ilsole24ore.com

Una settimana e 7 cucine diverse

NEWS Idee –

A padova nasce più che un ristorante, un vero e proprio laboratorio del gusto.

Più che un ristorante, un vero e proprio laboratorio del gusto. Nel nome, c'è già tutto il “programma”: si chiama Presidentino 360° FoodLab (presidentino.it) ed è un nuovo concept enogastronomico nato nel cuore del centro storico di Padova da un'idea di Massimo Sabbion, patron dell'Hotel President di Abano Terme. Si tratta di una proposta di cucina innovativa, che non prevede menu à la carte, ma si articola lungo la settimana con serate monotematiche (ad esempio, vino il lunedì, prodotti di stagione e a filiera chiusa il mercoledì, pasticceria dolce e salata il giovedì). Ogni giorno sono previste due fasce orarie: pre-dinner (dalle 18 alle 20.30), reinterpretazione del momento dell'aperitivo con 4 proposte di degustazione (e differenti fasce di prezzo, da 20 a 40 euro); dinner (dalle 21), con percorsi guidati ogni sera diversi. Per la cena, con le luci, la mise en place e l'abbigliamento dello staff, cambia il look del locale. Lo staff di cucina è composto da tre giovani cuochi creativi, Nicola Cogo, Lucio Stibelli e Mario Fangio, con alle spalle esperienze nella cucina internazionale; i piatti proposti si incentrano sui sapori della tradizione, ma con una presentazione che si rifà a uno stile di cucina attuale, molto attento all'estetica dei piatti. Poteva mancare l'aspetto show kitchen? Certo che no. Quindi la cucina è a vista, ma per via telematica: lo staff al lavoro in cucina è ripreso da una web cam ed è visibile grazie a monitor in sala. E lo si può vedere pure sul sito del locale, cliccando sulla voce “live”. Bella idea.

Il vicino, orizzonte amico

News Network –

Preziose alleanze a vantaggio di clienti e territorio

Daniele Visconti dell'omonima trattoria di Ambivere (Bg) e Mario Cornali, patron del ristorante Collina (Almenno S. Bartolomeo, Bg) hanno dato vita all'insolita iniziativa Orizzonti Vicini. Ognuno dei due locali ha istituito un menu “Orizzonti Vicini”, incentrato su materie prime legate al territorio e proposto a 40 euro, comprensivo di acqua, vino e caffè. Fino al 30 giugno il cliente che sceglie questo menu ha diritto a consumare nell'altro locale il menu “Orizzonti vicini” (stesso nome, ma con piatti differenti) a metà prezzo. Una promozione che già nei primi giorni dal lancio ha dato ottimi risultati e si inserisce allo spirito di SlowCooking, cui i due ristoratori aderiscono. Si tratta di un'associazione senza scopi di lucro nata nel 2004 fra undici ristoratori valtellinesi, legati da amicizia e intenti comuni. «Il nostro intento - spiega Luca Grigis, titolare del Sale e Pepe di Sondrio e segretario di SlowCooking - è valorizzare lo spirito territoriale e la stagionalità dei prodotti. Siamo ristoratori che condividono il medesimo modello di gastronomia, l'importanza di usare materie prime di pregio, l'amore per il territorio; conosciamo gli artigiani del posto, le loro piccole produzioni e senza puntare al prezzo più basso, abbiamo consolidato una rete di fornitori che contribuiscono alla qualità dei nostri menu». Un intento ben dettagliato sul sito (slowcooking.org), che sta diventando realtà. Continua Grigis: «Oltre ad usare il più possibile i prodotti del territorio, il nostro intento è anche essere solidali: ci incontriamo settimanalmente e ci sentiamo al telefono ogni giorno, anche solo per mettere a punto una ricetta. E l'associato, identificato dal nostro logo, deve essere il patron del ristorante, perché lui solo può garantire l'osservanza dei principi di SlowCooking». Un ideale che sta trovando sponda anche in Trentino, Veneto e Piemonte, regioni da cui sono arrivate nuove richieste di associazione.

