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A tutta frutta con Fruiara, il nuovo marchio di Vog Products per il fuori casa

Fruiara VOG Products
Il nuovo brand dell'azienda altoatesina, specializzata nella lavorazione della frutta, fa il suo esordio sul mercato con due linee di prodotti a base di frutta naturali e di prima qualità: Pure ed Essence

Prodotti a base di frutta, naturali e di prima qualità. È il biglietto da visita di Fruiara, il brand fresco di nascita dedicato al mondo horeca e al food service di Vog Products. Un’operazione con la quale l’azienda altoatesina, che già da tempo rifornisce l’industria dolciaria, alimentare e delle bevande, ha voluto dare una ben definita identità di marca alla sua offerta, modulandola sulle esigenze degli operatori del fuori casa.

Protagonista assoluta è la frutta in tutta la sua varietà, dalla mela e dalla pera all’albicocca, dal lampone al mango e molto altro ancora, e in tutte le sue forme, pura, miscelata, trasformata o pronta al consumo. Frutta di alta qualità, da coltivazione integrata o biologica, proveniente dalle 17 cooperative frutticole che, insieme alle due organizzazioni di produttori altoatesini Vog e Vip, costituiscono la proprietà dell’azienda con sede a Laives. Una filiera che in Alto Adige coinvolge 6.000 famiglie di frutticoltori su una superficie di 20.000 ettari che garantiscono continuità delle forniture, 100% di tracciabilità e rispetto del territorio dove vengono coltivate le materie prime.

Materie prime che vengono trasformate in prodotti genuini, naturali, privi di additivi, alcuni disponibili anche in versione biologica certificata, e proposti in pratiche confezioni pensate per soddisfare le diverse esigenze degli operatori del fuoricasa, dalla lattina alle puoches al bag-in-box.

Le prime linee di prodotti

Presentato alla fiera Anuga di Colonia, il marchio Fruiara fa il suo esordio sul mercato con le sue due prime linee di prodotti: Pure ed Essence.

La prima è una gamma di prodotti a base di pura frutta, ideale sia per l'uso professionale sia per il consumo diretto, che comprende cinque diverse mousse, di mela bio, di pera, di pesca, di albicocca e di prugna, e la mela bio a fette o in cubetti.

La seconda è una linea di puree speciali dal grande appeal sensoriale, giocato sull’armonioso incontro di gusto e consistenze, disponibile nelle referenze: albicocca, pesca, mango, lampone, banana, pera e mela.

Un assortimento, destinato ad ampliarsi, e disponibile in tutta la Penisola e nei Paesi europei, grazie alla rete capillare di partner commerciali costruita negli anni da Vog Products, che vanta una quota di esportazione del 90% ed è presente in quasi 50 Paesi del mondo.

Il rilancio internazionale dell’aperitivo Punt e Mes passa da Moebius Milano

Punt E Mes sul banco bar
In occasione di Milano Fashion Week, presentato a Moebius Milano il rilancio internazionale dello storico Aperitivo Originale Punt e Mes di F.lli Branca

Per una settimana Milano è tornata al centro della ribalta internazionale con l'evento Milano Fashion Week, opportunità che è stata colta al volo da F.lli Branca con il rilancio internazionale di un suo storico prodotto come Aperitivo Originale Punt e Mes. Palcoscenico? Non poteva che essere il Tapa Bistrot, Cocktail Bar e Ristorante Moebius Milano, proprio in quei giorni eletto a Hong Kong al settimo posto della classifica mondiale The World's 50 Best Bars Awards (e primo locale italiano in quella nazionale). Fondato da Lorenzo Querci nel 2019, Moebius Milano si avvale di uno spazio multifunzionale di 700 mq condotto dal bar manager di Giovanni Allario e dallo chef Enrico Croatti.

Nato nel 1870 nella storica bottega liquoristica torinese fondata (1786) da Antonio Carpano, creatore della ricetta del vermouth, Punt e Mes (16% alc) deve il nome alla sua composizione: un punto di dolce vermouth rosso e mezzo punto di elisir di china. Una scelta che ha fatto conoscere in breve tempo questo originale aperitivo in tutto il  mondo come ambasciatore del buon bere italiano.
Si deve allo studio pubblicitario Armando Testa la sua rappresentazione grafica creata nel 1959, una sfera rossa che sovrasta una mezza sfera rossa, unitamente al relativo monumento Sintesi '59 inaugurato nel 2015 davanti alla stazione ferroviaria Porta Susa di Torino.

Passati alla storia poi alcuni testimonial e filmati per Carosello Rai-Tv negli anni '60 e '70, a cominciare dalla bionda attrice tedesca Margaret Rose Keil con la colonna sonora di Nicola Arigliano.

Quattro experience multisensoriali

La serata al Moebius Milano ha visto l'organizzazione di quattro experience multisensoriali dedicate a moda, arte, musica e cocktail culture.
La fashion experience ha visto l'intervento dello stilista Fabio Kalosh che per l'occasione ha disegnato anche t-shirt prodotte da Unnatural Brand.


Per l'art experience Punt e Mes è stato celebrato dal collettivo Santomanifesto che ha reinterpretato storici poster del marchio torinese.

La music experience è stata affidata alla selezione dei brani miscelati dai dj Tommiboy by Daab e Phraba  by Tutti Frutti.

Il più atteso era in ogni caso il momento cocktail experience. A cominciare dalla ricetta Mi-To (Milano-Torino) composto in pari quantità (35-40 ml) di bitter e vermouth rosso (Punt e Mes), da servire con ghiaccio a cubetti e scorza di arancia in tumbler bassi; per non parlare dei twist di Americano, Negroni, Carpano Paloma.

«Crediamo fortemente nelle potenzialità di Punt e Mes - ha precisato Martina Cerbone, Marketing Director di F.lli Branca Distillerie - e siamo convinti che questo storico vermouth possa vivere una nuova stagione di crescita. Il nostro obiettivo è rafforzare la presenza di Punt e Mes nel mondo degli aperitivi, supportando bartender e locali con iniziative dedicate ed eventi che ne valorizzino la versatilità. Stiamo lavorando a diverse novità che ci permetteranno di raccontare ancora meglio l’unicità di questo prodotto, accompagnandone lo sviluppo e rafforzandone il ruolo nelle occasioni di consumo contemporanee».

Best Employers Italia: al primo posto c’è Lavazza

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La Nuvola Lavazza a Torino (credit: ©AndreaGuermani)
Il gruppo torinese si piazza in vetta alla classifica delle 100 migliori aziende dove lavorare in Italia, redatta da Statista. Ma sono diverse le realtà del food&beverage presenti nella lista

C’è Lavazza al primo posto, a “punteggio pieno”, ma ci sono anche diverse altre realtà del food & beverage nella classifica Italy’s Best Employers 2026. Si tratta della lista delle 100 migliori aziende dove lavorare in Italia, redatta da Statista, la piattaforma business tedesca piattaforma specializzata nell’elaborazione di dati, insieme al Corriere della Sera.

La classifica è stata stilata sulla base di un sondaggio che ha come protagonisti gli stessi dipendenti, che rispondono in modo spontaneo e anonimo a un questionario, esprimendo così un giudizio sul proprio ambiente professionale. Il questionario ha analizzato non solo la soddisfazione generale, ma anche il clima aziendale, con particolare attenzione a dinamiche come il lavoro in ufficio, nei laboratori di ricerca o negli stabilimenti produttivi. Le domande hanno spaziato dai carichi di lavoro al riposo, dalle attrezzature disponibili al rapporto con i superiori, fino alla retribuzione. Un’attenzione particolare è stata inoltre riservata alle condizioni di lavoro femminile, con quesiti mirati a valutare l’uguaglianza nelle opportunità di carriera e la possibilità di negoziare lo stipendio. Al sondaggio di questa sesta edizione di Italy's Best Employers hanno risposto oltre 300.000 lavoratori di realtà con almeno 250 dipendenti e sede nella Penisola.

Lavazza prima assoluta

Al primo posto assoluto si è piazzata Lavazza, con un punteggio di 10 su 10, il massimo possibile, che si è meritata il titolo di “posto migliore in Italia” dove andare a lavorare. Ciò grazie, spiega il Corriere, a un sistema di relazioni industriali partecipative, che hanno portato alla stipula di accordi integrativi che premiano la produttività, conciliando vita privata e quella lavorativa. Tra le varie iniziative i cinque giorni in più di congedo di paternità (oltre ai dieci previsti per legge), dieci giorni mensili di smart working, 16 ore retribuite per assistenza familiare, la possibilità di accesso al part-time per le lavoratrici madri fino ai tre anni del bambino e quattro ore di permessi per le cure veterinarie per gli animali domestici. Altro fiore all’occhiello l’introduzione del “venerdì” breve, che permette l’uscita anticipata il venerdì, nel periodo tra maggio settembre, attraverso l’utilizzo di riposi individuali.

Folta presenza delle realtà del food&beverage

Oltre al risultato del gruppo torinese, guardando la classifica a spiccare è l’attenzione e la capacità di conciliare business del personale mostrato in generale dalle realtà del food&beverage, testimoniato dalla presenza nella lista dei top 100 Italy's Best Employers di diverse realtà del settore. Sul terzo gradino del podio troviamo infatti dal colosso lattiero-caseario Granarolo, seguito a ruota da un altro colosso, questa volta nel campo della birra, Heineken Italia. Poco più sotto, in undicesima posizione si piazza un altro big del beverage, Campari Group. E poi, ancora, tra le aziende preferite dai dipendenti ci sono Barilla (16° posto), Unilever (23°), Ferrero (35°), Metro Italia (47°) e Coca-Cola Hbc Italia (66°).

Una presenza importante, che dimostra e premia il grande impegno messo in campo dalle realtà del settore per creare una cultura aziendale accogliente, stimolante e inclusiva, mettendo al centro il benessere delle persone, considerate un asset strategico per la crescita e lo sviluppo delle stesse realtà.

Taormina Cocktail Week: Federico Valenti e il suo team vincono la prima edizione

Il bar manager dell’Amarè Bar del Mazzarò Sea Palace Hotel / VRetreats trionfa alla Taormina Cocktail Week con il drink 99’s Garden
Federico Valenti mentre presenta il drink vincitore della Taormina Cocktail Week

È Federico Valenti, bar manager dell’Amarè Bar del Mazzarò Sea Palace Hotel / VRetreats, il vincitore della competizione della prima Taormina Cocktail Week, svoltasi dal 2 al 5 ottobre.

Presentato durante il Gran Finale sulla terrazza del Grand Hotel Timeo, a Belmond Hotel Taormina, il suo cocktail intitolato 99’s Garden: un mix con Belvedere Vodka, bitter all’alloro, sciroppo di basilico, miele fermentato all’arancia e milkwashing senza lattosio. Valenti ha superato la concorrenza di altri quattordici bar in gara, incontrando il favore della giuria composta da composta da Anthony Poncier (founder di Top500 Bars), Lorenzo Mancusi (General Manager di Drink Kong e Nite Kong, Advanced Sommelier CMS) e Alfonso Califano (founder di Cinquanta – Spirito Italiano e dei liquori a marchio Nazionale).

