Nato nel 2019 per volontà dell'attore George Clooney e degli amici Rande Gerber e Mike Meldman, Tequila Casamigos si è subito distinto e imposto sul mercato per la morbidezza e setosità del distillato premium di 100% agave blu Weber della zona tipica di Jalisco.
Il "segreto" del successo del distillato risiede in sette anni di maturazione delle piñas, seguito da una lunga fermentazione che arriva a 80 ore e dall'accurato affinamento in botti di rovere che dà vita a tipologie come Blanco (2 mesi), Reposado (7 mesi) e Añejo (14 mesi).
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Tequila Casamigos Blanco, Reposado, Añejo con Mezcal Casamigos
Gli amici George Clooney e Rande Gerber due dei fondatori di Tequila Casamigos
In questo modo Tequila Casamigos (distribuita da Diageo) aggiunge una nota particolarmente morbida a un drink classico internazionale come Paloma, dando vita al twist Casa Paloma che si conferma come il cocktail premium di ogni estate.
Casa Paloma Ingredienti
4 cl Tequila Casamigos Blanco
2 cl succo fresco di lime
1 cl sciroppo di agave
top Pink Grapefruit Soda Preparazione
Tecnica build nel tumbler alto con ghiaccio, guarnire con fetta di lime o pompelmo rosa.
Casa Paloma diventa così il cocktail protagonista diHouse of Friend, esclusivi ritrovi frequentati dalle più diverse celebrità del jet set nelle più famose località del Mediterraneo come Amalfi e Capri.
Grappa Nardini Riserva 7 Anni Selezione 3 Medaglie 2024
L'anno 2024 si sta rivelando particolarmente felice per la pioggia di riconoscimenti ricevuti dalla Distilleria Nardini di Bassano del Grappa, oltre all'ampliamento di gamma con i distillati alla frutta tedeschi Schladerer e la Vodka Siciliana Vulcanica.
Per Distiilleria Nardini di Bassano del Grappa (Belluno), quest'anno si sta rivelando un periodo di grande attività e riconoscimenti. Tanto che la famiglia proprietaria ha deciso di riaprire al pubblico la storica distilleria fondata da Bortolo Nardini nel 1779 che sorge, su più livelli, accanto alla sponda orientale del caratteristico grande Ponte Vecchio coperto in legno che sormonta il sottostante fiume Brenta (vedi nostro articolo speciale).
La corsa ai premi di casa Nardini è inarrestabile: Grappa Riserva 7 Anni Selezione Bortolo Nardini ha sbancato il prestigioso concorso Bartender Spirits Awards insieme all’Amaro Nardini, mentre Grappa Riserva 22 Anni Single Cask si è aggiudicata una scintillante medaglia d’oro all’Alambicco d’Oro ANAG.
Alle quali si deve aggiungere Grappa Bianca premiata con Medaglia d'Oro IWSC (International Wine Spirits Competition) a Londra.
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Grappa Nardini Riserva 7 Anni Selezione 3 Medaglie 2024
Grappa Riserva Single Cask 22 anni Selezione Bortolo Nardini Medaglia d'Oro Anag 2024
Grappa Bianca Medaglia d'Oro 2024 IWSC
La bacheca di premi della Distilleria Nardini continua a ingrandirsi senza tregua. Il palcoscenico degli ultimi importanti trionfi porta il nome di Bartender Spirits Awards, la cui sesta edizione si è svolta lo scorso maggio a San Francisco (Usa).
È stata Grappa Riserva 7 Anni Selezione Bortolo Nardini la grande protagonista di questa edizione, l’unica grappa a vincere la Medaglia d’Oro, il massimo sigillo di approvazione nell’industria globale degli alcolici on-premise. Ma non solo, Grappa Riserva 7 Anni ha conquistato anche i titoli di Brandy of The Year e Grappa of The Year.
Un successo davvero incredibile per questo eccezionale prodotto, che già nel 2023 aveva vinto la Medaglia d’Oro, medaglia Brandy of The Year e Producer of The Year.
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I premi di Grappa Nardini 7 anni
BSA Grappa Of The Year 2024
BSA Gold Medal 2024
BSA Brandy Of The Year 2024
Anche Amaro Nardini si tiene stretta la Medaglia d’Oro, già conquistata nel 2023, mentre vincono la medaglia d’argento Bitter Chinato, Grappa Bianca, Rabarbaro e Acqua di Cedro.
In questo concorso la parola è data ai barman, coloro che sono i veri “influencer” del settore. Le loro passioni e i loro gusti forniscono una direzione ai consumatori e guidano la creazione di nuovi drink.
Qui i migliori giudici valutano i migliori distillati da bar e per questo la qualità dei prodotti deve essere altissima.
I vincitori della competizione vengono inseriti nella TOP 100 On-Premise Spirits Guide, a cui accedono buyers, bar manager, bartender e brand, che sono chiamati a decidere cosa acquistare per i loro locali, ed è distribuita ad oltre 50.000 professionisti del settore negli Stati Uniti.
Vincere questi premi non è affatto facile, le medaglie infatti vengono assegnate solo a quegli spirit che soddisfano criteri di valutazione molto specifici, con l’obiettivo di indentificare quei prodotti che non dovrebbero mai mancare in un bar di livello.
I prodotti vengono giudicati secondi criteri ben precisi:
Miscelabilità: capacità di un prodotto di essere miscelato e combinato per creare cocktail;
Equilibrio e versatilità: l’equilibrio dell’acquavite si riferisce al sapore e all’aroma;
Gusto, sensazione in bocca e finitura: sensazione fisica che la bevanda crea in bocca;
Confezione: design creativo, qualità e dettagli dell’etichetta, attrattiva nell'esposizione della bottigliera e funzionalità.
