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La guida Spirits Special 2024 di Falstaff premia le specialità di casa Gamondi

Gamondi Aperitivo Fiori di Sambuco
Aperitivo Fiori di Sambuco di Gamondi
Quattro i prodotti dello storico brand piemontese che hanno ricevuto punteggi di eccellenza nella guida 2024 dei migliori spirit internazionali di Falstaff

Nuovi prestigiosi riconoscimenti per Gamondi. Lo storico brand piemontese di spirit ha piazzato con punteggi eccellenti quattro suoi prodotti nella Spirits Special 2024, la guida annuale dei migliori spirit internazionali di Falstaff, rivista di lingua tedesca di riferimento nel settore enogastronomico. Un risultato che evidenzia la qualità dei prodotti firmati dal brand, fondato dall’erborista Carlo Gamondi a fine Ottocento e acquisito da casa Toso, che lo ha rilanciato recuperandone le antiche ricette e aggiornandole per mettere a punto una gamma di proposte premium capace di fondere tradizione e modernità.

Tra le specialità Gamondi premiate dalla guida a ottenere il punteggio più alto, 95 punti, è stato il Gamondi Vermouth di Torino Superiore Rosso (alc in vol 18%), realizzato attraverso l’infusione di botaniche, quali assenzio piemontese, scorze di arance amare fresche e fiori di artemisia, vaniglia, zafferano, mirra e sandalo rosso, in un melange di vini 100% piemontesi, del quale il 51% costituito da Moscato Docg. Un vermouth che spicca per il ricco bouquet aromatico e dal sapore intenso e persistente, con un piacevole retrogusto amaro, ottimo da servire freddo o con ghiaccio ed eccellente per i grandi classici dell’aperitivo italiano, come l’Americano o il Negroni.

Non meno rilevante il risultato di Bitter Gamondi (alc 25% in vol) che ha ottenuto 94 punti. Dal colore rosso profondo, è frutto dell’infusione di erbe e piante aromatiche, quali genziana, assenzio, china, aloe del capo e rabarbaro, aggiunte a un’infusione di scorze d’arancia dolci e amare. Si caratterizza per il sapore forte e deciso, secco e amaricante, ed è ottimo sia da servire come tradizionale aperitivo, liscio o con ghiaccio, o come ingrediente in miscelazione.

93 punti si è aggiudicato Gamondi Aperitivo Agrumi Mediterranei (alc vol 21%), un aperitivo fresco e dalle vivaci note agrumate. Di colore rosso-arancio, è ottenuto da una base alcolica di vino bianco alla quale vengono aggiunte erbe e botaniche aromatiche, oltre a genziana e china, che donano il sapore amaro, insieme a zucchero e a oli essenziali di agrumi. Ottimo da servire fresco o con ghiaccio, è anche un intrigante ingrediente per la preparazione di cocktail.

Chiude la rassegna dei prodotti premiati Gamondi Aperitivo Fiori di Sambuco (alc vol 21%), un vino aromatizzato ai fiori di sambuco delle Langhe, fresco e delicato, con un bouquet che spazia dalle note floreali alla frutta fresca e agli agrumi. Un prodotto perfetto da servire liscio e da utilizzare in miscelazione, per esempio nella preparazione di cocktail come l’Hugo o uno Spritz bianco, al quale il team di tasting di falstaff ha assegnato 91 punti.

MIG 2024: alla fiera del gelato banditi additivi, conservanti e basi

Il 23 novembre è al via la Mostra internazionale del gelato di Longarone (Belluno) che si apre al pubblico. Tra gli ospiti il primo gelatiere con la stella Michelin

Dal 23 al 25 novembre a Longarone (Belluno) si terrà la 64esima Mostra Internazionale del Gelato Artigianale (MIG), con un approccio rinnovato e l’apertura al pubblico. L’edizione 2024 propone, infatti, un disciplinare che esclude additivi, conservanti, basi pronte e basi liquide complete. Questo per garantire un gelato preparato solo con ingredienti naturali e lavorazioni artigianali. «Quest’anno abbiamo deciso di dare alla fiera un’impronta diversa, con l’obiettivo di promuovere la qualità e la libertà professionale dei gelatieri», spiega Michele Dal Farra, presidente di Longarone Fiere Dolomiti.

Al MIG 2024 tecnologie innovative per un gelato green

La MIG 2024 ospiterà tra gli espositori aziende leader nel settore delle attrezzature per la produzione e conservazione del gelato, con soluzioniche puntano su risparmio energetico ed efficienza. Il programma comprende anche masterclass e convegni tecnici, tra cui quelli curati dal CNR (Centro nazionale delle ricerche) e dall’ADI (Associazione italiana di dietetica). Questi enti presenteranno i risultati del progetto NutrAge, dedicato a esplorare le potenzialità del gelato come alimento funzionale e salutistico.

“Percorso del Gusto” e alta cucina in gelateria

A caratterizzare MIG 2024 anche un percorso dedicato ai gusti unici della tradizione e dell’alta cucina. Tra i protagonisti ci sarà lo chef taiwanese Arvin Wan, primo gelatiere stellato Michelin con Minimal, che porterà alcune creazioni ispirate alla tradizione orientale, tra cui Yuzu e fiori di magnolia. Inoltre, il “Percorso del Gusto” riunirà 24 maestri gelatieri provenienti da vari Paesi con proposte esclusive che rappresentano le eccellenze tipiche dei territori di origine.

MIG 2024 come vetrina internazionale

Grazie al supporto di Venicepromex, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale veneto, la MIG 2024 consolida la propria dimensione internazionale. A Longarone arriveranno oltre 57 buyer da paesi come Cina, Giappone e Germania. «Venicepromex intende valorizzare il gelato artigianale veneto nel mondo e creare opportunità di crescita per le aziende locali», sottolinea Franco Conzato che, per Venicepromex, coordinerà incontri con esperti e buyer.

Fuori Salone e attenzione alla sostenibilità

Una novità di questa edizione è il Fuori Salone, con le “Cene del Gusto Circolare” in collaborazione con Tempi di Recupero. Lo scopo è promuovere la sostenibilità. Durante queste serate, chef e gelatieri proporranno menu basati sull’utilizzo integrale degli ingredienti. La fiera include anche il concorso “Coppa d’Oro” e un evento speciale per la creazione un gusto di gelato ispirato agli sport invernali. Il progetto è in linea con il progetto “Veneto in Action”, che sostiene il territorio in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Incontra i produttori di olio EVO alla fiera internazionale EVOLIO Expo

Si terrà dal 30 gennaio all’1 febbraio 2025 presso la Fiera del Levante di Bari, Evolio la nuova fiera internazionale B2B organizzata da Senaf, gruppo Tecniche Nuove

All’Excelsior Hotel Gallia la colazione è per tutti

Oltre alla colazione, nell'hotel milanese si accende The Ritual Christmas Edition, cross over tra tè pomeridiano e aperitivo con una selezione di dolci, panettone in testa

L'Excelsior Hotel Gallia apre le porte della sua sala colazione agli ospiti esterni. L'albergo di lusso, un Luxury Collection Hotel del gruppo Marriott, segue la strada di altri hotel accogliendo chi ama iniziare la giornata con prodotti di alta qualità in un ambiente elegante. Il pastry chef Stefano Trovisi firma una selezione di dolci che comprende cruffin, maritozzi, veneziane, monoporzioni che non trascurano gli intolleranti a glutine e lattosio. La selezione di pane artigianale è firmata da Davide Longoni.

