Approda nella città partenopea (fino al 31 marzo) il tour nella Penisola firmato dal marchio, che propone un'esperienza immersiva, tra arte, miscelazione e cultura, dedicata all'iconico cocktail
Approda a Napoli la Negroni Room Experience, la nuova iniziativa itinerante firmata Campariper celebrare il cocktail italiano per eccellenza, attraverso un’esperienza immersiva di alto livello. Un progetto ispirato al format della Negroni Room creato da Carico Milano (leggi Inaugurata la Negroni Room by Carico. La nostra prova sul campo) che la collaborazione con Campari ha trasformato in un tour per la Penisola, che in ogni sua tappa propone un percorso multisensoriale che unisce arte, cultura, miscelazione e gastronomia, nel segno dell’iconico aperitivo.
Un tour che, partito lo scorso settembre da Firenze, dove il Negroni è nato, nel 1919 al Caffè Casoni, è proseguito a ottobre a Torino, per arrivare ora nella città partenopea, prima tappa del 2025, dove farà sosta fino al prossimo 21 marzo.
Nel pop-up bar presso Lhttps://www.bargiornale.it/wordpress/wp-admin/post-new.phpa Galleria Lia Rumma, gli ospiti potranno vivere la loro esperienza attraverso un percorso multisensoriale che li condurrà alla scoperta della storia e dell’evoluzione del grande cocktail e che culmina in una stanza immersiva dove, durante l’aperitivo o la cena, potranno degustare diversi drink accompagnati da piatti in abbinamento. A rendere l’esperienza ancora più ricca il contributo di alcuni importanti cocktail bar della città, quali L’Antiquario, il Riot Concept Store, il MobyD e il Primo Maggio, i cui bartender proporranno le loro interpretazioni del Negroni, rendendo la serata ancora più speciale.
Dopo Napoli il tour ripartirà per fare tappa in altre città italiane, tra le quali Roma.
Come partecipare
L’esperienza della Negroni Room Experience è a pagamento, con accesso esclusivo per piccoli gruppi. I biglietti sono possono acquistare sul sito dell’iniziativa o presso i cocktail bar partner delle varie tappe. Due le formule possibili: aperitivo, che prevede tre portate con altrettanti cocktail in abbinamento (cisto 48 euro); cena, con cinque portate sempre con altrettanti drink in abbinamento (costo 78 euro).
Creare un moderno cocktail che sappia esaltare in tutti i suoi aspetti la tiki culture è la sfida della nuova competizione ideata e organizzata dal bartender e imprenditore, tra i protagonisti indiscussi della new wave tiki internazionale. Iscrizioni aperte fino al prossimo 10 aprile
In palio per il vincitore c’è il titolo di Tiki Master. Parliamo della Tiki Master Cocktail Competition, nuovo cocktail contest tutto focalizzato sulla miscelazione tiki. A idearlo e organizzarlo, uno dei massimi esperti e cultori della materia e della esotic mixology, Daniele Dalla Pola, tra i protagonisti indiscussi della new wave tiki internazionale, fondatore del Nu Lounge di Bologna, dell’Esotico Miami, ora chiuso, dall’altra parte dell’Oceano, e del Kaona Room, sempre a Miami.
La competizione va alla ricerca dei nuovi eredi di Donn Beach, al secolo Ernest Raymond Beaumont Gantt, il padre della tiki culture, e di Trader Vic (Victor J. Bergeron), altro grande esponente del movimento. La sfida lanciata ai bartender è dunque di dare fondo alla loro creatività per dare vita a un moderno cocktail tiki, fondendo tradizione e innovazione, capace di evidenziare la profondità dei sapori, l’immaginario e la maestria che definiscono il mondo tiki.
Molto più di un contest
Ma la Tiki Master Cocktail Competition è un progetto che nasce con ulteriori ambizioni. Il debutto in Italia è un primo passo verso l’estensione a livello internazionale: obiettivo di Dalla Pola è infatti di portare la competizione nei principali festival a tema rum e nei bar show di tutto il mondo. Un progetto che ha come missione di costruire una comunità globale dei bartender tiki, che celebri la miscelazione esotica e la cultura del rum sul palcoscenico planetario.
Non a caso la finale della competition si terrà prossimo 5 maggio a Livorno, nell'ambito di Tikitaly, il più importante raduno tiki della Penisola. L’evento organizzato da Surfer Joe, da un'idea di Luca Valdambrini e Paul Campese, andrà in scena presso lo stesso locale ispirato alla surf music dal 3 al 5 maggio, e vedrà la partecipazione di alcuni dei migliori tiki bar del mondo, con i loro bartender che presenteranno le loro ricette d’autore.
Come partecipare
Tornando alla Tiki Master Cocktail Competition, i bartender che vogliono prendere parte alla gara possono farlo fino al prossimo 10 aprile, compilando il modulo d’iscrizione sul sito del concorso (dove c’è il regolamento completo) con i propri dati e inserendo la ricetta del proprio cocktail. Questo deve essere una originale creazione, composta da massimo 7 ingredienti che dovranno essere esclusivamente quelli compresi nell’elenco dei marchi partner, che il concorrente trova sempre sul sito del contest. È permesso l’utilizzo di un ingrediente homemade, preferibilmente però realizzato con prodotti Reàl, così come creare un rum blend, ma sempre composto solo con i distillati dei brand nell’elenco.
