C'è tempo fino al 31 dicembre per candidarsi al bando che mette a disposizione due contributi a fondo perduto da 20.000 euro ciascuno, per la realizzazione di nuovi locali aderenti al progetto Women in Coffee e guidati da donne
Caffè Vergnano rilancia il suo impegno a favore delle donne con la call Women in Coffee - Apri il tuo bar con Caffè Vergnano: un’iniziativa che offre due contributi a fondo perduto da 20.000 euro ciascuno per l’apertura di due nuovi locali gestiti da imprese femminili aderenti al progetto.
Nato nel 2018 da un’idea di Carolina Vergnano, ceo della torrefazione torinese, Women in Coffee è il progetto sociale creato da Caffè Vergnano, e sviluppato in collaborazione con Iwca– International Women’s Coffee Alliance, per valorizzare il ruolo delle donne nelle piantagioni di caffè e sostenere progetti di empowerment al femminile. Un’iniziativa che nel tempo si è evoluto e ampliato, favorendo la valorizzazione delle figure femminili in tutte le fasi della filiera, con percorsi di inclusione, formazione e sviluppo professionale, e oggi conta anche su una comunità nel mondo horeca in crescita, con 80 locali in Italia e oltre 30 all’estero.
La nuova call amplia ulteriormente il raggio d’azione del progetto, coinvolgendo il mondo dell’ospitalità, per favorire la nascita di nuovi locali gestiti da imprese al femminile nel fuori casa. Un settore, quest’ultimo, dove la presenza femminile supera la metà del totale degli occupati, ma meno del 30% delle imprese è guidato da donne. Con Apri il tuo bar con Caffè Vergnano, la torrefazione vuole dare un contributo a invertire questa tendenza, sostenendo anche economicamente le donne che sognano di aprire un loro locale. Un progetto che unisce caffè, idee e valore sociale: ogni bar del network contribuisce infatti alla raccolta fondi che va a sostenere altre iniziative dedicate alle donne del caffè in Italia e nel mondo, trasformando ogni tazzina in un gesto di solidarietà.
Il bando
Aperto fino al prossimo31 dicembre, il bando si rivolge a donne con spirito imprenditoriale che intendono costituire o hanno già costituito un’impresa, in forma individuale o societaria, secondo i requisiti stabiliti dal decreto ministeriale del 30 settembre 2021, che disciplina il Fondo Impresa Femminile del governo, e le specifiche espresse nel bando stesso.
Oltre al sostegno economico, pari a 20.000 euro per ciascuno dei due progetti, le imprenditrici che saranno selezionate entreranno a far parte della community Women in Coffee, condividendo visibilità, valori e legame con il marchio Caffè Vergnano e saranno accompagnate da un referente commerciale dedicato e usufruiranno di un supporto continuativo.
Le candidature devono essere inviate via e-mail all’indirizzowomenincoffee@caffevergnano.com, allegando la documentazione prevista e indicando come oggetto della mail “Candidatura bando Women in Coffee 2025”.
Con l’ingresso del gruppo spagnolo Intecno, il network creato dai principali gruppi europei di acquisto di attrezzature professionali per la ristorazione estende l’operatività a nuovi Paesi
Fine (Foodservice international network) amplia i suoi confini. Parliamo del network internazionale, creato nel 2023 da tre dei principali gruppi di acquisto europei nel settore delle attrezzature il food service: Digrim (Italia), Pentagast (Germania) e Gif (Francia).
Rete che ora vede l’ingresso al suo interno del Gruppo Intecno, con sede a Barcellona e dal 1992 è una delle più qualificate reti distributive spagnole per il catering equipment, con 60 aderenti e oltre a 70 centri di assistenza tecnica specializzati. Ingresso che consolida il ruolo di Fine sul mercato continentale, che ora si allarga anche alla Spagna, quarto più grande mercato europeo per le attrezzature professionali per la ristorazione, e al Portogallo.
Una rete più forte ed estesa
L’operazione proietta il potenziale aggregato dei quattro gruppi di acquisto (Digrim, Gif, Intecno e Pentagast) a 385 milioni di euro ed estende la portata operativa di Fine a un totale di 11 Paesi del continente: oltre ai due paesi iberici, Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi). Paesi serviti da 450 dealer e da una task force di 2.200 tecnici specializzati, che rendono il network l’interlocutore privilegiato per i principali key account del settore del fuori casa.
Grazie alla consolidata esperienza dei gruppi che ne fanno parte, Fine opera come un polo centrale per produttori, fornitori e distributori a livello europeo ed è in grado di offrire ai key account internazionali una gamma completa di servizi che copre ogni aspetto del settore horeca. Servizi che vanno dalla progettazione delle cucine alla fornitura delle attrezzature, dall’installazione fino all'assistenza post-vendita coordinata a livello europeo. Obiettivo del network è infatti di rispondere alle crescenti sfide del mercato del fuori casa, offrendo soluzioni innovative e sostenibili per migliorare l’efficienza delle cucine professionali, ridurre i costi e minimizzare l’impatto ambientale.
Servizi che nel nostro Paese offre Digrim, costola italiana di Fine, che raggruppo più di 80 distributori e il cui fatturato stimato per quest’anno è di 50 milioni di euro, con oltre 160.000 prodotti di 330 diverse tipologie.
Oltre 100 studenti hanno interpretato in chiave moderna il rasentin, antico rituale veneto. Il risultato è un kit composto da una bottiglia e due tazzine in ceramica di Nove
Interpretare in chiave artistica un rituale tipico della cultura veneta. È stato questo il cuore della collaborazione tra Poli Distillerie e il Liceo Artistico “De Fabris” di Nove (Vicenza), città simbolo della ceramica veneta.
