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The Atlantic Magic Collection di Nordés gin presenta l’edizione numero 2

Nordés Gin torna con la limited edition The Atlantic Magic Collection, omaggiando i tesori nascosti del mare che bagna le coste della Galizia

I tesori nascosti del mare galiziano: sono questi i protagonisti dell'edizione N°2 della collezione The Atlantic Magic Collection di Nordés Gin, che torna con un nuovo omaggio alle coste da cui nasce il gin premium distribuito in Italia da Stock Spirits. Ostriche, capesante, zamburiñas, cozze, lumachine di mare, acciughe, telline: sono i frutti di mare che fanno parte del patrimonio culinario della regione, presenti nel design della bottiglia, con una finitura che richiama carapaci, pesci e i riflessi madreperlacei delle conchiglie.

Sin dal suo primo lancio sul mercato 13 anni fa, il gin originario di San Pedro de Sarandón, vicino a Santiago de Compostela, ha saputo catturare l’essenza della Galizia e delle sue coste bagnate dall'Oceano Atlantico, non solo nel sapore, ma anche nella sua identità visiva: una bottiglia molto riconoscibile, ispirata alla ceramica tradizionale di Sargadelos, che già si era cimentata unaprima edizione della limited edition The Atlantic Magic Collection omaggiando i fari galiziani che brillano nell’oscurità.

Il motto del brand, "Maxia Pura", prende vita in questa edizione, che invita a riscoprire l’autenticità e a trasformare il quotidiano in qualcosa di straordinario. La nuova edizione limitata (al prezzo di 29,95 euro) del gin premium galiziano mantiene al suo interno il suo sapore rinfrescante ed equilibrato, con il tocco genuino dell’uva albariño e la sua selezione di botaniche.

Coca-Cola scende in campo con l’Ac Milan

Coca-Cola Ac Milan partnership
Credit photo: Claudio Villa/Ac Milan via Getty Images
Il colosso mondiale del beverage diventa Official Soft Drink Partner dei rossoneri in Italia. L’accordo, che interessa la prima squadra maschile e femminile, coinvolge anche il marchio Powerade

Nonostante il calciomercato si sia chiuso ad agosto, è ancora tempo di grandi colpi in Serie A. A scendere in campo al fianco di una delle squadre più seguite è il colosso del beverage Coca-Cola, che entra a far parte dei regional partner dell’Ac Milan. L’accordo di collaborazione siglato dalle due realtà prevede l’ingresso del brand Coca-Cola come Official Soft Drink Partner e di Powerade come Official Sports Drink Partner dei rossoneri in Italia.

Una collaborazione che vuole andare oltre la tradizionale sponsorizzazione sportiva, per dare vita a un incontro tra linguaggi universali, come il calcio, la musica e il lifestyle. E Milano, città simbolo di stile e cultura, diventa il palcoscenico perfetto per realizzare esperienze uniche che fondano questi tre mondi. Epicentro di tali esperienze lo stadio di San Siro, dove già da questa stagione, partiranno i nuovi progetti. Tra questi l’introduzione della zona DJ booth che ospiterà artisti che trasformeranno l’attesa della partita in momenti di intrattenimento e condivisione, in linea con la tradizione del Milan di fondere calcio e intrattenimento.

Attività per i tifosi

L’accordo, che coinvolge la Prima Squadra maschile e la Prima Squadra femminile, vedrà anche numerose attivazioni dedicate alla fanbase rossonera, con l’obiettivo di raccontare il calcio come linguaggio capace di ispirare diverse generazioni, celebrando i valori di passione, inclusione e condivisione. Il programma prevede diverse iniziative, tra le quali contenuti digitali esclusivi, attivazioni social, attività per la community ed esperienze lifestyle. I marchi Coca-Cola e Powerade saranno protagonisti a San Siro, dove accompagneranno i tifosi con momenti rinfrescanti.

«Siamo entusiasti di annunciare la nostra partnership con AC Milan, un Club che ha fatto la storia del calcio italiano e mondiale – ha commentato in una nota Paola Donelli, marketing director di Coca-Cola Italia -. È un passo importante che conferma il nostro sostegno al mondo sportivo che è un motore di passione, condivisione e inclusione attraverso il gioco di squadra. Essere oggi al fianco della maglia rossonera ci offre una straordinaria opportunità per creare connessioni con le famiglie e tutti gli appassionati, contribuendo a celebrare lo spirito del gioco e vivere insieme emozioni uniche dentro e fuori dal campo».

Giulia Ruscelli vince l’Espresso Italiano Champion 2025

Espresso Italiano Champion 2025
Giulia Ruscelli, vincitrice internazionale dell'Espresso Italiano Champion 2025 con (da sx): Carlo Odello, ceo Iei, Alessandro Borea, presidente Iei, e Roberto Nocera, general manger La San Marco
La barista del Lovo Bar e Pasticceria di Forlì, dopo quella italiana, si è aggiudicata la finale internazionale del campionato dedicato ai prodotti simbolo della caffetteria nazionale e organizzato dall'Istituto Espresso Italiano

Dopo la finale italiana, lo scorso giugno, Giulia Ruscelli ha concesso il bis in quella mondiale: è lei la trionfatrice dell’edizione 2025 dell’Espresso Italiano Champion, il concorso internazionale per baristi organizzato dall’Istituto Espresso Italiano (Iei).

La gara è andata in scena a Host Milano, presso lo stand de La San Marco, che per il secondo anno ha messo a disposizione sia la macchina per espresso sia il macinadosatore utilizzati dai concorrenti per la realizzazione dei loro espressi e cappuccini italiani. A contendersi il titolo internazionale, oltre alla vincitrice, c’erano altri tre artisti della tazzina: Akiko Uchida, vincitrice della selezione giapponese, Yun Yong Seok, vincitore della selezione coreana e John Benjie De Galicia, vincitore della selezione interna di Essse Caffè.