Così ritorna la disco

tendenze&progetti –

I club rialzano la testa. C’è chi investe sul lato umano, chi sugli ambienti, chi sugli artisti, chi sul marketing. Viaggio tra Ibiza, Formentera e la Romagna, tra dj in erba, star e privé

Due sedie, un bancone e un tavolino per appoggiare la consolle. Non occorrono mille fantasticherie, impianti audio milionari, grandi soluzioni architettoniche o serate di porno-karaoke per far decollare una serata.
Durante Zoo Project, ultimo evento di successo a Ibiza, si balla da metà pomeriggio a mezzanotte, musica minimal, house e techno, selezionata da dj in erba, non certo guru dei piatti, che suonano per i loro coetanei, in un’atmosfera da festa privata. Senza sfera di cristallo è difficile prevedere se Zoo Project conserverà il suo successo. Tante serate durano lo spazio di una stagione, come un disco per l’estate. Di certo la one night, realizzata a costo zero, ha riportato in pista i giovanissimi, quelli che erano in fuga da Ibiza verso altri lidi.
Non parlerei di fortuna. Se una serata come questa ha successo è perché il locale e i padroni di casa, belli e brutti che siano, non ti fanno sentire un numero, ma come un amico in una festa tra amici. Fa scuola in questo senso una realtà storica come il Xueño di Formentera (Baleari). Spartano come le sue pareti di roccia bianca, è il tipico club che affascina perché ha saputo negli anni conservare il genius loci, il carattere del luogo.
Non appare come un’astronave, piombata da chissà quale galassia, ma come la naturale appendice notturna delle ore trascorse sulla spiaggia. Anche i suoi suoni sono in sintonia con l’ambiente. Chi sale alla consolle durante Spirit Ibiza e Moba Sound (il sabato sera del Xueño), propone musica che sa di Mediterraneo, suoni caldi e sensuali. I “martelli pneumatici” sono banditi. Certo, si tratta di un locale di dimensioni contenute: due bar, una piccola area per conversare, una terrazza. Non certo una grande cattedrale del clubbing come le discoteche di Ibiza. Spazi che negli ultimi anni hanno dovuto faticare per fare il pieno, investendo in one night di culto e grandi artisti. Come il Privilege di Ibiza, la discoteca dei record, che può accogliere fino a 10.000 persone. Fino a qualche anno fa la mega discoteca ospitava Manumission, la serata più trasgressiva e affollata dell’Isla Blanca. Poi qualcosa, con gli organizzatori della one night, è andato storto e il locale nel 2008 ha scelto Dj Tiesto, quel genere di dj, miele per il popolo della notte, che esercita il fascino di un grosso marchio. A un certo livello, infatti, non si parla più solo di artisti, ma di veri brand.
Tra i marchi forti di Ibiza ci sono personaggi come Mauro Picotto o il francese David Guetta, dj in forza il giovedì notte al Pacha, con la sua serata “F**k me I’m famous”. Un dj e un evento diventati di culto, sia per l’elegante house francese suonata da Guetta, sia per l’opera di relazioni pubbliche di Cathy Guetta, moglie del dj e abile marketing manager.

La multinazionale del clubbing

Il Pacha ringrazia la famiglia Guetta e prosegue così la sua attività avviata nel 1967 a Sitges (Barcellona), che conta oggi una trentina di locali sparsi nel mondo: da New York a San Paolo, da Buenos Aires a Sharm El Sheikh. Per costruire questa fabbrica dell’entertainment nulla è stato lasciato al caso. La discoteca ha creato una propria linea di moda, una web radio, una tv digitale, la divisione discografica Pacha Recordings (l’ultima produzione è “Pacha, the italian collection” ) e pure un team che si occupa del franchising, consegnando chiavi in mano tutto il pacchetto Pacha: strutture, arredi, artisti, performer, creatività.
Segnali che le politiche commerciali dei grandi club si sono evolute, che gli interessi coinvolti sono molteplici e che bisogna avere fiuto per le tendenze. Si pensi al “tavolo”. Agli albori della discoteca si ballava e stop. Poi qualcuno ha inserito i salottini privé, belli, per pochi intimi e col tavolo protagonista. In seguito sono nati tanti angoli privé dedicati alle compagnie.