Il rituale è il “rasentin”, che consiste nel “risciacquare” la tazzina di caffè con un sorso di grappa: non un caffè corretto, né un “ammazzacaffè”, ma una usanza antica, tipica della regione che si esegue in un modo preciso: si versa un goccio di distillato, dopo aver degustato il caffè, nella tazzina ancora tiepida, facendolo roteare pian piano, avendo cura di pulire per bene la crema dai bordi e di sciogliere lo zucchero rimasto sul fondo, per poi bere in un sorso. Un rituale dove il caffè non viene “ammazzato”, ma esaltato dall’incontro con una buona grappa.
Il Rasentin kit
Ebbene, la distilleria veneta, nota per le sue grappe e non solo, ha chiesto ai ragazzi del liceo di fornire una versione artistica del rituale, che fosse in grado di trasformarlo in un simbolo di convivialità e identità territoriale. Oltre 100 i liceali che hanno preso parte al progetto che ha portato alla creazione di un kit inceramica artistica di Nove, che unisce grappa, creatività e maestria artigianale, ma al tempo stesso è un’opera d’arte e di espressione culturale.
Il Rasentin kit
A comporre il Rasentin kituna bottiglia in ceramica che contiene una selezione speciale di Grappa Bassano 24 Carati (alc 40%), ottenuta da vinacce di cuvée di vitigni aromatici del vicentino, distillate artigianalmente con alambicco in rame con caldaiette a vapore e fatta maturare in rovere nelle cantine sotterranee di Poli Distillerie. Ad affiancarla dueoriginali tazzinepiroettanti, sempre in ceramica, ideate da Jacopo Poli, alla guida dell'azienda di famiglia, nelle quali dare vitaall’antico rituale. A realizzare la bottiglia e le tazzine, gli artigiani di Stylnove Ceramiche, azienda di Nove specializzata nella ceramica artistica, che hanno tradotto in realtà le idee dei giovani designer. Inoltre, ogni pezzo è fatto a mano, rendendo ogni kit una realizzazione unica: vere opere d’arte che saranno commercializzate esclusivamente presso i punti vendita del Poli Museo della Grappa a Schiavon e a Bassano del Grappa.
La terza edizione della kermesse siciliana si chiude con un ottimo riscontro di pubblico e di bar aderenti: ottimi segnali per una community in crescita
Terza edizione in archivio, primi passi verso un futuro che può dare grandi soddisfazioni. La Palermo Cocktail Week tira giù il sipario su una kermesse che ha dimostrato enorme entusiasmo e potenzialità importantissime, da coltivare facendo attenzione a mantenere una direzione quanto meno chiara. Ecco i cinque segnali fondamentali da cogliere per guardare alla prossima edizione.
Costruire sull’entusiasmo
I fondatori Pietro Zito e Cristian Oliveri, già forti di un'esperienza più che decennale nell'ospitalità di Palermo, hanno inserito nel team Fabrizio Candino, patron di Sartoria, uno dei locali simbolo della città. È un sintomo di visione, affiancarsi a chi ha il polso della scena locale, per poter catalizzare quello che la community della città vive e di cui ha bisogno. E questa terza edizione ha risposto con numeri tripli, sia per affluenza che per bar coinvolti, rispetto all'uscita iniziale; sono state ridotte anche le guest serali, per evitare di sovrapporre la proposta (che comunque non è stata facilissima da navigare) e permettere ai partecipanti di visitare più locali in una sera. È una politica che fa ben sperare, slegarsi dall'idea di eventi del genere volti quasi solo a fare festa, e spingerli verso una fruizione che permetta ai bar presenti di mettersi davvero in mostra.
Qualità per crescere
Bar che peraltro hanno dimostrato uno stato di forma tutt'altro che scontato. Sartoria guida senza dubbio la truppa, e meritatamente, ma allontanandosi dal centro storico verso la Kalsa si possono incrociare indirizzi da tenere in considerazione. I dirimpettai Vermuteria e I Corrieri dominano una deliziosa piazza a due passi dall'Oratorio di San Lorenzo (lacrimuccia) e creano grande ambiente; First Call, risalendo verso Politeama, sta lavorando egregiamente, miscelando qualità pur tenendo un approccio da street bar che fa la differenza; Sabir, sempre nella stessa zona, è lo specchio dell'anima contaminata di Palermo. Anche concettualmente c’è un’interessante varietà (lo speakeasy MiniMarket, il ristorante-bar Cantavespri), che per essere valorizzata può sfruttare l’onda di un evento del genere.
La community è acerba, ma il potenziale è immenso
Come spesso si riscontra fuori dai grandi centri del bar italiano come Milano e Roma (Venezia e Firenze sono casi abbastanza particolari), non è facile trovare comunità locali che facciano rete, per costruire un sistema solido e florido. Palermo ha una rete nel complesso giovane, in passato abbastanza vittima di se stessa e della italianissima tendenza a guardare il proprio orticello. Vedere una risposta comune al richiamo della Palermo Cocktail Week è un segnale forte, che fa ben sperare per il futuro. «Alla prima edizione parteciparono dieci bar - raccontano gli organizzatori -. Molti si lamentavano di non essere stati ascoltati, volevano essere protagonisti, praticamente far parte dell'organizzazione. Abbiamo istituito la Cocktail Week per coinvolgere tutti i bartender di Palermo, quasi cinquanta i presenti, in una sorta di team building. Abbiamo creato una connessione che non esisteva prima, arrivando a vedere professionisti prima in conflitto, che adesso cominciano a condividere le loro idee e il loro talento». Solo consolidando le fondamenta della scena complessiva, si può arrivare a calcare palcoscenici più importanti: come si dice, da soli si va veloci, in tanti si va lontano.