Il dell’Amarè Bar del Mazzarò Sea Palace Hotel / VRetreats, capitanato da Federico Valenti, che ha vinto la prima edizione della Taormina cocktail week

A firmarlo, insieme a Valenti, il team composto da Carmen Cavallaro, Giuseppe Musumeci, Sajith Perera e Grazia Nicolosi, autrice anche dei dipinti che hanno decorato i bicchieri, ispirati ai paesaggi di Villa Falconara, al civico 99 di via Luigi Pirandello.

Si è distinto anche il team del Morgana, guidato da Stefano Giummarra, che ha conquistato il Premio della Critica: "per il contributo alla creazione di una community locale coesa e per la promozione dei valori di identità, collaborazione e appartenenza".

Chiara e diretta l’organizzatrice dell’evento Annalisa Testa, già fondatrice della Como Lake Cocktail Week e della St. Moritz Cocktail Week, sulla scelta di Taormina come location certo non casuale. «Ho raccolto l’imbeccata dei team di Belmond, Four Season e del Morgana: una cordata che ho colto come un ottimo segnale. Già immaginavo Taormina come una destinazione d’élite in crescita, e mi sono fidata. Ho trovato qualità e voglia di fare, che hanno contribuito alla realizzazione di un’ottima prima edizione».

L’obiettivo di un evento del genere è secondo Testa quello di coniugare ospitalità, cultura e consumo consapevole, seguendo la filosofia già sperimentata a Como e St. Moritz. «L’idea di base - aggiunge - è creare un evento dedicato al consumatore, nel periodo di alta stagione, quando il pubblico è più ricettivo e desideroso di esperienze di qualità. Parlerei di hospitality più che di mixology, perché il cocktail è un veicolo di convivialità, non il fine ultimo».

Quasi naturalmente, la maggior parte dei bar coinvolti sono outlet di alberghi di lusso, ma non l’unica alternativa, che Testa vede anzi variegata nel tempo. «I bar d’albergo sono una base importante, ma raggiungiamo anche gli street bar e i locali che mantengono qualità, pur senza raggiungere vette di lusso. È ciò che abbiamo fatto a Como, che ha una scena indipendente bellissima: cerchiamo un equilibrio tra hotellerie, bar di ristoranti e cocktail bar». Un equilibrio che si traduce anche in ricadute concrete per il territorio e per i professionisti locali. «La visibilità che le realtà più piccole ottengono, anche solo di rimbalzo, è palpabile. I volumi, soprattutto su Como, sono significativi: nel weekend dell’evento gli street bar registrano un incremento sensibile».

Quanto alle differenze rispetto a eventi simili, non di sua ideazione, Testa chiosa: «Non è una competizione con le altre cocktail week: abbiamo format differenti». Terreno già pronto per l’edizione numero due.

Eppur si deve muovere

L'editoriale del numero di ottobre 2025 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich, dedicato al mondo del caffè

La tazzina del caffè a due euro è una minaccia, uno spauracchio o un’opportunità? Dipende dall’approccio con cui il barista affronta la questione. I consumi di caffè al bar continuano a calare, almeno a volumi: nel 2024, secondo i dati di Competitive data, di oltre l’1%, mentre l’aumento del prezzo della tazzina fa aumentare i ricavi.
Quel che è certo è che l’esplosione del costo del caffè verde rende la riflessione sull’adeguatezza del prezzo della tazzina al bar non più rimandabile. E il calo del potere d’acquisto dei clienti non permette di scherzare. Traduzione: aumentare (ulteriormente) il prezzo della tazzina senza porsi seriamente la questione di quale caffè sto offrendo e di come lo sto preparando rischia di essere un harakiri per i gestori di bar.

Già, perché il mal-trattamento della materia prima è uno dei principali crucci che i torrefattori impegnati nella promozione di un caffè di qualità lamentano.
La frase che fa accendere la lampadina rossa è “Faccio il caffè da 30 anni...”, variante mascherata di quel “ho sempre fatto così” che di solito campeggia sulle bocche di chi ha qualche colpevole a cui affibbiare i cattivi risultati del proprio locale.

Sembra arrivato (finalmente) il momento di alzare l’asticella.

La strada da percorrere ce la indicano le caffetterie di successo: puntare sulla qualità del caffè, sulla capacità di valorizzarla preparandolo al meglio, sul saperlo raccontare, sul proporlo in nuove modalità incuriosendo i clienti, almeno quelli pronti ad andare oltre la tazzina che bevono da anni (dopo aver provato quanto può essere buona la “solita” tazzina di espresso). La storia di copertina, dedicata al Bugan, può dare qualche buono spunto.


La buona notizia è che mai come oggi le opportunità per chi vuole davvero fare del caffè di qualità la propria bandiera sono disponibili e pronte, non solo per gli “impallinati”. Dalla formazione, ai video tutorial, alla gamma di soluzioni disponibili per dar vita a un’offerta di valore, sia sul fronte della materia prima che delle attrezzature necessarie a lavorarla. Sulle pagine di questo numero di bargiornale trovate tante idee, tanti spunti, tante soluzioni innovative. Che ognuno allora disegni la strada giusta per sé: dalle capsule professionali di qualità per chi ha un locale con poca produzione di caffè ma non per questo vuole rinunciare a proporlo fino alle macchine tecnologicamente all’avanguardia per chi vuole curare ogni dettaglio legato alla preparazione in modo preciso (ma anche capace di liberare tempo-lavoro), per concentrarsi meglio sulla relazione con il cliente.

Anche l’allargamento della proposta a nuove modalità di estrazione del caffè oltre l’espresso è resa più semplice dalle macchine per espresso che montano accessori in grado di preparare, ad esempio, un caffè filtro perfetto in un tempo molto ridotto, insieme a cold brew, infusioni ecc. Tutte proposte gradite alle nuove generazioni e anche ai baristi che le hanno sapute cogliere, perché garantiscono marginalità migliori del tradizionale espresso. Non resta quindi che ri-mettersi a studiare: a ringraziare ci penseranno i clienti e... il commercialista.

Illva Saronno è il nuovo distributore di Ron Matusalem

Ron Matusalem Illva Saronno
Con la partnership, già operativa, l'azienda italiana arricchisce il suo portafoglio di esclusive di un altro marchio di pregio, mentre Ron Matusalem punta a rafforzare la sua presenza in una piazza da sempre strategica

Si amplia il portafoglio di esclusive di Illva Saronno. Il produttore di Disaronno si è assicurato la distribuzione nel nostro Paese di Ron Matusalem, marchio fondato nel 1872 a Santiago de Cuba dalla famiglia Álvarez che ancora ne detiene la proprietà.

L’accordo, già operativo, permette a Illva Saronno di arricchire la sua proposta di un altro marchio di pregio, apprezzato per la qualità da bartender e consumatori e tra i campioni di vendite a livello globale. Presente in oltre 70 Paesi, e finora distribuito in Italia da Gruppo Motenegro, Ron Matusalem da sei anni di seguito è infatti saldamente tra i 10 rum più venduti al mondo nella classifica di Drinks International.

«Siamo orgogliosi che Ron Matusalem abbia scelto di affidarsi a noi. L’ingresso di questo rinomato rum nel nostro portafoglio è pienamente in linea con la nostra visione del mercato degli spirits, fondata sulla valorizzazione dell’alta gamma, l’innovazione e la costante ricerca dell’eccellenza – ha commentato Marco Giovanni Ferrari, ceo di Illva Saronno Holding, in una nota che annunciava l’intesa -. L’Italia è un mercato che conosciamo a fondo e che amiamo e sarà al centro di questo nuovo capitolo di crescita condivisa».

Focus sull’Italia per Matusalem 

Per Matulasem la partnership con Illva rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la sua presenza nel mercato italiano e coincide con l’avvio del lancio internazionale di un nuovo prodotto ultra premium della sua gamma di rum, il Gran Reserva French Oak. Un prodotto con il quale la distilleria, che negli anni Novanta si è trasferita nella Repubblica Dominicana, intende elevare il posizionamento dei suoi rum e consolidare il legame con professionisti e consumatori, guardando con particolare attenzione alla piazza italiana.

«Questo è un momento fondamentale nel percorso di crescita di Matusalem, così come nello sviluppo e nell'innovazione di nuovi lanci basati sulla nostra esperienza nell'arte del legno e della miscelazione – ha infatti dichiarato Yoze Torres, global ceo di Ron Matusalem, nella stessa nota -. In questo contesto di evoluzione, siamo molto lieti di annunciare la nostra collaborazione con Illva Saronno, finalizzata ad ampliare l'accessibilità e la penetrazione dei nostri prodotti in Italia, rafforzando al contempo la nostra vicinanza ai consumatori e ai key opinion leader. L'Italia è sempre stata un mercato storicamente rilevante per Ron Matusalem e siamo certi che Illva Saronno sarà un partner strategico».

Da Ruggine a Bologna la nuova carta è un ritorno alle origini

Storia, personaggi e luoghi che hanno ispirato la miscelazione di Ruggine sono confluiti in un "archivio di moda", da sfogliare sorseggiando un drink

«Come un vinile che gira lentamente sul giradischi e che poi per sentire l’altro lato devi rigirarlo». È la descrizione che Riccardo Vastola, uno dei soci di Ruggine (insieme a Giacomo Crosa, Davide Patta e Stefano D’Onofri), cocktail bar di Bologna da 11 anni sulla cresta dell’onda, fa dell’ultima drink list. Appena uscita, proprio per festeggiare l’undicesimo compleanno. «È dal 2014 che siamo sulla piazza, ma abbiamo voluto tornare un po’ alle nostre origini, quelle di un locale essenziale, dal design materico e un po’ vintage». Dopo anni di sperimentazione, portata perfino un po’ all’estremo, la filosofia intrapresa per questa nuova “fatica alcolica” di Ruggine è stata tornare al less is more, alla sottrazione, ai classici. «Abbiamo chiesto ai ragazzi del team capitanato dal bar manager Fabio Tammariello di partire da lì, qualche volta i classici vengono rivisitati, qualche altra un po’ stravolti, ma la base c’è sempre», spiega Vastola.

Uno dei nuovi drink di Ruggine: il Cheesecake Club

Un minimalismo che ritroviamo sia nel bicchiere, che nella grafica del nuovo menu, che si presenta con una predominanza di bianco e nero, fra cocktail che si succedono, intervallati da fotografie d’autore, storia della miscelazione e storytelling.

