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L’impegno green di casa Optima

Casa Optima sostenibilità
Il forte calo delle emissioni di CO2, dei consumi di energia e dei rifiuti. L'utilizzo di pack più green e la policy ambientale focalizzata su inclusione e valorizzazione di dipendenti e collaboratori. Il primo bilancio di sostenibilità del gruppo rende conto dei risultati ottenuti finora e degli obiettivi ambientali, sociali e di governance del suo percorso virtuoso

La sostenibilità, insieme alla qualità e all’innovazione, è uno dei pilastri che guidano l’attività di Casa Optima, gruppo italiano nel mercato del gelato artigianale, della pasticceria di eccellenza e del bere miscelato con i suoi otto marchi: Mec3, Giuso, Modecor, Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, Florensuc, Ambra’s, Blend e DOuMIX?. A dare conto dei risultati raggiunti su questo fronte è il Bilancio di sostenibilità 2023, il primo pubblicato dal gruppo, presente in 150 Paesi e con oltre 30.000 clienti serviti.

Frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi team dell'azienda, il documento fa il punto in particolare sui progressi ottenuti tra il 2021 e il 2023 nel percorso intrapreso nei tre ambiti nei quali si declina il concetto di sostenibilità, ambientale, sociale e governance. Un percorso virtuoso che prevede ambiziosi target, in sintonia con quelli fissati nell’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In forte calo emissioni e rifiuti

Un primo importante risultato è stato conseguito da Casa Optima nella riduzione delle emissioni in atmosfera di gas a effetto serra derivanti da consumi diretti e indiretti, calate nel 2023 di oltre il 45% rispetto al 2021. Non meno rilevante il calo dei consumi energetici, diminuiti del 7% sui consumi normalizzati sui kg prodotti.

Con la stessa percentuale, -7% sui kg prodotti, è stata ridotta la produzione di rifiuti rispetto al 2022 nei cinque stabilimenti del gruppo, quello a San Clemente (Rimini) dove c’è la sede centrale, a Cuvio (Varese), a Bistagno (Alessandria), ad Amiens (Francia) e a Cotia, nello stato di San Paolo in Brasile. Inoltre, il 99% dei rifiuti è stato destinato al recupero.

In questo percorso virtuoso rientra anche la scelta di andare verso l’utilizzo di pack finali sostenibili: grazie al lavoro dei team di ricerca e sviluppo, secchi e taniche sono ora in polipropilene 100% riciclabile e le latte sono in acciaio, anche questo materiale totalmente riciclabile, mentre nei pack di pasticceria è stato eliminato il 99% delle spugne in materiale plastico.

Qualità sempre più green

La sostenibilità si abbina poi alla qualità per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime, il cui acquisto è stato pari a 20.000 tonnellate nel 2023. A garantire la bontà dei prodotti del gruppo è infatti l’utilizzo di materie prime fresche e di qualità, coltivate e trattate con cura, e fornite da operatori certificati, il 98% dei quali localizzati all’interno dell’Unione Europea, con più dei due terzi con sede in Italia.

La cura del personale

Grande attenzione è rivolta da casa optima anche al benessere di personale e collaboratori. Il gruppo ha implementato un programma di Diversity & Inclusion Policy che promuove una cultura aziendale inclusiva e che valorizza le diversità sul luogo di lavoro, per i suoi 1.000 collaboratori. Di questi 708 sono dipendenti diretti, con il 32% di donne responsabili di una o più unità organizzativa.

L’attenzione al personale si manifesta anche nell’impegno nella formazione, da sempre investimento strategico del gruppo finalizzato al costante arricchimento del bagaglio di competenze e conoscenze dei dipendenti, con diverse iniziative di retention, sviluppo personale, professionale e organizzativo, con una media di ben 20,4 di ore di formazione per dipendente lo scorso anno. Sempre nel 2023, il gruppo ha realizzato 31 assunzioni a tempo indeterminato, delle quali 9 sono state trasformazioni da contratto a tempo determinato, 20 gli stage inseriti dei quali 11 confermati.

La neutralità carbonica al 2030

I traguardi raggiunti rappresentano un ottimo viatico per quelli ancora da conseguire. Su tutti il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2030, attraverso l’impiego di energia rinnovabile e la riduzione progressiva del 5% annuo dei consumi energetici. A questo scopo Casa Optima continuerà a investire nell’autoproduzione energetica nei propri stabilimenti, rispetto a soluzioni alternative come l’acquisto di crediti di carbonio da terzi. In questo piano rientra anche l’impianto fotovoltaico con una potenza di 304 kW, inaugurato lo scorso giugno nello stabilimento Giuso a Bistagno, realizzato con un investimento di 300.000 euro e che copre circa il 30% del fabbisogno elettrico annuo del sito.

Nella stessa direzione gli investimenti nella mobilità elettrica, con l’obiettivo di convertire il 75% della flotta in veicoli elettrici e ibridi entro il 2030. Altra iniziativa green portata avanti, la creazione della Foresta Casa Optima, con 5.500 alberi piantati entro il 2025, che permetteranno di assorbire oltre 1500 tonnellate di CO₂ in dieci anni.

Il panettone salato cresce del 4% e lancia la sfida alla classicità

Il panettone salato cresce del 4% nel 2024. Tra sfide tecniche e opportunità di destagionalizzazione, conquista nuovi spazi per aperitivi e brunch

Il panettone salato si conferma tra le novità più interessanti del Natale 2024, con una crescita del 4% nelle vendite rispetto all’anno precedente. A rivelarlo è un report della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria (Fipgc). Se il dato segna un’evoluzione, il futuro è ancora tutto da scrivere, tra sfide tecniche e un potenziale di destagionalizzazione da esplorare.

L’esperienza di Cutolo: dal pesto al mercato

Secondo Matteo Cutolo, presidente della Fipgc e titolare della pasticceria Generoso di Ercolano, il panettone salato ha già conquistato il pubblico più curioso. «Quest’anno ho realizzato un panettone salato con pesto di basilico, olive nere di Gaeta essiccate e pomodorini del piennolo. I profumi che sprigiona al taglio lo rendono unico», racconta Cutolo.

Cutolo vede nel panettone salato un prodotto che riesce a soddisfare esigenze diverse dei clienti, offrendo una valida alternativa al classico natalizio. «È un prodotto innovativo e bilanciato, che riesce a sorprendere senza stravolgere. La combinazione tra il dolce dell’impasto e il salato degli ingredienti lo rende perfetto per chi cerca un’alternativa originale al panettone». Il presidente evidenzia inoltre l’importanza della comunicazione: «Far conoscere le potenzialità del panettone salato è essenziale per aumentare il suo successo. Non è solo un prodotto per le feste, ma può essere gustato in diverse occasioni».

