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Rendere autentica una proposta per attirare nuova clientela

Gestione –

Mantenere le promesse e soddisfare le aspettative dei clienti. Sono i primi passi per crearsi un pubblico soddisfatto e fedele. Da coltivare poi con un’offerta originale e inimitabile

Che tipo di caratteristiche deve possedere un prodotto per attrarre il cliente (intendendo con prodotto anche un intero locale)? Dom anda complessa a cui ognuno darà una o più risposte. Ampia e buona offerta, illuminazione efficace, sedute comode, l'essere trendy o il non esserlo e via di questo passo. C'è però un “nuovo” fattore, che forse alcuni danno per scontato ma che in realtà non lo è, e che si chiama autenticità. Intorno a questa parola si stanno scatenando filosofi, sociologi e, soprattutto, uomini di marketing il cui scopo sembra sempre più essere quello di rendere “reale” un'offerta: dal caffè cru al cocktail, lo sforzo è di identificare la “merce” venduta, dargli un'anima, renderla attraente per il consumatore in quanto capace di donargli un attimo di vera e reale “autenticità”.

La percezione del cliente
Ma qui viene il bello. Perché secondo James Gilmore e Joseph Pine, autori di un interessante volume sul tema, dietro a tale termine si celano comportamenti, immagini, vissuti del cliente molto complessi e variabili, più che il solo e semplice prodotto. “Le persone - scrivono gli autori di Autenticità - non accettano più offerte finte da subdoli impostori: vogliono offerte reali da fonti sincere e limpide”. Tutto ciò sia che si parli di un falso vero e proprio (dal marchio contraffatto al formaggio tipico prodotto a 10 mila chilometri dal luogo in cui dovrebbe essere realizzato) sia della percezione di autenticità o falsità che il consumatore ha davanti a un prodotto/locale (è il caso del locale che all'esterno pubblicizza attraverso la propria insegna più cocktail, mentre poi all'interno l'offerta si limita a poche ricette). Ogni consumatore ha una sua personale percezione di quanto è autentico o falso, più o meno marcata. E ovviamente questo si ripercuote prima sul giudizio espresso su un prodotto, un locale, un acquisto qualsiasi e poi sullo stesso successo del locale (chi tornerebbe in un cocktail bar che offre solo pochissimi cocktail?).

In pratica
Ma come si traduce questa richiesta di autenticità per un locale? In maniera abbastanza semplice:ovvero mantenere quello che si promette. A tal proposito gli autori portano a esempio il Disney Animal Kingdom, luogo dedicato ai safari simil africani che ha stentato a raccogliere il favore di pubblico che ci si sarebbe aspettato visti gli impegni economici messi in campo. Il motivo? Il Regno animale made in Disney ha spesso deluso i visitatori perché giudicato troppo poco reale dagli amanti della natura e troppo poco finto dai cultori dei mondi Disney. E tutto ciò vale anche per il bar. La paninoteca deve offrire panini e tramezzini di qualità superiore alla media, la caffetteria caffè degni di essere ricordati, il cocktail bar drink preparati con materie prime di alta qualità. Ma anche un locale all'apparenza meno personalizzabile come una sala giochi deve garantire un'offerta di giochi completa e il personale deve sapere dare un servizio approfondito (per esempio deve sapere spiegare le regole di un gioco o fornire consigli coerenti con le domande del cliente). Insomma, oltre il termine autenticità bisognerebbe parlare di coerenza e laddove possibile di esaltazione dell'offerta. «Per esprimere autenticità - spiegano gli autori - plasmate le vostre offerte su gusti unici o preferenze insolite dei clienti senza però diventare invadenti o inappropriati».

Martini scommette sul futuro del moscato

Dietro le quinte –

All’Osservatorio Martini&Rossi di Santo Stefano Belbo (Cn) si studia il territorio e si conservano rare uve di moscato. Serviranno, forse, domani

