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Trionfo dell’italiano Felice Capasso alla Diageo World Class 2025

World Class 2025 Felice Capasso
Il bartender napoletano del Nedre Løkka Cocktailbar di Oslo vince la finale globale della prestigiosa competizione internazionale di mixology ed è il secondo italiano a entrare nella World Class Hall of Fame. Ma non è l'unica soddisfazione per il bartending tricolore: sul podio salgono anche Emanuele Mensah e Gabriele Armani

Svetta il tricolore sulla finale globale della Diageo World Class 2025. A trionfare nella prestigiosa competizione internazionale che celebra l’arte della mixology, aggiudicandosi il titolo World Class Global Bartender of the Year, è stato Felice Capasso, bartender italiano del Nedre Løkka Cocktailbar di Oslo (Norvegia).

Ma la finale di questa sedicesima edizione del contest, svoltasi a Toronto, in Canada, e che ha visto in gara i campioni di 51 Paesi di tutto il mondo, tra i quali il vincitore italiano Enrico Bellucci (leggi Enrico Bellucci ha vinto Diageo World Class Italia 2025) ha riservato altre soddisfazioni al bartending tricolore. Tutto italiano è infatti il podio della competizione, con Emanuele "Lele" Mensah del Connaught Bar di Londra classificatosi al secondo posto e Gabriele Armani, in forza al Paradiso di Barcellona, vincitore del Barawards 2024 di Bargiornale come Bartender italiano all’estero dell’anno, arrivato terzo.

Il percorso verso la gloria

Napoletano, Capasso, che è anche fondatore di Sesto Senso Academy, centro di formazione di alto livello su vino e spirit con base a Oslo, si è distinto in tutta la girandola di sfide ai quali sono stati sottoposti i finalisti della Word Class. Il tutto sotto gli occhi di una super giuria composta da Monica BergAgostino PerroneEric van BeekJulie ReinerErik Lorincz, Keegan McGregor, Maura Lawrence MiliaLorenzo Antinori, Tiffanie Barriere e David Rios

Nella prova che ha chiamato i concorrenti a reinventare i grandi classici utilizzando Johnnie Walker Black Label, ha spiccato per la capacità di dare un tocco inaspettato a cocktail nati a base gin, come fatto con Top Notes ispirato al French 75.

Per la sfida con Don Julio 1942, si è ispirato a un originale artwork generato dall’intelligenza artificiale per creare un aperitivo capace di catturare lo spirito delle origini del tequila.

Nella sfida dei cocktail multisersoriali di The Singleton ha incantato la giuria abbinando al suo drink Between Us una copertina di disco personalizzata, da lui creata, ispirata all'iconica canzone That's Amore, evocando il calore di un sorriso all’angolo di una strada napoletana.

Ma Capasso ha dato prova di tecnica, abilità e stile anche nell’ultima prova, The 6IX, dove i top tre finalisti in lizza per il titolo, hanno avuto a disposizione solo 6 minuti di tempo per preparare altrettanti cocktail per sei giudici. Una prova giocata tutta sul filo dei secondi, dove ogni finalista, premendo un bottone dorato ha scoperto i cinque drink, tra una selezione di classici, da realizzare ai quali ha dovuto aggiungere un altro cocktail a sua scelta per il giudice ospite toccatogli in sorte.

Con la sua vittoria, Felice Capasso è il secondo bartender italiano a entrare nella Hall of Fame della World Class, impresa riuscita a Orlando Marzo nel 2018 (leggi Trionfo dell’italiano Orlando Marzo alla Diageo Reserve World Class).

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Tecnologia Brita e pasticceria d’autore: Cesare Murzilli spiega il ruolo dell’acqua

Quando si parla di pasticceria, si pensa subito a ingredienti come farina, burro, uova. Ma c’è un elemento che spesso passa inosservato, pur essendo fondamentale: l’acqua. A ricordarcelo è Cesare Murzilli, pasticcere e membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che in due video esclusivi rivolti ai professionisti del settore, ci accompagna alla scoperta del ruolo cruciale dell’acqua nelle preparazioni dolciarie.

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L’acqua filtrata: l’ingrediente invisibile che trasforma ogni dolce

In pasticceria, l’acqua è spesso considerata un semplice legante, un elemento neutro. In realtà, è un ingrediente strutturale fondamentale, capace di influenzare profondamente la texture, la consistenza, la resa finale e persino l’estetica delle preparazioni dolciarie.
Nei lievitati da colazione, ad esempio, l’acqua svolge un ruolo tecnico cruciale: regola la formazione del glutine, mantiene sotto controllo la temperatura dell’impasto e contribuisce alla morbidezza e alla masticabilità del prodotto finito.

Cesare Murzilli: l’acqua è il primo ingrediente da rivalutare

Con la competenza e la passione che lo contraddistinguono, Cesare Murzilli ci invita a guardare l’acqua con occhi nuovi. Dalla ganache ai sorbetti, passando per mousse, glasse e lievitati, l’acqua filtrata migliora la stabilità delle emulsioni, esalta gli aromi, garantisce cristallizzazioni precise e contribuisce a una fermentazione più omogenea. Un ingrediente invisibile, ma capace di fare la differenza in termini di gusto, struttura e resa finale.

La filtrazione smart di BRITA: tecnologia al servizio del gusto

Per ottenere questi risultati, la qualità dell’acqua è determinante. E qui entra in gioco BRITA, che da anni lavora per offrire soluzioni di filtrazione sempre più avanzate. Grazie alla tecnologia BRITA, l’acqua viene purificata da cloro, disinfettanti e macroparticelle, mantenendo però il giusto equilibrio di sali minerali. Il risultato? Una qualità sensoriale superiore, una maggiore protezione delle attrezzature e una efficienza energetica migliorata.

