
Al primo anno del nuovo board capitanato da Federico Sannella, AssoBirra torna con il suo consueto report per tracciare l'identikit del comparto. Dati non proprio positivi, quelli del 2025, ma che mostrano un comparto tutto sommato resiliente, come commentano gli associati. Cominciamo dai dati globali della filiera brassicola, che genera più di 10 miliardi di valore condiviso e oltre 112.000 posti di lavoro lungo l'intera catena produttiva. In un contesto segnato da consumi delle famiglie ancora deboli e trasformazione degli stili di vita, i consumi di birra in Italia si mantengono su livelli superiori ai 21 milioni di ettolitri, in calo del 2,5% rispetto al 2024, a fronte di un quadro di rallentamento della domanda. Dato positivo, invece, per la forte crescita del segmento analcolico, che tra il 2024 e il 2025 ha quasi raddoppiato la sua quota di incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% (con una crescita di oltre l’85%). Sempre importante l'incidenza del fuori casa, che per il presidente Sannella è osservato speciale: «Guardando al futuro - si legge nell'introduzione firmata dal presidente nel report annuale - una delle priorità più importanti riguarda il rilancio del consumo fuori casa e dell’intero ecosistema horeca. La birra continua a essere uno dei simboli della convivialità italiana e genera circa il 30% del fatturato complessivo del canale del fuori casa, confermando il suo ruolo strategico per ristorazione, ospitalità e turismo. Allo stesso tempo, il settore continua a innovare, anche attraverso lo sviluppo delle birre low e no alcol, rispondendo a consumatori sempre più attenti e consapevoli. Favorire il ritorno delle occasioni di consumo nei locali, sostenere la competitività delle imprese e rafforzare il legame tra birra, territorio, turismo e ristorazione significa creare valore per l’intero Paese».

Si tratta di uno degli aspetti che hanno portato a intitolare il report di quest'anno “Birra, un ecosistema per la crescita”, che va oltre il concetto di filiera, come spiega Sannella: «La birra nasce dall’agricoltura, poi entriamo nel vivo della produzione, con una moltitudine di produttori. Sia quelli da poche migliaia di ettolitri all’anno, che quelli da molti milioni, hanno tutti lo stesso obiettivo: fare una birra di qualità. Poi c’è il tema logistica e il mondo della vendita, sia al dettaglio che nell’horeca. Qui in particolare avviene tutto, si vede lo spirito italiano di cui la birra fa parte, che è fatto di convivialità». Sannella pone l'accento anche sulla ricerca scientifica che traina verso una filiera più green. Cita il tema degli imballaggi (vetro, fusti, lattine), con la nuova normativa imballaggi che ha avuto un impatto sulla filiera. «Per questo è un ecosistema - conclude -, perché ci sono tantissimi operatori e, se uno è in difficoltà, cascano anche gli altri, ma crescere insieme è la chiave di volta».