Trionfo anche all’Alambicco d’Oro Anag
Fresca di questi giorni è anche la notizia della Medaglia d’Oro alla Grappa Riserva 22 Anni Single Cask Selezione Bortolo Nardini ricevuta al concorso nazionale Alambicco d’Oro Anag (Associazione nazionale assaggiatori di grappa).
Questo premio è da sempre un riconoscimento prestigioso per il mondo dei distillati italiani di qualità che si propone di valorizzare grappe, acquaviti e altri distillati provenienti da diverse zone di produzione, favorendone la conoscenza sul territorio nazionale. Il nobile scopo di Anag è anche stimolare le categorie al continuo miglioramento del prodotto e di orientare il consumatore nella scelta di grappe e distillati alcolici nazionali e di qualità.
«È l’ennesima conferma della validità del nostro cammino intrapreso - afferma Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini - già da tempo, volto ad immettere nel mercato prodotti di altissima qualità e dal packaging attrattivo. Ancora una volta il mio ringraziamento va a tutta la squadra per l’ottimo lavoro che svolge quotidianamente».
Nardini stringe partnership con i distillati tedeschi Schladerer e il siciliano Vulcanica
Distilleria Nardini, emblema di eccellenza a livello globale per la sua produzione di grappe e liquori di alta qualità, annuncia l’espansione del suo portfolio con due nuove partnership strategiche. Gli accordi esclusivi con Schladerer e Vulcanica rafforzano la presenza di Nardini nel mercato italiano, portando agli appassionati un’ampia gamma di distillati unici e di prima classe.
Schladerer, Distillati di Frutta dalla Foresta Nera dal 1844
Fondata nel 1844 dall’omonima famiglia nella Foresta Nera (Baden-Württemberg), la distilleria Schladerer si è affermata come un simbolo di qualità e artigianalità nel mondo dei distillati di frutta (42 % alc).
La dedizione alla qualità inizia dalla selezione accurata della frutta, raccolta a mano e si estende attraverso ogni fase del processo produttivo. Dall’esperienza dei distillatori alla finitura unica di ogni prodotto, Schladerer incarna l’arte della distillazione, puntando sempre all’eccellenza. Il tutto con un unico obiettivo: offrire un’esperienza di gusto nella sua forma più pura. Per raggiungere questo eccezionale livello di qualità, un produttore deve essere padrone della raffinata arte della distillazione, con tutta la maestria e l’esperienza che ciò comporta.
E, ovviamente, la qualità degli ingredienti gioca un ruolo fondamentale. La 6° generazione mantiene viva l’eredità dei distillati di frutta della Foresta Nera, una tradizione che da oltre 175 anni si distingue nel panorama internazionale e tedesco dei distillati per eccellenza e autenticità.
In Italia vengono distribuiti in esclusiva:
Acquavite di Ciliegie
Acquavite di Lamponi Selvatici
Acquavite di Prugnole
Acquavite di Prugne Mirabelle
Acquavite di Mele e Pere
Acquavite di Prugna
Acquavite di Pere Williams Linea super premium “Rarità” (Rarität) N.1 Prugna Selvatica
N.2 Amarena
N.3 Pera Rossa Williams
N.4 Prugnolo Selvatico
N.5 Nocciola.
Per completare la linea offerta dalla casa tedesca, verrà distribuito anche il Gretchen Dry Gin, un distillato di 44 % alc composto da 18 botaniche selezionate (tra cui essenze di bacche fresche, petali aromatici, germogli di abete rosso) pronto a deliziare i palati alla ricerca di un gusto pieno ed autentico.
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Schladerer gamma distillati di frutta
Schladerer Klassiker 2022 Kirschwasser 42% alc
Gretchen Dry Gin
il titolare della 6.a generazione, Philip Schlanerer
Vulcanica, la Vodka Siciliana artigianale
Vulcanica è un’autentica vodka siciliana artigianale, distillata da grani siciliani coltivati alle pendici dell’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa e patrimonio dell’Umanità. La prima vodka con queste caratteristiche, unica nel suo genere.
Nata dal battito pulsante dell’Etna, Vulcanica rappresenta la passione degli agricoltori siciliani e di chi sostiene la coltivazione locale, preservando la biodiversità del territorio etneo. La mineralità del suolo, l’aria di una terra di mare e la forza dei grani antichi, uniti per creare una vodka autentica e sofisticata. Sei differenti qualità di grani antichi siciliani coltivati alle pendici dell’Etna che incarnano la tradizione locale di migliaia di anni: Perciasacchi, Russello, Maiorca, Timilia, Biancolilla e Margherito.
La vodka è sottoposta a una doppia distillazione artigianale che conferiscono al prodotto il corpo e la morbidezza che le vengono riconosciuti (40% alc). Infine, la filtrazione è leggera per preservare la presenza degli oli essenziali, permettendo al sapore dei grani di Sicilia di rimanere persistente e sprigionarsi al palato.
«Con i distillati Schladerer e Vulcanica - afferma Miche Viscidi, amministratore delegato di Nardini - la nostra distilleria rafforza e amplia la sua offerta di prodotti super premium, in linea con il trend di premiumizzazione che sta caratterizzando il mercato spirit. Siamo orgogliosi e felici di distribuire in Italia le eccellenze di Schladerer che da quasi due secoli sono un punto di riferimento nel mercato dei distillati di frutta, e Vodka Vulcanica, un prodotto straordinario che valorizza cultura e identità antiche di una terra che merita di essere valorizzata».
Sono tornati visitabili i locali della storica distilleria italiana fondata da Bortolo Nardini nel 1779 sulla riva orientale del Ponte di Bassano del Grappa. Nel corso degli anni la produzione è stata spostata prima alla periferia della città veneta, con il successivo ampliamento della futuristica stuttura Le Bolle, quindi nell'impianto di Monastier di Treviso.