A fronte di un minimalismo grafico, tuttavia, l’ultima fatica è abbondante nelle dimensioni, visto che siamo davanti a quello che Vastola definisce “un piccolo tomo” di oltre cento pagine, impaginato come una specie di archivio di moda. Qui trovano posto i cocktail, accompagnati dagli omaggi a chi li ha ispirati e dallo storytelling che ne racconta la genesi. Nell’intro si legge: «Non basta saper fare, bisogna voler rifare, migliorare, ascoltare gli ingredienti, come si ascoltano le storie raccontate piano». Il tutto è suddiviso in quattro sezioni: la più corposa è quella degli Aperitivi e signature drinks, cui seguono i “classici che cambiano pelle”, i “sorrisi profondi - meditativi e strutturati” e un Tiki fuori stagione per chi non rinuncia alla bevuta da spiaggia.

Dalla nuova drink list di Ruggine, il Meryl Stir, ispirato a Miranda Priestly, la protagonista de "Il diavolo veste Prada"

E ancora le biografie delle leggende, i cocktail bar del cuore e che sono stati d’ispirazione, le poesie e i pensieri di chi invita a entrare nel suo mondo, a prendersi del tempo e sfogliare il “tomo”.

Infine, recente novità, una serie di proposte food, che arrivano dal laboratorio centralizzato Errelab, che serve sia Ruggine che Ragù e Ragù Draft: «Sono piattini sfiziosi che accompagnano la bevuta e incentivano lo sharing al tavolo fra drink&food». Dai “piatti da bancone e morsi ribelli” ai panini, passando per i “piatti che consolano”.

Barawards 2025: scopri i locali finalisti e vota i tuoi preferiti

Barawards 2025 locali - Vincitori 2024
Il Barawards Gala Night Party di gennaio 2025
Scopri i finalisti per ognuna delle undici categorie che premiano i migliori locali del fuori casa e vota i tuoi preferiti. Le votazioni chiudono il 2 novembre. I vincitori saranno rivelati durante la Barawards Gala Night Party di lunedì 12 gennaio 2026

Sono aperte le votazioni on line di Barawards 2025, il premio all'ospitalità italiana d'eccellenza organizzato da Bargiornale, Ristoranti di Bargiornale e Hotel Domani.
Undici i premi in palio per i locali del fuori casa - tra bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e hotel –, incluso un premio per l’approccio green, che saranno assegnati in questa undicesima edizione. I vincitori saranno svelati durante il Barawards Gala Night Party di lunedì 12 gennaio 2026 a Milano.

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CANDIDATI A BARAWARDS

I voti dei panelist hanno determinato la rosa dei finalisti (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara), selezionati tra le centinaia di candidature espresse.

Ora tocca a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni on line resteranno aperte fino al 9 novembre 2025.

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PREMIO LIMONCÈ APERITIVO COCKTAIL BAR DELL'ANNO

  • Alchimista Bistrot & Mescole - Castelfranco Veneto (Tv)
  • Art Retró - Cava de Tirreni (Sa)
  • Azotea - Torino
  • Banana Republic - Roma
  • Bar_is_the_name - Busto Arsizio (Va)
  • Barcollo Ortigia - Siracusa
  • Barrier - Bergamo
  • Bohème Mixology Bar - Catania
  • Botanicals &co2 - Bisceglie (Bt)
  • Caffè Concerto Paszkowski - Firenze
  • Camparino in Galleria - Milano
  • Ceresio 7- Milano
  • Cinquanta Spirito Italiano - Pagani (Sa)
  • Club Derrière - Roma
  • Depero Club - Rieti
  • Different - Milano
  • Dry Milano - Milano
  • Giacosa - Firenze
  • Il Mercante - Venezia
  • Kadavé - Sant'anastasia (Na)
  • La Zanzara - Roma
  • Luau Tiki Bar - Bari
  • Moebius - Milano
  • Nottingham Forest - Milano
  • Opera 33 - Milano
  • Ruggine - Bologna
  • Sentaku Izakaya - Bologna
  • The Doping Bar - Milano
  • Velluto Botanique Eclecltique - Bologna
  • Volare - Bologna

PREMIO BLOOM SPECIALTY COFFEE BAR CAFFETTERIA DELL'ANNO

  • Allegra - Bologna
  • Altura - Milano
  • Archè forno artigiano - Bari
  • Officina - Carpi (Mo)
  • Bap-Roma - Roma
  • Barnum Roma - Roma
  • Binario Calmo - Napoli
  • Buro - Bologna
  • Cafezal BiM Bicocca - Milano
  • Caffè Cognetti Specialty Coffee & Bakery - Bari
  • Caffè Diaz Napoli/ Diaz Microtorrefazione - Napoli
  • Caffè San Carlo - Torino
  • Casa Manfredi - Roma
  • Clandestino non esiste - Milano
  • Ditta Artigianale - Milano
  • Ditta Artigianale - Piazza Ferrucci - Firenze
  • Farmacia Del Cambio - Torino
  • Filter Coffee Lab - Pisa
  • Grani Farine & Caffè - Roma
  • Le Levain Cafè - Roma
  • Loste Café - Milano
  • Love - Roma
  • Luna - Roma
  • Onest - Milano
  • Orso Laboratorio Caffè - Torino
  • Otaleg - Roma
  • Taste - Treviso
  • Tazze Pazze Specialty Coffee & Caffetteria Gourmet - Genova
  • Todo modo - Firenze
  • Urban Cafe Treviglio - Treviglio (Bg)

PREMIO BAR PASTICCERIA DELL'ANNO

  • 3Bis - Rimini e Londra
  • Baldo Gelato - Lecce
  • Bar Pasticceria NeroVaniglia - Roma
  • Belvedere - Frascati (Rm)
  • Bloom - Modena
  • Caffè Gilli - Firenze
  • Caffè Imperiale 1892 - Catanzaro
  • Cafè Merenda - Roma
  • Ciacco Lab - Milano
  • Clivati 1969 - Milano
  • Dama - Bari
  • D'Antoni dal 1974 - Roma
  • Delices a Emporter - Catania
  • Di Là - Corato (Ba)
  • Dulcis - Cagliari
  • Fabio Tisti Pasticceria - Domodossola (Vb)
  • FormaEssenza - Roma
  • Giamberlano - Pavullo nel Frignano (Mo)
  • Golosità Pasticceria - Bassano del Grappa (Vi)
  • Guido1970 - Porto Recanati (Mc)
  • Julietta Pastry & Lab - Roma
  • L'Ile Douce - Milano
  • Marco Adinolfi Gelateria - Cava de' Tirreni (Sa)
  • Pasticceria Guerrino - Fano (Pu)
  • Pasticceria Macalè - Rho (Mi)
  • Pasticceria San Carlo - Milano
  • Pavé - Milano
  • Terra - Milano e Roma
  • Umberto I - Novara
  • Rosi Pasticceria - Bisceglie (Bt)

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PREMIO BAR RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • Angolo Con Vista - Bergamo
  • Bar Atelier - Cava De' Tirreni (Sa)
  • Caveau Del Fuenti - Vietri (Sa)
  • Da Vittorio Cafè By Louis Vuitton - Milano
  • Dare - Cocktail. Comfort. Club. - Como
  • Fōlia Bar&Lab - Lecce
  • Gaia Bar - Sala Comacina (Co)
  • La Barca - B.O.At.S. - Siracusa
  • Linfa - Battipaglia (Sa)
  • Loom Bistro & Cocktail Bar - Busto Arsizio (Va)
  • Lubna - Milano
  • Matsuhisa Lounge - Porto Cervo (Ss)
  • Minimarket Club - Palermo
  • Origini - Esperienza Liquida - Melfi (Pz)
  • Palco, Unexpected Cocktails - Palermo
  • Papa Doble - Firenze
  • Raaro Sips & Bites - Firenze
  • Salmon Guru Milano - Milano
  • Salotto Negroni @Bassetto - Certaldo (Fi)
  • Shub - Sorrento (Na)
  • Scuro - Bologna
  • Signature - Amalfi (Sa)
  • Small and Smiling - Carovigno (Br)
  • Smile Bar - Roma
  • Spam Cocktail Bar - Genova
  • Terrazza Gellivs - Oderzo (Tv)
  • Tobalà - Carovigno (Br)
  • Velvet Bar - Verona
  • Vermuteria i Corrieri - Palermo
  • Wunderbar Caffe - Taormina (Me)

PREMIO BAR D'ALBERGO DELL'ANNO

  • Alassio - The Hoxton - Firenze
  • Alto Rooftoop Cervia - Villa del Mare Spa Resort - Cervia (Ra)
  • Arts Bar at St Regis - The St Regis Venice - Venezia
  • Atrium - Hotel Cala di Volpe - Porto Cervo (Ss)
  • Azur Lounge Bar - Hotel Miramalfi - Amalfi (Sa)
  • Bar & Chiostro - San Domenico Palace, a Four Seasons Hotel - Taormina (Me)
  • Bar Ambrosia - Hotel Artemide - Roma
  • Bar Artemisia - Hotel Savoy - Firenze
  • Bar Del Posta - Hotel de la Poste - Cortina d'Ampezzo (Bi)
  • Bar Lobby - Rosewood Castiglion Del Bosco - Montalcino (Si)
  • Bar Locarno - Hotel Locarno - Roma
  • Bar Sant’Andrea - Belmond Villa Sant'Andrea - Taormina (Me)
  • Bistrot & Music Club - Hotel La Perla - Corvara (Bz)
  • Blue Bar - Hotel Excelsior - Lido di Venezia (Ve)
  • Cinquanta con Vista - Hotel Club Due Torri - Maiori (Sa)
  • Convivium Bar - Monaci delle Terre Nere, Relais & Chateaux - Zafferana Etnea (Ct)
  • Igiea Terrazza Bar - Villa Igiea - Palermo
  • La Minerva Bar - Orient Express La Minerva - Roma
  • La Piazza - Quellenhof Luxury Resort Lazise - Lazise (Vr)
  • La Terrazza Rooftop Bar - Grand Hotel Principe di Piemonte - Viareggio (Lu)
  • Organics Sky Garden Roma - Aleph Rome Hotel - Roma
  • Principe Bar - Hotel principe di Savoia - Milano
  • Punch Room Rome - The Rome Edition Hotel - Roma
  • Santa Cocktail Club - Villa Cora - Firenze
  • Stilla - Four Seasons Hotel Milano - Milano
  • Stravinskij Bar - Hotel de Russie - Roma
  • The Bar - Aman Venice - Venezia
  • The Bvlgari Bar - Bvlgari Hotel Milano - Milano
  • The Court - Palazzo Manfredi - Roma
  • Visconti Bar - Castello di Casole, A Belmond Hotel - Casole d’Elsa (Si)

