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Dall’unione di 12 produttori nasce la “Carta Etica” del Vermouth Toscano

Un progetto per la tutela del Vermouth toscano, con regole di produzione che valorizzino il territorio e le tradizioni del vino fortificato locale

Obiettivo: sviluppare un disciplinare, per tutelare la qualità e l'autenticità del prodotto made in Tuscany. È con questo spirito che 12 produttori toscani di vermouth hanno deciso di abbracciare un insieme di valori condivisi e stilare la "Carta etica" del vermouth toscano. Ideatori del progetto, Enrico Chioccioli Altadonna (Winestillery), Tommaso Pieri (Duit) e il giornalista Federico Silvio Bellanca, che hanno coinvolto realtà produttive provenienti da cinque province (Firenze, Prato, Siena, Lucca, Grosseto e Livorno), unite dalla volontà di salvaguardare la tradizione secolare della fortificazione del vino.

Nel rispetto della regolamentazione europea già esistente, le 12 aziende coinvolte in questa impresa hanno deciso di autoimporsi ulteriori regole per definire in etichetta la dicitura "Vermouth Toscano", purché - sono queste alcune delle regole autoimposte dai firmatari - la produzione e l'imbottigliamento siano avvenuti entro i confini della Toscana, e anche il vino base del vermouth sia prodotto nella regione. Il passo successivo potrebbe essere il riconoscimento istituzionale, mediante denominazione Igt, che aiuterebbe anche a differenziarsi rispetto all'altra regione leader sul mercato del Vermouth, il Piemonte, riscoprendo le differenze storiche e produttive, come l'uso di vini rossi, invece che bianchi caramellizzati.

Le aziende firmatarie della Carta Etica includono: Winestillery (Gaiole in Chianti); Duit (Firenze); Nannoni Grappe (Civitella Paganico); Distilleria Elettrico (Livorno); Opificio Nunquam (Prato); Fermenthinks (Firenze); Vermouth Del Mugello (Barberino di Mugello); Senensis Spirits (Castellina in Chianti); Mr Liquor (Lucca); Tenuta Lenzini (Capannori); La Selva (Orbetello); Giochi di Spiaggia (Prato).

A supportare l'iniziativa ci sono anche importanti distribuzioni nazionali come Fine Spirit, Spirits e Colori, che si sono impegnate a usare il nome "vermouth toscano" solo per prodotti che rispettino i requisiti della carta etica.

I cocktail “da ascoltare” nel nuovo menù di Himkok

Himkok Main bar
Il bar più premiato di Norvegia lancia una lista da tredici cocktail, ciascuno interpretato da un musicista di Sony Music

Himkok lo ha fatto di nuovo. Come per ogni anno sin dall'apertura nel 2015, il pluripremiato cocktail bar di Oslo (decimo nell’ultima World’s 50 Best Bars) ha lanciato il nuovo menù arricchito dalla presenza di altre realtà norvegesi, questa volta collaborando con Sony Music.

Un anno di lavoro per una drink list che “suonerà” a sua volta dodici mesi, e segue la filosofia che da sempre informa la poliedrica proposta di Himkok: ingredienti locali, distillati di produzione propria e un collegamento profondo con la scena artistica del Paese.

In passato c'erano state collaborazioni con una pittrice e art designer, poi con un fotografo, un fashion designer (leggi La moda dei cocktail all’Himkok di Oslo). Per questo finire di 2024 la scelta è ricaduta su un team di musicisti targato Sony Music, che per ogni drink hanno realizzato una traccia, disponibile sulle piattaforme di streaming e ovviamente nella playlist di Himkok.

Sorsi e suoni

"Ingredienti norvegesi per artisti", fedeli all'ormai pionieristico lavoro del locale che, grazie alla presenza di una distilleria autonoma al suo interno, produce circa l'80% delle referenze alcoliche utilizzate nei drink, su tutte il tipico aquavit.

Sips and Beats, sorsi e suoni, per mettere in evidenza i talenti e le materie prime della città e del circondario. Ogni cocktail è descritto con l'ingrediente che lo contraddistingue: Thyme è un highball drink che miscela tequila, Himkok gin, e Italicus con del timo fresco, per un risultato erbaceo e brillante. A questo è stata abbinata una traccia del duo house Mat Duo, saliti alla ribalta durante la pandemia.

Quince è invece un cocktail autunnale, stagione sentitissima in Norvegia, arricchito dall'ultimo arrivato in scuderia: Himkok x LINIE aquavit, un'edizione limitata di distillato invecchiato in botti ex sherry, influenzate dagli anni trascorsi in navigazione attorno al mondo, tipico della tecnica linie. A questo si aggiunge whisky, liquore alla banana, cotogno e acidi di mela. Denso e pieno il Liquorice, variante Negroni che si concentra sulla liquirizia.

Presenti anche drink ispirati alla carrot cake e all'olivello spinoso, ciascuno interpretato in musica da alcuni dei migliori artisti del Paese, come Eline Dragesund, Guttestreker, Esra Røise, e Olav Stubberud. A poco meno di un mese dal disvelamento della nuova lista dei 50 Best, il nuovo menù di Himkok potrebbe essere un preludio di grandi soddisfazioni.

Santa Teresa 1796 e Champagne Bollinger: mix di eccellenze. Con tanto di pairing

Santa Teresa
Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d'Italia 2023, e Andrea Pomo, brand ambassador Italia di Santa Teresa (credit foto: ©elenadivincenzo)
Con un evento alla Terrazza Martini di Milano, Gruppo Meregalli ha celebrato l'ingresso in catalogo del distillato venezuelano e la trentennale collaborazione con la maison francese. Ad animare la serata le masterclass di Andrea Pomo e Alessandro Nigro Imperiale e i drink con rum e champagne abbinati alle creazioni dello chef Andrea Aprea

Uno arriva da un'hacienda venezuelana, l'altro da una maison della Champagne. Il rum Santa Teresa 1796 e lo Champagne Bollinger si sono incontrati alla Terrazza Martini di Milano, per due masterclass firmate da Gruppo Meregalli, importante realtà nel mondo della distribuzione che ha voluto così festeggiare l'ingresso di Santa Teresa 1796 nei suoi cataloghi e i trent'anni di collaborazione con Bollinger. Dall'incontro tra due mondi (a volte solo apparentemente) lontani, sono nati tre cocktail pensati per essere accompagnati dai piatti dello chef bistellato Andrea Aprea, che ha il suo ristorante alla Fondazione Luigi Rovati di Milano.