Per tutti la sfida è stata realizzare in un tempo di 11 minuti 4 esemplari ciascuno dei simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. Le preparazioni che hanno proposto hanno rispecchiato i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano. Per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

Qualità e tecnica

La barista del Lovo Bar e Pasticceria di Forlì è stata protagonista di una prova perfetta, per tecnica e per la qualità delle sue preparazioni, per le quali ha scelto una miscela Mocador, meritandosi così il titolo di miglior barista al mondo dell’espresso italiano. Professionista da 14 anni, e negli ultimi 4 specializzatasi nella tecnica della latte art, Ruscelli la scorsa estate si era aggiudicata la finale nazionale svoltasi a Conegliano, diventando la prima donna italiana ad arrivare al titolo (leggi Espresso Italiano Champion, vince Giulia Ruscelli).

Il premio per lei è una borsa di studio da investire in attività formative, a sottolineare l’importanza della crescita professionale continua per tutti i baristi. In linea con la filosofia dell’Istituto Espresso Italiano e con lo spirito della competizione, nata per promuovere il miglioramento costante dei professionisti nella preparazione di espressi e cappuccini di alta qualità.

L’eleganza cristallina di Pasabahce e Nude per la mixology

Pasabahce 2
Due marchi, Pasabahce e Nude, lo stesso obiettivo: rispondere alle esigenze dei mixologist con linee dalla forte identità, capaci di valorizzare le loro creazioni

Il mondo di Pasabahce e Nude, entrambi appartenenti al gruppo turco Sisecam (leader mondiale nel settore del vetro con base a Istanbul e stabilimenti in 14 nazioni, che festeggia 90 anni di storia), guarda con attenzione alla realtà dei cocktail bar. A Host sono state presentate la linea Joy, 12 referenze dal design retrò, e Serenity in vetro temperato e impilabile, che modernizza un grande classico nel campo dei tumbler.

Massimo Leonardi, amministratore delegato di Pasabahce Italia

«Da anni le nostre linee si possono considerare un must nel canale bar - commenta Massimo Leonardi, amministratore delegato di Pasabahce Italia -. Lavoriamo con costanza nel mondo mixology e abbiamo avviato collaborazioni con bartender e panel per capire le esigenze dei professionisti del settore. In questo modo, abbiamo creato linee dalla forte identità per entrambi i marchi, Pasabahce e Nude».

Ma quali sono i bicchieri più adatti al canale bar? Nel catalogo Pasabahce, il marchio riconoscibile dalle due gocce, i mixologist possono trovare bicchieri di ogni tipo per valorizzare le loro creazioni. I best seller sono Timeless ed Elisya: «Per queste due linee abbiamo allargato la gamma con un investimento in oltre 40 formati», dice Leonardi. A questo si aggiunge l’introduzione sul mercato di una versione impilabile di Timeless: «Quest’ultimo è uno dei nostri best seller, che offre ai bar un’ulteriore soluzione che coniuga stile e funzionalità». Tre i formati, perfetti per la miscelazione: il tumbler da 355 cc formato whisky e due bicchieri per long drink da 360 cc e da 470 cc.

La collezione Joy è ispirata ai ruggenti anni Venti e alle linee decorative dell’Art Nouveau. Rappresenta un tributo alla gioia di vivere e nel 2024 ha ottenuto il premio Platinum A’ Design Award, assegnato a design di qualità. Joy si distingue per la brillantezza del vetro, le forme arrotondate e uno stelo decorato da eleganti scanalature verticali. Una collezione dal carattere deciso, con sei tumbler declinati in diversi formati, ideali per shot, whisky e long drink, oltre a sei calici, tra cui spiccano un calice a gambo corto, una coppa da champagne e un calice da Martini.

Grande successo ha riscontrato anche il premium brand Nude, partner ufficiale della cerimonia della Guida Michelin Italia e Francia, che propone una gamma in vetro cristallino senza piombo e collaborazioni con top bartender internazionali. «Dopo le collezioni Savage e Big Top, che sono diventate iconiche nel mondo della mixologia, quest’anno a maggio abbiamo lanciato la collezione Bar/Giani, nata in collaborazione con Giorgio Bargiani, pluripremiato Assistant Director of Mixology del Connaught Bar di Londra». La collezione Bar/Giani comprende quattro bicchieri da cocktail e un mixing glass. Unisce design sofisticato e funzionalità ed è frutto dell’incontro tra l’esperienza di Nude nel settore del vetro e l’eleganza distintiva di Bargiani. Ogni pezzo reinterpreta con cura i classici bicchieri da cocktail, con un’attenzione particolare alla versatilità e allo stile. Elemento distintivo della collezione è lo stelo, presente anche in modelli solitamente privi di questo dettaglio. Realizzati in cristallo senza piombo, i bicchieri si distinguono per brillantezza, resistenza e perfetto equilibrio.

Gli anni Sessanta protagonisti della nuova edizione di The Vero Bartender

The Vero Bartender 2026
Aperte fino al 24 novembre le iscrizioni per la nona edizione del concorso di Amaro Montenegro. Creare un originale cocktail che faccia rivivere lo spirito libero e creativo degli anni Sessanta la nuova sfida per i bartender

Dopo il viaggio nel futuro, è ora tempo di fare un salto nel passato: ha un sapore vintage la nuova edizione, la nona, di The Vero Bartender. Se la scorsa edizione del concorso targato Amaro Montenegro aveva sfidato i bartender a proiettarsi fra 140 anni, provando a immaginare la miscelazione del 2165, il tema scelto per questa, la nona, è Stirring the 60s, un invito a rievocare l’atmosfera dei mitici anni Sessanta. Un decennio di grandi trasformazioni sociali e culturali: sono gli anni in cui si afferma la cultura pop, inizia il fenomeno della beat generation, della Swinging London, degli hippy, della minigonna e della corsa allo spazio culminata con il primo allunaggio dell’uomo sulla Luna. Gli anni della “nuova frontiera” di John Fitzgerald Kennedy, del debutto al cinema dell’agente 007 e dell’arrivo in sala de Il laureato, Easy Rider e 2001 Odissea nello Spazio. In Italia il boom economico raggiunge il suo apice e Federico Fellini con La Dolce Vita immortala la vita mondana di Roma, diventata capitale del lusso e di uno stile di vita edonistico.