Dici Martini e i più pensano a un dorato mondo di affollati party, cocktail, belle ragazze che raccontano i prodotti di uno dei marchi italiani più famosi al mondo. Alcuni, ovvio, pensano anche agli spumanti, ma ancora è facile pensare direttamente alle belle bottiglie e a spumeggianti calici quasi che gli spumanti Martini nascano direttamente in bottiglia. Invece dietro al bel mondo del consumo finale ce n'è un altro altrettanto interessante. Fatto di vigneti, terra, coltivatori, enologi e soprattutto grande rispetto per l'ambiente che pochi conoscono e forse che qualcuno nemmeno si aspetta. Un mondo che vale la pena raccontare e conoscere approfonditamente.
Per esempio l'Osservatorio Martini creato nel 1988 a Santo Stefano Belbo (Cn) con lo scopo di dar vita a un coordinamento tra i soggetti che operano sul territorio, in particolare tra i viticoltori che conferiscono le uve a Martini. Lo scopo è quello di interpretare e interagire con i cambiamenti del territorio, vuoi agronomici vuoi ecologici. Il come è, nella sua complessità, piuttosto semplice. Ovvero attraverso riunioni tra i viticoltori che qui confrontano le loro esperienze e osservazioni e da qui, anche grazie alla pubblicazione del calendario Martini in vigna e altre iniziative editoriali, trasferiscono alla comunità locale una lunga serie di informazioni. Obiettivi? Riduzione dei fitofarmaci, razionalizzazione delle tecniche colturali, miglioramento qualitativo dei vini, selezione dei vitigni, recupero qualitativo dei vigneti e selezione dei vigneti, in particolare quelli che daranno vita ai vini Sigillo Blu, top di gamma Martini in fatto di spumanti.
«Con tutto ciò - spiega Edoardo Monticelli, agronomo Martini nonché professore alla scuola Enologica di Alba (Cn) - riusciamo a dare vita a quelle iniziative che ci permettono di studiare e intervenire sul territorio». È il caso, tra l'altro, del Vigneto per l'ornitofauna di Calosso (At) dove si studiano e si cercano di reinserire specie ornitologiche ora quasi scomparse dalla zona, ma fondamentali per il mantenimento della biodiversità, al Vigneto di conservazione cloni di Canelli (At) dove sono state messe a dimora una novantina di varietà di uva moscato. «Davanti alle mutazioni del clima a cui stiamo assistendo nessuno può dire con certezza quali sono le caratteristiche ideali di un vigneto futuro - spiega Monticelli -. Nel nostro vigneto sperimentale non facciamo altro che conservare varietà che potrebbero rivelarsi utilissime tra qualche decennio, quando, forse, ci si accorgerà che i biotipi di moscato attualmente utilizzati saranno superati».

Più efficienza per ridurre i prezzi degli alimentari

Settori –

Una ricerca Nomisma-Conad sulla filiera agroalimentare indica che è possibile agire su costi esterni come trasporti ed energia

Rincari record dal campo alla tavola. Dove e come nascono gli aumenti? È possibile recuperare efficienza sui costi a beneficio dei prezzi finali? Fa il punto l'indagine condotta da Nomisma-Conad sulla filiera agroalimentare.
Sono 215 i miliardi di euro di spesa alimentare domestica ed extradomestica che costituiscono il mercato finale a valle della filiera agroalimentare italiana. In questa operano diversi attori economici che consentono al prodotto agricolo di arrivare, dopo diversi processi di trasformazione, al consumatore finale. La formazione dei prezzi dipende non solo dall'attività di tali attori, ma anche dalle relazioni economiche tra questi ed altri, appartenenti ad altri settori (fornitura di mezzi tecnici per l'agricoltura, promozione e pubblicità, trasporti e logistica, fornitura di beni accessori e strumentali, ecc.) oltre che alla pubblica amministrazione (componente fiscale).

Una filiera complessa
L'insieme degli operatori delle diverse fasi della filiera agroalimentare italiana garantisce un contributo di primissimo piano alla nostra economia (l'8,4% del pil e il 12,6% degli occupati). La filiera è caratterizzata dalla numerosità degli operatori e da alcune peculiarità strutturali che ne determinano il livello di efficienza e competitività (con effetti diretti sul livello dei prezzi). Tra queste: estrema polverizzazione della fase produttiva (agricola e industriale) in confronto agli altri principali Paesi europei; scarsa concentrazione nella fase distributiva/commerciale rispetto ai principali Paesi europei con la sola eccezione della Spagna; dipendenza dall'estero per molte produzioni agroalimentari (anzitutto materie prime agricole).

Analisi della spesa
Dalla scomposizione della spesa domestica ed extradomestica in Italia per generi alimentari (dati medi 2004-2006) risulta che gli attori della filiera hanno un'influenza più limitata di quanto comunemente ritenuto sui prezzi al consumo. Su 100 euro di spesa, la somma delle ricchezze generate da tutti gli attori interni rappresenta solamente il 59% del valore dei consumi alimentari. Il restante 41% è assorbito dai costi esterni per beni e servizi (27 €), importazioni (4 €) e imposte indirette (Iva, circa 10 €).
La maggiore creazione di ricchezza è relativa alla fase produttiva in cui “si costruisce” il prodotto e cioè le materie prime che subiscono un importante processo di lavorazione e trasformazione (agricoltura con 16 euro e industria alimentare con 12 €). Nella fase distributiva e commerciale si riscontra una minore creazione di ricchezza.