A guidare le masterclass il barman Andrea Pomo, brand ambassador Italia di Santa Teresa 1796, e Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d'Italia 2023 e head sommelier presso il Grand Hotel Saint-Jean-Cap-Ferrat in Costa Azzurra. A loro il compito di raccontare la storia delle due aziende, le loro caratteristiche e alcuni prodotti. Da una parte Santa Teresa Rum 1796, rum da melassa nato per celebrare i duecento anni della distilleria, e lo Speyside, invecchiato tredici mesi in botte di rovere ex whisky. Dall'altra il nuovo Champagne Bollinger PN VZ19. Un Pinot Nero 100% dalla parcella di Verzenay (considerata la migliore del 2019), che fa 48 mesi sui lieviti e che è caratterizzato da colore oro antico, naso molto complesso, agrumi e minerale in bocca, proposto all'antipasto con «Caprese... dolce e salato» di Aprea.

I drink e gli abbinamenti

Tra i drink pensati per l'occasione: Old Venezuela (Santa Teresa 1796, succo di lime, sciroppo di zucchero, Green Chartreuse e Champagne Bollinger) abbinato a un Riso Carnaroli “Selezione Dama” cacio e pepe, gamberi e fichi, Santa Cooler (Santa Teresa 1796, cordiale di limone, zenzero) da provare con il Baccalà all'acquapazza con olive nere e Che benessere! by The Doping Club (Santa Teresa 1796, Falernum al frutto della passione, mandorle candite, lime, Champagne Bollinger) con il dolce Essenza di Costiera. «Credo che l'abbinamento sia uno stimolo, per uno chef, un barman, un sommelier. Quando si parla di abbinamento si parla di stare insieme, di fare funzionare due cose. E poi è divertente», commenta a Bargiornale lo chef Andrea Aprea. «Inoltre, il mercato è trasversale: c'è gente che non beve vino e quindi avere drink in carta è un modo per offrire un servizio».

Prodotti storici per proposte moderne

«Il rum è storicamente legato al dopocena e al dolce, in particolare al cioccolato», spiega Andrea Pomo, brand ambassador di un'azienda con una storia da Netflix - compreso un assalto da parte di bande criminali locali che ha portato al progetto di recupero Proyecto Alcatraz tramite lavoro e rugby(leggi Santa Teresa 1796: alta qualità, tradizione e riscatto sociale). «Mi piace modernizzare questo concetto proponendo il rum fin dall'inizio: il mio Old Venezuela, per esempio, nasce come welcome drink, per avvicinare le persone a una bevuta in miscelazione che però ricorda la bollicina attuale». Per quanto riguarda l'uso dello champagne in mixology, aggiunge: «Sta piacendo il trend dei low alcohol, perché riesce a catturare le persone a una bevuta più semplice e più continuativa, proprio perché non eccede con una gradazione alcolica importante. Lo sparkling è una componente che dona complessità, ricchezza aromatica e diluizione nel drink finale».

La drink list di Mirco Bove del cocktail bar di Ineo all’Anantara di Roma

Nella drink list pensata dall'head bartender di Ineo ispirata ai sei continenti, drink signature con ingredienti da tutto il mondo e una carta degli Spritz

Arrivare nella monumentale hall dell’Anantara Palazzo Naiadi Hotel, nel cuore di Roma, e avere solo l'imbarazzo della scelta su come trascorrere il proprio tempo in questo luogo esclusivo, in cui il lusso si accompagna a ricercatezza ed eleganza, ma anche cura dell'ospite. Se da un lato, infatti, troviamo il corner dedicato alla pasticceria, con le dolcezze di Casa Manfredi, dall'altro abbiamo l'ospitalità del ristorante Ineo, con la sua cucina elegantemente contaminata e la sua cantina da oltre 900 etichette, selezionate dal sommelier e hotel wine Manager Federico Spagnolo.

Lo champagne bar dell'Anantara Palazzo Naiadi, che precede l'ingresso al ristorante Ineo

Ma prima di concedersi un percorso di degustazione con i piatti dello chef Heros De Agostinis, vale la pena di accomodarsi sulle sedute alte dello champagne bar che precede il ristorante (volendo anche fuori, sotto i portici di piazza della Repubblica), oppure sulle comode e avvolgenti poltrone del Lobby bar. È qui che ci accoglie l'ospitalità di Mirco Bove, bartender romano con esperienze internazionali, classe 1992, che all’interno dell’hotel Anantara Palazzo Naiadi è Head Bartender del ristorante Ineo, con cui collabora anche per percorsi di abbinamento ai piatti.

Per la drink list dell'Anantara, Mirco ha creato una carta che si ispira ai sei continenti, coerente con l’idea dello chef De Agostinis che ha dedicato un intero menu alle sue esperienze nel mondo. Anche in questo caso, il focus è sulle contaminazioni, gli ingredienti che provengono da ogni parte del mondo e che vanno a reinterpretare drink classici. Così, per esempio, l’Ishiban è un Martini Cocktail di ispirazione orientale con una base Gin con Vermouth alle foglie di Sakura e, in abbinamento, un fungo enoki che ha sapore di nocciola. Oppure la Banana roasted room è un twist old fashion con Rhum aromatizzato alle banane arrostite.

Il cocktail Greenwashing, con Casamigos Silver al sedano, pomodori verdi e un cordiale home made realizzato con prodotti di scarto

Il concetto di green per Mirco emerge anche nella miscelazione con il Greenwashing, un cocktail a base tequila, reso unico dalla presenza di un Cordiale home made ispirato al concetto dello zerowaste, fatto con gli scarti del taglio della frutta che viene usata per le decorazioni: un drink che è un twist tra Margarita e Paloma a base citrica. Chicca ulteriore: il bartender romano, su richiesta del cliente, è disponibile a modificare tutti i suoi drink in versione analcolica o low alcohol.

Strizzando l'occhio alla clientela internazionale che anima l'hotel della catena thailandese, Bove ha pensato di fare anche una carta dedicata allo Spritz, uno dei cocktail Made in Italy più richiesti dagli ospiti stranieri, rivisto con varie proposte personalizzate. Per esempio il suo Morositas Spritz è ispirato alla morbida caramella anni Novanta ed è un twist dell’Aperol Spritz dove si cimenta in un’infusione a lento rilascio di more e frutti rossi nell’Aperol così da dare un gusto e un colore unico e particolare.