Lo spirito libero e creativo di quel decennio rivoluzionario è quanto devono far rivivere nelle loro creazioni liquide a base di Amaro Montenegro i bartender, ispirandosi alla cultura e allo stile di quegli anni, dove semplicità e raffinatezza si incontrano. Il richiamo a quell’epoca deve emergere in tutti gli aspetti del drink, dagli ingredienti alle guarnizioni, dal bicchiere alla presentazione, trasportando chi lo assaggia in un bar degli anni Sessanta.

Come partecipare

Per partecipare a The Vero Bartender occorre iscriversi sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo) caricando la propria ricetta con relativa foto del drink entro il prossimo 24 novembre. La ricetta può essere composta da massimo 5 ingredienti (guarnizione esclusa) e deve contenere obbligatoriamente almeno 3 cl di Amaro Montenegro. Sono anche ammessi massimo due home made (da descrivere dettagliatamente) e vanno indicati la tipologia di ghiaccio utilizzata, così come la tecnica di preparazione, metodologia di servizio e bicchiere.

Le fasi del concorso

Tutte le ricette caricate saranno valutate da una commissione di esperti del settore che individuerà i 16 semifinalisti italiani, che prenderanno parte alla live audition dove presenteranno le loro creazioni alla giuria. Quest’ultima selezionerà i migliori 8 bartender che accederanno alla finale nazionale, che si terrà il prossimo aprile.

Il vincitore italiano si garantirà un posto nella finale globale del contest, in programma a Bologna a maggi. Qui si confronterà con i campioni nazionali di Australia, Canada, Cina, Grecia, Balcani, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, e con i bartender ai quali verrà assegnata la wild card, novità di quest’anno, introdotta per permettere agli artisti della miscelazione di Paesi non coinvolti direttamente nella competizione di partecipare e avere la possibilità di diventare il The Vero Bartender 2026.

Un tour nell’Italia della mixology

Insieme al titolo, il vincitore si aggiudicherà un viaggio immersivo di una settimana nella Penisola, attraversando le principali città per scoprire l’arte della miscelazione italiana e lo spirito della Dolce Vita. Il viaggio include infatti tappe in alcuni dei locali prestigiosi e incontri con alcuni dei migliori bartender. Inoltre, il vincitore prenderà parte alle attività del brand, con diverse opportunità di visibilità durante tutto l’anno, come la partecipazione a eventi e fiere di settore, masterclass e momenti formativi.

 

Capo Cocktail Competition: una gara per incoronare l’Official Vecchio Amaro del Capo Bartender

Tre semifinali (Caserta, Roma e Milano) e una finalissima in distilleria a Limbadi, per individuare il vincitore della prima Capo Cocktail Competion

Una nuova sfida per i bartender italiani: diventare Official Vecchio Amaro del Capo Bartender e rappresentare il marchio calabrese nel mondo. Per diventarlo, ci si dovrà candidare - e vincere - alla Capo Cocktail Competition 2025, la nuova sfida per bartender firmata Vecchio Amaro del Capo.

La Capo Cocktail Competition 2025 (qui il regolamento e la scheda di partecipazione) farà tappa a Caserta, Roma e Milano, prima della grande finale prevista all’inizio del 2026 nella storica Distilleria F.lli Caffo di Limbadi. Si parte da Caserta il 27 ottobre, con termine per l’invio delle ricette fissato al 20 ottobre. La sfida si sposterà poi a Roma il 18 novembre, con candidature aperte dal 30 ottobre al 10 novembre, per concludersi a Milano il 1° dicembre, con invio delle ricette dal 3 al 20 novembre. Al termine delle semifinali, il vincitore assoluto sarà proclamato Official Vecchio Amaro del Capo Bartender e rappresenterà il brand al Bar Convent di Berlino 2026, il più prestigioso appuntamento internazionale dedicato al bartending.

"Spettacolare ghiacciato", come dice la canzone, ma l'obiettivo è andare oltre alla bevuta liscia, per apprezzare le doti e gli spunti creativi delle botaniche di questo amaro in versione miscelata. Lo conferma il patron e amministratore delegato di Gruppo Caffo, Nuccio Caffo: «Vecchio Amaro del Capo è famoso per essere gustato ghiacciato a -20°C e altrettanto popolare per la sua versatilità. Con la Capo Cocktail Competition vogliamo dare spazio alla creatività e all’estro dei concorrenti, ingredienti fondamentali per creare cocktail nuovi e sorprendenti, capaci di esaltare il gusto autentico del nostro amaro».

Il tema scelto per questa prima edizione è “Territorio”, un invito rivolto ai partecipanti a valorizzare i sapori e i prodotti delle proprie origini, reinterpretandoli in abbinamento a Vecchio Amaro del Capo (minimo 30 ml) – disponibile nelle versioni Classico, Piccante o Riserva – per dar vita a drink originali e identitari. E, per non perdere di vista la regola aurea del less is more, al massimo i cocktail in gara dovranno essere formulati con 4 ingredienti, di cui un solo home made. «Con Baritalia, dove siamo presenti da almeno quattro anni, abbiamo fatto le prove generali, per far diventare familiare l'impiego del prodotto Amaro del Capo in miscelazione - commenta Fabrizio Tacchi, Spirits & Amaro Ambassador di Gruppo Caffo 1915 -. Oggi, facendo una nostra competizione, l'obiettivo è di accendere una nuova luce su Vecchio Amaro del Capo, mostrando come la sua qualità e complessità lo rendano perfetto anche in miscelazione. Oltre essere una gara, la Capo Cocktail Competition sarà un laboratorio di idee e creatività».
La giuria valuterà i drink in base a presentazione, storytelling, gusto e originalità, premiando le proposte più creative e coerenti con lo spirito della competizione. I primi tre classificati di ogni semifinale accederanno alla finalissima in distilleria a Limbadi, dove una giuria di esperti decreterà il vincitore. «Non solo sarà una selezione per trovare la persona giusta, che rappresenterà il marchio Amaro del Capo all'estero, ma siamo alla ricerca anche di idee liquide, di un cocktail talmente buono e replicabile da entrare stabilmente nelle comunicazioni dell'azienda», conclude Tacchi.