Un privé da sceicchi al Byblos
L’ultima novità arriva dalla Riviera Romagnola. Al Byblos di Misano Monte (Rn) hanno inserito un nuovo tavolo-privé da sceicchi. Si presenta come un salotto circolare soprelevato e visibile da ogni parte del locale, ricoperto di cuscini in pelle bianca, tempestata di Swarovski. Il suo tavolo in vetro è firmato Le Glass, illuminato da fibre ottiche; cambia colore e all’interno accoglie un sistema refrigerante. Il servizio è garantito da un cameriere (all’occorenza sciabolatore di Champagne), un maître e due guardie del corpo, che non si sa mai. Prezzi intorno ai 20.000 euro per una serata a tutto Champagne. Alla faccia della crisi.

Bargiornale luglio-agosto 2009

Archivio copertine Horeca –

LOCALIcase history10 Coconuts, Rimini. Stupire il cliente per essere sempre al top del mercato14 Caffè Victory, Montemurlo (Po). Prosperare in una zona industriale16 Panino Giusto, Milano. La via milanese al panino farcitodal mondo20 A Singapore sfida tra stilisti e bartender24 Vanilla Bar, Londra. Luci e drink per cambiare umoretendenze e progetti28 Così ritorna la disco. Analisi dei nuovi format che generano business: dalle Baleari alla riviera romagnolaattività36 Buoni pa…


LOCALI
case history
10 Coconuts, Rimini. Stupire il cliente per essere sempre al top del mercato
14 Caffè Victory, Montemurlo (Po). Prosperare in una zona industriale
16 Panino Giusto, Milano. La via milanese al panino farcito
dal mondo
20 A Singapore sfida tra stilisti e bartender
24 Vanilla Bar, Londra. Luci e drink per cambiare umore
tendenze e progetti
28 Così ritorna la disco. Analisi dei nuovi format che generano business: dalle Baleari alla riviera romagnola
attività
36 Buoni pasto, obiettivo customer satisfaction. Parla Graziella Gavezotti, amministratore delegato di Accor Services
40 Diventiamo un Paese per vecchi? Le iniziative antimovida di alcuni Comuni spesso non risolvono i problemi
42 Il Consorzio Pasticceri Pratesi mette in piazza doti, segreti e abilità
giochi&scommesse
46 Siete pronti al poker cash? Il decreto Abruzzo introduce una nuova modalità di gioco anche per i pubblici esercizi
50 Prima consumi il caffè, poi paghi e giochi. Via libera ai giochi di sorte legati al consumo
54 Meno tasse e più vincite con le Vlt. Paolo Gioacchini, presidente As.tro, illustra le ultime novità per le video lottery terminal
la dispensa del gastronauta
56 Nostalgici del bar sport cercansi
layout
58 Un po’ di rigore neoclassico per organizzare lo spazio
il cliente misterioso
60 Seduti al tavolo, serviti o (mal) sopportati protagonisti
61 Valentina Saccà del Bacio sul canale di Trieste è la dottoressa dei mangia e bevi
PROFESSIONI
norme&fisco
63 Per i limiti numerici è l’ora della pensione. Una recente sentenza del Consiglio di Stato apre la strada alla deregulation delle licenze
66 Per installare le new slot al bar non servono altre licenze
68 Novità nel regime fiscale riservato alla riqualificazione energetica: dagli infissi ai pannelli solari
gestione
70 Come diventare cacciatori di business. Le regole d’oro del marketing territoriale
72 Per rifare completamente il locale fate un pensiero al leasing
73 Bar University, minimaster con visita alla redazione di Bargiornale
74 Saper vendere le emozioni
FOOD&DRINK
prodotti
76 Cocktail analcolici per l’estate
78 Bianchi, rosati e rossi da servire freschi
80 Più beverine le birre dai tropici
ricettario
84 Clienti più felici con la carta dei cappuccini
birra & co.
86 Le birre giuste da abbinare alle tapas
vini al bar
87 La cultura sarda del Vermentino
drink da raccontare
88 Singapore Sling, tesoro d’Oriente
letti al bar
90 Elogio della decorazione
IMPRESE&MERCATI
top management
92 Intervista a Pietro Biscaldi, amministratore delegato del Gruppo Biscaldi: "Restiamo i trend setter del bere moderno"
aziende
94 Electrolux sostiene l’ambiente
96 Grappa fatta in casa? Un affare complicato.
giù il cappello
98 Migliori, grazie alle certificazioni
agenda
100 Appuntamenti, tour, eventi, fiere per i professionisti del bar
annunci
100 Domanda e offerta lavoro e attività
indirizzi
102 Aziende e personaggi in questo numero