Red Bull 64 Bars Live: diecimila persone per la terza edizione della kermesse dedicata alla musica rap

Geolier trascina il pubblico insieme a Guè, Tony Effe e altri protagonisti della scena rap italiana nella manifestazione che si è tenuta a Scampia (Na)

In diecimila a supportare e “mettere le ali” al meglio della scena rap italiana: la terza edizione delle Red Bull 64 Bars Live ha gremito Piazza Ciro Esposito a Scampia (Na), per un trionfo di cultura musicale ed entusiasmo. Si sono susseguiti sul palco i protagonisti del rap e dell’hip hop italiano, oggi in uno stato di forma impensabile fino a pochi anni fa e che trova in Napoli un motore eccellente e fondamentale; Kid Yugi, Massimo Pericolo, Tony Effe, Artie5ive e Guè si sono alternati per sparare le loro sessantaquattro barre, il formato di traccia che Red Bull ha reso identitario (sessantaquattro rime in circa un minuto), insieme ad alcuni brani di repertorio. Nel pre-show era stata la volta degli artisti emergenti Badman, BigMadWolf, Cecchy, Ceru167, Coco, J Lord, Jesa, Nicola Siciliano, Rue Diego e Wad.

Geolier, ospite speciale e mattatore in chiusura di serata, infiamma definitivamente la platea (in buona parte composta da pubblico arrivato in città appositamente per l’occasione, anche dall’estero) con un monologo in cui chiarisce come «una mamma non si giudica e non si dimentica», volgendo gli occhi alle due Vele rimaste ancora in piedi alle sue spalle.

Nel mezzo anche alcuni duetti tra gli artisti presenti e la presenza a sorpresa di Rose Villain. Tutto intorno è un magma di spettatori preparati e partecipi, circondati a loro volta dagli sforzi logistici che Red Bull ha messo in piedi per il terzo anno consecutivo: l’intero perimetro dell’area spettacolo è stato costellato da postazioni bar a marchio Red Bull, con una proposta di miscelazione che spaziava dalle bevande energizzanti Red Bull ai cocktail più complessi con la gamma Organics by Red Bull, sia alcolici che analcolici. Alle estremità, le due aree hospitality, con affaccio privilegiato sul palco per godersi l’atmosfera vibrante.

Red Bull 64 Bars Live si inserisce nel più vasto progetto di valorizzazione dei talenti del comune di Napoli, con l’obiettivo di mettere a sistema, e internazionalizzare la creatività musicale partenopea. E le ali, per il terzo anno consecutivo, sono state messe.

Il progetto Women in Coffee di Vergnano firma “Il coraggio di.”

Carolina Vergnano
Carolina Vergnano
Una giornata di incontri e attività a sostegno delle donne il 13 ottobre nella Villa della Regina a Torino. Madrina dell’evento Federica Pellegrini.
Federica Pellegrini e Carolina Vergnano
Federica Pellegrini e Carolina Vergnano

Storie di coraggio e determinazione al femminile, raccontate da donne che hanno saputo andare oltre le proprie paure e incertezze, superando sfide personali e professionali: questo è il filo conduttore della giornata di incontri e attività Il coraggio di. organizzato da Caffè Vergnano in collaborazione con le Residenze reali sabaude-Musei nazionali Piemonte. 

L’appuntamento del 13 ottobre presso la Villa della Regina a Torino, è firmato Women in Coffee, il progetto di sostenibilità nato nel 2018 da un’idea di Carolina Vergnano, ceo della Torrefazione torinese, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nelle piantagioni di caffè e sostenere progetti di empowerment al femminile. 

«Con questo grande evento che rappresenta l’evoluzione naturale di numerose iniziative intraprese nel corso degli anni - spiega -, vogliamo ampliare in modo significativo il nostro impegno. Non solo progetti a sostegno delle donne che lavorano nel settore del caffè, ma nuove sfide e opportunità dando spazio a temi ispirazionali e con un'attenzione particolare alla consapevolezza e alla crescita personale. Sono convinta che il cambiamento possa nascere solo dall'inclusione di diverse prospettive e dalla valorizzazione delle donne all'interno di ogni ambito della società». Questo appuntamento rappresenta un primo passo in questa direzione.

La giornata di incontri, workshop e iniziative comprenderà diverse iniziative e momenti di condivisione, a cominciare da esperienze legate alla degustazione del caffè e sessioni di mixology e latte art. E ancora, lezioni di yoga, attività di group coaching incentrati sulla scoperta di sé e sulla propria visione del futuro. 

Madrina dell’evento sarà Federica Pellegrini, da tempo vicina a Vergnano, con cui condivide la visione del progetto Women in Coffee: nel 2023 si è unita al “sogno in rosa” di Caffè Vergnano, al quale ha dato i valori positivi della sua esperienza personale e professionale.

La giornata sarà inaugurata dall’intervento istituzionale che vedrà la partecipazione, al fianco di Carolina Vergnano, di Franca Fagioli, socia fondatrice di Adisco - Sezione Piemonte e membro del comitato scientifico dell’associazione, di Filippo Masino, direttore delle Residenze reali sabaude - Musei nazionali Piemonte, Chiara Teolato, già direttrice di Villa della Regina, Mariateresa Buttigliengo, presidente Amici di Villa della Regina, Addolorata Coduti Lageard, vice presidente Adisco sezione Piemonte e membro direttivo Amici 

L’evento è stato realizzato in collaborazione con TedxTorino, il format su licenza dell’organizzazione no-profit Ted che porterà sul suo palco ospiti quali Cristina Parodi, Romana Maggiora Vergano, Nicole Rossi e Annalisa Monfreda, proponendo un viaggio fatto di parole e idee, che toccherà il cuore e la mente dei presenti.

Per partecipare, è richiesto l’acquisto del biglietto dell’evento al link di eventbrite. Bisogna inoltre essere in possesso anche del biglietto d'ingresso al complesso museale di Villa della Regina che può essere acquistato in loco oppure online tramite il sito museiitaliani.it o l’app Musei Italiani.

Per ogni ticket di ingresso acquistato su eventbrite verranno devoluti 3 euro ad Adisco e 2 euro ad Amici di Villa della Regina. 