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Host 2025: BRITA presenta PURITY C iQ e iQ Meter

A Host 2025, BRITA porta la filtrazione dell’acqua nell’era digitale con PURITY C iQ e iQ Meter, due soluzioni pensate per semplificare il lavoro e garantire qualità costante.
PURITY C iQ è il primo sistema con analisi e monitoraggio integrati: grazie a sensori e a un algoritmo brevettato, regola automaticamente il filtraggio in base alla durezza dell’acqua, senza bisogno di interventi manuali. Supporta anche l’installazione, comunicando con la cartuccia per rilevarne tipo e stato.
iQ Meter, invece, è un contalitri digitale universale che consente il monitoraggio da remoto di tutte le cartucce BRITA, migliorando precisione e gestione operativa.

I sei campioni europei della Sustainable Cocktail Challenge di Flor de Caña

Sustainable Cocktail Challenge gruppo
La finale regionale svoltasi a Madrid ha incoronato i sei bartender sostenibili d'Europa. Per loro il cammino prosegue con la finale globale, in programma in Nicaragua il prossimo anno. Per l'Italia ci sarà Emanuele Aurioso

Sono sei i bartender vincitori della finale regionale europea della Road to Las Isletas, Sustainable Cocktail Challenge di Flor de Caña. Una competizione dove creatività fa rima con attenzione all’ambiente, nata per promuovere la mixology sostenibile nella comunità globale dei bartender, in linea con i valori del rum super premium del Nicaragua, distribuito in Italia da Velier, che si fregia di essere il primo distillato al mondo certificato Carbon Neutral e Fair Trade e prodotto utilizzando solo energia rinnovabile, con le emissioni di CO2 generate durante la fermentazione che vengono catturate e riciclate.

La finale europea è andata in scena a Madrid presso la House of Mixology, la rinomata scuola fondata da Luis Inchaurraga, eletto Miglior bartender di Spagna 2021, e ha visto in gara 18 bartender provenienti da tutto il Vecchio Continente, con i loro cocktail green con protagonista Flor de Caña Rum 12 anni. Cocktail che per questa quinta edizione del concorso, che coincide con il 135° anniversario del marchio, doveva essere un’interpretazione in chiave moderna e sostenibile di un grande classico della miscelazione.

I campioni europei

Per l’Italia, ad aggiudicarsi la vittoria è stato Emanuele Aurioso del Teleria 108 di Chiavari (Ge), impostosi sugli altri due finalisti tricolore, Domenico Sorrentino del Talea di Roma e Alessandro Di Palo di Hugo Hubriacheria di Napoli, con il suo Bloody Thirsty. Un cocktail, servito in un mortaio di marmo, con il quale il bartender ha fornito la sua interpretazione creativa e sostenibile del Bloody Mary, miscelando il rum con pomodoro fermentato, basilico e peperoncino, un pizzico di sale aromatizzato al pomodoro, preparato riutilizzando gli scarti di pomodoro, guarnendo il tutto con una foglia di basilico biologico del suo giardino.

A completare la rosa dei campioni europei: Yvonne Chan del Kwãnt Mayfair di Londra con il cocktail Rice Up! per il Regno Unito; Timothée Nicolas del Drops di Lille, con First of May per la Francia; Dawid Stoch dell’Art Katowice di Katowice con Clever Club, per la Polonia; Emil Durchev di LuminAir di Amsterdam con Not Your Usual Daiquiri per i Paesi Bassi; Oliden James Mata Saballo di Lovo Cocktail Bar di Madrid, con il cocktail Ron-Mate per l Spagna.

A decretare i vincitori una giuria d’eccezione composta da Anna Sebastian, fondatrice di Anna Sebastian Hospitality e Celebrate Her, consulente e imprenditrice nel settore hospitality, Emanuele Balestra, bar director e mixologist dell’Hôtel Barrière Le Majestic di Cannes, autore di Majestic Cocktails, e Luis Inchaurraga, bartender, fondatore della House of Mixology, sommelier esperto in vino, tè, caffè e spirit e autore di Más allá del cóctel.

La finale globale

Per i sei vincitori il cammino nella Sustainable Cocktail Challenge non finisce qui. Rappresenteranno infatti l’Europa nella finale globale della competizione, che si terrà sugli isolotti vulcanici del Nicaragua il prossimo anno, dove sfideranno i migliori mixologist sostenibili del resto del mondo. In palio c’è il titolo di World’s Most Sustainable Mixologist by Flor de Caña e un premio di 10.000 dollari.

La ricetta

Bloody Thirsty di Emanuele Aurioso


Ingredienti:
45 ml Flor de Caña Rum 12 anni, 90 ml pomodoro fermentato, basilico e peperoncino, un pizzico di sale aromatizzato al pomodoro home made
Guarnizione:
una foglia di basilico bio
Bicchiere:
mortaio di marmo

Caffè Vergnano punta sul caffè funzionale e olistico

Caffè Vergnano lancia un progetto che interesserà 20 caffetterie selezionate, in cui i clienti potranno chiedere "gocce" di memoria, difesa ed energia
"Sono gocce di memoria", cantava Giorgia nella famosa canzone che fece da colonna sonora al film La Finestra di fronte. Oggi le gocce di memoria, così come quelle per la "difesa" ed "energia", diventano un "booster" da aggiungere al caffè. L'idea di Caffè Vergnano, che debutta nel mercato delle bevande funzionali con un progetto pilota che coinvolge 20 caffetterie sul territorio nazionale, è di aggiungere un kick in più al caffè. Come funziona? Il consumatore, ordinando un espresso, avrà la possibilità di valorizzare la propria tazzina con tre diversi “booster” in gocce: Memoria, a base di vitamina B6 ed estratti di bacopa (pianta ayurvedica) e mirtillo nero, per favorire le funzioni cognitive; Difesa, con rosa canina e astragalo, in sinergia con la vitamina B12 per sostenere il sistema immunitario; Energia, a base di vitamina B1, eleuterococco e rodiola (due piante rinvigorenti), per un’azione tonico-adattogena e di supporto al tono dell’umore.
L’obiettivo è dare vita a un nuovo segmento di offerta, in un mercato in forte crescita come quello delle bevande funzionali, che abbini i benefici riconosciuti del caffè alle proprietà di ingredienti naturali, aprendo la strada a un’esperienza di caffè più consapevole, salutistica e contemporanea.
Il progetto nasce dalla collaborazione dell’area R&D di Caffè Vergnano e DrGaudie, brand di Pi Greco Torino, azienda torinese con esperienza trentennale nel campo salutistico e con il contributo del Dipartimento di scienza e tecnologia del farmaco dell’Università degli studi di Torino. Dopo il primo test nelle caffetterie, la volontà dell’azienda è di declinare in futuro la gamma anche in altri segmenti di mercato.