I costi per la filiera
Tra i costi interni della filiera (54 € complessivi) figurano il costo del lavoro (38 €); il costo del capitale (11€) che considera principalmente gli ammortamenti di impianti, fabbricati, macchinari.; il costo dei finanziamenti (5 €).
A questi si affiancano i costi esterni (27 €) che rappresentano tutti i costi sostenuti per l'approvvigionamento di beni e servizi da operatori di altri settori economici. I più rilevanti risultano i costi per packaging (8,50 €), trasporto e logistica (5,70 €) e promozionali (5,00 €). Vi sono poi le imposte (12 €) che si dividono tra indirette (10 €) e dirette (2 €). Un'ultima quota di costo è, infine, riferibile alle importazioni nette di prodotti agricoli e alimentari (circa 4 €).

Marginalità limitata
A fronte di tutti i costi considerati, si stima un utile di filiera pari a circa 3 € sui 100 del valore della spesa in Italia. Questo valore si suddivide tra tutti gli attori interni della filiera, quindi il settore ha una marginalità strutturalmente limitata. Le quote maggiori (agricoltura con 0,70 € e industria alimentare 1,10 €) spettano alla fase produttiva, la quale si assume un maggior rischio d'impresa e genera una quota maggiore di ricchezza nella filiera.

Più efficienza per ridurre i costi
Un eventuale risparmio sul prezzo finale per i consumatori passa più da una riduzione dei costi da una riduzione degli utili, data la ridotta incidenza di questi ultimi. All'interno dei primi una quota importante è attribuibile a costi esterni alla filiera. Un recupero di efficienza sui costi delle reti di trasporto ed energetiche, per esempio, porterebbe sicuramente un beneficio sui prezzi finali.
Dall'altro lato, un recupero d'efficienza è auspicabile anche sui costi interni. Nella filiera emerge, infatti, una spiccata polverizzazione che impedisce di fatto il ricorso a economie di scala e aumenta i costi di lavoro, capitale e finanziamento.

Ristoranti – Imprese del Gusto novembre-dicembre 2009

Archivio Copertine Horeca –

News 20 Idee La sensografia interpreta le ricette al Dos Cielos. 21 Sempre più chef con il pollice verde.22 Cucina&tavola Pentole a elevata resistenza.24 Consumi La curva torna a crescere nel 2010.26 Autori Flavio Ghigo a Palazzo Righini.28 Beverage Dalla castagna, un distillato creativo.30 Tipicità Cioccolato in cucina, sfida piemontese.52 Aziende&Mercati Così si comportano i foodies. 54 Nuova sala degustazione Surgital. 56 Gancia si riposiziona: più giovane…


News


20 Idee La sensografia interpreta le ricette al Dos Cielos.
21 Sempre più chef con il pollice verde.
22 Cucina&tavola Pentole a elevata resistenza.
24 Consumi La curva torna a crescere nel 2010.
26 Autori Flavio Ghigo a Palazzo Righini.
28 Beverage Dalla castagna, un distillato creativo.
30 Tipicità Cioccolato in cucina, sfida piemontese.
52 Aziende&Mercati Così si comportano i foodies.
54 Nuova sala degustazione Surgital.
56 Gancia si riposiziona: più giovane e più trendy.
58 Martini & Rossi investe nel cinema a Milano.
74 Vino&Consumi Obbligo di etilometro? Un po’ esagerato. 75 Vini low alcol anche in Italia.
76 Vino&Tipicità L’Oltrepò rilancia con Cruasé.
77 Vicenza invita all’enoturismo.
78 Vino&Cantine Lambruscheria, arte e design.
80 Vino&Utili Centellino misura la dose giusta.
Rubriche


9 il gastronauta Secondo Davide Paolini i negozi di alimentari trasformati in spazi di consumo sono destinati a crescere.
22 perché Martino Ragusa aiuta a capire i motivi del servizio con i piatti caldi, i pregi della pietra ollare e le potenzialità delle uova nel menu.
Ristorazione
10 La rivoluzione della mise en place
Forme e dimensioni dei piatti cambiano con portate e contenuti. L’eclettismo è la regola, ma c’è voglia di tradizione e semplicità.
16 Additivi, accuse infondate
Nell’occhio del ciclone delle polemiche, queste sostanze sono ampiamente usate in cucina e studiate dalla scienza.
34 Formula ristomacelleria
Cucina e prodotti alimentari all’insegna del buono e sano alla Macelleria Damini & Affini di Arzignano in provincia di Vicenza.
36 Formula neotrattorie
Sorpresa al Belcore di Firenze, la cucina mediterranea è interpretata dal patron di Marrakech e dallo chef giapponese.
38 Formula sushi restaurant
Sei format diversi funzionali al tipo di locale. La creatività italiana al servizio della maestria giapponese nel franchising di Sosushi.
98 Alma, formazione e imprese
Corsi, docenti, legami internazionali, partnership. I diplomi eccellenti della scuola internazionale di cucina di Colorno.