Un buffet ricco e variegato

Anche il salato fa la sua parte al buffet con formaggi e salumi accuratamente selezionati in tutta Italia. Confetture artigianali e miele provengono, invece, dal Trentino. Dell'ampia scelta di piatti fanno parte anche pesci affumicati. Uova, pancake e waffle sono preparate sul momento e arrivano direttamente dalla cucina.

Opzioni healthy e internazionali

Alla carta tradizionale, se ne affiancano altre due dedicata a chi desidera una colazione salutare e all'utenza internazionale. L'offerta Healthy comprende succhi freschi e frullati proteici preparati al momento, da abbinare a una selezione di yogurt, frutta e cereali. È indirizzata al mercato mediorientale la colazione Katara, dal nome della più prestiogiosa suite dell'hotel, ispirata alla tradizione araba. Tra i piatti in carta Shakshuka, a base di uova cotte in una salsa di pomodoro speziata, e il Balaleet, vermicelli di riso tostati con omelette.

Natale all’Excelsior Hotel Gallia: The Ritual Christmas Edition

Non solo colazione. Durante le festività, all'Excelsior Hotel Gallia si accende "The Ritual Christmas Edition", un format che combina l'eleganza del tè pomeridiano inglese con l’aperitivo milanese. Dal 21 novembre al 6 gennaio, il Gallia Lounge & Bar proporrà cocktail ispirati al mondo del tè e accompagnati dai piattini degli chef Antonio e Vincenzo Lebano e dai panettoni artigianali di Stefano Trovisi. La selezione di dolci natalizi comprende il panettone tradizionale, il nuovo Anima Esotica e il Guilt-Free, a basso contenuto di zuccheri, oltre all'Albero di cioccolato. Per chi desidera portare a casa un assaggio della pasticceria del Gallia, i tre panettoni sono disponibili in un pop-up shop all’interno dell’hotel e sulla piattaforma Cosaporto.

Un progetto futuro per una pasticceria a porte aperte

Prosegue la sua strada il progetto dell'Excelsior Hotel Gallia di creare un punto vendita che renda accessibili i suoi prodotti di pasticceria con una vetrina esterna. «Mi piacerebbe lavorare a un punto vendita che faccia conoscere la nostra pasticceria anche a chi non è ospite dell’albergo», spiega il pastry chef Stefano Trovisi. Al momento, però, il progetto prevede l’apertura di una vetrina interna, un primo passo verso una maggiore accessibilità.

Ad Alex Gardellini la quarta edizione della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition Alex Gardellini
Alex Gardellini, vincitore dell'edizione 2024 della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition
Il bartender del Bamboo di Bologna è il vincitore della gara di bartending organizzata da Maison Ferrand e Compagnia dei Caraibi, che quest'anno ha avuto come tema Miglior attore protagonista

È andata in scena al Piano 35 Lounge Bar, la finale della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition, la gara di bartending promossa da Pierre Ferrand Dry Curaçao, il liquore all’arancia prodotto da Maison Ferrand, importato e distribuito in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi. Ad aggiudicarsi il cocktail contest, quest’anno alla sua quarta edizione, è stato Alex Gardellini del Bamboo di Bologna, con il suo drink Segni particolari: buonissimo.

Sei i bartender che hanno preso parte alla sfida finale, con le loro originali creazioni a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao, con le quali avevano superato la fase di preselezione a opera del team advocacy della maison francese e di Compagnia dei Caraibi. Creazioni che, inoltre, dovevano essere in linea con il tema scelto per quest’anno, Miglior Attore Protagonista: un invito ai concorrenti a dare fondo alla loro creatività per spingersi oltre l’uso tradizionale del Dry Curaçao e metterlo al centro del loro cocktail in forme innovative. In pratica, i bartender dovevano creare un cocktail che utilizzasse il liquore in una lavorazione aggiuntiva che ne esaltasse le caratteristiche.

A sfidare il vincitore c’erano: Federica Di Lella del Puntosette di Torino, Fabio Moruzzi del Piano 35 di Torino, Patrick Ricciuti del Lux Bar & Bites di Telese (Benevento), Simone Francia dell’Emerald's Independent Bar di Roma e Biagio Coppola del WRome Hotel di Roma. I finalisti hanno sottoposto i loro drink al vaglio di una giuria composta da Lola Garces, brand ambassador Italia per Maison Ferrand, Francesco Pirineo e Patrick Piazza, rispettivamente advocacy manager e sales field specialist di Compagnia dei Caraibi.

Giuria che Gardellini ha conquistato con il gusto e gli aromi del suo drink, dove ha unito a Pierre Ferrand Dry Curaçao una soda analcolica di Cucaçao e cocco e guarnito con una spugna di Curaçao e cardamomo. Un cocktail che, come richiesto, ha valorizzato al meglio il triple sec di Maison Ferrand, in un perfetto equilibrio degli ingredienti.

Il bartender del Bamboo si aggiunge così a Francesco Giorgi, Luca Bruni e Federico Casucci nella Hall of Fame della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition, aggiudicandosi anche l’ambito premio: un viaggio educational in distilleria Maison Ferrand presso Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac in Francia.

La ricetta

Segni particolari: buonissimo di Alex Gardellini
Pierre Ferrand Dry Competition cocktail vincitore
Ingredienti:

45 ml Pierre Ferrand Dry Curaçao, soda analcolica di Pierre Ferrand Dry Curaçao e cocco
Preparazione:
build
Guarnizione:
spugna di Pierre Ferrand Dry Curaçao e cardamomo
Bicchiere:
collins

Artista del Panino: ecco i 30 selezionati per la semifinale che si tiene a Genova il 26 novembre

Si tiene il 26 novembre a Genova la semifinale della nona edizione dell'Artista del Panino

Si tiene il novembre (con inizio alle 10,30) la semifinale della nona edizione dell'Artista del Panino, il concorso riservato ai professionisti dell'horeca organizzato da Agritech e Lanterna part of Vandemoortele in collaborazione con Bargiornale.

Cornice d'eccellenza le Cisterne del Palazzo Ducale in piazza Matteotti 9 di Genova.