La prima distilleria a vapore è stata creata nel 1779 da Bartolo Nardini sulla sponda orientale dello storico Ponte Vecchio (o Ponte degli Alpini)diBassano del Grappa.
Di recente sono stati aperti al pubblico gli storici locali, su più livelli, che hanno ospitato la produzione fino agli anni Sessanta, risistemando in forma di museo le varie attrezzature superstiti, dal distillatore a vapore (dal 1860) alle colonne di rettifica, dalla stufa in ceramica stube alle piastrelle dionisiache nella saletta di degustazione, alle botti di rovere, alla raccolta di etichette.
L'ingresso ai locali storici avviene dal locale di mescita da sempre in funzione di AnticaGrapperia Nardini all'inizio di Ponte Vecchio, per proseguire ai piani sottostanti con le apposite scale.
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Ponte Veccchio o degli Alpini di Bassano del Grappa
Mise en place del pranzo per il raduno Ferrari Cavalcade
A sinistra l'ingresso di Antica Grapperia Nardini sul Ponte Vecchio
Insegna di Antica Grapperia Nardini
Michele Viscidi, amministratore delegato di Nardini, accoglie i partecipanti del press tour
Bartender di Antica Grapperia Nardini
Fusti in metallo per la mescita di Grappa Nardini
La scala che porta alle cantine della storica distilleria Nardini
Lo storico alambicco a vapore Nardini
Storiche colonne di rettifica Nardini
Corridoio di collegamento delle cantine Nardini
Saletta storica Nardini per la degustazione
Piastrelle dionisiache nella saletta di degustazione
Andrea Manzoli, mastro distillatore di Nardini, presenta l'attività della distilleria
La prima apertura per la stampa è avvenuta con un apposito press tour in occasione del raduno itinerante Ferrari Cavalcade 2024 tenutosi all'inizio di luglio sul Ponte Vecchio di Bassano del Grappa con la partecipazione di oltre 125 bolidi di varie epoche e successivo pranzo di piloti e navigatori sotto il tetto in legno del Ponte Vecchio.
A illustrare storia e prospettive Nardini, hanno cortesemente provveduto l'amministratore delegatoMichele Viscidi, insieme con il mastro distillatore Andrea Manzoli e il trade mkt Francesco Smolari.
Breve storia della distilleria Bortolo Nardini
Costruito a metà Cinquecento su cinque campate in legno che basano su quattro multipiloni e coperto da un tetto su disegno del famoso architetto Andrea Palladio, il Ponte Vecchio è stato più volte ricostruito a seguito di alluvioni e guerre (1748, 1821, 1947). La sua particolarità costruttiva consiste nel non essere affrancato alle sponde per evitare che un suo tracollo possa coinvolgere le case (e la distilleria Nardini) che vi sono affacciate.
A metà del Settecento era ancora diffusa l'usanza di montare i distillatori su un carro che poi veniva avviato per le strade di campagne allo scopo di distillare in loco le vinacce frutto della lavorazione dell'uva per vino. A Bortolo Nardini venne invece l'idea di rendere stabile l'impianto di distillazione e di andare viceversa a raccogliere dai contadini della zona le varie vinacce di uve rosse e bianche, come quelle di Cabernet, Merlot, Pinot Nero, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Glera (Prosecco).
Come luogo di produzione furono scelti i locali sottostanti la Osteria Del Ponte, all'ingresso orientale del Ponte, punto di ristoro e crocevia dei traffici commerciali tra la Serenissimo Repubblica di Venezia e il Trentino, allora sotto il dominio dell'Imperial Regio Governo di Austria-Ungheria.
Il sito produttivo con annessi locali di consumo (grapperia) è rimasto in loco fino allo spostamento negli anni Ottanta nei più grandi e moderni locali alla periferia di Bassano del Grappa, nei quali, oltre all'allestimento di un laboratorio di analisi a ciclo completo (dall'esame delle vinacce al distillato finito) si continuava a utilizzare l'innovativa distillazione sottovuoto a vapore a bassa temperatura (introdotta già nel 1963), al fine di conservare al massimo i delicati aromi floreali delle vinacce utilizzate.
Nel 2004, sempre nello stesso parco aziendale, in occasione dei festeggianti per i 225° anniversario della distilleria, veniva eretta una futuristica struttura ideata dall'architetto Massimiliano Fuksas che, per la sua conformazione che richiamava un grappolo di uva veniva battezzata Le Bolle. Al suo interno trovavano spazio non solo uffici e locali di produzione ma anche un attrezzato auditorium.
Nel 2006 l'azienda veneta edita il libro The Grappa Handbook, firmato dal top bartender Marcin Miller che raccoglieva 45 ricette per cocktail a base di grappa, da quella bianca alle riserve, create nel 1910 facendo invecchiare l'Acquavite di Vinaccia per tre anni in botti di rovere. Nel 2017 questa esperienza sensoriale trova il suo "luogo di culto" nell'apertura di Garage Nardini Osteria & Cocktail Bar, recuperando una storica stazione di posta lungo le mura della città (piazzale Giardino).
Cocktail e foodpairing a Garage Nardini
Cominciato con un pranzo gourmet al ristorante B38 dello storico Bonotto Hotel Belvedere, il nostro press tour si è concluso degnamente con una degustazione di grappa cocktail e foodpairing a cominciare da Ve.n.To (Veneto and Trentino), primo drink con Grappa riconosciuto nel 2020 nella lista Iba (International Barteders Association) grazie all'interessamento del presidente Giorgio Fadda e al lavoro dei top bartender Samuele Ambrosi, Leonardo Veronesi e Leonardo Pinto di GrappaRevolution.
