Più di 100 aziende hanno confermato la partecipazione alla manifestazione, che si terrà a maggio 2025 all'interno di TuttoFood. L'obiettivo è diventare un appuntamento chiave per l'horeca, al servizio dei gestori di locali e operatori del f&b
Oltre cento aziende hanno confermato la loro presenza, a cinque mesi dall’evento: Mixology Experience si prepara ad attrarre tutto il mondo del beverage al padiglione 14 di Fiera Milano Rho, quando, dal 5 all'8 maggio, aprirà i battenti TuttoFood 2025, l'appuntamento internazionale dedicato al settore agroalimentare organizzato da Fiere di Parma con lo staff di Cibus.
Integrazione tra beverage, miscelazione e food
Una delle principali novità dell’edizione 2025 di TuttoFood è proprio la partnership con Mixology Experience, evento di riferimento per il mondo del beverage e dei cocktail bar, che porterà a un'esperienza integrata nel contesto della manifestazione fieristica. Spiega a Bargiornale Luca Pirola, ideatore del format e fondatore del gruppo Bartender.it, che ormai il mercato ha definitivamente riconosciuto l'importanza dell'integrazione tra il beverage, la miscelazione e il food. «Oggi la contaminazione tra food e beverage è totalmente sdoganata, i gestori dei locali sanno bene che non possono offrire un bere di qualità senza affiancarlo a una proposta food di pari qualità, e viceversa. Il nostro obiettivo è proprio quello di rafforzare questa sinergia e dare un servizio importante agli operatori del settore: permettere loro di ottimizzare il tempo. Con poche giornate libere a disposizione e poche risorse, resta meno tempo per studiare il mercato e scegliere prodotti e servizi. L’appuntamento di TuttoFood diventa così un momento utile a tutto il mondo horeca: con un solo passaggio in fiera si potrà vedere e valutare tutto quello che serve al locale, dal fresco al surgelato, dal confezionato all’olio, dai produttori di nicchia alle grandi catene di distribuzione».
Appuntamento al padiglione 14
Il padiglione 14 dedicato a Mixology Experience e alle aziende beverage risulterà, così, collocato dentro un evento da 80.000 presenze, con oltre 2500 buyer nazionali e internazionali. Il contesto ideale per rafforzare il proprio network e creare nuovi contatti. Come da tradizione, agli stand delle aziende del settore saranno affiancati masterclass,seminari, convegni e concorsi che coinvolgeranno tutte le categorie merceologiche. Grazie al network del gruppo Bartender.it verrà ampliata l'offerta per il visitatore che troverà nuovi espositori di tutte le categorie merceologiche: dalle bollicine ai distillati, dai liquori alle acque, dalle bevande ai prodotti specializzati per la miscelazione, dal caffè alla birra. Questo contesto offrirà alle aziende l'opportunità di presentare una gamma completa di prodotti, creando un'esperienza corporate in grado di contemplare food & beverage all'interno dello stesso stand.
Una formula in evoluzione
La partnership tra TuttoFood, il gruppo Bartender.it e il suo format Mixology Experience punta a fare da acceleratore per l'evoluzione di TuttoFood, che dal 2026 potrà evolvere definitivamente verso una formula "TuttoFood&Beverage". A contorno dell'evento, non mancherà la TuttoFood Week, un calendario di eventi e appuntamenti durante il quale la Mixology Week consoliderà in tutta la città di Milano l'incontro tra cibo e cocktail anche in contesti più informali, in sedi diverse e direttamente nei più importanti cocktail bar, rooftop, hotel e ristoranti.
Ornella Buzzone, titolare di Public House - Burger Gourmet di Caserta
A due passi dalla maestosa Reggia, sorge il locale di Ornella Buzzone, dove sovrano indiscusso è il panino. Con un menu dove ogni proposta è l’evoluzione di una solida eredità gastronomica di famiglia, fatta con ingredienti top e rispettando la stagionalità delle materie prime
Ogni panino è una interpretazione personale e genuina di una delle numerose ricette della nonna siciliana. A pochi passi dalla Reggia di Caserta, Ornella Buzzone, titolare di Public House - Burger Gourmet, serve in tavola l’evoluzione di una solida eredità gastronomica di famiglia, condita con una buona dose di artigianalità.
Autodidatta, Buzzone impara la giusta cottura della carne, l’equilibrata combinazione degli ingredienti, a volte anche inusuali, facendo. «Non ho alle spalle un percorso culinario. Ho sempre cucinato a casa per la mia famiglia e per i miei amici. Era una mia passione, certo, ma mai avrei immaginato nella mia vita di trasformarla in una carriera», dice Buzzone.
I primi passi
Con un passato da commessa in un negozio di sigarette elettroniche dove, nel tempo libero e lontano dagli occhi dei clienti, si dedicava a scrivere in un blog tutta l’esperienza ai fornelli che aveva appreso dalla nonna, la proposta di far parte dello staff del locale arriva inaspettatamente da un amico che aveva provato i suoi piatti. «Quando ho cominciato, fra il 2014 e il 2015 esattamente dieci anni fa, i titolari di allora mi avevano proposto un’idea di fast food che stonava con il mio concetto di cucina, ovvero quella di casa – racconta -. Accettai la loro offerta solo a una condizione: che il menu fosse scritto da me e che io potessi avere carta bianca e trasferissi in ogni ricetta tutto ciò che avevo appreso fino ad allora». A un anno dall’apertura, i titolari decido di vendere l’attività, che viene rilevata da Buzzone. «Ricordo che chiamai mio padre e gli dissi di darmi i soldi che aveva messo da parte per il mio ipotetico matrimonio per rilevare il locale. E così feci». Nelle 24 ore che seguirono la decisione, si ritrovò a gestire un locale che, a dispetto delle sue paure iniziali, diventò un rifugio per molti appassionati.
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«Non sapevo nulla di barbecue, non sapevo gestire una brace con tanti hamburger nello stesso tempo e poi la cottura. Da nuova titolare, quindi, feci il primo cambio in cucina, sostituendo il vecchio barbecue con un modello americano con la pietra – racconta Buzzone -. Successivamente, ho cominciato a scegliere dove acquistare le materie prime e soprattutto a decidere dove spendere i soldi per il loro acquisto. Se prima, infatti, acquistavo la carne da uno che la vendeva a 6 euro al chilo, oggi l'acquisto da uno che la vende 12 euro al chilo. Certo più cara, ma so, però, che dietro c'è tanta qualità, c'è una filiera controllata, e io sono tranquilla perché sono consapevole del tipo di prodotto sto dando al mio cliente».
Stagionalità, la chiave di tutto
I panini sono diventati nel tempo la specialità di Public House-Burger Gourmet. «Ho tolto dalla carta gli hamburger che venivano serviti al piatto, per essere coerente con la mia filosofia di hamburgheria, ovvero portare in tavola solo panini». Il menù proposto si basa molto sulla stagionalità e la freschezza degli ingredienti. «La mia idea è che il panino non sia solo un contenitore, ma un'emozione. Rispetto moltissimo la stagionalità e quando vedo che una stagione finisce, gradualmente introduco nuovi ingredienti – spiega la titolare -. Per esempio, il friariello, che è un prodotto che va dall'autunno all'inverno, l’ho messo adesso, perché la situazione climatica negli anni è mutata, le temperature si sono abbassate e so che il friariello disponibile ora è di terra e non di serra». E proprio per omaggiare questa verdura di stagione è stato creato Friarié (13 euro), un panino gourmet, con hamburger di Chianina Igp 200 g, friarielli saltati, mozzarella affumicata, maio ai pomodori secchi homemade, tarallo sbriciolato napoletano nzogna e pepe.