Fare Impresa
41 Dessert, il ricordo che premia Gratificano i sensi e lo spirito. I consumi di dolci, in rapida crescita sono un’occasione in più per migliorare i margini del ristoratore.
42 Più premure per le signore La clientela femminile richiede un livello superiore di servizio e tante piccole attenzioni.
44 Serate con i vini d’autore Le aziende sono un’ottimo partner per promuovere i vini attraverso eventi che stimolano la domanda e creano interesse.
46 Tutti i segreti delle uova Come decifrare l’etichetta, cogliere gli indicatori di freschezza, distinguere i segnali di qualità e scegliere tra le specialità diverse.
48 Forniture: criteri per gli acquisti Prima di comprare occorre valutare la qualità del servizio dei brand. I criteri da adottare.
50 Flessibilità del personale I buoni lavoro anche nella ristorazione per regolare le prestazioni occasionali.
51 Crediti più facili L’accordo tra sistema bancario e imprese posticipa i pagamenti dei debiti anche delle Pmi e consente di ricapitalizzare l’azienda.


Made in Italy
62 Asiago di malga Dop Fresco e stagionato dallo spiccato carattere. La produzione del formaggio dell’Altopiano vicentino riprende vigore.
66 Tartufo pregiato nero La Marca di Camerino promuove il prezioso tubero e valorizza il territorio.
68 Maiale razza scura Dalla carne compatta e tenera il suino nero piace ai cuochi e al pubblico.
70 Barbatelle oggi, vini domani Gli innesti dei vivaisti italiani, i maggiori al mondo, anticipano i vini di successo.
72 Talento Metodo Classico I programmi del neonato Istituto dello Spumante Classico per operare con maggior forza sui mercati globali.
82 Cantina Gerardo Cesari Ambasciatore dell’Amarone nel mondo con passione e rispetto per l’ambiente.
84 Cantina Sant’Antonio Ha scelto la ristorazione come partner d’elezione, dalla vigna alla cantina
Food&Beverage
102 Servizio Nestlé a prova di chef Ricerca, sperimentazione, innovazione. Nello Spazio Culinario si studiano nuovi prodotti e si testano le ricette.
104 Castelcarni, soluzioni intelligenti
Prodotti garantiti per le esigenze della ristrorazione ad alto contenuto di servizio, la promessa di Castelcarni.
105 Sfoglia al cacao dessert sorpresa
Linea Divine Creazioni di Surgital: un’intepretazione dolce della pasta ripiena.


Strumenti
106 Vetrina capiente alta visibilità Luxor di Sagi conserva al meglio, esaltando la visione dei prodotti. Anche in sala.
108 Genio prepara, cuoce e controlla Da Kenwood il nuovo robot multifunzione con sistema di cottura a induzione.
110 Il lavaggio secondo Smeg La lavastoviglie a capote a elevata produttività e consumi ridotti.
110 Rational, magico sottovuoto Self Cooking Center in versione Sous Vide, per cuocere a bassa temperatura rispettando la struttura degli alimenti.


Drink List
87 Tasting Vino del mese è 1907, Trento Doc di Cantina d’Isera: grande profilo low cost.
88 Spumanti d’eccellenza Cinque proposte al top da Piemonte, Trentino e Franciacorta, con pinot nero e chardonnay decisamente protagonisti.
90 Spumanti rosé dedicati al territorio Da monovitigni secondo tradizione o innovativi, metodo classico o charmat. Tre etichette che lasciano il segno.
92 Grandi toscani, la famiglia si allarga Non solo supertuscan e grandi rossi della tradizione. Vini emergenti si affacciano al gotha delle riserve e delle creazioni.
94 Acque minerali grandi firme Bottiglie di design e tappi da collezione. L’acqua minerale si fa notare sulla tavola.
96 Grappe e whisky premium Dai legni e dall’affumicatura gusti originali fuori dai luoghi comuni.



 


Grappe bianche regine del mercato

Tasting Grappe –

Le principali novità dalle regioni del nord e le monovitigno di sud e isole

Le aziende produttrici aumentano la qualità e varietà delle uve usate per la distillazione e propongono nuove modalità di servizio.
Un ricca rassegna con le principali novità dalle regioni del nord
e con le novità dal sud e dalle isole che puntano sul monovitigno

Pianetahotel International – the Annual Guide for hotel industry & real estate

New Edition –

The Second edition of the Italian Guide of the best of Made in Italy for contract and supplying in hotellerie. Consult the flip version.

The Second edition of the Italian Guide of the best of Made in Italy for contract and supplying in hotellerie. Consult the flip version.

Pianetahotel International: the Annual Guide for hotel industry & real estate

New Edition –

The Second edition of the Italian Guide of the best of Made in Italy for contract and supplying in hotellerie. Consult the flip version.

