America OK, in zona Repubblica a Milano. Uno dei locali più caldi del momento, Moebius, si rifà il trucco per una sera, con bandierine a stelle e strisce che garriscono dalla imponente bottigliera. E poi palline da baseball, piccoli sombrero e due bartender ospiti direttamente dagli Stati Uniti, per una guest night firmata Altamura Distilleries.
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Kevin Diedrich dal Pacific Cocktail Haven di San Francisco e Jesus Verde dal Here nor There di Austin, fianco a fianco per portare mentalità e voglia d'America fino a Milano. Entrambi non nuovi a viaggi in Italia, che pure sono rari come per tutti i bartender che lavorano in Usa: «Il sistema salariale da noi è orario - racconta Diedrich -, per cui se non si è presenti, non si guadagna. Io sono proprietario del mio locale, quindi posso fare un salto ogni tanto. Inutile dirlo, le mance sono parte integrante dello stipendio, e l’unico modo per averle è essere presenti». Alla faccia degli startender europei.
Verde impersona alla grande la scena texana di oggi, che definisce «giovane, aperta, senza troppi fronzoli. Gli ospiti si stanno avvicinando alla miscelazione più complessa, ma lo spirito rimane quello di una convivialità semplice, una sorta di via di mezzo tra pub quotidiano e cocktail bar puro». I suoi drink raccontano di sapori al confine tra la sua terra e il limitrofo Messico, per cui spezie e profumi (It's giving wings, con Altamura vodka, tè yaupan, porcini, acqua di pomodoro, bolle) e l'immancabile tono terroso e vegetale di un buon tequila (sontuoso il A la Vista, con tequila, Cocchi Rosa, sorbetto al limone, pera, Italicus, Thomas Henry Soda).
Gli si contrappone Diedrich, dalla San Francisco che quindici anni fa, circa, apriva le porte di una cultura del bere tipica degli Stati Uniti, poi estesa al mondo tutto. Nel 2007 fu fondato Bourbon&Branch: speakeasy diventato a suo modo leggenda e pioniere di ospitalità ritrovata, sulla scia del pre-Proibizionismo che all’epoca, prima che altrove, veniva rispolverato. Magari Diedrich lo ricorda: «Abbastanza, ci ho lavorato per anni».
Erano altri tempi? «Quasi vent'anni sono tanti, e nel mezzo sono intervenute così tante cose. La pandemia, su tutte, ha cambiato dinamiche importanti, sia per consumi che per professionalità, diventa più difficile trovare personale disposto a dedicarsi al lavoro». "Pch", pí-sí-eic come lo pronuncia lui, raccoglie ingredienti dal Pacifico e contaminazioni asiatiche: il signature Gimlet è un'autentica bomba di polpa e acidità bilanciatissime, con Altamura Vodka chiarificata al latte e tè bianco, cordiale al calamansi e papaya.
Gli Usa sono stati storicamente la terra promessa, non soltanto per il bar: oggi è quel lato dell'oceano che guarda invece all'Italia, nei dettagli dell'ospitalità che dallo stivale è arrivata ovunque. Entrambi concordano, quando si chiede loro cosa manca di là, che abbiamo di qua: «La cultura dell'aperitivo è un concetto che stiamo implementando sempre di più, per ritmi e per proposta». E piace? «È praticamente ovunque...».
«Quando il Maestro chiama non si può dire di no»: parole di Mattia Capezzuoli, che da qualche giorno ci aveva rivelato la sua imminente avventura con la casacca dell'Hotel De Russie. Qui, a partire da oggi, Mattia Capezzuoli ha iniziato ufficialmente il servizio in veste di bar manager dello Stravinskij Bar.
Il Maestro in questione non può che essere Salvatore Calabrese, che da circa sei mesi segue ufficialmente anche il bar dell'outlet romano della catena Rocco Forte, per il quale a maggio 2024 aveva presentato una drink list ispirata all’opera "La sagra della primavera" di Stravinskij, compositore a cui è dedicato il lounge bar dell'hotel cinque stelle in pieno centro a Roma. Contestualmente, il bar dell'Hotel de Russie si era presentato dopo essere stato oggetto del restyling dell’outdoor, curato da uno dei maggiori talenti del design mondiale, Paolo Moschino, che ne ha esaltato ancora di più la caratteristica di paradiso metropolitano, progettato dall’architetto Giuseppe Valadier. Preservato nel suo assetto originario di giardino segreto, un regalo inaspettato che si cela alla vista all'ingresso dell'hotel, per poi aprirsi in un percorso su più livelli, in cui le note della natura si fondono con quelle della musica del compositore a cui è dedicato il bar.
Romano di nascita, ma cresciuto professionalmente a Milano (era al Camparino quando nel 2020 ha vinto il premio miglior bartender under 30 ai Barawards), Capezzuoli è tornato da un paio d'anni a Roma per essere protagonista della miscelazione capitolina. Prima un passaggio al Nite Kong per l’opening, quindi la proposta di occuparsi del bancone come bar manager del W Lounge, il cocktail bar dell’hotel W Rome, appartenente alla catena Marriott. Per il momento farà riferimento alla cocktail list del Maestro, ma è già al lavoro, promette, per un menu in cui possa esprimere la sua personalità. «Al W Rome - spiega Capezzuoli - ho passato un anno ricco di soddisfazioni, siamo riusciti a costruire un grande team e i risultati ci hanno dato ragione. Siamo riusciti a portare il W nell’elite dei bar d'hotel di Roma, costruendo drink list di livello che hanno conquistato i nostri ospiti». Un anno bellissimo, come lo ha definito il bar manager, dopo il quale Capezzuoli approda alla guida dello Stravinskij bar dell’hotel de Russie. «Devo ringraziare il maestro Calabrese - continua Capezzuoli - che mi ha fortemente cercato e voluto e mi ha accolto nel suo team con grande entusiasmo. Sono sicuro che faremo un ottimo lavoro insieme e che riusciremo a portare in alto l’hotel. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e prepararsi per una nuova esperienza, sicuramente formativa ed entusiasmante».
Credits foto di apertura: @raccontifotografici @agostinostefano
Il Tiramisù di Nadia Ceoldo, vincitrice della Tiramisù World Cup 2024
Si è chiusa a Treviso l'ottava edizione del concorso internazionale con un omaggio all'inventore recentemente scomparso. Dall'estero sono arrivati il 30% dei concorrenti
Le veneziane Nadia Ceoldo, architetta 45enne di Salzano, e Isabella Bucciol, impiegata 44enne di Portogruaro, hanno conquistato il gradino più alto della Tiramisù World Cup 2024. La prima è la vincitrice della categoria del tiramisù preparato con ricetta originale, la seconda della categoria del tiramisù creativo.
Tiramisù World Cup 2024, dall’estero il 30% di iscritti
Arrivato all’ottava edizione, in occasione dell’Anno delle Radici voluto dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il concorso è stato dedicato al tema “Treviso e le Radici”. A testimonianza della crescita e della promozione del dolce italiano al cucchiaio più famoso nel mondo, infatti, tra i 240 concorrenti iscritti il 30% è arrivato da Europa, Americhe e Asia . Uno di questi concorrenti, l’ingegnere aeronautico 63enne Mauro Akio Kamiguchi di San Paolo (Brasile), 63 anni, si è classificato al terzo posto del podio del tiramisù tradizionale.
L'omaggio all'inventore del tiramisù
Savoiardi, mascarpone, uova, caffè, cacao e zucchero bianco semolato sono gli ingredienti del tiramisù. Il dolce al cucchiaio, classificato come Pat (prodotto agroalimentare tradizionale), nella versione trevigiana è attribuito a Roberto “Loli” Linguanotto, che lo preparava al ristorante Alle Beccherie di Treviso attingendo dalle sue esperienze lavorative in Germania. Al suo inventore, scomparso lo scorso luglio, gli organizzatori hanno dedicato un omaggio.
La gara
Riservata ai non professionisti, la gara si tiene in diverse location in Italia e all’estero nella fase eliminatoria. Le finali, invece, si svolgono a Treviso. Alla competizione per il miglior tiramisù con ricetta originale, si affianca quella per il tiramisù con ricetta creativa. In quest’ultimo caso i concorrenti possono sostituire i savoiardi con altri biscotti o pandispagna, lo zucchero con zucchero di canna e altri dolcificanti (miele escluso), e aggiungere tre ingredienti a propria scelta. Il tiramisù creativo vincitore del 2024 è stato preparato con l’aggiunta di polvere di liquirizia, marmellata di arance e croccante di arachidi.