Matteo Cutolo
Matteo Cutolo

Anche i concorsi riflettono l’interesse crescente verso il panettone salato. «Nel concorso Miglior Panettone del Mondo, la categoria salata sta attirando sempre più partecipanti: quest’anno abbiamo avuto oltre venti iscritti, il doppio rispetto agli anni precedenti. Questo dimostra come anche i professionisti stiano investendo su questa specialità». Tuttavia, Cutolo non nasconde le difficoltà tecniche legate al prodotto: «Il sale compromette la maglia glutinica più dello zucchero, e gli ingredienti inseriti, come salumi e formaggi, riducono la shelf life. Allungarla è una sfida che richiede studio e ricerca».

Mamm: piccoli lotti per un prodotto fresco

Dal Friuli Venezia Giulia, Roberto Notarnicola del Forno Mamm di Udine ha lanciato quest’anno il suo primo panettone salato, chiamato Bombetta con capocollo e caciocavallo. «Abbiamo riscontrato un grande interesse da parte della clientela, ma ci siamo limitati a piccoli lotti per garantire freschezza. A differenza del dolce, il panettone salato ha una shelf life di soli 10 giorni», spiega. «I nostri clienti stanno imparando a consumarlo velocemente, spesso tornando per acquistarne un altro. Questo ci permette di mantenere alta la qualità senza compromettere né la bontà, né la sicurezza alimentare».

Interno del panettone Bombetta (Foto ufficio stampa)

Notarnicola si mostra fiducioso sul futuro del prodotto: «Stiamo studiando il comportamento degli ingredienti per migliorare la durata: proveremo versioni con solo formaggio o solo salumi per capire quale influisce di più sulla conservazione. C’è molto da fare, ma sono convinto che con le giuste ricerche si possano ottenere risultati eccellenti».

L’artigiano pugliese non ha dubbi sulle potenzialità di destagionalizzazione del prodotto: «Potrebbe essere proposto tutto l’anno, ad esempio come alternativa alla pizza al formaggio a Pasqua. Abbiamo già sperimentato il suo uso in cucina durante i brunch a tema panettone, e i risultati sono stati ottimi. Inoltre, può essere un elemento versatile per chi cerca qualcosa di diverso per aperitivi e pranzi leggeri».

Calzolari: dall’Emilia il panettone di San Petronio

Matteo Calzolari, de Il Forno di Calzorari a Monghidoro e Bologna, lega il suo Panettone di San Petronio alla tradizione bolognese. «Il nostro panettone nasce dal Pane di San Petronio, ricetta storica della città. Abbiamo lavorato per bilanciare gli ingredienti, sostituendo il burro con parmigiano di Rosola e la vaniglia con pepe. Nel secondo impasto, invece dello zucchero, aumentiamo il sale e inseriamo cubetti di prosciutto del Cané e di parmigiano», spiega Calzolari.

Panettone di San Petronio del Forno Calzolari di Monghidoro (BO)

Anche per Calzolari, la shelf life rappresenta una sfida: «Il nostro panettone salato si conserva per due settimane, ma potrebbe durare di più. I clienti, però, lo consumano velocemente e spesso tornano ad acquistarne un altro. Questo dimostra come il panettone salato, se ben comunicato, possa avere un ruolo importante anche fuori dal periodo natalizio».

La proposta di destagionalizzazione è già in atto: «È il prodotto più indicato per essere venduto tutto l’anno. Il nostro panettone, grazie alla sua combinazione unica di ingredienti, può diventare protagonista non solo delle feste, ma anche di pranzi, cene e aperitivi durante tutto l’anno. Di sicuro il prossimo anno lo proporremo il 4 ottobre per San Petronio».

Panettone salato, un futuro promettente

Nonostante le difficoltà tecniche e logistiche, il panettone salato sta dimostrando tutto il suo potenziale. Con un mercato in crescita e un pubblico sempre più interessato, il 2024 potrebbe segnare una svolta per questo prodotto. «Che sia per un aperitivo, un brunch o una celebrazione fuori stagione, il panettone salato ha le carte in regola per conquistare nuove occasioni di consumo», conclude Cutolo. La strada è tracciata, e il futuro sembra promettente.

La risposta di Molino Pasini alle esigenze dell’arte bianca

Molino Pasini
Molino Pasini
Da quella giusta per i grandi lievitati alla linea dedicata alla pasticceria da prima colazione e merenda: ecco tutti i prodotti pensati per i professionisti

Nella casa museo di Carlo Mollino, uno dei grandi protagonisti della creatività italiana di tutti i tempi, Molino Pasini snoda il racconto di tutte le sue farine, firmato dalla fotografa Stefania Giorgi. Divise per famiglie di appartenenza, in queste stanze trovano una naturale collocazione e raccontano in ogni angolo la loro peculiarità, la loro unicità e la loro versatilità. Perché in ogni settore dell’arte bianca, dalla panificazione alla pasticceria, scegliere la farina giusta fa la differenza.

«La linea Pasticceria di Molino Pasini è molto ampia e propone soluzioni “ad hoc” per qualsiasi preparazione il pasticcere voglia realizzare», spiega Anna Ottolini, responsabile Marketing e Comunicazione. «La farina è tra gli ingredienti più importanti e caratterizza con il suo gusto e le sue specifiche aromatiche il risultato finale. È compito del mugnaio preparare per ogni prodotto un tipo di farina differente, che per caratteristiche specifiche, forza, aromaticità e per performance siano le più indicate per ogni ricetta che gli artigiani devono creare».

Per tutte le farine comprese nella proposta di Molino Pasini la costanza del prodotto nel tempo è elemento imprescindibile, unitamente alla garanzia di riuscita per ottenere sempre la miglior performance.

Farine Molino Pasini per tutte le esigenze dei professionisti della pasticceria

La farina 00 per pasticceria ideale per la produzione di pasta frolla, pasta brisée, pasticceria da the, biscotti, frolle dolci e salate. Nella lavorazione questa farina conferisce all’impasto una struttura equilibrata: non troppo rigida, per evitare che la frolla diventi eccessivamente dura, e nemmeno troppo friabile, affinché il prodotto finale non si sbricioli.

SFOGLIA

La farina 00 per pasticceria ideale per la produzione di croissant, pasta sfoglia, cannoli, ventagli e millefoglie. Garantisce una produzione eccellente della pasta sfoglia e l’impasto può essere facilmente laminato. È inoltre in grado di sopportare lunghe lavorazioni.

TORTA

La farina 00 per pasticceria ideale per la produzione di pan di Spagna, plum cake, ciambelle, torta Margherita, torta Paradiso, baci di dama. Questa farina è indicata per tutti i tipi di torte sia per la lievitazione tradizionale che per quella istantanea, tipica del lievito chimico. L’impasto non si irrigidisce e forma una alveolatura regolare, fine e soffice.

LIEVITATI

Farina per pasticceria ideale per pasta lievitata dolce e salata. È in grado di offrire un’ottima resa, grande elasticità e facilità di lavorazione. I prodotti

risultano leggeri e ben sviluppati. Farina ben bilanciata adatta a tutti i prodotti lievitati.