Classici e specialità gourmet
La lista di hamburger disegnata ad hoc riunisce i classici della tradizione con specialità più gourmand. C’è il Blue Cheese (12 euro), un hamburger di Chianina Igp da 200 g con gorgonzola Dop dolce, cipolle marinate con aceto di lampone, bacon croccante, salsa BBq homemade e icerber. «Per questo panino, che rappresenta un classico, faccio macerare le cipolle di Tropea, o a volte anche quelle campane rosse, nell'aceto di lamponi fatto da noi, ci metto del gorgonzola dolce, del bacon croccante e una salsa di barbecue fatta in casa», racconta Buzzone. Nella lista delle “ricette delle origini” non poteva mancare l’America Burger (12 euro) con hamburger 200 g Marchigiana Igp, bacon croccante, cipolle caramellate, cheddar, pomodoro cuore di bue, insalata e salsa Bbq. «La cipolla viene cotta per tante ore all’interno di pentolone messo sulla brace che mantiene sempre la stessa temperatura. É molto digeribile».
Proposte con la frutta
Fra le offerte gourmet di Public House anche alcune peculiarità realizzate con la frutta. Fra queste Sono una Pera cotta (13 euro), con hamburger di Chianina Igp da 200 g, composta di pere e basilico, formaggio brie, rucola fresca, nocciole di Giffoni, cipolla grigliata agrodolce, maio special Public. «Questa ricetta nasce da un regalo. Un giorno il mio fruttivendolo arriva con una cassa di pere chiedendomi se volessi usarle – commenta -. Ho pensato, quindi, di realizzare una confettura di pere al basilico, profumata, che si sposa bene con gli ingredienti utilizzati per questo specifico panino, a cui poi ho aggiunto anche una salsa di maionese da noi prodotta». I sapori invernali, e anche un po’ natalizi, sono racchiusi nel Spiced Pumpkin (13 euro), con hamburger di Chianina Igp 200 g, humus di zucca speziato, arachidi salati, formaggio gorgonzola, salsa al burro di arachidi, insalata songino, gocce di balsamico e maionese.
Idee vegetariane
Nel piatto non mancano proposte vegetariane e senza glutine come il Veggie Burger (8 euro) «adatto a chi non mangia carne e a chi soffre di intolleranze al glutine», con burger di spinaci e ceci, insalata di cavolo, verza, maionese al curry, anacardi, stracciata, pomodorino confit. «Il pane che viene servito è un bun Americano di circa 100 g, la cui ricetta è stata co-creata da me e dal mio panettiere di fiducia spiega Buzzone -. È una ricetta che conserva il sapore di ogni elemento, dosata sia in termini di zucchero che di burro. Il progetto era quello di creare un bun che fosse allo stesso tempo morbido e leggero».
La lista dei dolci
I dolci sono tutti realizzati dalla titolare. «Ne ho due fissi, la ricetta del mio tiramisù al bicchiere (5 euro, ndr), della mia cheesecake sempre al bicchiere ( 5 euro, ndr), e una tenerina al cioccolato, presente più o meno tutto l’anno, un dolce morbido con il 99% cioccolato, senza glutine». Per quanto riguarda il dessert del giorno (6 euro), anche qui, si punta alla stagionalità. «Adesso è il periodo della mela annurca con cui preparo crostate, Apple Pie, o una sbriciolata».
Bevande del territorio
La drink list predilige vini locali e una carrellata di birre artigianali e del territorio. «Ho uno spillatore con quattro birre, una bionda, una rossa, una doppio malto e una Weiss. Fra le artigianali c’è la 082Tre che è una birra casertana, 0823 è il nostro prefisso telefonico, che realizza varie tipologie di birre, tra cui anche quella senza glutine – racconta la titolare -. E poi utilizzo KBirr, la birra napoletana»
Il locale
Riflettendo sul suo locale, 70 metri quadri, inclusi 15 metri quadri di cucina, Buzzone lo descrive come un'estensione della sua personalità: «È un ambiente vivace, colorato, con memorie di viaggi appesi alle pareti e foto o oggetti regalati dai miei clienti». Ogni dettaglio racconta una storia, ogni piatto un ricordo. «Essere donna in questo settore non è facile, ma con passione e dedizione siamo riusciti a crescere nel tempo e a diventare la casa per tutti gli amanti dell’hamburger».
Nella Punch Room dell'hotel romano, il bar manager Riccardo Di Dio Masa presenta la sua drink list ispirata ai viaggi: 15 punch in bicchieri scenografici
Tutte le strade portano a Roma. Anzi, al Rome Edition di Roma, si direbbe dopo aver assaggiato la nuova drink list firmata dal bar manager Riccardo Di Dio Masa, che da qualche tempo ha preso servizio nella bellissima Punch Room dell’hotel a due passi da via Veneto. Ma andiamo con ordine, partendo dall’opening di questo hotel di una catena di lusso, che da poco più di un anno ha messo la sua bandierina nella Città Eterna. Novantatre camere, ma soprattutto una hall scenografica dai soffitti altissimi (indimenticabile il biliardo in marmo bianco con tappeto rosso all’ingresso) che dà la possibilità di scegliere con cosa ci si vuole intrattenere: a destra con la cucina del ristorante signature Anima, affidata allo chef Antonio Gentile; al centro con l’esclusivissima Jade Room, una chicca in verde giada da utilizzare per piccole riunioni alcoliche; ma soprattutto a sinistra lo speakeasy non troppo nascosto Punch Room, capitanato come dicevamo da Riccardo Di Dio Masa, che propone un ottimo connubio di cocktailerie e di cucina da bar.