Le masterclass devono evolvere
Le cocktail week, che ormai fioccano oltremodo, insieme ai bar show dovrebbero rappresentare l'occasione per i bartender locali (e soprattutto della regione, che magari lavorano in contesti di bar meno evoluti e si sobbarcano autentiche trasferte per esserci) per confrontarsi con contenuti educazionali importanti, o quanto meno difficilmente reperibili altrove. È un'occasione persa, più che altro, se nel fitto calendario di masterclass si trovano esclusivamente presentazioni di prodotti dei brand che chi più, chi meno sponsorizzano l'evento. Chiaro che i conti e le soddisfazioni devono in qualche modo tornare per tutti, ed è anche strutturalmente giusto permettere alle aziende di presentarsi: ma possibile che non si possa trovare un'alternativa che stimoli davvero i bartender visitatori, dia loro un punto di vista nuovo, forte? Non a caso, il contenuto che valeva da solo il viaggio per Palermo è stato l'intervento di Leonardo Leuci, co-fondatore del gruppo Jerry Thomas, con il suo caustico commento sulla Barmageddon, problemi e soluzioni al momento attuale dell'industria, brillantemente organizzato da PCW nel Mercato del Capo.
Appello alle istituzioni
Palermo vive un momento di fermento, prima ancora che di rinascita. Il potenziale inespresso è impressionante, e gli sviluppi turistici degli ultimi anni, che hanno portato il centro storico a rivalutarsi come merita, sono solo la punta di un iceberg che potrebbe generare enorme ritorno per il settore del bar di qualità. «I piccioli», risponde scherzando Oliveri quando gli si chiede cosa manca per poter portare la Palermo Cocktail Week a un livello ulteriore, ed è chiaro come un più che buon supporto potrebbe (e per certi versi dovrebbe) arrivare dalle istituzioni. Il patrocinio del Comune o in ogni caso una presenza formale del contesto cittadino, in un evento che ha questo potenziale attrattivo, è un elemento cruciale per poter amplificare il messaggio di qualità e ospitalità che la città ha insita in se stessa.
Il 29 novembre presso il Mercato Centrale di Torino, la finale nazionale del Master Coffee Grinder Championship 2025 si svolge all’interno del primo evento torinese dedicato al caffè di qualità: Coffee Reload, la nuova rassegna ideata daFabio Verona per conto dell’Associazione Stampa Agroalimentare con il patrocinio di Epat e Ascom Torino. L’obiettivo di questa giornata a tutto caffè che prende il via alle 10 per concludersi alle 17,30 è raccontare e valorizzare un settore in piena evoluzione, ma poco conosciuto, tessendo un dialogo tra professionisti, aziende, appassionati e curiosi.
La finale prende il via alle 14,30 al secondo piano del Mercato Centrale, dove si contendono il primato i sei competitor che si sono qualificati durante l’anno: Cosimino D'ambrosio, Andrea Lo Rizzo, Riccardo Vassallo, Federico Lombardo, Tania Maifredi, Nadia Giacomelli. Al vincitore che riuscirà a interpretare al meglio il caffè della gara, tostato da Andrea Antonelli (che è anche trainer dell’unica Academy autorizzata alla formazione ufficiale di questa competizione) la targa organizzata da Parallelolab e un grinder Fiorenzato F64 Sense.
Al piano terra si trovanoIwca - International Women’s Coffee Alliance, il caffè delle donne raccontato dalla presidente dell’associazione Eleonora Pirovano; Sca - Specialty Coffee Association, che propone formazione per i professionisti dello specialty; Toradio, con trasmissione in diretta per tutta la giornata con interviste, talk e contributi dagli ospiti; postazioni Media Partner: Coffee Today, Mixer Planet, Bargiornale; Ipa Porcellane con dimostrazioni dal vivo Come nasce una tazzina e possibilità di firmare la propria tazza; Mixology al caffè con Antiche Distillerie Vincenzi in collaborazione con Affini che presenta il primo gin alla cascara e drink NoLo presso Emporio Sabaudo.
Al primo piano si trovano Arte e Cultura, con la collaborazione della libreria Luxemburg che propone i più importanti volumi che trattano il caffè, nonché le opere dell’artista torinese Bruno Casetta; La moka e la sua storia, con Lucio del Piccolo e Simone Previati, inventore di Pump My Moka, un interessante percorso tra passato e futuro della caffettiera, con esposizione, racconti e masterclass; Area Roasting, con una masterclass sulla tostatura tenuta da Luciano Iamonte, roaster della torrefazione Tresessanta; Latte Art in partnership con Desa e Alpro con trainer e campioni come Stefano Cevenini; Il monoporzionato di qualità, con un approfondimento sul tema Il caffè monoporzionato può essere anche di qualità, gestito da Tuttoccapsule; Un caffè solidale con i ragazzi dell’Associazione Rubens.
Al secondo piano si trova il Roaster Village, con degustazione gratuita di specialty coffee, alcuni aderenti alla Slow Food Coalition e alla Wca. Le microtorrefazioni presenti sono Origini Caffè (La Morra, Cn), TreSessanta Coffee Roaster (Torino), Orso Laboratorio Caffè (Torino), Caffè dell’Elfo (Cuneo), Antonelli Specialty Coffees (Cremona), Syncope Coffee (Torino), Il Manovale (Turi – Ba), Il Cafetero Specialty Coffee (Milano), Boutic Caffè (Torino), Bloom Specialty Coffee (Ts).Qui si svolge anche la finale nazionale del Master Coffee Grinder Championship 2025.
