
C'è chi sfoglia un romanzo e chi una drink list. Per una sera, ai piedi del Campidoglio, le due cose si sono incontrate nello stesso brindisi. Prima ancora che i riflettori si accendessero sulla proclamazione del vincitore dell'80° Premio Strega, il banco della Terrazza Strega, allestito nei Giardini di Sisto IV, è stato letteralmente preso d'assalto. Scrittori affermati, finalisti, editori, giornalisti e protagonisti del mondo della cultura si sono dati appuntamento davanti al bancone per un aperitivo che, più che un semplice pre-serata, è diventato il prologo liquido della notte più importante della letteratura italiana. Tra un brindisi e una dedica, le parole hanno lasciato spazio ai bicchieri. Perché anche la letteratura, ogni tanto, ha bisogno di un cocktail per andare a capo.
Del resto, il legame tra Strega Alberti e il Premio Strega dura da ottant'anni. Un sodalizio nato nel 1947, quando la famiglia Alberti decise di sostenere il premio ideato da Maria e Goffredo Bellonci, trasformando il celebre liquore di Benevento nel simbolo del riconoscimento letterario più prestigioso del Paese. Un anniversario celebrato quest'anno con una finale eccezionalmente ospitata in Piazza del Campidoglio, anziché nella tradizionale sede di Villa Giulia.
La drink list della Terrazza Strega proponeva tre interpretazioni contemporanee del Liquore Strega. Il Premio univa 45 ml di Liquore Strega, 22,5 ml di infuso di tè Kukicha e 22,5 ml di succo di lime. Streg8 reinterpretava l'Americano con 30 ml di Liquore Strega, 30 ml di Bitter 900 Rosso e 90 ml di Chin8 Neri, completato da una fetta d'arancia. Strega Mule, infine, era una versione del grande classico con 50 ml di Liquore Strega, 15 ml di succo di limone e 150 ml di ginger beer. Tre ricette diverse, un unico obiettivo: dimostrare come un liquore nato oltre 160 anni fa continui a dialogare con la mixology contemporanea, senza perdere la propria identità.
Michele Mari conquista lo Strega 2026
Poi è arrivato il momento della letteratura. La diretta televisiva su Rai 3, condotta da Pino Strabioli e Gloria Campaner, ha accompagnato lo spoglio delle schede fino alla proclamazione del vincitore. A conquistare l'80ª edizione del Premio Strega è stato Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi). Al secondo posto Matteo Nucci con Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), seguito da Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani). Completavano la sestina Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori) ed Elena Rui con Vedove di Camus (L'Orma).
Al termine della proclamazione è andato in scena uno dei rituali più iconici della cultura italiana. Come vuole la tradizione, Michele Mari ha impugnato la celebre bottiglia gialla del Liquore Strega e ha brindato davanti ai fotografi, alle telecamere e ai giornalisti insieme ai rappresentanti di Strega Alberti. Un gesto che dura pochi secondi, ma che racchiude ottant'anni di storia. Da una parte il romanzo che entra nell'albo d'oro del premio, dall'altra il liquore che gli ha dato il nome e continua a esserne il simbolo più riconoscibile. I libri hanno bisogno di lettori. Le storie, a volte, anche di un brindisi. E da ottant'anni, quando si scrive l'ultima pagina del Premio Strega, nel bicchiere c'è sempre un po' di Benevento e delle sue streghe.