Come funziona
Gli autori delle 10 migliori ricette si sfideranno nella finale a Livorno, che sarà presentata da Julian Biondi, firma di Bargiornale, dove presenteranno il loro cocktail a una giuria presieduta da Dalla Pola e composta da altri big del panorama della miscelazione tiki e tropicale, quali Marie King, Gianni Zottola, Scotty Schuder e Simone Pastanella.
Giuria che valuterà la performance dei finalisti considerando l’originalità del cocktail, la capacità di riflettere l’essenza della cultura tiki, l’esperienza gustativa che offre, ma anche le abilità tecniche del concorrente, la sua capacità di creare e raccontare una storia attorno alla sua creazione e di intrattenere e coinvolgere il pubblico.
La mitica master distiller di Hendrick’s, Leslie Gracie, ha messo la sua firma inconfondibile su un nuovo prodotto parte del suo Cabinet of Curiosities, la collezione di edizioni limitate che lo scorso anno aveva visto il lancio di Hendrick’s Grand Cabaret (leggi Hendrick’s Grand Cabaret: la nuova release del Cabinet of Curiosities). È la sesta meraviglia della serie, e per realizzarla, Ms Gracie si è spinta fino ai luoghi più disparati e lontani: «L’ispirazione mi è venuta dopo un’escursione in un deserto», racconta dopo essere stata raggiunta in esclusiva da Bargiornale.
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Hendrick's Oasium
Hendrick's Gin, Oasium e Grand Cabaret
«È stata un’esperienza illuminante, perché ci siamo fermati in un’oasi ricchissima di erbe e profumi dopo aver fatto un’escursione a dorso di cammello, e da lì mi sono venute le idee migliori per lavorare a Oasium: è stato come imbottigliare un momento pieno e significativo, per sempre».
Bevibilità e versatilità
Come anche in passato, Hendrick’s (proprietà di William Grant & Sons) rimane piuttosto silente circa le erbe aromatiche specifiche utilizzate per la ricetta: rimane lo scheletro identitario del brand, quella freschezza tipica data dal cetriolo che si accompagna a profumi floreali di rosa e al ginepro. La novità, come segnala l’azienda, si concretizza in “un romantico intreccio di lussureggianti aromi verdi, toni erbacei delicati e un finale leggermente agrumato”, che la master distiller definisce come la chiave per la bevibilità e la versatilità di questa nuova versione. Al palato si esaltano note di frutta matura (albicocca, pesca, fragola) e sentori tropicali.
Nuova risorsa per i bartender
A Leslie Gracie si affianca il Global Brand Ambassador Ally Martin, che non esita a guardare la dimensione del gin con addirittura rinnovato entusiasmo. Se è vero che sono ormai innumerevoli le etichette presenti sul mercato, l’altra faccia della medaglia è «una quasi infinita possibilità e serie di risorse per i bartender, per poter proporre anche alle nuove generazioni di consumatori delle soluzioni orizzontali e mai banali: un Gin Tonic, un Martini, una rivisitazione di Paloma (l’Oasium Fizz, con succo di pompelmo, è il signature di Hendrick’s Oasium, ndr) ma anche ricette più complesse se trattate con le conoscenze di miscelazione contemporanea. Il mondo del gin è tutt’altro che saturo o finito».
Hendrick’s Oasium, distribuito in Italia in esclusiva da Velier, è imbottigliato a 43.4% nell’ormai riconoscibilissimo packaging che richiama le vecchie boccette da farmacista (750 ml) e una nuovissima etichetta arancione.
Dojo, brand commerciale di Paymentsense Ireland Limited, ha annunciato il suo ingresso nel mercato italiano ad ottobre 2024, portando un'innovativa tecnologia di pagamento pensata per supportare le imprese, con un focus particolare su quelle della ristorazione.
«La piattaforma è progettata per rispondere alle esigenze degli esercenti che desiderano velocizzare i pagamenti e semplificare la gestione operativa quotidiana – dice Antonio Di Berardino, Country Manager per l’Italia di Dojo -. In sostanza un’unica soluzione che elimina i ritardi negli incassi e che consente alle aziende di ricevere i pagamenti in poche ore, affrontando così le principali criticità legate alla lentezza delle transazioni e alla complessità della riconciliazione contabile».
Una suite completa per semplificare i pagamenti
Dojo offre una gamma di strumenti di pagamento digitali e in presenza, ideati per rendere le transazioni più rapide, agevolare la gestione contabile e garantire un accesso immediato ai fondi incassati.
Antonio Di Berardino, Country Manager per l’Italia di Dojo
Tra le novità del sistema Dojo anche l’integrazione della connettività Wi-Fi e 4G così da garantire transazioni fluide.
Una tecnologia, in sostanza, che consente alle imprese dell’ospitalità italiana di migliorare l’efficienza operativa: il personale può servire più clienti in meno tempo, mentre i titolari possono concentrarsi sulla crescita del business.
E i costi per l’esercente? “Dipendono da vari fattori, ma vengono tagliati su misura del singolo locale” conclude Di Berardino
Espansione europea e crescita record
Dojo ha individuato l’Italia come un mercato strategico, in cui l’uso delle carte di pagamento è in forte crescita: nei primi sei mesi del 2024, il volume delle transazioni ha registrato un aumento dell’8,6% su base annua, raggiungendo i 223 miliardi di euro. In un contesto caratterizzato da una forte presenza di PMI e un crescente interesse per la digitalizzazione, la tecnologia di Dojo rappresenta una soluzione innovativa.