Incontri e dibattiti
Nutrito anche il calendario degli incontri aperti al pubblico. Si prende il via alle 10,30 con Le istituzioni si confrontano - quali strategie per far crescere il consumo di caffè di qualità: valore, esperienza e innovazione dentro e fuori casa;
ore 12,00 - Cucina & Caffè - il caffè al ristorante: criticità e opportunità.
ore 14,00 - La comunicazione professionale - l’influenza e il valore etico della comunicazione professionale.
ore 15,00 - Il caffè in pasticceria - l’utilizzo del caffè in pasticceria (oltre al tiramisù)
ore 16,00 - Gusto, olfatto e aromi - incontro con medici e professionisti du gusto, olfatto e interazione tra caffè e dolci.
Non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta. Appuntamento sabato 29 novembre dalle 10 alle 17,30 al Mercato Centrale Torino.
Dedicato ai cultori della grappa, questo distillato super premium nasce dal blend di grappe selezionate per le loro particolari caratteristiche di eleganza e armoia
Una grappa di gran classe dedicato agli estimatori di distillati inimitabili e senza tempo. È così che si presenta Bonollo Riserva Lux Aurea, gemma della collezione di esclusive della distilleria di Conselve (Padova).
Espressione dell’arte e della maestria dei distillatori diBonollo 1908, Riseva Lux Aurea è frutto di un blend di grappe selezionate tra le più armoniche ed eleganti, maturatein botti di rovere per 8 anni. Il risultato è un distillato super premium (alc 42% in vol) che regala un’esperienza di lusso sensoriale originale ed elegante agli appassionati della grappa.
Al naso svela un bouquet è ricco e avvolgente, una sinfonia di note di frutta secca, miele, albicocca essiccata e vaniglia che si intrecciano con raffinate sfumature di cacao, legno tostato e leggere spezie dolci. Morbida e calda al palato, ha una struttura piena e setosa, vellutata e persistente. La trama gustativa unisce la dolcezza naturale del legno alla vivacità aromatica delle vinacce, in un perfetto equilibrio di eleganza e personalità. Lungo, raffinato e armonioso il finale, con rimandi a mandorla tostata, miele e cacao che lasciano una sensazione di grande profondità e compostezza.
Perfetta come grappa da meditazione, da gustare lentamente in calice ampio, Lux Aurea 8 Anni si abbina bene a cioccolato fondente, pasticceria secca e sigari di pregio.
Ispirata al mito di Prometeo, il titano che rubò il fuoco agli per donarlo all’umanità, favorendone il progresso, è custodita in un originale decanter, a sua volta protetto da una non meno originale custodia dal design architettonico. Un pack che sembra nascondere la grappa in attesa di essere svelata e che valorizza e sottolinea ulteriormente l’alto posizionamento del prodotto.
L'ampliamento della gamma di bevande per la caffetteria, il croissant alla mandorla, il ricettario dei frappè, le basi gelato. Diverse le novità per aiutare i baristi ad arricchire l'offerta con proposte plant based in linea con le nuove esigenze dei consumatori
Una nuova referenza per la linea di bevande per la caffetteria, il cornetto alla mandorla appena sfornato e, ancora, il ricettario dei frappè e i nuovi abbinamenti gelato. Sono diverse le novità lanciate da OraSì, il marchio vegetale di Unigrà, per arricchire l’offerta bar con proposte plant based dalla colazione alla pausa pomeridiana. Proposte che raccontano un modo nuovo e contemporaneo di vivere il bar, guardando ai nuovi stili ed esigenze alimentari dei consumatori, che vedono una forte crescita della domanda di soluzioni a base vegetale.
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Banana OraSì, la nuova referenza della linea di bevande vegetali
Il Croissant OraSì Mandorla by Martini Frozen
La prima novità è la bevanda alla banana OraSì Barista, che arricchisce la gamma già forte di cinque referenze (1 l): Soia, Avena, Mandorla, Cocco, Nocciola. Priva di glutine e di lattosio, la nuova arrivata, come le altre referenze, è formulata per garantire una facile montatura con una schiuma densa, lucida e persistente ed è ideale per realizzare cappuccini, anche con decorazioni di latte art e le più diverse ricette di caffetteria calda e fredda e preparazioni come frullati, smoothies, frappè.
Il croissant plant based
Altra novità è il Croissant OraSì Mandorla by Martini Frozen, frutto della collaborazione tra OraSì e Martini Frozen, marchio di specialità da forno surgelate di Martini Professional, altra realtà del gruppo Unigrà. A base di lievito madre e di materie prime selezionate per genuinità e qualità, il nuovo croissant presenta un’altra peculiarità: è infatti realizzato con la bevanda vegetale Mandorla OraSì. Pronto forno e certificato Vegan Ok, si caratterizza inoltre per il suo impasto soffice e ben alveolato ed è arricchito da un croccante topping alle mandorle tostate che lo rendono una gustosa proposta 100% vegetale per la colazione o per una pausa dolce, dove può essere servito tal quale oppure arricchito con farciture dolci e avvolgenti o dalle note più amare e acidule.
