Home Blog Pagina 11

Pagamenti digitali nei bar: le novità per il 2026

Il sistema di cassa fiscale touchscreen SumUp Cassa Lite e il lettore POS per gestire i pagamenti digitali nei bar.
I pagamenti cashless nei bar italiani stanno vivendo un’accelerazione che trasforma il modo in cui clienti e gestori vivono l’esperienza al bancone. Le novità sui pagamenti digitali introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e le soluzioni SumUp Cassa Lite e Cassa Fiscale online per adeguarsi agli obblighi in vigore dal 2026.

Nel 2025 i pagamenti digitali nei bar e nelle caffetterie hanno registrato un incremento del 42%, un dato che conferma come l’uso di carte e smartphone per transazioni anche di piccolo importo sia ormai una scelta naturale e quotidiana per milioni di italiani. Dal semplice cappuccino alla colazione completa con cornetto, il cashless sta prendendo il sopravvento, aprendo scenari di innovazione e adattamento per tutti gli operatori del settore horeca.

La crescita dei pagamenti digitali nei bar italiani nel 2025

L’Osservatorio Bar e Caffè Cashless di SumUp ha monitorato con precisione l’andamento delle transazioni digitali effettuate in bar e caffetterie, fornendo importanti spunti di analisi per comprendere questa evoluzione.

La crescita più evidente si registra nelle prime ore della giornata: tra le 6 e le 10 del mattino, infatti, il 44% delle transazioni avviene tramite strumenti di pagamento elettronici. Una conferma che la colazione al bar, tradizionalmente dominio del contante per via della rapidità dell’operazione, oggi vede saldamente affermarsi modalità più moderne e veloci.

Dal punto di vista territoriale, protagoniste di questa rivoluzione digitale sono le province del Sud Italia. Campobasso guida la classifica con un incredibile +167,9%, seguita da Catanzaro (+113,3%) e Palermo (+90,2%), mentre nella Top Ten si affacciano anche Ragusa, Sassari e Vibo Valentia, mostrando una particolare propensione all’adozione del cashless nelle regioni meridionali.

Questi dati testimoniano una diffusione sempre più capillare e trasversale del pagamento digitale, sorpassando preconcetti e barriere culturali.

Parallelamente, si osserva un fenomeno interessante: lo scontrino medio cashless si è attestato a 11,1 euro, registrando un calo del 4,2% rispetto al 2024.

Questo indica che sempre più consumazioni di piccolo valore vengono pagate con strumenti digitali, segno che la comodità e la rapidità superano la tradizionale abitudine di usare contanti anche per importi minimi.

Il cashless non è più riservato a spese elevate o occasioni particolari, ma è diventato uno standard di pagamento, anche per la classica colazione al bar.

La normativa fiscale 2026 e gli obblighi per i bar

Non si tratta solo di un'evoluzione tecnologica, ma anche di un cambiamento normativo rilevante. A partire dal 2026, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025, sarà obbligatorio il collegamento automatico tra POS e registratori di cassa telematici.

Questo protocollo di comunicazione in tempo reale con l’Agenzia delle Entrate introduce nuovi standard per la trasmissione dei corrispettivi fiscali, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la compliance fiscale.

Per i gestori di bar e caffetterie, questo significherà dover aggiornare o sostituire i propri sistemi di gestione della cassa per garantirne la piena conformità. Dal punto di vista pratico, chi non si adeguerà al nuovo obbligo rischierà sanzioni, ma soprattutto perdite di efficienza operativa.

La digitalizzazione della fiscalità, infatti, comporta vantaggi in termini di velocità, precisione e meno adempimenti manuali, elementi fondamentali in un’attività come quella del bar dove il ritmo è serrato e la rapidità di servizio è elemento chiave.

SumUp Cassa Lite: la soluzione semplice per i piccoli bar

Per far fronte a queste esigenze, SumUp ha sviluppato SumUp Cassa Lite, un registratore di cassa digitale progettato espressamente per i piccoli esercizi come bar e caffetterie. Questa soluzione si distingue per la sua semplicità d’uso e per il costo unico, senza abbonamenti mensili o altri oneri ricorrenti, una novità nel panorama delle soluzioni di cassa digitale.

Cassa Lite integra in un unico dispositivo touchscreen da 13 pollici resistente agli spruzzi, un lettore di carte e un software professionale che permette di registrare pagamenti con carta e contanti, gestire un catalogo prodotti e monitorare l’andamento del fatturato in tempo reale.

Il sistema si interfaccia senza problemi con stampanti fiscali e cassetti per contanti, fornendo agli esercenti uno strumento versatile e completo, pronto all’uso nei contesti più dinamici.

Questa soluzione è ideale per chi gestisce un’attività di piccole dimensioni e necessita di un sistema rapido e intuitivo per gestire le operazioni di cassa senza complicazioni tecniche o costi nascosti. Inoltre, fa parte di un ecosistema digitale più ampio offerto da SumUp, che comprende soluzioni per la fatturazione, conti aziendali gratuiti e tanto altro, supportando così la digitalizzazione a 360 gradi del bar.

SumUp Cassa Fiscale Online: la rivoluzione fiscale in cloud

Per bar e caffetterie con esigenze più avanzate o in cerca di una soluzione pienamente integrata con la fiscalità, SumUp propone Cassa Fiscale Online, la prima soluzione fiscale cloud all-in-one disponibile in Italia. Questo innovativo software trasforma smartphone e POS in veri e propri registratori di cassa digitali, senza necessità di stampanti fiscali tradizionali o dispositivi aggiuntivi.