Una tappa fondamentale
Il lancio nel nostro Paese segna una tappa fondamentale nell’espansione europea di Dojo, che nel 2024 ha già debuttato in Spagna e ha aperto il suo quartier generale europeo a Dublino. Questa crescita si inserisce in un anno straordinario per la fintech, che nel Regno Unito e in Irlanda ha registrato ricavi record di 367 milioni di euro (£310m) nell'anno finanziario chiuso il 31 marzo 2024, con un incremento del 28% rispetto all’anno precedente.
Ad oggi, Dojo serve oltre 150.000 aziende tra Regno Unito, Irlanda e Spagna, spaziando dai piccoli esercenti alle grandi imprese. Nel 2023, la fintech ha gestito oltre 2,2 miliardi di transazioni per un valore totale di 50 miliardi di euro (£42bn).
Andrea Villa, tre volte campione italiano di Coffee in Good Spirits
Sei le creazioni del pluricampione italiano di Coffee in Good Spirits che arricchiscono l'offerta di Arriviamo, il cocktail bar di Starbucks Reserve Roastery a Milano. Drink no e low alcol, con il caffè come naturale protagonista e che puntano sulla multisensorialità
Nuova drink list (con il caffè al centro) per Starbucks Reserve Roastery, il primo avamposto della catena americana ad aver aperto in Italia nel 2018. Sette anni dopo il menu di Arriviamo, l'elegante cocktail bar ritagliato all'interno dello scenografico ex Palazzo delle Poste in piazza Cordusio a Milano, si arricchisce con sei drink firmati da Andrea Villa, tre volte campione italiano della competizione Coffee in Good Spirits. Caratteristiche: spazio al low alcol e al no alcol, focus sull'esperienza del cliente, attenzione per la replicabilità e per gli ingredienti made in Italy. E naturalmente un posto d'onore per il caffè, ottenuto tramite diverse estrazioni di Milano Roastery Microblend, una miscela 100% arabica creata ad hoc dalla torrefazione interna di Starbucks Reserve Roastery.
Caffè cardine della drink list
«Il caffè è il cardine della drink list», spiega Villa. «E per me il caffè è condivisione e svago». I cocktail, disponibili dal 10 marzo e presentati al pubblico il 20 marzo da Villa in una serata con musica live, pescano dai ricordi d'infanzia del loro creatore e puntano sulla multisensorialità (da bere ma anche da guardare, annusare, toccare).
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Le mie Radici
Eden Elixir
Drops of Gold
Don't Pink abou
Aria di Primavera
Beyond the Star
«Ho inoltre optato per una realizzazione che sia facilmente replicabile, semplice ma non banale». Tra i nuovi cocktail, che costano 12/16 euro, ce ne è anche uno da gara, vale a dire quello che Andrea Villa ha presentato alla competizione internazionale Coffee in Good Spirits del 2024 a Copenaghen (dove si è classificato al terzo posto). Si chiama Le mie radici e si ispira al Centro Italia: viene preparato con doppio espresso, succo di barbabietola, vermouth di uve Sagrantino, sciroppo al timo e Gardeum Floral Punch con acmella che dà un effetto frizzantino. Il risultato, grazie al passaggio in sifone caricato ad azoto, è vellutato, di un colore rosso intenso e decisamente low alcol, servito con un rametto di timo.
Drink che puntano sulla multisensorialità
In drink list si trovano poi Eden Elixir, un all day low alcol a base di caffè filtro ed espresso, porto Saneman Ruby, liquore alla foglia di fico, sciroppo di fiore di sambuco e liquore alla mora, guarnito con un fiore edule e servito con un fico essiccato spolverato con una nota citrica, Drops of Gold in cui il whisky e l'olio extravergine d'oliva vengono lavorati con il fat-washing e uniti a caffè filtrato, ratafià e succo d'ananas (il tocco finale sono tre gocce d'olio lasciate cadere sulla superficie) e l'agrumato Don't Pink about it, low alcol e senza caffè. Al suo posto un infuso di lampone, fiori di ibisco e ribes rosso, che regala al drink un acceso colore rosa, con gin Tanqueray 10, limoncello Villa Massa e una spruzzata di olio essenziale al bergamotto. Due i cocktail senza alcol: Aria di Primavera, con cold brew infuso alla lavanda, succo di mela verde, sciroppo di fiore di sambuco, ginger beer e aria di lavanda, e Beyond the Star, con sciroppo di zafferano, tè alla pesca e bevanda alla mandorla, con una stella di anice come garnish.
Gustoso e salutare, il nuovo panino multicereale è privo di glutine e lattosio ed è fornito in uno speciale imballo monoporzione infornabile che ne permette la cottura promiscua con prodotti contenente glutine nello stesso forno
Il pane è un alimento di base fondamentale nella dieta quotidiana, ed è essenziale che anche chi segue una dieta senza glutine possa consumarlo in totale sicurezza e abbia a disposizione una scelta vasta e di alta qualità. Impegnata a migliorare la vita fuori casa delle persone con esigenze alimentari specifiche, Schär Foodservice, la divisione del Gruppo Dr. Schär dedicata al canale Horeca, in questa ottica ha ampliato la sua proposta di panificati con Multi-Cereal Rolls.