.The second issue of the Annual Guide for Hospitality & Real Estate is fully enriched of more content and useful information about Italian trend & stylein the hospitality field; a selection ofyoung talented designers with their projects of art and boutique hotels, green resorts and luxurious structures; information about the most interesting events with international significance in hospitality, wellbeing, food and drink and real estate markets.Core of the Guide is the exhaustive and full Directory of over two hundred fifty 100% Italian Companies specialized in contracting and supplying Hospitality and Real Estate, aimed at international market in the hospitality area: contact details, trade sectors, certifications, products and references: a work tool for planners, architecs, designers, purchasing departments of the great hotel chains and last but not least International Buyers.
Pianetahotel International is much more than a fine shop window, it is a custom made guide for professionals with all the necessary information enabling them to choose among realities that represent the aristocracy of Italian design and the best that the national productive sector has to offer today.

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Pianetahotel: the magazine

- –

Pianetahotel News, trends, suggestion for hospitality leading actors in Italy

Pianeta Hotel is the magazine that shows news and trends of Italian Hospitality to discover its welcoming atmosphere.
Thanks to a recent renewal it is easier to read thanks to new graphics and clearer layout of contents. Rich and complete of information for all-round hospitality management gives a greater space to new themes of fitness, comfort, contract and food&beverage. Useful and professional thanks to new “pink paper section”, fruit of Gruppo 24Ore’s skills – dedicated to increasing awareness of the most specific managerial and regulatory themes for hospitality operators.
Present on international markets with PianetaHotel International, the directory of “made in Italy” for hospitality, in an even richer and more authoritative new edition.
Pianetahotel offers a new system of opportunities to dialogue with hospitality professionals thanks multimedial communication opportunity-h web (newsletter, dedicated DEMS); training and exhibitions events in collaboration with companies

Pianetahotel with a circulation of 12.000 for issue covers the most significant targets of hospitality hotel manager ( all 5* and 4* hotels; selection of superior 3*) and most influential operators of architects and designers sector; managers of chains, contract and real estate companies

A Torino prezzi inchiodati al “km 0”

Promozioni –

Prodotti a chilometro zero per offrire una prima colazione di qualità senza ritoccare i prezzi. Succede a Torino. Gerardo Paolo Troccoli, presidente della sezione caffè-bar dell’Epat, commenta l’iniziativa

Un recente accordo siglato tra l'Epat, l'associazione che riunisce 2.500 bar torinesi, e Abit, una cooperativa di produttori di latte con sede a Grugliasco, consente agli esercenti torinesi di acquistare latte, gelati, formaggi e latticini locali a prezzi di favore, arrivando a risparmiare fino al 30%. Dando una mano all'economia locale e giocando nella comunicazione ai clienti sul successo della filosofia del “food miles”. Ce ne parla Gerardo Paolo Troccoli, presidente della sezione caffè-bar dell'Epat.

Come nasce l'idea del cappuccino a km 0?

Dalla constatazione che la crisi dei pubblici esercizi è la punta di un malessere economico che coinvolge tutto il territorio. I nostri associati ci chiedevano di intervenire per ridurre i loro costi di esercizio. Naturalmente, per agire sulle politiche delle aziende sono necessarie misure a livello nazionale, non alla nostra portata. Allora abbiamo pensato di ragionare a livello micro, cercando una soluzione che fosse utile non solo agli associati ma anche al territorio. Da qui l'accordo con la cooperativa Abit, che a Grugliasco produce una tra le materie prime più importanti per un barista: il latte.

Come funziona l'iniziativa?

L'accordo consente a bar, ristoranti e pasticcerie di acquistare il latte Ais a 75 centesimi al litro, con un risparmio compreso tra il 5 e il 30%. Sono previsti prezzi speciali per tutti i prodotti Abit: yogurt, panna, mozzarella ecc.

Chi ottiene i vantaggi maggiori?

I maggiori risparmi li hanno i piccoli esercizi, dato che quelli più grandi potevano già strappare ai fornitori prezzi migliori. Entrambi, comunque, aderendo all'iniziativa possono evidenziare il proprio impegno a favore del territorio.

Oltre al vantaggio economico, l'accordo ha anche risvolti sociali ed ecologici...

Certo. Stimolare i consumi dei prodotti a km 0 oltre a offrire un aiuto alle aziende locali riduce anche il peso dei consumi sull'ambiente in termini di imballaggi, carburante ed energia.

Come comunicate ai clienti l'iniziativa?

Con una vetrofania, con i loghi di Abit e di Epat, dove c'è scritto “In questo esercizio qualità e professionalità si incontrano a km 0».

Qual è l'accoglienza dei baristi?

Essendo l'iniziativa appena partita è presto per fare dei bilanci. Certo è che già durante la messa a punto del progetto l'interesse dei nostri associati era molto alto. Sono ottimista: trattandosi di un'iniziativa che va a toccare direttamente le tasche degli esercenti non dubito che funzionerà.