Ve.n.To
Cocktail Iba Ingredienti
45 ml Grappa Bianca morbida (Nardini)
15 ml cordiale alla camomilla
15 ml honey mix
22,5 ml succo di limone
10 ml albume (facoltativo) Preparazione
Ingredienti nello shaker con ghiaccio, filtrare e versare nel tumbler su cubetti ghiaccio, guarnire con scorza di limone e spiedino di tre acini d'uva bianca.
Cocktail Iba Ve.n.To
Non poteva mancare una ricca scelta di Aperitivi ed Evergreen a base di prodotti Nardini (26) serviti dal bartenderNicola Scatola: Americano con Bitter Nardini, Vermouth Rosso, China Nardini, Angostura Aromatic Bitters, seltz; Americano Chinato con Bitter Chinato Nardini, Vermouth Volume Primo, soda; Generale con MezzoeMezzo Nardini, Bitter delle Sirene, Vermouth Rosso, soda; Ambrato con Aqua di Cedro Nardini, Bitter delle Sirene, Vermouth Ambrato, Angostura Aromatic Bitters, soda. Porn Star Nardini con Grappa Extrafina Nardini alla vaniglia, sciroppo di banana e vaniglia, succo di ananas, passion fruit e lime. Five o' Clock con Grappa Extrafina Nardini alla verbena, zenzero, Earl Grey Tea, Acqua di Cedro Nardini, succo di lime, miele alla camomilla, tonica.
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Lo storico edificio che ospita oggi Bottiglieria e Garage Nardini
Brindisi con Cedro Spritz dell'ad Michele Viscidi e del master Andrea Manzoli
Cocktail Cedro Spritz
Cocktail Generale con MezzoeMezzo Nardini
Il bartender Nicola Scatola mesce Grappa Bianca Nardini
Grappa cocktail Paloma preparato dal bartender Nicola Scatola
Bartender di Garage Nardini
La sala degli spettacoli di Garage Nardini
Ombrina scottata con fagiolini e taccole insieme con il grappa cocktail El Mondo
A destra, lo chef Filippo Cerchiaro di Garage Nardini
All'Aperitivo è seguito una golosa Cena, i cui piatti sono stati abbinati con alcuni grappa cocktail, curata dallo chef Filippo Cerchiaro, così composta:
Entrée
Baccalà mantecato con polenta fritta e insalatina di stagione;
Tartare Vegetale con salsa Tartara;
Gazpacho, crudité di scampi, salsa al pistacchio e finocchio crioccante;
Ricciola tataki alla puttanesca;
Abbinamento: CocktailCedro Spritz con 60 ml Prosecco Doc, 40 ml Acqua di Cedro Nardini, spruzzo di soda o seltz.
Piatto centrale
Ombrina scottata con saklsa alle mandorle e origano, fagiolini e taccole;
Abbinamento: Cocktail El Mondo con Grappa Extrafina Nardini, zenzero, pepe Sichuan, aneto, dragoncello e succo di yuzu.
Grappetto, sorbetto alla Grappa Nardini.
Dessert
Tiramisù alle Mandorle;
Abbinamento: Cocktail Mandorla Sour con 4 cl Liquore alla Mandorla Nardini, 2 cl liquore alla banana, 15 cl succo di limone, 1,5 cl sciroppo di agave, gocce Chocolate Bitters, foam Magic Velvet.
Iginio Massari Alta Pasticceria presenta la nuova linea di torte senza lattosio. Le ricette dei nuovi prodotti sono pensate per offrire un'esperienza d'assaggio uguale a quella vissuta con la proposta di torte da forno tradizionali. «Abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta - ha spiegato il maestro Massari - introducendo una nuova gamma che rispecchia la nostra attenzione verso le esigenze della clientela e mantiene inalterato il gusto, anche grazie all'utilizzo di materie prime di eccellenza».
L'offerta Iginio Massari Alta Pasticceria senza lattosio
Tra le prime tre torte dell’offerta senza Lattosio c’è la sbrisolona, realizzata con farina di mais e mandorle grezze dal taglio al coltello irregolare. Al palato restituisce lo stesso sapore ricco e persistente della versione tradizionale. Segue la crostata senza lattosio con confettura all’albicocca, che racchiude ed esalta il gusto naturale dell’albicocca, in equilibrio tra dolcezza e acidità̀. La base di frolla Milano, arricchita con semi di baccelli di vaniglia e scorza di limone grattugiata, contiene una vellutata confettura, crea un perfetto bilanciamento di sapori, aromi e consistenze. La crostata con confettura di lamponi è una novità assoluta. È disponibile con e senza lattosio. Al palato regala un equilibrio tra il gusto naturale del lampone e la frolla Milano arricchita con vaniglia e miele d’acacia.
Dove comprare le nuove torte
Le torte della nuova linea senza lattosio di Iginio Massari Alta Pasticceria sono acquistabili direttamente sullo shop online iginiomassari.it e disponibili presso le Pasticcerie di Brescia, Milano, Torino, Verona, Firenze e Roma e nel Pop-Up Store di Pesaro.
La neo campionessa si è imposta sugli altri 23 concorrenti nella finale svoltasi a Firenze. Ora l'attende la finale mondiale in programma a Lisbona il prossimo settembre
Frizzante, rilassata anche se sempre competitiva, la tappa italiana del World AeroPress Championshipè da anni un evento della coffee community, oltre che una gara.
Ospitata negli spazi del Social Hub di Firenze, e organizzata da Oatly, questa decima edizione ha visto la partecipazione di tanti volti della scena italiana del caffè, ben 23 concorrenti provenienti da diverse zone d’Italia. A giudicare le loro tazze estratte con l’Aeropress, tre giudici sensoriali: Alessandro Gianmatteo, Natalia Mazzilli e Simone Zaccheddu.