Baritalia arriva a Catania il 3 novembre. Registrati per l’ingresso gratuito

Baritalia Catania registrati
Compila il form di iscrizione per l'ingresso gratuito per la tappa di Catania di Baritalia, in scena al Nü Doganae, in Dusmet, 2. Potrai assistere a Baritalia Lab e partecipare alle masterclass in programma

Si conclude in Sicilia il tour lungo la Penisola di Baritalia 2025. Per la quinta e ultima tappa di questa edizione il laboratorio itinerante di miscelazione sbarca a Catania: l’appuntamento con i professionisti del bancone è per lunedì 3 novembre, a partire dalle ore 9, al Nü Doganae, scenografico spazio multifunzionale in via Dusmet 2.

Un appuntamento da non perdere per bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.

REGISTRATI QUI

Baritalia Lab, le Masterclass, il Signature Bar

Tra i momenti clou della giornata le challenge del Baritalia Lab, la sfida di miscelazione anche per questa edizione incentrata sul tema Back to Basics: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a riscoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità. In palio gli ultimi 16 posti per la finalissima che si terrà il 24 novembre a Venezia, a The St. Regis Venice.

Altro pezzo forte del menu dell’evento il ricco programma di masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. Sono 14 quelle in programma, tenute da esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare – durante tutto il giorno - i cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata, in qualità di giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di tutta la Sicilia.

Programma della giornata

ORE 9:00-9:30 Accoglienza c/o Nü Doganae, via Dusmet 2, Catania

10:00-12:30
LA SFIDA – PARTE I
Ancienne Pharmacie, Campari Academy, Casoni, Polara

MASTERCLASS
ORE 10:00
Il premium quotidiano
A cura di Elio Casley by Gamondi

MASTERCLASS
ORE 10:30
Back to basic... L'essenza in un gioco a due!
A cura di Daniele Gentili by The Organics by Red Bull

MASTERCLASS
ORE 11:00
Il bitter differente nella miscelazione moderna
A cura di Luca Della Valle e Fabrizio Tacchi by Caffo

MASTERCLASS
ORE 11:30
L’Arte dell’aperitivo: Limoncè tra tradizione e innovazione
A cura di Ludovico Schiboni by Stock

MASTERCLASS
ORE 12:00
L’Equilibrio perfetto: Orsini Soda e la mixology made in Italy
A cura di Antonio Bisceglia by Orsini Soda

12:30-14:30
LA SFIDA – PARTE II
Coca-Cola Hbc Italia, Three Cents, Mixer Professional Cocktails

MASTERCLASS
ORE 12:30
Late night bites: smart food per locali di tendenza
A cura di Francesco Leonardi, Riccardo Passoni e Giulio Limone by Metro

MASTERCLASS
ORE 14:30
Alpestre mixology: spirito d’alta quota
A cura di Alpestre

15:00-16:30
LA SFIDA – PARTE III
Caffo, Gamondi, The Organics by Red Bull, Stock

MASTERCLASS
ORE 15:00
Wild Turkey e la storia del Bourbon
A cura di Riccardo Pennacchia by Campari Academy

MASTERCLASS
ORE 15:30
La storicità diventa novità
A cura di Emanuele Russo by Compagnia dei Caraibi

MASTERCLASS
ORE 16:00
L’eccellenza mediterranea nella prima premium tonic & soda made in Sicily
A cura di Chiara Mascellaro by Polara

MASTERCLASS
ORE 16:30
Gin Tabar, il primo gin distillato nel cuore dell’Emilia punta su territorio e autenticità
A cura di Manuel Greco by Casoni

17:00-18:30
LA SFIDA – PARTE IV
Alpestre, Compagnia dei Caraibi, Orsini Soda, Strega

MASTERCLASS
ORE 17:00
Premium vibes: prodotti e progetti nell’universo mixology
A cura di Egidio Iannicella by Coca-Cola Hbc Italia

MASTERCLASS
ORE 17:30
Cocktail dal mondo: esplorando la frutta con Mixer
A cura di Terry Monroe by Mixer Professional Cocktails

MASTERCLASS
ORE 18:00
Ape’art: scopri l’arte dell’aperitivo con Lanterna
A cura di Carlo Sutto by Lanterna

19:30 LA PREMIAZIONE

I grandi ospiti della scena siciliana:
Paolo Arrigo, Duilio Bello, Matteo Bonandrini, Fabrizio Candino, Massimo Caruso, Mattia Cilia, Peppe Cirrito, Domenico Cosentino, Cristian Costantino, Giovanni Di Pasquale, Andrea Franzò, Ivan Geraci, Stefano Giummarra, Emiliano Grillo, Vincenzo Lannino, Nicola Loiacono, Salvatore Longo, Giuseppe Maltese, Giulio Messina, Mister Mojito, Simone Molè, Alfonso Monaco, Gianluca Nardone, Adriano Rizzuto, Gianfranco Sciacca, Manrico Sturniolo, Roberto Tranchida, Vanessa Vecchio

A novembre a Piacenza la Fiera dei Vini: tra calici, cultura e storie da scoprire

Fiera dei Vini 2025
Dal 22 al 24 novembre a Piacenza Expo la terza edizione della manifestazione. Ad attendere i visitatori oltre 250 produttori e un ricco programma di masterclass e incontri con gli autori che racconteranno il vino come patrimonio identitario

Si avvicina l’appuntamento con la Fiera dei Vini, la mostra mercato che dal 22 al 24 novembre, farà di Piacenza la capitale del vino e della cultura enologica. Tra gli eventi di riferimento per produttori, operatori del fuori casa, esperti e appassionati, la manifestazione che andrà in scena a Piacenza Expo, giunta alla sua terza edizione, proporrà un ricco programma di attività, tra degustazioni guidate, masterclass e iniziative letterarie, in un percorso capace di raccontare il vino non solo come piacere del calice, ma anche come occasione per tessere relazioni tra questi mondi.