Appuntamento a Roma con la nuova edizione di ConteSto Birra di Partesa

ConTeSto Birra - Stadio Olimpico
Il 14 ottobre allo Stadio Olimpico di Roma la giornata di approfondimento gratuito sull'universo brassicolo dedicato agli operatori del fuoricasa. con centinaia le etichette in degustazione, 3 seminari e le consulenze personalizzate degli esperti Partesa

Tante referenze in degustazione, consulenze personalizzate, seminari e approfondimenti per aggiornare il proprio bagaglio di conoscenze. È il ricco menu preparato da Partesa per la nuova edizione di ConTeSto Birra, l’evento sul mondo brassicolo dedicato agli operatori del fuori casa.

L’appuntamento è per lunedì 14 ottobre allo Stadio Olimpico di Roma (dalle ore 11 alle 19) e rappresenta un’importante occasione per i professionisti che vogliono approfondire le conoscenze sulla cultura di un prodotto centrale e per le loro attività e scoprire il vasto portafoglio dell’azienda, strutturato per soddisfare le esigenze di ogni tipologia di locale.

Specialità in degustazione

Saranno ben 96 le birre alla spina in degustazione nelle due isole centrali. Si spazia dai più noti marchi del Gruppo Heineken, tra i quali Affligem, Amstel, Foster’s, Lagunitas e Schmucker, alle proposte del birrificio brianzolo Hibu e degli umbri Birra dell’Eremo e San Biagio, dalle tedesche di Paulaner e Riegele  alle londinesi di Beavertown e le belghe di Silly, fino a Chouffe, Guinness, Harp e Kilkenny.

Ci saranno inoltre, quattro corner dedicati a Birra Messina, Birra Moretti, Heineken e Ichnusa, dove provare le ultime novità dei brand. Come Birra Messina Vivace, lager filtrata a bassa fermentazione, prodotta con un luppolo aromatico dai sentori fruttati e dalla fresca aromaticità, Ichnusa Ambra Limpida, dal gusto intenso, aroma erbaceo e rinfrescante, Birra Moretti Filtrata a Freddo e Heineken Silver, lager premium prodotta a -1 °C e dal retrogusto meno amaro.

Spazio anche alle referenze no alcol, Heineken 0.0 e Birra Moretti Zero che conquistano una fetta di consumatori sempre più vasta e trasversale, grazie al profilo gustativo simile alla birra classica e al minor apporto calorico, e particolarmente apprezzate dalla Gen X.

I partecipanti potranno poi usufruire delle consulenze “su misura” degli esperti Partesa, che mettono a disposizione dei gestori dei locali la loro expertise per aiutarli a selezionare le referenze più adatte alla propria attività fino alle scelte strategiche per rafforzare ed espandere il business.

Le masterclass in programma

Ma ConTeSto birra è anche formazione, con tre masterclass curate da Università della Birra, l’hub di formazione professionale promosso da Heineken Italia, e da Ritual Lab Brewery, in programma nella sala Hall of Fame. Si comincia con l’incontro (ore 12-13) con Matteo Telaro, docente di Università della Birra, dal titolo Come guadagnare di più dal mio locale, che spiegherà come ridurre i costi nascosti, far emergere quelli deducibili e aumentare lo scontrino medio, fornendo inoltre tre idee per generare maggiore traffico spendente nel locale. Poi sarà la volta (ore 14.30-15.30) di Luca Parigi con la masterclass Le Lager Plus: storia, successi e opportunità, nella quale il docente di Università della Birra offrirà una panoramica su questi prodotti, raccontandone storia e diffusione in Italia, spiegando i motivi del loro successo, tra profilo organolettico, trend di consumo, immagine, packaging e servizio, e fornendo consigli su storytelling, consumo e abbinamenti. Infine, l’incontro con Giovanni Faenza (ore 17.30-18.30), founder di Ritual Lab Brewery, che, nella masterclass Craft Beer: grandi classici e nuove tendenze di un settore in costante movimento, spiegherà i cambiamenti nel settore della birra artigianale in Italia, con un particolare focus sulle birre luppolate di nuova generazione, sia dal punto di vista produttivo sia del consumatore.

Come Partecipare a ConTeSto Birra

ConTeSto Birra si svolgerà il 14 ottobre, dalle 11 alle 19, a Roma, presso l’area Hospitality della Tribuna Monte Mario dello Stadio Olimpico. La partecipazione all’evento è gratuita, ma occorre iscriversi compilando l’apposito form all’indirizzo: https://www.partesa.it/contesto-birra-roma

Simposio Pubblico Ampi, pasticcieri a grandi passi verso il futuro

I pasticcieri Ampi
L'appuntamento annuale del Maestri Ampi si è chiuso con un convegno sul ruolo del pasticciere moderno tra tradizione, tecnologia e internazionalizzazione

Due giorni di festa con i Maestri pasticcieri in piazza a confrontarsi con il pubblico degli appassionati seguiti da una giornata di riflessioni in forma di convegno. Si è chiuso, così, lunedì 7 ottobre a Milano il XXVIII Simposio Pubblico dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi).

XXVIII Simposio Pubblico Ampi, i temi del convegno

In quattro diverse sezioni, moderati da professionisti dell’informazione, è stato analizzato il ruolo del pasticcere moderno. Un ruolo che non è più quello di una volta: oggi tradizione e memoria devono armonizzarsi con la crescita. E, soprattutto, sono diventati più labili i confini tra artigianalità e industria perché aprirsi al mondo presuppone una crescita organizzativa. A fare da guida alcune aziende che hanno già cominciato a tracciare il futuro della pasticceria.

Fare impresa: un mestiere da grandi

Per crescere è necessario riconoscere e valorizzare il capitale umano, imparare a delegare ed essere pronti ai possibili fallimenti. I Maestri Ampi ne hanno parlato nel primo dei talk andato in scena ai Chiostri dell’Umanitaria. Con Carla Icardi, direttrice della divisione food di MNcomm, hanno affrontato il tema, tra gli altri, il presidente Ampi Salvatore De Riso, fondatore di Sal De Riso Costa d’Amalfi, e Alessandro Borghese, chef e fondatore di AB - Il lusso della Semplicità.