Credit foto: @rafagosnatural
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Il podio dell'Italian AeroPress Championship 2024 (da sx): Stefano Cevenini (2°), Valentina Palange (1°) e Oliviero Alotto (3°)
La gara
La gara, che si svolge in più di 60 Paesi del mondo, coinvolgendo oltre 5 mila competitor, consiste nell’estrarre tre tazze con l’Aeropress in 5 minuti, usando un caffè misterioso che ogni partecipante ha ricevuto a casa prima della gara per studiare la ricetta perfetta. In questo modo ogni concorrente ha potuto sperimentare le proprie ricette in vista dell'evento. Il caffè usato in questa edizione era un Colombia red bourbon lavato, tostato da Gearbox Coffee Roasters e fornito da Mae Coffee Liason.
Il gioco con le temperature dell’acqua la mossa vincente
L’interpretazione che ha trionfato è stata quella di Valentina Palange, che ha voluto esaltare la brillantezza incentrandosi sull’acidità e la dolcezza, giocando con le diverse temperature dell’acqua usata per l’estrazione. Al secondo posto si è classificato Stefano Cevenini e al terzo Oliviero Alotto.
«Ho fatto una ricerca sull’acqua e sulle varie temperature. Siccome era un caffè che tendeva a perdere subito d’intensità aromatica e di flavour ho pensato di realizzare una sorta di thermal shock - spiega Valentina -. Nella prima parte dell’estrazione ho utilizzato acqua a temperatura ambiente, nella seconda parte ho versato la stessa tipologia di acqua con una temperatura di 97 °C. L’incontro tra bassa e alta temperatura dal mio punto di vista tendono a farne risaltare un’acidità piacevole che ricorda quella del pompelmo e la dolcezza della frutta matura».
A settembre, Valentina volerà a Lisbona per confrontarsi con gli altri campioni nazionali e provare a vincere il titolo di World AeroPress Champion.
Surgital_stabilimento Lave
Lo stabilimento produttivo di Surgital a Lavezzola (Ravenna)
Nel piano industriale al 2025 l'azienda ha stanziato cospicue risorse per ammodernare gli impianti del sito di Lavezzola con l'obiettivo di potenziare la capacità produttiva in modo eco-sostenibile. E il fatturato cresce a due cifre
La sostenibilità sempre più al centro delle strategie di crescita di Surgital. L’azienda romagnola attiva nella produzione di pasta fresca surgelata, piatti pronti surgelati e sughi in pepite surgelati per il fuoricasa, nel piano industriale al 2023-2025 ha destinato investimenti per oltre 20 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti e delle strutture dello stabilimento di Lavezzola, dove ha la sua sede, per potenziare la capacità produttiva in modo eco-sostenibile.
In questo percorso, una particolare attenzione è stata rivolta all’ottimizzazione dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi, ambiti dove di recente sono stati conclusi due importanti progetti. Il primo riguarda l’installazione di un nuovo propulsore per la centrale di cogenerazione, con una potenza di 4,6 MW/ora, che garantisce un significativo passo in avanti verso una produzione più sostenibile, consentendo la regolazione e l’ottimizzazione dei consumi di energia elettrica, vapore e acqua calda in base alle necessità produttive. Tassello cruciale di questa evoluzione è l’introduzione di un software di machine learning, che ottimizzerà la gestione e la calibrazione di tutti i driver energetici e termici, che contribuirà a rendere ancora più green l’intero processo produttivo.
Il secondo progetto concluso riguarda l’installazione presso il sito di un nuovo impianto fotovoltaico con una potenza massima di produzione di 2,4 MW/ora. Anche in questo caso si tratta di un importane passo in avanti verso l’ambizioso obiettivo di Surgital, ovvero raggiungere l’autosufficienza energetica.
Pionieri nella surgelazione sostenibile
Progetti che mostrano come l’approccio dell’azienda al tema della sostenibilità ambientale si salda con il miglioramento delle performance operative e si basa sull’applicazione di tecnologie innovative e all’avanguardia.
Un approccio che viene da lontano. Surgital è stata infatti pioniera in Italia e in Europa nell’uso dell’anidride carbonica come gas refrigerante. Una scelta fatta nel 2000, quando l’azienda, per superare le restrizioni legate all’uso dell’ammoniaca e alle limitazioni ambientali del freon, ispirandosi a un impianto costruito in Inghilterra, ha realizzato un sistema direfrigerazione industriale che impiega questo gas, che ha raggiunto una capacità di 1200 kW e temperature fino a -40 °C.
Continua a correre il fatturato
Sostenibilità e innovazione si uniscono al terzo pilastro alla base sul quale l’azienda ha costruito la sua storia. La ricerca dell’alta qualità. Valori premiati dal mercato, come mostrano gli dati del bilancio 2023, chiuso con un fatturato che ha superato 123 milioni di euro, facendo registrare una crescita del 15% rispetto all’anno precedente. A trainare la corsa le vendite nel canale fuori casa, dove l’azienda sviluppa oltre il 75% del proprio giro d’affari, e dove ha come proposta principe per il comparto bar la linea Fiordiprimi, la gamma di piatti pronti che conta oltre 40 referenze, tra primi, secondi e piatti unici surgelati, che viene costantemente ampliata (leggi Due nuove ricette per la linea Fiordiprimi di Surgital).
Denis Dianin omaggia l'estate con un pandorolimited edition. Nella struttura del lievitato delle feste riunisce albicocca, caramello e nocciola. Ma il pandoro non è l'unico lievitato a tornare nonostante il caldo. In vetrina anche il famoso panettone al pistacchio, limone e amarena. In più, resta l'offerta dolce e salata che ha reso famose le pasticcerie di Padova e Cittadella.