Per i consumatori finali cambia qualcosa?
Risparmiare sull'acquisto delle materie prime, senza rinunciare alla qualità, permette agli esercenti di controllare i margini di esercizio. E quindi, nelle nostre previsioni, questo dovrebbe consentire di bloccare i listini di vendita per altri sei mesi, a dispetto degli aumenti delle materie prime previsti per i prossimi mesi.

Ritiene il prezzo una leva fondamentale per rilanciare i consumi al bar?

La crisi sta coinvolgendo tutti i settori e il nostro non fa eccezione: registriamo una contrazione del 30% dei consumi e la chiusura di molti bar. Però notiamo anche che i locali che offrono un giusto rapporto qualità/prezzo ne hanno risentito di meno. Il problema è che, in realtà, la liberalizzazione delle licenze ha aumentato di molto il numero di locali, mentre la densità demografica è rimasta pressoché invariata. Di fatto il mercato è stato invaso da baristi “improvvisati” e poco preparati. Capire che il prezzo delle consumazioni non può essere determinato sulla base del calcolo delle spese di esercizio è un primo passo avanti per offrire al cliente il prodotto che si aspetta al giusto prezzo.

Dopo il cappuccino arriverà anche la brioche a km 0?

Probabilmente sì. Stiamo lavorando per stipulare nuove convenzioni con altri produttori della nostra zona, in modo da far crescere la qualità dei nostri associati sostenendo i prodotti locali, anche nella ristorazione.

Nei punti Lottomatica anche gps e musica

Servizi –

Grazie ai nuovi accordi con Emi e Nokia, il bouquet di servizi vendibili dai bar aderenti al network si arricchisce di contenuti multimediali

Musica nuova per i bar affiliati al network Lottomatica Servizi: grazie a un accordo con Emi, i locali della rete potranno proporre ai loro clienti crediti da spendere per scaricare dal sito www.emimusic.softecspa.it file musicali senza lucchetti, ascoltabili su qualunque lettore Mp3 senza limiti. Cinque euro danno diritto a 7 canzoni, 10 a 16 brani e 20 a 34 brani musicali. I crediti potranno essere caricati (e ricaricati) sulla carta telefonica multifunzione OnNet, uno dei prodotti in vendita in esclusiva nel network Lottomatica.
Oltre alla musica, i locali del network potranno offire la nuova applicazione per cellulari Nokia Maps, grazie alla quale si può trasformare in modo semplice ed economico il telefonino in un navigatore satellitare. I prezzi? 6,99 euro per un mese di navigazione, 49,99 per un anno.
Servizi sempre nuovi
Gli accordi con Emi e Nokia sono solo i primi frutti del “nuovo corso” di Lottomatica, che punta a un continuo arricchimento della gamma di servizi innovativi vendibili dai bar. L'obiettivo è di sviluppare sempre nuove opportunità di ampliare la propria clientela, guardando in particolare anche alla fascia dei giovani e giovanissimi, i più attenti alle evoluzioni della tecnologia e ai nuovi contenuti multimediali.
Per i gestori, nessuna complicazione in vista. L'erogazione dei nuovi servizi, infatti, resta elementare: tramite il Pos si rilascia al cliente un codice Pin. Il consumatore userà il Pin ricevuto come codice di attivazione (o di credito) per il servizio acquistato.
La multimedialità non è l'unico fronte su cui è focalizzato lo sforzo di Lottomatica Servizi nell'arricchire la gamma di servizi disponibili. Ad oggi, i bar del network hanno a disposizione oltre cento opportunità tra ricariche (per cellulari, tv digitale, conto gioco Totosì), vendita di carte telefoniche internazionali e pagamenti di utenze. Su quest'ultimo fronte, nel prossimo futuro è prevista un ulteriore estensione del servizio di pagamento delle bollette, grazie a nuovi accordi con le società locali erogatrici dei servizi di pubblica utilità.
Più ricca l'offerta tv
Sono invece già realtà le nuove offerte legate al mondo della tv digitale, destinato a una crescita d'interesse da parte del pubblico grazie all'avvento dell'alta definizione e alla moltiplicazione dell'offerta di programmi e canali.
La novità principale è il debutto dei pacchetti DahliaTv, la nuova piattaforma del digitale terrestre che ha sostituito La7 Cartapiù. Calcio (con Bologna, Cagliari, Catania, Fiorentina, Palermo e Sampdoria e diverse squadre di B), Sport, Xtreme, Eros ed Explorer i principali canali disponibili. I costi: 57 euro per tre mesi, 120 euro per un anno. Presso i punti Lottomatica Servizi si potrà anche saldare il costo di acquisto della smart card DahliaTv.
La proposta DahliaTv si affianca a quelle di Conto Tv, Mediaset Premium e Sky. Qui le novità sono la smart card di Mediaset Premium e l'offerta Sky Starter Kit.