Le parole dell’organizzatore
A dare vita alla competizione è la Twissen di Treviso. «È stata un’altra edizione di cui siamo davvero contenti. C'è tanto entusiasmo e tanta passione da parte di concorrenti, giudici, pubblico e tutti gli attori coinvolti», dice il fondatore Francesco Redi. «La manifestazione cresce sempre più a livello internazionale e abbiamo già aperto le iscrizioni per la prossima edizione». Tiramisù creativo
La classifica finale 2024
Per la ricetta originale: 1 - Nadia Ceoldo di Salzano (VE), 45 anni, architetto; 2 - Stefania Bovo di Vicenza, 52 anni, impiegata commerciale; 3 - Mauro Akio Kamiguchi di San Paolo (Brasile), 63 anni, ingegnere aeronautico. Per la Ricetta creativa 1 - Isabella Bucciol, 44 anni di Portogruaro, impiegata, con la sua creazione alla polvere di liquirizia, marmellata di arance e croccante di arachidi; 2 - Antonio Panzetta di Noventa di Piave (Venezia), 50 anni, consulente informatico con la sua ricetta di Tiramisù con rosmarino, lime e zenzero; 3 - Miriam Pressato di Padova, 50 anni, impiegata, con la ricetta alle nocciole pralinate, cioccolato fondente e amaretti.
Convegno Heineken Italia 50 anni al Moebius di Milano
Heineken ha festeggiato i 50 anni in Italia al Moebius di Milano. Nel corso dell'evento è stata diffusa un'interessante relazione sullo stato dell'arte della birra e sui trend che pubblichiamo integralmente
Tra storia e visione del futuro: questo il titolo del convegnoorganizzato da Heineken per festeggiare i 50° anniversario di attività della filiale italiana, citando il passato ma anche per delineare i treni di consumo.
Sul palco del grande industrial design tapa bistrot, ristorante sperimentale e cocktail bar Moebius di Milano, la giornalista Maria Soavi del TG1 ha presentato Alexander Koch, di recente nominato amministratore delegato di Heineken Italia e Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di Heineken Italia, oltre che presidente Assobirra, che si sono confrontati con Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab e Beppe Servegnini, giornalista e scrittore.
Insieme con Alfredo Pratolongo, Alexander Koch ha presentato l'azienda italiana che, con quattro birrifici dislocati su tutto il territorio nazionale come Pollein-Ao, Comun Nuovo -Bg, Massafra-Ta e Assemini-Ca, conta su una produzione di circa 18 milioni di ettoitri, triplicata rispetto al 1974, in collaborazione con la controllata società di distribuzione Partesa. Heineken Italia può contare su oltre 2mila dipendenti (con un indotto di 64.800 lavoratori) creando un valore economico di oltre 4,5 ml di euro.
Francesco Morace ha sostenuto come molti brand locali finiscono, per qualità intrinseche e promozioni pubblicitarie, a diventare global brand come Birra Moretti diventata protagonista anche nella versione alla spina nel mercato inglese. Nell'ottica di una modernità sempre più "gassosa", superato il solo consumo domestico e alimentare, la birra si è trovata al centro della nuova convivialità giovanile, come un facilitatore di rapporti interpersonali.
Traendo spunto dal suo libro "NeoItaliani", Beppe Severgnini ha citato le sue esperienze birrarie vissute in Gran Bretagna e del passaggio generazionale che il bere birra assicurava anche agli occhi di amici e amiche.
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i relatori del convegno presentati da Maria Soavi TG1: Alfredo Pratolongo, Alexander Koch, Francesco Morace, Beppe Severgnini
Sala gremita al Moebius
Brindisi con Alfredo Pratolongo e Alexander Koch
Le birre di Heineken Italia
Spillatura Heineken 0.0 long neck
Spillatura Birra Messina Cristalli di Sale al Moebius
Spillatura di Birra Ichnusa al Moebius
Le tappe di 50 anni di Heineken Italia
Il consumo resposabile per Heineken Italia
Pubblichiamo la relazione integrale presentata da Heineken Italia al convegno di Milano.
IL FUTURO DELLA BIRRA IN ITALIA
PIÙ GREEN, LEGGERA E SOCIALE: ECCO LA BIRRA DI DOMANI
Consumi green e attenti ai processi/ingredienti: la birra si distinguerà per la propria «naturalità» e processi di produzione sempre più attenti alla sostenibilità
Consumi sempre più conviviali e all’insegna della rigenerazione urbana: la birra con la sua carica «sociale» si allineerà a questa tendenza.
Consumi che seguono i propri «tempi personali»: cresceranno le occasioni di «una birra per me».
Il consumo sempre più responsabile: emergerà in questa dimensione «l’anima sociale della birra» che si allinea alla tendenza di un crescente impegno nel sociale.
Sempre più versatile e sostenibile, protagonista di una nuova socialità e di nuove occasioni di consumo, evoluta per un consumatore più consapevole ed esigente. È questo il trend della birra, secondo lo studio Heineken Italia - Future Concept Lab presentato oggi a Milano in occasione dell’incontro “Tra storia e visione del futuro” svoltosi oggi davanti a una platea di media, stakeholder e rappresentanti della filiera della birra.
Creazione di ricchezza e occupazione in Italia e per l’Italia; rilancio e valorizzazione dei marchi storici locali; promozione della conoscenza del gusto delle birre e del consumo responsabile. Queste sono alcune delle istantanee dei primi cinquant’anni di Heineken da produttore di birra nel Belpaese. Un anniversario festeggiato guardando al futuro, quello del leader del comparto, da cinquant’anni motore dell’innovazione del mercato birra nel Paese.
Oggi una bottiglia di birra su 3 bevuta in Italia è prodotta da Heineken:con quasi 7 milioni di ettolitri, è stabilmente il primo produttore del Paese. Un’azienda fortemente radicata nei suoi luoghi di produzioneche ha puntato sull’innovazione e ha investito sui marchi italiani come Birra Moretti, Ichnusa e Birra Messina, divenuti negli anni iconici. Ne è un esempio Birra Moretti, passata da circa 500.000 a oltre 2,7 milioni di ettolitri prodotti e divenuta oggi per il 47% dei connazionali il marchio di birra più rappresentativo dell’italianità.
La storia di Heineken in Italia viaggia di pari passo con un percorso che ha portato la birra a protagonista di una delle rivoluzioni culturali più affascinanti degli ultimi decenni. È il 1974 quando, con l’acquisto di Dreher e del birrificio di Massafra, HEeineken debutta da produttore nel mercato brassicolo italiano, che fino ad allora aveva esplorato solo come importatore. Allora la birra era un comprimario in un Paese alle prese con crisi petrolifera, tensioni sociali e blocco dei prezzi. Cinquant’anni dopo, la birra è divenuta una piacevole costante nelle abitudini degli italiani, che oggi ne consumano oltre 36 litri pro capite (+118%) e l’hanno eletta a bevanda simbolo della socialità. La sua produzione inoltre è quasi triplicata, passando da 6,4 a 17,4 milioni di ettolitri, con gli scaffali della GDO che offrono una grandissima varietà di stili, marchi e formati.
Con i suoi quattro birrifici dislocati su tutto il territorio nazionale - Comun Nuovo (BG), Pollein (AO), Massafra (TA) e Assemini (CA) - e Partesa (leader della distribuzione e della formazione nel canale Ho.Re.Ca. con 40 depositi e 37.000 clienti), HEINEKEN Italia crea occupazione per oltre 2.000 persone (dirette) generando 64.800 i posti di lavoro considerando l’indotto (retail, hospitality e fornitori) e un valore economico di oltre 4,5 ml di Euro, pari al 0,22% del PIL*.
IL FUTURO DELLA BIRRA SECONDO HEINEKEN: BIRRE SEMPRE PIÙ DIVERSE E DI QUALITÀ, ATTENZIONE A SERVIZIO PERFETTO E SOSTENIBILITÀ
Forte di mezzo secolo di sostegno alla crescita della birra in Italia e per confermare questa leadership culturale, Heineken traccia la rotta della birra del futuro, che evolverà premiando ingredienti, sapori e servizio. Il mercato di domani chiederà birre sempre più differenziate e di qualità: birre che hanno una storia o un territorio da raccontare, di carattere, ma non esageratamente complesse.