Proposte per una dolce pausa
La proposta OraSì per l’offerta plant based al bar include anche il gelato artigianale, con le basi vegetaliOraSì Gelato. Avena, Avena gusto Biscotto, Avena gusto Caramello Salato, Soia Senza Zuccheri Aggiunti le quattro referenze Uht, già pastorizzate, senza glutine e senza lattosio che compongono la gamma. In formato da un litro, permettono di creare gelati dai più diversi profili di gusto, evitando errori e facendo risparmiare tempo e denaro. A mostrare le possibilità offerte dalla gamma gli abbinamenti gourmet presentati alla scorsa edizione di Host dal pastry chef Marco Pedron, tra i quali Ready to run, con arachide, caffè, fico, acero e stracciatella, Albicocca di campo, con albicocca, vaniglia, limone, spezie e crumble, e Specialty Coffee, con caffè, cannella, marsala, acero e passion fruit.
Ma non solo, perché il gelato OraSì e la linea di bevanda si rivela anche una ottima base per la preparazione di frappè, una ulteriore freccia per arricchire la proposta dei locali. In questa direzione va il ricettario sviluppato da Jessica Piantedossi, vincitrice dell’OraSì Barista Award 2023, la competizione tra baristi firmata dal marchio per premiare la tecnica e la creatività nell’utilizzo delle bevande vegetali. Uno strumento ricco di suggerimenti, spunti, consigli e ricette, che gli operatori possono chiedere al loro distributore OraSì.
AdAlessandro Pasquato l’OraSì Barista Award 2025
E a proposito della competizione, la finale della seconda edizione si è svolta sempre ad Host e ha visto il trionfo di Alessandro Pasquato, barista della Pasticceria Giottodi Padova, davanti a Giovanni Caputo, che sinè aggiudicato il Premio Speciale del partner Del Monte per la miglior preparazione con i Fruit Juice Del Monte, e a Giovanne Sartori, premiato da Mokador per la miglior creazione a base di caffè.
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Giovanne Sartori, 3° classificato
Pasquato si è imposto con una latte art “reverse con tulip a quattro elementi”, realizzata con la nuova bevanda OraSì alla banana, e con un drink creativo a base di cioccolato, curcuma, bevanda OraSì cocco, caffè shakerato, granella di pistacchio e una guarnizione di biscotto. Si è così aggiudicato l’ambito premio: un corso di Latte Art con Carmen Clemente, campionessa mondiale nel 2022.
Consolidare la presenza e la competitività sul mercato di Stock Italia il compito per la manager, chiamata a guidare la strategia commerciale per il canale fuori casa
Novità al vertice di uno dei maggiori del comparto spirit in Italia. Il gruppo Stock e Distillerie Franciacorta ha scelto Giulia Capella per il ruolo di sales director on trade di Stock Italia.
Laurea in Interpretariato e Comunicazione presso l'Università Iulm di Milano e un master MiMeC in Marketing e Comunicazione presso l'Università Bocconi, sempre di Milano, la manager vanta ampie competenze nella gestione delle vendite, nello sviluppo dei canali e nella definizione di strategie di marketing. La sua carriera ha preso il via in Luxottica dove ha ricoperto ruoli in global training, trade marketing e global events, operando tra Milano e Londra. Nel 2020 è entrata in Diageo, dove ha assunto incarichi di crescente responsabilità. La sua esperienza nel gruppo britannico è cominciata come account manager, per poi poi assumere la carica di customer marketing manager Italia (route to market & route to consumer), e successivamente di innovation manager, occupandosi del lancio nel nostro Paese dell’aperitivo Venturo, e, infine di regional manager off trade.
Ora l’ingresso in Stock Italia, dove guiderà la strategia commerciale per il canale fuori casa, con particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni con i partner. L’obiettivo è la crescita congiunta e la massimizzazione della redditività attraverso un’attenta gestione del ricco portafoglio di marchi.
L’approccio che adotterà Capella si basa su principi strategici e sostenibili, finalizzati a consolidare la presenza e la competitività di Stock Italia sul mercato, garantendo ai clienti un supporto operativo di alto livello a beneficio dei partner e dei brand del gruppo.
«Siamo certi che Giulia Capella saprà guidare il canale on trade con passione, competenza e determinazione, contribuendo a consolidare ulteriormente la nostra posizione nel mercato – ha dichiarato in una nota Davide Gibertini, ceo di Stock Italia e Distillerie Franciacorta -. La sua nomina rappresenta un passo per l'evoluzione della capacità aziendale di implementare le strategie commerciali in partnership con tutti gli stakeholder del settore».
L'aperitivo secondo Savoia. Ovvero, l'aperitivo secondo Marc Alvarez per Savoia. Il co-fondatore di Sips Barcelona, eletto miglior bar al mondo nella classifica World's 50 Best Bars 2023, è uno dei protagonisti della rassegna Spirit of Savoia, che celebra anno dopo anno la nascita di questo nuovo vermouth dal carattere internazionale (il lancio nel 2021). Savoia, il vermouth ispirato alle tradizioni italiane e all’aperitivo contemporaneo, focalizza il programma Spirit of Savoia sulla cultura del bere di qualità e sull’attenzione all’ambiente. Dopo una prima edizione ideata con sips, il programma proseguirà con un tour globale in diverse città, toccando Regno Unito, Italia, Spagna e Usa con Paradiso Barcelona, attraverso masterclass e momenti di convivialità.
Alvarez lo abbiamo incontrato a Roma, negli spazi dello Stravinskij Bar, all'interno dell'hotel De Russie (Rocco Forte Collection), dove il barman spagnolo ha tenuto una masterclass dedicata agli addetti ai lavori, in cui ha raccontato il processo creativo che ha reso i cocktail di Sips fra i più riconoscibili al mondo. «A chi è stato da Sips e ci conosce, basta una foto sui social per capire che si tratta di un nostro cocktail», è questo il senso della riconoscibilità e dell'identità per Alvarez. Si va oltre il concetto di creatività nella mixology, arrivando a quella che definisce "Liquidarchitecture", che è pensare un cocktail dall'inizio alla fine, compresa la garnish e il glassware (da Sips hanno un laboratorio apposito).