 


Esperienza. Competenza. Passione. Il successo è nelle tue mani

Formazione croissanterie –

Accresci la tua capacità di soddisfare i clienti con i corsi dell’Accademia di Croissanterie Tre Marie. Il successo è nelle tue mani. Guarda il video

L'Accademia della Croissanterie è un corso di formazione indirizzato a baristi e operatori del settore, finalizzato ad approfondire le tecniche e le conoscenze relative alla cottura e presentazione dei prodotti per la prima Colazione Tre Marie. L'Accademia della Croissanterie è un'occasione unica per apprendere trucchi e segreti sulla preparazione dei croissant. Attraverso l'Accademia della Croissanterie, Tre Marie vi aiuta ad aggiungere valore al vostro locale, a stupire e fidelizzare i vostri clienti. Per partecipare iscrzioni: è sufficiente compilare il coupon di iscrizione.

Scopri in dettaglio il programma  e il calendario dei corsi

Se vuoi saperne di più puoi contattare l'Accademia di Croissanterie Tre Marie al Numero Verde 800.403.858 (Attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle ore 19:30) o mandare una mail:  accademia@accademiadellacroissanterie.it

Ristorazione Collettiva giugno/luglio 2009

Archivio Cover Horeca –

il punto 9       No money, no mensa Nel milanese un sindaco lascia a digiuno gli alunni “morosi”. Ma nemmeno la Pubblica Amministrazione brilla per puntualità nei pagamenti. E per questo viene “strigliata” dal presidente di Confindustria  notizie 10   Panorama 16   Business 18   Techno 23    Food & beverage focus veicoli commerciali  27   Il pasto è mobile Movimentare prodotti alimentari richiede parecchia cura e il rispetto di numerose norme. Particolare attenzione deve essere rivolta al ve…

il punto


9       No money, no mensa


Nel milanese un sindaco lascia a digiuno gli alunni “morosi”. Ma nemmeno la Pubblica Amministrazione brilla per puntualità nei pagamenti. E per questo viene “strigliata” dal presidente di Confindustria  
notizie


10   Panorama


16   Business


18   Techno


23    Food & beverage


focus veicoli commerciali 


27   Il pasto è mobile


Movimentare prodotti alimentari richiede parecchia cura e il rispetto di numerose norme. Particolare attenzione deve essere rivolta al veicolo, che deve presentare caratteristiche ad hoc
strategie


32   Servizi ad alta creatività aggiunta


Dal “maggiordomo aziendale” al consulente alimentare virtuale: ecco le nuove proposte di Accor Services Italia per favorire il benessere e la motivazione dei collaboratori delle aziende clienti. Senza dimenticare di dare risposta alle esigenze degli affiliati 


34   Consulenti ad alta specializzazione


FCSI Italia fa parte di un network che riunisce, a livello mondiale, 1.400 professionisti delle discipline più diverse. Oggi punta a valorizzare la funzione consulenziale anche nel nostro Paese
formule


36   Quando il gestore partecipa al progetto


Il servizio ristorazione dell'Ospedale dell'Angelo di Mestre è affidato a Sodexo Italia, che essendo stata coinvolta fin dalle prime fasi, ha potuto strutturarlo sulla base di un'esperienza e di esigenze concrete


39   Gli scolari milanesi “inventano” Expo 2015


Milano Ristorazione li invita a riflettere sul tema dell'esposizione: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. E a trasformare le loro idee in murales con i quali decorare la mensa delle loro scuole