La birra di domani continuerà, come oggi, ad essere legata alla convivialità e alla socialità, ma intercettando nuove occasioni di consumo, che sia domestico o fuori casa. Crescerà la cultura della birra e ci sarà sempre più attenzione al suo servizioperfetto. I trend dei consumi light e delle scelte consapevoli si intrecceranno con la crescita delle birre low e no alcol, che diventeranno sempre più parte integrante del bere la birra, come valida alternativa di qualità in occasioni di consumo ancora di fatto inesplorate in Italia. L’innovazione di prodotto e l’evoluzione dei processi produttivi rimarrà centrale per rendere la birra sempre più sostenibile.
LE TENDENZE DELLA BIRRA DEL FUTURO SECONDO FUTURE CONCEPT LAB
I quattro macro-trend identificati da Future Concept Lab - istituto di ricerca internazionale in cui l'osservazione dei comportamenti supporta la consulenza strategica per l'innovazione – delineano come la birra avrà un ruolo da protagonista nel futuro, in uno scenario di “Modernità Gassosa”, caratterizzato da cambiamenti repentini e fluidi.
Una socialità con consumi sempre più green e veg privilegerà il gusto naturale della birra e le “ricariche naturali risonanti”: esperienze di consumo che rimandano alla natura, in ambiti outdoor e alimenti e bevande a base vegetale. Una tendenza, questa, che incrocia la birra per la sua essenza di bevanda naturale e poco (o per nulla) alcolica, esaltata da una produzione sempre più sostenibile.
Nei prossimi decenni esploderà anche il fenomeno della rivalorizzazione degli spazi urbanicome serbatoi culturali di esperienza, con momenti di crescita e divertimento conviviale. Grazie alla trasversalità di gusti, sapori e gradazione alcolica, la birra, bevanda sociale per eccellenza, sarà un propellente straordinario per questi momenti, all’interno di pubblici esercizi “su misura per ogni cliente” e ritagliati sulle passioni condivise.
Il valore del tempo personale, in un mondo sempre più frenetico, incrocerà le piccole gioie di un bicchiere di birra per sé stessi, per celebrare il tempo delle occasioni personali rilassarsi e rifocalizzarsi.
Infine, una tendenza in crescita è l’impegno sociale: una dimensione che la birra e HEINEKEN Italia, in particolare, esprime a più livelli dialogando con le Istituzioni per affrontare i temi della salute pubblica, del decoro urbano, della sicurezza e della protezione.
«In questi 50 anni HEINEKEN ha saputo conquistare la quotidianità degli italiani e con i suoi investimenti in Italia ha dato un contributo decisivo allo sviluppo di tutto il settore birrario, creando ricchezza e occupazione per il Paese – ha detto Alexander Koch, AD di Heineken Italia, nel corso dell’evento per celebrare i 50 anni di produzione dell’azienda in Italia -. Guidando la crescita del mercato, Heineken ha promosso una cultura della birra coerente con la cultura alimentare italiana e il consumo a pasto, ha investito su qualità e differenziazione, contribuendo a far passare gli italiani "dalla birra alle birre". Nei prossimi cinquant’anni vogliamo continuare a favorire la crescita della categoria senza compromessi sulla qualità, per essere protagonisti dei momenti di socialità degli italiani con i nostri brand. Proseguiremo nel mettere sempre le persone al centro, nell’investire sui marchi e in innovazione, con nuovi prodotti e nuove campagne sempre più connesse con i consumatori, con i loro bisogni e le diverse occasioni di consumo».
HEINEKEN ITALIA A ZERO EMISSIONI ENTRO IL 2030 E CARBON NEUTRAL ENTRO IL 2040
Heineken, grazie al programma Brewing a Better World, si è impegnata a rendere la propria produzione sostenibile e ha l’obiettivo di arrivare a zero emissioni nette in produzione entro il 2030, e raggiungere la carbon neutrality sulla catena del valore entro il 2040. Oggi in Italia il 100% dell’energia elettrica utilizzata in produzione proviene da fonti rinnovabili e nei prossimi anni verranno azzerate anche le emissioni di CO2 da energia termica che, dal 2010 al 2023, Heineken ha ridotto del 72% (-13% sul 2022, che, in valore assoluto, corrisponde ad un taglio di 3.280 tonnellate di CO2). Inoltre, dall’avvio del proprio percorso nel 2010 al 2023, l’azienda ha ridotto del 57% i consumi di acqua per ettolitro di birra prodotta, per un totale di 12,8 milioni di ettolitri risparmiati.
«La sostenibilità rappresenta da anni una priorità per Heineken Italia. Lo dimostrano i risultati passati ma soprattutto gli obiettivi concreti per i prossimi anni: i nostri birrifici del futuro saranno a zero emissioni entro il 2030. Inoltre, proseguiremo nel percorso di riduzione dei consumi idrici, che vedono già ora l’Italia tra le best practice Heineken in Europa” con un taglio di 3,8 milioni di ettolitri di acqua nel solo 2023 (-13% sul 2022) - commenta Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director Heineken Italia. Sostenibilità per Heineken significa anche promozione del consumo responsabile. Vale la pena di ricordare che “Pensaci”, il primo spot televisivo interamente dedicato al consumo responsabile al mondo prodotto da un’azienda birraria, fu lanciato proprio da HEINEKEN Italia esattamente 20 anni fa, nel 2004. E da allora continuiamo a veicolare messaggi di consumo responsabile chiari e inequivocabili ai consumatori».
1974-2024: un viaggio lungo 50 anni
1974: acquisizione di Birra Dreher, Birrificio di Massafra (Ta).
1986: acquisizione di Birra Ichnusa Spa, Birrificio di Assemini (Ca).
1989: creazione di Partesa Srl, società di distribuzione beverage del Gruppo.
1989: Acquisizione di SIB, Birrificio di Pollein (Ao).
1994: Prima sponsorizzazione di Umbria Jazz Festival. Nell’ambito del festival, nacquero le Heineken Nights, una serie di concerti jazz di alto profilo, per dare un contributo creativo alla manifestazione.
Heineken Umbria jazz '95
1995: Acquisizione di Interbrew Italia, Birrificio di Comun Nuovo (Bg).
1996: acquisizione di Birra Moretti, oggi esportata in oltre 40 Paesi.
1997: Introduzione della prima Long Neck bottiglia dalla forma innovativa che diventerà iconica e distintiva.
1997: Alla prima edizione del Trofeo Birra Moretti organizzata allo stadio di Udine ne seguiranno poi altre due fino al 1999. Dal 2000 al 2004 si sposta a Bari allo stadio San Nicola, progettato da Renzo Piano, per poi concludere le ultime quattro edizioni allo stadio San Paolo a Napoli.
1998: Nasce Heineken Jammin’ Festival, il primo festival rock italiano. Organizzato all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, si è poi spostato a Venezia al Parco San Giuliano per arrivare alla Fiera di Rho. Heineken lega così la birra alle passioni degli italiani: dallo sport, alla musica, al piacere di stare insieme.
Heineken Jammin' Festival
2000: Vince il Quality Award assegnato dalla casa madre alla filiale che più si distingue per qualità. Heineken Italia diventa leader di mercato.
2004: “Pensaci”: viene lanciata la prima campagna sul Consumo Responsabile in Italia.
2006: Con i percorsi di formazione del canale HoReCa, nasce il progetto di cultura birraria denominato I Love Beer, che nel 2011 diventa anche ilovebeer.it, il portale online dedicato alla cultura birraria.
2006: Birra Moretti diventa sponsor del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano. Nel 2009 viene istituito il Premio Fondazione Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare.
2018 Arrigo Cipriani, patron di Harrys Bar Venezia, premiato da Alfredo Pratolongo per la diffusione della cultura alimentare
2010: Heineken lancia Brew a Better World, il programma di Heineken Italia che ancora oggi ha come obiettivo quello di rendere le sue birre sempre più green, migliorando l’efficienza energetica dei suoi birrifici: impianti fotovoltaici, tagli a CO2 e consumi idrici.
2011: Nasce il Premio Birra Moretti Grand Cru, primo concorso nazionale rivolto a giovani chef e sous-chef italiani under 35 “con la passione della birra in cucina”.
2012: Heineken introduce l’energia solare all’interno del mix energetico con impianti fotovoltaici di Massafra e Comun Nuovo.
2015: Birra Moretti è la birra ufficiale di Expo Milano 2015, Partesa è Official Beverages Distributor.
2015 Heineken, insieme a Partesa, istituisce Fondazione Birra Moretti per promuovere la cultura della birra in Italia e raccontarne l’impatto economico e sociale in un Paese sempre più curioso verso questa bevanda.