Il pandoro estivo
La tecnica di lavorazione firmata dal maestro pasticcere assicura al pandoro estivo sofficità e armonia dei profumi. Al morso si può sentire l'equilibrio tra la dolcezza dell’albicocca, le note di caramello e l’inserimento della nocciola lo rende perfetto per l’estate.
L'offerta dolce firmata Dianin
Diventato ormai un classico della produzione del Maestro Dianin nei mesi più caldi, il panettone pistacchio, limone e amarena porta in tavola morbidezza e texture di livello. Il risultato è il frutto dell’utilizzo di ingredienti di alta qualità e dell’esperienza nella gestione del lievito madre di Denis Dianin. Il pastry chef, infatti, è tra i membri fondatori e componente del consiglio d’amministrazione del Consorzio per la Tutela del Lievito madre da rinfresco. Obiettivo dell'consorzio: offrire un sostegno concreto e costante ai produttori di piccoli o grandi lievitati. Oltre che in grande formato al prezzo di 39 euro il pandoro e 42 il panettone, i due grandi lievitati estivi vengono serviti a fette nelle due pasticcerie Denis Dianin di Selvazzano Dentro e Cittadella. Ma il banco offre anche mignon, monoporzioni, torte classiche, moderne e da viaggio, crostate e biscotteria. A queste si aggiungono le 18 varietà di brioche, cornetti e croissant per la colazione.
Il salato secondo Dianin
Ma non mancano il menù brunch e il servizio Ristorantino, fiore all’occhiello della pasticceria. Ogni giorno, infatti, i tavoli delle due pasticcerie vengono apparecchiati per accogliere nel migliore dei modi i clienti che possono scegliere i piatti dal menù firmato da Denis Dianin e da Francesco Selmin. Classe 2000, il giovane cuoco originario di Galzignano Terme, nel cuore dei Colli Euganei, è il braccio destro del Maestro nella pasticceria salata e in cucina. Ad accompagnare il pasto c’è il pane a lievito madre. Tra le varietà proposte anche il pane al caffè preparato con caffè macinato, chicchi in infusione e caffè espresso. Nel pomeriggio agli stessi tavoli si ordina l’aperitivo che può essere accompagnato da una grande varietà di cicchetti.
Dopo Berlino, Brooklyn, San Paolo e Singapore, il Bar Convent (BCB) sbarca anche a Londra. L’approdo del trade show, tra i principali appuntamenti internazionali per l’industria del bar e del beverage, nella capitale del Regno Unito e, soprattutto capitale mondiale della miscelazione d’autore, è fissato al prossimo anno. Nel 2025, Imbibe Live, la due giorni londinese dedicata al mondo dell’hospitality nata nel 2010, passerà sotto le nuove insegne, diventando, appunto, Bar Convent London.
Un passaggio che non si limita a un semplice cambio di nome. Bar Convent London, proprio facendo leva sulla centralità di Londra nel panorama beverage internazionale, si proporrà come una piattaforma globale per la bar community, offrendo agli operatori del settore la possibilità di arricchire le proprie competenze, restare al passo con le ultime tendenze della mixology ed esplorare nuovi possibili scenari dell’industria del bar e alle aziende che vogliono farsi conoscere e posizionare i loro brand nel mercato del Regno Unito e dell’Irlanda, e non solo, l’opportunità di tessere nuovi rapporti e relazioni commerciali.
«Londra, una delle città più vivaci del mondo, è la sede perfetta per allargare la famiglia BCB. Per l'industria internazionale, il mercato offre ottime condizioni per fare business – ha commentato in una nota Petra Lassahn, event director di BCB -. Gli espositori potranno beneficiare di nuove offerte come il Matchmaking, che RX (Reed Exhibitions, il colosso mondiale delle fiere che organizza l’evento, ndr) utilizza per far incontrare domanda e offerta in modo ancora più mirato. I visitatori potranno sperimentare l'intero mondo degli alcolici con numerose nuove idee provenienti dagli hotspot bar del mondo».
È per l'8 e il 9 settembre al SuperStudio l'appuntamento con la dodicesima edizione dell'evento dedicato al mondo gin. Un'opportunità unica per produttori, distributori e importatori per accrescere la visibilità dei propri brand e creare nuove relazioni di business
Si avvicina l’appuntamento con la dodicesima edizione di theGINday, il primo e più importante evento italiano dedicato al mondo del gin, in programma l’8 e il 9 settembre al Superstudio Più di Milano. La manifestazione, organizzata dal team di Bartender.it, è diventata sin dal suo esordio l’evento di riferimento per la bar industry e per gli appassionati del distillato, grazie alla sua formula innovativa tutta giocata sul rapporto tra prodotto e utente, attraverso un contatto diretto tra i visitatori e i marchi delle grandi aziende, dei produttori artigianali e dei piccoli distillatori.
Una formula che ha fatto di theGINday un appuntamento immancabile per bartender e gin lovers, ma anche per le aziende della bar industry. Presso i loro stand gli espositori hanno l’opportunità di presentare, raccontare e proporre in degustazionei loro prodotti a un pubblico di esperti, composto da professionisti del mondo bar e da gin lovers. Così come rappresenta una grande opportunità per entrare in contatto e instaurare nuove relazioni commerciali e di business con gli attori più a monte della catena dell'industria del bar, come distributori, grossisti e importatori. Possibilità aperta non solo ai produttori di gin, ma anche alle altre realtà che girano intorno al mondo cocktail, come marchi di toniche e di soft drink, produttori di ghiaccio.