Il nuovo arrivato è un gustoso e salutare pane multicereale, proposto in un imballo monodose da 50 g, che consente all’operatore di cuocerlo passandolo direttamente dal freezer al forno, sia tradizionale sia microonde, senza aprire la confezione.
Lo speciale imballo monoporzione infornabile permette di effettuare la cottura promiscua con prodotti contenenti glutine nello stesso forno, senza rischi di contaminazione, il tutto in modo facile e veloce. È sufficiente scaldare il pane ancora surgelato per 1 minuto e 10 secondi nel forno a microonde (360 W) oppure per 8-9 minuti in forno preriscaldato a 200°C, ottenendo così un pane fragrante, pronto da far gustare ai propri clienti.
I pani in imballo infornabile di Schär Foodservice
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Multi-Cereal Roll 50 g
Rosetta – White Rolls 58 g
Ciabatta 50 g
Hamburger Roll 75 g
Senza glutine, senza frumento, senza lattosio e vegano, Multi-Cereal Rolls è preparato utilizzando cereali di prima qualità garantiti Schär e arricchito con semi di lino e girasole che lo rendono ricco di fibre e fonte di Omega 3.
La nuova referenza si inserisce nella gamma già esistente di pani in imballo infornabile di Schär Foodservice, mettendo così a disposizione delle realtà del fuoricasa una vasta scelta di prodotti da servire con sicurezza e praticità a una clientela sempre più ampia e diversificata. Gamma che comprende la Rosetta – White Rolls 58 g, la Ciabatta 50 g e l’Hamburger Roll 75 g, tutte proposte perfette per realizzare sfiziosi panini dolci o salati per una pausa spezzafame, ma anche come accompagnamento ai pasti principali, dalla colazione alla cena.
Il brand è Official Vodka Partner della competizione automobilistica più prestigiosa al mondo. Sarà protagonista degli eventi esclusivi che accompagneranno le gare, a cominciare dall’After Party ufficiale del Gran Premio d’Australia che aprirà la stagione
Belvedere Vodka scalda i motori in vista dell’avvio della stagione 2025 della Formula 1, che prenderà il via domenica 16 marzo con il Gran Premio Louis Vuitton d'Australia, sul circuito di Albert Park, a Melbourne. La luxury vodka polacca è infatti Official Vodka Partner di questa stagione della competizione automobilistica più prestigiosa al mondo, che quest’anno festeggia il suo 75° anniversario.
La collaborazione segna l’ingresso di Belvedere nel circuito degli sport mondiali e unisce due marchi celebri per il loro heritage, l’eccellenza e la ricerca di prestazioni eccezionali. Valori che Belvedere incarna con il suo spirito moderno, capace di tenere insieme tradizione e innovazione. Prodotta artigianalmente nella più longeva distilleria della Polonia, fondata nel 1910, e utilizzando esclusivamente segale polacca, tra le più pregiate al mondo, si è subito imposta come emblema della vodka di alta qualità e di luxury spirit, lavorando costantemente per elevare sempre più in alto questi due aspetti, come con il lancio di Belvedere 10 (leggi Vodka, caviale e… patatine: il lusso irriverente di Belvedere 10) e più di recente con la transizione al biologico (leggi Svolta bio per Belvedere Vodka).
Protagonista del fuori pista
La partnership con F1 punta a creare esperienze uniche che esaltino l’atmosfera esclusiva del paddock e degli eventi legati alle gare e si inserisce nell’accordo di collaborazione decennale siglato a inizio anno da Lvmh, del quale Belvedere è parte, come Global Partner della Formula 1 a partire sempre da questa stagione. Partnership che coinvolge altri marchi del gruppo francese, tra i quali TAG Heuer, come cronografo ufficiale, e Moët & Chandon.
E se le bollicine della maison de Champagne saranno stappate dai primi tre piloti sul podio, Belvedere sarà la protagonista degli eventi fuoripista. A partire dall’After Party ufficiale del Gran Premio d’Australia, un evento esclusivo firmato dal marchio e all’insegna del divertimento, che riunirà alcuni dei più famosi dj del mondo. Inoltre, Belvedere Vodka sarà presente in tutte le tappe del campionato e sarà servita nei più prestigiosi spazi hospitality, tra i quali il Paddock Club e il Garage F1.
Il neo direttore vanta una solida esperienza nel settore della produzione. Nel gruppo Heineken dal 2018, subentra alla guida del birrificio sardo a Matteo Borocci
Cambio al vertice del Birrificio Ichnusa di Assemini (Cagliari). Lo storico stabilimento del brand sardo del gruppo Heineken ha un nuovo direttore: è Paolo Ciccarelli, manager che vanta una solida esperienza nel settore della produzione e che subentra nel ruolo a Matteo Borocci.
Classe 1984 e nato a Vico Equense (Napoli), Ciccarelli ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Torino, dopo aver iniziato gli studi presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli. Oltre alla laurea, ha conseguito l’Executive Master in Logistica distributiva presso la Graduate School of Management del Politecnico di Milano.