2016: Il birrificio di Massafra si posiziona primo nella classifica TOP 50 Solar Beer Brewery.
2017:Ichnusa Non Filtrata diventa una delle birre più amate in Italia. Cinque anni dopo il lancio, il successo di Ichnusa porta benefici e occupazione in Sardegna, con un investimento di 73 milioni di euro sul birrificio sardo di Assemini.
Birra Messina 1923 e Birra Messina Cristalli di Sale
2018: Nasce Università della Birra, polo di eccellenza didattica per i professionisti di HoReCa e canale moderno.
Birra Heineken spillata al banco della Università della Birra a Milano
2019: Heineken lancia Birra Messina Cristalli di Sale, lager con cristalli di sale che donano a questa ricetta morbidezza, rotondità e finezza di gusto. Oltre alla birra analcolica Heineken 0.0 ideale partnership con il Campionato del Mondo di Formula 1.
Heineken Lager Beer 0.0
2021: Heineken lancia Birra Moretti Filtrata a Freddo, lager dal moderato tasso alcolico che rompe completamente gli schemi con il passato.
2022: Nasce Responsibility in Education, progetto promosso da Fondazione Birra Moretti, che ha l’obiettivo formare le nuove generazioni di professionisti dell’HoReCa al consumo responsabile e moderato.
2023: Heineken lancia Ichnusa Ambra Limpida, lager a bassa fermentazione che rispecchia l'anima del birrificio di Assemini.
Ichnusa Ambra Limpida
2024: Heineken lancia Birra Messina Vivace, lager caratterizzata da una ricetta nuova e distintiva, dal gusto meravigliosamente rinfrescante, arricchita dalle note aromatiche dei limoni siciliani.
2024: Heineken celebra 50 anni di produzione in Italia.
Cambio al vertice in Royal Unibrew Italy, dove arriva Claudia Ciacci in qualità di nuovo General Manager, a riporto diretto del Ceo del gruppo, Lars Jensen.
Ciacci, che già aveva ricoperto lo stesso ruolo in Branca International, dove ha lavorato dal 2016, è entrata a far parte di Royal Unibrew il 1 ottobre 2024 sostituendo Søren Christian Jørgensen che ha preso il ruolo di VP Business Development all’interno del team Group Business Development. Il gruppo danese Royal Unibrew in Italia è presente con i marchi di birra Ceres, Faxe, con i softdrink a marchioLemonsoda e Oransoda e con gli energy drink Lemonsoda Energy e Crazy Tiger.
Ingegnere gestionale, laureata all’Università La Sapienza di Roma, Claudia Ciacci ha lavorato come Analista Finanziario presso Procter & Gamble (dal 2008 al 2012), quindi come Project Manager presso Roland Berger Strategy Consultants (dal 2012 al 2016), per poi entrare nel mondo del beverage con il suo ingresso in Branca, dove dal 2016 in poi ha ricoperto diverse posizioni: Chief Operating Officer, Strategic Planning & Business Development Director fino alla nomina come General Manager Italia.
Oltre 2700 i visitatori e 58 brand hanno preso parte alla decima edizione del festival dedicato al rum e alla cachaca che quest'anno ha debuttato a Bologna. Con un format ancora più ricco
Buona anche la decima per ShowRum. Oltre 2700 i visitatori, dei quali oltre la metà operatori del settore, che hanno preso parte all’edizione 2024 del festival dedicato al rum e alla cachaca, quest’anno al suo debutto a Bologna, nuova casa della manifestazione, dove è andata in scena presso il Binario Centrale - Spazio DumBO. Numeri, che già eguagliano l’affluenza delle edizioni precedenti a Roma, confermando la due giorni, fondata e diretta da Leonardo Pinto, tra i maggiori esperti di rum, come evento di riferimento nazionale e internazionale per il mercato dei distillati a base canna da zucchero. E che inoltre mostrano anche il potenziale di sviluppo futuro offerto dalla nuova sede.
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Come da tradizione, la manifestazione anche quest’anno ha proposto il suo viaggio nel mondo dei due distillati, con 58 marchi presenti nell’area espositiva e centinaia di etichette, tra rum tradizionali, agricole e cachaça, che i visitatori hanno potuto conoscere e degustare guidati da master distiller, brand ambassador ed esperti. Visitatori che hanno potuto approfondire le conoscenze sulla cultura dei distillati, grazie alle 7 mastrerclass in programma, andate tutte sold out.
L'area tematica Brasile
Ma la decima edizione di ShowRum si è caratterizzata per una serie di novità che ne hanno arricchito il format. Tra queste l’area tematica sul Brasile dedicata alla cachaça, dove, oltre alla degustazione dei prodotti presso i desk dei brand presenti, professionisti e appassionati hanno potuto apprezzare il distillato in miscelazione grazie a un bar tematico, curato dal 40139 Garden Bardi Bologna, e approfondirne le conoscenze nella zona masterclass a cura di Marco Graziano.
A tutta mixology
E proprio il maggior spazio acquisito dalla miscelazione è stato un altro elemento di novità della kermesse, con ben tre aree, coordinate da Paolo Sanna, dedicate ai cocktail e ognuna focalizzata su un differente filone della mixology legata al rum: il Tiki Bar, guidato da Gianni Zottola con il suo staff; il Tropical Bar, affidato al Freccia Bar di Piumazzo (Modena); lo Speakeasy Bar, curato dal Cotton Clubdi Modena.
Gli eventi serali
Miscelazione che è stata anche la protagonista di Drink Around, il nuovo format di eventi serali che ha coinvolto otto cocktail bar di Bologna che hanno ospitato dietro il loro bancone guest bartender da tutta Italia. Un percorso tra i locali cittadini all’insegna della cultura del rum che ha preso il via dal Sentaku Izakaya, con ospiti Natale Palmieri di Cinquanta - Spirito Italiano di Pagani (Salerno) e Vincenzo Crisconio del Dry Milano, dal Bamboo con Roberto Galiano del CarloQuinto di Monopoli (Bari), e dal Donkey con Mattia Schiaretti del Choice di Parma. Proseguito con la serata al Ruggine con Maurizio La Spina e al Macondo con Adrian Cristian del Dialogue Lounge Bar di Brescia. E concluso con quelle all’Angolo B con Giulia Guizzardi del Triplo di Roma e al Volare con Jimmy Bertazzoli e Marco Gennari dell’Aguardiente di Marina di Ravenna.
I premiati Best in class
Anche quest’anno a ShowRum sono state premiate le migliori etichette di rum e cachaca, le cosiddette Best in class, giudicate da un panel di 11 degustatori in modalità alla cieca. Ben 16 le categorie analizzate, distinte per tipologia di alambicco, il metodo, gli anni di invecchiamento e la materia prima utilizzata. Ecco l’elenco completo:
100% Fresh Juice <1 y.o.- Labourdonnais Blanc Original Rum
100% Fresh Juice 1-3 y.o. - Mauricia Heritage Rum Ambré
100%Fresh Juice 3-6 y.o. - HSE VSOP
100%Fresh Juice > 6 y.o. - Barbancourt Rhum 15 y.o.
Cachaça Prata - Magnifica Cachaça Bica de Alabique
Cachaça Amarzenada - Cachaça Blu Amburana
Traditional 100% Column 4-7 y.o. - Ron Abuelo 7 y.o.
Traditional 100% Column 8-12 y.o. - Ron Abuelo XII Three Angels
Traditional 100% Column >12 y.o. - Zafra Rum Master Reserve 21 y.o.
Traditional Pot Still & Blended <1 y.o. - Worthy Park Rum Overproof
Traditional Pot Still & Blended 4-7 y.o. - Mount Gay Black Barrel Rum
Traditional Pot Still & Blended 8-12 y.o. - El Dorado Rum Single Still Versailles
2009
Traditional Pot Still & Blended >12 y.o. - El Dorado Rum 15 y.o.
Traditional Pot Still & Blended No Age Declared - Mount Gay Eclipse Rum
Embargo Esplendido Rum Anejo - Embargo Esplendido Rum Anejo
Si svolge dal 14 al 16 ottobre, tra pochi giorni, l'edizione 2024 di Bar Convent Berlino. Il trade show internazionale dell'industria bar e beverage prevede di attirare migliaia di visitatori professionali a Berlino, con 533 espositori e partner e 12 mila ingressi attesi. Come ogni anno, anche durante questa edizione di BCB la formazione sarà al centro del programma del trade show, con il consueto contorno di presentazioni di prodotto e occasioni di networking. I visitatori potranno assistere a un'ampia varietà di presentazioni e workshop su un totale di sette tra palchi e aree didattiche.