Caffè Vergnano ribadisce così la propria visione d’impresa: mantenere il caffè tradizionale come pilastro della cultura italiana, sperimentando una nuova dimensione che porta la bevanda al centro di una rinnovata attenzione verso il benessere quotidiano e la ricerca scientifica. Il caffè funzionale rappresenta la risposta evoluta alle esigenze di una società sempre più attenta all’equilibrio psicofisico, con una proposta che valorizza insieme esperienza sensoriale e innovazione.

Cosimino D’Ambrosio vince la terza tappa del Master Coffee Grinder Championship

Master Coffee Grinder Championship
La tappa pugliese ha decretato gli ultimi due finalisti di questa quarta edizione del campionato di macinatura. Insieme al vincitore, stacca il pass Andrea Lo Rizzo. A novembre l'appuntamento con la finalissima

Con la terza tappa del Master Coffee Grinder Championship sono stati decretati gli ultimi due finalisti del concorso. A guadagnarsi il passaggio alla finale del campionato di macinatura ideato da Fabio Verona sono stati Cosimino D'Ambrosio, vincitore della tappa, e Andrea Lo Rizzo, secondo classificato.

L’ultima gara di qualificazione è andata in scena in terra di Puglia, durante il preview di Spiritosa Festival, il festival del bere bene, in una location di eccezione: il Castello Volante di Corigliano d’Otranto (Lecce).

Oltre a D'Ambrosio e lo Rizzo, Giuseppe Zippo, pasticcere pluripremiato e medaglia d’oro miglior panettone del mondo Fipgc, il roaster Emanuele Lezzi, Fabio Proietto e Gabriele Lo Rizzo, fratello di Andrea, i concorrenti, provenienti da Puglia e Sicilia, che si sono dati battaglia nella girandola di prove previste del concorso. Girandola culminata nella sfida finale, la più complessa e affascinante: ricreare in tazza un espresso il profilo aromatico di un caffè descritto e tostato appositamente da Santino Caffè, torrefazione di Veglie (Lecce) partner dell’evento. Il caffè in gara era un Arabica naturale, della varietà Yellow Catuai, della cooperativa agricola guatemalteca Nueva Esperanza del Bosque, raccolto a circa 1800 metri sul livello del mare e processato con il metodo naturale.

La ricetta scelta dai giudici Andrea Corona e Simone Previati, capitanati dal campione Luca Bernardoni, presentava in espresso un corpo medio e un after taste complesso di albicocca matura e frutti rossi. La tostatura medio chiara ha esaltato le note fruttate e dolci, riportando in tazza note di pasta di mandorle, bergamotto e una lieve nota malica sul finale.

Il grinder della competizione, utilizzato per la prima volta da tutti i concorrenti, è stato il nuovo Fiorenzato F64 Evo Sense, dotato della tecnologia di riconoscimento del portafiltro e di sistema gravimetrico ad alta precisione.

La masterclass tecnica

Come da tradizione, la gara è stata preceduta da una masterclass tecnologica, nella quale sono state illustrate le innovazioni introdotte in questa quarta edizione del Master Coffee Grinder Championship, condotta da Carmen Stanziola e Andrea Corona di Dalla Corte, Mario Conti di DVG De Vecchi e Simone Previati di Pump my Moka Bialetti.

In questa fase sono stati spiegati i funzionamenti tecnici necessari alla regolazione dell’acqua grazie a Brita, le variazioni di percezione aromatica con le tazze di differenti capienze prodotte da Ipa Porcellane, i nuovi livellatori e tamper dinamometrici di Metallurgica Motta e la semplicità di utilizzo dei prodotti pulyCaff per la pulizia delle attrezzature.

I finalisti del Master Coffee Grinder Championship

Con la tappa pugliese è stata completata la rosa dei finalisti che si contenderanno la vittoria nella finale del campionato, in programma tra fine novembre e dicembre in una location non ancora svelata. Insieme a D’Auria e Drago a lottare per il titolo ci saranno Tania Maifredi, vincitrice della tappa di Torino, Nadia Giacomelli, seconda nella stessa gara (leggi A Torino il Campionato di Macinatura stupisce e incorona Tania Maifredi), Riccardo Vassallo e Federico Lombardo, rispettivamente primo e secondo classificato della tappa siciliana di di Vittoria (leggi A Riccardo Vassallo la seconda tappa del campionato macinatura).

Climate Positive Spirits, il progetto ad alto tasso di sostenibilità di Sapling Spirits

Due vodka e un gin London Dry per il progetto di Sapling Spirits di creare una produzione di distillati 100% bio e che si preoccupa della salute del pianeta

Quando due attivisti ambientali diventano produttori di spirits. Ecco che nasce Climate Positive Spirits, il progetto ad alto tasso di sostenibilità, che si concretizza in una linea di tre distillati (vodka classica e aromatizzata al lampone e hibiscus, nonché il gin London Dry) di Sapling Spirits, una giovane azienda londinese, nata nel 2018 e arrivata in Italia nel 2024.