Ai banchi d’assaggio sarà possibile incontrare le cantine, degustare e acquistare direttamente i vini: oltre 250 i produttori, provenienti da 19 regioni italiane, oltre che da Austria, Francia, Georgia e Slovenia.

Le sei masterclass in programma

Altro punto caratterizzante della Fiera dei Vini il programma di masterclass, con cinque appuntamenti che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle diverse espressioni del panorama enogastronomico europeo.

Si comincia sabato 22 novembre (ore 12) esplorando l’Italia dei vini biologici, biodinamici e naturali con Il vino e la terra: storie di cura, custodia ed equilibrio. A seguire (ore 14) Bollicine in scena: territori e metodi del brindisi italiano, un viaggio per mostrare come il Belpaese sia entrato tra i grandi protagonisti della spumantistica mondiale, seguito da Armonie in rosso: vitigni autoctoni e paesaggi d’Italia, un approfondimento dedicato ai grandi rossi e alle terre che ne custodiscono la storia (ore 17).

Domenica 23 novembre, sarà la volta di Bianchi senza confini: le identità regionali e il fascino della diversità, alla scoperta dei profili aromatici e delle peculiarità territoriali (ore 14), e di Passioni dolci e passite: storie e tradizioni, un percorso che valorizza vini capaci di testimoniare una convivialità senza tempo (ore 17).

Lunedì 24 novembre il protagonista sarà l’olio extravergine d’oliva, grazie al tasting Anima mediterranea: eccellenza e carattere degli oli italiani condotto da Luigi Caricato, direttore di Olio Officina (ore 12).

Tutte le masterclass sono su prenotazione, con un ticket apposito in aggiunta al biglietto d’ingresso: quelle sul vino hanno un costo di 15 euro ciascuna, mentre il tasting dedicato all’olio è proposto al prezzo speciale di 5 euro.

Vino, storia e letteratura

Accanto alle degustazioni guidate, tornerà anche Filari di Libri, la sezione culturale della Fiera dei Vini che intreccia vino, storia e letteratura. Tra i protagonisti della rassegna 2025 ci sarà il bookclub Viticultura – Dove i libri incontrano il vino con il format speciale Se la tua cantina fosse un libro, quale sarebbe?, un momento di narrazione corale che darà voce a otto vignaioli e al racconto delle loro aziende.

Sabato 22 novembre, il giornalista enogastronomico Vincenzo D’Antonio introdurrà la sua opera Camera con Vigna, dedicato a più di 150 realtà vitivinicole che hanno scelto di integrare l’accoglienza enoturistica con confortevoli ed eleganti dimore di charme, creando un’offerta unica tra tasting e ospitalità.

Sempre nell’ambito di Filari di Libri verrà inoltre presentata Un territorio di…Vino. Guida alle cantine dei Colli Piacentini, che celebra il patrimonio vitivinicolo locale e il legame indissolubile con lo scenario paesaggistico e naturalistico. Autore della pubblicazione è il giornalista Robert Gionelli, che viaggiando tra le quattro principali vallate piacentine – Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda – ha censito 170 cantine, narrandone la storia, il terroir, le antiche tradizioni contadine e le tipologie di vini prodotte.

Come partecipare

La Fiera dei Vini si terrà da sabato 22 a lunedì 24 novembre a Piacenza Expo con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 11 alle 19.30, lunedì dalle 10 alle 16.30. Il costo dell’ingresso è di 25 euro e include il calice per le degustazioni, ma è ridotto a 15 euro per convenzioni con associazioni di settore.

Per ulteriori info: www.fieradeivini.it

Oscar Quagliarini: «Raccontiamo ai giovani il lato oscuro del bar»

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Oscar Quagliarini visto dall'illustratore Sergio Gerasi
In libreria A letto con gli spiriti, il libro-diario di Oscar Quagliarini. Che vuole lanciare un messaggio: «Questo mestiere può generare anche sofferenza, se si accompagna l’ambizione a una ricerca di energie senza filtri. Parlo di alcol, parlo di droghe. Ma io non sono arrivato dove sto grazie a droga e alcol, ma perché ero ossessionato dal volerci arrivare»

«L'umanità ha l'esigenza di creare regole per poi infrangerle. E questo rende l'umanità un tantino sciocca, ma anche magnifica»

La citazione qui sopra è tratta delle conclusioni a cui giunge Mark Forsyth nelle sua Breve storia dell’ubriachezza, divertente viaggetto letterario dalle bettole dei Sumeri ai miti alcolici egizi, per finire nelle taverne tanto care a Ivan il Terribile e nei saloon del vecchio West. Una bella storia del bere, raccontata con la giusta leggerezza da un ironico linguista e scrittore britannico.

Di regole infrante e di "umanità sciocca, ma anche magnifica" si intende parecchio Oscar Quagliarini: ne ha vista tanta, e intanto ha scontato su se stesso gli effetti degli eccessi. Ha messo (quasi) tutto in un libro, A letto con gli spiriti (che esce oggi per Tecniche Nuove). Anche questo un viaggio, stavolta nel dark side del mondo dei bar e della notte, una biografia scomposta di un bartender scomposto altrettanto, uno dei più visionari, discussi e controversi della nostra epoca. Ci sono i cocktail e i locali, certo, ma anche notti insonni, tanto dolore, pianti, e poi tatuaggi e relazioni turbolente, e ancora dolori e panacee poco ortodosse.