La sua carriera professionale inizia nel 2011 in Bacardi, nello stabilimento piemontese di Martini & Rossi, dove si è occupato di planning e confezionamento. Dal 2018, è entrato a far parte di Heineken, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità nei birrifici del Gruppo in Italia e all’estero (Regno Unito, Portogallo e Olanda). Negli ultimi due anni ha guidato lo stabilimento di Pollein (Aosta).
Ora la sua carriera nel Gruppo prosegue si prepara a una nuova sfida che lo vede a capo di una realtà tra i simboli della Sardegna.«Sono entusiasta di intraprendere questa nuova sfida professionale alla guida di un birrificio così prestigioso e ricco di storia come quello di Ichnusa – ha dichiarato il neo direttore -. Questa terra, con la sua storia millenaria e la sua passione per le tradizioni autentiche, ha saputo creare una birra unica, capace di raccontare un'identità e un modo di essere. Raccolgo con entusiasmo l'eredità di Matteo Borocci e mi impegno a valorizzare questo legame con il territorio, mettendo le mie competenze e la mia passione al servizio di questo stabilimento e di tutta la comunità sarda».
L’azienda genovese è stata tra i grandi protagonisti della kermesse romana, guidando professionisti e appassionati in un viaggio sensoriale tra i grandi distillati che importa e distribuisce in esclusiva per l’Italia
Il Roma Whisky Festival 2025, svoltosi il primo weekend di marzo presso il Salone delle Fontane, ha visto la partecipazione di Fine Spirits. Durante la kermesse l’azienda genovese ha coinvolto i numerosi visitatori in una degustazione immersiva. Tra le realtà più apprezzate, Kilchoman, Ardnahoe, Springbank, The Dalmore e Mars sono emerse come le protagoniste assolute di questa edizione, raccontando storie di passione, innovazione e impegno verso la qualità.
Credit foto: Martina Madeddu
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L’animo torbato di Kilchoman
Fondata nel 2005, la distilleria Kilchoman è un’icona della produzione di whisky torbatisull’isola di Islay, una delle terre più ricche di storia nel panorama scozzese. L'azienda ha fatto parlare di sé per la sua unicità: la produzione di whisky all’interno di una fattoria. Kilchoman è famosa per il suo whisky fortemente torbato, che raggiunge i 50 ppm, una delle concentrazioni più alte di torba. Espressione massima di questi sentori torbati è Kilchoman Batch Strength che si è classificato terzo nella categoria Best Cask Strenght nel premioWhisky & Lode. Tuttavia, la distilleria non si limita a utilizzare botti di bourbon, ma sperimenta anche con botti di Sherry, creando espressioni molto apprezzate come il Lock Gorm e il Sanaig. Tra le novità presentate al festival, spicca anche la seconda edizione della Kilchoman Italian Cities - Editon N.2 Rome, invecchiato esclusivamente in botti di Porto. Una bottiglia speciale per il mercato italiano che celebra il connubio tra la tradizione scozzese e le eccellenze del nostro Paese.
La rivoluzione di Ardnahoe
La distilleria Ardnahoe, giovane ma già molto promettente, sta segnando una vera e propria rivoluzione nel panorama dello Scotch whisky. Fondata dalla famiglia Hunter Laing, una delle più longeve nel campo degli imbottigliamenti indipendenti, Ardnahoe ha lanciato il suo primo imbottigliamento, Inaugural Release, con un successo che ha sorpreso tutti. Il whisky di Ardnahoe è caratterizzato da una torbatura più leggera rispetto ai suoi rivali scozzesi, ma il suo profilo affumicato è accompagnato da note vegetali e un intrigante tocco di pepe bianco. «Uno degli aspetti più affascinanti della distilleria Ardnahoe è l’utilizzo del worm tub, un tipo di condensatore che dona al distillato un carattere unico e autentico, rimanendo fedele alla tradizione pur mantenendo un approccio moderno alla distillazione», racconta Mirko Turconi, responsabile commerciale di Fine Spirits. Con il suo primo imbottigliamento continuativo, presentato nell'autunno 2024 e chiamato Infinity Loch, Ardnahoe sta già attirando l’attenzione dei collezionisti e degli appassionati del settore.
Torbatura e morbidezza: il perfetto equilibrio di Springbank
Springbank tra le distillerie più antiche e rispettate in Scozia, nel 2025 celebra il suo centenario con un’impronta che rimane fedele alle radici. Situata a Campbeltown, un tempo capitale del whisky scozzese, Springbank è l’unica distilleria che ancora oggi utilizza il pavimento di maltaggio al 100%, un processo tradizionale che richiede una cura artigianale in ogni fase della produzione. Il whisky di Springbank è rinomato per la sua torbatura leggera e per le note minerali derivanti dalla torba locale. Le sue espressioni sono caratterizzate da un equilibrio perfetto tra il fumo e la morbidezza, con sentori che ricordano la polvere da sparo, un elemento distintivo del profilo organolettico di questa distilleria. Nonostante questa nota affumicata, il whisky mantiene una morbidezza che bilancia la sua forza. «Un elemento chiave che distingue Springbank da altre distillerie è l'oleosità del whisky, che deriva dalla lavorazione manuale dell'orzo e dall'uso di alambicchi alimentati a fiamma diretta. Ogni alambicco è alimentato direttamente dalla fiamma, un metodo che conferisce al whisky una maggiore corposità e un profilo oleoso unico nel panorama delle distillerie scozzesi», racconta Jacopo Grosser, brand manager e whisky expert.