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Il bar manager Riccardo Di Dio Masa intento a versare il drink ispirato alla Grecia
Il cocktail ispirato al folklore dell'Irlanda
Un piccolo mostro di Lochness che galleggia nel drink che celebra la Scozia
Il servizio classico del Punch
La sala di Punch Room a Roma
Qui entriamo nel vivo della questione: Punch Room di nome e di fatto, nel senso che qui si trovano cocktail ispirati al concetto di Punch (un equilibrio di sapori, ottenuto combinando cinque elementi, ovvero spezie, infusi, zuccheri, sour e bitter), che su richiesta vengono serviti in contenitori da condivisione, fra cui alcuni dal sapore vintage, deliziosi. Finora avevano viaggiato con la drink list corporate, ma dopo mesi intensi di lavoro Di Dio Masa e la sua brigata hanno tirato fuori quella che scherzando chiamano la Bibbia: ovvero una nuova drink list che è una vera e propria pubblicazione rilegata con cura, nonché un viaggio tra realtà e fantasia. Quindici proposte che ci portano in luoghi da scoprire, ripercorrendo la tradizione marinara di chi beveva i punch sulle navi che portavano nelle Indie. Grecia, Inghilterra, Irlanda, Scozia e Francia, sono solo alcuni dei luoghi toccati da questo viaggio sensoriale: ogni cocktail si caratterizza per gli ingredienti, selezionati per rappresentare l’identità gastronomica del paese a cui è ispirato, oppure una tradizione, una storia. Ma come si suol dire l’occhio vuole la sua parte e il team di Punch si è divertito a elaborare bicchieri ad hoc per ogni cocktail, facendosi aiutare da un’azienda che realizza contenitori con la stampa 3D. Alcuni sono direttamente il bicchiere (attenzione: per utilizzare questi eclettici “bicchieri” in fibra di mais bisogna ricordarsi di settare la lavastoviglie con una temperatura un po’ più bassa!), in altri casi è il contenitore che si apre, magari con un tocco di fumo a favore di fotocamera dello smartphone! È il caso dello spettacolare Big Bang, dedicato all’Inghilterra: un milk Punch servito dentro a un plastico del Big Ben, che unisce Gin Tanqueray Ten e Arrak a tè infuso al popcorn, spezie, latte chiarificato e agrumi. Altre creazioni includono omaggi alla mitologia greca (qui il bicchiere a forma di testa di Zeus), al folklore scozzese (con un piccolo mostro di Lochness che galleggia nel drink) e così via.
«È l’ultima drink list prima di quella del ventennale»: parte così il racconto dell’ultima fatica di Riccardo Rossi e del team del Freni e frizioni di Roma. Nonostante il trascorrere degli anni, lo street-bar di Trastevere che ha fatto la storia dell'aperitivo resta sempre sulla cresta dell’onda, fra uno scalino e l’altro della World’s 50 Best Bars (ora al 53° posto). Piccolo spoiler: li sentiremo nominare ai Barawards 2024, ma per sapere di più bisogna aspettare la serata di Gala del 13 gennaio. Ma torniamo alla notizia della nuova drink list, intitolata Inked, perché il tema sono i tatuaggi, elemento apparentemente non attinente, ma immancabile nella grammatica del bar, dove spesso si parla anche attraverso i messaggi sulla pelle.
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Go Back Martini
Mikoji Tori
Tom Tom
Geronimo
Tatau
Questa volta il mezzo per veicolare il messaggio è la drink list, definita un “tatuaggio liquido” che va a esplorare la storia del tatoo in cinque categorie, individuando i punti di incontro con la miscelazione, a partire dall'Old school. E se il primo uomo tatuato di cui si abbia notizia è la mummia di Ötzi, per Rossi era naturale collegarlo al primo cocktail che è stato codificato in una ricetta, l’Old Fashioned. Vecchia scuola, appunto, come le classiche rondini da marinaio: una si tatuava alla partenza, una al ritorno, se si tornava: evento da festeggiare con un Go back Martini. Passiamo alla New school, sia nello studio dei tatuatori che al bicchiere: qui trova posto il cocktail Origini, con cui Michele Filip ha partecipato due edizioni fa alla World Class di Diageo, vincendo la finale nazionale. E ancora la sezione Tribal, un classico anni Novanta che si riflette nei drink; l’immancabile area messicana, denominata Chicano, dove regnano i distillati a base di agave; infine, Asian, il riconoscibilissimo stile asiatico, sia come stile grafico che al bicchiere, con una prevalenza di highball dai gusti orientali.
Fra i dettagli tecnici rilevanti si sottolinea una media abv dei cocktail sempre più bassa (pochissimi quelli oltre il 20%) e il fatto che la percentuale sia segnalata in lista al centesimo, in modo da essere chiari e dare al consumatore un’indicazione utile, in tempi di stretta sul codice della strada. E sempre nel segno del “bevi responsabilmente” non mancano i mocktail, su cui, dice Riccardo Rossi, c’è stato un grande lavoro di studio (e il premio per chi non beve alcol è un piccolo tatuaggio trasferibile). Di impatto la parte grafica della drink list, un risultato artistico ottenuto in collaborazione con un lo studio di tatuaggi Propaganda Tattoo Temple, nato dall’iniziativa del rapper Noyz Narcos.
Gli artigiani dell'arte bianca che dedicano le proprie mani al panettone si moltiplicano di anno in anno. Come di consueto, in attesa di allestire la tavola delle feste, abbiamo selezionato le migliori creazioni che omaggiano il grande lievitato delle feste, riproducendolo nella forma più classica o stravolgendolo in modo creativo. Ecco la prima parte della rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2024.
Pasticceria Zoccola
Panettone Pasticceria Zoccola
Sono tre le tipologie di panettone prodotte nel laboratorio della Pasticceria Zoccola, tutti realizzati nell’iconico stampo basso, emblema dei grandi lievitati fatti in Piemonte. A incarnare la tradizione più pura è il Panettone Classico con canditi italiani di cedro e arancia, e uvetta australiana. Chi preferisce una variante più golosa può scegliere tra il Panettone con gocce di cioccolato fondente o il raffinato Panettone al pistacchio, farcito con una crema preparata con cioccolato bianco cui viene aggiunto il 30% di pistacchio, finito con una croccante glassa alla granella di pistacchio. Il pandoro, anch’esso realizzato con lievito madre in maniera rigorosamente artigianale, completa la gamma dei grandi lievitati.
Denis Dianin
Panettone integrale di Denis Dianin
Nel laboratorio della pasticceria Denis Dianin a Selvazzano Dentro, appena fuori Padova, il Natale profuma di novità. Abicocca e mandorla vanno a combinarsi con la mediterraneità del rosmarino e i sapori esotici dell’ananas. Una seconda proposta è quella che presenta un impasto completamente integrale, in cui vengono rievocati i sapori dello strudel con la mela semicandita in sospensione e la cannella a profumare. Un'altra versione ingloba nell’impasto una farina a basso indice glicemico, zucchero primero, semicanditi di pera e albicocca, e goloso caramello. Non mancano le ricette tradizionali come arancia e cioccolato, oppure cioccolato bianco, fava di tonka, albicocca e arancia.
Gellivs
Alessandro Breda con il suo panettone
Il Natale di Alessandro Breda riparte da due ingredienti speciali: collaborazione e qualità degli ingredienti. Il risultato: tre dolci proposte per celebrare il Natale 2024 al Gellivs, ristorante stellato di Oderzo (Treviso). Si potrà scegliere tra Panettone Serse, il Panettone limone candito e olio extra vergine d’oliva e L’altro pandoro: il tiramisù. Tre lievitati artigianali in produzione limitata, creati dallo chef Alessandro Breda con l’aiuto di due maestri pasticceri locali: Ivan Centeleghe nella pasticceria di Farra d'Alpago (Belluno) per i panettoni, e Antonio Follador per il padoro. Nello specifico, il Panettone Serse si ispira al dessert elaborato dallo chef Alessandro Breda Crema bruciata di Serse: l’impasto segue la ricetta tradizionale, a cui si aggiungono pezzetti di mango candito e un delizioso gel al passion fruit. L’altro pandoro: il tiramisù segue la ricetta classica che all’assaggio ricorda il famoso dessert trevigiano.