Un diario notturno pieno di emozioni e verità crude

Classe 1978, bartender dal 1997, Quagliarini ha iniziato in un posto di provincia e ha finito col viaggiare in Spagna, Francia, Messico, Africa Occidentale, lavorando e collaborando con i grandi. Forse non ha bisogno di presentazioni, per la bar industry. Di sicuro ha sentito il bisogno di lasciar sedimentare il suo diario notturno, per anni, lui che soffre di insonnia da sempre. Lo ha trasformato in un libro-verità, un flash back dal 1999 ai primi anni '10 del nuovo secolo. Da un flusso di ricordi emerge il quadro di una vita da bartender segnata dagli eccessi, dal consumo sfrenato di alcol e droga in parallelo ai successi professionali. Con l'intento - anche - di sensibilizzare e mandare un messaggio positivo.

«(...) oltre a essere bravo professionalmente occorre far divertire le persone e divertirsi sul lavoro. Mantenendo la qualità. Si può fare senza fare i pagliacci e shot con le ragazze»

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«Alle nuove generazioni che entrano nel mondo della notte con l’idea di farne un lavoro, vorrei dire questo: che non dovete fermarvi a guardare solo quello che vi sembra figo o raccontato come figo. E noi non dobbiamo dirvi solo che è tutto figo. Fatevi spiegare e raccontare che questo mestiere può generare anche sofferenza, se si accompagna l’ambizione di voler arrivare a una ricerca di energie senza filtri. Parlo di alcol, parlo di droghe. Ma io non sono arrivato dove sto grazie a droga e alcol, ma perché ero ossessionato dal volerci arrivare».

Tu da tempo parli della tua esperienza con trasparenza. Per molti, il consumo di alcol e droghe rappresenta il grande “non detto” della bar industry.

Sì, perché tanto non ne parla nessuno, non è neanche semplice parlarne. Io, che a 48 anni sono ancora come ero, con i capelli tinti di blu e le buffalo, della bar industry non sopporto molte cose. Ma la vera merda del bar, della quale non parla nessuno, è tutto quello che gira dietro. Il consumo di droga, specie di cocaina, è più diffuso di quello che si crede. E l’alcol rimane: io ero arrivato a bere un litro di gin a sera».

Come far capire ai ragazzi che vogliono fare il mestiere del bar oggi che devono approcciarlo da appassionati del bar e non… da appassionati di alcol?

«Secondo me andrebbe organizzato qualcosa a livello di formazione. Proporre un corso in cui si fanno vedere le cose come stanno, no? Cosa incontri nel bar? Questo, questo e quest’altro. Preparati! Una lezione in cui far raccontare quello che succede davvero da chi ci è passato, da chi ha affrontato dipendenze dalle sostanze o ha dovuto subire interventi per l’abuso di alcol. Una terapia d’urto. Perché se guardi in faccia queste cose e i loro effetti, ti aiuta a immunizzarti per tutta la vita».

C’è un passaggio nel tuo libro, di luglio 2011, nel quale appunti una cosa nel tuo diario notturno: “Che disastro. È morta Amy Winehouse. Genio e sregolatezza troppo spesso viaggiano insieme”. La sregolatezza è proprio necessaria per la creatività?

«È un terreno fertile, pare brutto da dire ma ne sono convinto. C’è un legame tra le due cose, ma attenzione: non per forza la sregolatezza è circondata da alcol e droghe. Quelli che “si sfondano” nel mondo del bar non sono geni. I tossici del bar non concludono un emerito. La sregolatezza che intendo io è l’apertura mentale, che ti fa vedere davvero le cose e ti fa funzionare in qualsiasi ambito creativo. E che ti dà gli strumenti per creare, appunto»

Perché hai sentito il bisogno di scrivere questo libro?

«Perché è un momento molto particolare. Il percorso che sto facendo sta tirando fuori tante cose di me, in primis questa dualità di persone: da un lato il personaggio che la gente deve vedere, l'anarchico punk contro tutti. E invece la persona che è Scarra, appunto, che era quello dei 19-20 anni. Grazie alla sobrietà e al percorso psicoanalitico che sto facendo, stanno riemergendo tante cose che ho perso negli anni e persone che ho coinvolto e che senza volerlo ho fatto soffrire. Ho voglia di affrontare un po' tutti i demoni del passato. E voglio intanto trasmettere quel messaggio importante ai ragazzi più giovani».

Cerchi anche redenzione?

«Madonna, sì... cerco il perdono. Non di tutte le 1200 persone con cui dovrei parlare per sistemare le cose che ho combinato, non sarebbe possibile...».

Di chi in particolare?

«Di Zoe, nome fittizio usato nel libro di una donna che mi è rimasta accanto per 15 anni e ora non mi vuole vedere nemmeno di striscio. E della Roby, un amore parigino nato come tra adolescenti, come lo scoppio di una bomba, e durato 10 mesi intensissimi. Lei mi ha salvato da un periodo brutto, quando chiudevo gli occhi ai semafori per farmi ammazzare. Questo non l'ho nemmeno scritto nel libro».

«Un sabato sera ho detto basta»

Che cosa ne è stato del progetto di Gocce, a Senigallia?

«L'ho venduto, dopo averlo tenuto circa un anno. Avrei dovuto aprirlo con due soci, che si sono sfilati prima dell'apertura. In quel periodo, rimasto solo, ho avuto un burnout che mi ha ributtato nei ritmi di bevuta che non potevo permettermi. Un sabato sera ho detto basta».

Ora che progetti hai?

«Sto riaprendo il laboratorio che avevo una volta, dove preparo prototipi di distillati, liquori e profumi. Faccio una decina di giorni al mese a Parigi, lavoro come naso per La Bottega e come consulente per aziende che hanno bisogno di aiuto nell'ideazione di prodotti».

Niente locali, ma questo settore resta il tuo terreno di gioco.