Ed Faulkner e Ivo Devereux, fondatori di Sapling Spirits

Abbiamo incontrato i fondatori a Capri, nel ristorante Da Gelsomina, e abbiamo ascoltato la storia di questi due amici, Ed Faulkner e Ivo Devereux, classe ’95, che hanno pensato di unire in un unico progetto le loro due grandi passioni: l’amore per la natura e il buon bere.

La loro avventura inizia in Scozia nel 2017, quando dopo un devastante incendio che ha raso al suolo 150mila alberi sulla costa occidentale, hanno partecipato come volontari a un progetto di riforestazione dell’area. Per incentivare un maggior numero di persone a partecipare, quale miglior idea di creare una sorta di pop-up bar dove a fine giornata, come ricompensa, servire alcuni cocktail? Da qui, l’ispirazione di dare vita a una collezione di spirits che pensasse alla salute del pianeta.

«Abbiamo fondato Sapling Spirits con l'idea di diventare leader nel settore in termini di qualità e sostenibilità. Fin dall'inizio abbiamo sviluppato i nostri prodotti basandoci su tre pilastri fondamentali, ai quali siamo ancora oggi fedeli.

Sapling Climate Positive Vodka

Il primo è sicuramente la scelta e l’utilizzo di grano biologico coltivato in modo rigenerativo. L'agricoltura biologica è ottima per la qualità del distillato, ma è anche molto buona per la salute del suolo», spiega Ed Faulkner. Da questo modello produttivo sono nate tre bottiglie a ridottissimo impatto ambientale.

Sapling Climate Positive Vodka (alc 40% in vol.) da grano britannico, distillata quattro volte, caratterizzata da note di agrumi e vaniglia al naso, mentre al palato offre una sensazione burrosa e vellutata.

Sapling Climate Positive London Dry Gin (alc 40% in vol), fresco, pulito ed equilibrato, è distillato in piccoli lotti con botaniche biologiche, tra cui ginepro, agrumi e rosmarino, con un finale lungo ed erbaceo.

Sapling Climate Positive London Dry Gin

Infine, Sapling Vodka al Lampone e Ibiscus (alc 40% in vol), fresca e fruttata al palato, è parte della linea “Wonky Range”, valorizza frutta imperfetta per combattere gli sprechi. «Prendiamo tutti i lamponi scartati nell'Herefordshire, che si trova al confine tra Inghilterra e Galles, li trasformiamo in una specie di marmellata, poi li mescoliamo con la nostra vodka e li filtriamo. Non la distilliamo, perché distillandola si perderebbe parte del sapore e degli zuccheri naturali. In questo modo, gli zuccheri naturali rimangono, così come il sapore pungente del frutto, conferendole un delizioso gusto intenso di lampone. Aggiungiamo anche dell'ibisco, che conferisce una piacevole nota floreale», spiega il co-fondatore.

Secondo pilastro su cui poggia l’azienda è la massima riduzione di carbonio. Per fare ciò, fra le altre attività, hanno realizzato imballaggi ecologici, quindi senza plastica, ma in bottiglie create con il 40% di vetro riciclato e completamente riciclabili. L’azienda, inoltre, ha lanciato sul mercato un innovativo sistema di refill per il canale on-trade tramite eco-box.

«Quando abbiamo avviato l'azienda abbiamo collaborato con dei consulenti per calcolare l'impronta di carbonio di ogni fase del processo. Abbiamo scoperto rapidamente che il vetro ha un'impronta di carbonio molto elevata. Abbiamo, quindi, realizzato questi contenitori sostenibili per il commercio al dettaglio, bar, ristoranti e hotel da 70 centilitri e 5 litri, con cui possono riempire le bottiglie».

Sapling Climate Positive Vodka Lampone e Ibisco

Infine, identitario del brand è la filosofia “One Bottle, One Tree” (una bottiglia, un albero). Per ogni bottiglia venduta l’azienda si impegna piantare un albero in diverse parti del mondo, fra cui Regno Unito (ad oggi 511mila) e in Italia. «All'università studiavo politica ambientale e ho visto con i miei occhi quanto fossero scarsi gli investimenti nei progetti di riforestazione e sostenibilità nel Regno Unito. Quando abbiamo lanciato il marchio, volevamo creare qualcosa che potesse contribuire a finanziare questi progetti, perché eravamo consapevoli della difficolta di ottenere finanziamenti pubblici». In Italia, o meglio in Puglia collaborano al progetto The Olive Tree Project, una Ong nata per combattere la desertificazione degli uliveti in questa regione a causa della Xylella. «Abbiamo ripiantato gli ulivi con l'aiuto degli agricoltori, nei dintorni di Lecce». Tutte queste azioni hanno permesso a Sapling Spirits di ottenere la certificazione BCorp. A Capri, l’evento si è concluso con la piantumazione di tre alberi di agrumi. Un gesto semplice, ma emblematico di un brand che unisce spirito imprenditoriale e attivismo ecologico.

Un nuovo look dal fascino Italiano per Malfy Originale

Malfy Originale nuova bottiglia
La nuova bottiglia esalta l’identità e il posizionamento super premium del prodotto, che punta a rafforzarsi ulteriormente neo segmento dei dry gin di alta gamma

Nuovo look per Malfy Gin. A cambiare d’abito è Malfy Originale, il dry gin classico dal tocco italiano, capostipite del brand di Pernod Ricard, si presenta ora con un vestito pensato per esaltare l’identità e il posizionamento super premium del prodotto.

Il nuovo look, sviluppato in collaborazione con l’agenzia Nude Design, rende infatti omaggio alla patria di Malfy, ispirandosi alla Costiera Amalfitana e rievocando i soleggiati litorali della Penisola e il blu del mare. A questo scopo, la nuova bottiglia, pur mantenendo gli elementi fondamentali dello stile del marchio, è stata arricchita di dettagli ed elementi audaci dal fascino e dalla raffinatezza italiani.