BRIOCHES

La farina 00 per pasticceria ideale per la produzione di brioche, sfoglia grassa con burro, cornetti surgelati e babà. Grazie alla particolare struttura proteica, questa farina per dolci sopporta bene l’aggiunta di grassi. Il prodotto finale si presenta di un colore chiaro con un notevole sviluppo, pur mantenendo sempre la giusta morbidezza. Anche in surgelazione conserva inalterate le caratteristiche organolettiche.

FROZEN

Questa farina 00 risulta perfetta per tutti i lievitati gestiti con la tecnica del freddo. Presenta un alto valore proteico e garantisce una perfetta lievitazione del prodotto, senza provocare la rottura della maglia glutinica.

Farine speciali per occasioni speciali

Molino Pasini ha studiato cinque farine dedicate ai grandi lievitati delle feste.

PANETTONE

È la farina per dolci insuperabile per la produzione di panettone, pandoro e colomba. Può essere utilizzata anche come farina da taglio, insieme a farine deboli.

PANETTONE RIPOSATA GRANDE CUVEE

È la farina che, oltre al naturale tempo di riposo, “affina” in ambiente controllato per 4 settimane aggiuntive, per arrivare nei laboratori dei più grandi maestri al culmine delle sue potenzialità. Una farina che viene consegnata nel momento di massimo sapore, consistenza, lavorabilità e che trova nel suo riposo nella nostra ‘cantina d’affinamento’ in un luogo protetto, ad aspirazione ventilata, con umidità e temperatura controllate, la quadratura del cerchio.

PANETTONE PRIMITIVA

Testata e provata dalla panificatrice e lievitista Roberta Pezzella, è la novità della Collezione Autunno/Inverno 2023/2024. È la prima farina tipo 1 per grandi lievitati, molto più ricca di fibre rispetto alle farine tradizionali e con una grande capacità di assorbimento dei grassi, che aiuta i dolci a svilupparsi nel modo migliore caratterizzandoli con aromi e profumi più intensi e decisi.

SUA ALTEZZA

È la prima farina per pasticceria in versione tipo 0 di Molino Pasini, per la realizzazione di tutti i grandi lievitati. Sua Altezza lega molto bene e molto velocemente. Inoltre, ha una migliore velocità di lievitazione, accorciandone i tempi: presenta infatti un eccellente sviluppo già dopo 6 ore e mezza, contro le 8-9 ore di una farina “classica” per grandi lievitati e la consistenza del prodotto finale risulta ottima.

MILLE BOLLE

È una farina tipo “00” ideale per la preparazione di grandi lievitati molto ricchi di alveolature. Perfetta per maturazioni medie e lunghe (dalle 18 alle 72 ore) ed impasti indiretti, questa farina ha un’elevata capacità di assorbimento dei grassi e presenta un eccellente sviluppo in cottura donando al prodotto finito una struttura estremamente alveolata.

Miradiva, il tequila ultra-premium alla conquista dei locali più esclusivi

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Creato da tre soci italiani, il nuovo marchio punta alla fascia più alta del mercato con quattro referenze, tra le quali un tequila rosa, prodotte artigianalmente e con un tocco di innovazione. E un pack che sottolinea il posizionamento luxury della gamma

C’è l’Italia tra i mercati selezionati per il debutto di Miradiva, nuovo brand di tequila ultra-premium. Un progetto nato dalla passione di un gruppo di imprenditori della Penisola - Marco Chiletti, investitore, Gianluca Burani, che ha curato la ricerca di distilleria, e Andrea Rovinalti, amministratore delegato - per l’ancestrale distillato messicano e dalla volontà di creare un marchio di tequila che si distinguesse per qualità e che fosse espressione del lusso contemporaneo. Un marchio che punta in alto, grazie al mix tra maestria e sapienza artigianale, cura di ogni particolare, compreso il design delle bottiglie, ed esclusività: non a caso per il suo esordio la gamma Miradiva, composta Blanco, Reposado, Añejo e Rosa Canela, è disponibile solo in locali notturni e cocktail bar di alta fascia, e questo resterà il suo posizionamento, oltre che della Penisola, di un pugno di altri Paesi individuati come mercati ideali per i prodotti luxury, quali Regno Unito, Grecia, Nigeria, Libano e Giordania.

Prodotte da sole agavi Blue Weber nel cuore dello stato messicano di Jalisco e nel pieno rispetto del disciplinare, le quattro referenze del marchio sono state create da Hugo Yerenas Dominguez, che ne cura anche il processo produttivo, rinomato maestro tequilero con oltre 20 anni di esperienza nel campo ed erede dell’arte tramandata da suo padre, don Luis Yerenas Ruvalcaba, uno dei primi maestri tequileri dell’industria. Le ricette di Hugo Yerenas fondono tradizione familiare, artigianalità e innovazione, anche grazie all’introduzione di un metodo alterativo per la cottura dell’agave, da lui sviluppato e protetto da brevetto, che consente di ottenere profili aromatici distintivi.

Le quattro espressioni del distillato

Andando nello specifico delle referenze Miradiva, Blanco esprime le note fresche della materia prima e si caratterizza per gli aromi agrumati ed erbacei, arricchiti da delicati sentori floreali e un tocco di vaniglia, che si intrecciano con la dolcezza dell’agave cotta e del caramello. È morbida al palato, con sfumature di sciroppo d’agave e caramello bilanciate da fresche nuance erbacee e citriche, per un finale lungo, vellutato e persistente.

Lasciata riposare per 7-8 mesi in una Pipon Tank di rovere americano, Reposado, dal colore dorato vibrante, presenta un ricco profilo aromatico dal quale emergono note di pino, burro, vaniglia, caramello e agave cotta, mentre al palato è morbida e secco, con accenni di legno fresco, caramello delicato e vaniglia, in un perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza, e con un retrogusto lungo e setoso.

Miradiva Añejo è invece un tequila dal carattere complesso conferitogli dal riposo per 18-19 mesi in botti di rovere americano ex bourbon, e sigillate alle estremità con rovere francese, legno utilizzato per l’invecchiamento dei vini rossi. Al naso è profondo e avvolgente, dominato da note legnose, accompagnate da quelle di frutta matura e spezie, che si mescolano armoniosamente con sentori di cioccolato e vaniglia, tipici del rovere americano, caramello e agave cotta. Intenso e strutturato il gusto, con le note di quercia tostata che si intrecciano delicatamente con accenni di cioccolato, e un retrogusto lungo e persistente, che lascia una sensazione corposa e avvolgente, rendendo questo distillato ideale per una degustazione lenta e riflessiva.