I distillati luxury di The Dalmore
Fondata nel 1839, The Dalmore è una distilleria che ha saputo coniugare la tradizione alla modernità, diventando uno dei marchi più apprezzati nel mondo del whisky di lusso. «Un aspetto distintivo di The Dalmore è la sua eleganza e facilità di bevuta, che la rende adatta sia ai bevitori occasionali sia a quelli esperti. La distilleria non spinge troppo sulle alte gradazioni alcoliche, mantenendosi tra i 40 e i 43 gradi, e solo alcune espressioni superano i 46 gradi», prosegue Turconi. La qualità dei distillati è frutto di un equilibrio perfetto tra diverse maturazioni, usando un mix di botti di bourbon, botti di vino e botti di sherry. A differenza di molte altre distillerie, infatti The Dalmore non usa botti di sherry comuni, ma si avvale della collaborazione con la rinomata bottega Gonzalez Byass, per ottenere botti di sherry di altissima qualità. Questa collaborazione permette alla distilleria di lavorare con botti che sono fuori dalla portata di molte altre realtà, creando così una stratificazione complessa nei suoi whisky. Un esempio di questa stratificazione si trova nel The Dalmore 12 anni, maturato per i primi 9 anni in botti di bourbon e successivamente diviso in tre differenti botti di sherry molto vecchie. Le botti provengono da una selezione esclusiva di sherry che sono invecchiate per almeno venti anni, dando al whisky una componente di sherry molto marcata. Negli ultimi anni, The Dalmore ha introdotto anche le edizioni vintage, che sono imbottigliamenti speciali di whisky provenienti da un singolo anno di distillazione, simili ai millesimati del vino. Questi imbottigliamenti possono partire da un invecchiamento di 15 anni, ma arrivano anche a età più avanzate.
La special edition esclusiva di Mars per Fine Spirits
Mars è una distilleria giapponese che si distingue per la sua tradizione e la qualità dei suoi prodotti. La distilleria è stata creata da un allievo di Masataka Taketsuru, un nome fondamentale nella storia del whisky giapponese, noto per aver importato e perfezionato la produzione di whisky scozzese in Giappone. Con un profilo elegante e pulito, Mars è apprezzata per l’equilibrio e la morbidezza che caratterizzano tutte le sue espressioni. Tra le peculiarità l'uso di una piccola percentuale di whisky scozzese nelle sue produzioni, ma con un’alta percentuale di whisky distillato all’interno delle sue due distillerie, che supera il 60%. Nonostante la limitata produzione e la difficoltà di reperibilità, il whisky giapponese di Mars rappresenta un’ottima alternativa ai marchi più noti, mantenendo un prezzo competitivo senza compromettere la qualità. Un esempio esclusivo della distilleria è il "single cask" distillato a Shinshu nel 2016, imbottigliato nel 2022 con un volume alcolico del 62%, che ha suscitato grande interesse tra i collezionisti. «Questo è un imbottigliamento esclusivo per Fine Spirits - racconta Jacopo Grosser - ed è una edizione limitatada una singola botte di 230 bottiglie. Il whisky ha una struttura intensa e esplosiva, con un perfetto equilibrio tra cereale, legno, e note fruttate di frutta gialla, vaniglia e cocco. È un prodotto che si distingue per la sua pulizia e l'intensità delle sue sfumature aromatiche, rendendolo unico nel suo genere».
Con l'acquisizione dell'azienda toscana, il Gruppo punta a crescere nel mercato del primo pasto della giornata arricchendo la sua offerta con i prodotti pronti da forno
Eurovo punta a rafforzarsi nel mercato della colazione e mette le mani su Waffelman, azienda con sede a Monsummano Terme (Pistoia) e specializzata nella produzione di waffle, pancake, crepes e prodotti semilavorati.
Un’acquisizione strategica con la quale il Eurovo punta a consolidare il proprio know-how sulle uova come ingrediente fondamentale nei numerosi ambiti della gastronomia e in particolare in quello dei prodotti da forno per la colazione. Mercato quest’ultimo che negli ultimi anni ha dimostrato un particolare dinamismo nell’offerta di waffle e pancake di alta qualità e che offre solide prospettive di crescita.
Con un arricchimento di gamma in questa direzione Eurovo, in quanto già fornitore di riferimento per uova e ovoprodotti, potrà sfruttare le sinergie di una distribuzione commerciale e logistica già molto presidiata che permetterà di ottimizzare gli attuali clienti comuni ed espandere ulteriormente la penetrazione nei canali del food sevice e della gdo, con waffle e pancake.
Un’offerta più ricca nei canali professionali
Senza trascurare, che Waffelman è una realtà in salute e dalle ottime prospettive: l’azienda nel 2024 ha registrato un fatturato superiore a 2,6 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto all’anno precedente.
«Da tempo abbiamo avviato con Waffelman una collaborazione per la produzione dei nostri pancake a marchio le Naturelle e ProUp e questa acquisizione è la naturale evoluzione di un rapporto consolidato e duraturo - ha commentato in una nota che annunciava l’operazione Federico Lionello, della direzione commerciale e marketing di Gruppo Eurovo -. Grazie a questa operazione, puntiamo a rafforzare la nostra esperienza e presenza nel settore alimentare. Un’opportunità che va oltre il mercato consumer, perché una maggiore profondità di gamma rende ancora più ricca la nostra offerta nei canali professionali che già oggi, grazie al portafoglio specifico di uova e ovoprodotti, ci consente una capillarità importante in tutti i segmenti del food service».