Come l’anello satinato che cinge la bottiglia in vetro, avvolta da un design argento scintillante e turchese vivido. L’etichetta dalla nuova grafica a raggi di sole in tonalità turchese intense, che dona maggiore visibilità del logo, anche questo rinnovato e che campeggia sul fronte. Infine, il collarino che, con la sua accattivante combinazione cromatica e il bordo rinnovato in lamina argentata, richiama il logo.

Sempre più forte nel segmento dry super premium

Lo sviluppo della nuova bottiglia di Malfy Originale, presentata alla Terrazza Duomo 21 di Milano e già in distribuzione, rappresenta un passo strategico nel percorso di crescita di Malfy Gin, diventato negli ultimi anni uno dei marchi in testa alle classifiche di vendita nella categoria dei gin super premium.

Un percorso con il quale il brand punta a rafforzare ulteriormente la sua presenza non solo nel segmento dei flavoured gin, che presidia con le altre versioni del distillato, Malfy con Limone (della Costiera Amalfitana), Malfy con Arancia (di Sicilia) e Malfy Rosa (con pompelmi rosa di Sicilia), ma anche in quello dei dry di alta gamma. Un segmento in pieno sviluppo, dove il pluriremiato Malfy Originale, che già vanta un ottimo posizionamento, ha ancora carte da giocare per proseguire la sua espansione. A partire dalla qualità del prodotto, caratterizzato da un profilo secco e agrumato, che lo rendono ideale per Gin&Tonic e cocktail rinfrescanti di grande tendenza. Cui ora si aggiunge un packaging distintivo, dal fascino Italiano, che lo rende ancora più desiderabile e alla moda, in perfetta sintonia con I desideria di bartender e consumatori.

Malfy Originale Gin&Tonic 


Ingredient
i:
50 ml Malfy Originale Gin, 150 ml Fever Tree Mediterranean Tonic
Preparazione:
build
Bicchiere:
balloon
Guarnizione:
una rondella di lime

Bar Convent Berlin 2025: gli appuntamenti da non perdere

Gli appuntamenti da non perdere di Bar Convent Berlin: non solo fiera, ma anche occasione di formazione e dibattito sui temi più sentiti della bar industry

Tutto pronto per l'avvio dell'edizione 2025 di BcB - Bar Convent Berlin: il salone internazionale dell’industria del bar&beverage aprirà i battenti dal 6 all'8 ottobre, nuovamente ospitato negli spazi dell'Exhibition Centre Berlin.
Un po' di numeri: nella sua ultima edizione, BcB ha coinvolto oltre 15.400 visitatori professionali provenienti da 87 Paesi, che hanno girato fra gli stand, che coinvolgevano oltre 500 espositori. L’elemento straordinario del Salone è sempre l’atmosfera internazionale che si respira in questo meeting point per la bar industry. Alle classiche attività fieristiche, si aggiunge un importante rilevanza dedicata agli aspetti formativi, con un ricco programma che si articola in panel strategici, workshop interattivi, attivazioni guidate dai partner e degustazioni organizzate dai brand. Gli argomenti spaziano dalla gestione sostenibile del bar allo sviluppo creativo di prodotti, fino alla cultura aziendale, alla leadership, al business e all'innovazione. Tutte le sessioni sono state curate dal BcB Education Board, composto da più membri e guidato da Priyanka Blah, Direttrice della Formazione di BcB, che si è assicurato che il programma riflettesse sia le prospettive globali che le sfide fondamentali che plasmano il mondo dei bar di oggi.
Fra gli appuntamenti da non perdere: il 6 ottobre alle 13,30, in un incontro con il master distiller britannico Jared Brown si parlerà del significato politico degli spirits, fra identità culturale e autenticità da tutelare e rilevanza economica globale; lo stesso giorno, a seguire, un incontro con l'imprenditrice e consulente Ezra Star, proprietaria del Mostly Harmless di Hong Kong, sarà un'occasione per parlare del potenziale creativo di elementi che stanno ridefinendo il futuro del bar, come i cocktail analcolici, la sostenibilità e l'intelligenza artificiale; il 7 ottobre alle 18, si parlerà dell'importanza dello storytelling per massimizzare la creatività e l'ospitalità con Ryan Chetiyawardana (aka Mr. Lyan), bartender pluripremiato e imprenditore; l'8 ottobre alle 12:45 sarà la volta di Danil Nevsky, opinion leader e creatore di community digitali, per esplorare come l'intelligenza artificiale stia trasformando le attività nei bar, la creatività e l'esperienza del cliente.

Baritalia 2025 a Torino: selezionati altri 17 finalisti

Baritalia Torino 2025 gruppo
©Riccardo Gallini /GRPhoto
Tanti i professionisti che hanno preso parte alla quarta tappa dell'edizione 2025 del laboratorio itinerante di miscelazione, approdato nella città culla del vermouth e dell'aperitivo. Ecco i nomi dei bartender qualificatisi per la finalissima di Venezia

Dopo la pausa estiva, il tour di Baritalia lungo la Penisola è ripreso facendo tappa a Torino. Palcoscenico del quarto appuntamento dell’edizione 2025 del laboratorio di miscelazione di Bargiornale il Combo, locale sorto in un’ex caserma dei vigili del fuoco e che è insieme bar, salotto, radio, bistrot, ostello e laboratorio creativo: uno spazio che racconta l’anima intima e accogliente della città, patria del vermouth e dell’aperitivo. Come sempre numerosi, oltre 300, i professionisti del settore, provenienti da tutto il Piemonte e da altre regioni del Nord Italia, che non hanno voluto mancare all’evento, e al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail previsto dal suo menu.

Altrettanto numerosi, ben 86, i professionisti del bancone che hanno partecipato a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che anche quest’anno ha come tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere e incentrata su tre punti focali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Nella tappa torinese sono stati selezionati altri 17 talenti, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima che si terrà nel Final Show di Baritalia 2025, in programma il 24 novembre a Venezia.