Parte dalle basi, Alvarez: «Mixology è un termine composto di mix, l'arte di miscelare, e logy, che viene dalla parola greca "Logos" e indica discorso, studio su qualcosa. Ma noi bartender, non abbiamo un metodo scientifico propriamente detto. Vero che facciamo numerosi test, ma non c’è nulla di oggettivo, perché il cocktail che finisce in drink list è frutto di una selezione che non può non essere soggettiva, dal momento che le nostre macchine per i test sono soggettive, è il gusto di chi assaggia. Siamo al confine fra scienza e arte, è lo stesso che ha detto Renzo Piano dopo aver costruito il grattacielo Shard a Londra». In altre parole, le conoscenze scientifiche, nel caso della mixology soprattutto quelle di chimica e di fisica, e gli strumenti da laboratorio aiutano, ma ciò che diventerà famoso non è un assunto scientifico, ma un prodotto della creativitàselezionato a seguito di analisi sensoriali. E spesso, aggiunge Alvarez, fa la differenza che l'autore sia un talento naturale che padroneggia un'arte per attitudine. Fa l'esempio dell'orecchio assoluto per i musicisti: una caratteristica che si ha per dono, a cui va aggiunto poi lo studio della materia. Per avere successo ci vogliono tecnica e capacità, quindi. «Sips - ammette Alvarez - oggi è più un brand che un concetto. Il Dna in un progetto è il modo in cui troviamo la nostra identità. Il manifesto creativo fa la differenza. In una parola, in una frase e in un testo bisogna essere capaci di descrivere ciò che si è».
Poi Alvarez passa al processo creativo vero e proprio, quello che è alla base di un nuovo cocktail o una nuova drink list da Sips: «Non iniziamo mai parlando del prodotto finale, piuttosto condividiamo con la squadra un moodboard di ispirazioni esterne, che possono provenire da infinite fonti, dall'arte al design». A questo proposito, Alvarez racconta che al Sips la squadra è raccordata con un tool creativo denominato Milanote: «Siamo tutti connessi a questa piattaforma al bar, qui c’è tutto quello che serve al bar, compreso il processo creativo delle ricette dei cocktail. In questo modo riusciamo ad essere connessi in qualsiasi luogo e momento».
Anche il servizio fa la differenza, spiega Alvarez. «Abbiamo messo il bancone al centro, in maniera che il barista potesse vedere in ogni momento quel che sta succedendo nella sala». Sips, che ha numeri ridottissimi ed è un vero e proprio cocktail bar gastronomico, anche se non serve food, ha una sala per lo "chefs table" che si chiama Esencia, dove pochi intimi hanno la possibilità di fare una degustazione di assaggi di diversi drink (sips, appunto) al costo di circa 100 euro.
Per Savoia, Alvarez ha costruito due drink che rispettavano la richiesta del brand: aggiungere un solo ingrediente. Per valorizzare il Savoia Orancio, il barman di Sips ha pensato di miscelarlo con la "brine", la salamoia, in cui riposano delle tipiche cipolline spagnole, con un retrogusto dolce dato dal miele. Il secondo drink, con Savoia Rosso, è una rivisitazione amara e rinfrescante dell'Americano, con sfumature di cacao, utilizzato in una soda preparata in anticipo, che valorizza ogni parte del cacao in purezza. Si chiama Theobromine, nome che richiama l'alcaloide contenuto nei semi di cacao che è responsabile dell'effetto stimolante della cioccolata. In pratica, chiosa Alvarez, «quello che la caffeina è per il caffè, la teobromina è per il cacao».
La ricetta
Pickle
di Marc Alvarez
Ingredienti:
- 45 ml di Savoia Orancio
- 25 ml di cordiale al miele e cipolline
Tecnica Built: versare gli ingredienti in un tumbler con un cubetto di ghiaccio. Guarnire con un’oliva siciliana ricoperta di gelatina di Italicus Rosolio di Bergamotto.
Theobromine
di Marc Alvarez
Ingredienti:
- 70 ml di Savoia Rosso
- 90 ml di soda amara al cacao
Versare in un piccolo bicchiere Collins e guarnire con scorza d'arancia.
Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.
I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale. Nell'episodio n.14 di "La Punta Documental", Roberto Artusio e Cristian Bugiada arrivano a Huautla de Jiménez, la terra di María Sabina e dello spirito mazateco. Insieme a Juanito e alla sua famiglia, scoprono la medicina ancestrale dei funghi sacri, l'unione tra la fede indigena e quella cristiana e il potere dei rituali che purificano corpo e anima. Un viaggio tra montagne, canti mazatechi e candele accese sulla collina, dove l'agave cede il passo alla medicina e all'introspezione.
L'episodio numero 14 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga e domandarsi cosa unisce i combattimenti dei galli alla produzione del mezcal (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono, il decimo, l'undicesimo, il dodicesimo e il tredicesimo episodio).
Sponsorizzato da Coca-Cola Italia, partirà da Roma il 6 dicembre il Viaggio della Fiamma Olimpica che, dopo 60 tappe in tutta Italia supportate da Truck e Villaggi Olimpici, raggiungerà Cortina d'Ampezzo il 26 gennaio e Milano il 5 febbraio, da dove prenderanno il via i Giochi Olimpici Invernali 2026.