Progettati per esaltare l’esperienza di degustazione dello champagne, i nuovi calici, realizzati per la maison francese in collaborazione con Lehmann, sono prodotti con un innovativo polimero ad alte prestazioni ottenuto per il 50% da riciclo
Eleganti, funzionali e sostenibili. Possiedono tutte queste virtù i calici infrangibili realizzati, e interamente personalizzati, da Gold Plast per Moët & Chandon. Ma non solo, perché altro elemento caratterizzante dei nuovi calici è che non sono in cristallo e in vetro, ma in polimero, ovvero in materiale plastico, ad alte prestazioni e in più prodotto da riciclo.
Il calice realizzato da Gold Plast per Moët & Chandon
Il progetto è nato dalla volontà della prestigiosa maison de Champagne di ridurre il proprio impatto ambientale anche agendo sul servizio dei suoi vini, in linea con le politiche sostenibili che porta già avanti in vigna e in cantina. Per tradurlo in realtà si è affidata all’azienda lombarda, specializzata nello sviluppo e produzione di accessori infrengibili per la tavola, in materie prime di qualità e interamente riciclabili, per il mondo del fuoricasa. Azienda che già fornisce al gruppo il gruppo Lvmh, del quale Moët & Chandon è parte, i suoi calici che, grazie a una tecnologia di produzione brevettata, dispongono di un bordo arrotondato e sottile molto apprezzato dai cultori del vino e del buon bere.
Lo studio del nuovo calice, condotto da Gold Plast su specifiche della maison, ha puntato alla ricerca della massima qualità funzionale, compresa l’infrangibilità, e produttiva e a preservare le proprietà organolettichedello champagne, per garantire un’esperienza di degustazione all’altezza del marchio Moët & Chandon. Nel portarlo avanti l’azienda ha coinvolto un terzo partner di eccellenza, Lehmann Glass, con sede a Reims (Francia) e specializzata nella produzione di bicchieri e calici per la degustazione di vini e champagne, il cui know how nel settore ha contribuito a sviluppare un prodotto finale con tutti gli accorgimenti necessari per esaltare l’esperienza di degustazione delle bollicine.
Un materiale ad alte prestazioni e amico dell’ambiente
Essenziale per il conseguimento di tutti gli obiettivi è stata la scelta del materiale: il Tritan Renew, un copoliestere di nuova generazione, che non contiene Bisfenolo (BPA), bandito dallo scorso 20 gennaio per tutti i prodotti a contatto con gli alimenti, prodotto e brevettato da Eastman, colosso Usa della chimica.
Un materiale amico dell’ambiente, ottenuto utilizzando fino al 50% di materiale riciclato attraverso un processo di riciclo chimico avanzato che permette di mantenere le proprietà della materia prima originale senza degradazione. Una soluzione che, oltre a ridurre la quantità di rifiuti destinati alle discariche o potenzialmente dispersi nell’ambiente, genera anche meno emissioni di gas serra rispetto ai metodi di produzione tradizionali basati su materie prime vergini. Al basso impatto ambientale il materiale unisce una serie di proprietà che lo rendono perfetto per la produzione di calici di alta gamma, quali l’elevata trasparenza e brillantezza, unite a una non meno elevata resistenza chimica e termica.
Quando l’Arte dell’Aperitivo incontra la maestria della Cucina Stellata. Gin Mare ha voluto così celebrare il Toast Day (ultimo giovedì di febbraio) con una collaborazione d’eccezione, firmata dallo chef a due stelle Michelin Andrea Aprea.
Dalla colazione alla merenda, dal lunch break allo spuntino di mezzanotte, il toast è da sempre una formula ristorativa sinonimo di semplicità e piacere immediato: due fette di pane in cassetta abbrustolite che diventano croccanti, da farcire a scelta in versione salata (formaggio, prosciutto, sottaceti) o dolce (burro, marmellata).
Fino agli anni Venti, il toast (o pane tostato) era preparato semplicemente, rivoltandolo su piastre metalliche o pietre roventi. Con l'invenzione americana di Charles Strite del tostapane elettrico con timer, la sua preparazione è diventata più facile e veloce, alla portata di tutti, invadendo cucine, caffè e bar, come alternativa da preparare al momento, più leggera e gustosa rispetto ai panini farciti già pronti.
Istituito nel 2014 da Tiptree World Bread Awards con Brook Food, Toast Day ha sdoganato questo tramezzino composto da due fette di pane tostato e farcito che, da soluzione popolare, in mano a chef creativi, a cominciare dai fratelli Cerea, è diventato una alternativa interessante anche per i gourmand più esigenti.
Un’evoluzione che Gin Mare, da sempre legato al mondo della gastronomia e alle sue tendenze, ha voluto cogliere e valorizzare. Il brand che interpreta la cucina non solo come fine dining ma anche come sperimentazione e innovazione, ha scelto quest'anno di celebrare il Toast Day in collaborazione con lo ChefAndrea Aprea, già noto per aver proposto una variante dell'inglese Club Sandich premiata dal londinese Monocle Magazine. Ricordiamo che Club Sandwich è nato nel Settecento per nutrire senza far alzare dal tavolo da gioco un irriducibile Lord Sandwich.