Ecco i loro nomi: Valentina Esposito (Alpestre), Fabio Ferrara (Ancienne Pharmacie), Marco Dellafina (Bonaventura Maschio), Nicolò Canali, in rappresentanza di Paolo Beatino (Botran), Elena Rossi (Campari Academy), Filippo Lazzerini (Casoni), Gloria Grassi (Coca-Cola Hbc Italia – Barceló), Chiara Cantini (Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Alessio Spanò (Compagnia dei Caraibi), Giordano Seghetti (Gamondi), Emanuele Costantino (Mixer), Leonardo Scimmi (Molinari), Davide Pelacani (Montosco), Paolo Gugole (Nonino), Federica Di Lella (Stock Spirits), Daniele Graziano (The Organics by Red Bull) e Christian Parisi (Three Cents).

A meritarsi il Premio Baritalia menzione speciale Back to Basics per il drink più aderente al tema è stato Angela Tion (Nonino).

La giuria di Baritalia Torino

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Sara Cannizzaro (Alpestre), Denny Del Monaco (Ancienne Pharmacie), Steve Righetto (Bonaventura Maschio e Botran), Marianna Di Leo (Campari Academy), Nicola Piazza (Casoni), Luca Cervellati (Coca-Cola Hbc Italia Barceló e Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Emanuele Russo (compagnia dei Caraibi), Igor Tuliach (Gamondi), Terry Monroe (Mixer e Montosco), Marco Fedele (Molinari), Giacomo Sai (Nonino), Raffaele Lentini (Stock Spirits), Vittorio Rosso (The Organics by Red Bull) e Filippo Ghizzi (Three Cents).

Giuria, come ormai da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e del Piemonte e dal cavaliere Danilo Bellucci: Stefano Armiento, Livio Buscaglia, Pier Cavalli, Cinzia Ferro, Matteo Fornaro, Michael Faccenda, Martina Franchini, Giuliana Giancano, Naomi Giardino, Marco Giuridio, Luca Granero, Alessia Mittone, Manuel Montalbano, Oscar Partucci, Vanessa Vialardi, Manuela Viglione, Enea Voli, Branka Vukasinovic e Dennis Zoppi.

Gli approfondimenti sulla mixology

Grande è stata la partecipazione dei professionisti anche ai Boot Camp, altro pezzo forte del menu di Baritalia: 17 masterclass gratuite dedicate alle tecniche di miscelazione e tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Ad aprire il programma Luca Cervellati e Filippo Ghizzi con una masterclass sulla scienza delle bolle dei mixer Three Cents (a cura di by Coca-Cola Hbc Italia), seguiti da Manuel Greco che ha spiegato gli elementi distintivi del gin emiliano Gin Tabar (a cura di Casoni), e da Sara Cannizzaro che ha raccontato il matching tra lo spirito alpino di Alpestre e la miscelazione. Danny del Monaco e Lindon Zulbeari hanno raccontato i segreti di Ancienne Pharmacie, mentre Marco Fedele ha condotto il pubblico in un viaggio attraverso la storia e la tradizione di Molinari e Marianna Di Leo ha illustrato lo spirito messicano e l’anima creativa di Espolòn Tequila (a cura di Campari Academy). A chiudere la sessione mattutina le masterclass di Terry Monroe sull’importanza del colore nella miscelazione e la matematica degli ingredienti (a cura di Mixer Professional Cocktails) e di Steve Righetto sull’Aperitivo 2.0 (a cura di Bonaventura Maschio).

Il programma di masterclass è ripreso nel pomeriggio con gli incontri Lucio Ammatuna sull’arte dell’aperitivo con Limoncè (a cura di Stock Spirits), con il viaggio nel mondo del mezcal con Juan Carlos Gonzales (a cura di Compagnia dei Caraibi) e con Danilo Caratto e Michele Giacca dell’Accademia Ifse sull’arte dell’abbinamento tra tapas e cocktail (a cura di GrosMarket).

Gli incontri sono proseguiti con le masterclass di Giacomo Sai sulla miscelazione della grappa (a cura di Nonino), di Nicolò Lo Iacono sull’arte della semplicità nella mixology (a cura di The Organics by Red Bull) e di Igor Tuliach dal titolo Il premium quotidiano (a cura di Gamondi). A chiudere la sessione Gian Maria Ciardulli e Terry Monroe che hanno raccontato il ruolo del Sale Maldon e delle spezie nei cocktail e Francesco Di Stefano con un incontro sulle proposte di Lanterna per creare l’aperitivo perfetto.

I finalisti della tappa di Torino e i vincitori per ogni squadra

Alpestre
Valentina Esposito
Sebastiano Puglisi
Alessandro D'Introno

Ancienne Pharmacie
Fabio Ferrara
Francesco Calvi
Maurizio Costa

Bonaventura Maschio
Marco Dellafina
Elena Ballasina
Luca Gasparini

Botran
Paolo Beatino / Nicolò Canali
Marco Vaudagna
Olivier Spirito

Campari Academy
Elena Rossi
Kevin Faccio
Mary Prevedelli

Casoni
Filippo Lazzerini
Jacopo Lancerin
Luciana Parisi

Coca-Cola Hbc Italia – Barceló
Gloria Grassi
Filippo Cellini
Alberto Gnocchi

Coca-Cola Hbc Italia - Vodka Finlandia
Chiara Cantini
Mattia Boschi
Augusto Cappella