PREMIO RISTORANTE RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • Abbruzzino Oltre - Lamezia Terme (Cz)
  • Aqua Crua - Barbarano Vicentino (Vi)
  • Casa Leali - Puegnago sul Garda (Bs)
  • Cetaria - Baronissi (Sa)
  • Cinque Foglie - Battipaglia (Sa)
  • Cucina Cereda - Ponte San Pietro (Bg)
  • Da Gorini - Bagno di Romagna (Fc)
  • Dalla Gioconda - Gabicce Mare (Pu)
  • Dao - Roma
  • Don Alfonso 1890 - Sant’Agata sui due Golfi (Na)
  • Ego Ristorante - Roma
  • Equilibrio - Dolcedo (Im)
  • Grow Restaurant - Albiate (Mb)
  • Il Circolino - Monza
  • Kohaku - Roma
  • L'Angolo con Vista - Bergamo
  • La Filanda - Macherio (Mb)
  • La Scogliera Circeo - San Felice Circeo (Lt)
  • Marotta - Squille (Ce)
  • Materia - Cernobbio (Co)
  • Mazzo - Roma
  • Olmo - Cornaredo (Mi)
  • Ristorante Dina - Gussago (Bs)
  • Taverna Estia - Brusciano (Na)
  • Verso - Milano
  • Villa Elena - Bergamo
  • Vineria Modì - Taormina (Me)
  • Vitaleta Gourmet - San Quirico d'Orcia (Si)
  • Volta del Fuenti by Michele De Blasio - Vietri sul Mare (Sa)
  • Tipanan - Catanzaro

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PREMIO RISTORANTE D'ALBERGO DELL'ANNO

  • Adelaide - Hotel Vilòn - Roma
  • Alassio - The Hoxton Hotel - Firenze
  • Beefbar Cala di Volpe - Hotel Cala di Volpe - Cala di Volpe (Ss)
  • Cala Luna - Hotel Le Calette - Cefalù (Pa)
  • Campo del Drago - Rosewood Castiglion del Bosco - Montalcino (Si)
  • Campocori - Hotel Chapter Roma - Roma
  • Cannavacciuolo by the Lake - Laqua by the Lake - Pettenasco (No)
  • Da Lorenzo al Giardino Segreto - NH Collection Venezia Grand Hotel Palazzo dei Dogi - Venezia
  • Dalla Gioconda - Albergo Diffuso Dalla Gioconda - Gabicce Mare (Pu)
  • Enoteca La Torre - Villa Laetitia Roma
  • Florio - Villa Igiea - Palermo
  • Gigi Rigolatto Roma - Orient Express La Minerva - Roma
  • I Tenerumi - Therasia Resort - Vulcano (Me)
  • Idylio by Apreda - Pantheon Iconic - Roma
  • Il circolo osteria - Habita79 Mc Gallery Pompeii - Pompei (Na)
  • Il Fagiano - Grand Hotel Fasano - Gardone Riviera (Bs)
  • Il Piccolo Principe - Grand Hotel Principe di Piemonte - Viareggio (Lu)
  • La Pergola - Bellevue Syrene - Sorrento (Na)
  • La Pergola in giardino - Hotel Cervo - Porto Cervo (Ss)
  • La Rei Natura By Michelangelo Mammoliti - Il Boscareto Resort - Serralunga d’Alba (Cn)
  • Cannavacciulo Le Cattedrali Asti - Le Cattedrali Relais - Asti
  • Lux Lucis - Hotel Principe Forte dei Marmi - Forte dei Marmi (Lu)
  • Mirabelle Restaurant - Hotel Splendid Royal - Roma
  • Principe Cerami - San Domenico Palace, a Four Seasons Hotel - Taormina (Me)
  • Ristorante LeBolle - Boutique Hotel Stresa - Stresa (Vb)
  • Roteo Restaurant - Musa Lago di Como - Sala Comacina (Co)
  • Su Gologone - Su Gologone Hotel - Oliena (Nu)
  • Tosca - Castello di Casole, A Belmond Hotel - Casole D'Elsa (Si)
  • Un Piano Nel Cielo - Hotel Casa Angelina - Praiano (Sa)
  • Zelo - Four Seasons Hotel Milano - Milano

PREMIO HOTEL RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • Aki Family Resort Plose - Bressanone (Bz)
  • Aman Rosa Alpina - San Cassiano (Bz)
  • Binario calmo - Napoli
  • Boutique Hotel Badhaus - Bressanone (Bz)
  • Boutique Hotel Stresa - Stresa (Vb)
  • Ca' Pisani Deco Design Hotel - Venezia
  • Cala Ponte - Polignano a Mare (Ba)
  • Casa Brera, a Luxury Collection Hotel, Milan - Milano
  • Castello di Casole, A Belmond Hotel, Tuscany - Casole Val D'Elsa (Si)
  • Collegio alla Querce, Auberge Resorts Collection - Firenze
  • Falkensteiner Hotel Walther Park - Bolzano
  • Grand Hotel Alassio - Alassio (Sv)
  • Habita79 MGallery Pompeii - Pompei (Na)
  • Hotel Club Due Torri - Maiori (Sa)
  • Hotel La Roqqa - Porto Ercole (Gr)
  • Hotel Metropole Taormina - Taormina (Me)
  • Hotel Mignon Meran Park & Spa - Merano (Bz)
  • Le Cattedrali Relais - Asti
  • Maison Senato - Milano
  • NYX Hotel - Roma
  • Orient Express La Minerva - Roma
  • Palazzo Talìa - Roma
  • Romeo Roma - Roma
  • Sofitel Rome Villa Borghese - Roma
  • The Social Hub Florence - Firenze
  • The Social Hub Rome - Roma
  • Vetera Matera - Matera
  • Vista Ostuni - Ostuni (Br)
  • W Florence - Firenze
  • W Sardinia – Poltu Quatu - Arzachena (Ss)

PREMIO BIRRERIA DELL'ANNO

  • Abbazia di Sherwood - Caprino Bergamasco (Bg)
  • Akkademia - Catania
  • Archea Brewery - Firenze
  • Arrogant - Reggio Emilia
  • Bark - Beer & Bbq - Gioiosa Ionica (Rc)
  • Barley Wine - Roma
  • Beer Bang - Messina
  • Beer Garage - Bergamo
  • Birreria Bunker - Duino Aurisina (Ts)
  • Birreria Cassina - Merate (Lc)
  • Birrificio Italiano - Milano
  • Birroteca Fermentazioni Spontanee - Iglesias (Ca)
  • Bob Alchimia a Spicchi - Montepaone (Cz)
  • Buskers - Roma
  • Caboose - Reggio Emilia
  • Dogana - Torino
  • Frank Malone - Napoli
  • Fuori Stile - Riva del Garda (Tn)
  • Harp Pub - Milano
  • La Tana del Luppolo - Monopoli (Ba)
  • La Torre del Luppolo - Pisa
  • Lambrate – Adelchi – Milano - Milano
  • Ma Che Siete Venuti a Fa’ - Roma
  • Mastro Birraio - Trieste
  • Open Baladin Roma - Roma
  • Open Baladin Torino - Torino
  • Scott Duff Milano - Milano
  • The Drunken Duck – Le Più Meglio Birre - Quinto Vicentino (Vi)
  • Top of the Hops - Imola (Bo)
  • Woodstock - Milano

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PREMIO SLOW WINE LOCALE GREEN DELL'ANNO

  • Agriturismo Ferdy - Lenna (Bg)
  • Al Gatto Verde - Modena
  • Artifex - Brennero (Bz)
  • Bar_is_the_name - Busto Arsizio (Va)
  • Bistrot - Forte dei Marmi (Lu)
  • Carico - Milano
  • Castello di Casole A Belmond Hotel Tuscany - Casole d'Elsa (Si)
  • ConTatto - Frascati (Rm)
  • Don Alfonso 1890 - Sant'Agata sui due Golfi (Na)
  • Doney salotto.bottega - Pontecagnano (Sa)
  • Dry Milano - Milano
  • Epiko - Laveno Mombello (Va)
  • Essenza Sushi - Milano
  • Fōlia Bar&Lab - Lecce
  • Il Cappero - Isola Vulcano (Me)
  • Il Circolo Osteria - Pompei (Na)
  • Il Tiglio - Montemonaco (Ap)
  • La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti - Serralunga d'Alba (Cn)
  • Le Serre by ViVi - Roma
  • Lefay Resort & Spa Lago di Garda - Gargnano (Bs)
  • Linfa drink e salotto - Battipaglia (Sa)
  • Locanda La Raia - Gavi (Al)
  • Marina del Nettuno - Messina
  • Olympic Spa Hotel - San Giovanni di Fassa - Vigo (Tn)
  • Prezioso - Merano (Bz)
  • Ritorno - Acerra (Na)
  • Ronchi Rò - Dolegna del Collio (Go)
  • Sal8 Bar Agricolo - San Vincenzo (Li)
  • Saporium - Firenze
  • Villa Maiella - Guardiagrele (Ch)

PREMIO AGRITECH PANINOTECA DELL'ANNO

  • Accademia del Panino - Torino
  • Bar Quadronno - Milano
  • Bark - Beer & Bbq - Gioiosa Ionica (Rc)
  • Becco - Roma
  • Bifburger Exclusive - Ottaviano (Na)
  • Bottega Roccia - Roma
  • Ciccio's burger - Palermo
  • Clinica del panino - Parma
  • Drink Food e Burger - Cogoleto (Ge)
  • Crush Burgher - Catania
  • Da Gigione Gourmand - Pomigliano d'Arco (Na)
  • Da Matti - Street Food - Vasto (Ch)
  • Depero Club - Rieti
  • Fame burgers - Roma
  • Fud - Bottega sicula - Palermo
  • Green M'ama - Napoli
  • Gusto Tondo - Cermenate (Co)
  • Il Cernacchino - Firenze
  • La Cristalleria - Milano
  • Macelleria popolare - Milano
  • Mi'ndujo - Rende (Cs)
  • Panino Doc - Milano
  • Panino marino - Genova
  • Pepen - Parma
  • Piazza Alimentari - Acquapendente (Vt)
  • Porcobrado - Milano
  • Puok - Napoli
  • Qcècè - San Nicola Arcella (Cs)
  • Stonhenge Pub - Montebelluna (Tv)
  • Zia Rosetta - Roma

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Barawards 2025: scopri e vota i professionisti candidati alla vittoria

barawards 2025 logo
Scopri i finalisti per ognuna delle dieci categorie che premiano i migliori professionisti del fuori casa e vota i tuoi preferiti. Le votazioni chiudono il 9 novembre. I vincitori saranno rivelati durante il Barawards Gala Night Party, lunedì 12 gennaio 2026 a Milano

Ci siamo! Sono aperte le votazioni on line di Barawards 2025, il premio all'ospitalità italiana d'eccellenza organizzato da Bargiornale, Ristoranti di Bargiornale e Hotel Domani. 10 i premi in palio per i professionisti del fuori casa - tra bartender, baristi, pasticceri, cuochi e brand ambassador, incluso un premio al miglior team, che saranno assegnati in questa edizione, l’undicesima, di Barawards. I vincitori saranno svelati durante il Barawards Gala Night Party, in programma lunedì 12 gennaio 2026.