Infine, Rosa Canela, prodotta in edizione limitata, la referenza che rappresenta l’espressione più audace e innovativa della linea, proponendo una versione contemporanea del distillato. Il suo affinamento avviene in serbatoi di alluminio arricchiti con petali di rosa e chips, ovvero frammenti, di rovere francese, provenienti da botti che hanno ospitato pregiati vini rossi, che gli conferiscono il caratteristico colore rosa intenso e inedite sfumature di gusto, con accenti di legno fresco, caramello e vaniglia impreziositi da note di vaniglia, frutti rossi e una dolcezza speziata che ricorda le caramelle. Morbido e vellutato spicca inoltre per il suo profilo aromatico che combina delicate note legnose con sentori di burro, vaniglia, caramello e agave cotta, creando una sinfonia olfattiva ricca e intrigante.

L’antica arte ceramica messicana incontra l’Ia

A esprimere il carattere ricercato ed esclusivo del brand è anche la bottiglia, un manufatto artigianale anch’esso risultato della fusione di tradizione e modernità, nello specifico, tra l’antica arte ceramica messicana e la più avanzata tecnologia contemporanea, l’intelligenza artificiale. Con quest’ultima è stato infatti concepito il design del pack, rielaborando stilemi iconici della cultura e dell’architettura messicana, che poi i maestri artigiani del Jalisco hanno tradotto in forma e, quindi, in opera ceramica. La bottiglia, compreso il tappo, presenta curve e linee che richiamano la maestosità delle antiche architetture dei templi aztechi e maya, e sono impreziosite da decorazioni in oro, applicate a mano, che ne aumentano ulteriormente l’aura lussuosa.

Frédéric Thil è il nuovo direttore generale di Cimbali Group

Frédéric Thil, nuovo direttore generale di Cimbali Group
L’obiettivo della multinazionale italiana è una ulteriore espansione sul mercato, mantenendo un focus sulla sua realtà familiare e italiana, la sostenibilità, il ruolo delle persone

Erogazione macchina espresso Cimbali

Cimbali Group ha un nuovo direttore generale con una lunga esperienza nel settore B2C maturata all’interno di multinazionali anche di proprietà familiare: Frédéric Thil. Il suo obiettivo sarà guidare l’Azienda nello sviluppo di un business plan che permetta un’ulteriore espansione nel settore delle macchine da caffè, permettendo comunque al Gruppo di mantenere il suo aspetto familiare e il suo carattere italiano. 

Maurizio Cimbali, presidente, si dice particolarmente soddisfatto: «Grazie alla sua comprovata esperienza professionale, Frédéric potrà supportarci nel processo di internazionalizzazione che abbiamo avviato da tempo». Rimanere fedeli e rispettosi della proprie radici proiettandosi nel futuro non è cosa semplice, ma osserva Thil, orgoglioso dell’incarico ricevuto dalla famiglia Cimbali, «Quando li ho conosciuti sono rimasto colpito dalla loro passione e determinazione ad accrescere il valore del capitale umano all’interno del Gruppo, che è diventato un riferimento del made in Italy nel mondo. Dato il mio background, sono molto sensibile all’aspetto famigliare, all’awarness dei brand e soprattutto alla dimensione internazionale». Un’ulteriore sfida sarà dunque quella di operare in una realtà che ormai è diventata globale, mantenendo il suo imprinting italiano, in un mercato delle macchine da caffè che si sta evolvendo in modo significativo e dove - aggiunge - «le geografie distanti rappresentano una quota di mercato rilevante su cui dobbiamo essere in grado di soddisfare le esigenze dei nostri clienti, con un occhio sempre puntato sulla sostenibilità ambientale e sociale. La sfida è importante, ma emozionante».

Frédéric Thil, che nel 2014 ha ricevuto dal Presidente della Repubbica Francese l’onorificienza di Chevalier de la Légion d’Honneur per le responsabilità sociali e i meriti conseguiti durante il periodo alla guida di Ferrero Francia, ha un’esperienza lunga e importante nel settore. È il 2001 quando entra in Ferrero, poi direttore commerciale di Ferrero Francia di cui nel 2008 diventa direttore generale. Nel 2013 è nominato amministratore delegato di Ferrero Italia, ruolo che copre fino al 2016, quando si trasferisce in Lussemburgo come executive director travel market e food service. Dal 2004 al 2024 è presidente della società Thil Consulting, che supporta Pmi e startup nello sviluppo di business plan.

La magia del cioccolato a Natale

Il cioccolato a Natale diventa arte con le creazioni di Charlotte Dusart e Simona Solbiati

Il cioccolato a Natale è un simbolo di calore e festa. Tra le proposte di cioccolateria spiccano le creazioni artigianali di Charlotte Dusart e Simona Solbiati. Le due maître chocolatier trasformano il cioccolato in un’esperienza visiva e gustativa.

Charlotte Dusart: un Natale tra le nevi

Charlotte Dusart, cioccolatiera belga con boutique a Milano, celebra il Natale con la collezione Noël à la montagne. Ispirata alle atmosfere delle cime innevate, la linea include creazioni come l’Albero innevato, elegante proposta in cioccolato fondente con mandorle croccanti, zucchero a velo e una stella in cioccolato bianco in cima. Tra le novità c'è il Fiocco di neve ripieno, una scultura che unisce estetica e gusto grazie al cremino al pistacchio e lampone come farcitura. A queste si aggiungono figure giocose come l’Orso polare e il Pinguino Chic, che con il suo cioccolato al caramello e un tocco di fior di sale sorprende per l’equilibrio dei sapori. Non manca la Choco-Bomb Arturo, un simpatico pupazzo di neve in cioccolato fondente e bianco, pensato per essere sciolto nel latte caldo e trasformare la merenda in un momento magico.

Simona Solbiati: tradizione e creatività

Simona Solbiati, con il suo laboratorio artigianale a Milano e Brescia, reinterpreta il Natale attraverso il cioccolato, unendo tradizione e creatività. La sua collezione natalizia spazia dalle decorazioni commestibili alle sculture più elaborate. L’Albero dei Doni, alto 50 centimetri e ricoperto da oltre 220 decorazioni natalizie, rappresenta una sintesi perfetta tra maestria tecnica ed estetica. Altrettanto suggestiva è la Giostra dei Cavalli, una vera opera d’arte in cioccolato fondente, al latte e bianco, capace di catturare lo sguardo e impreziosire la tavola delle feste. Tra le proposte più evocative spicca lo Schiaccianoci, realizzato in cioccolato fondente, al latte o bianco. Ogni figura è decorata a mano per richiamare l’immaginario delle fiabe natalizie, mentre il Trenino di Natale, con locomotiva e vagoni colmi di dolci sorprese, è pensato per stupire grandi e piccoli.

Il gusto del cioccolato a Natale tra artigianato e solidarietà

Nelle mani di cioccolatieri come Charlotte Dusart e Simona Solbiati, il cioccolato a Natale diventa protagonista di creazioni che combinano sapore, estetica e cura artigianale. Accanto alle proposte più creative, Solbiati offre anche una Christmas Box Fiocco di Neve, pensata per unire il piacere del regalo alla solidarietà. Parte del ricavato è destinato alla Carolina Zani Melanoma Foundation ETS, un’iniziativa che rende il Natale un’occasione di condivisione autentica.