Musica per gli occhi, ma con il sound giusto

Intrattenimento –

Volevano fare un locale dove si potesse ascoltare buona musica. Ma hanno “esagerato”, creando attorno al palco una superficie di 120 metri quadri dove proiettare immagini e video in armonia con le note. Benvenuti all’Amigdala Theatre

Sentirsi dire da più di un musicista “Finalmente uno spazio in cui si suona bene” è quello che gli ha fatto capire che il loro sogno era diventato realtà. Perché Michele Merletti e Pablo Leoni, amici d'infanzia diventati soci in affari, era esattamente quello che volevano creare con il loro Amigdala Theatre, decentrato tempio (siamo a Trezzo sull'Adda, a metà strada tra Milano e Bergamo) della musica emergente, indipendente, contemporanea, purché di qualità: «Abbiamo lavorato per cinque anni insieme nell'organizzare concerti ed eventi di intrattenimento - spiega Michele Merletti -, usando molto le immagini come coreografia: facevamo proiezioni di immagini in dissolvenza su pareti all'aperto che arrivavano a 200 metri quadri. Girando per il nostro lavoro (il socio Pablo Leoni è un batterista blues di fama, ndr) ci siamo resi conto che facevamo fatica a trovare spazi validi per la musica con intrattenimento: gran parte dei luoghi avevano una pessima acustica o concedevano troppo all'anima fashion a scapito della buona fruizione dello spettacolo. Così ci è venuto in mente di crearlo noi, un locale come quello che abbiamo cercato per anni senza trovarlo».
Dopo due anni di ricerche lo spazio giusto è stato individuato in un capannone alla periferia di Trezzo: «Volevamo uno spazio con una metratura non eccessiva, su misura per i generi musicali di nicchia che volevamo proporre, e alto a sufficienza da permetterci di fare proiezioni su grandi superfici».
Oggi quel capannone si chiama Amigdala Theatre, un live music bar che in meno di due anni di attività è già diventato un punto di riferimento per un variegato pubblico di giovani appassionati di dj e vj set e concerti dal vivo.
A vederlo, prima che si accenda di luci e suoni, ricorda vagamente l'atmosfera un po' post-atomica dei primi hard discount. Gli arredi, infatti, sono ridotti all'osso: il banco è un ex container per il trasporto marittimo, come tavoli vengono usati dei vecchi bidoni.

L'esaltazione dei suoni

Tutto voluto, naturalmente. Per non sottrarre neanche un briciolo di palcoscenico alla musica. Che, anzi, viene esaltata, oltre che da un'ottima acustica - grazie a pareti ricoperte di fibra di vetro e cartongesso forato -, da uno spettacolare accompagnamento di immagini. Due delle quattro pareti del locale, quella dietro al palco e una attigua, si trasformano in un maxischermo alto 4 metri e con una superficie di 120 metri quadri, usato di volta in volta come scenografia fissa (può essere proiettata un'unica immagine o una pluralità di foto) o per proiettare immagini e filmati. «Cerchiamo di studiare la scenografia più adatta per la proposta artistico-musicale del momento».
Aperto quattro sere alla settimana, dal giovedì alla domenica, l'Amigdala Theatre regala una programmazione musicale in continuo divenire: «Quest'anno - spiega Merletti - abbiamo suddiviso il calendario in nove contenitori (vedi www.amigdalatheatre.com, ndr), a ognuno dei quali abbiamo assegnato un colore. Spaziamo dai concerti live ai vj set, dal dub al rock revival, dal soul all'elettronica. Quello che non ci manca è la voglia di fare sempre esperimenti, su nuovi generi o con nuovi gruppi di lavoro. Non avendo paura a scartare le proposte valide commercialmente ma non musicalmente, così come quelle di alto livello artistico ma che non attirano nessuno».

Un lavoro d'équipe

Marco, Pablo e il barista Massimo Sforza sono le colonne del locale (ci lavorano 4 persone fisse più un paio di extra). Ma attorno a loro ruotano tanti altri: «Il nostro obiettivo - spiega Merletti - è trovare gruppi di lavoro motivati cui affidare singoli progetti: gente competente dal punto di vista artistico e capace di organizzare e gestire una serata o un calendario di serate». Naturalmente, molto fa la comunicazione all'interno degli specifici pubblici di riferimento, spesso molto ben identificati. Facebook? «Ci siamo, ma è troppo generalista».