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Il panel di esperti del settore ha già espresso le proprie preferenze, stilando le nomination dei professionisti in lizza per la vittoria finale (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara), selezionandoli tra le tantissime candidature espresse.

Ora tocca a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni on line resteranno aperte fino al 9 novembre 2025.

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PREMIO CAMPARI ACADEMY BARTENDER DELL'ANNO

  • Abarbanel Yonathan - Les Rouges Milano - Milano
  • Altamura Federico - Tripstillery Navigli - Milano
  • Arpino Siria - Intercontinental Ambasciatori Palace - Roma
  • Azzalin Ilaria – Ultimo - Varese
  • Ballarini Daiana - Freccia Bar - Castelfranco Emilia (Mo)
  • Barrueco Caceres Matias David - 1930 Cocktail Bar - Milano
  • Bellucci Enrico - Salmon Guru - Milano
  • Bernardi Samuele – Ruggine - Bologna
  • Cascone Christian - The Roof – Pompei (Na)
  • Ceccacci Laura - Pasticceria Guerrino - Fano (Pu)
  • Ciardulli Gian Maria - Donna Di Cuori - Cecina (Li)
  • Costantino Christian - Marina del Nettuno - Messina
  • D'Alessio Alessandro - Rita's Tiki Room - Milano
  • Dumbravă Lucian - Hoxton Florence - Firenze
  • Gennari Marco – Aguardiente - Marina di Ravenna (Ra)
  • Grimaldi Tony - Nottingham Forest - Milano
  • Izzo Valerio – Shub Sorrento (Na)
  • Loiacono Nicola - Villa Igiea, A Rocco Forte Hotel - Palermo
  • Masiero Marco – Lubna - Milano
  • Megna Alessio - Freni e Frizioni - Roma
  • Musso          Alice - Stravinskij Bar at Hotel de Russie - Roma
  • Pappalardo Enea - Caffè Gilli - Firenze
  • Pocorobba Giorgio - Excelsior Palace Portofino Coast - Rapallo (Ge)
  • Primavera Emanuele - Cinquanta Spirito Italiano - Pagani (Sa)
  • Sciortino Antonino - Giacosa 1815 - Firenze
  • Vincenzo Crisconio - Dry Milano - Milano
  • Spaggiari Nicola – Saporium - Firenze
  • Stafforini Matteo - Blue Bar & Relax by Hotel Ligure - Alassio (Sv)
  • Torcasio Christian – Macondo - Bologna
  • Tortorella Dario - L'Antiquario - Napoli

 PREMIO CAMPARI ACADEMY BARTENDER UNDER 25

  • Agricola Gaia - Officine Pulp - Settimo Torinese (To)
  • Alfaro Leonardo - Bob Milano - Milano
  • Amadori Niccolò - Alto Rooftoop Cervia - Cervia (Ra)
  • Asi Joshua Mae - Sentaku Izakaya - Bologna
  • Astarita Costanzo - Tripstillery Navigli - Milano
  • Baduena Simona - Hotel Cervo - Porto Cervo (Ss)
  • Bedin Marco - Danieli - Bassano del Grappa (Vi)
  • Bistolfi Giangiacomo - Rita’s Tiki Room - Milano
  • Cantone Cristian – Ruggine - Bologna
  • Cassan Matteo - MC comunication - Spinea (Ve)
  • Consoli Federico - Drinc.different - Milano
  • D’Anello Giulia - Jerry Thomas Speakeasy - Roma
  • Damiano Elena – Barmacia - Potenza
  • Deiana Denise - Bar_is_the_name - Busto Arsizio (Va)
  • Di Lella Federica – Puntosette - Torino
  • Di Lello Melissa - Old Tom - Whiskey e Cocktail Bar - Piedimonte Matese (Ce)
  • Esposito Alessia – Kadavé - Sant'Anastasia (Na)
  • Fornaciari Giorgia - Stravinskij Bar at Hotel de Russie - Roma
  • Fortunato Alessandra - Mag Cafe - Milano
  • Gardellini Alex – Bamboo - Bologna
  • Ghiurca Valentina – Barrier - Bergamo
  • Giorgi Francesco - Drink Kong - Roma
  • Goracci Luca - La Zanzara - Roma
  • Gori Giammarco - Locale Firenze - Firenze
  • Illiev Deni - Hawaiki - Bellaria-Igea Marina (Rn)
  • Niccolò Francesco - Laboratorio Folkloristico - Pomigliano d’Arco (Na)
  • Palumbo Vincenzo - L’Antiquario - Napoli
  • Premi Martino - Ca-ri-co - Milano
  • Schioppetto Jacopo - The Bar at Aman Venice - Venezia
  • Spagnoli Edoardo - Nite Kong - Roma

PREMIO BARTENDER ITALIANO ALL'ESTERO

  • Amorese Vincenzo - Bad Company 1920 - Madrid (Spagna)
  • Balestra Emanuele - Hotel Barrière Le Majestic - Cannes (Francia)
  • Braguti Matteo - Dirty Dick - Parigi (Francia)
  • Cadeddu Matteo - Opium Bar - Bangkok (Thailandia)
  • Carriero Elis - IT Italian trattoria - Miami (Usa)
  • Casella Saverio - Jigger & Pony - Singapore
  • Castrogiovanni Esmeralda - Atlas - Singapore
  • Collina Pietro - Viajante87 - Londra (Regno Unito)
  • Cortese Mauro - Galaxy Bar - Dubai (Emirati Arabi)
  • D'Arienzo Francesco - Blind Tiger - Dubai (Emirati Arabi)
  • Dongi Marco - Bar Sathorn - Bangkok (Thailandia)
  • Faedda Filippo - Salmon Guru - Barcellona (Spagna)
  • Galdi Francesco - Buddha Bar - Dubai (Emirati Arabi)
  • Gonzato Enrico - The Garden Room, The Lanesborough Hotel - Londra (Regno Unito)
  • Iacca Piero - Old Fashion Café - New York (Usa)
  • La Pietra Mario - Neon Pigeon - Singapore
  • Longo Valentino – ViceVersa - Miami (Usa)
  • Mariotti Michele - The Gleneagles Hotel - Auchterarder, Perthshire (Scozia)
  • Maspes Christian - Velvet at Corinthia – Londra (Regno Unito)
  • Meloni Marco - The NoMad Hotel - Londra (Regno Unito)
  • Milia Maura - Cafè Arixi - Mexico City (Messico)
  • Montanelli Lucia - The Dorchester - Londra (Regno Unito)
  • Mussi Marco - Bar Termini - Londra (Regno Unito)
  • Norcini Davide - Dr Stravinsky/Stravinsky’s Parfumerie - Barcellona (Spagna)
  • Palazzi Alessandro - Dukes Bar - Londra (Regno Unito)
  • Pavan Federico - Donovan Bar - Londra (Regno Unito)
  • Soddu Elon - Amaro Bar - Londra (Regno Unito)
  • Stronati Massimo - Stronati Liquid Solutions - California (Usa)
  • Venanzio Giuseppe – Boadas - Barcellona (Spagna)
  • Vogli Blendi - Grand Hotel Zermattenhof – Zermatt (Svizzera)

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PREMIO NARDINI BAR MANAGER DELL'ANNO

  • Aldinucci Riccardo - Charlie mixology bar - Siena
  • Allario Giovanni – Moebius - Milano
  • Ardito Luca - The Carlton, a Rocco Forte Hotel Milan - Milano
  • Azzalin Martina – Ultimo - Varese
  • Baggio Simone - Alchimista Bistrot e Mescole - Castelfranco Veneto (Tv)
  • Brunet Desiree - drinc.different - Milano
  • Bruno Nakia - Black Sheep Bolzano - Bolzano
  • Capezzuoli Mattia - Hotel de Russie - Roma
  • Cecca Tommaso - Camparino in Galleria - Milano
  • Ciardulli Gian Maria - Donna di Cuori - Cecina (Li)
  • Di Dio Masa Riccardo - Punch Room Rome The Rome Edition Hotel -Roma
  • Diamante Giacomo – Quintana - Vicenza
  • Doria Peppe – Volare - Bologna
  • El Attaoui Abi - Ceresio 7 - Milano
  • Favaron Elisa - Cucù Bassano - Bassano del Grappa (Vi)
  • Ferraro Ambrogio - Bar_is_the_name - Busto Arsizio (Va)
  • Fornaro Matteo – Azotea -Torino
  • Gentile Francesca - Funi 1898 - Montecatini Terme (Pt)
  • Bertazzoli Jimmy – Aguardiente - Marina di Ravenna (Ra)
  • Manni Luca - Giacosa, Paszkowski, Gilli, Move On - Firenze
  • Marcellin Luca - Drinc.cocktail & conversation - Milano
  • Mitacchione Davide - Luau Tiki Bar - Bari
  • Monroe Terry - Opera 33 - Milano
  • Panizzi Andrea – Scuro - Bologna
  • Paonessa Denis - La Ménagère - Firenze
  • Redzepi Rama - Rama's Lounge Bar - Gardone Riviera (Bs)
  • Rocco Bruno - Banana Republic - Roma
  • Schirru Laura - Andandy Cocktail Truck - Olbia
  • Tcaci Vlad - Nu Lounge - Bologna
  • Tittoni Antonio - Depero Club - Rieti

PREMIO MONTENEGRO BAR TEAM DELL'ANNO

  • Agua Sancta - Milano
  • B.O.At.S. - Based On A True Story - Siracusa
  • Banana Republic - Roma
  • Barmacia - Soluzioni Spiritose - Potenza
  • Barrier - Bergamo
  • Blind Pig Roma - Roma
  • Blue Bar - Hotel Excelsior Venice Lido Resort - Venezia
  • Bob - Milano
  • Bohème Mixology Bar - Catania
  • Botanicals & co2 - Bisceglie (Bt)
  • Caffè Concerto Paszkowski - Firenze
  • Caffè San Carlo - Torino
  • Ceresio 7 - Milano
  • Depero Club - Rieti
  • Dry Milano - Milano
  • Freni e Frizioni - Roma
  • La Drogheria - Torino
  • La Punta - Expendio de Agave - Roma
  • Mag Navigli - Milano
  • Moebius - Milano
  • Norah was Drunk - Milano
  • Piano 35 - Torino
  • Ritorno - Acerra (Na)
  • Ruggine - Bologna
  • Salmon Guru Milano - Milano
  • Sentaku Izakaya - Bologna
  • Smile Bar - Roma
  • The St Regis Venice - Venezia
  • Velluto Botanique Eclectique - Bologna
  • Volare - Bologna