Schweppes Selection alla prova di sei super bartender

Schweppes
Sono sei le nuove referenze pensate per affiancare i professionisti dello shaker nella creazione di cocktail. Scopri l'e-mag con le ricette e i suggerimenti di sei mixologist d'eccezione

Bolle più intense. Gusti più definiti. Per Schweppes il futuro della mixology ha un nome e una ricetta: Schweppes Selection. Una linea di sei referenze pensate per affiancare i professionisti dello shaker nella creazione di cocktail, che siano classici o nuove proposte che seguono le tendenze del momento, come low alcol e no alcol. Sei sodati aromatizzati con bolle ancora più potenti e persistenti, creati con la consulenza dei bartender internazionali per ottenere il miglior risultato al bancone. E promossi da sei professionisti della mixology italiana, che hanno messo alla prova le referenze. Come è andata? Lo racconta l'e-mag ideato da Schweppes e Bargiornale Studio, che raccoglie le voci degli esperti di mixology, i loro suggerimenti per l'uso, le loro ricette.

SCOPRI L'E-MAG DI SCHWEPPES SELECTION

In Schweppes Selection la storia di Schweppes (il fondatore, Jacob Schweppe, ha inventato la soda nel 1783) incontra il futuro della miscelazione, lavorando su un prodotto iconico per renderlo ancora più attuale. La Schweppervescence, l'effervescenza unica di Schweppes, fa un ulteriore passo avanti con bolle più grandi, persistenti, intense. Alleate perfette per sostenere il cocktail e garantirgli una lunga vita.

L'altra innovazione è la doppia macerazione: un processo, usato anche in profumeria, pasticceria e distillazione, che prevede che gli ingredienti vengano macerati separatamente, in modo da ottenere il massimo delle loro caratteristiche, e solo in seguito mixati. Dando vita a sodati dal profilo unico, in grado di regalare twist inaspettati ai drink.

Con le sue sei referenze la linea spazia nei gusti e nelle occasioni di consumo, in modo da dare ai barman un ricco ventaglio di possibilità.

Schweppes Selection Lemon & Quinine è una «lemon 2.0» che unisce la parte agrumata con il chinino, perfetta secondo Yuri Gelmini del Surfer's Garden di Milano per sdoganarla dal consumo notturno e creare proposte adatte all'aperitivo.

Schweppes Selection White Peach & Elderflower, con pesca bianca e fiore di sambuco, è pensata per il mondo del low alcol e del no alcol. E non ha alcol ma tanta personalità il cocktail ideato da Alessia Bellafante di Gesto a Milano.

Perfetta per sposare un altro trend, quello dell'agave, è Schweppes Selection Tonic & Touch of Lime, messa alla prova da Cristian Bugiada di La Punta Expendio de Agave a Roma.

La ginger ale ha una marcia in più con Schweppes Selection Ginger Ale, ideale per sostenere distillati importanti come whisky, bourbon o rum, come spiega Fabio Fanni di Locale Firenze a Firenze, mentre Schweppes Selection Ginger Beer & Chili gioca con zenzero e peperoncino per ottenere un brivido spicy usato da Matteo Zed di The Court a Roma per il suo drink.

Infine non può mancare un'evoluzione della soda, signature per eccellenza di Schweppes: Schweppes Selection Soda Water, raccontata da Agostino Galli di Lacerba a Milano. Insomma, la mixology del futuro fa schhhhhh come le bolle spaziali di Schweppes Selection, da scoprire sfogliando l'e-mag.

SCOPRI L'E-MAG DI SCHWEPPES SELECTION

 

Classico e creativo: i migliori panettoni d’Italia 2024 seconda parte

panettone Marchesi 1824
panettone Marchesi 1824
Continua la rassegna dedicata ai grandi lievitati da mettere sulla tavola delle feste. Ampio spazio per le varianti gastronomiche

Classico, creativo, gastronomico: non c'è limite alla creatività di pasticceri e panettieri quando si parla di panettone. Tantissime le novità salate, che accompagnano le già numerose variazioni sul tema dolce. In questa seconda parte dell'elenco non abbiamo trascurato le proposte gastronomiche adatte anche all'aperitivo e alla colazione salata. Da Nord a Sud ecco i migliori panettoni d'Italia da non perdere.

Fabrizio Camplone

Panettone Zafferano e Liquirizia “Oro d’Abruzzo”

Il Maestro Pasticcere Fabrizio Camplone firma una nuova collezione di panettoni per il Natale 2024, realizzata nel laboratorio Caprice. Oltre alla ricetta classica, Camplone propone le varianti Cioccolato "Grand Cru", Zafferano e Liquirizia “Oro d’Abruzzo”, Fichi, Noci e Anice Stellato e Caramello.

De Vivo

Box Panettone fai da te De Vivo

De Vivo rivoluziona il Natale con con due nuove proposte natalizie: il Panettone Trinaco e la Box “Panettone fai da te”. Trinaco è un panettone alto, che combina ingredienti di altissima qualità, come l’uvetta di Pantelleria macerata nel Marsala e scorze di mandarino, con le aromatiche bacche di vaniglia. La Box Panettone fai da te include due mini-panettoni da 300 grammi ciascuno, sei barattolini di creme spalmabili De Vivo, e una selezione di decorazioni gourmet. Perfetta per coinvolgere tutta la famiglia nella creazione di abbinamenti unici.

Tommaso Perrucci

Panettone Mandorla, limone e cioccolato bianco

Il maestro cioccolatiere e lievitista di Cerignola (Fg) Tommaso Perrucci ha rivoluzionato le sue creazioni di Natale, ripensando ogni ingrediente impiegato nei grandi lievitati. La novità più dirompente è il panettone in formato da 500 g con mandorla, limone e cioccolato bianco: un concentrato di profumi, territorio e sapienza. Non mancano le versioni tradizionale, triplo cioccolato e il favoloso pandoro.

Fabrizio Galla

Panettone di Fabrizio Galla

Il maestro pasticciere Fabrizio Galla “Pasticciere dell’anno 2024 APEI”, insieme alla moglie Federica Russo, presenta la nuova collezione dedicata al Natale 2024. Nella gamma di grandi lievitati delle feste spiccano il panettone classico, Pere e Cioccolato e l'Extra Fondente e Vaniglia Tahiti pensato per gli amanti del cioccolato tout court. Disponibile anche il pandoro. Tra le novità, spicca il Panettone al Mandarino, Pesca e Cioccolato Fondente, pensato senza lattosio per essere accessibile a chi ha esigenze alimentari specifiche.

Caffè Gilli

Il panettone del Caffè Gilli

Il Natale del Caffè Gilli di Firenze è firmato dal Maestro Massimo Davitti, coadiuvato da Ivan Santoro. Nella lista ci sono il panettone artigianale arricchito con cubetti d'arancia e limone candito; Mandorlato, anche in versione senza lattosio; Pistacchio; Cioccolato. Immancabili nella selezione di Natale il Torrone, realizzato con miele e nocciole IGP Piemonte, e il Panforte Classico, uno dei pochi residui della cucina di corte medievale e rinascimentale, nella versione del Caffè Gilli impastato con frutta candita, spezie toscane.