Pascal Barbato
Il panettone di Pascal Barbato
Pascal Barbato opta per una ricetta creativa, proponendo un panettone semi dolce, impastato con nduja dell’azienda Madeo e gocce di cioccolato fondente. Questa ricetta nasce dalla collaborazione che va avanti da circa 10 anni fa con lo chef Francesco Pucci, presidente APCI Calabria. Il risultato? Un grande lievitato dal gusto frizzante, sicuramente non banale, che può incontrare anche i gusti di chi non ama i dolci.
Pino Ladisa
Il panettone Milano di Pino Ladisa
Il panettone tradizionale Milano firmato da Pino Ladisa nasce dal lievito madre vivo, che dona all’impasto una morbidezza visibile anche prima del morso, un profumo inconfondibile e una freschezza che dura più a lungo. È grazie a questa cura che il grande lievitato con uvetta, arancia e cedro canditi, diventa un'esperienza piacevole e completa.
DaMa
Panettone Classico DaMa
Davide e Massimiliano Leonetti di DaMa si confrontano per il primo anno con il panettone. Nonostante le ridotte dimensioni del laboratorio, con il supporto del pastry chef Francesco Mentana, l’insegna ha portato in vetrina diverse proposte: dalla classica a quella fondente & arancia, passando per un impasto classico con cioccolato fondente monorigine 50% arancia candita con craqueline al cacao salato; cacao cioccolato bianco e lamponi; impasto al cacao, chuncks cioccolato bianco e lamponi semi canditi. Attenta selezione delle materie prime affianca una vera esecuzione artigianale, visibile in piccole imperfezioni che rendono ogni panettone unico.
Pistì
Il Brontese di Pistì
Il Natale 2024 di Pistì profuma, come da tradizione, di Sicilia e i suoi frutti. Tra quelli proposti, spicca il Brontese, un panettone basso ricoperto con una crema definita "light" al cioccolato bianco e granella di pistacchio verde di Bronte DOP, farcito con una crema al pistacchio. Niente uvetta né canditi, solo tanta morbidezza e sapore intenso.
Cremeria Capolinea
Il panettone classico Milano di Simone De Feo
Simone De Feo firma il suo panettone classico Milano, una delle esecuzioni più amate del grande lievitato delle feste. Come per tutte le ricette di Cremeria Capolinea, la selezione degli ingredienti è scrupolosa. La lavorazione è artigianale, visibile anche nelle irregolarità della fetta. Profumi e colori di questo prodotto ingolosiscono già al primo sguardo.
Tomarchio
Panettone al cioccolato di Tomarchio
Anche quest'anno Tomarchio presenta la sua idea di panettone. Disponibile in diverse versioni, quello basso, ricoperto di cioccolato fondente, riccioli dello stesso e nocciola Tonda Giffoni, resta uno dei più golosi. L’impasto è arricchito di gocce di cioccolato fondente e al latte, ben integrate nella fetta.
Slitti
Panettone Tradizionale Gran Ricetta Slitti
Slitti, la Fabbrica di Cioccolato che sorge a Monsummano Terme (Pistoia), omaggia il Natale con il Panettone Tradizionale Gran Ricetta Slitti e la crema spalmabile Gianera. Il grande lievitato nasce da un impasto con lievito madre, uva sultanina, arance candite e vaniglia bourbon. Si sviluppa in forma bassa, ma strega già al primo sguardo. L’abbinamento con la crema completa la magia.
300Mila
Il panettone di Davide De Matteis
Alto, ricoperto di glassa mandorlata: è il panettone di Davide De Matteis, creatore dell'insegna 300Mila di Lecce. Fetta omogenea, di un giallo non troppo ricco. I profumi raccontano la qualità degli ingredienti utilizzati. In più, queste creazioni sono buone due volte, dato che i dolci artigianali di 300Mila sono creati nel laboratorio all’interno dell'ex carcere minorile di Lecce.
Bonfissuto
Barocco Siciliano
Per il Natale 2024, la pasticceria Bonfissuto propone una nuova collezione di panettoni artigianali dedicata all’arte e alla sicilianità. Tra i più interessanti c’è Barocco Siciliano, che giunge alla vendita con un packaging elegantissimo. Questo grande lievitato è composto da farine di grani antichi Siciliani, fragoline, canditi di arancia e limoni di Sicilia e glassa alle nocciole. Tra profumi suadenti e un morso coinvolgente, questa variazione è un simbolo della maestria del brand.
Infermentum
Il panettone di Infermentum
Per il Natale 2024 Infermentum presenta un panettone limited edition, con frutti di bosco e cioccolato bianco. L'impasto nasce dalla farina integrale combinata con lievito madre, si sviluppa in altezza e senza glassa, per offrire un morso completo e goloso.
Gennaro Bottone
Panettone Gran Cioccolato Dolce Idea
Per Gennaro Bottone non si può prescindere dalla qualità. Il panettone Gran Cioccolato di Dolce Idea arriva con abbinata la crema Nocciola Dark. La versione proposta è bassa, capace di concentrare i profumi tostati del cioccolato già dalla glassa. Da non dimenticare di spalmare la golosa crema sulle fette.
Hotel Gallia
Panettone guilt free Excelsior Hotel Gallia
Excelsior Hotel Gallia di Milano propone tre varianti del panettone: tradizionale, "Anima esotica"e "guilt free". Questa edizione limitata si caratterizza per un basso contenuto di zuccheri che, però, non va a mortificare il sapore. L'uvetta australiana e un tocco di sciroppo di malto di riso bilanciano la dolcezza senza sovrastarla. Gocce di cioccolato Noalya senza zucchero, presenti anche nella glassa, completano l'incantesimo del Natale.
Casa Manfredi
Panettone Romanese
Per queste festività 2024 Giorgia Proia di Casa Manfredi propone tre versioni del panettone e un pandoro: il Romanese; Pere e cioccolato; Gianduia e albicocca; impasto cacao e due cioccolati. Lunga lievitazione naturale con lievito madre e una lavorazione totalmente artigianale, con tre rinfreschi del lievito per un totale di circa due giorni e mezzo di lavorazione dall'inizio a prodotto imbustato.
Mannari
Panettone di Giuseppe Bassanelli
Il maestro gelatiere Giuseppe Bassanelli farcisce il grande lievitato delle feste in una maniera particolare. Prima il panettone viene in parte "svuotato" e successivamente glassato nella sua parte interna con cioccolato fondente Valrhona. Solo dopo questa glassatura interna il panettone è pronto ad accogliere il ripieno di semifreddo allo zabaione. In questo modo la glassatura crea una sorta di "sigillo" che non permetterà alla farcitura di bagnare troppo l’impasto, evitando quell’effetto spiacevole di pasta inumidita. Una volta pronto, il panettone viene conservato a temperatura negativa e, prima del consumo a casa, deve essere inserito nel forno caldo (portato a temperatura ma spento al momento dell’inserimento del grande lievitato). In questo modo l’impasto tornerà soffice e scioglievole e il semifreddo e il cioccolato cremosi al punto giusto.
Vergani
Panettone Cremino Vergani
Per Natale la Linea Gourmet di Vergani, che celebra quest’anno il proprio ottantesimo anniversario, si arricchisce di due golose novità: il Panettone Cremino, arricchito con golose gocce di cioccolato al latte, fondente e bianco; e il Datteri, fichi, noci e cioccolato, che gioca con la memoria ed evoca i Natali della tradizione, coccolando anche i bambini di ieri.