Compagnia dei Caraibi
Alessio Spanò
Davide Freguglia

Gamondi
Giordano Seghetti
Matteo De Michele
Giorgio Pocorobba

Mixer
Emanuele Costantino
Ferdinando Liguori
Anna Chiara Patè

Molinari
Leonardo Scimmi
Viola Calderini
Simone Bonino

Montosco
Davide Pelacani
Lorenzo Roveta
Gabriele Maggioni

Nonino
Paolo Gugole
Stefano Marongiu
Angela Tion

Stock Spirits
Federica Di Lella
Valentina Scuotto
Lucio Ammatuna

The Organics by Red Bul
Daniele Graziano
Pietro Garofano
Alice Brozzoni

Three Cents
Christian Parisi
Lorenzo Faggiano
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Miscelazione d’autore a Insolito Marsala con il Drink Team by Bargiornale

Il Rooftop del Dome Hotel
Alcuni dei senatori siciliani della squadra di bartender di Bargiornale saranno i protagonisticon i loro signature a base di Marsala delle serate a tutta miscelazione nell’ambito della manifestazione siciliana: il 1° ottobre al Juparà e il 2 ottobre al Dome Hotel

Il Drink Team by Bargiornale è pronto per Insolito Marsala, l’evento, in scena nella cittadina siciliana fino al 4 ottobre, che intreccia vino, cibo, horeca 3.0 e tecnologia per raccontare il futuro dell’ospitalità (leggi Al via la seconda edizione di Insolito Marsala). Tra i percorsi sensoriali, sperimentazioni e abbinamenti che caratterizzano il menu della manifestazione, un posto d’onore è riservato alla miscelazione, con il Mixology Safary Tour, organizzato con Bargiornale. Due serate speciali, quelle dell’1 e del 2 ottobre, in altrettanti locali del centro storico della città, all’insegna della miscelazione d’autore, che avranno come protagonisti alcuni dei senatori in Sicilia della squadra di mixologist di Bargiornale.

Il primo appuntamento è per mercoledì primo ottobre (dalle ore 19 alle ore 21) al Juparanà, locale poliedrico, guidato da Roberto Tranchida, che dalla mattina alla notte accompagna i suoi ospiti in un percorso di gusto e convivialità. Per l’occasione, dietro il bancone ci saranno Fabrizio Candino e Matteo Bonandrini de La Sartoria di Palermo e Salvatore Longo del Bohème di Catania.

Tappa della seconda serata, giovedì 2 ottobre (sempre dalle 19 alle 21), il Rooftop del Dome Hotel, di Giuseppe Maltese, terrazza sui tetti di Marsala che offre una spettacolare vista sulla città. Ad allietare il palato degli ospiti ci saranno Domenico Cosentino, bar manager del Clara Bow di Catania, e Rocco “Mr. Mojito” Fiorenza del T@G Cocktail Bar di Marsala.

In entrambe le serate, presentate da Stefano Nincevich, vicedirettore della rivista, i cinque bartender proporranno dei loro signature cocktail a base di Marsala, trasformando il vino simbolo della città in un ingrediente moderno e sorprendente per un percorso sensoriale che unisce tradizione e creatività.

Ma, andiamo a conoscere meglio i senatori del Drink Team protagonisti a Insolito Marsala

1. Fabrizio Candino

Classe 1988, da 15 anni dietro il bancone, ha lavorato in diversi locali in giro per il mondo, tra Italia, Europa e Usa. Tornato a Palermo, nel 2021, con i soci Matteo Bonandrini, Ivan Geraci e Andrea Caputo, ha aperto il cocktail bar Sartoria miscelazione democratica. Ha partecipato a diversi concorsi: è stato finalista europeo della Bacardì Legacy (2016), vincitore italiano di The Tahona Society Competition (2018) e global winner dell’edizione 2023 di Art Of Italicus Aperitivo Challenge.

2. Matteo Bonandrini

Lunga esperienza nel settore del bartending e tanta strada tra i maggiori locali di Palermo, è co-proprietario di Sartoria miscelazione democratica, progetto che ha nella “democratizzazzione del lusso” la sua filosofia e punta a creare un’esperienza su misura per i suoi ospiti. La curiosità costante e la ricerca di nuovi stimoli lo hanno portato a collaborare con alcune delle realtà principali del mondo spirit, come Martini & Rossi e Pernod Ricard nel ruolo di brand expert.

3. Salvatore Longo

Nato nei ruggenti anni Novanta di Catania, entra nel mondo dell’hospitality a 18 anni mentre studia chimica e biologia all’università. Dopo esperienze in diversi locali, ha dato vita, insieme a Bruno Arena, al Bohème, un piccolo salotto di miscelazione sartoriale nella sua città. Nel 2017 diventa Molinari Ambassador, viaggiando in Italia ed Europa tra guest shift e masterclass. Oltre a guidare il Bohème, è membro della Wild Turkey Family e collabora come Master Bartender e Trainer per Campari Academy.

4. Domenico Cosentino

Catanese, classe 1977, bar manager del Clara Bow, Cosentino ha come stella polare i grandi classici, che da sempre ispirano le sue creazioni. Dopo un’esperienza in Argentina, nel 2014 rientra in Sicilia per avviare un percorso di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Finalista mondiale della Nearly Neat Competition 2019 a Santo Domingo, oggi porta avanti la sua ricerca tra miscelazione e food pairing, unendo materia prima, creatività e identità siciliana.

5. Rocco Fiorenza

Noto nel settore come Mister Mojito, per il suo amore smisurato per il grande cocktail cubano - tanto da portare con sé un kit da viaggio per prepararlo a regola d’arte (non pestato!) - è dietro al bancone da oltre 25 anni. La sua miscelazione si distingue per l’approccio sperimentale e innovativo, unendo creatività e valorizzazione degli ingredienti territoriali. Ha girato tutta la Penisola e oggi ha base a Marsala, dove è titolare di eFFeRRe Group e X-Events, società di consulenza, formazione e beverage catering, e il T@G Cocktail Bar

Nel segno dell’italianità le nuove ricette Chef Fresche Idee

Chef Fresche Idee
Spaghetti alla Cacio e Pepe, la Carbonara e la Lasagna alla Bolognese arricchiscono la linea di piatti pronti firmata dal marchio di Parma Is. Ricette gustose, invitanti e clean label, per una pausa pranzo veloce e nutrizionalmente bilanciata

All’insegna dell’italianità le tre nuove ricette Chef Fresche Idee, il marchio con cui Parma Is firma una linea di piatti freschi pronti solo da scaldare. Tutte da gustare, le new entry sono tre icone della cucina nazionale: gli Spaghetti alla Cacio e Pepe, la Carbonara e la Lasagna alla Bolognese, pasta sfoglia con ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano.