Worlwide Partner dei Giochi Olimpici dal 1928, Coca-Cola Company, attraverso la sua controllata Coca-Cola Italia, ha reso noto nell’apposita conferenza-stampa del 24 novembre, le attivazioni che accompagneranno il Viaggio della Fiamma Olimpica organizzata in concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio). In 63 giorni saranno 60 le tappe previste in oltre 300 città di 20 Regioni e 60 Siti Unesco, nel segno dello sport, musica e condivisione.
Logo di Coca-Cola Worlwide Partner Milano-Cortina 2026
«Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 è un percorso che parla di connessione reale - ha dichiarato Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-ColaItalia - unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza che appartiene a tutti. Uno straordinario viaggio per far vivere all’intero Paese i valori Olimpici. Anche grazie agli appuntamenti che animeranno l’Italia nelle prossime settimane, e ai tedofori che abbiamo contribuito a scegliere, vogliamo renderlo un momento di partecipazione attiva, vicino alle persone, alle città e alle loro comunità. Dal 1928 al fianco del Movimento Olimpico, Coca-Cola continua a credere nel potere dello sport come linguaggio universale capace di avvicinare le comunità e ispirare le nuove generazioni. Vogliamo che ogni tappa sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, positività e un senso collettivo di appartenenza».
Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola Italia
La fiamma che viene dalla Grecia
Come di consueto la Torcia Olimpica, che viaggerà in Italia passando di mano in mano per migliaia di chilometri di ben 10 mila tedofori, sarà accesa il prossimo 26 novembre presso il Tempio di Hera di Olimpia (Grecia). Tra i tedofori che hanno dato la loro entusiasta adesione, contiamo semplici cittadini, ma anche esponenti del mondo dello sport, musica, impegno sociale.
«Il momento è arrivato: sta per iniziare una delle fasi più significative dei Giochi Olimpici. Il Viaggio della Fiamma, progetto emozionante e ricco di significato - ha commentato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director Milano Cortina 2026 - è pronto a coinvolgere tutto il Paese e a donare magia a ogni comunità. Grazie al sostegno di Coca-Cola, il Viaggio è oggi universalmente riconosciuto come un momento simbolico di celebrazione e di festa. Questa esperienza italiana sarà inedita, autentica e speciale: un ponte tra sport e territori, omaggio alle tradizioni e all’'unicità di un Paese amato in tutto il mondo per la sua cultura e la sua storia. Saranno 63 giorni di grandi emozioni che resteranno per sempre nella memoria delle persone. Un Viaggio sensazionale che troverà la sua massima espressione il 6 febbraio, quando i riflettori si accenderanno per dare il via alla Cerimonia che darà inizio al più grande evento sportivo del mondo».
aura Iascone, Ceremonies Director Coca-Cola Italia per Milano-Cortina 2026
Pronti, Via!
Il giorno prima della partenza da Roma il 6 dicembre, per la sera del 5 dicembre è stato organizzato una grande The Coca-Cola Music Fest presso lo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” al Foro Italico che comprende un concerto gratuito con le esibizioni di vari artisti, espressione di stile diversi come Noemi (soul), Mahmood (urban), The Kolors (pop-funk), Tananai (elettronic pop) e Carl Brave (rap e indie).
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Luca Santandrea presenta i protagonisti di The Coca-Cola Music Fest di Roma il 5 dicembre prossimo
Poster The Coca-Cola Music Fest di Roma
I protagonisti di The Coca-Cola Music Fest di Roma 5 dicembre 2025
«Il Viaggio della Fiamma Olimpica è un’occasione unica per celebrare l’Italia - ha commentato Andrea Bombrini, Marketing Director Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola Italia - che si muove insieme: città, persone, passioni e culture che si incontrano e si riconoscono. Con questo progetto vogliamo trasformare l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza partecipativa, accessibile a tutti e vicina alle comunità, in cui musica, sport, cibo e iconicità si intrecciano per generare nuovi momenti di condivisione. È questo lo spirito con cui accompagniamo il Paese verso Milano Cortina 2026».
Andrea Bombrini, Marketing Director Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola Italia
Ad accompagnare nel Viaggio i tedofori, ci sarà un il Truck allestito per l’occasione con i colori Coca-Cola Milano-Cortina 2026, dotato di grandi schermi LED dinamici, installazioni lumonose e potente impianto audio in grado di trasformare ogni arrivo della Torcia Olimpica in un grande evento di richiamo popolare. Per ogni tappa inoltre viene allestito inoltre un apposito Coca-Cola Villagge, uno spazio aperto e di festa dove si incontrano momenti di musica, cibo e intrattenimento.
Tris di bevande premium
Protagonisti tre marchi di punta delle bevande del gruppo: la bibita Coca-Cola nelle varie varianti come Original Taste e Zero Zuccheri; lo sport drink isotonico Powerade, particolarmente adatto per reidratare gli sportivi nelle quattro varianti Mountain Blast, Orange, Blood Orange e Citrus; l’acqua oligominerale naturale Lurisia Bolle Stille. Senza dimenticare altre specialità del gruppo Coca-Cola come Fuzetea, Fanta, Sprite, Kinley.
Previsti anche gli interventi di Brand Ambassador Powerade come la campionessa italiana di sci alpino Federica Brignone insieme al campione paralympic René De Silvestro.
René De Silvestro e Federica Brignone, Brand Ambassador Powerade Milano-Cortina 2026
Acqua oligominerale Lurisia Bolle Stille in bottiglia Pet 50 cl
In particolare saranno distribuite minilattine in alluminio da 15 cl Coca-Cola Original Taste e Zero Zuccheri, appositamente decorate con i colori di Milano- Cortina 2026.