Antonio Follador
Panettone Moka e Mandorla
Il Panettone da Tradizione di Antonio Follador racconta canditi da frutta fresca e due varietà di vaniglia, Bourbon del Madagascar e Tahiti. Tra le novità della collezione del Natale 2024 spiccano il panettone Moka e Mandorla, preparato con cremino al caffè realizzato con un blend di Arabica e Robusta di 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Fabio Tuccillo
Scugnizzo Napoletano
Tra le novità ideate dal bakery chef Fabio Tuccillo per il Natale 2024, che potranno essere acquistate in esclusiva a Napoli e in edizione limitata, presso la pizzeria trattoria San Carlo 17, ci sarà anche il panettone Scugnizzo Napoletano. Preparato con lavorazione a tre impasti e arricchito da un aroma di mandorla, al suo interno custodisce le dolci albicocche del Vesuvio e cioccolato al caramello. La copertura è un mélange di cioccolato bianco e mandorle filettate.
Pasticceria Dolcemascolo
Panettone artigianale Dolcemascolo
Pasticceria Dolcemascolo presenta come da tradizione il suo Panettone Artigianale, firmato dal maestro pasticciere Matteo Dolcemascolo, simbolo di eccellenza e qualità nel panorama dolciario italiano. Dolcemascolo sfodera la sua creatività dolciaria e propone gustosissime varianti per il suo panettone artigianale: tanti gusti oltre al tradizionale, come cioccolato e pere, cioccolato e lamponi, frutti di bosco e classico al cioccolato. Immancabile poi anche quello al pistacchio, con la sua crema spalmabile al pistacchio.
Pasticceria Maresi
Panettone Maresi
I panettoni dedicati al Natale 2024 di Pasticceria Maresi sono realizzati con una ricetta che rispetta l’antica tradizione, grazie all'utilizzo di lievito madre a tempo e temperatura controllati. Il risultato è un prodotto soffice e morbido, profumato di agrumi e vaniglia, bilanciati con la dolcezza della glassa realizzata con mandorle interne grezze e granella di zucchero. Tre le varianti proposte: classica, cioccolato fondente, e cioccolato bianco e lamponi.
Pasticceria Filippi
Panettone Ecologico Filippi
Cappelliera Mr P è il nuovo progetto di Pasticceria Filippi dove il Panettone Classico incontra Ecologioco, un gioco da tavolo formativo e divertente creato dagli alunni della scuola Grande Quercia di Thiene. Qui in ogni casella gli studenti hanno raffigurato temi come la sostenibilità sociale, la tutela dell'ambiente e i comportamenti da non fare per salvaguardare il pianeta. Il gioco è stampato all’interno della cappelliera, realizzata in carta certificata FSC® come le pedine e il dado, e promuove il concetto di economia circolare grazie al riutilizzo del packaging con un’idea creativa, festosa ed educativa.
Spoto Bakery
Collezione natalizia di Alessandro Spoto
I panettoni del maestro panificatore Alessandro Spoto sono tutti realizzati artigianalmente nel suo laboratorio di pasticceria, dove opera uno staff tutto al femminile. Questi panettoni sono prodotti con solo lievito Madre, farina tipo "0", uova fresche di galline allevate a terra, burro francese, vaniglia del Madagascar e il miele dell’azienda apistica Mario Bianco. La lievitazione è di minimo 40 ore, sono lavorati e confezionati a mano. Oltre al pandoro e alla variante classica, disponibili anche le varianti cioccolato fondente; cioccolato e pere; pistacchio; cioccolato e caffè; senza lattosio; fiocco di neve.
Pasticceria Nuovo Mondo
Panettone Pasticceria Nuovo Mondo
Celebre in tutta Italia per il suo prodotto più famoso, le Pesche di Prato, la Pasticceria Nuovo Mondo vanta oggi prodotti che sono diventati icone. A Paolo Sacchetti, pluripremiato proprietario della pasticceria e membro storico di AMPI, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, si affianca il talento del figlio Andrea, cresciuto nel laboratorio del padre. Tra le referenze pensate per Natale 2024 c'è il panettone Giulebbe, realizzato con ingredienti locali come i fichi secchi di Carmignano, Presidio Slow Food, pinoli di San Rossore in glassa, noci della val di Bisenzio. Poi c'è il Pan Ballotto, un “marzapane” a base di marroni del Mugello IGP lessi, pasta di marroni e alchermes (Prodotto Agroalimentare Tipico della Toscana, liquore dolce e aromatico dall'inconfondibile colore rosso). Anche la glassa del panettone è fatta con la farina di marroni.
Viviana Varese
Faak Panettone
Protagonista assoluto del Natale 2024 di Viviana Varese è il Panettone FAAK, disponibile in due varianti: agli agrumi, con canditi di arancia, limone, cedro e bergamotto, e all’albicocca e timo, arricchito dalla geleè prodotta direttamente nel laboratorio del locale.
Emilio il Pasticcere
Oltre ai tradizionali panettoni, da Emilio il Pasticciere le feste si celebrano con una novità assoluta: una torta natalizia in edizione limitata, che promette di conquistare grandi e piccini. Ideata dal Maestro APEI Nicola Goglia, la torta è realizzata con il pregiato cioccolato Hukambi 53% Valrhona, un monorigine del Brasile con note di cacao amaro leggermente biscottate e latte. La torta si sviluppa su una base di frolla alla nocciola ricoperta da un caramello alla vaniglia su cui poggiano due strati di pandispagna al cacao che racchiudono una crema vellutata al caramello. La stratificazione continua con una mousse al cioccolato Hukambi 53% profumata alla fava Tonka. A ricoprire il tutto è una glassa della stessa varietà di cioccolato e decorazioni a tema natalizio.
Pasticceria Gruè
Marta Boccanera e Felice Venanzi, fondatori e anima creativa e operativa di Grué, propongono un'ampia gamma di panettoni lanciando una novità solare. Sole d’Inverno richiama il tepore che si prova quando la famiglia è riunita intorno alla tavola nelle fredde serate di dicembre. È un dolce dorato, che già al primo sguardo evoca il calore e la felicità del Natale. Un cake morbido al cioccolato fondente e caffè, con miele di fiori di acacia, cannella, frutta secca e canditi. Un dolce che evoca calore e la gioia di ritrovarsi, unendo tradizione e innovazione in un'esplosione di sapori e aromi che avvolgono i sensi.
Lasciando invariata la ricetta della birra rossa di Natale, Menabrea presenta le nuove confezioni di Christmas Beer, dalla bottiglia evento da 2 litri, alle scatole da 6 e 10 bottiglie formato 33 cl. ai fusti da 5 e 15 litri.
Non poteva mancare anche quest'anno l'edizione 2024 di Chritmas Beer, la Birra di Natale di Menabrea. Invariata la ricetta che vede una rossa speciale con una gradazione alcolica moderata (5,2%) caratterizzata dall'uso di malti d'orzo e mais, di corpo leggero e amaro accentuato, di grande equilibrio gustativo con note di caramello tostato e speziato. Da consumare preferibilmente a una temperatura di 6-8 °C.