La sua continua ricerca dell’equilibrio tra tradizione e innovazione si concretizza ora in una nuova espressione grazie alla partnership con Gin Mare.
Le prime ricette di Chef Andrea Aprea
Sono nati così Gin & Mare Toast e il Toast Mediterraneo, due creazioni che esaltano i sapori del Mediterranean Gin con la firma inconfondibile dello chef nato a Napoli e cresciuto a Roma, oggi titolare del Ristorante (2 Stelle Michelin) &Caffè Bistrot Andrea Aprea di corso Venezia 52 a Milano.
Chef Andrea Aprea
Il loro abbinamento ideale è il classico Gin Mare Tonic, guarnito dall’iconico rametto di rosmarino che ne amplifica le sfumature aromatiche. Ma non sono mancate altre proposte come il cocktail Glover e Mediterranean Trip.
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Barman in azione a Caffè Bistrot Andrea Aprea
Cocktail Gin Mare Tonic
Cocktail Glover
Cocktail Mediterranean Trip
I coktail Gin Mare sono stati molto apprezzati anche da Ilaria e Giuseppe
Gin & Mare Toast Crudo di gamberi rosa, salsa al Gin Mare, foglie di capperi.
Gin & Mare Toast
Così lo Chef racconta la sua ispirazione: «In questo toast la delicatezza del gambero rosa si abbina perfettamente con la freschezza delle note aromatiche ispirate alle botaniche di Gin Mare: il lime, il profumato basilico e il cappero, che aggiunge un tocco di sapidità. Un viaggio sensoriale tra i profumi della costa mediterranea». Ingredienti Pane in cassetta artigianale bianco 15x15cm, tartare di polpa di gamberi rosa, Olio Evo. sale, pepe, scorzetta di lime, basilico fresco tagliato à julienne, salsa Gin Mare (emulsione di maionese, Worchester Sauce, Tabasco, succo di lime con Gin Mare), foglie di cappero sottaceto. Preparazione Posizionare sul piatto una fetta di pane bianco tostato, spalmare con l’aiuto di una spatolina la salsa al Gin Mare, adagiare sopra la polpa di gambero, coprire con le foglie di cappero e chiudere il sandwich con un’altra fetta di pane tostato. Parare i bordi e dividere in quattro cubi.
Toast Mediterraneo Mozzarella di bufala, pesto di pomodori secchi, acciughe, emulsione di basilico.
Toast Mediterraneo
Questa ricetta racchiude «L'essenza della mediterraneità dello Chef, dei ricordi della sua terra, un connubio di sapori che lo riportano all’infanzia e raccontano i luoghi in cui è nato. Un abbinamento che si sposa perfettamente con le note aromatiche di Gin Mare, un’esplosione di freschezza. È letteralmente il Mediterraneo in un morso».
Club Sandwich Vegetariano
Fettine sottilissime di melanzane, zucchine e pomodori, pesto di uvetta e pinoli, crema di Grana Padano Riserva.
Fassona Crock
Crudo di Fassona, cavolo cappuccio acidulo, maionese alla senape.
Tutte le proposte di Chef Andrea Aprea
Gin Mare, la macchia mediterranea in una bottiglia
Gin MareMediterranean Gin è nato vicino Barcellona come un viaggio nei sapori della macchia mediterraneo. Botaniche come oliva Arbequina, basilico, rosmarino e timo, selezionate dalle terre fertili di Grecia, Italia, Spagna e Francia, conferiscono al gin il suo carattere distintivo (42,7% alc).
Viene prodotto con distillazione discontinua in Alambicco Fiorentino, con macerazione separata per ciascuna botanica per 24-48 ore, mentre gli agrumi (limoni e lime) vengono fatti macerare per un intero anno per esprimere al meglio le qualità uniche di ciascun ingrediente. Fornito in bottiglia 70 cl in vetro chiaro serigrafato, il cui tappo può essere utilizzato come un misurino da 7 cl, quantità ideale per un Gin Mare Tonic (acqua tonica a piacere). Gin MareMediterranean Gin è prodotto e distribuito da Brown-Forman.
Gin Mare Mediterranean Gin 70 cl
Brown-Forman Corporation da oltre 150 anni crea marchi premium di alcolici eccezionali, restando fedele alla promessa originaria: Nothing Better in The Market (Niente di meglio sul mercato).
Il portafoglio di marchi premium include:
Jack Daniel's Tennessee Whiskey
Woodford Bourbon Kentucky Whiskey
Tequila Herradura
Tequila El Jimador
Korbel Champagne
Old Forester Bourbon Kentucky Whiskey
Coopers’ Craft Bourbon Kentucky Whiskey
The Glendronach Scottish Whisky
Glenglassaugh Scottish Whisky
Benriach Scottish Whisky
Ron de Venezuela Diplomático
Chambord Rapsberry Liqueur
Gin Mare
Fords London Dry Gin
Slane Irish Whiskey
New Mix Ready To Drink.
Produzione assicurata da circa 5.700 dipendenti in oltre 170 paesi di tutto il mondo.