Alcuni scatti delle scorse edizioni di theGINday
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La boutique per i tuoi gin
Obiettivo della manifestazione è infatti di valorizzare a 360° il mondo gin e i suoi protagonisti, obiettivo che si dispiega in tutta una serie di iniziative che rappresentano altri punti di forza di theGINday. Come il GinShop, l’angolo commerciale dove gli espositori possono vendere i propri prodotti durante la due giorni: un’importante occasione di visibilità per tutte le nuove etichette e, soprattutto, per i piccoli e medi produttori in cerca di distribuzione.
A dare ulteriore visibilità all’uso dei prodotti in miscelazione, poi, i tre bar tematici, Gin Tonic Bar, Martini Bar e Negroni Bar, dove esperti bartender propongono gli iconici cocktail con i prodotti dei brand.
Valorizza la tua eccellenza
Altro potente strumento di valorizzazione dei prodotti sono i Gin Awards, il concorso, alla sua seconda edizione, che premia le migliori espressioni di gin. Quattro le categorie di gara: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept, che premia la creatività nel servizio del gin, e Best Packaging. A decretare i vincitori una giuria di esperti, composta da professionisti del beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti qualificati, ognuno dei quali darà il suo voto dopo un assaggio alla cieca. Un concorso che, grazie alla sua autorevolezza, posiziona i distillati premiati nel novero dei gin più ricercati.
Nella stessa direzione vanno anche i due Premi speciali assegnati attraverso sondaggi che coinvolgono il pubblico presente. Nel primo, Bartender Choice, sono i bartender a votare i cinque gin che non possono mancare nella bottiglieria. Nel secondo, Exit Poll, è un sondaggio live dei brand presenti a decretare il miglior prodotto.
Promuovi il tuo brand
A disposizione delle aziende c’è poi la Seminar Room, dove organizzare momenti di incontro e formazione per presentare e promuovere il proprio brand con degustazioni guidate, tavole rotonde, ospiti internazionali e presentare i propri cocktail al pubblico di professionisti presenti alla manifestazione.
Organizza la tua gin experience nei locali di Milano
Ulteriore possibilità per valorizzare e dare visibilità ai propri gin è offerta da theGINweek, il “fuori salone”, alla sua quinta edizione, che anticipa e accompagna l’evento. Dal 7 al 14 settembre i brand possono infatti dare vita a esperienze gin, con assaggi, degustazioni, speciali drink list, seminari, special guest, serate a tema, coinvolgendo il pubblico dei gin lovers direttamente nei migliori locali di Milano.
I produttori, distributori e importatori che vogliono esporre le loro etichette possono richiedere informazioni scrivendo a info@theginday.it
La nuova bar manager si presenta con una drink list dedicata alla sostenibilità, alla Laguna e alla storia di Venezia, ma non manca una carta degli Spritz
Con l'arrivo della bella stagione lo Skyline Rooftop Bar dell'Hilton Molino Stucky di Venezia vive il suo momento più scintillante e quest'anno presenta anche una doppia novità: l'arrivo della nuova bar manager, Valentina Mircea, giunta a Venezia dopo una solida esperienza maturata sempre in strutture di casa Hilton, ma nel Regno Unito, e la nuova cocktail list con 11 nuovi signature.
Mircea, che avevamo incontrato in occasione della selezione italiana della Cocktail Competition Unrivalled Classics di No. 3 London Dry Gin, in cui si è classificata terza, ha infatti portato il suo stile sullo spettacolare bar dell'hotel della Giudecca, uno dei più panoramici della Serenissima, firmando una carta dedicata alla sostenibilità, alla Laguna e al Mediterraneo: è da qui che arrivano le suggestioni, le ispirazioni e le materie prime di ciascun cocktail. Ne è esempio lo Stucky Bloom (fresco, floreale, dolce), omaggio alle botaniche della città, miscelate con Stucky 1895 Venice Gardens Gin, il gin della casa,che prevede per gli ospiti un percorso particolarmente interessante, con la possibilità di scegliere tra la versione salata e quella dolce per offrire al palato percezioni diverse. Per ogni cocktail c'è quella che Mircea definisce ""sustainability tip", ovvero il consiglio per non tralasciare l'attenzione all'ambiente: Umami, per esempio, a base di tequila miscelata con un blend di spezie orientali e mango, è il classico drink zero waste, in cui il mango è utilizzato a 360°, dal succo alla polpa.
In omaggio a Venezia e alla miscelazione tradizionale veneta, non poteva mancare un focus sugli Spritz. Accanto ai grandi classici Aperol e Campari Spritz gli ospiti potranno sperimentare diverse ricette creative ideate da Valentina e il suo team, come il Red Sky Spritz (Campari, Aperol, Vermouth del Professore, Prosecco, Soda) o lo Sky-High Spritz (Vodka Skyy, Succo di pompelmo, soda, scorza di pompelmo).
Grande importanza ha il lavoro di squadra: ogni cocktail è firmato da un membro del team per sottolineare come i risultati migliori si ottengono in un concetto di creatività condivisa. Inoltre, per confermare l'aspetto scenografico del mondo della miscelazione, il team del Molino Stucky ha pensato a un'esperienza originale: basta inquadrare un Qr code per collegarsi a una videocamera puntata sui bartender all'opera, per guardare il proprio drink in preparazione pur restando comodamente seduti.
Altro che fantacalcio! Al nostro fantabar, la squadra di Bargiornale - che raduna campioni della miscelazione provenienti da tutta la Penisola (con qualche propaggine straniera) - è tutta vera. Parliamo naturalmente del Drink Team, che anno dopo anno arricchisce le pagine di ogni numero e le drink list di voi lettori con centinaia di nuove ricette di drink contemporanee e di qualità.