Dall'estetica del bar alla "lettura" della sala
Angus Winchester, Head of Education della fiera, spiega: «Il programma didattico di quest'anno è solido e innovativo: interventi di leggende del settore, nuovi relatori provenienti da settori correlati e uno stage format completamente nuovo con l'area workshop. Sul palco principale abbiamo leader come Leo Robitscheck del gruppo di hotel e ristoranti Nomad, che tratterà delle esigenze e dell'estetica del bar del ristorante. Il vincitore dell'Hospitality Award 2024 Keith Motsi del Virtu bar di Tokyo esporrà la sua filosofia di lettura della sala e Jean Trinh (Alquimico Bar di Cartagena) parlerà della necessità di costruire comunità durature nelle città. Inoltre, Alex Francis (ex Little Red Door di Parigi) proseguirà illustrando i preparativi e le problematiche dell'apertura di un nuovo bar in uno dei mercati più importanti del mondo».
@BCB
Come preservare mente e fisico, come motivare i top performers della squadra
Il benessere fisico e mentale è uno dei grandi temi cari alla bar industry, specie alle generazioni più giovani. Sempre tra i talk di interesse in ottica di crescita e formazione personale, ci saranno Merly Kammerling dell'agenzia britannica Well & Being, a fornire consigli su come rilassarsi con efficacia dopo serate impegnative per evitare problemi fisici e mentali. Inoltre, lo psicologo dello sport Nick Wykes parlerà di come motivare gli élite performers in una squadra. Previsti anche diversi panel sulla genitorialità nel settore e sulle capacità di negoziazione, il lavoro delle donne e delle minoranze.
Conclude Winchester: «Sono previsti interventi a sé stanti da parte di relatori come Priyanka Blah e Yash Bhanage, che tratteranno la crescita dell'India come mercato chiave dell'ospitalità. Altre sessioni riguarderanno l'accesso o la progettazione di una formazione efficace per i barman e toccheranno la nuova ondata del tema sostenibilità, come dimostrato dal bar Line di Atene, che sta segnando la strada da seguire in un mondo nuovo e complesso».
Temi tecnici in un'area tutta nuova
I visitatori affezionati di BCB noteranno alcune innovazioni nei concept degli stage: per la prima volta, il Main Stage sarà situato nella Rotonda del Padiglione 16, dove i visitatori potranno assistere a presentazioni e panel. Il nuovo BCB Workshop Stage darà inoltre ai visitatori l'opportunità di partecipare in prima persona. Focus sull'interazione e agli elementi pratici. I workshop tratteranno, infatti, argomenti come la guarnizione, la fotografia e le riprese video dei cocktail, la carbonatazione, la creatività e i sapori, tutti tenuti da esperti e autori di fama. Insomma, il programma di Bar Convent Berlino si presenta denso di contenuti. Un preambolo alla prossima puntata, che vedrà la manifestazione approdare a Londra nel 2025 (si attende l'annuncio delle date proprio durante la manifestazione nella capitale tedesca).
«Per noi professionisti sono importanti sicurezza e standardizzazione», dice il pasticciere bolognese scelto come Ambasciatore per promuovere la linea Élite Eurovo Service
Élite Eurovo Service, il marchio premium dedicato ai professionisti della ristorazione, della pasticceria e della gelateria di Eurovo, ha unnuovo Ambasciatore della qualità e del gusto. È Gino Fabbri, pasticciere già vincitore della Coupe du Monde de la Patisserie nel 2015 e vicepresidente ad honorem dell’associazione Ambasciatori Pasticcieri dell’Eccellenza Italiana (Apei). L’annuncio è coinciso, non a caso, con la Giornata Mondiale dell’Uovo che si celebra l’11 ottobre di ogni anno.
Eurovo presenta la nuova campagna “Molto più di un uovo”
Con Gino Fabbri, Eurovo farà conoscere attraverso la campagna "Molto più di un uovo” il dietro le quinte della produzione degli ovoprodotti Élite. Si tratta di una filiera integrata verticalmente in cui ci sono al centro la qualità, l’attenzione e l’innovazione. In particolare Gino Fabbri, in qualità di ambasciatore della linea Élite, sarà protagonista di cinque video ricette di preparazioni simbolo della pasticceria italiana, tra cui il bigné e lo zabaione. «Gino Fabbri è un amico, un grande professionista con cui collaboriamo in piena armonia e che in ogni ricetta esprime valori per noi fondamentali. Era naturale portare questa collaborazione su un livello superiore, scegliendolo come Ambasciatore della Qualità e del Gusto della nostra linea Élite», ha spiegato Federico Lionello, responsabile commerciale e marketing del gruppo.
Gino Fabbri: «Nell'uovo sono importanti sicurezza e standardizzazione»
Quali caratteristiche devono avere oggi gli ovoprodotti per essere utili al professionista della pasticceria? «Chiediamo le stesse cose che vogliamo dalle altre materie prime. La fiducia nel produttore e nel fornitore, con il quale è giusto instaurare un rapporto di fiducia, di conoscenza profonda. Quando instauri un certo tipo di rapporto, puoi discutere di qualità. Vale per la farina, per il burro, per lo zucchero, vale anche per le uova e gli ovoprodotti». Che vantaggio dà in laboratorio usare ovoprodotti come quelli della linea Elite di Eurovo? «Prima di tutto la sicurezza. E poi le rese: abbiamo la certezza del punto di overrun, in generale abbiamo stabilità e standardizzazione nelle performance del prodotto, con la contestuale garanzia del mantenimento di alti livelli di qualità». Che cosa ha scoperto della filiera delle uova, partecipando a questo progetto? «Essendo nato contadino, la mia idea della “filiera dell’uovo” era tutt’altro. Era molto… corta, a metro zero. Le raccoglievo con mia nonna in cascina, dovevamo proprio andare a cercarle. Visitando allevamenti e produzione ho visto che le galline sono molto curate, sottoposte a controlli che nemmeno pensavo. Nello stabilimento Eurovo ho trovato tutto perfetto dal punto di vista tecnologico e per quanto riguarda le attenzioni su igiene e contaminazioni. Importante per noi, per avere un prodotto che, in laboratorio, ci dà massima tranquillità».
Eurovo, la genesi del gruppo
Da piccolo laboratorio artigianale fondato da Anita e Rainieri Lionello in Veneto nel Secondo Dopoguerra, Eurovo è diventata una realtà europea nel settore delle uova e degli ovoprodotti. Il modello è la gestione diretta di mangimifici, allevamenti e stabilimenti produttivi, la rete distributiva raggiunge più di 40 paesi nel mondo. La chiave della crescita sono gli investimenti in ricerca e sviluppo tese a dimostrare le infinite potenzialità dell’uovo.
Nonostante l'aumento dei prezzi del cacao, l'azienda dolciaria vicentina scommette sul cioccolato con BlackHabana, primo panettone "nero". Il packaging si arricchisce di tre nuove collezioni
Il conto alla rovescia verso il Natale è già cominciato per i produttori di panettoni. Nel Natale Loison, la novità di gamma 2024, è BlackHabana i cui ingredienti sono cioccolato monorigine sudamericano e rum cubano.
BlackHabana, incontro tra due tradizioni
Nell’impasto di BlackHabana si incontrano due tradizioni: quella italiana del panettone e quella cubana del rum. La scelta di Loison è caduta sul Ron Cubay Añejo 7 años, rum invecchiato 7 anni le cui note di caffè, cuoio e tabacco vengono amplificate dal cioccolato monorigine sudamericano. Quest’ultimo è utilizzato nell’impasto, dando vita a un panettone “nero”, nella farcitura di cioccolato fondente e rum, e nelle scaglie di cioccolato distribuite nel prodotto finale. Tre i formati disponibili (600 grammi, 700 grammi e 1 chilo) e due i packaging, entrambi color cioccolato fondente. Il primo con incarto e nastro a fiocco piatto e charm con la lettera L per i formati da 600 grammi e da chilo. Il secondo con scatola rigida e maniglia doppio raso colore rame.