I partecipanti al talk "Fare impresa: un mestiere da Grandi"

Formattizzare la qualità: la scalabilità dell’eccellenza

Per conquistare nuovi mercati senza abdicare all’eccellenza è importante focalizzarsi sui processi produttivi mantenendo salda e replicabile la propria identità produttiva. Di questa sfida che vale per l’esportazione di tutto il Made in Italy gastronomico hanno chiacchierato, tra gli altri, Luigi Biasetto, fondatore di Atelier Biasetto, con Leone Marzotto del Gruppo Peck.

Radici del futuro: sviluppo e tradizione

Di interesse anche il talk su come conciliare tradizione e tecnologia. Quest’ultima è fondamentale anche nelle piccole realtà di pasticceria perché aiuta sia nell’organizzazione del lavoro, sia in chiave di sostenibilità. A discuterne, tra gli altri, sono stati Roberto Rinaldini di Rinaldini Pastry, lo chef Enrico Bartolini, e il fondatore di Baunilla Pasticcerie e Bioesserì, Vittorio Borgia. Tutti e tre hanno replicato le loro attività guardando al futuro.

Scenari e tendenze: l’evoluzione dei gusti del consumatore

Non c’è business senza consumatori. I consumatori non sono più solo quelli della porta accanto. Differenziare i mercati è una possibilità concreta nell’alta gamma della pasticceria, soprattutto in virtù delle nuove tendenze: il panettone, per esempio, è apprezzatissimo in Brasile e Perù. Di questo hanno parlato Giampaolo Grossi, ceo del Gruppo Giacomo, e Marco Trezzi, direttore Ricerca e sviluppo di Bauli 1922.

Tre italiani tra i World’s 50 Best Bars 2024 (dal 51 al 100)

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Freni e Frizioni a Roma (53° posto)
Freni e Frizioni a Roma, L'Antiquario a Napoli e il Camparino in Galleria a Milano i cocktail bar nella lista dalla 51esima alla centesima posizione, che piazzano l'Italia al secondo posto in Europa per numero di locali presenti. Il 22 ottobre sarà svelata la classifica dei primi 50

Comincia ad alzarsi, lentamente, il sipario sull’edizione 2024 di The World's 50 Best Bars. E mentre cresce l’attesa per conoscere la lista dei migliori 50 locali del mondo, che sarà rivelata nella tradizionale serata di gala, che quest’anno torna in Europa, per l’esattezza a Madrid il prossimo 22 ottobre, è stata resa nota la classifica dei bar che si sono posizionati dal 51 al 100° posto (che pubblichiamo in calce).

Classifica che riserva una buona notizia per l’Italia, con la speranza di riceverne di ancora migliori fra due settimane, che vede ben tre locali presenti di altrettante diverse città da Nord a Sud della Penisola, a fronte di solo uno dello scorso anno (leggi C’è un italiano nella lista dei World’s 50 Best Bars 2023 (dal 51 al 100): il Freni e Frizioni di Roma piazzatosi al 53° posto, seguito da L'Antiquario di Napoli al 78° e dal Camparino in Galleria di Milano al 92°.

Secondi per presenze in Europa

Un risultato che pone l’Italia al secondo posto per numero di locali in Europa, insieme alla Grecia, presente con tre cocktail bar tutti ad Atene: The Bar in Front of the Bar (51°), The Clumsies (60°) e Barro Negro (68°).

A dominare nel Vecchio Continente, che in totale conta 18 locali in classifica, resta il Regno Unito, presente con quattro cocktail bar, tutti a Londra, dei quali tre new entry, che sono Kwãnt Mayfair piazzatosi al 52° posto, Amaro al n.90° e Viajante87 al 99°.

Da segnalare la conferma dei locali dell’Europa dell’Est, con il Mirror Bar di Bratislava che, rispetto allo scorso anno, sale di ben 28 posizioni fino alla numero 62, e il Nouvelle Vague di Tirana, 95° posto. Entrambi i locali erano entrati in classifica lo scorso anno. A debuttarvi quest’anno sono, invece, l’Angelita di Madrid (65°) e il Bird di Copenaghen (77°).

Cresce il peso del Messico

Al secondo posto come area più rappresentata si conferma le Americhe, con 14 locali presenti e gli Usa in testa alla classifica con un totale di sette bar, dei quali quattro sono a New York, tra cui Dante, rientrato nella lista al 79° posto. I tre restanti sono il Thunderbolt di Los Angeles (64°), seguito dal Café La Trova di Miami al (66°) e dal Pacific Cocktail Haven all’88° posto, quest’ultimo primo locale di San Francisco a rientrare nella lista dal 2020.

In quest’area del mondo da segnalare il peso del Messico, che tallona da vicino gli Stati Uniti con cinque bar. A guidarli l'Arca di Tulum (55°), seguito dal Baltra Bar (83°), dal Rayo (87°) e dall'Hanky Panky (93°) di Città del Messico, e dallo Zapote Bar di Playa del Carmen (91°). Il Canada registra un nuovo ingresso con il Bar Polpette (70°) di Toronto, mentre il Sud America è presente con il Carnaval di Lima (69°).

Sempre più Asia con Singapore in testa

La classifica delle posizioni dalla 51 alla 100, che quest’anno include locali di 35 città di tutto il mondo, conferma il peso crescente dell’Asia nel panorama mixology internazionale, con Singapore in testa. Dei 13 cocktail bar in classifica, 3 infatti hanno sede nella città-stato e due sono new entry, il Cat Bite Club al 56° posto e il Night Hawk, vincitore del Bareksten Best Bar Design Award nel 2023, dello scorso anno, al 74°.

Seguono Hong Kong, che registra la new entry The Savory Project (82°), Giappone e Tailandia con due bar ciascuno, mentre lo Sri Lanka fa il suo esordio in classifica con lo Smoke & Bitters (86°) di Hiriketiya.