PREMIO MONIN BARISTA DELL'ANNO

  • Barbano Mattia – Orsonero Coffee - Milano
  • Batacchi Andrea - Todo Modo - Firenze
  • Bruno Rosa - Luminist Napoli - Napoli
  • Burgio Francesco - Pasticceria Rever - Albano Laziale (Rm)
  • Capacchione Vincenzo - Filtro Caffè - Salerno
  • Caputo Giovanni - Pier Coffee Roaster - Gravina in Puglia (Ba)
  • Carpineti Massimo – Barnum - Roma
  • Colzani Matteo - Caffè Velò - Seregno (Mb)
  • Cuomo Giacomo - Grani farine e caffè - Roma
  • Curci Giovan Giuseppe - Micro Torrefazione Diaz - Napoli
  • Fernando Cristian – Nowhere - Milano
  • Ferrante Francesco - Giacosa 1815 - Firenze
  • Galtieri Alessandro - Aroma Specialty Coffee - Bologna
  • Garau Jesse - Roncaglia 33 - Milano
  • Giacomelli Nadia - Miss Moka - Paratico (Bs)
  • Grasso Elena - Farmacia del Cambio - Torino
  • Lazzarone Luana - Orso Laboratorio Caffè - Torino
  • Maggiulli Federico - Il Cafetero - Milano
  • Madkor Francesca - Faro Caffè Specialty - Roma
  • Mosconi Luca - Coffee Square 33 - Livorno
  • Olimpo Gianni – Otaleg - Roma
  • Orrico Maria – NeroVaniglia - Roma
  • Palazzi Luca - Fax Factory - Roma
  • Panero Alessio - Faro Caffè Specialty - Roma
  • Parungao Joy – Pascucci - Roma
  • Pinna Federico - Urban Cafe Treviglio - Treviglio (Bg)
  • Tenore Giuseppe - Caffè Paszkowski - Firenze
  • Toloni Claudia - Caffè Gilli 1733 - Firenze
  • Zorloni Nicolò - Nudo Artisan Coffee - Milano
  • Zucchi Lorenzo - Forno Brisa - Bologna

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PREMIO METRO CUOCO DELL'ANNO

  • Abou Zaki Richard – Retroscena - Porto San Giorgio (Fm)
  • Ambrosino Marco - Sustànza (ScottoJonno) - Napoli
  • Bufi Maurizio - Il Fagiano - Gardone Riviera (Bs)
  • Caccioppoli Graziano - Ristorante La Gallina Villa Sparina - Gavi (Al)
  • Capece Francesco – Confine - Milano
  • Celano Bianca - Materia Spazio Cucina - Catania
  • Chieppa Jacopo – Equilibrio - Dolcedo (Im)
  • Crisci Alfonso - Oltremare, Hotel Cub Due Torri - Maiori (Sa)
  • Croatti Enrico – Moebius - Milano
  • De Filippis Maurizio - Riso amaro - Fondi (Lt)
  • De Lillo Andrea - Ristorante Nin - Brenzone sul Garda (Vr)
  • Di Fabio Davide - Dalla Gioconda - Gabicce Monte (Pu)
  • Gipponi Alberto - Ristorante Dina - Gussago (Bs)
  • Griffa Paolo - Paolo Griffa al Caffè Nazionale - Aosta
  • Haziri Emin - Ristorante Procaccini - Milano
  • Kallout Zara - Botanicals & Co2 - Bisceglie (Bt)
  • Locatelli Maurizio - Hotel Cala di Volpe - Porto Cervo (Ss)
  • Lovato Giacomo - Ristorante Borgia - Milano
  • Ludovici Luca – ConTatto - Frascati (Rm)
  • Mammoliti Michelangelo - La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti - Serralunga d'Alba (Cn)
  • Morello Salvatore – Inkiostro - Parma
  • Natalini Luca – Autem - Milano
  • Pecis Mattia – Cracco - Portofino (Ge)
  • Puleio Davide – Pulejo - Roma
  • Rolla Alessia - Ristorante Cantina Nicola - Cocconato (At)
  • Rosval Jessica - Al gatto verde - Modena
  • Sacco Marco - Gruppo Sacco - Piano 35 - Torino
  • Silvestro Giuseppe - Ristorante Silvestro - Monza (Mb)
  • Ticchi Jacopo - Da Lucio - Rimini
  • Zoboli Tommaso - Ristorante Patrizia - Modena

PREMIO PASTICCERE / GELATIERE DELL'ANNO

  • Allegretta Giuseppe - Armani Restaurant - Milano
  • Andreini Federico - Sustànza (ScottoJonno) - Napoli
  • Antonini Luca - Pasticceria Zanardi - Omegna (Vb)
  • Belotti Marco - Cala di Volpe - Porto Cervo (Ss)
  • Beluffi Dario - freelance / consulente
  • Boccanera Marta – Gruè - Roma
  • Carrara Damiano - Atelier Damiano Carrara - Lucca
  • Caruso Chiara - Café Merenda - Roma
  • Cirillo Irene - Pasticceria Cirillo - Orta di Atella (Ce)
  • Cortinovis Mattia - Pasticceria Cortinovis - Ranica (Bg)
  • Dalmasso Alessandro - Dalmasso Alta Pasticceria Italiana - Avigliana (To)
  • Dileo Mariano - Il Palagio Four Seasons Hotel - Firenze
  • Fusto Gianluca - Fusto Milano - Milano
  • Grosso Massimo – Terra - Milano
  • Lacalamita Luca – Lula - Trani (Bat)
  • Marasca Christian - Zia Restaurant - Roma
  • Mita Tiziano - Borgo Egnazia - Savelletri (Br)
  • Morello Salvatore – Inkiostro - Parma
  • Murzilli Cesare - Portrait Milano - Milano
  • Pinna Marco - Ristorante Seta Mandarin Oriental - Milano
  • Proia Giorgia - Casa Manfredi - Roma
  • Santarsiero Alessio - Pasticceria Tiri - Potenza
  • Spartano Matteo - Chantilly since 1977 - Lecce
  • Tolomei Irene - Ristorante Aroma - Roma
  • Trovisi Stefano - Four Seasons Hotel Milan - Milano
  • Urbani Andrea - Pasticceria Guerrino - Fano (Pu)
  • Vena Debora – Chocolat - Vago di Lavagno (Vr)
  • Villa Luca - Imàgo all'Hassler - Roma
  • Vitellozzi Maicol – Maicol - Torino
  • Zorzi Jacopo - Pasticceria Martesana - Milano

PREMIO BRAND AMBASSADOR COFFEE & MORE DELL'ANNO

  • Baldini Tommaso - La Marzocco
  • Bartocci Daniele - Tre Valli Cooperlat
  • Beluffi Matteo - Bel.Co
  • Bernardoni Luca - Caffè Hardy
  • Bucci Fabiano - Kimbo
  • Cammarata Alessandro - Santacruz
  • Cinolo Ludovico - Karoma Caffè
  • Clemente Carmen - Orasì
  • Cobelli Davide - Garage Bros
  • Costanzo Francesco - La San Marco
  • Falcone Irene - Nespresso
  • Indelicato Jacopo - Julius Meinl
  • Lattuada Andrea - Luckin Coffee
  • Mendini Samuel - illycaffè
  • Mirimich Stefano - Daroma
  • Paladini Marco - Caffè Mokarico
  • Palange Valentina - Anfim
  • Pantone Donato - Caffè Sun
  • Pasquetti Letizia - B.House Coffee
  • Pizzinato Marco - Pizzicoffee
  • Polojac Alberto - Bloom Specialty Coffee
  • Rey Simona - IMS
  • Sinapi Patrick - Caffè Pascucci
  • Sisti Diletta - Cellini Caffè
  • Ventriglia Luca - pulyCAFF
  • Verona Fabio - Costadoro

PREMIO BRAND AMBASSADOR SPIRIT & Co DELL'ANNO

  • Airaghi Elena - Moët Hennessy Spirits Portfolio
  • Angeli Luca - Remy Cointreau
  • Azzolina Luca - Cuzziol Drink Experience
  • Bertuca Palmira - Italspirits
  • Canessa Angelo - Velier
  • Cassini – Federico - Illva Saronno
  • Cervellati Luca - Coca-Cola Hbc Italia / Spirits
  • Ciardulli Gian Maria - Maldon (Montosco)
  • Cilia Mattia - Tito's Vodka
  • Fedele Marco - Molinari
  • Spenuso Francesco - Brown Forman
  • Grytsyshyn Solomiya - Hendrick's Gin
  • Mancini Beppe - Vetz
  • Nonino Bardelli Francesca - Nonino
  • Olianas Nicola - F.lli Branca Distillerie
  • Pazienza Igor - Elephant Gin
  • Pennacchia Riccardo - Campari
  • Picone Michele - Gruppo Meregalli
  • Pomo Andrea - Santa Teresa 1796
  • Righetto Steve - Bonaventura Maschio
  • Riva Gabriele - Pernod Ricard - Altos & Del Maguey
  • Rossi Luca - Vecchio Amaro del Capo - Caffo Group 1915
  • Russo Emanuele - Compagnia dei Caraibi
  • Tarozzo Debora - Flor de Caña
  • Todisco Leonardo - Strucchi Vermouth e Bitter
  • Tomasselli Federico - Coca-Cola Hbc Italia / Spirits + Three Cents
  • Tuliach Igor - Gamondi
  • Turconi Mirko - Fine Spirits
  • Uberti Lorenzo - Polot 1882 - General Fruit
  • Urbani Elena - Mancino Vermouth, Amaro Lucano, Rinomato Aperitivo - Coca-Cola Hbc Italia

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Simposio Ampi, annunciati i vincitori del Trofeo Pavoni

Ampi Simposio 2025
Nicola Di Lena, Andrea Amato e Mattia Cortinovis premiati durante il XXIX Simposio pubblico Ampi. Focus su formazione, nuove competenze e sulle opportunità nell'hotellerie durante il confronto tra i Maestri

Nicola Di Lena (Virgola Pasticceria Terapeutica - San Vito dei Normanni, Br) nella Categoria Pasticcere da boutique; Andrea Amato (Ristorante Seguire Le Botti Cantina Sant'Andrea" - Borgo Vodice, Lt) come Pastry Chef e infine Mattia Cortinovis (Pasticceria Cortinovis - Ranica, Bg) nella categoria Under 30. Sono loro i tre vincitori del Premio Accademia Maestri Pasticceri Italiani 2025 - Trofeo Pavoni, proclamati durante la cena di gala nell'ambito del XXIX Simposio pubblico Ampi.

I vincitori del Trofeo Pavoni

A Nicola Di Lena è andato anche il Premio speciale Accademia Maestri Pasticceri Italiani per il connubio impegno sociale e alta pasticceria. Il Trofeo Pavoni è tornato in veste rinnovata quest'anno: l'Accademia ha deciso di darsi nuove regole, premiando solo professionisti che non fossero già membri dell'Accademia stessa e costruendo una giuria di Maestri Ampi, stampa di settore (incluso chi scrive per Bargiornale, ndr), illustri professionisti. La valutazione si è incrociata con il voto espresso dal pubblico via social e si è conclusa con la premiazione durante la cena presso l'Istituto dei ciechi di Milano.