Bargiornale novembre 2009

Archivio copertine Horeca –

LOCALIcase history12 Enoteca Zero 7, Verona. Più bello pare il wine bar se lo chef ci mette la firma16 Marra, Cantù (Co). Lo chiamereste ancora panificio?20 Castor Lounge, Gressoney (Ao). Lounge esotico, ma in alta quota22 Molinari Temporary Café, Milano. Il modello del Temporary Café che giova ad aziende e gestori26 Café Le Palais, Bologna. Nel fashion café spunta il sushi corner. In collaborazione con il brand SoSushidal mondo30 Westbourne House, Londr…

LOCALI
case history
12 Enoteca Zero 7, Verona. Più bello pare il wine bar se lo chef ci mette la firma
16 Marra, Cantù (Co). Lo chiamereste ancora panificio?
20 Castor Lounge, Gressoney (Ao). Lounge esotico, ma in alta quota
22 Molinari Temporary Café, Milano. Il modello del Temporary Café che giova ad aziende e gestori
26 Café Le Palais, Bologna. Nel fashion café spunta il sushi corner. In collaborazione con il brand SoSushi
dal mondo
30 Westbourne House, Londra. Bar di strada stile Londra: si chiamano street bar e hanno preso il posto dei classici pub. Per un pubblico giovane
34 Accenti ellenici nella coppetta. Stefanos Paraskevoudis, affermato barman greco, svela in esclusiva a Bargiornale la versatilità di ouzo, Metaxa e mastiha
36 Burger Lounge, Usa. Piace l’hamburger chic&cheap
attività
40 I sindaci dei Comuni italiani scendono in campo e si moltiplicano le misure anti alcol. Intervista a Gianroberto Costa, segretario generale dell’Unione del Commercio, del Turismo, dei Servizi e delle Professioni della Proviancia di Milano
44 Arriva il caffè pagato con moneta elettronica. Nuove soluzioni per i micropagamenti
tendenze&progetti
48 Dagli esterni naturali al giardino sintetico. Progetti innovativi per riorganizzare gli spazi all’aperto. Con tutte le novità scovate all’ultima edizione di Sun
tecnologia
56 Ordinanze anti dehors: la soluzione arriva dalle aziende che risolvono i problemi causati dalle mille regole comunali giochi&scommesse
62 Quel boom di baby giocatori da gestire. Molti teenager scoprono il gioco d’azzardo. A lanciare l’allarme l’Osservatorio Gioco e Giovani di Nomisma. Ai gestori il ruolo di controllori la dispensa del gastronauta
64 La carta dei caffè mancava proprio?
layout
66 Lezione di stile e trasparenza al Ca’puccino, nel centro commerciale Westfield a Londra
il cliente misterioso
68 Pranzo: prezzi su, servizio giù
protagonisti
70 Marco Canova, uno dei grandi maestri mondiali del flair, protagonista della copertina di questo mese
PROFESSIONE
gestione
95 Le offerte delle compagnie assicurative per tutelare i bar
98 Moneta elettronica, occhio alle frodi
100 Vale la pena investire in un locale? Parlano gli esperti del mercato immobiliare
102 La tua proposta è autentica?
104 Da ottobre si può avviare o chiudere un’impresa attraverso Internet
norme&fisco
106 Anche i buttafuori hanno il loro albo. Un riconoscimento per gli addetti, una garanzia per i clienti
108 Licenza tabacchi, ma solo ai locali con tanti clienti
formazione
110 Porte aperte a Bar University, parlano i partecipanti ai corsi
FOOD&DRINK

ricettario
72 Dolci ricette dalle barlady. Le tendenze emerse a Lady Drink 2009
74 Drink a base caffè, un filone da sfruttare. Le ricette più apprezzate all’ultima illy Cocktail Competition
prodotti
76 Grappe bianche regine del mercato: le principali novità dalle regioni del nord e le monovitigno di sud e isole
84 Vini stranieri per rendere l’offerta più internazionale vini al bar
88 Una nuova chanche dai frizzanti
letti al bar
90 Formaggi tradizionali italiani: un’opportunità anche per i bar
drink da raccontare
91 Cuba e la sua rivoluzione: il Cuba libre
birra & co.
92 Birre di Natale, consigli per la degustazione
IMPRESE&MERCATI
top management
112 Intervista a Alberto Cagliari, presidente della Caffè Cagliari Spa: «Fedeli al territorio e pronti a sfidare l’estero»
distribuzione
114 Partesa premia la fedeltà dei clienti con il progetto Horeca Street Card
aziende
116 Martini scommette sul futuro del Moscato
118 Casa Gancia rilancia le bollicine
zoom
122 Avanza il popolo dei foodies
124 Tra i clienti dell’horeca c’è sete di risparmio
giù il cappello
125 Aiutando l’ambiente si risparmia
agenda
126 Appuntamenti, tour, eventi, fiere per i professionisti del bar
annunci
128 Domande e offerte di lavoro e di attività
indirizzi
128 Aziende e personaggi in questo numero

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