Per quanto riguarda il resto del mondo, da segnalare in ritorno in classifica del Cantina Ok! di Sydney e dell’Above Board di Melbourne, in Australia, rispettivamente al 96° e al 100° posto, il nuovo ingresso per gli Emirati Arabi, Lpm di Dubai (76°), e il consolidarsi delle realtà africane, come il Sin + Tax di Johannesburg che ha scalato 13 posizioni, classificandosi 81°, e l'Hero Bar di Nairobi (75°).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2024 (dalla 51 alla 100)

51 The Bar in Front of the Bar Athens
52 Kwãnt Mayfair London
53 Freni e Frizioni Rome
54 The SG Club Tokyo
55 Arca Tulum
56 Cat Bite Club Singapore
57 Mahaniyom Cocktail Bar Bangkok
58 Argo Hong Kong
59 Little Red Door Paris
60 The Clumsies Athens
61 A Bar with Shapes For a Name London
62 Mirror Bar Bratislava
63 Hope & Sesame Guangzhou
64 Thunderbolt Los Angeles
65 Angelita Madrid
66 Café La Trova Miami
67 Native Singapore
68 Barro Negro Athens
69 Carnaval Lima
70 Bar Pompette Toronto
71 Bar Cham Seoul
72 Svanen Oslo
73 Wax On Berlin
74 Night Hawk Singapore
75 Hero Bar Nairobi
76 LPM Dubai Dubai
77 Bird Copenhagen
78 L'Antiquario Naples
79 Dante New York
80 Katana Kitten New York
81 Sin + Tax Johannesburg
82 The Savory Project Hong Kong
83 Baltra Bar Mexico City
84 Attaboy New York
85 Vesper Bangkok
86 Smoke & Bitters Hiriketiya
87 Rayo Mexico City
88 Pacific Cocktail Haven San Francisco
89 The Bellwood Tokyo
90 Amaro London
91 Zapote Bar Playa del Carmen
92 Camparino in Galleria Milan
93 Hanky Panky Mexico City
94 Red Frog Lisbon
95 Nouvelle Vague Tirana
96 Cantina OK! Sydney
97 Employees Only New York
98 Penrose Kuala Lumpur
99 Viajante87 London
100 Above Board Melbourne

Chocolate Show 2024, da Artico un weekend di gelato al cioccolato

Il 12 e 13 ottobre torna la due giorni dedicata al cioccolato della gelateria milanese arrivata alla tredicesima edizione. La novità un gelato con sake e cioccolato bianco

Compie tredici anni Chocolate Show, la festa interamente dedicata al mondo del cioccolato voluta dalla Gelateria Artico di Milano. Il weekend prescelto è quello di sabato 12 e domenica 13 ottobre, il locale quello di via Porro Lambertenghi nel quartiere Isola, primo nato del marchio che oggi conta quattro punti vendita nella città meneghina. La due giorni, come di consueto, farà da spartiacque tra la produzione prettamente estiva e quella autunnale, legata a gusti di gelato stagionali.

Gelateria Artico, anni di ricerca golosa

Un percorso lungo fatto di impegno e costanza quello del maestro gelatiere Maurizio Poloni, fondatore con la moglie Antonella e i soci Fabrizio Fioretti e Raffaele Matrone, di Artico Milano. Da sempre impegnato nella ricerca delle migliori materie prime, Maurizio Poloni e il suo staff sono stati premiati con i Tre Coni sulla Guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso. Nel caso del Chocolate Show la ricerca è focalizzata nella valorizzazione dell’importanza del cioccolato nel mondo del gelato.

Il Maestro gelatiere Maurizio Poloni

La famiglia Poloni: «La sfida è stupire ancora»

«Le varianti di cioccolato proposte nel passato decennio sono ormai circa 150, abbiamo abbracciato i più disparati ingredienti che potessero essere abbinati per dar vita a gusti entrati anche nel nostro banco, tra questi il Bianco, castagne e grappa, il Fondente al basilico o il Semifondente croccantino dark, amarene e croccante», spiegano Antonella Olivieri e Maurizio Poloni. «Ma la sfida è sempre la stessa: stupire ancora».

Chocolate Show 2024, i debutti

Sono 32 le declinazioni di gelato al cioccolato in degustazione al Chocolate Show 2024: dalle masse di cacao ai fondenti profumati con diversi ingredienti, dai semifondenti ai bianchi aromatizzati. Quest’anno debutta il Fondente al profumo di fieno e legno di cedro preparato con un fieno bio di montagna profumato con legno di cedro. Tra i bianchi, invece, è la prima volta per il Bianco al Castelmagno con salsa arancio dolce-piccante e pane tostato, olio, sale e pepe.

Le novità assolute

Tra le novità assolute c’è la collaborazione con il ristorante MU Fish di Nova Milanese per il primo gelato che unisce il sake al cioccolato. Il sake utilizzato è l’akazake, fermentato delicatamente affumicato della regione di Kumamoto, abbinato a un cioccolato bianco sfumato alla mandorla. Molti gusti di gelato verranno ricettati senza lattosio e gluten free per andare incontro alle esigenze agli intolleranti. In aggiunta ai 32 gusti, ci sarà da assaggiare anche il cremoso.  Realizzato con l’utilizzo di un mantecatore espresso, ha una temperatura di -6°, -7°. È, quindi, più vellutato e morbido e va servito in coppa.

The Botanist Islay Cask Rested Gin: plasmato dal tempo e dall’expertise

The Botanist Cask Rested Gin apertura
È arrivato in Italia, distribuito da Molinari, The Botanist Cask Rested Gin, il gin invecchiato dell'isola di Islay creato dai maestri della distilleria Bruichladdich

Se il gin maturato in botte non è un concetto nuovo, con The Botanist Cask Islay Rested Gin si è voluto andare oltre, per offrire una nuova esperienza del distillato dedicata ai clienti più esigenti e ai bartender che vogliono deliziare i loro palati.

Il nuovo gin, arrivato in Italia con Molinari, distributore esclusivo per il nostro Paese dei prodotti del gruppo francese Rémy Cointreau, del quale The Botanist fa parte, incarna perfettamente l’heritage della storica distilleria scozzese Bruichladdich, certificata B Corp.

Fondata nel 1861 nell’isola di Islay (nell'arcipelago delle Ebridi, al largo della costa ovest della Scozia), Bruichladdich, nota per i suoi whisky, custodisce nei suoi magazzini oltre 300 tipi di botti che in precedenza hanno contenuto di tutto, dal miglior vino rosso e sherry al whisky americano. A questo patrimonio, e forte della sua esperienza, ha attinto Adam Hannett, head of distiller, per sperimentare e trovare la combinazione perfetta di legni dove lasciare maturare The Botanist Islay Dry Gin, frutto di 22 botaniche dell’Isola, rigorosamente raccolte a mano.