«Niente locali, ma il bar è proprio un qualcosa che ho dentro. Pensa che solo 14 anni fa ho scoperto una cosa incredibile, che riguarda mio nonno. Quando ero ragazzo mia madre non mi faceva quasi mai incontrare il nonno, forse perché aveva capito che io ero... uguale a lui. Quando finii su Glamour, nel mio periodo parigino, lei recuperò delle foto di nonno e me le portò. Su quelle foto bellissime, in bianco e nero, vidi quest'uomo alto 1 metro e 96, magro come un chiodo, con nasone gigante e capelli all'indietro, stempiato come me ora. Uguali. Lì mi confessò che lui era... un barman! E anche che suo padre - mio bisnonno quindi - aveva un bar di proprietà nella zona del Quadraro (a Roma, ndr). Me lo avevano sempre nascosto, pazzesco. Anni passati a chiedersi da dove veniva questa mia passione per il bar, ed ecco qui. Forse io sono quasi quella roba lì».

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Le grappe di Distillerie Berta portano l’acqua in Guinea-Bissau

Distillerie Berta Giulia e Annacarla Berta
Con il progetto avviato insieme a Wami, la distilleria del Monferrato rende le sue grappe Elisi e Unica “Water Equal“, contribuiendo a garantire l'accesso all’acqua potabile agli abitanti di un villaggio del Paese dell'Africa occidentale

Dal Monferrato alla Guinea-Bissau per garantire il diritto più essenziale: l’accesso all’acqua potabile. È la traiettoria di Elisi e Unica per l’acqua, il progetto sociale avviato da Distillerie Berta con la realtà milanese Wami (Water with a mission), impegnata a costruire acquedotti in zone vulnerabili del mondo.

Protagoniste dell’iniziativa le grappe Elisi (alc 435 in vol) e Unica (43% in vol): la prima, invecchiata in legno per 3 anni, elegante e armoniosa, morbida e delicata al palato con i suoi sentori di vaniglia e cacao; la seconda dal profilo secco e austero che esprime la purezza essenziale della grappa giovane. Grazie alIa collaborazione con Wami, i due distillati dell’azienda di Casalotto Mombaruzzo (Asti) diventano Water Equal: per ogni bottiglia prodotta viene compensata l’impronta idrica di una persona in Italia, pari a 250 litri secondo il Wwf, e garantito lo stesso quantitativo a una comunità che non ne dispone. Nel caso specifico si tratta del villaggio di Ulysses Grant, in Guinea-Bissau, uno degli Stati più piccoli e fragili dell’Africa occidentale.

Acqua potabile per l’intero villaggio

Il meccanismo del progetto è molto semplice. Wami individua le comunità senza accesso all’acqua e realizza l’acquedotto in loco, finanziandone in anticipo la costruzione. Ogni famiglia coinvolta riceve in casa un rubinetto, collegato all’acquedotto, grazie al quale avrà un accesso sicuro per tutta la vita alla preziosa risorsa. Con l’adesione all’iniziativa, attraverso le sue due grappe, Distillerie Berta rifinanzia l’intero villaggio, completato a giugno 2024. A beneficiarne sono 13 famiglie e 104 persone in totale, che vengono anche formate all’uso consapevole e sostenibile dell’acqua. Inoltre, è stata istituita un’associazione locale che si occupa della gestione e della manutenzione dell’impianto, in modo da garantire un impatto duraturo e l’autonomia delle comunità nel tempo.

L’impegno nel sociale

«C’è una cosa in cui abbiamo sempre creduto: che creare un mondo più giusto non sia solo possibile, ma necessario – ha commentato la famiglia in una nota che annuncia l’iniziativa -. Ogni giorno lavoriamo con l’obiettivo di rendere il mondo migliore di come l’abbiamo trovato. Insieme a Wami facciamo un altro piccolo, grande passo per generare un impatto positivo reale. Perché ogni azione è solo una piccola goccia nel mare, ma goccia dopo goccia si scava la pietra».

Il nuovo progetto è un altro tassello dell’impegno di Distillerie Berta sul fronte sociale. L’azienda, in particolare con la Fondazione SoloPerGian, intitolata a Gianfranco Berta, scomparso nel 2015, supporta gli artigiani in difficoltà e aiuta i giovani che vogliono apprendere un mestiere, offrendo corsi, stage e borse di studio.

La WCC Judges Certification in scena alla Starbucks Reserve Roastery Milano

Starbucks Reserve Roastery Milano apertura
Nelle giornate del 13 e 14 ottobre, la Roastery milanese ha ospitato il programma di certificazione per i giudici del World Coffee Championship. Tra workshop tecnici, talenti globali e nuove tecnologie sostenibili, la sede di Piazza Cordusio si conferma hub di eccellenza, innovazione e formazione per la coffee community globale

La Starbucks Reserve Roastery Milano si conferma ancora una volta un punto di riferimento internazionale per la cultura del caffè e per la community professionale del settore. Nelle giornate del 13 e 14 ottobre, gli spazi iconici di Piazza Cordusio hanno ospitato la WCC Judges Certification, il prestigioso programma promosso dalla Specialty Coffee Association (SCA) dedicato alla formazione e alla certificazione dei giudici del World Coffee Championship (WCC). Un appuntamento cruciale in vista del mondiale dedicato all’arte della caffetteria, in programma dal 17 al 21 ottobre a Host Milano, dove andrà in scena il World Barista Championship, la più prestigiosa delle competizioni del circuito WCC, che quest’anno compie il suo 25° anniversario e che vedrà in gara i migliori baristi da tutto il mondo.