Regione "ospitante" per questa occasione è stata la Campania, con un menu omaggio alla sua tradizione gastronomica firmato da quattro chef di altissimo livello: Roberto Di Pinto, Paolo Barrale, Gennaro Esposito e Nino Di Costanzo. Per dessert una proposta dei Maestri Ampi campani, Campania Nova, un babà tostato accompagnato da chips di agrumi, finger di lime e olio, crema di limone, emulsione di mandorle, madelene al mandarino e gelato alla ricotta.

Il summit della pasticceria

Il Simposio non è stato solo occasione di festa per l'Accademia. In pasticceri hanno lavorato, suddivisi in tavoli tematici, a un confronto sui temi caldi della professione. Economia, stato della filiera, occupazione, contratti, comunicazione, consumi e molto altro: questi i temi del summit.

Le esigenze del pasticcere-imprenditore

La formazione, in particolare, è emersa come pilastro sia per lo sviluppo delle future generazioni di pasticceri sia per l’innovazione del comparto. Uno dei limiti evidenziati è l’assenza di uno standard formativo nazionale, con percorsi ancora troppo frammentati su base regionale, spesso incoerenti tra loro. Questo genera un gap che impatta negativamente sia su chi entra nel mondo del lavoro sia su chi assume. All’esigenza formativa si collega quella dell’innovazione, da sviluppare e promuovere a tutti i livelli: produttivo, gestionale, comunicativo e commerciale. Sempre più centrale risulta anche il ruolo dell’imprenditore, che oggi necessita di competenze trasversali e nuove soft skill per affrontare un mercato in continua evoluzione. Spesso però, artigiani e professionisti non dispongono degli strumenti adeguati: in questo contesto, le figure consulenziali esterne diventano alleati strategici per accelerare lo sviluppo del business e per cogliere nuove opportunità di crescita e risparmio.

L'allestimento in centro Milano per il Simposio Ampi, il 5 ottobre: 20 metri di tavolata, 100 dolci regionali, 20 torte monumentali alte oltre il metro, 300 kg di pasta di mandorle impiegati, 10.000 gemme colorate ornamentali, 25 kg di alzate in argento ed oltre 500 ore di lavoro

Molto importante il legame tra pasticceria d’autore e hotellerie, nell'ospitalità di alta gamma. L'alta pasticceria si sta affermando come un elemento distintivo e strategico, in grado di elevare l’esperienza dell’ospite e rafforzare il posizionamento reputazionale delle strutture. Il comparto pastry e bakery si conferma una nicchia di business ad alto potenziale, capace di influenzare le scelte dei clienti, fino a diventare un vero e proprio driver di selezione della struttura.

«È stato un Simposio straordinario - ha dichiarato il presidente Ampi Sal De Riso - e il doppio binario di comunicazione che abbiamo scelto da quattro anni a questa parte e che opta per la scelta di differenti linguaggi per il pubblico e per gli addetti ai settore, si è dimostrato ancora una volta vincente. Sul grande pubblico la collaborazione con Vincenzo Dascanio (che ha curato l'allestimento dei gioielli di pasticceria vicino al Duomo, ndr) e la creazione di un tavolo spettacolare dedicato alla nostra arte ha sbaragliato ancora le carte. Sul versante B2B, la prima edizione del Summit della pasticceria è stato momento di confronto concreto per tutta la filiera. Accademia non smette di crescere. Ne siamo orgogliosi».

Un nuovo look per le miscele Costadoro

Costadoro linea bar nuovo pack
La storica torrefazione torinese ha rinnovato la grafica delle confezioni da un kg della Linea Ho.Re.Ca. Cambia il vestito, ma non la qualità delle sei referenze, pensate per rispondere alle esigenze di ogni barista

L’arrivo dell’autunno ha portato diverse novità in casa Costadoro. La storica torrefazione torinese ha realizzato un importante restyling grafico dei pack da 1 kg della Linea Ho.Re.Ca., senza però modificare la qualità che da sempre contraddistingue le sue miscele. Il claim scelto, Cambia solo il nome, sottolinea proprio questo concetto: il mondo cambia, ma la qualità Costadoro no.

Le nuove confezioni sono realizzate con un materiale smaltibile nella plastica. Fa eccezione quella della miscela Costadoro RespecTo., composta con materiali certificati Ok Compost Industrial e che quindi può essere smaltita nell’organico, confermando così l’impegno concreto dell’azienda torinese per la sostenibilità ambientale (leggi Costadoro, nuovi passi verso la sostenibilità).

Sei specialità per i professionisti del fuoricasa

La linea si compone di sei referenze pensate per rispondere alle esigenze dei professionisti del bar. RespecTo, 100% Arabica biologica e Fairtrade, dal corpo pieno e dalle note che spaziano dai frutti rossi al cioccolato. Lab, 100% Arabica equilibrata e armoniosa, ideale per bar e pasticcerie, con sfumature agrumate, floreali e un finale di miele. Master, 100% Arabica d’altura, distintiva per note speziate e di frutta secca, con una leggera acidità di bosco e mela verde. Extra, 90% Arabica e 10% Robusta, per il tipico espresso italiano: corposo, intenso e avvolto da aromi di cacao amaro, mandorla tostata e caramello. Super, composta da 70% Arabica e 30% Robusta, apprezzata per costanza e lavorabilità, dal gusto deciso di cacao e liquirizia. Decaffeinato, una miscela 100% Arabica sotto lo 0,1% di caffeina, dal profilo bilanciato e aromatico con richiami di cacao e caramello.

Qualità e innovazione

Con questo restyling, Costadoro non solo valorizza il lavoro di ricerca e sviluppo, ma rafforza la propria strategia di omnicanalità.

L’azienda entra infatti anche nel mondo retail con tre novità: un Brasile monorigine, la versione RespecTo biologica e un decaffeinato 100% Arabica. Un segnale chiaro di come, anche in una fase complessa per il settore, la direzione intrapresa resti quella della qualità e dell’innovazione.

Alex Frezza: «Guest e cocktail week servono ancora?»

Alex Frezza 2

Sul finire di 2025, L’Antiquario di Napoli celebrerà il decimo anniversario della sua apertura. È un compleanno simbolico, che testimonia il lavoro infaticabile e lungimirante di un bar che ha fatto scuola, in città di certo ma ben oltre i confini anche nazionali, ricercando l’eccellenza dell’ospitalità classica sia nelle ricette che nelle maniere.

Alex Frezza de L’Antiquario è co-fondatore e alfiere, divenuto bandiera di un approccio al bar che va sparendo eppure dimostra di avere ancora uno spazio prezioso ovunque nel mondo: quello delle giacche bianche, del coraggio di dire no (si servono solo cocktail e champagne), della continua osservazione di un mercato che cambia rapidissimo e propone sfide continue, per rimanere fedeli a se stessi e contemporaneamente rimanere attuali. È lui l’ospite della nuova puntata di Off the record.

 

Cocktail e champagne a L’Antiquario, in un momento storico in cui si dice sempre più spesso che si beve meno rispetto al passato.
Non credo sia il bere alcol il problema, sono piuttosto i luoghi dove poter avere un bicchiere in mano. Abbiamo troppi locali al chiuso, dove è necessario sedersi, nessuno invece che vuole fare volume e permettere agli ospiti di poter socializzare come si faceva una volta.

Vorresti più bar high volume e meno sperimentazione?
Anche gli high volume possono fare sperimentazione, magari snaturandosi in minima parte, perché i tempi cambiano. Freni e Frizioni a Roma o Kadavè in provincia di Napoli sono esempi di operazioni imprenditoriali che creano un flusso. Torino al contrario aveva porticati e piazze bellissime e con enormi potenzialità, ma ha perso un po' il filo.

«Se dovessi aprire adesso farei quattro vetrine e un discreto spazio all'esterno»

Commercialmente avrebbe senso aprire un bar come L'Antiquario oggi?
Se dovessi aprire adesso farei quattro vetrine e un discreto spazio all'esterno. Non so quanto abbia senso aprire un bar a porta chiusa, oggi, ma è anche vero che tutto cambia in base al luogo e decine di dinamiche a sé stanti. Cose specifiche accadono in posti specifici, all'Antiquario ne accadono alcune perché altre non possono accadere, semplicemente.

Ovvero?
Gli ospiti arrivano e spesso non hanno la più pallida idea di cosa succede dietro la tenda all'ingresso. Una volta dentro si rendono conto che si tratta di un bar vero, come dovrebbe essere inteso, dove si può parlare o si può solo guardarsi attorno. Entrano in ballo regole non scritte che in una piazza non avrebbero senso di esistere, a partire dal modo in cui si può (o non si può) interagire con altri ospiti.

Dieci anni sono un bel traguardo. C’è qualche riflessione che ti viene da fare, guardando indietro?
I tempi sono cambiati, ho visto più cose che non mi sono piaciute. Comincia finalmente ad affiorare un'idea chiara di chi veramente ama il bar e chi lo sfrutta come strumento per ottenere un ritorno. Quando le due cose si confondono si creano i mostri.

«Il flair? chi pensa ancora che lanciare bottiglie sia un valore aggiunto per il bar, non sa in che anno viviamo»

Per esempio?
I flair bartender che si domandano perché non ci sono più sponsor che li sostengano: sono dinosauri che hanno solo approfittato del bar. Chi è riuscito a trasmutarsi in altro come Marco Canova, Francesco Leoni, Bruno Vanzan, ha preso una strada che tutto è tranne che flair; chi invece rimane a lanciare bottiglie pensando sia un valore aggiunto per il bar, non ha capito in che anno viviamo e si lamenta se non è considerato in competizioni che presuppongono una conoscenza di cosa significhi lavorare, davvero, al bar.

Sembra quasi si sia perso il senso vero di cosa sia, vivere un bar dalla vostra parte del bancone.
Oggi ci sono bar che investono la stessa cifra per agenzia stampa e lavori di ristrutturazione, e non aveva senso già solo cinque anni fa. Ci abbiamo provato anche noi perché volevamo proiettare L’Antiquario in fasce che non riuscivamo a raggiungere organicamente, e ha funzionato fino a un certo punto, finché peraltro ci siamo resi conto che non potevamo permetterci un investimento del genere. I giochi sono cambiati così tanto che bisogna farsi delle domande: entrare in certe liste serve perché non è facile emergere, ma è un controsenso.

In che modo?
Una volta si apriva il bar, si lottava per diventare influenti e poi si entrava in determinate classifiche. Oggi il processo è inverso, esistono scorciatoie per cui posso essere in classifica prima di essere influente. Il meccanismo lo permette, ma i bar devono essere sempre bar e ormai non è più così: ho fatto guest in cui dopo dieci minuti di lavoro mi hanno letteralmente sequestrato per interrogarmi su come avessi fatto a entrare nei 50Best. Come se fosse davvero quello il grosso scoglio da superare.

Perché, qual è?
Il problema non è tanto entrare in classifica, quanto piuttosto sostenere le aspettative che poi si creano dopo, e lì non ci sono agenzie stampa o influencer che tengano, ci sei tu con ospiti che magari il giorno prima erano al Connaught. Ci sono tanti esempi di bar che hanno scalato le vette in fretta e poi sono scomparsi.