D'eccellenza anche la giuria composta dagli Artisti del Panino Giacomo Dini, Elisa Varvarito, Gianpietro Sartori, Antonio Sabia (Artista in carica), l'influencer la Barista Sfigata, Roberto Barat, giornalista e Coordinatore della rivista Ristoranti, lo chef Fabrizio Rivaroli.

L'evento si potrà seguire sui canali social di Artista del panino Facebookinstagram e www.artistadelpanino.it e di Bargiornale (instagram)

Ed ecco allora i 30 semifinalisti

Allibardi Giangabriele con la ricetta The Miracle

Antonietti Linda con la ricetta Il nero di Rimasco

Barone Errico con la ricetta APPERÒ

Caputo Bartolomeo con la ricetta C'era una volta…

Capuzzo Alessandro con la ricetta In nome del padre

Cecio Luca Tarsia con la ricetta Tarantarsia

Centorrino Mario con la ricetta Il montagnolo

Cuvato Sergio con la ricetta Simoday Sokontenta

D'Elia Michele con la ricetta L’arrosto della domenica

Di Battista Marco con la ricetta Sacoccina Capitano

Falcioni Patrizia con la ricetta Alice Esotica

Finardi Roberto con la ricetta P.A.S.I.Ó.

Franco Matteo con la ricetta 13 Blunt

Giudice Donato con la ricetta Cinghialix

Giuliani Luca con la ricetta Fire Bird

Imparato Antonio con la ricetta Bun di Tonno

L'abbate Antonio con la ricetta N'uovo pugliese Magni-Fico

Labbate Angelo Cesenatico con la ricetta Sea burger

Liotino Francesco con la ricetta Il villano

Maffeo Carlo con la ricetta Obelix trova un cinghiale nel proprio orto di zucche!

Osso Mario Giulio con la ricetta AbbraCalabria

Perone Massimo  con la ricetta Punta di Cristallo

Picariello Danilo con la ricetta 85 gradi

Raduazzo Mario con la ricetta #Sandra&Raimondo

Riccio Eduardo con la ricetta Wild Forest

Sartori Michela con la ricetta Pandemenza

Suma Saverio con la ricetta Pollastro Pacifico

Torsiello Vitale con la ricetta Ciabatta con tartare di tonno

Vitarelli Giuliana con la ricetta inaspettato

Volonterio Matteo con la ricetta un giorno d'autunno nel bosco

Tsukuriwake 2024: i quattro whisky in edizione limitata di House of Suntory

Il lancio delle nuove preziose referenze di whisky giapponese di House of Suntory, la storica distilleria giapponese distribuita in Italia da Stock Spirits

Tsukuriwake 2024 di House of Suntory: quattro preziosi whisky giapponesi, che sono l'ultimo atto delle celebrazioni per i 100 anni di attività della distilleria giapponese. La nuova serie di  in edizione limitata comprende: Yamazaki Golden Promise, Yamazaki Islay Peated Malt, Yamazaki 18 Years Old Mizunara e Hakushu 18 Years Old Peated Malt. I quattro whisky della serie Tsukuriwake 2024, destinati a un pubblico particolarmente attento, sono da oggi disponibili in Italia in quantità limitate nel canale fuoricasa e in store di lusso come La Rinascente e sono distribuiti da Stock Spirits.

Culla di questi pregiati whisky sono la distilleria di Yamazaki, la prima e più antica distilleria di whisky di malto nella storia del Giappone, fondata nel 1923, e quella di Hakushu, fondata nel 1973, che dispongono entrambe di scorte di lunghi invecchiamenti (il numero indicato sulla bottiglia rappresenta solo il whisky più giovane nel blend) da miscelare per creare prodotti davvero unici. Tsukuriwake significa letteralmente “maestria attraverso la diversità della produzione” e si riferisce alle singole peculiarità di questi distillati, che esplorano metodi sia tradizionali, sia innovativi.

La produzione dei quattro whisky vede infatti l’impiego di legno e acciaio inossidabile per la fermentazione, di 16 alambicchi di 7 diversi tipi e di cask realizzate con legno di diverse querce (tra cui quercia bianca, spagnola e giapponese) e di varie dimensioni. L’invecchiamento si basa sullo “Tsukurikomi”, il processo di ricerca e sviluppo di House of Suntory, volto al miglioramento del potenziale d’invecchiamento del whisky, processo che include anche la sperimentazione con differenti tipi di malto. «House of Suntory - afferma Evelina Teruzzi, amministratore delegato di Stock Spirits, distributore ufficiale dei prodotti di House of Suntory in Italia - nasce nel 1923 dal sogno del fondatore Shinjiro Torii di creare un whisky giapponese originale benedetto dalle ricchezze della natura e dell'artigianato giapponesi. La serie Tsukuriwake 2024 è la dimostrazione di come quel sogno sia ancora oggi incredibilmente vivo».

Analizzando una per una le nuove referenze, la degustazione guidata dall'esperto Stefano Corna è partita dallo Yamazaki Golden Promise, la cui peculiarità è nell'orzo Golden Promise, un cereale coltivato in Scozia dagli anni Sessanta. Nel 2009 hanno iniziato la coltivazione in Giappone, al fine di giungere alla distillazione di questo particolare malto che dà la sua complessità, per un whisky rotondo, ricco, dagli aromi vanigliati di crema pasticcera. Lo Yamazaki Islay Peated Malt è un torbato in stile scozzese, dal momento che vede nella sua ricetta l'utilizzo proprio della torba di Islay, che conferisce uno stile di affumicatura e una sapidità riconoscibili. Con lo Yamazaki 18 Years Old Mizunara la particolarità viene dal legno utilizzato per l'invecchiamento, il Mizunara, o rovere giapponese, che si caratterizza per la sua maggiore umidità, ma che premia in distillazione con una speziatura caratteristica, con note di incenso e legno di sandalo. Infine, l'Hakushu 18 Years Old Peated Malt, l'unico di questa release prodotto nella distilleria di Hakushu, in cui torna la torba, ma in questo caso si tratta di una torba giapponese, dalle tipiche note erbacee e sfumature di mela, per un'affumicatura decisamente più gentile.

Quanta Italia tra i Top 500 Bars 2024!

Top 500 Bars Drink Kong
Il Drink Kong di Roma, primo locale italiano nella lista 2024 dei Top 500 Bars (20° posto)
Sono 15 i locali, da Nord a Sud della Penisola, nelle prime 100 posizioni della lista 2024 dei cocktail bar più influenti al mondo

Locali italiani sugli scudi anche ai Top 500 Bars. Dopo il bel risultato ai World’s 50 Best Bars (leggi Il tricolore messicano (e quello italiano) protagonisti ai World’s 50 Best Bars 2024) anche la cerimonia andata in scena a Le Ritz Paris, dove sono state svelate le prime 100 posizioni della lista dei più influenti bar del mondo tracciata da Le Cocktail Connoisseur,  ecosistema di social media dedicato al mondo bartending, ha confermato ancora una volta il peso ormai assunto dalla miscelazione made in Italy sulla scena internazionale. Sono infatti 15 i locali della Penisola presenti, due in più dello scorso anno, distribuiti tra le “capitali” della scena mixology del Belpaese: Roma, Milano, Firenze e Napoli.

