Dal caffè al cocktail: 1895 by Lavazza presenta Nayuma

La nuova monorigine colombiana amplia le possibilità di incontro tra caffè e mixology. Le tre interpretazioni di Martina Bonci al Gucci Giardino di Firenze

Selezionare un'origine, conoscerne la lavorazione, individuare l'estrazione capace di valorizzarla e portarla anche oltre la tazzina. È l'approccio di 1895 Coffee Designers by Lavazza, il progetto dedicato allo specialty coffee nato nel 2020. Al centro ci sono la ricerca della materia prima e un lavoro che unisce artigianalità e tecnologia, con il suo cuore produttivo nella Factory 1895 di Torino.
Un percorso che coinvolge anche chef, pasticceri e bartender, per esplorare le possibilità del caffè in momenti di consumo diversi, dalla colazione all’aperitivo e al dopo cena. L’ultima referenza entrata nella collezione è Nayuma, una single origin colombiana della varietà Pink Bourbon, appartenente alla specie Coffea arabica. Viene coltivata presso Finca El Paraíso, nella regione del Cauca, tra i 1.800 e i 2.000 metri di altitudine, dove il terreno vulcanico incontra protocolli agronomici controllati. La lavorazione, con processo lavato e fermentazione speciale, restituisce un profilo fruttato, caratterizzato da note di pesca nettarina, albicocca, frutta tropicale e caramello. È un caffè che invita a ragionare sulle modalità di preparazione.
Nayuma si presta a espresso, moka, filtro e cold brew: estrazioni attraverso le quali esplorare sfumature differenti della stessa origine. In particolare, le preparazioni fredde offrono un terreno interessante per il servizio al bar e per la costruzione dei cocktail. Il cold brew, insieme alle altre possibilità citate dal progetto, come il flash brew, amplia il repertorio a disposizione del bartender e permette di immaginare il caffè anche come una bevanda da proporre durante il brunch o all’aperitivo. L’attenzione che lo specialty riserva a origine, per varietà e lavorazione, diventa uno strumento utile anche dietro al bancone: conoscere il profilo del caffè aiuta a scegliere gli ingredienti con cui abbinarlo, mentre il metodo di estrazione entra a far parte della progettazione del drink. Una monorigine dalle note tropicali suggerisce combinazioni diverse rispetto a un caffè nel quale prevalgono sentori di cacao o frutta secca.

La presentazione di Nayuma si è tenuta al Gucci Giardino di Firenze, dove Martina Bonci, bar manager del locale, e il suo team hanno sviluppato tre cocktail dedicati alla nuova referenza. Un percorso che ne interpreta il profilo aromatico attraverso tre direzioni: la pesca di Soft Peach, il mango di Bold Mango e il caramello di Sweet Caramel. Soft Peach combina vodka, liquore alla pesca, acqua di cocco, limone, passion fruit e caffè Nayuma, con una pesca disidratata come garnish. Bold Mango porta la degustazione sul terreno del long drink: tequila blanco, albicocca, ananas, mango e limone dialogano con il caffè, mentre tabacco, cardamomo e soda alle foglie di fico completano la costruzione aromatica. La lavorazione prevede un milk washing con latte d’avena. Sweet Caramel chiude invece il percorso con un after dinner a base di rum Zacapa 23, liquore alla banana e al cacao bianco, caramello salato e Nayuma. Per Gucci Giardino, l’incontro con il caffè della collezione Coffee Designers prosegue un lavoro già presente nella drink list con Espresso Martina, interpretazione dell’Espresso Martini che riunisce rum Zacapa 23 alla fava tonka, Disaronno Amaretto, vaniglia, Truth Chocolate Bitter e caffè 1895. Anche Agostino Perrone, Director of Mixology del Connaught Bar di Londra, ha esplorato le possibilità della collezione. In occasione di Buonissima 2025 ha lavorato con El Ronero, la Special Edition 1895 affinata per oltre cento giorni in botti di rum cubano, creando il Golden Coffee, presente anche nella drink list del Connaught Bar. Un’esperienza che mostra quanto la scelta del caffè possa incidere sull’identità del cocktail, fino a diventare il filo conduttore dell’intera ricetta.

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