Natale Loison, gli altri panettoni al cioccolato e la crisi del cacao
L’aumento dei costi del cacao, «arrivato a sfiorare il record di 12.000 sterline/tonnellata, circa 6 volte il valore medio storico di 2.000 sterline», come spiega Dario Loison, non ha modificato i piani dell’azienda pasticcera vicentina fondata nel 1938. Loison, infatti, si è assicurata in anticipo la materia prima per garantire la produzione natalizia che comprende sei gusti di panettone al cioccolato. Si tratta di Regal Cioccolato, NeroSale, Pera e Cioccolato, Arancia e Cioccolato oltre al BlackHabana. «Nonostante le difficoltà e le sfide del mercato, continueremo a produrre dolci con cioccolato di altissima qualità, perché sappiamo che i nostri clienti lo ricercano e lo apprezzano. Ci rivolgiamo a un pubblico di gourmet che sa riconoscere il valore di un dolce artigianale ed è disposto a investire su un prodotto di alta qualità», sottolinea Loison.
L’importanza del packaging
Il packaging di Loison si muove di pari passo con i valori che contraddistinguono il marchio. Sono tre le nuove collezioni di Loison ispirate all’incanto dell’autunno e dell’inverno: Pigna, Bacche e Foresta. La Collezione Pigna si presenta in una scatola a scrigno decorata con pigne e rami di abete. Rivisitazione elegante del tradizionale bauletto delle pasticcerie dei primi del Novecento, la collezione Pigna è decorata con bacche rosse e bianche, rametti di pungitopo e piccole pigne d’abete. Infine, la Collezione Foresta, dedicata esclusivamente al pandoro, racconta una silenziosa passeggiata nella foresta.
Definito il mezcal più trendy del 2024, il progetto dei fratelli Mestre ha all'attivo quattro linee, nate da un progetto di sostegno all'economia locale
Una constatazione, guardando i trend di mercato, e una notizia, giungono entrambe da Velier: i distillati di agave, tequila e mezcal in testa, stanno sempre più conquistando spazio sul mercato degli spirits e nelle bottigliere, ed è per questo che Velier prosegue nella sua selezione di etichette "echo en Mexico" e inserisce nel suo portfolio la gamma di mezcalLos Siete Misterios, votato come il mezcal più trendy del 2024 nel prestigioso report di Drinks International. Una notizia che va di pari passo con il crescente interesse da parte dei buyers internazionali per il mercato del tequila e mezcal: Fortune Business Insights, società che monitora le migliori opportunità di investimento, a proposito del mercato del tequila, ha stimato che nel 2023 ha sfondato la soglia dei 10 miliardi di euro e che si prevede arriverà a 16,5 mld entro il 2032, con un tasso di crescita annuo del 5,9%. Se è vero che il traino principale è il Nord America, anche in Italia il fenomeno è in forte crescita: i dati nazionali parlano di un aumento dei volumi del 7,4% per il tequila dal 2018 al 2023 e del 22,7% per il mezcal.
Frutto dell'intuizione di due fratelli, Eduardo e Julio Mestre, Los Siete Misterios è un progetto nato nel 2010 con una serie di viaggi fra Puerto Escondido a Oaxaca City: qui i due si accorgono della grande diffusione della coltivazione dell'agave e della produzione di mezcal, ma spesso in maniera talmente artigianale che i mezcaleros non riesconono ad accedere al disciplinare, per ottenere la dicitura "mezcal". Da lì l'idea di creare una rete, da cui comprare l’agave a un prezzo equo, vale a dire superiore a quello medio, trasformandolo poi nella distilleria costruita a Sola de Vega. Inoltre per mitigare gli effetti negativi di un consumo eccessivo di agave selvatica, Los Siete Misterios assiste i mezcaleros nell’introduzione di buone pratiche di addomesticazione di alcune varietà. L'obiettivo, dalle forti connotazioni etiche, è la tutela della microeconomia locale, e la salvaguardia dell'agave selvatica e dell'ecosistema in cui cresce.
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Esistono tre tipi di agave - spiega Eduardo Mestre - selvatica, coltivata e addomesticata. In quest’ultimo caso noi piantiamo l’agave, osserviamo come si riproduce e in quali tempi, e replichiamo il processo per cercare di ottenerne maggiori quantità». Los Siete Misterios utilizza un 90% di varietà addomesticate o coltivate, per le quali la distillazione avviene in copper pot (alambicchi in rame); l’agave selvatica viene utilizzata solo in rarissimi casi, quando la distillazione avviene in clay pot (alambicchi di terracotta tradizionali). Anche i metodi di produzione sono rigorosamente artigianali: cottura dell’agave in forni sotterranei tradizionali, macinatura con mazze di legno o con il sistema Tahona, fermentazione naturale a partire da lieviti autoctoni e poi distillazione doppia, che diventa tripla nel caso del Pechuga. Per rispettare i rigorosi requisiti qualitativi i mezcaleros sono incoraggiati a lavorare ai loro batch nella distilleria di Sola de Vega, per portarli poi nei loro palenque nelle fasi finali.
Quattro le lineeche compongono la gamma dei mezcal Los Siete Misterios: Doba-Yej (44% Abv, il cavallo di battaglia della distilleria, viene distillato a Yautepec, Santiago Matadan e San Dionisi in Oaxaca, per poi essere assemblato nella distilleria di Sola de Vega); Gamma Ensamble (miscela di diverse agavi, che segue tradizioni ancestrali); Pechuga (mezcal celebrativo distillato una terza volta con petto di tacchino, frutta e spezie. Si tratta di aggiunte scelte dalla madre di Eduardo e Julio, Doña Ángeles. Pensato come omaggio alle passate generazioni di Maestro Mezcaleros, ha una produzione annuale di soli 500 litri e una ricetta unica ogni anno); Clay Pot Mezcal (qui si utilizzano sole agavi selvatiche e la distillazione avviene in alambicchi di terracotta).
Dal 2021 Los Siete Misterios ha unito le forze con Chatham Imports, fornitore di superalcolici e vini. Si tratta di una joint venture paritetica, in cui la società madre di Michter’s Distillery segue l’importazione e la vendita nel mondo, mentre i fratelli Mestre si occupano della produzione in toto e delle vendite in Messico. A questo si aggiunge, oggi, l'ingresso nel catalogo Velier, che già conta la presenza dei mezcal della gamma Palenque Spirits (un progetto di Luca Gargano) e di Alipus.
Il mondo bar lo immaginiamo nel fuori casa, pochi sanno che nasce in casa da piccoli gesti diventati routine del vivere comune. Sul piano
di lavoro delle cucine casalinghe sono nate idee che poi hanno preso vita grazie a barman esperti spalle alla bottigliera. Giudici incorruttibili, amici e parenti.
Dieci anni fa Bargiornale approdava nel Gruppo Editoriale Tecniche Nuove. L’ho ripetuto molte volte e non mi esimerò in questa sede, della “bibbia del bar” ero sempre stato un abusivo lettore.
Abbiamo portato innovazione nel modo di comunicare, di presentarci e di coinvolgere una community consolidandola ancora di più.
Ecco allora la nascita di nuovi grafismi, linguaggi e percorsi per migliorare l’esperienza in tutti i momenti di consumo di un esercizio commerciale che nulla ha da invidiare alle logiche d’impresa. Iniziare a guardare il bar come una macchina complessa che basa il suo successo non solo sul layout e l’offerta di servizi ma soprattutto sulle capacità empatiche del team che lo governa.
Detesto gli anniversari, amandoli. Dieci anni fa nasceva l’idea di premiare voi, nostri lettori e attori di un mondo dove i problemi devono per forza restare sul marciapiede. Dieci anni di sorrisi e dieci anni di lacrime per non essere riusciti a vincere l’ambita categoria di Barawards. Ho visto la caparbietà di un giovane farsi adulto a furia di candidature per poi rendersi conto di aver esaurito quelle lacrime nel momento della vittoria.
Baritalia in decine di tappe, una carovana errante lungo la penisola che si porta dietro l’innovazione delle aziende e la curiosità di incontrare le persone dietro alla carta del giornale. Eh già, persone! Capitale umano fatto di donne e uomini che hanno scelto di raccontare la vostra professione scavando per trovare spunti, idee e novità che indirettamente servono ad allargare il sorriso e il portafoglio dei consumatori.
In mezzo a quell’umanità fatta di redattori, giornalisti e direttori c’era Claudio Bonomi, che anteponeva la signorilità e la sua anima all’uomo. Impossibile non accorgersi della differenza. Lo conobbi di sfuggita il giorno che diventai editore di Bargiornale, schivo, rispettoso delle posizioni restava spesso in silenzio ma, quando percepiva una seppur lieve minaccia al "suo giornale”, si faceva sentire con quel piglio che non lasciava spazio alle repliche. Claudio sarebbe andato in pensione chiudendo la “macchina” di questo numero, un male improvviso ce lo ha portato via.
