La formazione e l’ospitalità del futuro ridisegnata dagli studenti degli alberghieri

Un gruppo di studenti dell'Ipssar Pellegrino Artusi di Riolo Terme impegnati nei lavori del convegno
Un gruppo di studenti di quinta degli istituti alberghieri emiliano-romagnoli, chiamati a raccolta dall'Ipssar Pellegrino Artusi di Riolo Terme a conclusione del convegno "Arte e futuro dell'ospitalità", ha dato vita alla "Carta della formazione alberghiera" per suggerire l'evoluzione del mondo della formazione e dell'ospitalità. Scopri i contenuti e scarica la carta, inviata anche al Mim (Ministero dell'istruzione e del merito)

Che ognuno faccia la sua parte e si assuma le proprie responsabilità: è la richiesta esplicita, a se stessi e ai diversi attori del mondo dell'ospitalità, fatta da un gruppo di studenti delle scuole alberghiere dell'Emilia Romagna chiamati a raccolta dall'Ipssar Pellegrino Artusi di Riolo Terme (Ra) per redarre una Carta della formazione alberghiera del futuro contenente principi, idee, proposte e richieste per ridisegnare il percorso di preparazione al mondo del lavoro e lo stesso settore dell'ospitalità, almeno nelle sue storture più evidenti.

Carta che si conclude con la proposta auspicio di un patto tra generazioni in cui gli studenti scriventi "si assumono la responsabilità di portare nel lavoro impegno, curiosità e rispetto", chiedendo in cambio:

  • alla scuola: curricoli aggiornati, ambienti di apprendimento autentici e docenti formati;
  • alle aziende: stage di qualità, rispetto dei diritti e trasmissione di competenze reali;
  • alle istituzioni: risorse adeguate, riconoscimento della dignità del percorso professionale e politiche orientative non stereotipate.

SCARICA E LEGGI LA CARTA DELLA FORMAZIONE ALBERGHIERA

Un momento dei lavori del convegno

L'occasione è stato il convegno "Arte e futuro dell'ospitalità", organizzato dall'Ipssar Pellegrino Artusi di Riolo Terme, che ha chiamato a raccolta una ventina tra alti rappresentanti della scuola, delle istituzioni, delle aziende, delle più importanti associazioni di categoria e del mondo delle professioni (qui il programma completo del convegno con i relatori) per ragionare - insieme agli studenti prossimi al diploma (oltre 200 tra presenti e collegati, in rappresentanza dell'Ipssar Pellegrino Artusi di Riolo Terme, dell'Ipsseoa Sigismondo Malatesta di Rimini e degli Its Turismo di Bologna, Rimini, Imola e Cesena) - di formazione, professione e futuro.

Tre gli ambiti sviscerati dal documento, che è stato inviato al Ministero dell'istruzione e del merito: i contenuti dei percorsi formativi, la formazione scuola-lavoro e l'equilibrio tra tra diritti, doveri e benessere professionale nel mondo del lavoro. Ne sono usciti sei grandi temi, che spaziano dall'aggiornamento dei programmi scolastici all'inserimento nel mondo del lavoro. Una preziosa testimonianza del valore e dei valori dei ragazzi che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro.

1. Percorsi formativi da rinnovare

La richiesta di rinnovamento passa dall'insegnamento di competenze digitali legate alla futura professione (Software di gestione magazzino, strumenti di revenue management, nozioni i privacy e Gdpr, e fogli di calcolo per il monitoraggio costi) e dalla valorizzazione delle ore di compresenza tra docenti teorici e tecnico-pratici, che si chiede divengano strutturali e non episodiche. Attenzione alla sostenibilità, ma come concetto ombrello che si estende dalla riduzione degli sprechi a un approccio umano e relazionale per creare ambienti di lavoro sani.

2. Coltivare l'empatia

I ragazzi sono consapevoli che l'empatia sia una competenza chiave, che va imparata, praticata e valutata. Le modalità? Esercitazioni pratiche con gruppi a composizione variabile, ruoli a rotazione, simulazioni di situazioni lavorative reali. Un'evoluzione quasi rivoluzionaria per una scuola ancora troppo abituata e ferma alle lezioni frontali.

3. Fare impresa

I ragazzi hanno voglia di mettersi in gioco: lo dimostra la proposta di creare bar o ristoranti didattici in modo da potersi sperimentare non in esercitazioni, ma in situazioni reali. Con i ragazzi del 4° e 5° anno a fare da tutor a quelli del biennio. E la possibilità per tutti di sperimentare a rotazione i vari ruoli con livelli di responsabilità differenziati. Interessante anche la richiesta di definizione di un codice di condotta scritto per ogni impresa didattica. Uno strumento che tante imprese reali ancora non hanno.

4. Stage di qualità

La richiesta è di stage di maggior durata (2-3 mesi), con caratteristiche formative reali ("Gli studenti - recita il documento - sanno distinguere un buono stage da uno mediocre"), magari anche gratuito ma con regole certe in tema di orari, pause, giorni di riposo, copertura dei costi vivi, ambienti di lavoro adeguati.

5. Apertura internazionale

La capacità di accogliere clienti di diverse provenienze non richiede solo competenze linguistiche (che peraltro gli studenti vorrebbero ampliare con lo strumento del gemellaggio con istituti stranieri), ma anche capacità di adattamento culturale, di ascolto, di comunicazione non verbale.

La consapevolezza di poter e voler essere ambasciatori culturali del proprio territorio è un fattore chiave su cui fare leva.

6. Diritti, doveri e benessere

I ragazzi vorrebbero più informazioni su diritti e doveri in ambito lavorativo, a partire dal Ccnl.

Sono consapevoli di dover portare nel lavoro responsabilità, puntualità, affidabilità e voglia di imparare (e si impegnano a farlo).

Chiedono in cambio rispetto ("niente sfruttamento, niente umiliazioni"), collaborazione chiara, briefing pre e post servizio, riconoscimento esplicito del lavoro ben fatto e gestione immediata degli errori.

Vogliono sentirsi parte integrante del progetto aziendale e chiedono ambienti di lavoro improntati a fiducia ed empatia.

Un patto tra generazioni

Le considerazioni finali della carta, che invitiamo a leggere per intero, sono uno sguardo sul futuro di grande apertura

"Questa Carta vuole essere un patto. Gli studenti che l'hanno scritta si assumono la responsabilità di portare nel lavoro impegno, curiosità e rispetto. In cambio, chiedono alla scuola curricoli aggiornati, ambienti di apprendimento autentici e docenti formati; alle aziende stage di qualità, rispetto dei diritti e trasmissione di competenze reali; alle istituzioni risorse adeguate, riconoscimento della dignità del percorso professionale e politiche orientative non stereotipate".

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