Un grande risultato, se consideriamo che la classifica quest’anno ha coinvolto 129 città in tutto il mondo, 7 in più rispetto al 2023, a dimostrazione di un settore estremamente dinamico, in continua espansione e diversificazione a livello globale. Un settore del quale la lista dei Top 500 Bars punta a fornire una panoramica completa e più oggettiva possibile, attraverso una metodologia basata sull’analisi di big data in oltre 20 lingue, che aggrega dati provenienti da migliaia di fonti online, tra le quali opinioni di esperti, recensioni dei consumatori e presenza sui social media. A testimoniare questa tendenza alla diversificazione all’internazionalizzazione il fatto che ben quasi un terzo, per l’esattezza il 30%, dei locali inclusi tra i top 100 non era nella lista del 2023 (leggi È un successo italiano anche ai Top 500 bars) e dell’ingresso in classifica di cocktail bar di diverse nuove città, come Malmö in Svezia, Auckland in Nuova Zelanda, Salvador de Bahia in Brasile e Tainan a Taiwan. Lista che quest'anno ha incoronato come bar più influente del mondo l'Himkok di Oslo, in Norvegia.

I quindici italiani tra i top 100

Tornando ai nostri locali, il primo a comparire nella lista è il Drink Kong di Roma al 20° posto (primo degli italiani anche nella classifica dei World’s 50 Best Bars), seguito da un altro locale romano, il Freni e Frizioni al 33° e dai fiorentini il Locale Firenze (34°) e Gucci Giardino 25  (36°). È quindi la volta dei cocktail bar basati a Milano: 1930 (41°), Moebius (43°) e Camparino in Galleria (47°).

Scorrendo la classifica troviamo poi L'Antiquario di Napoli (64°), il Ceresio 7 di Milano (66°), il Jerry Thomas Speakeasy di Roma (73°) e l’Atrium Bar di Firenze (77°). L’elenco si chiude con il Mag Cafè di Milano (84°), The Court di Roma (89°), il Cinquanta Spirito Italiano di Pagani (Salerno, 92°) e il Mandarin Garden di Milano (97°).

Il Tricolore all'estero

Alla ottima prova dei locali italiani va poi sommato quella dei cocktail bar locali di proprietà o guidati da italiani all’estero. Al secondo posto della classifica dei Top 500 Bars troviamo infatti il Sips di Barcellona di Simone Caporale e del socio Marc Álvarez, seguito al settimo dal Paradiso, sempre nella città catalana, del toscano Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sade.

Un gradino sotto si è piazzato il Maybe Sammy di Sydney (Australia) di Stefano Catino e in nona posizione il Bar Leone a Hong Kong di Lorenzo Antinori. Alla dodicesima posizione c’è il Connaught Bar a Londra, guidato da Ago Perrone e Giorgio Bargiani, e sempre a Londra troviamo altri luoghi iconici della miscelazione a guida italiana: il Dukes, con a capo il leggendario Alessandro Palazzi, piazzatosi al 50° posto, l'Artesian Bar guidato dalla head bartender Giulia Cuccurullo, al 53°. E ancora il Donovan Bar e il Velvet, rispettivamente, al 72 e 78° posto, di Salvatore The Maestro Calabrese.

La classifica dei Top 500 Bars 2024 (primi 100 posti)

  1. Himkok (Oslo/Norway)
  2. Sips (Barcelona/Spain)
  3. Handshake Speakeasy (Mexico City/Mexico)
  4. Panda & Sons (Edinburgh/UK)
  5. Jigger and Pony (Singapore/Singapore)
  6. Tayer + Elementary (London/UK)
  7. Paradiso (Barcelona/Spain)
  8. Maybe Sammy (Sydney/Australia)
  9. Bar Leone (Hong Kong/China)
  10. Alquimico (Cartagena/Colombia)
  11. Double Chicken Please (New York/US)
  12. Connaught Bar (London/UK)
  13. Tres Monos (Buenos Aires/Argentina)
  14. Lyaness (London/UK)
  15. Salmon Guru (Madrid/Spain)
  16. Overstory (New York/US)
  17. BKK Social Club (Bangkok/Thailand)
  18. Baba au Rum (Athens/Greece)
  19. Coa (Hong Kong/China)
  20. Drink Kong (Rome/Italy)
  21. Angelita (Madrid/Spain)
  22. The Clumsies (Athens/Greece)
  23. Danico (Paris/France)
  24. The Cambridge Public House (Paris/France)
  25. Nutmeg & Clove (Singapore/Singapore)
  26. Bar Benfiddich (Tokyo/Japan)
  27. Scarfes Bar (London/UK)
  28. Licoreria Limantour (Mexico City/Mexico)
  29. The Savory Project (Hong Kong/China)
  30. Café La Trova (Miami/US)
  31. Atlas (Singapore/Singapore)
  32. Bar Nouveau (Paris/France)
  33. Freni e Frizioni (Rome/Italy)
  34. Locale (Florence/Italy)
  35. Satan's Whiskers (London/UK)
  36. Gucci Giardino 25 (Florence/Italy)
  37. Kwant (London/UK)
  38. Martiny's (New York/US)
  39. Tan Tan (Sao Paulo/Brazil)
  40. Zest (Seoul/Korea)
  41. 1930 (Milan/Italy)
  42. Hanky Panky (Mexico City/Mexico)
  43. Moebius (Milan/Italy)
  44. Penicillin (Hong Kong/China)
  45. Virtù (Tokyo Japan)
  46. Bemelmans Bar (New York/US)
  47. Camparino in Galleria (Milan/Italy)
  48. Dr. Stravinsky (Barcelona/Spain)
  49. 1862 Dry Bar (Madrid/Spain)
  50. Dukes (London/UK)
  51. Seed Library (London/UK)
  52. Swift (London/UK)
  53. Artesian (London/UK)
  54. Hope & Sesame (Guangzhou/China)
  55. Boadas (Barcelona/Spain)
  56. The Spy Bar (London/UK)
  57. Floreria Atlantico (Buenos Aires/Argentina)
  58. The Bar in Front of The Bar (Athens/Greece)
  59. Native (Singapore/Singapore)
  60. Red Frog Speakeasy (Lisbon/Portugal)
  61. Nipperkin (London/UK)
  62. Jewel of The South (New Orleans/US)
  63. Harry's Bar (Paris/France)
  64. L'Antiquario (Naples/Italy)
  65. Flying Dutchmen Cocktails (Amsterdam/The Netherlands)
  66. Ceresio 7 (Milan/Italy)
  67. Mahaniyom Cocktail Bar (Bangkok/Thailand)
  68. Manhattan Bar (Singapore/Singapore)
  69. Copperbay (Paris/France)
  70. Barro Negro (Athens/Greece)
  71. Side Hustle (London/UK)
  72. Donovan Bar (London/UK)
  73. Jerry Thomas Speakeasy (Rome/Italy)
  74. Tokyo Confidential (Tokyo/Japan)
  75. Selva (Oaxaca/Mexico)
  76. Quinary (Hong Kong/China)
  77. Atrium Bar (Florence/Italy)
  78. Velvet by Salvatore Calabrese (London/UK)
  79. Moonshiner (Paris/France)
  80. Elephant Room (Singapore/Singapore)
  81. Attaboy (New York/US)
  82. Employees Only (New York/US)
  83. Candelaria (Paris/France)
  84. Mag Cafè (Milan/Italy)
  85. Subastor (Sao Paulo/Brazil)
  86. Brujas (Mexico City/Mexico)
  87. Smoke & Mirrors (Singapore/Singapore)
  88. Rayo Cocktail Bar (Mexico City/Mexico)
  89. The Court (Rome/Italy)
  90. Nouvelle Vague (Tirana/Albania)
  91. Three Sheets Soho (London/UK)
  92. Cinquanta Spirito Italiano (Pagani/Italy)
  93. Ruby (Copenhagen/Denmark)
  94. Isa Cocteleria (Madrid/Spain)
  95. Penrose (Kuala Lumpur/Malaysia)
  96. Darkside (Hong Kong/China)
  97. Mandarin Garden (Milan/Italy)
  98. Momus (Madrid/Spain)
  99. Callooh Callay (London/UK)
  100. Hacha Agaveria (London/UK)