Vari i formati disponibili. La classica bottiglia in vetro tappo corona da 33 cl è disponibile in scatole da 10 pezzi, come in confezione regalo Christmas Box da 6 pezzi con due bicchieri personalizzati. Inoltre nuova veste per il tradizionale (dal 2004) "bottiglione" evento da due litri con tappo meccanico più l'astuccio. Per finire, per i consumi al tavolo ecco il fustino da 5 litri, insieme al "fratello maggiore" il fusto da 15 litri. Christmas Beer è in distribuzione per tutto il periodo delle Feste.
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Christmas Beer Menabrea in bottiglia 33 cl
Christmas Beer Menabrea in Box da 6 boittiglie 33 cl con due bicchieri
Christma Beer Menabrea in scatola da 10 bottiglie 33 cl con calice brandizzato
Christmas Beer Menabrea in fustino da 5 litri
Birra di Natale Menabrea 2024
Una tradizione che si rinnova da 173 anni
Birra Menabrea è il birrificio attivo più antico d'Italia visto che le sue origini risalgono al laboratorio fondato delle famiglie Welf e Caraccio nel 1846. Nel 1864 subentra nella proprietà Giuseppe Menabrea che nel 1872 crea la "G. Menabrea e Figli", sempre nel centro storico di Biella (Piemonte).
La produzione di Birra Menabrea si caratterizza per l'impiego del metodo della bassa fermentazione che, insieme alla leggerezza delle acque delle fonti alpine, permette di creare una serie di piacevoli birre e assicurare una costante conquista del mercato.
Nel 1896 subentrano nella proprietà i generi Emilio Thedy e Augusto Antoniotti che hanno rispettivamente sposato Eugenia e Albertina Menabrea. Dal 1991 Birra Menabrea è diventata un'aziende del gruppo Forst, mantenendone la gestione con Franco Thedy (quinta generazione Thedy) in qualità di amministratore delegato.
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Birra di Natale Menabrea 2023
Birra di Natale Menabrea 2020
Birra di Natale Menabrea 2004 Prima Edizione
Negli ultimi anni Menabrea ha confermato un trend in costante crescita passando da una media di 10 milioni di fatturato dei primi anni 2000 ai 47 milioni previsti per il 2024.
Fatturato 2023 pubblicato e disponibile sul web: € 45.883.003,00.
L’azienda è presente in 40 Paesi nel mondo, l’export vale il 25% del fatturato. Le aree di esportazione più rilevanti sono l’Europa con Gran Bretagna in testa e in crescita, America del Nord e Australia. Le birre Menabrea sono disponibili nel canale Horeca (90%) e Gdo (10%). La crescita di questi anni ha permesso di passare da 28 a 48 dipendenti dell’azienda.
Birra & Gazeuse alla Genziana, mix leggero e rinfrescante
Serve proporre una bevanda più leggera e digestiva dopo i cenoni e "pranzoni" di fine e inizio Anno?
Ecco il successo dell'estate 2024, Birra & Gazeuse alla Genziana di Birra Menabrea. Di colore giallo chiaro, leggermente alcolica (2%), unisce il gusto della birra chiara Menabrea Bionda Premium Lager 150° con l'agrumato leggero di una gazzosa (un prodotto Menabrea dei primi tempi), con un tocco di estratto di genziana, nota per le sue caratteristiche digestive. Assicura sensazioni di grande freschezza.
Viene imbottigliata nel formato in vetro chiaro da 27 cl, tappo corona, con un'etichetta dai toni azzurri, ispirata ai fiori di genziana. A un mix "storico" leggero e rinfrescante (birra + gazzosa= panaché), è strato unito il gusto leggermente amaro della genziana, in linea con le attuali tendenze di mercato.
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Menabrea Birra && Gazeuse in bottiglia 27 cl
Menabrea Birra & Gazeuse alla Genziana, leggera e rinfrescante
Menabrea Birra & Gazeuse alla Genziana, un successo dell'estate 2024
Claudio Gatti lancia il lievitato proteico, dolce artigianale con il 28% di proteine, basso indice glicemico e packaging sostenibile. Ideale per sportivi e non solo
I grandi lievitati artigianali si evolvono: Claudio Gatti lancia un dolce proteico pensato per chi cerca una pasticceria che unisce tradizione e nutrizione. Presidente dell'Accademia dei Maestri del lievito madre e panettone italiano e vincitore del Campionato del mondo del panettone a squadre 2023, Gatti è uno dei precursori della cosiddetta pasticceria del benessere. A quest'ultima ha dato anche una sede: Natural Sweets, il nuovo locale aperto a Parma.
Un "panettone" per gli sportivi
«Anche gli sportivi e chi segue diete proteiche devono poter mangiare il panettone», dice Gatti . «Il mio obiettivo era creare un lievitato simile per gusto e consistenza, ma che avesse i benefici di un lievitato proteico. Un’alternativa artigianale a chi segue questo tipo di alimentazione», continua il lievitista. Per il suo sviluppo Gatti ha chiesto la collaborazione di un nutrizionista di una squadra di calcio di Serie A.
La ricerca del perfetto equilibrio
L’innovazione del lievitato proteico di Claudio Gatti si distingue per un approccio tecnico che integra ingredienti funzionali senza compromettere la qualità artigianale. Grazie a una combinazione di proteine del latte, delle uova, della soia e del pisello, unite a zuccheri naturali a basso impatto glicemico, il prodotto offre una risposta concreta alle nuove esigenze del mercato.
Lievitato proteico monoporzione di Claudio Gatti
Il lievitato proteico di Gatti: Un dolce per tutti
Il lievitato proteico, battezzato Un dolce per tutti, è realizzato con il 28% di proteine e zuccheri naturali. È stata utilizzata una combinazione bilanciata di farine, per garantire una buona lievitazione e morbidezza. «Alla farina per panettone, nel primo impasto ho aggiunto farina d’avena e nel secondo proteine in polvere», spiega Gatti che ha lavorato con lievito madre. «In tema di grassi, ho sostituito il burro con olio Evo e olio di semi di mais spremuto a freddo, entrambi biologici», aggiunge.
Innovazione nel formato e sostenibilità
Il lievitato proteico è proposto in formato monoporzione da 100 grammi, pensato per sportivi o consumatori che cercano una soluzione pratica e bilanciata. Il packaging in alluminio riciclabile garantisce freschezza e una shelf life di un mese e mezzo. «Il mio impegno non è solo verso la salute, ma anche verso l’ambiente. Ogni dettaglio è pensato per rispettare questi valori», sottolinea Gatti.
Lievitato proteico, un prodotto che guarda al futuro
Il lievitato proteico di Claudio Gatti si inserisce nel mercato della pasticceria funzionale, sempre più attento alla salute e al benessere. Un mercato per i consumatori che cercano prodotti rispondenti a esigenze specifiche senza rinunciare al piacere del gusto. La tendenza non riguarda solo gli sportivi, ma un pubblico più ampio di consumatori attenti alla qualità nutrizionale e alla sostenibilità dei prodotti che acquistano.
«Sempre più persone cercano dolci che uniscano tradizione e valori nutrizionali. Questo prodotto è il mio modo di innovare restando fedele alla qualità e alla cura artigianale», sottolinea Gatti. Il lievitato ha avuto un’accoglienza positiva tra giovani e sportivi. «Credo che il futuro della pasticceria artigianale passi anche da progetti come questo», conclude il maestro pasticciere.