Una nuova gin experience

The Botanist ha scelto di chiamare il nuovo gin "Rested", ispirandosi al tequila Reposado. The Botanist Islay Cask Rested Gin è una cuvée di circa 16 diversi tipi di botti provenienti da una varietà di regioni ed è stato invecchiato nel magazzino di Bruichladdich a Islay per un minimo di sei mesi. Il gin vanta la complessità distintiva di The Botanist con una nuova vivacità. Imbottigliato a un volume alcolico del 46%, le botti influenzano lo spirito, conferendo viscosità extra al palato, mentre una sinfonia di botaniche si combina con le spezie del legno per creare una sensazione in bocca profonda.

Dal caldo colore cipria, il distillato si presenta all’olfatto con delicate note erbacee e floreali, alle quali si aggiungono note di spezie come la cannella e il coriandolo, oltre che di cocco, mandorle e agrumi canditi, che con i loro sentori dolci vanno a completare le note secche di ginepro.

Al palato è complesso, morbido ed elegante, con la sua sinfonia di note erbacee combinate a quelle speziate modulate dal legno, per chiudere con un finale dove il rovere svanisce in un susseguirsi di note di erbe fresche, ginepro, coriandolo e agrumi.

Plasmato dal tempo e dall’esperienza, The Botanist Islay Cask Rested Gin è ottimo da gustare liscio o con ghiaccio, con una scorza di arancia, ma anche da miscelare in cocktail creativi o per realizzare grandi classici, come un The Botanist & Tonic, un intrigante Negroni o un elegante Martini.

 

 

Con Amaro Santoni by Velier Fortunato Schiavone vince il terzo concorso Amara Calabria

Il vincitore Fortunato Schiavone tra Simone Stooco e Domenico La Manna con i diplomi premio
Alla terza edizione del concorso Amara Calabria, 27 barman hanno presentato cocktail a base dei migliori amari di Calabria, terra riconosciuta per la varietà delle erbe aromatiche e per la liquoristica. L’evento è stato tenuto sul banco palcoscenico del Food Clubbing Beach Piro Piro sul lungomare di Reggio Calabria. Finalissima con Amaro Santoni distribuito da Velier

Svoltasi il 3 settembre scorso, la terza edizione del concorso Amara Calabria si è tenuta al Food Clubbing Beach Piro Piro sul lungomare di Reggio Calabria e si è articolata in due momenti serali seguitissimi da un folto pubblico di amatori del buon bere.

Il primo ha visto confrontarsi 27 barman con un amaro a propria scelta. Il secondo momento ha visto l’organizzazione di una finalissima tra i primi tre classificati che hanno ricevuto una mistery box di ingredienti, con Amaro Santoni by Velier a fare da protagonista.

Emozioni e lacrime di gioia per Fortunato Schiavone (Penna Gelateria Lounge Bar di Pizzo Calabro) vincitore con il cocktail Reggio-Barcellona che ha ricevuto in premio uno stage presso Sips Drinkery House di Barcellona degli head bartender Simone Caporale e Marc Alvarez, locale al primo posto nella classifica 2023 The World’s 50 Best Bars.
Posto d’onore per Simone Stocco (102 Risto Bar di Lamezia Terme) con il cocktail El Pepino del Santo che potrà seguire uno stage presso la sede genovese di Velier, primario importatore e distributore nazionale di bevande, main sponsor della manifestazione reggina.
Terza piazza per Domenico La Manna (Sunset Beach Bar di Palmi) con il cocktail C’era una volta in Calabria che ha ricevuto una valigia con attrezzature da banco bar di Spazio Horeca.
Premio Speciale per Giorgio Rosace che potrà frequentare un corso professionale Aibes.

A giudicare le preparazioni sono state chiamate due giurie.
La prima composta da esperti e operatori di settore come Francesco Delfino (bar manager Henson’s Bar & Social di Londra), Max La Rocca (bartender e bar manager internazionale), Rodolfo Guarnieri (Bargiornale) e Vincenzo Mazzilli (bar manager Speakeasy di Bari).
La seconda giuria “popolare” composta da noti influencer e digital creator locali come Salvatore Borzacchiello, Giuseppe Scuticchio e Raffaele Gallini.

La giuria di esperti con Vincenzo Mazzilli, Rodolfo Guarrnieri, Francesco Delfino e Max La Rocca

Una bella soddisfazione per gli organizzatori della gara, Domenico Bellantonio e Laura Saraceno, gestori del Food Clubbing Beach Piro Piro, insieme con l’enogastronoma Giovanna Pizzi e il bartender Marco Pistone di Aibes Calabria.
Un ringraziamento particolare a Domenico Mimmo Lombardo e a Domenico Boragina dell'agenzia Shaker & Decanter per conto di Velier.
L’evento è stato presentato dall’esuberante Marco Mauro.
Sempre puntuale nella scelta dei tempi, l'accompagnamento musicale è stato assicurato dal deejay Josha Giglio.

Di rigore la presenza del corner di spillatura (nell'occasione a libero servizio) delle birre artigianali Funky Drop - Calabrian Craft Beer di Reggio Calabria, di cui è contitolare il gestore del Piro-Piro Domenico Bellantonio.

Corner di birra artigianale Funky Drop Calabrian Draft Beer

Alcuni stand di produttori calabresi

Velier con Amaro Rupes (Migllor Amaro del Mondo 2022 per il World Liqueur Awards)
Distilleria F.lli Caffo con Vecchio Amaro del Capo e Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition
La Spina Santa con Amaro Kaciuto e Amaro Grecanico
Spirito Alchemico con Amaro Doctor Claudius - Amaro Terapeutico all'Acqua di Mare
Lacinio con Amaro Milone
Agriturismo Kalos Jero con Amaro Kalòs Jero
Qual'Italy con AmaReggio e Amaro Riace
Spazio Horeca con attrezzature per bar.

Calabria, una terra biofortunata

La Calabria può contare su una grande biodiversità con ben tre Parchi Nazionali (Pollino, Sila, Aspromonte) per un totale di 240mila ha, la dorsale dell'Appennino Calabro con vette che arrivano a 2.267 m (Serra Dolcedorme, Pollino) con moderate escursioni termiche, una ottima ventilazione e il clima mediterraneo differente tra costa jonica (più secco) e quella tirrenica.
Una situazione ideale che permette una notevole ricchezza botanica con erbe aromatiche, spontanee e coltivate, come liquirizia, rosmarino, origano, finocchietto selvatico, ginestra, mirto, anice, elicriso) alle quali si aggiunge la favorevole coltivazione di uva (Gaglioppo, Greco Nero, Greco Bianco) e agrumi come limoni, arance cedri, bergamotti e chinotti. Spesso garantiti da Igt e Doc.