Il pastry chef René Frank trionfa ai The Best Chef Awards 2024

Il fondatore di CODA, ristorante berlinese dove tutto il menu è dedicato ai dessert, è Best Pastry. Premiata la sua rivoluzione di estrarre dolcezza dagli ingredienti

L’ottava edizione dei The Best Chef Award ha incoronato il tedesco René Frank con il titolo di Best Pastry. L’evento, svoltosi a Dubai dal 4 al 6 novembre 2024, è stato supportato dal Dipartimento dell’economia e del turismo di Dubai, al lavoro per la crescita della destinazione come polo gastronomico globale.

Chi è René Frank?

Classe 1984, René Frank è il fondatore, nonché chef pasticciere di CODA, locale aperto nel 2016 a Berlino che oggi conta 2 stelle Michelin. Noto per la sua visione innovativa e sostenibile della pasticceria, al CODA propone un menu in cui applica le regole dei dessert a tutte le portate. Nel suo curricula ci sono esperienze professionali in Spagna, Francia, Giappone, USA e Svizzera. Prima di dare vita al suo CODA è stato pastry chef a La Vie a Osnabrück.

Solo zuccheri naturali

Nella costruzione dei suoi piatti si concentra sull’uso di ingredienti naturali e sulla riduzione dello zucchero raffinato, sostituendolo con dolcificanti naturalmente estratti dai cibi. Tra i suoi ingredienti ci sono, infatti, mais, barbabietole, carote e riso fermentato. Il suo obiettivo è creare dessert complessi, aromaticamente intensi e meno calorici rispetto alla pasticceria tradizionale, mantenendo sempre un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Perché René Frank è stato candidato?

La candidatura di René Frank come The Best Chef nella categoria pasticceria, preludio della sua vittoria, è stato il riconoscimento del suo lavoro rivoluzionario. Con un pensiero progressista e una sperimentazione audace, Frank propone dessert che evocano i ricordi dell’infanzia attraverso sapori naturali e intensi. Questa filosofia è ben rappresentata al CODA, il primo ristorante "dolce" stellato in Germania. Un locale che è la prova che la pasticceria può evolvere e guadagnare un ruolo di primo piano nella cucina moderna.

Cos’è The Best Chef?

The Best Chef è una comunità internazionale di appassionati di gastronomia, nata per celebrare i talenti della scena culinaria mondiale. Fondata nel 2015 dalla neuroscienziata Joanna Slusarczyk e dal gastronomo Cristian Gadau, The Best Chef rappresenta un ponte tra passato e futuro gastronomico. Con eventi come Food Meets Science e Area Talks, la comunità offre agli chef un’opportunità di condividere conoscenze e ispirare le nuove generazioni.

Gli altri vincitori di quest'anno

A primeggiare nella classifica di quest’anno è stato il danese Rasmus Munk di Alchemist (Copenaghen), seguito da Albert Adrià di Enigma (Barcellona) e da Eric Vildgaard di Jordnær (Gentofte). Tra gli italiani, Michele Lazzarini ha ottenuto il The Best NextGen Award per la sua visione sostenibile e innovativa. In testa alla classifica della pizza rimane ben saldo Franco Pepe di Pepe in Grani (Caiazzo, Caserta)

Giangiacomo Bistolfi si aggiudica la Finale Italiana di Angostura Global Cocktail Challenge 2024/2025

Locandina Angostura Global Cocktail Challenge 2024:2025
Dopo la tappa italiana della 10ª edizione del contest lanciato da House of Angostura per celebrare i 200 anni, Giangiacomo Bistolfi del Rita's Tiki Room di Milano parteciperà alla fase europea di Maiorca per garantirsi un posto nella finale mondiale a Trinidad e Tobago.

Giangiacomo Bistolfi del Rita’s Tiki Room di Milano ha conquistato la finale italiana di Angostura Global Cocktail Challenge 2024/2025, il contest lanciato da House of Angostura che celebra l'arte della mixology a livello globale.
Bistolfi si è distinto tra i migliori talenti del bartending italiano che hanno partecipato mettendo in risalto la propria abilità nel creare cocktail utilizzando i prodotti iconici Angostura, da Angostura Aromatic Bitter alla gamma Angostura Caribbean Rum. In Italia sono distribuiti in esclusiva da D&C di Bologna.

l finalista italiano Giangiacomo Bistolfi del Rita's Tiki Room di Milano

Svoltasi a Milano presso il cocktail bar, caffè con cucina MAG La Pusterla, la competizione nazionale di quest’anno ha un valore speciale, celebrando il bicentenario di Angostura. I dieci bartender hanno presentato cocktail ispirati al tema “Un viaggio nel tempo, omaggio ai 200 anni di storia di Angostura nel mondo della mixology.

Ingresso Mag La Pusterla per la finale italiana di Angostura Global Cocktail Challenge

Composta da Walter Iuliucci, Brand Ambassador di Angostura, Riccardo Speranza, Beverage Director di House of Ronin e Francesco Bonazzi, Manager di Farmily Group, la giuria ha premiato Giangiacomo Bistolfi per l’estro eccezionale e la perfetta padronanza degli ingredienti di Angostura.