Birra di Natale 2024 Forst da 2 litri in bottiglia di vetro con tappo meccanico
Nella classica bottiglia in vetro da 2 litri con tappo meccanico, contraddistinta da un'artistica etichetta, Birra di Natale Forst ha tagliato il traguardo della 21.a edizione. Palcoscenico della presentazione è, come di consueto, la Foresta Natalizia allestita nei pressi del birrificio di Lagundo, alle porte di Bolzano, mercatino in attività dal 20 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.
Il decoro creato per la 21ª edizione2024 della bottiglia di vetro da 2 litri della Birra di Natale Forst mostra in primo piano San Nicolòvestito a festa mentre distribuisce doni a bambini gioiosi. I numerosi elementi e le scene di allegro trambusto rappresentate nella scena centrale della decorazione fanno da modello ai momenti di felicità che si susseguono nella magica Foresta Natalizia. Sullo sfondo, le mura dello stabilimento e del locale Braugarten (Giardino) Forst, dal 1857 simbolo della tradizione brassicola altoatesina, costantemente sostenuta dalla famiglia Fuchs.
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Stand della Foresta Natalizia Forst
Cortile interno della birreria Foist con la pista di pattinaggio appositamente allestita per l'inverno
Un tavolo del Braugarten Forst
Programma della Foresta Natalizia Forst pag 02
Pianta della Foresta Natalizia Forst pag 01
Appositamente dipinta, l'immagine della etichetta è applicata alla bottiglia attraverso diverse ed elaborate fasi di cottura. Fedele all’originale e perfettamente riconoscibile nei dettagli, l’opera d’arte impressa nella Birra di Natale Forst risplende anche nell’edizione di quest’anno. La Birra di Natale è di colore ambrato-dorato, è piacevolmente luppolata, di retrogusto morbido e presenta una gradazione alcolica del 5,2%.
Birra Forst è stata la prima azienda a introdurre in Italia la tradizione della Birra di Natale, proponendola come ideale accompagnamento alle gustose pietanze tipiche di questo momento dell’anno. Conosciuta anche come Christmas Brew Forst, per la sua degustazione, l'azienda di Lagundo propone un apposito Boccale Natalizio dai caldi colori festivi quali il rosso, il verde e l’oro.
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Boccale Foresta Natalizia Forst da 30 cl vista frontale
Boccale Foresta Natalizia Foirst da 30 cl vista laterale
Oltre alla bottiglia da 2 litri in vetro, la Birra di Natale Forst è commercializzata presso i grossisti Forst anche in fusti da 15 e 30 litri, nel fustino Forsty da 12,5 litri e in cluster da sei bottiglie da 33 cl.
Birra di Natale Forst è disponibile in tutti i Ristoranti-Birrerie Forst, online sul sito www.forst.it, nel Forst Shop presso lo stabilimento, nei "locali di famiglia" Spiller, presso i grossisti Forst e nei diversi Mercatini di Natale in Alto Adige.
Addio al Maestro Vincenzo Santoro, fondatore di Pasticceria Martesana. Innovatore e custode della tradizione, lascia un’eredità unica nel panorama dolciario italiano
Addio al Maestro Vincenzo Santoro. Si è spento improvvisamente a 72 anni, nella notte tra il 10 e l'11 dicembre, il fondatore della storica Pasticceria Martesana di Milano. Figura di riferimento per l’arte dolciaria, Santoro ha dedicato la sua vita a creare dolci capaci di lasciare un segno indelebile nella pasticceria italiana.
Una vita dedicata alla pasticceria
Originario della Puglia, Vincenzo Santoro si era trasferito a Milano negli anni ’60, dove a soli 20 anni aprì la prima sede della Pasticceria Martesana in via Cagliero, nel quartiere Greco. Il nome del locale si ispirava al Naviglio Martesana, che scorre vicino quel locale, ma presto è diventato sinonimo di pasticceria d’eccellenza. La sua dedizione e la cura maniacale per ogni dettaglio, come il lievito madre che custodiva da oltre 50 anni da sempre alla base dei suoi panettoni, lo hanno portato a diventare un punto di riferimento nell’arte dolciaria italiana. Oggi, infatti, la Pasticceria Martesana conta altre 4 sedi a Milano e una a Como.
Tradizione e innovazione: il Panetùn de l’Enzo
Santoro è sempre stato un sostenitore della pasticceria che rispetta le radici ma non ha mai temuto di innovare. Un esempio perfetto della sua visione è il Panetùn de l’Enzo, una delle sue creazioni più rappresentative. Questo dolce, che unisce il Panettone tradizionale italiano e la Torta Sacher austriaca, è un omaggio all’incontro tra culture dolciarie. Inoltre è sempre stato un Maestro per i suoi ragazzi: dal laboratorio della Martesana è passato, tra gli altri, anche Davide Comaschi, diventato Campione del mondo di cioccolateria, e più recentemente Jacopo Zorzi, medaglia di bronzo alla Coppa del Mondo di Pasticceria 2023. Oggi l'eredità di Santoro è nelle mani di Domenico Di Clemente che, dall'estate 2020, lo aveva affiancato come executive pastry chef.
Enzo Santoro, Jacopo Zorzi e Domenico Di Clemente
Vincenzo Santoro, addio all'uomo oltre che al maestro
Santoro non era solo un grande artigiano, ma anche un uomo capace di guardare oltre il suo mestiere. Dopo l’emergenza Covid, in un’intervista rifletteva così: «Bisogna ripartire dall’uomo, dall’autostima e da una nuova consapevolezza che metta all’angolo l’egoismo dentro il quale la società ha navigato per troppo tempo. Dall’onestà che è un valore alla portata di tutti, dai sorrisi che non dobbiamo dimenticare e dalla consapevolezza che non siamo invulnerabili». Parole che riflettevano i valori che hanno guidato la sua vita e il suo lavoro: onestà, dedizione e la capacità di mettere sempre le persone al centro.
Un’eredità che vive
Vincenzo Santoro è stato membro dell’Associazione Pasticceri dell’Eccellenza Italiana (APEI) e prima dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, dove ha lasciato un’impronta indelebile come innovatore e custode della tradizione. La sua eredità continua attraverso le sue creazioni e la Pasticceria Martesana, che rimane un simbolo della sua visione e del suo impegno.
Un'alleanza strategica, per promuovere l'eccellenza nel settore horeca e migliorare l'interazione fra prodotto, dispositivo e distribuzione. Con questo obiettivo il Gruppo Gimoka annuncia l'acquisizione delle quote di maggioranza di Natfood. Il Gruppo Gimoka è tra le principali torrefazioni in Italia, presente in oltre 50 paesi del mondo, Natfood è invece leader in Italia per la fornitura di bevande calde e fredde al canale horeca, con oltre 25mila clienti serviti e un fatturato annuo 2024 nell'ordine dei 40 milioni di euro. Il consolidamento di Gruppo Gimoka permetterà di focalizzarsi ulteriormente sullo sviluppo del know-how integrato che caratterizza l'offerta di Natfood, favorendo una migliore interazione tra dispositivo, prodotto e distribuzione, con soluzioni complete e sempre più all'avanguardia. Attraverso questa sinergia, Natfood potrà contare su un’accresciuta capacità di ricerca e sviluppo, non solo nel campo delle bevande, ma anche nel settore delle tecnologie di erogazione e delle apparecchiature professionali.