Un laboratorio di conoscenza, innovazione e ispirazione

Per due giorni, la Roastery milanese è stata il cuore pulsante della coffee community globale, accogliendo professionisti provenienti di diversi Paesi per un percorso formativo intenso e coinvolgente, fatto di teoria, prove pratiche e confronto. Ai partecipanti, la Roastery – con la sua area di torrefazione a vista, i metodi di estrazione d’avanguardia e l’Arriviamo Bar, l’elegante cocktail bar dove il caffè si trasforma in ingrediente di creazioni mixology – ha offerto un ambiente stimolante e dinamico, perfettamente coerente con la filosofia di Starbucks: unire conoscenza, passione e qualità per promuovere la crescita dell’intera coffee community. Non solo palcoscenico, dunque, ma protagonista attiva della formazione, mettendo a disposizione spazi, competenze e tecnologie che riflettono la costante ricerca di eccellenza, artigianalità e innovazione.

Partnership e confronto tecnico con Simonelli Group

In questo spirito di condivisione e crescita professionale, la Starbucks Reserve Roastery Milano ha proposto momenti di confronto tecnico, realizzati in collaborazione con i principali player del settore. Tra questi, il Simonelli Group, partner storico di Starbucks nel segno dell’innovazione e della sostenibilità.

Nella giornata del 14 ottobre si è svolto uno speciale workshop condotto da Federica Parisi, Coffee & Beverage Community Director di Simonelli Group, incentrato sul Victoria Arduino Mythos MY75, grinder ufficiale del World Coffee Championship. L’incontro ha rappresentato un’occasione di scambio e approfondimento sulle best practice e sulle performance delle nuove attrezzature professionali, confermando la visione condivisa di promuovere conoscenza, responsabilità ambientale e progresso tecnologico all’interno del settore.

Talento e ispirazione: Nobuki e Phoebe ospiti d’onore

La dimensione internazionale dell’appuntamento è stata sottolineata anche dalla presenza di Nobuki e Phoebe, rispettivamente, Starbucks Global Barista Champion ed Emea Barista Champion, ospiti d’onore della Roastery durante la giornata del 13 ottobre. La loro partecipazione ha portato un contributo di esperienza, talento e ispirazione, offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con due figure simbolo della professionalità e della passione che animano il mondo Starbucks. Un incontro che ha reso ancora più evidente come la Starbucks Reserve Roastery Milano sia non solo un luogo iconico, ma anche una vetrina internazionale del sapere e delle persone che fanno evolvere la cultura del caffè ogni giorno.

Innovazione sostenibile

In concomitanza con l’evento, la Starbucks Reserve Roastery Milano ha inoltre completato l’aggiornamento delle proprie macchine espresso, sostituendo le Black Eagle con i nuovi modelli Black Eagle Maverick Core, sempre a marchio Victoria Arduino. Progettate per garantire maggior efficienza energetica e prestazioni di altissimo livello, queste macchine rappresentano un ulteriore passo avanti nella ricerca di soluzioni sostenibili e nell’evoluzione dell’esperienza in tazza. Un investimento che testimonia l’impegno costante di Starbucks verso innovazione, qualità artigianale e responsabilità ambientale, valori che guidano ogni scelta della Roastery milanese.

Hub internazionale per la cultura del caffè

Ospitando la WCC Judges Certification, la Starbucks Reserve Roastery Milano consolida il proprio ruolo di hub internazionale per la cultura del caffè, punto d’incontro tra formazione, tecnologia e talento. Un luogo dove il sapere si condivide, la qualità si celebra e il caffè diventa, ancora una volta, un linguaggio universale di eccellenza e innovazione.

Con Macaronesian Gin, Onesti Group porta in Italia l’essenza delle Canarie

Realizzato con acqua filtrata goccia a goccia dalle gallerie vulcaniche e con botaniche endemiche delle Canarie, Macaronesian Gin è un prodotto premium

È realizzato con acqua filtrata goccia a goccia dalle gallerie vulcaniche e con botaniche autoctone della laurisilva canaria, la foresta subtropicale che caratterizza le isole Canarie. Il Gin Macaronesian è un concentrato di spirito avventuroso, esotico e naturale, che nasce dai paesaggi incontaminati delle isole macaronesiane (arcipelago che comprende Canarie, Azzorre, Madeira e Capo Verde) e si presenta in Italia, grazie alla partnership con OnestiGroup, che lo ha inserito nel suo catalogo esclusive di spirits premium.

Un gin con una gradazione alcolica di 37,5% vol, versatile in miscelazione e dal profilo organolettico morbido e rotondo, che si esprime perfettamente in un classico Gin Tonic, con una semplice garnish di limone o arancia.
Lanciato originariamente nel 2013 e rilanciato in Spagna nel 2024, con la sua bottiglia riconoscibile e la brand identity improntata al concetto di viaggio ed esplorazione, ma anche di naturalità ed esotismo, Macaronesian si posiziona nel segmento premium gin e si rivolge a un target tra i 30 e i 40 anni, attento a estetica, autenticità e qualità. «Un ingresso che rafforza la nostra proposta nel segmento premium del gin, offrendo ai nostri partner un’etichetta unica nel suo genere per origini, storytelling e qualità produttiva», commenta Andrea Onesti, Ceo di OnestiGroup.

«Lovely, soft, easy drinking gin», lo definisce Michael La Terriere, International commercial director di Varma, che distribuisce il gin delle Canarie in Spagna. «Abbiamo provato a catturare l’atmosfera del bosque laurisilva con le botaniche di questo gin, che ha un cuore di ginepro ed è arricchito con altre botaniche endemiche delle Canarie. Si nota una leggera presenza di salinità: è data dall’oceano Atlantico e dai venti salmastri che battono le isole Canarie».
Realizzato nella distilleria di Santa Cruz de Tenerife, Macaronesian Gin combina diversi processi di infusione e distillazione in alambicchi di dimensioni ridotte, per garantire l'omogeneità e la purezza del suo liquido. Fino a oggi realizzato su numeriche contenute, Macaronesian Gin ha iniziato dall'Italia la sua espansione fuori dai confini iberici. «Il lancio in Italia con Onesti Group - commenta la marketing manager di Onesti Group, Ilaria Bianchi - è un primo passo, che mostra la loro intenzione di crescere ed espandersi, in termini di volumi e di riconoscibilità».

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