La giuria con Francesco Boinazzi, Riccardo Speranza e Walter Iuliucci

«È stato per noi un onore accogliere Giangiacomo nella fase nazionale dell'Angostura Global Cocktail Challenge - ha affermato Raymond Edwards, Chief Brand Educator di Angostura - perché la sua creatività e talento rappresentano al meglio i valori di eccellenza e innovazione che Angostura porta avanti da 200 anni. Siamo orgogliosi di vedere come questa competizione continui a promuovere l’eredità del nostro marchio, ispirando i migliori talenti del settore. Gli auguriamo di proseguire questo percorso con successo nella fase europea».

«Essere stato scelto come vincitore della fase nazionale dell'Angostura Global Cocktail Challenge - ha affermato Giangiacomo Bistolfi dopo la vittoria - è un onore immenso e un riconoscimento che mi riempie di orgoglio. Questa esperienza è stata incredibile, un'occasione unica per confrontarmi con alcuni tra i migliori talenti del bartending. Ho avuto modo di esprimere al meglio la mia creatività, utilizzando i prodotti Angostura che da sempre ammiro per qualità e versatilità. Non vedo l’ora di mettermi alla prova nella fase europea e, se avrò l’onore di qualificarmi, nella finale internazionale. È un sogno che continua, e sono pronto a dare il massimo».

La gara si è articolata in due momenti: preparazione di un cocktail a piacere di propria creazione (Giangiacomo Bistolfi ha presentato Italian Green Parrot) e una seconda fase con la realizzazione di un cocktail con gli ingredienti presenti in una mistery box.

Italian Green Parrot
di Giangiacomo Bistolfi, Rita's Tiki Room, Milano

Cccktail Italian Green Parrot di Giangiacomo Bistolfi

Ingredienti
30 ml Angostura Rum 1919 Deluxe Aged Blend
30 ml Cordiale Cocorita
10 ml Liquore alla Nocciola Italiana
5 ml Angostura Aromatic Bitters
0,2 ml Liquore allp'Assenzio Italiano
15 ml Barbera d'Asti
Preparazione
Versare gli ingredienti in tumbler alto (tranne vino rosso e Angostura Bitters), swizzlare, guarnire con fiore di orchidea e foglia di bambù, aggiungere vino rosso e Angostura Bitters.

Descrizione
Perfetto per ogni momento della giornata, questo cocktail è potenziato dal Rum Angostura Deluxe Blend che ne costituisce il corpo e dai leggendari bitter per la speziatura. Il nostro cordiale segreto "Cocorita", con un tocco di nocciola, assenzio e un float di vino rosso, rende la parte fruttata e tannica irresistibile.

Sviluppo della Ricetta
Mi sono ispirato all'antico e dimenticato Trinidad Green Swizzle, un classico benvenuto per i visitatori delle Piccole Antille. Quale occasione migliore del 200° anniversario di Angostura per riportarlo in vita? Il cuore della ricetta classica era il "Carypton Rum", un rum ambrato prodotto negli anni '30, swizzlato con falernum e bitter. Ho ricreato una versione contemporanea di questa miscela con il mio "Cordial Cocorita", abbinandolo al leggendario Angostura 1919, che conferisce acidità, corpo e speziatura. Le mie origini piemontesi hanno portato la ricetta verso un abbinamento italiano: liquore alla nocciola e assenzio, entrambi prodotti nella mia terra e esportati in tutto il mondo. Il tocco finale, dopo lo swizzle, è un float di meraviglioso vino rosso Barbera d'Asti, solido, fruttato e tannico, abbinato al classico dei classici: l'Angostura Bitter. Così, come un curioso turista appena sbarcato sull'isola, pronto ad essere accolto dai sapori locali, vi invito a un viaggio personale da Trinidad all'Italia, con una ricetta di benvenuto che parla a entrambe le culture.

 

Oltre al vincitore Giangiacomo Bistolfi, sono "saliti sul podio" Valerio Sordi del cocktail bar House of Ronin di Milano e Alia Melis del Rita's Tiki Room di Milano.

I dieci finalisti italiani

Giangiacomo Bistolfi – Rita’s Tiki Room, Milano (1° classificato)
Valerio Sordi – House of Ronin, Milano (2° classificato)
Alia Melis – Rita’s Tiki Room, Milano (3° classificato)
Nicolò Rossi – Barrier, Bergamo
Konstantyn Waldemar Wulf – Lab-Restaurant & Drink, Viterbo
Marco Zaccagnini - Caffè Concerto Paszkowski, Firenze
Raffaele Francesco Orlando - Rosewood Castiglion del Bosco “Lobby Bar” – Castiglion del Bosco, Montalcino (Siena)
Pasquale Massimo La Rosa - Divan Japonais, Frascati (Roma)
Francesco Lorenzo Monetti - Blind Pig, Roma
Riccardo Licinio – Jacaré, Milano

Giunta alla Decima edizione, Angostura Global Cocktail Challenge si svolge in più fasi: dopo la selezione nazionale, i vincitori parteciperanno alla fase europea a Maiorca, e infine i finalisti di tutto il mondo si riuniranno per la Finale Globale nelle isole caraibiche di Trinidad e Tobago, sede della distilleria House of Angostura. Durante questo evento, i partecipanti vivranno un'esperienza straordinaria, con un tour della distilleria e del museo Angostura, dove potranno immergersi nella cultura caraibica e nell'arte della mixology.

Fondata nel 1824, House of Angostura è conosciuta a livello mondiale per la produzione di rum e bitter aromatici, utilizzati nei cocktail più celebri. Con una lunga tradizione e una qualità riconosciuta a livello globale, Angostura continua a innovare nel mondo della mixology con prodotti distintivi e di alta qualità.

 About Angostura, una storia lunga 200 anni

L'orgogliosa storia della House of Angostura inizia quasi 200 anni fa, nel 1824, quando il fondatore Dr. Johann Siegert produsse per la prima volta bitters aromatici nella città di Angostura in Venezuela.
Medico militare prussiano, Siegert faceva parte dell'Armata di Liberazione di Simon Bolivar, fondatore dello Stato di Venezuela e aveva messo a punto questo bitter composto dalla infusioine di 12 piante aromatiche (genziana, aloe, assenzio, tarassaco, angelica, senna, curcuma, mirra, zafferano) per la cura dei disturbi intestinali e come ricostituente. Al tradizionale Angostura Aromatic Bitters si è aggiunto nel tempo la variante Angostura Orange Bitters.
Riconosciuti ufficialmente nel corso dei secoli dalla Famiglia Reale di Gran Bretagna, Prussia, Spagna e Svezia, i bitters Angostura sono leader del mercato mondiale, un ingrediente fondamentale nei cocktail premium e un pilastro della cultura del cocktail.