Sottozero Pennestrì

Il panettone di Vincenzo Pennestrì

Sottozero by Pennestrì porta da Reggio Calabria il meglio della sua produzione natalizia. Il maestro Vincenzo Pennestrì, Presidente dell’Associazione Gelatieri Italiani, Ambasciatore del Gusto e del Gelato nel mondo, rappresentante dell’Eccellenza Italiana in APEI, omaggia il Natale 2024 con il Panettone Calabrese. Questa creazione è il risultato di un’armoniosa fusione di sapori che celebra il gusto intenso della liquirizia in polvere Amarelli, unito all’aroma fresco e agrumato del bergamotto, un ingrediente chiave che proviene direttamente dalle coltivazioni locali e rappresenta l’autenticità della Calabria. A bilanciare questa combinazione, la dolcezza dei fichi secchi locali, un’altra prelibatezza che incarna l’eccellenza della Calabria.

Vincenzo Donnarumma

Il panettone di Vincenzo Donnarumma

Vincenzo Donnarumma celebra il Natale 2024 con una linea di grandi lievitati realizzati a partire dal suo lievito "Gennarino". Oltre al panettone classico, spiccano le ricette Albicocca, Cioccolato Bianco e Fava Tonka; il Tre Cioccolati con impasto alla nocciola; Frutti di bosco e Mandarino con impasto multicereali. Infine, c'è il Panettone Mediterraneo con fragoline di bosco, pasta di pistacchio di Sicilia e pistacchi caramellizzati, e il Campano con Mela Annurca IGP e cannella. Non manca il pandoro.

Estasi

Il panettone gastronomico di Ivano De Chiara - Estasi

Ivano De Chiara, patron di Estasi a Salerno, presenta le sue creazioni natalizie come una sintesi tra tradizione e innovazione. Si va dal Panettone Milano Classico a quello ai Tre Cioccolati, passando per quello al Pistacchio. Non manca il pandoro. Ma la vera novità è il panettone Affumicato, con un impasto alla zucca con provola affumicata e speck, perfetto per chi cerca un sapore unico, e il Panettone Puttanesca, un’esplosione di gusto con capperi, olive, acciughe, pomodorini, prezzemolo e peperoncino.

Davide Longoni

Il panettone al cioccolato di Davide Longoni

Davide Longoni celebra il Natale con il Panettone di Milano realizzato a partire da una ricetta elaborata dal maestro, sviluppata anno dopo anno all'interno del suo team. Oltre alla versione classica, presente anche quella al cioccolato e al pistacchio con il cremino di pasta di Pistacchio di Bronte DOP del siciliano Antonino Caudullo e cioccolato bianco, glassato con Pistacchi di Bronte.

Vincente Delicacies

Le Chic di Vincente Delicacies

Quest'anno, per le festività natalizie, Vincente Delicacies eleva l’arte pasticcera italiana a nuovi livelli di eccellenza, presentando Le Chic, l'esclusivo panettone "made in Sicily" che incarna l’essenza del pistacchio di Bronte Dop e della più autentica tradizione artigianale siciliana. Le migliori materie prime siciliane incontrano una glassa di cioccolato extra fondente e pistacchio di Bronte, con crema di Pistacchio. Completa il prodotto un packaging estremamente raffinato.

Marchesi 1824

Il panettone decorato di Marchesi 1824

Marchesi 1824 omaggia il Natale con una nuova collezione intrisa di magia. Il Pastry Art Director Diego Crosara firma l'iconico panettone classico insieme alle sue declinazioni: il Panettone Fichi, Miele e Vaniglia; il Panettone con Crema ai Tre Cioccolati; il Pandoro al cioccolato; e un’offerta salata in tre varianti: Cacio e Pepe, Acciughe, Capperi e Olive e Tartufo. Immancabili i classici Panettoni e Pandori decorati a mano con pasta di mandorle e ghiaccia reale.

Pandefrà

Il panettone di Pandefrà

"Non rompere le scatole" è il titolo della nuova collezione di panettoni limited edition di Pandefrà, realizzata in collaborazione al brand di maglieria etiche Gaia SegattiniKnotwear. Consapevoli che etica ed estetica possano dialogare, due marchigiane doc come Francesca Casci Ceccacci e Gaia Segattini, decidono di firmare un progetto a quattro mani, 100% Made in Senigallia, per sensibilizzare il pubblico sul tema del riutilizzo, soprattutto in occasione del Natale. Disponibili solo due versioni: la Tradizione e quella ai Tre Cioccolati.

Mamm

I panettoni di Mamm

Il panettone di Mamm è bello sin dalla sua scatola "sinestesica", con i volti e le mani dei giovani membri del team, per esprimere l’importanza dei sensi nella degustazione di uno dei prodotti più iconici della tradizione. Ma la novità del Natale 2024 è il panettone Bombetto: un omaggio al Friuli-Venezia Puglia, la regione immaginaria alla quale s’ispira tutta l’offerta di Mamm dalla colazione all’aperitivo.

Forno Brisa

Il panettone di Forno Brisa

Forno Brisa consegna al Natale 2024 un panettone dall'allure anni Novanta. Oltre la scatola completamente olografica, omaggio alle mirror ball da discoteca, si trovano il panettone classico e quello gianduia autoprodotto, realizzato internamente con le fave di Cacao Dissidente. Disponibili anche il Panettonissimo cult Mortadella e Parmigiano e al Veganone.

Alberto Marchetti

Il panduja di Alberto Marchetti

Il Natale del maestro gelatiere torinese Alberto Marchetti è all'insegna del gusto e della tradizione. Per le feste propone due dolci che strizzano l'occhio ai sapori tipici piemontesi: Panduja e Zabaudo. Quest'ultimo è il Pan Dolce Sabaudo, il classico dolce di Natale, accompagnato da Zabà, lo zabaione in vasetto, tra i prodotti più amati di Marchetti, disponibile in tre varianti.

Maurizio Bonanomi

Il panettone di Maurizio Bonanomi

Nella sua pasticceria Merlo in Pioltello (Milano), Bonanomi ha creato un panettone dal morso goloso, disponibile in diverse versioni: tradizionale milanese, tre albicocche semicandite, tre cioccolati, amarene e caramello salato, pere semicandite e cioccolato. Disponibile anche il pandoro a lunga lievitazione.

Solbiati

Il panettone di Solbiati

Il panettone artigianale classico con uvetta e arancia di Solbiati Cioccolato è ricoperto da uno strato croccante di cioccolato extra fondente. Il contrasto tra la dolcezza del panettone e l'intensità del cioccolato fondente crea un'esperienza gustativa intensa. Inoltre, la copertura di cioccolato extra fondente conferisce un gusto deciso, arricchendo la morbidezza del panettone e il profumo delle uvette e dell’arancia.