«Le cocktail week sono belle, ma quanto incidono sul mercato?»

C’è un giro d’affari che inquina l’integrità del bar?
Di certo, a differenza del settore dei ristoranti, al bar i marchi girano molto di più e quindi più soldi arrivano da là. Di conseguenza ci gravitano personalità che non amano il bar, ma colgono l'occasione per arricchirsi o sfruttarlo: bartender che non trovano soddisfazione al bar, ma si dedicano ai social o alla pubblicità, oppure organizzatori di eventi in cui non conta il contenuto, ma la visibilità. Per dirne una, tutte le cocktail week sono belle, ma quanto incidono sul mercato? Quanto sono sentite dalla comunità, e quanto invece sono strumenti di persone che non fanno parte del settore e lo sfruttano? Io capisco il mercato abbia spazio un po’ per tutto, ma troppo spesso si pensa sia facile sfruttare la community e lucrarci.

Il mercato così aperto cosa comporta?
Una scarsa professionalità. Se un ex impiegato di moda apre un bar e non un ristorante stellato, c'è un motivo. È interessante combattere con nuove idee, ma andrebbe riconosciuto quando c'è da stare zitti, se queste idee non ci sono. E invece si vedono bar che pensano di fallire se non spingono un contenuto social, anche mediocre, ogni tot tempo.

In tutto questo, la community italiana è in salute?
La community italiana in realtà non esiste. Esisteva quando eravamo di meno e lo sgomitare non necessariamente significava togliere spazio all'altro. Oggi siamo saturi, la lotta è più serrata e spesso si mira a ostacolare il lavoro altrui, piuttosto che migliorare il proprio e contribuire al sistema. A me fa piacere essere associato a un certo gruppo di bartender italiani, perché ci siamo sostenuti e ci spingiamo.

Alex Frezza 1
Alex Frezza al banco de L'Antiquario a Napoli

E la community che esiste, o sembra esistere, a volte fa più danni che altro…
La community intesa come guest, agenzie stampa e tutto quello che gravita attorno può essere una trappola. Se qualcuno viene a proporti di fare parte di una maratona di bar a Londra forse c'è un problema, perché dovrebbe essere la community di Londra a invitarti, che magari ammiri e con cui magari hai un rapporto. Se vi portano di punto in bianco, chiedetevi chi ci guadagna, se siete parte di una community o siete un tassello. Io per primo sono stato una pedina, mi sono reso conto di quanto fosse inutile, l'ho capito e ho poi iniziato a declinare.

Si può dire che fai parte della vecchia guardia: è un orgoglio o una fatica?
Ci sto facendo i conti, lo sto capendo fin troppo rapidamente perché inizio ad avere a che fare con gente che non ha i miei stessi punti di riferimento. Se parli con Edoardo Nono, ad esempio, può raccontarti degli ultimi trent'anni di bar: io ho la metà della sua esperienza, ancora meno a livello internazionale, per quanto abbia iniziato a frequentare il bar quando le cose sono cominciate a succedere. I giovani di oggi non hanno vissuto i tempi dell’archeologia, della ricerca quasi manuale e del vero rapporto con colleghi e ospiti che caratterizza il bar vero.

«Senza una missione, chi lavora al bar farebbe meglio a smettere»

Questo si traduce in una mentalità diversa?
Edoardo e io abbiamo una visione epica di questo lavoro, ci ricorderanno per come siamo morti lavorando, non per quello che abbiamo fatto. Il nostro è stato un lavoro di conquista, abbiamo dovuto presidiare una città davvero per anni. Io poi ho cercato una bandiera per cui combattere, che è la giacca bianca, la professionalità che prima non c'era. Senza una missione, chi lavora al bar farebbe meglio a smettere. Per questo sto invecchiando.

La questione della professionalità è cambiata?
Non saprei. Il nostro lavoro è talmente poco professionale che se ce l'ho fatta io, con un po' di volontà si può vincere a qualsiasi età. Non puoi disegnare il concorde dopo tre anni di ingegneria, qui invece con poche mosse giuste puoi scalare classifiche di gradimento. C'è chi lavora per sei mesi da Starbucks, impara un metodo e poi diventa bar manager di cocktail bar di alto livello.

C'è qualcosa che avresti voluto avere tu, delle nuove generazioni?
Ho sempre voluto e dovuto circondarmi di persone più esperte di me. Volevo imparare da loro; oggi si ha la possibilità di stare in mezzo a gente della stessa età che vive le stesse cose con te, si crea quindi un cameratismo che sviluppa il talento come io non ho potuto sfruttare a trent'anni.

All’epoca facevi i catering ai rave party, ora sei ambasciatore delle giacche bianche. Si può fare questo passaggio?
Era un altro momento, si facevano locali stagionali, tavoli di discoteca dove portavo magnum e candelotti. Non voglio dimenticarlo, ma era un periodo in cui si lottava male, tante attitudini che ho adesso, quasi alla sopravvivenza, le ho imparate là. È un ambiente che ti risucchia e ti travolge.

Cosa ti piace meno de L'Antiquario?
È troppo piccolo per fare certe cose, per fornire un servizio di livello ancora superiore. Come paradosso siamo in qualche modo high volume, ricambiamo tavoli in continuazione; fossimo un po' più grandi potremmo essere un po' più informali in modo vincente, magari con anche un po' più di movimento. Purché il movimento sia coerente con la nostra anima.

Lo dici come se altrove non trovassi questa coerenza.
Pare che oggi se durante un guest shift non versi vodka in bocca alla gente, non è una guest e non sei un bar. Io forse lo farei una volta ogni tanto, sono regole della festa che si adattano alle regole del mio bar e viceversa. E questa mia idea mi rende automaticamente escluso da un certo tipo di bar che posso ospitare, perché devo destrutturarli per poterli ospitare, anche se a volte è vincente. Sta di fatto che piuttosto che avere Iain McPherson a L’Antiquario vestito da panda, lo preferirei in smoking a servire solo Martini congelati.

Si vedono anche festival, settimane di guest, eventi messi in piedi da bar che ospitano, organizzano, richiamano.
Alcuni di questi momenti hanno senso, vedi il Maybe Festival, che crea valore; altri lo fanno solo per estrema visibilità, ma senza contenuto. I messaggi sono sempre gli stessi e difficilmente si traducono in concretezza. È una cosa warholiana, inutile.

«Ho visto professionisti eccellenti costretti a mettere una maschera per creare un personaggio. Alla lunga, funzionano male»

C’è un momento più o meno particolare in cui le cose hanno iniziato a cambiare?
Il 2019, o comunque il periodo caratterizzato dall’inizio della pandemia e la sua evoluzione. Da allora mi cadono le braccia perché vedo sempre le stesse facce in giro, l'entusiasmo è finto, è una recitazione continua. Ho visto personalmente professionisti eccellenti costretti a mettere una maschera per creare un personaggio, e alla lunga loro stessi funzionano male.

Considerando la frequenza dei tuoi viaggi e delle tue guest, hai un'esperienza all'estero piuttosto solida: cosa ti impressiona di più di altri mercati e cosa invece ti rende orgoglioso di essere italiano?
A noi manca il rigore. Continuiamo a ripeterci che siamo i migliori, ma siamo degli esempi rari, c'è tutto un mondo di professionalità legate all'ospitalità che noi stiamo acquisendo solo ora. Per dirne una, io non sarei mai all'altezza di lavorare in un luogo con le regole perfette di Monica Berg, perché ha implementato un sistema così rigoroso e al tempo stesso funzionale. Qui non si attuerebbe mai, di quel rigore quasi spaventoso L'Antiquario ha forse il 10%; ci sono posti in cui le eccezioni non esistono, perché esistono manuali da seguire.

Cosa rispondi a chi dice che la vecchia guardia dovrebbe farsi da parte?
Che devono prenderci a calci nel sedere per cacciarci, perché di certo non ci toglieremo da mezzo per fare spazio a loro. Ho visto nel corso dell’anno una guest di Patrick Pistolesi a Firenze: lo guardavo sudare e gli chiedevo cosa ci facesse ancora lì, perché non si levasse dalle scatole, e lui rispondeva “e chi lavora al posto mio?”. Questa attitudine e soprattutto questa voglia ci differenzia ancora dalle giovani leve.

«Serve fare cose che nessuno fa, far girare la testa di 180 gradi a pubblico e colleghi»

E da cosa derivano l’attitudine e la voglia?
Quando iniziammo a girare noi si andava per guest o eventi o anche solo in bar all’estero, ti giravi da un lato e c’era Alex Kratena, dall'altro Simone Caporale, dall'altro ancora Erik Lorincz. Eravamo portati a dover scalare l'Everest, nessuno ci ha regalato spazio: certe cose vanno conquistate, per quanto sia poi il tempo a dover giudicare. Ma per prender il nostro posto dovranno renderci obsoleti, non fare quello che facciamo noi. I giovani oggi rincorrono guest o collaborazioni perché pensano sia quello il modo di fare bar; al contrario, serve fare cose che nessuno fa, far girare la testa di 180 gradi al pubblico e ai colleghi. Il talento oggi è scarso e diluito e stenta a venire fuori; serve sacrificarsi e rischiare di sparire, per fare qualcosa di nuovo e comprendere se la qualità è valida.

A volte però sono anche le circostanze o il momento storico a giocare un ruolo.
Certo. Ci sono bar che hanno aperto troppo presto; Unseen a Milano, ad esempio, poteva essere molto più influente di quanto non sia stato, forse ha spinto troppo e subito. È una sorta di Jimi Hendrix che ha iniziato a suonare come nessun altro suonava, ma non ha avuto tutto il seguito che avrebbe potuto avere.

Tornando a quanto sopra, la vecchia guardia italiana è anche la più solida all'estero: i grandi professionisti oggi stabili altrove torneranno mai in Italia?
Mai. Fa ridere pensarlo, perché quei professionisti lì sono di un altro pianeta, ed è soprattutto il contesto in cui lavorano a favorire il loro talento immenso, non il contrario. Ago Perrone in Italia non potrebbe lavorare da nessuna parte oggi; quando sarà lui a chiedersi quanto vale la pena stare a Londra o rientrare, allora potremo dire di valere qualcosa come nazione e imprinting di ospitalità.

Cos’altro ci manca per poter fare un buon salto di qualità anche in chiave internazionale?
Manca la sana critica, che in Italia è stata sostituita dalle recensioni di TripAdvisor. Servirebbero cinque, sei persone autorevoli e indipendenti; mi sarebbe servito alla grande avere suggerimenti anche duri, scritti da voci importanti, per crescere.

C’è un bivio particolare che riconosci di aver intrapreso, a un certo punto, e che ti ha dato da pensare?
Se mi fossi drogato avrei avuto qualche vantaggio sociale in più.

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