La distilleria di Angostura è l'unica rimasta delle oltre 50 distillerie di rum di Trinidad e Tobago, il suo stile distintivo, pluri premiato, deriva da tecniche consolidate nel tempo. Il rum è sempre prodotto solo con la melassa più pregiata, fermentato utilizzando la coltura di lievito personalizzato Angostura, distillato in alambicchi continui e invecchiato in botti di Bourbon di primo riempimento di quercia americana carbonizzata.

Ingresso di House of Angostura

House of Angostura è produttrice di raffinati distillati sin dal 1824. Sono quasi 200 anni di esperienza nella fermentazione, nella distillazione, nell'invecchiamento e nella miscelazione, che si uniscono per offrire un rum veramente morbido, molto diverso da qualsiasi altro rum prodotto nei Caraibi.

La gamma internazionale Angostura Caribbean Rum è prodotta nell'unica distilleria di rum di Trinidad, comprende alcuni rum distintivi e squisitamente miscelati:
Angostura Reserva
Angostura 5 Year Old
Angostura 7 Year Old
Angostura 1787
Angostura 1824
Angostura 1919
tutti miscelati da maestri con anni di esperienza e formazione nella produzione tradizionale originale, utilizzando formule e tecniche gelosamente custodite.
Il prodotto più recente nel portafoglio, il pluripremiato Amaro di Angostura, sfrutta l’insuperabile eredità come miscelatore dei migliori bitter e rum.

Per festeggiare i 200 anni di attività sono state lanciate tre Limited Edition
Angostura Aromatic Bitter 200
Angostura Tribute Distiller’s Cut Rum
Angostura Zenith Rum A Caroni Blend

D&C Spa, distributore in esclusiva per il mercato italiano di House of Angostura

Da 70 anni D&C Spa importa e distribuisce in esclusiva, per il mercato italiano, le migliori specialità food & beverage da 50 paesi e 5 continenti: una collezione dei più prestigiosi marchi legati alle nuove tendenze per anticipare mercati e scoprire nuovi trend interpretando e percorrendo le evoluzioni del gusto.
Fondata a Bologna negli anni ‘50 dall’intuizione che nell’immediato dopoguerra c’era voglia di novità e sperimentazione, soprattutto di tutto ciò che proveniva dall’estero, D&C Spa è stata la prima azienda italiana a distribuire in esclusiva sul territorio italiano specialità internazionali di food & beverage.
Da più di 75 anni prosegue l’attività di ricerca e selezione nel mondo offrendo ai consumatori italiani prodotti premium e innovativi, ed ai propri clienti, l’eccellenza di una distribuzione capillare, efficiente e personalizzata. L’azienda da sempre promuove nuovi trend di consumo nel mercato italiano, a volte anticipando veri e propri consumi e altre volte intercettando consumi già maturi negli altri paesi.
Dal 2014 D&C Spa è entrata a fare parte del Gruppo Eurofood, un Gruppo storico molto conosciuto composto da cinque società specializzate nella vendita di diverse categorie merceologiche nel settore food & beverage, dall’etnico al salutistico, dal dolciario all’alta gastronomia, dagli spirit alle bevande healthy, dal surgelato ai coloniali, dai vini allo Champagne, per anticipare mercati e scoprire nuovi trend internazionali.

Marchio D&C

Nel 2023 il Gruppo ha raggiunto un fatturato di oltre 200 milioni di euro, movimentando più di 2000 specialità e 15mila clienti serviti. All’interno del Gruppo, D&C Spa si pone come punto di riferimento nei consumi luxury e premium. I consumatori più sperimentatori si mostrano sempre sensibili alle proposte che D&C Spa seleziona da tutto il mondo per loro: D&C Spa è in continua evoluzione.
Nel 2024, accanto alle divisioni food e beverage, è nata una nuova, quella relativa a Vini e Champagne. Grande punto di forza è l’esclusività e unicità dell’assortimento dei prodotti. D&C Spa supporta le aziende produttrici di tutto il mondo nella distribuzione dei loro prodotti nel mercato italiano, definendo un personalizzato piano di marketing e vendita per ogni canale, dall’ Horeca alla grande distribuzione.
La forza vendita è composta da 4 responsabili di divisione merceologica, un team di 4 national account manager, 6 area manager, più di 270 agenti plurimandatari e 3 Brand Ambassador, grazie ai quali l’azienda riesce a creare importanti collaborazioni con i maggiori clienti di tutti i canali distributivi.

Trismoka Challenge è tornata punto di incontro tra presente e futuro del bar

Michael Boffelli proclama vincitrice Nadia Giacomelli
Michael Boffelli proclama vincitrice Nadia Giacomelli
Positivo il ritorno in pedana di professionisti e studenti. Vince Nadia Giacomelli, secondo il giovane Andea Ducoli, terza Chiara Rivera. L’opinione del responsabile della formazione Michael Boffelli.

A macchine e luci spente, dopo qualche giorno per riprendersi da sforzi ed emozione torniamo sul Trismoka Challenge 2024 e sui suoi protagonisti. Il contest sul caffè che unisce spettacolo, formazione e mondo del lavoro si è svolto presso la Fiera Campionaria di Bergamo, che ha sommato 70mila visitatori nelle tre giornate di apertura. Qui la Torrefazione di Paratico è stata presente con un ampio stand che conteneva due postazioni di gara e numerosi posti a sedere, che durante le gare pomeridiane hanno sempre visto il tutto esaurito tra operatori, docenti e visitatori, incuriositi dall’evento. Decisamente soddisfatti Paolo Uberti, amministratore delegato da sempre convinto nel coinvolgere e sostenere i giovani e Michael Boffelli, responsabile della formazione che segue dal 2017, che ci dice «dopo la competizione abbiamo ricevuto tanti messaggi di baristi, professori, concorrenti e degli organizzatori della Fiera: anche per loro è stata una bella scoperta. Quest’anno sono tornati a gareggiare anche i professionisti, che sono stati presenti fino al 2014, quando i campionati italiani erano organizzati da Acib - Associazione Campionati Italiani Baristi - e la nostra competizione era funzionale come tappa di qualificazione al campionato italiano Baristi. Poi è subentrata Sca e ci siamo focalizzati sulle scuole: questo ci ha dato molte soddisfazioni, ma ci siamo resi conto del fatto che mancava il confronto generazionale tra chi ha il bar come mestiere di ogni giorno e si mette in gioco e chi si prepara alla professione e ha bisogno di un contatto diretto con chi ha esperienza sul campo. Penso che per tutti i settori - non solo la caffetteria - sia importante mettere in contatto tra loro la freschezza e la voglia di crescere di un ragazzo di 15-16 anni che ha ancora tutto da imparare e l’esperienza di chi già fa il mestiere». 