Brindisi di fine anno con i cocktail Ballor Dry Gin

Tris Ballor con Vermouth, Amaro 100 Erbe, Dry Gin e cocktail Negroni sul banco Pandenus di via Mercato a MIlano
Distribuiti da Distillerie Bonollo Umberto, per animare le feste di fine e principio di anno, la gamma Ballor si presta a creare i drink più diversi, da quelli classici a quelli creativi con Dry Gin, Vermouth e Amaro 100 Erbe. 

Dopo quasi 170 anni di storia, il marchio Ballor ha aperto un nuovo capitolo: “What a story!” è il nuovo claim del buon bere italiano.

La Freund, Ballor & C.IA fu fondata a Torino nel 1856 da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette. Questo patrimonio è stato riportato alla luce di recente dalle Distillerie Bonollo Umberto, portavoce dello spirito innovativo del brand e delle sue qualità eccellenti, con il lancio di nuovi prodotti di grande fascino edonistico che i maestri distillatori e liquoristi dell’azienda padovana hanno interpretato.
La passione, l’entusiasmo e la dedizione di Paul, Emilie ed Henry con la stessa intensità e l’ulteriore sostegno che viene dalle esperienze e conoscenze contemporanee vengono rivissuti e reinterpretati dal team Bonollo per proporre esperienze nuove che si fondano sulla solidità di know how ultra centenari, ma che tutt’ora fanno la differenza. Sono nati così
Ballor Dry Gin con Botaniche Naturali dedicato a Emilie (40% alc)
Amaro 100 Erbe dedicato a Henry (32% alc)
Vermouth dedicato a Paul (18% alc).

Questa nuova pagina di affascinante storia con la presentazione del concept “What a story!” è basata sulla volontà di valorizzare il posizionamento di Ballor attraverso un approccio coinvolgente, che coniuga l’identità di Ballor abbracciando sia la tradizione sia l’evoluzione.
Si crea così una narrativa di brand con un nuovo posizionamento e approccio contemporaneo e immediato. La storia Ballor è unica, distintiva e affascinante, fatta di persone, locali, mixology, curiosità, passione, avvenimenti e naturalmente stile: il pubblico è invitato ad immergersi e scoprire questo mondo affascinante in tutta la sua essenza.

Riportiamo un paio di cocktail firmati da Mauro Suman, Brand Ambassador Ballor e Miglior Bartender d'Italia ai Campionati Italiani Aibes 2023.

Mauro Suman, Miglior Bartender Concorso Nazionale Aibes 2023 Roma

Bailor Mule
Ingredienti
4 cl Ballor Dry Gin
1 cl liquore alla ciliegia
1,0 cl succo di ime
top ginger beer
Preparazione
Versare direttamente nella mug di metallo (o in balloon) gli ingredienti su cubetti di ghiaccio, guarnire con una fetta di limone disidratata e ciuffo di menta.

Cocktail Ballor Mule

Ballor Emilie Sidecar
Ingredienti
4 cl Ballor Dry Gin
3 cl Grappa Dorange OF Bonollo
2 cl succo di limone
Preparazione
Ingredienti nello shaker con ghiaccio, filtrare e servire in coppetta Nick & Nora raffreddata, guarnire con scorza di limone sul bordo o con spiedino di uva nera, mora e mirtillo rosso.

Cocktail Ballor Emilie Sidecar

Ballor Dry Gin viaggia sui binari del tram

La prima tappa di questo viaggio ha debuttato nei mesi scorsi a Milano: per l’occasione un tram della linea 1 è stato dedicato a Ballor Dry Gin, il primo prodotto rilanciato e dedicato ad Emilie Roussette, per tutto il mese di giugno. Atmosfere ottocentesche che ricordano il periodo entusiasmante in cui i tre amici Emilie, Paul ed Henry hanno fondato il brand Ballor, sono amplificate a bordo del tram lungo le vie più glamour di Milano, avvolti nei colori rosa e verde acqua ispirati da Ballor Gin e nel rumore della città tra lo sferragliare delle ruote sui binari quasi a ricordare il suono avveniristico dei treni di fine ‘800 sulla linea che passava a Cambiano dove era insediato lo stabilimento.  A bordo del tram un QR code permetteva di accedere al mondo Ballor e di conoscere tutte le attivazioni previste (foto courtesy Sara Fileti).

Lungo il percorso della linea 1 si sono incontrate alcune fermate che hanno permesso di raggiungere i locali dove sono stati previsti eventi Ballor come il cocktail bar & bistrot Pandenus di via Mercato (quartiere di Brera) con protagonista il Dry Gin: con note amaricanti del ginepro e agrumate di pompelmo rosa, arancia dolce di Sicilia, bergamotto di Calabria e le note balsamiche di menta piemontese e cardamomo, unite a quelle delle erbe aromatiche mediterranee di timo e basilico, conquista tutti per il gusto fresco e vivace. Attraverso questo gin si ripercorre il viaggio di Emilie Roussette lungo la penisola italiana alla scoperta delle migliori botaniche da affidare a Paul Ballor, per la creazione del suo memorabile gin. È perfetto nella miscelazione sia di classic cocktails che per signature drinks.

Ma non solo. Con il QR code è possibile acquistare l’esclusiva Ballor Box contenente tutto l’essenziale per un creare un Perfect Ballor Tonic. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Mr. Deestill, media di riferimento per la scoperta e acquisto dei migliori brand di vino, distillati, liquori e spirit.

 

 

 

A Natale si brinda con Birra Dolomiti delle Feste

Birra delle Feste Dolomiti bott 145 cl
Buona fine 2024 e buon principio 2025 accompagnati dai brindisi con Birra Dolomiti delle Feste nella rinnovata confezione in bottiglia 145 cl e fusti 24 litri., insieme con una buona fetta di Panettone con uvette alla Birra Dolomiti.

Marchio esclusivo per il canale horeca di Birreria Pedavena 1897 (nell'omonimo comune in provincia di Belluno), per le festività di fine e inizio anno 2024-2025, Birra Dolomiti delle Feste ha ricevuto nuove confezioni, la bottiglia evento da 145 cl in astuccio, insieme ai fusti da 24 litri in Pet.
L'elegante etichetta verde bosco e oro, evidenzia l'aromatizzazione della specialità, una bock ambrata a bassa fermentazione con scorze di arancia dolce e amara, con note maltate e speziate grazie anche al metodo dry hopping che prevede l'aggiunta a freddo di caratteristici lieviti americani dopo la bollitura di buon grado alcolico (7%).
A rendere interessante Birra Dolomiti delle Feste è anche, come per il resto della gamma, l'impiego di malto d'orzo appositamente coltivato nei dintorni della Birreria Pedavena, nell'ampia piana di Feltre. Da proporre nei classici calici da 20 cl o nei boccali in ceramica con coperchio di metallo da mezzo litro.

