Osservatorio Lino’s Coffee: il caffè non è più una routine, ma un’esperienza

Lino's Coffee ha analizzato i consumi di caffè nei suoi punti vendita, che e mostrano che, quando ha tempo, il consumatore moderno è pronto a sperimentare

Quando il consumatore ha più tempo, quando non ha più bisogno di un caffè che serva a svegliarsi, quanto a staccare la spina, è lì che è pronto a sperimentale e abbandonare la routine. Lo afferma l'Osservatorio Lino's Coffee, che ha analizzato i dati 2025 della rete dei suoi 50 punti vendita, nei quali sono state servite oltre 3,5 milioni di tazzine, per una media giornaliera di circa 10mila caffè e un consumo al banco complessivo di oltre 40mila kg fra Robusta e Arabica. Numeri che non si limitano a misurare volumi: raccontano abitudini, preferenze, rituali. Ed è proprio questa analisi che ha consentito la creazione dell'Osservatorio Lino's Coffee, un progetto di lettura sistematica dei dati proprietari raccolti all'interno della catena così da tracciare lo scenario di come sta evolvendo il consumo di caffè, sia al banco che tra le mura di casa, grazie anche alla vendita diretta di confezioni di caffè per uso domestico.
Al mattino, sottolineano le analisi di Lino's, il più consumato è il Granbar, miscela bilanciata con il 60% Arabica e 40% Robusta, proveniente da America Latina e India: è la scelta dominante con l'88,9% delle preferenze. Un caffè vissuto come "carburante", rapido e familiare, che rispecchia il classico espresso italiano. La situazione inizia a evolvere nel corso della giornata. Dopo pranzo, il Kappy Royal, la proposta più esotica, 100% Robusta monorigine dalle piantagioni indiane di Kaapi, tocca il suo picco massimo giornaliero al 15,8%, mentre nel pomeriggio mantiene una quota del 13%, decisamente superiore a quella mattutina. «Questi dati proprietari ci raccontano che il caffè non è più vissuto solo come abitudine, ma come esperienza da scegliere e personalizzare», commenta Massimo Roncoroni – Chief Operating Officer e partner di Lino’s CoffeeLa pausa pomeridiana si rivela così un momento profondamente diverso dalla colazione: con più tempo a disposizione, il cliente è più propenso a sperimentare, a scegliere un profilo aromatico diverso, a vivere il caffè come esperienza e non come routine. In questa dinamica si inserisce anche O’Rey, la selezione 100% Arabica di origine africana e sudamericana che, pur partendo da una quota più contenuta, pari all’1,5%, inizia a delinearsi come una scelta dal profilo distintivo.
A questo si aggiungono le proiezioni per il 2026, che stimano di superare quota 4 milioni di tazzine vendute (+15% rispetto alle 3,54 milioni del 2025) e una distribuzione di caffè sui punti vendita attesa a 43.920 kg (+5,5% rispetto all'anno precedente).

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