Come ogni anno da oltre un decennio, l’inizio dell’estate coincide con il momento del cambio della guardia, seppur virtuale: il vecchio Drink Team ammaina gli shaker e lascia il posto al nuovo Drink Team, passando idealmente un testimone fatto di competenza, collaborazione, ispirazione, attaccamento alla maglia.
E i “drinkteamer” uscenti vanno a ingrossare le file dei nostri “Senatori del Drink Team”, club riservato a chi ha fatto parte di questa avventura a cui siamo particolarmente grati e affezionati, che continueremo a coinvolgere periodicamente nelle nostre scorribande in giro per la Penisola.
Quest’anno, complice la mano ispirata di Gabriele Peddes (quel signore barbuto, indaffarato e silenzioso che durante le tappe di Baritalia “dipinge” in diretta i cocktail di tutti i partecipanti), li abbiamo voluti immortalare in copertina. Senza nulla togliere alle super blasonate formazioni che si sono succedute negli anni passati, quella di quest’anno è davvero una squadra da scudetto.
Del resto, è il frutto di una doppia selezione, Senatori prima e voto on line dopo, che aveva come base di partenza ben 200 professionisti.
E poi c’è un trucco che la rende una delle più grandi di sempre, seconda solo alla formazione del 2021-2022 (per scoprirlo, prosegui fiducioso nella lettura). Basta dare un’occhiata ai curriculum dei componenti per rendersene conto: un mix ben assortito di mostri sacri e giovani campioni della miscelazione, che nei prossimi dieci mesi ci mostreranno la loro personale interpretazione dei più importanti trend che stanno caratterizzando l’evoluzione del bere miscelato. Una delle “magie” dei vari Drink Team, che si ripete a ogni nuovo “campionato”, è la velocità con cui un gruppo di primattori diventa una vera squadra. Amalgama compreso (per comprendere la citazione da boomer, andatevi a cercare su Google la famosa intervista all’allora presidentissimo del Catania Angelo Massimino).
Squadra è la parola che abbiamo voluto mettere in evidenza in questo editoriale: per ribadire - dal nostro punto di vista, mai abbastanza - che la chiave per il successo di un bar è nel gruppo di lavoro che lo anima e che sa trasmettere ai clienti quel senso di QUA
accoglienza che rende quel posto speciale e unico. Chiudiamo spiegandovi il (banale) motivo per cui il Drink Team 2024-2025 è uno dei più grandi di sempre: perché le dodici caselle dei suoi componenti contengono ben 15 persone (quelle del Drink Team 2021-2022 erano 16). Abbiamo infatti tre dui (se non hai capito, rileggi piano) che hanno scelto di presentarsi insieme, perché lavorare insieme è il loro modo di intendere la professione: un lavoro di squadra.
Qual è il vostro modo di intendere la professione? Scrivetecelo nei commenti all’articolo che pubblicheremo sulle pagine Linkedin e Instagram di Bargiornale.
È Davide Nasti di Caffè Concerto Paszkowski di Firenze il vincitore della Global Cocktail Competition AkademyLab 20/20, la gara promossa dalla storica distilleria vicentina Rossi d’Asiago e che quest'anno è coincisa con il centenario di uno dei suoi prodotti più iconici: il ginKranebet.
Quattro i finalisti italiani che si sono sfidati nella realizzazione di un drink con i brand Volare liquori per cocktail, Antica Sambuca e Kranebet Botanic Gin. In ordine di apparizione: Giuseppe Bilotti, di Kong Experience di Salerno, ha presentato il suo cocktail “Il Luffiano” a base di Kranebet Botanic Gin e Volare Elderflower; Juan Cruz Garcia di Botanico, di Bergamo, con il suo cocktail “Red Clover”; il vincitore Davide Nasti di Caffè Concerto Paszkowski, di Firenze, con il cocktail “Signor Rossi” a base di Kranebet Botanic Gin e Volare Elderflower; Riccardo Pastorello di Archivio 62 di Monselice (PD), con il cocktail “Un ricordo dell’infanzia” a base di Volare Amaretto.
Da buon barman fiorentino, il vincitore non poteva che orientarsi su un twist sul Negroni, apprezzato dalla giuria qualificata che gli ha dato l'opportunità di partecipare a settembre alla Global Final, in cui si sfideranno 7 campioni provenienti da 7 diverse nazioni. «Signor Rossi - ha raccontato il vincitore - è un drink ispirato all’epoca in cui Rossi d'Asiago pubblicizzava i suoi prodotti attraverso dei manifesti affascinanti e che tuttora solleticano l’immaginario collettivo». Nel suo Negroni rivisitato, aggiunge il barman, «il protagonista è il Kranebet, una vera e propria icona della famiglia, che conferisce profumo di ginepro ed erbe aromatiche, accompagnato dalla dolcezza del liquore ai fiori di Sambuco e da un bitter bianco creato con erbe di campo». Un ricordo, lo ha descritto Nasti, che va sigillato, per questo ha pensato di chiudere il drink con una ceralacca ricreata con burro di cacao all'arancia: «In questo modo - chiude Nasti - Signor Rossi porterà per sempre il ricordo che si tramanda dei suoi liquori».
La Global competition fa parte di un ricco cartellone di eventi che celebrano appunto il centenario di, il gin dell'Altopiano di Asiago che nasce da un'antica ricetta degli anni Venti, reinterpretata dai Dal Toso: ginepro ed erbe alpine che si fondono ed evocano i paesaggi alpini. Con l’occasione, è stata presentata la nuova bottiglia in edizione limitata “Centenario”, un restyling innovativo che simboleggia l'evoluzione di Kranebet e celebra un secolo di storia con un tocco di modernità.