Per completare la proposta, il birrificio veneto ha fatto preparare da una rinomata pasticceria il Panettone alla Birra Dolomiti, in versione da 1 kg, senza canditi e con l'uvetta aromatizzata alla stessa Birra delle Feste.

Dal 2006 l'impianto di Pedavena (ex Heineken Italia) fa parte di Birra Castello 1997 di San Giorgio di Nogaro (Udine) creato rilevando gli storici impianti Birra Moretti, con una produzione di oltre un milione di ettolitri, dal 2023 proprietà della danese Royal Unibrew (oltre 14 milioni di ettolitri di bevande alcoliche e analcoliche), famosa per i marchi birrari Ceres e Faxe, e per aver acquisito da Campari Group nel 2018 le bevande Terme di Crodo come  Lemonsoda e Oransoda. Da ottobre 2024 Royal Unibrew Italy è diretta dal general manager Claudia Ciacci a riporto diretto con il Ceo danese, Lars Jensen.

Claudia Ciacci general manager Royal Unibrew Italy

 

Panettone Day, il Pop-Up Store torna anche a dicembre a Milano

Il Panettone Day Pop-Up Store a Milano offre panettoni artigianali esclusivi e gusti unici fino al 24 dicembre

Panettone Day torna a Milano con un pop-up store dedicato al dolce simbolo del Natale. Già attivo a ottobre, sarà aperto fino al 24 dicembre in Corso Garibaldi 50, lo spazio celebra l’artigianalità italiana offrendo una selezione esclusiva di panettoni realizzati da maestri pasticcieri. Il progetto, ideato da Braims (marchio di CSM Ingredients) in collaborazione con Novacart, rappresenta così un’occasione per scoprire e valorizzare l’eccellenza della pasticceria.

Una proposta tra tradizione e innovazione

Il Pop-Up Store presenta sette varianti di panettone artigianale, tra cui un’edizione limitata pensata per gli amanti del caffè. Quest'ultima ricetta combina, infatti, cioccolato fondente, arancia candita e caffè, offrendo un mix intenso e aromatico. Tra le altre proposte spiccano i classici tradizionali (glassati e non), insieme a varianti come pistacchio, mela e cannella, fichi semicanditi e cioccolato fondente. Ogni panettone è il risultato di lavorazioni artigianali attente e utilizzo di ingredienti di alta qualità.

Panettone Day, iniziativa per valorizzare l’artigianalità italiana

Panettone Day è attivo da oltre dieci anni per promuovere la cultura del panettone e supportare i pasticcieri con formazione e visibilità. Questo progetto, che è sbarcato anche a New York, permette di esplorare nuove tendenze e abbinamenti audaci, rendendo il panettone un’esperienza sempre più personalizzata e innovativa. Grazie alla collaborazione con Novacart, leader nella realizzazione di forme per cottura, il progetto sottolinea il legame tra tradizione e tecnologia.

Panettone Day, chi organizza

CSM Ingredients è l’azienda dietro al progetto Panettone Day, un marchio che unisce tradizione e ricerca per sviluppare ingredienti innovativi destinati all’artigianalità e all’industria alimentare. Con otto stabilimenti produttivi e quattro centri di innovazione, opera in oltre 120 Paesi. L’impegno verso la sostenibilità e il benessere sociale è al centro della visione aziendale, che punta a trasformare le tendenze emergenti in opportunità per migliorare la qualità e la varietà delle creazioni dolciarie. Grazie a progetti come Panettone Day, CSM Ingredients promuove l’eccellenza italiana e la cultura della pasticceria artigianale in tutto il mondo.

Back to basics, la drink list di Ultimo Varese ispirata a Baritalia 2024

ultimo Varese
Otto signature divertenti, semplici, ma mai banali compongono il nuovo menu firmato da Fabio Moroni per il suo locale. Creazioni a base di ingredienti facilmente reperibili, facili da replicare, che riprendono e sviluppano la "lezione" dell'ultima edizione del laboratorio di miscelazione di Bargiornale

Semplicità, non banalità. Le parole chiave del concetto di Back to basics, tema di Baritalia 2024, per Fabio Maroni sono un mantra da quando ha aperto il suo Ultimo a Varese dodici anni fa. E a inizio dicembre ha lanciato un menu dedicato proprio a questo tema. «È ispirato all'ultima competition indetta da Bargiornale, cui abbiamo partecipato nella tappa di Verona e nella finale di Courmayeur (vinta da Giovanni De Gaetano, ndr; leggi Baritalia: tutti i vincitori dell’edizione 2024)», racconta. «La mission è quella di riproporre twist su cocktail storici oppure cocktail nuovi con prodotti facilmente reperibili e preparazioni di immediata replicabilità».

Un'attitudine che non nasce oggi, ma è nel dna del locale. «Siamo un bar centrato più sull'ospitalità che sull'alta miscelazione che prevede preparazioni lunghe ottenute con strumentazioni particolari», dice. Un'offerta che, in un locale come Ultimo, rischia di essere poco sostenibile a livello di costi e di tempistiche. «L'obiettivo è di non essere banali ma senza complicarsi la vita se non serve, sfruttando prodotti già esistenti sul mercato se soddisfano le nostre esigenze». E rendendo il drink replicabile, volendo, anche a casa.

Conquistare il cliente senza complicarsi la vita

Il tutto senza rinunciare a creare cocktail che divertano il cliente: nel menu Back to basic di Ultimo, per esempio, c'è il Mon Cheri, una versione liquida del famoso cioccolatino ispirata al Paloma fatta con Caffè Borghetti, bitter al cacao, Cointreau e una soda alla ciliegia. O il Nolita, «un twist sul classico Margarita con un tequila lavorato con ananas fresco e un rim di sale nero per appagare l'occhio».

Tra gli otto signature in menu (10 euro) si trova poi l'Hot Punch, un drink caldo a base di rum, spezie e frutta. «Vogliamo comunque mantenere il focus sulla stagionalità: a Varese ci sono 0 °C, ma nessuno propone cocktail caldi. Perché?». O ancora il Campari no grazie, ispirato al classico Garibaldi, con Campari, cordiale all'arancia («Un agrume facile da trovare in questo periodo»), falernum allo zenzero ideato da Edoardo Nono del Rita & Cocktails di Milano e gin con pepe di Timut.

Presentazioni all’insegna del less is more

Anche le presentazioni vanno nella direzione del «less is more», evitando garnish eccessive. «Avere una buona linea di bicchieri è molto importante, la capacità o lo spessore del vetro fanno la differenza», dice Maroni. «L'alta miscelazione è un bellissimo esercizio di stile», conclude il fondatore di Ultimo (oggi affiancato dalla socia Martina Azzalin). «Ma le gente cerca semplicità, un posto dove stare bene in cui vengono preparati buoni drink, ma magari con prodotti già esistenti in commercio e semplici». Back to basic.

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