Confermata l'attuale struttura societaria e organizzativa per Natfood, il cui amministratore delegato, Luciano Lochis, commenta: «Siamo convinti che l’integrazione delle nostre competenze aprirà a nuove opportunità di crescita, permettendoci di introdurre soluzioni sempre più complete e innovative per il mercato». Gli fa eco Giuseppe Lochis, Fondatore di Natfood: «Attraverso questa partnership, la famiglia Lochis e la famiglia Padelli intendono creare valore condiviso per tutto il settore, continuando a supportare la crescita del comparto Ho.Re.Ca. con soluzioni complete e sempre più all'avanguardia».
Per Ivan Padelli, Presidente del Gruppo Gimoka, «questa operazione rappresenta un importante investimento e dà seguito all’impegno che avevamo assunto da tre anni al fianco della famiglia Lochis, fondatori di Natfood. Favoriremo la continuità aziendale, mettendo a disposizione la nostra esperienza e le risorse del Gruppo Gimoka per supportare l’ulteriore sviluppo tecnologico e l’innovazione di prodotto».
Elisenda, brand di alta pasticceria di Esselunga nata dalla collaborazione con il tristellato Da Vittorio, celebra il Natale a Milano con degustazioni su un tram storico
Dal 12 al 18 dicembre, il brand Elisenda di Esselunga celebra il Natale con un’iniziativa dedicata ai milanesi. Un tram storico attraverserà, infatti, il centro di Milano, offrendo un’esperienza diversa dal solito. Si potranno degustare i dolci della tradizione natalizia, come panettone e pandoro, ammirando le vie della città addobbate a festa. I viaggi, della durata di circa 50 minuti sono gratuiti e prenotabili fino a esaurimento posti.
Un incontro di qualità tra Gdo e alta pasticceria
Questa iniziativa rappresenta un omaggio alle tradizioni natalizie, l’obiettivo è avvicinare i milanesi alla linea Elisenda. «Elisenda è nata dall’incontro tra Esselunga e il ristorante stellato Da Vittorio», si legge nel comunicato. Il progetto ha permesso di creare un’alta pasticceria disponibile nei supermercati, portando «cura dei dettagli, creatività e ingredienti di altissima qualità» nelle case dei clienti.
Cos’è Elisenda
Elisenda, infatti, è la linea di alta pasticceria nata nel 2016 dalla collaborazione tra Esselunga e i fratelli Cerea del ristorante Da Vittorio, tre stelle Michelin. Tutte le creazioni Elisenda, dai panettoni alle torte, fino ai pasticcini e ai macaron, vengono realizzate nel laboratorio centralizzato di Limito di Pioltello (Milano). La gamma include dolci tradizionali delle festività, come il panettone classico, al cioccolato e al marron glacé, oltre a proposte come la veneziana e il pandoro. I corner Elisenda, presenti in oltre 100 supermercati Esselunga, rappresentano un punto di riferimento per chi cerca un’alta qualità artigianale abbinata alla comodità della spesa quotidiana. La collaborazione con i fratelli Cerea garantisce l’eccellenza, combinando tradizione e artigianalità con il supporto di una struttura moderna e organizzata.
L’alta pasticceria nella GDO
Elisenda non è l'unico brand di alta pasticceria della GDO. Negli ultimi anni, l’alta pasticceria ha trovato spazio all’interno della grande distribuzione, con diverse linee che offrono prodotti artigianali di qualità superiore. Anche il brand BuoniMaestri, nato dalla collaborazione tra l’imprenditore Marco Brunelli e il maestro Iginio Massari, si inserisce in questo scenario. Anche in questo caso, la sfida è creare una pasticceria gastronomicamente rilevante da portare sulla tavola degli italiani per celebrare i momenti speciali della quotidianità. Altri esempi di questo trend sono la linea Fiorfiore Coop e Sapori&Dintorni Conad. Pur non beneficiando di nomi di pasticcieri di eccellenza, hanno portato nei supermercati torte, biscotti e grandi lievitati realizzati con materie prime selezionate e processi ispirati alla tradizione artigianale.
Con Smile-Box Maniva, il pack sostenibile che custodisce l'acqua minerale, e Mineral Seltz Maniva, l'acqua di selz minerale in fusti d'acciaio, l’azienda offre alle realtà del fuoricasa soluzioni che uniscono qualità, praticità e attenzione all’ambiente
Maniva sviluppa ulteriormente la strategia per far fronte alle molteplici esigenze del mondo Horeca, aumentando e qualificando la proposta in assortimento, fondendo sempre più qualità e innovazione di prodotto a ricerca e sostenibilità.
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Alle linee storiche dedicate alla ristorazione esclusivamente in vetro, di grande qualità estetica e con bottiglie stilizzate che sanno unire classicità delle forme all’eleganza, non tralasciando mai la piena funzionalità e maneggevolezza, si sono così aggiunti due prodotti innovativi: lo Smile-Box Maniva, particolarmente richiesto nei segmenti bar, vending, ospitalità e on the go e il Mineral Seltz Maniva, concepito per il mercato specifico della miscelazione.
Il pack sostenibile per l’acqua minerale Maniva
Lo Smile-Box Maniva è un prodotto che ha avuto un importante sviluppo commerciale nell’ultimo biennio: un brick versatile e attrattivo dotato di un packaging che custodisce, preserva e mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche e i benefici alcalini delle naturali proprietà di acqua minerale Maniva e che è stato testato a lungo per individuare il più valido contenitore ispirato ai criteri del totale riciclo e recupero. Si tratta infatti di un prodotto da 50 cl e 100 cl fortemente innovativo in quanto totalmente riciclabile, che fa del connubio fra benessere e sostenibilità il proprio punto di forza e che è stato concepito per offrire un’alternativa ulteriore alle classiche modalità di confezionamento di Acqua Minerale Maniva.
L’acqua di seltz in fusti
Mineral Seltz Maniva è la nuova interpretazione che l’azienda ha voluto offrire alla domanda sempre più specifica espressa dagli operatori dell’Horeca, che ricercano un seltz con caratteristiche di alta qualità, pensato per le esigenze peculiari della miscelazione. Anche in questo caso è stato studiato e prodotto il packaging più adeguato e pienamente sostenibile, realizzando fusti d’acciaio di ultima generazione dalla capacità di 20 litri, a rendere, antiscivolo, impilabili, personalizzati e con tag incorporato per la radiofrequenza Rfid.
I fusti che contengono il Mineral Seltz Maniva hanno una durata superiore ai 30 anni e una volta vuoti vengono recuperati, sanificati e poi riutilizzati. Mineral Seltz Maniva risulta particolarmente indicato per gli alti consumi ed è in grado di assicurare un grande apporto qualitativo al lavoro del barista, mantenendo invariata la gassatura ed evitando che l’impianto di spillatura sia corredato dal carbonatatore e da filtri di protezione e trattamento, permettendo di esaltare ancor più le alte qualità organolettiche proprie delle fonti alpine Maniva, da sempre garanzia di purezza.