Superfinale con Amaro Santoni by Velier

PRIMO CLASSIFICATO 

REGGIO-BARCELLONA
di Fortunato Schiavone
Ingredienti
45 ml Amaro Santoni
20 ml Hendrick’s Gin
10 ml sciroppo di rose home made
20 ml succo fresco di limone
5 ml sciroppo di agave
Preparazione
Shake and strain, versare in tumbler basso su cubo di ghiaccio, guarnire con fiore edulo e peel di arancia.

Cocktail Reggio-Barcellona di Fortunato Schiavone
SECONDO CLASSIFICATO
 
EL PEPINO DEL SANTO
di Simone Stocco 
Ingredienti
45 ml Amaro Santoni
30 ml Hendrik’s Gin
15 ml Brandy de Jerez Fundador
Preparazione
Stir and strain, versare in tumbler basso su cubo di ghiaccio, gurnire con slice di cetriolo e foglie di basilico.
 
TERZO CLASSIFICATO

C'ERA UNA VOLTA IN CALABRIA
di Domenico La Manna
Ingredienti
20 ml Amaro Santoni
40 ml Mezcal Herencia de Sanchez
15 ml succo di lime
15 ml sciroppo di zucchero
20 ml estratto di anguria
top con Fever Tree Indian Tonic
Preparazione
Mixing glass, versare in tumbler alto su cubo di ghiaccio, guarnire con foglie di menta e fiori eduli.

Domenico La Manna prepara il cocktail C'era una volta in Calabria

Contest Ordinario a 27 concorrenti

PRIMO CLASSIFICATO
Simone Stocco - owner presso 102 Ristobar di Lamezia Terme (Cz) con
Bitter Fucking Timpa
Ingredienti
15 ml Amaro Monteleone
30 ml cordial ai semi di finocchietto selvatico home made
20 ml cordial alla menta home made
5 ml olio verde al finocchietto home made
Preparazione
Stir & strain, versare in tumbler basso su cubo di ghiaccio, guarnire con fiore di finocchio selvatico. Side con Formaggio del Monte Poro sfiammato e vaporizzato con Cocktail Finish  Finocchio Selvatico n.11 by Essentia.
SECONDO CLASSIFICATO
Fortunato Schiavone - barmanager presso Gelateria Bar Penna di Pizzo Calabro (Vv) con
Monte-tiki
Ingredienti
45 ml Amaro Monteleone
20 ml Mezcal Alipus San Luis
15 ml Hampden Estate HLCF 2017 Jamaican Rum Classic Overproof
20 ml succo fresco di lime
15 ml Sciroppo Falernum Monin
10 ml Sciroppo di Agave Monin
4 drop Tiki Bitter home made
8 drop Stillabunt Magic Velvet
Vapo di alcolato al cocco in fat washing home made
Preparazione

Shake & strain, versare in tumbler Tiki RCR con cubetto XL di ghiaccio Hoshizaki e ghiaccio tritato on the top, guarnire con ciuffo di menta e filamenti di peperoncino.

Il cocktail Monte-Tiki di Fortunato Schiavone
TERZO CLASSIFICATO
Domenico La Manna - coFounder e bar manager presso Sunset Beach Club di Palmi (Rc) con
C'era una volta in Calabria
Ingredienti
15 ml Amaro Tedesco 1908
45 ml Monkey Shoulder Malt Whisky
20 ml succo di lime
10 ml Paragon Palo Santo Cocktail Finish Monin
20 ml estratto di ananas home made
top velluto di rosmarino home made
Preparazione

Shake & strain, versare in tumbler basso su cubo di ghiaccio, guarnire con chips di ananas.

3° Cocktail C'era una volta in Calabria di Domenico La Manna

I 27 concorrenti della terza edizione di Amara Calabria

  1. Francesco Giampà di Francavilla Angitola con Amaro Kalòs Jero
  2. Irene Sant'Ambrogio di Reggio Calabria con Amaro Reggino Kordax
  3. Giacomo Moscato di Reggio Calabria con Amaro Kephas Digestivo Grecanico
  4. Giorgio Rosace di Reggio Calabria con Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition
  5. Saverio Scaramozzino di Reggio Calabria con Amaro Numero Uno
  6. Mattia Lombardo di Gioiosa Ionica (RC) con Amaro cu n'cappa QNK Friddacala
  7. Paolo Barreca di Pellaro-Reggio Calabria con Amaro Milone
  8. Lentina Teniova di Reggio Calabria con Amaro Kalos Jero
  9. Tolik Kolesnichenko di Reggio Calabria con Amaro Rupes
  10. Alessandro Arillotta di Reggio Calabria con Amaro del Borgo alle Erbe
  11. Domenico Lamanna di Palmi (RC) con Amaro dal 1908 Tedesco
  12. Francesca Turoni di Reggio Calabria con MZero Sea Amaro
  13. Salvatore Malagreca di Palmi (RC) con Amaro Kalòs Jero
  14. Francesco Amenta di Reggio Calabria con Amaro Silano 1864
  15. Michela Giordano di Reggio Calabria con Amaro Doctor Claudius
  16. Francesco Silipo di Catanzaro con Amaro Kalòs Jero
  17. Robin Gutierrez di Reggio Calabria con Amaro Numero Uno
  18. Andrea Calvarano di Reggio Calabria con Amaro Doctor Claudius
  19. Fortunato Schiavone di Pizzo Calabro (Vibo Valentia) con Amaro Monteleone 1890
  20. Giulio Valia di Filadelfia (Vibo Valentia) con Amaro Kaciuto
  21. Mohamed Amine Taa di Reggio Calabria con Amaro Kephas
  22. Simone Stocco di Lamezia Terme (CZ) con Amaro Monteleone 1890
  23. Francesco Karè di Reggio Calabria con Amaro Kephas
  24. Michele Rotundo di Catanzaro con Amaro Pornocino
  25. Vasile Vidrasco di Reggio Calabria con Amaro Rupes
  26. Fabrizio Rosano di Belvedere Marittimo (CS) con MZero Sea Amaro
  27. Samuele Dara di Reggio Calabria con Amaro Piccante Foraffascinu.

     

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