Da sinistra, i vincitori Rocco Porcelli di 040 Group e Sebastiano Villatore di Antico Caffè Torinese premiati da Filippo Vidiz di Freshmedia e Matteo Pizzoli di Bacardi-Martini
Terza edizione dell'evento Trieste Cocktail Week organizzato dall'agenzia Freshmedia che ha visto la partecipazione per la durata di una settimana dei barternder di 17 cocktail bar e i titolari di 2 ristoranti. Molti gli eventi collegati, dall'Opening Secret Party Lisjak alla mostra-degustazione Proposta Spirits, all'abbinamento gastronomico dei cccktail a base di Grappa Nonino.
Sebastiano Villatora, bartender dell’Antico Caffè Torinese, caffetteria storica (1919) del capoluogo giuliano, vince la Miglior Drink List della terza edizione della Trieste Cocktail Week, manifestazione dedicata alla miscelazione creativa, promossa a Trieste dal 9 al 15 settembre 2024.
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Trieste Cocktail Week 2024 locandina
Antico Caffè Torinese 1919 di Trieste
Alberto Polojac in bicicletta per le strade del centro storico di Trieste
La Drink List includeva cinque signature cocktail: Pedocin (dedicato a uno storico stabilimento balneario triestino) composto da due parti: Bianca con Blu Lie Vodka, Amaro Seri Pervas, liquore al caffè SVN Senses, cordiale di caffè esausto e kefir; Rossa con Visionair London Dry Gin all’olio di oliva Lisjak all’arancia (home made), Olio d'Oliva all'Arancia Lisjak, cordiale di Pesche di Fiumicello chiarificato, acqua di pomodori del Carso con con Olio di Oliva alle Erbe Lisjak (home made); Miramare con Tequila, Whistler’s Storm, verjus triestino, soda al mais grigliato, crusca con sale e peperone; Osmizza con Calvados, Grappa di Fragolino, Aperitivo Nonino, fichi fermentati, Ribolla Metodo Classico; Carso con Gin, liquore alla santoreggia, amaro Heslop & Kaiser, Amaronauta, mela chiarificata, Co2; Barcola con Lu lentu SeimilaMetriQuadri, distillato zero alcol, cordiale alla tonica, honey balsamic mix con miele millefiori e aceto balsamico, mirtilli chiarificati, acqua di mare.
Drink List Antico Caffè Torinese con il cocktail Pedocin
Rocco Porcelli, dello 040 Group (che raggruppa locali come Loft, live music & food; Pier The Roofsea restaurant; Zeroquaranta street food; Draw Food cocktail bar) si aggiudica invece la Speed Round sponsorizzata da Bacardi-Martini, la gara in scena domenica al Pier The Roof.
Una competizione dove cinque concorrenti si sono sfidati a colpi di bravura e velocità nelle miscelazioni. Sebastiano Villatora conquista anche il premio nella finalissima contro Porcelli, una sfida con una mistery box di ingredienti a sorpresa, da impiegare al meglio per formulare un drink sul momento.
Si chiude così una settimana di successo, all’insegna di cocktail e di grandi eventi, in una manifestazione nata per valorizzare i prodotti del territorio e per promuovere la conoscenza del settore della miscelazione e del bere in modo consapevole, in costante crescita di consensi e partecipazionetra gli operatori del settore, oltre a un pubblico di migliaia di clienti, triestini e turisti.
Grande soddisfazione nelle parole degli organizzatori, Alberto Polojac e Filippo Vidiz, soci amministratori dell'agenzia di comunicazione nel settore food & beverage Freshmedia
«L’evento sta diventando sempre più una manifestazione di riferimento non solo per la città, ma anche a livello nazionale - spiega Filippo Vidiz - vediamo e sosteniamo una continua crescita di una nuova generazione di bartender che esprime sempre di più la propria creatività e abbraccia appieno il concetto di hospitality, facendo del bene quindi anche al turismo»
«Siamo estremamente soddisfatti - sottolinea Alberto Polojac - anche se il vero ringraziamento va a tutti i locali e ai bartender che, con la loro creatività e passione, sono stati i veri protagonisti di questa straordinaria edizione della Trieste Cocktail Week. Il nostro team organizzativo non ha fatto altro che accendere i riflettori su di loro, offrendo un palcoscenico sempre più ampio per valorizzare il rispettrivo talento. Siamo molto soddisfatti anche per aver arricchito gli appuntamenti durante la settimana con momenti di degustazione e di abbinamenti tra cocktail e cibo, regalando un'esperienza ancora più completa ai partecipanti».
Con main sponsor come Distilleria Nonino e Proposta Spirits, Trieste Cocktail Week è stata organizzata dall'agenzia Freshmedia e Intraprendi (Associazione italiana Partite Iva) con la co-organizzazione del Comune di Trieste e di Trieste Convention and Visitors Bureau, oltre al supporto di IoSonoFriuliVeneziaGiulia, Federalberghi Trieste, Confcommercio Trieste, Fipe e Creativa. Media partner QB e Radio Punto Zero.
Cronaca dei principali eventi
Opening Secret Party Grande festa d’inaugurazione della TCW 2024 la sera di lunedì 9 settembre presso la moderna azienda olearia Lisjak 1992 sul Carso Sloveno, a un passo dal confine con l’Italia. Fino all’ultimo il luogo dell’Opening Secret Party era rimasto riservato, tanto che era stata predisposta un’apposita navetta costituita da una serie di colorati e storici pullmini Zastava-Fiat 900 anni Sessanta brandizzati Old Lisjak 1992 per trasferire un centinaio di fortunati invitati.
La pluripremiata azienda olearia (con ramo vinicolo) Lisjak 1992 produce una trentina di specialità di Olio Extra Vergine ricavato da circa 27 cultivar istriani, per circa 300mila bottiglie.
Nel grande spazio accoglienza (piscina compresa) erano stati allestiti numerosi corner delle aziende main sponsor Distilleria Nonino e Bacardi-Martini, alle local excellence Theresianer Distilled Gin, Visionair London Dry Gin Toscana, H&K 1382 Amaro, Seri Pervas liquori, SVN Senses Coffee Liqueur, Blu Lie Vodka, Domina Venti Super Premium Vodka, Xedequa Innovative Spirits, Alibis Aperitivo.
Su tutti campeggiava il grande rimorchio americano Airstream da 15 metri, brandizzato LisjakExtraVirginOliveOil, equipaggiato con spillatori e forni per grandi eventi food e beverage.
Insieme al titolare Matej (Matteo) Lisjak, a presentare l’evento TCW 2024 intorno alla piscina, erano presenti gli organizzatori Alberto Polojac e Filippo Vidiz dell’agenzia Freshmedia e rappresentanti dei main sponsor Cristina e Antonella Nonino e Antonio Beneforti di Proposta Spirits, oltre a Francesco Meucci del ristorante Cantina del Vescovo di Trieste. La brillante colonna sonora è stata assicurata da DJ Wolf, accompagnato dal trascinante sax di Andrej.
Tra gli altri, erano presenti i bartender finalisti del concorso di idee per il Cocktail TCW 2024 come Rocco Porcelli (Pier), Angelica Puntini (040 Group), Giovanni Diomei (Draw), Sebastiano Villatora (Antico Caffè Torinese), Mohamed Izimer (Mast).
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Partenza dei pullmini storici Zastava-Fiat 900 di Lisjak
Logo dell'azienda olearia Lisjak 1992 di Capodistria
Aperitivo di Benvenuto Botanical Spritz by Nonino
Il grande rimorchio americano Airstream da 15 m di Lisjak
Drink List Local Excellence
Banco Aperitivi con i bartender Kevin Tacer e Davide Silvestri
Drink List Aperitivo Nonino e Martini
Brindisi del titolare Matej Matteo Lisjak
Brindisi di Antonella Nonino con Rodolfo Guarnieri di Bargiornale
Brindisi inaugurale della Trieste Cocktail Week ai bordi della piscina Lisjak con Antonella e Cristina Nonino, Alberto Polojac.