40   Pesce: sano e impossibile?


Un seminario svoltosi nell'ambito di Slow Fish ha evidenziato vincoli e difficoltà che costringono i cuochi delle mense a utilizzare poche specie ittiche, sempre quelle, finendo per banalizzare la proposta 


44   A pranzo e a cena l'insalata è fai da te


Concept innovativo nato a Manhattan, Chop't Creative Salad propone insalate su misura del cliente. Che può scegliere gli ingredienti e perfino il grado di “spezzettatura” delle verdure


host 2009 


46   Anteprima


       Dal 23 al 27 ottobre torna a Fiera Milano il Salone Internazionale 
       dell'Ospitalità Professionale. Ecco un'anticipazione di quello che
       vedremo           


    protagonisti


72   «Il cuoco della mensa non è di serie B»


Lo chef Fabio Campoli ci racconta perché ha ideato il Campionato Nazionale della Ristorazione Collettiva e perché continua a crederci 


76   Ripartire dalla sostenibilità


È il tema del Green Spirit Day 2009, che ha riunito a Pordenone illustri relatori. Al centro dei lavori l'esigenza di conciliare la crescita con politiche produttive e distributive più rispettose dell'ambiente



innovazioni



78   Un punto di ristoro senza barriere


Progettare un ristorante free flow per tutti si può. Lo provano i vincitori del concorso promosso da “lo Spirito di Stella” e Autogrill  


82   Il distributore trasformista


Dove si mangia c'è la necessità di lavarsi le mani. La linea ParadiseLine trasforma gli anonimi e un po' tristi accessori in soluzioni eleganti e pratiche. Con un'idea in più 


84   Insieme si produce meglio


Dalla collaborazione fra due aziende del professional cleaning
nascono due lavasciugapavimenti di concezione avanzata
spunti & appunti


86  In agenda


90   Leggi


92   Idee servizio 


94   Da leggere, da guardare 


96   Abbiamo parlato di...


 

Best a Singapore trattoria Garibaldi

Italians News –

Da comis a chef Patron di sette ristoranti, Roberto Galetti il vincitore del World Gourmet Summit di Singapore

A diciassette anni era commis nel bresciano. Oggi, quasi quarantenne, a Singapore è chef patron di 7 ristoranti e dà lavoro a 280 dipendenti. È la storia di Roberto Galetti, che al Word Gourmet Summit di Singapore quest'anno ha vinto come “Best Restaurateur of the year for South East Asia”. Ed è stato premiato per il suo ristorante di cucina italiana Garibaldi (120 coperti) come Best Restaurant of the year. Galetti a Singapore è approdato dopo varie esperienze all'estero (ad es. con Giacomo Gallina del circuito Da Bice).
«Il paese asiatico è rappresentato dal simbolo del leone marino - dice Galetti - e Brescia, dove sono nato, è la Leonessa d'Italia: vuoi vedere che è il mio destino essere circondato da leoni?». Coincidenza o meno, il posto è quello giusto, come spiega Roberto: «Apro il Garibaldi a marzo 2003 e il successo è immediato, Garibaldi si fa un nome e si piazza tra i migliori ristoranti italiani di Singapore».
Da allora Galetti non si è mai fermato: nel 2004 ha aperto Ricciotti Pizza Pasta and Deli, nel 2005 il Brotzeit (ristorante tedesco); nel 2006 un secondo Ricciotti, nel 2007 il Ghunter's (cucina francese) e l'anno successivo DeStè, laboratorio di pasticceria.
Nel 2009 Roberto ha in cantiere 3 progetti: un ristorante giapponese (lo Wakaba), uno siciliano (il Gattopardo) e una Wine & Design Lounge. «Ma il Garibaldi - precisa - è l'unico locale dove mi si vede cucinare ogni giorno. Considero il Garibaldi una trattoria di lusso dove è di rigore mantenere l'identità italiana». Le difficoltà per avere i prodotti non sono poche: serve una settimana per ricevere le derrate e i controlli doganali sono severi; basti dire che solo 4 prosciuttifici italiani possono esportare a Singapore.

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