Golose novità con le quali Chef Fresche Idee amplia la sua offerta, confermando l’approccio innovativo ai piatti pronti che ne ha decretato il successo di mercato, fin dal lancio nel 2023: ricette semplici, realizzate con materie prime di qualità e senza conservanti, presentate in packaging accattivanti, che si conservano a lungo (shelf life 30 giorni), pratiche e veloci da portare in tavola. E, ovviamente, di indiscutibile bontà.

Gusto e qualità sempre disponibile

Perché gustare una ricetta Chef Fresche Idee è proprio come assaggiare un piatto appena realizzato (e impiattato!) da uno chef, ma sempre a disposizione nel frigo del locale. Altro aspetto distintivo della linea è il processo di pastorizzazione a freddo, che mantiene le ricette fresche come appena cucinate e ne garantisce la stabilità e la sicurezza alimentare per 30 giorni.

Merito dell’efficace azione di abbattimento microbiologico svolta dalla tecnologia delle alte pressioni (Hpp - High pressure processing), che sottopone l’alimento confezionato ad un’elevata pressione idrostatica (fino a 6mila bar), garantendone sicurezza e freschezza. Una tecnologia in cui è specializzata HPP Italia, azienda del gruppo ParmaFood, del quale Parma Is è parte, che è leader in Italia in quest’ambito.

«Siamo molto soddisfatti del successo di mercato riscontrato dai piatti pronti Chef Parma Is fin dal loro lancio - commenta Giulio Gherri, presidente di ParmaFood Group -. Adesso la linea si arricchisce di tre nuove referenze che celebrano la cucina nazionale e fanno da apripista alle prossime preparazioni, che saranno sempre più legate alla stagionalità e alle eccellenze del periodo. Perché a noi piace fare le cose tradizionali in modo nuovo: l’innovazione sta proprio in questo».

Bontà a prima vista

Anche le tre nuove ricette arrivano nell’elegante vassoio nero quadrato, confezionato in skinpack. Una confezione che, grazie all’effetto skin, esalta forme e colori degli ingredienti, rendendo il piatto ben visibile e molto appetitoso, anche solo alla vista: nel segno di un marketing sensoriale che fa pregustare fin da subito il sapore del piatto.

Subito pronti da servire

Non solo buoni come fatti in casa, ma anche “veramente” pronti e perciò veloci e facili da preparare. Come per le altre proposte della linea Chef Fresche Idee, per servire i nuovi piatti basta scaldarli nel microonde per 2 minuti e sono pronti da gustare.

Non occorre nemmeno rimuovere la pellicola. Il film di rivestimento gioca infatti un ruolo chiave: gonfiandosi grazie al calore del prodotto, crea una sorta di bolla che mantiene i vapori al suo interno, rendendo la cottura omogenea e lasciando inalterati gli aromi. In alternativa, si può anche riscaldare la ricetta saltandola in padella per 5 minuti.

Proposte per tutti i gusti

Gustosi, invitanti già alla vista, pratici i piatti pronti Chef Fresche Idee sono ideali per tutti i locali che vogliono offrire ai loro clienti proposte di alta qualità, pur non disponendo di una cucina attrezzata e di personale specializzato. Una linea in grado di accontentare ogni tipologia di pubblico, grazie alla ricchezza e varietà delle proposte, accomunate, inoltre, dall’attenzione per una corretta alimentazione.

Le nuove referenze saranno protagoniste nello stand (Pad. 7 - Stand D051) di Parma Is ad Anuga, tra le maggiori fiere dedicate al food & beverage, in programma a Colonia dall'8 al 4 ottobre prossimi, dove l'azienda sarà presente con tutta la sua ricca proposta.

Negroni Room Experience: dal 3 al 26 ottobre il pop-up a Roma

L'esperienza immersiva Negroni Room, targata Carico Milano, in partnership con Campari, sbarca a Roma a Palazzo Velli Expo, nel cuore di Trastevere

Il format Negroni Room Experience creato da Carico Milano, in collaborazione con Campari, continua il suo tour e sbarca a Roma dal 3 al 26 Ottobre. Un'esperienza immersiva che ripercorre la storia del cocktail nato al Caffè Casoni di Firenze nel 1919 e diventato il più bevuto al mondo. Un'occasione per celebrare l’eccellenza italiana del bere miscelato all'italiana, grazie al percorso multisensoriale ideato da Carico Milano, che unisce l’arte e la passione - valori cardine del brand Campari - all’interno di una degustazione raffinata ed emozionante, non solo per il palato, che ripercorre la storia del cocktail, dal Conte Camillo Negroni ad oggi.

Trasformata in un pop-up che ha già toccato Firenze, dove tutto è nato, Torino e Napoli, la Negroni Room si accenderà a Palazzo Velli Expo, una location d’eccezione nel cuore di Trastevere. Dal 3 al 26 ottobre, l’iniziativa vedrà anche il contributo di quattro partner bar del territorio, Il Marchese, Terrazza Les Etoiles, La Zanzara, tutti indirizzi top romani, e il Depero Club di Rieti, i cui bartender proporranno la loro interpretazione del Negroni, offrendo agli ospiti un’esperienza autentica e diversificata. L’esperienza prevede l’accesso esclusivo per gruppi di 10 persone in 3 slot giornalieri.

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