L’espresso, un’equazione multifattoriale

Scarica la 1a puntata della guida all'Espresso perfetto, dedicata alla combinazione macchina per caffè e macinino: dalla scelta migliore al loro corretto utilizzo

Alla base di un espresso di qualità ci sono una buona miscela, la corretta manualità del barista, la macchina espresso, il macinacaffè e una manutenzione costante. «Per la scelta delle apparecchiature, consiglio di considerare il consumo giornaliero e i picchi di lavoro - afferma Carles González, Coffee competence & Product manager di Rancilio Group -: in un locale che consuma 2 kg al giorno è indicata una due gruppi, che possono diventare tre a fronte di lavoro intenso ad esempio a colazione e a pranzo». L’offerta di modelli è diversificata, per soddisfare sia chi cerca la personalizzazione sia chi ha bisogno di standardizzare il processo.

Il ruolo base della macchina espresso è di immettere nel portafiltro acqua a una temperatura di pre-ebollizione ad alta pressione (in genere 9 bar), che, attraversando il pannello di caffè pressato, effettua l’estrazione. I modelli più semplici sono meno affidabili da un punto di vista termico; un problema ovviato dalla tecnologia multi-boiler che, oltre a migliorare la performance termica grazie alla presenza di micro-boiler e doppia resistenza per ogni gruppo, consente di impostare temperature diverse per ogni gruppo di erogazione.

«L’espresso è un’equazione multifattoriale, dove un unico fattore può rovinare il risultato - riprende González -. Il primo errore è quello di sottovalutare il macinacaffè». Il suo compito è di frammentare il chicco: grazie a ciò l’acqua entra in contatto con una superficie maggiore, estraendo oli essenziali e composti solubili che determinano l’aroma in tazza. I nuovi modelli sono sempre più prestanti, per quanto riguarda il taglio dei chicchi, la temperatura, la ritenzione e permettono di regolare con precisione le macine. Rispetto ai modelli con il dosatore (da pulire a fine giornata eliminando la polvere), quelli on demand macinano il caffè al momento, dando una polvere fresca e profumatissima. È importante conoscere le macine utilizzate e per quanti chili sono state disegnate, per sostituirle nei tempi opportuni. Occorre controllare ogni mattina la dose con una bilancina, verificando i tempi di estrazione. Se troppo brevi o troppo lunghi bisogna intervenire sulla macinatura, per offrire sempre un espresso perfetto.

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Le regole per l’estrazione perfetta 

  1. Togliere il caffè esausto della precedente erogazione dal filtro, con la battuta o con un’apposita apparecchiatura
  2. Pulire rapidamente il filtro con un panno asciutto dedicato, togliendo eventuali residui rimasti al suo interno
  3. Prelevare dal macinacaffè la dose, che va pressata con un movimento dall’alto verso il basso e una forza costante
  4. Flussare il gruppo erogatore per ripulirlo dai residui dell’estrazione precedente rimasti nella macchina.
  5. Togliere eventuali residui di macinato dai bordi del portafiltro, agganciarlo e dare il via all’erogazione

L’uso corretto della lancia vapore

  1. Aprire il rubinetto e flussare vapore prima dell’utilizzo per espellere eventuali goccioline presenti nella lancia
  2. Emulsionare il latte avendo cura di non superare le temperature indicate per il latte vaccino (65 °C) e le bevande vegetali
  3. Pulire l’esterno della lancia, dopo aver estratto il bricco, con un panno dedicato, e l’interno flussando vapore

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