Nadia Giacomelli, vincitrice della competizione conferma quest’ultimo pensiero: «Mi sono confrontata con giovani spettacolari - afferma -; probabilmente è stata l’esperienza, la capacità di spiegare in modo compiuto a dare alla mia gara un gradino in più. Dei giovani mi piace la spensieratezza con cui affrontano le gare e la determinatezza. Sono i professionisti di cui ha bisogno il bar italiano; spero che coltivino questa passione e chiedo a chi si improvvisa barista di fare formazione con continuità: è determinante per lavorare bene al bar ed estrarre un buon espresso» Da una quarantina d’anni al banco bar, trova nelle competizioni un’occasione per mettersi in gioco e per crescere.

Il coinvolgimento delle scuole alberghiere prende il via con i docenti ai quali viene offerta una formazione gratuita che successivamente porteranno in classe; a loro spetta inoltre il compito di individuare gli studenti più meritevoli, affinano le loro conoscenze presso la Trismoka Coffee School. Inoltre, riprende Michael Boffelli, «strutturiamo pomeriggi in lotti di 2-3 istituti, ognuno dei quali ha a disposizione una coffee station con cui gli studenti selezionati  hanno a disposizione me e tutti i docenti Trismoka per conoscere le macchine, diversi tipi di caffè, la dinamica delle gare, come impostare la mise, parlare. Poi arrivano le selezioni interne che identificano lo studente che rappresenterà ogni istituto». Da questo momento è importante che insegnanti e colleghi lo guidino e supportino.

Da parte sua Andrea Ducoli, 18 anni e studenti presso l’istituto Olivelli Putelli di Darfo (BS) aveva a seguirlo in finale due professori, la famiglia e qualche compagno di classe, che senz’altro hanno sobbalzato a quello che lo stesso Andrea definisce «un piccolo incidente di gara: mi è caduto lo shaker con il cocktail. Non ho pensato di mollare, ma mi sono detto “lo rifaccio rapidamente e cerco di recuperare il più possibile”: ce l’ho fatta e sono soddisfatto. Penso che la mia prova migliore siano stati gli espressi: ho usato il Brasile e dal set up ho compreso di avere individuato una buona macinatura; l’espresso era piacevole al gusto e molto bello anche visivamente in tazza». Oltre al secondo posto, Andrea ha meritato il premio Gino Uberti come migliore giovane, oltre al premio Recappuccio di Centrale del Latte di Brescia per il suo cappuccino.

Torniamo alla Trismoka Coffee School: «È importante sottolineare che la nostra scuola è una vera “palestra” per i baristi: chi ha già fatto corsi e vuole mantenersi allenato, si può esercitare qui sull’espresso o i cappuccini - afferma Michael Boffelli -. C’è chi viene periodicamente (siamo aperti a tutti, non solo ai nostri clienti) e coglie l’occasione per confrontarsi con gli altri sui prodotti, particolari problematiche del lavoro, la realizzazione di un buon cappuccino e molto altro. Il dialogo con chi già lavora è fondamentale, contiamo su una partecipazione sempre più larga sia agli allenamenti sia alle competizioni». Da parte sua, Chiara Rivera, barista presso la Pasticceria Maresi a Brescia si è classificata terza e racconta: «ho partecipato con l’intento di trasmettere una passione che mi è stata trasmessa da Michael sei anni fa, quando frequentavo l’istituto alberghiero. Mi è piaciuto tornare e confrontarmi con gli studenti; ci siamo aiutati a vicenda. La mia preparazione migliore è stato un drink analcolico molto semplice, composto da un gelato realizzato con bevanda a base di avena e lamponi, estratto di cascara fatto con l’aeropress a 90 gradi e un espresso con il Panama; sono contenta che la giuria l’abbia apprezzata.

Pulisco bene la macchina, curo i passaggi; purtroppo il cliente non sempre comprende. Per questo in gara ho richiamato l’attenzione su tre punti: il tempo, perché è importante comprendere che per fare bene questo lavoro, solo in apparenza banale, ce ne vuole parecchio, per studiare, tenersi aggiornati. La passione poi diventa studio, tecnica che porta a estrarre un buon espresso: di nuovo un cammino impegnativo. Infine l’emozione che deve accompagnare la degustazione di un espresso, da soli o in compagnia».

Forte del buon risultato, la macchina organizzativa si è già messa in moto per la prossima edizione.

BitterTass, il signature cocktail Tassoni ideale anche a Natale

Tassoni TERRY MONROE 17
Foto di Terry Monroe
Facile da preparare e dal gusto distintivo, perfetto per ogni occasione: è il cocktail firmato Tassoni, dove il nuovo nato della casa, Bitter del Lago, incontra l’iconica cedrata

La nuova era Tassoni, inaugurata nel 2023 in occasione della celebrazione dei 230 anni di storia, quest’anno è stata caratterizzata dal lancio del Bitter del Lago che ha arricchito la Collezione Mixology Tassoni creata con il contributo del Mastro Erborista Tassoni, con le migliori materie prime, esclusivamente naturali, e caratterizzata da un inconfondibile stile italiano.

Il Bitter del Lago Tassoni rappresenta un tributo al forte legame con il territorio del Lago di Garda e alla tradizione dell’azienda di Salò. Nato da una ricetta dell'antica spezieria Tassoni, si basa su un'attenta combinazione di botaniche amaricanti con l'infusione di cedro diamante della Calabria, frutto cui Tassoni è fortemente legata. Tra gli ingredienti selezionati dal Mastro Erborista Tassoni spiccano poi il colombo, capace di donare una particolare speziatura alla nota amaricante; il rabarbaro secco e il macis, fiore della noce moscata di grande pregio. Per ammorbidire il bitter e regalare un impatto organolettico più complesso, la ricetta comprende anche bacche di vaniglia e cannella.

Il drink perfetto per ogni occasione

L’elegante bottiglia da 700 ml dal tipico pattern a “buccia d’agrume” accentua ed esalta il colore rosso rubino del Bitter del Lago, destinato a un pubblico a partire dai 18 anni. Un prodotto che, con i suoi 25 gradi, è ideale per la migliore miscelazione e, con l’iconica Cedrata Tassoni, crea l'inimitabile BitterTass, l'aperitivo del Lago per antonomasia, ma ideale anche per il dopo cena. La facilità di preparazione rende il BitterTass un aperitivo alla portata di tutti, senza rinunciare alla migliore qualità e origine controllata degli ingredienti che sono gli elementi fondamentali per chi sceglie Tassoni e vuole distinguersi con etichette italiane iconiche e riconoscibili. E per le prossime feste in arrivo, con il suo rosso acceso, impreziosito con una foglia di mirto, il BitterTass si presta ad accompagnare i festeggiamenti natalizi.

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