Foto di grupppo con gli organizzatori di TCW e i barman finalisti
Davide Bencich prepara il cocktail Italiano by Nonino
Ilaria Lorini e Stefano Clemente di VisionairLondon Dry Gin Toscana
Drink List Main Sponsor
Il sassofonista Andrej con dj Wolf
Il sassofonista Andrej in azione
Mostra e degustazioni dei distillati e liquori Proposta Spirits Presso Generali Convention Center, su viale Miramare di Trieste, martedì 10 settembre è stato organizzato l’evento Degustiamo Insieme Proposta Spirits, organizzato dalla grande azienda d’importazione e distribuzione di specialità alcoliche Proposta Vinidi Pergine Valsugana (Trento). Organizzata dal titolare Andrea Girardi e dal figlio Gianpaolo, l’evento è stato coordinato dal direttore commerciale Spirits Antonio Beneforti. A esporre con i relativi banchi di assaggio erano presenti una trentina di aziende, nazionali ed europee, sulle oltre 350 aziende i cui prodotti sono distribuiti in 15mila punti horeca italiani.
Vi segnaliamo alcuni prodotti particolarmente interessanti.
Distilleria, brasserie, cave, bar & restaurant: Maison Jouffe 1850 è un produttore di Bretagna (Côte d’Armor, Francia) noto per le tante pluripremiate specialità di distillati, liquori e birre: Cognac Aoc Laurent Jouffe, Calvados Marcel & Léa Faucher, Ron Dominicano Orava, Pastis Brastis, birra Argwen Breton. Beaucoup de compliment Monsieur Laurent Jouffe!
Riccardo Izzi, Giovanni D’Andrea e John Wine dellaFabbrica Liquori Izzi di Fondi (Latina) hanno presentato il loro cavallo di battaglia Amaro Erbes 1903, realizzato con erbe aromatiche certificate biologiche: Particolare attenzione all’ambiente; le bottiglie sono in vetro 100% riciclato, le (moderne) etichette in fibre alternative alla carta; le chiusure in sugheo e carbone attivo privo di colle.
Dal 1839 Seri Pervas è il nome della distilleria triestina che ha mantenuto il gusto di coniugare tradizione e innovazione. Come sottolinea Tommaso Pedicchio, ad Amaro, Dry Gin e Vermut si è aggiunto Long Gin, omaggio all’Anno del Drago cinese, un distillato con un mix insolito di botaniche come tè verde Banche, tè nero Darjeling, Pepe di Sichuan, Pepe di Timut, Pepe del Madagascar, scorze di bergamotto. (42% alc). Whistler’s Storm è il nome di quattro Cold Brew Tea Liqueur a base di infusi di tè speciali: Earl Grey, Masala Chai (tè, latte e spezie), Lapsang Souchong Smoky e Assam Black, quattro fine pasto aromatici di 20% alc, presentato da Dom Richardson.
Veramente insolita e sostenibile la proposta Visionair London Dry Gin 100% Toscana di Ilaria Lorini e Stefano Clemente nella “borraccia” termica in acciaio da 50 cl di un acceso giallo, ricaricabile con una bag-in-box da 3 litri.
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il direttore commerciale di Proposta Spirits, Antonio Beneforti
Monsieur Laurent Jouffe propone le specialità bretoni di Maison Jouffe 1850
Riccardo Izzi della Fabbrica Liquori Izzi presenta Amaro Erbes 1903
Tommaso Pedicchio della Distilleria Seri Pervas
Dom Richarson con la gamma di Cold Brew Tea Liqueur di Whistler's Storm
Ilaria Lorini e Stefano Clemente con i colori sociali di Visionair London Dry Gin Toscana
Masterclass Nonino Distillatori
Non poteva manca un evento di grande respiro come la Masterclass Nonino Distillatori organizzata martedì 10 settembre presso il prestigioso Harry’s Bar sulla centralissima piazza Unità d’Italia. Inaugurato nel 1972 da Arrigo Cipriani sull’esperienza dell’analogo locale di Venezia, Harry’s Bar è un elegante punto di ritrovo con un servizio di grande livello.
L’anno scorso la friulana Distilleria Nonino ha celebrato i 50 anni della rivoluzione della grappa monovitigno (la prima è sta ricavata dalle vinacce fresche di Picolit), messa punto da Giannola e Benito Nonino (recentemente scomparso). Antonella Nonino ha condotto brillantemente la degustazione di distillati di riferimento come Grappa Nonino Monovitigno Il Moscato, Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay in barriques 12 mesi, Grappa Nonino Riserva Antica Cuvée Aged 5 Years (da vinacce fresche di Merlot e Pinot Nero). Ma non poteva mancare un importante servizio di grappa in cocktail preparata dal capobarman Francesco Ristagno.
Number Five Ingredienti
2 cl Grappa Nonino Riserva Antica Cuvée Aged 5 Years
2 cl Liquore di Terrano (vino del Carso)
1,5 cl Liquore Maraschino Originale Luxardo
1 cl orzata
2 dash Angostura Orange Bitters Preparazione
Mixing glass con ghiaccio, versare in calice raffreddato, guarnire con scorza di arancia.
Non poteva mancare un abbinamento gastronomico realizzato dagli chef Matteo Metullio e Davide De Pra a base di tartare di storione marinato con pepe rosa e sesamo non tostato.
Specialty Coffe con Alberto Polojac Nella capitale italiana del caffè non poteva mancare un evento dedicato ai specialty coffee, tenuto dall’esperto Alberto Polojac. A Urban Caffè si possono trovare tanti specialty RoaTS, caffè monorigine che arrivano da tutto il mondo che vengono tostati in loco, utilizzati anche in creativi cocktail, dai twist on classic ai low alcool. Non poteva mancare la presentazione di SVN Senses, liquore al caffè messo a punto di recente da Bloom Specialty Coffee di Alberto Polojac, sulla base di partite di caffè provenienti dal Ruanda, raccolto da una cooperativa femminile.
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Alberto Polojac tra Caterina Tagliaferro e Pamela Trovarelli di Urban Caffè specialty coffee
Alberto Polojac presenta SVN Senses liquore al caffè firmato dalla sua Bloom Specialty Coffee
Albero Polojac alle prese con un caffè filtro
Cocktail con Grappa Nonino protagonisti alla Trattoria Ristorante Ai Fiori
Non poteva mancare un abbinamento della grappa di qualità con la gastronomia di livello. Una pratica dimostrazione è stata offerta alla storica Trattoria Ristorante Ai Fiori guidata da Maria Giovanna Saletù e Alberto Saglio Ponci. Dopo il brindisi di benvenuto di Antonella Nonino con il cocktailL’Aperitivo Nonino Botanical Spritz (4 cl L’Aperitivo, 4 cl bollicine, 4 cl tonic water) in calice doppio, è stata la volta del servizio di un piatto di Prosciutto San Daniele Dop 24 mesi con mostarda di fichi accompagnato con un calice di GrappaNonino Cru Monovitigno Picolit.
Con il primo piatto Risotto al Limone è stato servito il cocktailItaliano realizzato con Grappa Nonino Monovitigno Moscato (2,5 cl), Cordiale Neroli 1,5 cl) e Ginger Ale Fever Tree (8,5 cl) in tumbler con ghiaccio, una ricetta firmata e resa famosa dai pluripremiati international bartender Alex Kratena e Monica Berg del cocktail bar londinese Tayer+Elementary.
Per accompagnare il dessert Bavarese alla Fava Tonka, la scelta è caduta sul cocktail Tiki Pirus firmato dal pluripremiato bartender Simone Caporale del Sips di Barcellona: 3 cl Il Pirus Nonino Williams (distillato di pere), 2 cl triple sec, 1,5 cl orzata, 2 cl succo di lime nel tumbler con ghiaccio.
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Stuzzichini per l'Aperitivo Nonino Botanical Spritz Ai Fiori
L'Aperitivo Nonino Botanical Spritz per il Benvenuto al Ristorante Ai Fiori
Antonella Nonino con Alberto Saglio Ponci, titolare del Ristorante Ai Fiori
Risotto al Limone abbinato al cocktail Italianio
Dessert Bavarese alla Fava Tonka abbinato al cocktail Tiki Pirus
Non potendo rinunciare a un ultimo cocktail della notte, ci siamo fermati lungo strada a La Muta, cocktail bar aderente alla Trieste Cocktail Week che esponeva, oltre alla Drink List dell'evento, anche una insolita Cocktail List Night con Alibis, Spumante di Sidro.
Abbiamo così brindato anche con Lucio Lesa, direttore commerciale Alibis, nel locale dedicato al soprannome di una storica tenutaria di bordello (Anni Cinquanta).
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i bartender de La Muta cocktail bar
Cocktail Negroni Bugiardo con Spumante di Sidro Alibis