Abbinamento gastronomico? Grazie alla collaborazione con la Onlus solidale Banco Alimentare, sarà possibile gustare ottimi tranci di pizza dietro il pagamento di una piccola donazione.
Coca-Cola Zero in lattina 15 cl per Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026
Alla conferenza stampa erano presenti Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano-Cortina 2026 di Coca-Cola Italia, Maria Laura Iascone, Ceremonies Director Milano-Cortina 2026 e Andrea Bombrini, Marketing Director Olympic and Paralympic Winter Games Milano-Cortina 2026 di Coca-Cola Italia.
Ospite d’onore la pluripremiata cantautrice Noemi (1982), dalla inconfondibile e potente voce soul, otto album pubblicati, una lunga serie di collaborazioni con i più importanti artisti e musicisti italiani, punteggiata da tanti successi e dalla partecipazione a otto Festival di Sanremo.
La cantautrice Noemi tra Maria Lauira Iascone e Andrea Bombrini (a sinistra) e Luca Santandrea.
Le 60 Tappe previste
Dicembre Roma (6), Viterbo (7), Terni (8), Perugia (9), Siena (10), Firenze (11), Livorno (12), Nuoro (13), Cagliari (14), Palermo (15), Agrigento (16), Siracusa (17), Catania (18), Reggio Calabria (19), Catanzaro (20), Salerno (21), Pompei (22), Napoli (23), Latina (26), Benevento (27), Potenza (28), Taranto (29), Lecce (30), Bari (31).
The St. Regis Venice è stato il palcoscenico del final show del laboratorio itinerante dedicato alla mixology, con la finalissima che ha decretato i vincitori assoluti e di squadra di questa edizione
Dopo un anno straordinario che ci ha portati da Nord a Sud della Penisola alla scoperta dei migliori talenti della mixology italiana, con la Finalissima di Venezia è calato il sipario su Baritalia 2025. Il capitolo conclusivo della decima edizione del laboratorio itinerante di miscelazione di Bargiornale è andato in scena al aThe St. Regis Venice. Una grande giornata di festa e di gare, degna conclusione di una manifestazione che a ogni tappa ha registrato numeri record e, come da tradizione, tutta nel segno della ricerca, della formazione e della buona miscelazione. Un successo che conferma Baritalia come manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della mixology di tutta Italia, desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.
Piatto forte della giornata la finalissima di Baritalia Lab, con 26 premi, oltre ai vincitori assoluti, assegnati ai migliori interpreti del Back to basics (in fondo l’elenco completo), il tema che ha caratterizzato anche questa edizione della kermesse. Un invito a tornare alle radici autentiche del mestiere, ponendo l’accento su tre pilastri fondamentali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.
A contendersi la vittoria 74 bartender provenienti da tutta la Penisola e selezionati nelle cinque tappe di Baritalia: Firenze, Salerno, Padova, Torino e Catania.
A conquistare il primo posto in assoluto è stato Raphael Giuseppe Monopoli, secondo si è piazzato Simone Goti, mentre il terzo posto è andato a Diego Di Giannantonio.
Raphael Giuseppe Monopoli (team Campari Academy), vincitore assoluto di Baritalia 2025 (il secodo da dx) tra (da sx): Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, Ivo Nardella ceo di Tecniche Nuove, e Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale
Simone Goti (team Gamondi), 2° classificato (secondo da dx)
Diego Di Giannantonio (team Mixer), 3° classificato (secondo da dx)
La super giuria
A incoronare i vincitori, una giuria composta dai rappresentanti delle aziende sponsor, affiancati da otto super giudici d’onore, autentici big della miscelazione e della bar industry made in Italy: Walter Bolzonella, consulente e per oltre quarantacinque anni dietro il bancone dell’Hotel Cipriani di Venezia; Mattia Capezzuoli, al timone dello Stravinskij Bar dell’Hotel de Russie; Giovanni Ceccarelli, formatore, divulgatore e consulente, fondatore di Cocktail Engineering e di Distillering, distilleria artigianale a Bologna; Abi El Attaoui, bar manager dell’American Bar del Ceresio7 di Milano; Facundo Gallegos, bar manager di The St. Regis Venice; Paola Mencarelli, ideatrice e organizzatrice delle cocktail week di Firenze, Venezia e Amalfi; Ludwig Negri, bars manager a The St. Regis Venice; Roberto Pellegrini, bartender tra i più esperti e noti d’Italia e oggi formatore presso Dieffe Scuole Professionali; Sabina Yausheva, general manager del Lubna di Milano.
Giudici delle aziende partner erano, invece: Walter Gosso per Alpestre, Danny Del Monaco per Ancienne Pharmacie, Steve Righetto per Bonaventura Maschio e Botran, Nicla Rebeccato per Bonollo, Fabrizio Tacchi per Caffo, Riccardo Pennacchia per Campari Academy, Paolo Bollani per Casoni, Luca Cervellati per Coca-Cola Hbc Italia (Barceló e Vodka Finlandia), Emanuele Russo per Compagnia dei Caraibi, Luca Azzolina per Cuzziol, Igor Tuliach per Gamondi, Terry Monroe per Mixer e Montosco, Marco Fedele per Molinari, Stefano Rodeghiero per Nardini, Giacomo Sai per Nonino, Antonio Bisceglia per Orsini Soda, Gianmaria Ciardulli per Polara, Giovanni Favaro per Premiata Officina Lugaresi, Stefano Santoni per Santoni, Alessandra Giannino per Stock Spirits, Simone Pirone per Strega, Daniele Gentili per The Organics by Red Bull e Filippo Ghizzi per Three Cents.