Con Cassa Fiscale Online, la gestione fiscale, i pagamenti e le funzionalità bancarie sono orchestrate in un unico ambiente digitale, semplificando enormemente la contabilità e l’invio automatico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Questa tecnologia elimina costi e oneri di gestione, come l’acquisto e la manutenzione di hardware dedicato, consentendo agli esercenti di concentrarsi sul proprio core business.

Oltre a semplificare gli adempimenti normativi, questa soluzione rappresenta un passo avanti verso una gestione contabile più trasparente e fluida, in linea con le esigenze di un mercato in rapida evoluzione. Per i professionisti horeca, adottare Cassa Fiscale Online significa non solo essere compliant ma anche abbracciare un futuro più digitale e snello.

Perché il 2026 sarà l’anno della digitalizzazione nei bar

La combinazione di crescita esponenziale del cashless, nuove normative fiscali e offerte di soluzioni di cassa evolute come quelle di SumUp rende il 2026 un anno chiave per i pagamenti digitali nei bar italiani.

Questo è il momento di cogliere l’opportunità di innovare, rendendo più efficienti i processi dei pagamenti digitali nei bar e per la gestione fiscale, migliorando l’esperienza cliente e riducendo i costi operativi.

SumUp si pone come partner strategico per i professionisti del fuori casa, offrendo tecnologie accessibili, integrate e pronte all’uso per accompagnare ogni esercente nel percorso di digitalizzazione.

Scopri di più sulle soluzioni per adeguarsi alla normativa

SumUp a SIGEP World 2026

SumUp presenterà a SIGEP World 2026 (Fiera di Rimini, 16-20 gennaio 2026) le sue soluzioni per il settore horeca: oltre a Cassa Lite, il registratore di cassa digitale semplice e subito pronto all’uso, ci sarà anche Terminal, il dispositivo all-in-one che unisce POS, punto cassa e gestione ordini. Entrambe le soluzioni sono completamente fiscalizzate e conformi alla normativa italiana.

SumUp sarà Payment Partner del Micro Roaster Village e sponsor della Coffee Arena, confermando il suo impegno nel rendere i pagamenti più facili e accessibili.

Un 2025 da record per Metro Italia

METRO Italia David Martinez Fontano
David Martinez Fontano, ceo Metro Italia
Volano i conti dell'azenda specializzata nel commercio all’ingrosso per il fuori casa che ha chiuso il bilancio con un fatturato oltre i 2,1 miliardi, registrando una crescita del 5,9%

Quello che volge al termine si configura come un anno di crescita record per Metro Italia, che ha chiuso l’esercizio 2024-2025 con un fatturato di 2,133 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,9% su quello precedente. Un risultato che brilla ancora di più considerando che nello stesso periodo la crescita del mercato horeca è stata decisamente più contenuta, e pari all’1,6%. «È stato un anno ricco di sfide e di importanti evoluzioni per l’azienda, che ha proceduto con il rafforzamento della strategia multicanale finalizzata a supportare i professionisti ad affrontare i cambiamenti del settore del fuori casa», ha sottolineato David Martínez Fontano, ceo di Metro Italia, nel corso dell’incontro svoltosi A’ Riccione Terrazza, a Milano, nel corso del quale sono stati presentati i numeri del bilancio.

Una strategia vincente: a trainare la crescita sono stati infatti tutti i canali di vendita. Il tradizionale cash&carry, che rappresenta il 75% delle vendite totali, ha visto il fatturato salire del 4,2%, toccando quota 1,591 miliardi; il Food Service Distribution (Fsd), il canale di consegna diretta presso le attività, ha totalizzato vendite per 513 milioni, +10%; il Mercato Online, ovvero il marketplace aperto a tutti con oltre 250.000 attrezzature professionali di circa 200 aziende partner, ha raggiunto un fatturato di 29 milioni, crescendo di ben il 38%.

Il lavoro sull’assortimento

Performance che si spiegano e premiano anche il lavoro sugli assortimenti condotto da Metro Italia nell’anno, con un’offerta che nel totale conta circa 30.000 referenze, delle quali circa 22.500 food e 8.000 non food. «Abbiamo lavorato per ampliare la proposta di ultra freschi e di prodotti locali, che insieme a quelli a marchio proprio (Metro Chef, Metro Professional e Rioba) costituiscono i pilastri della nostra offerta», ha spiegato Martínez Fontano.

I prodotti a marchio Metro, quasi 5.000, hanno registrato vendite per 754 milioni, pari al 36% dell’intero fatturato, con una crescita del 12,7% sul 2023-2024. Ottimo anche l’andamento dei prodotti locali, ben 7.000 che rappresentano quasi un quarto dell’intero assortimento (23%) e provenienti da 750 fornitori partner selezionati su tutto il territorio nazionale, le cui vendite sono state pari a 101 milioni, in aumento dell’8,6%, così come quello degli ultra freschi, fiore all’occhiello dell’offerta, con vendite per 547 milioni, in crescita dell’8,3%.

«Nell’aggiornamento dell’assortimento particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze del mondo bar per il quale è stata aumentata la proposta di spirit premium, con oltre 1.000 nuove etichette, tra gin, tequila, mezcal, vodka, e di appetizer frozen, che uniscono qualità e alto valore di servizio, per i locali che vogliono arricchire e differenziare l’offerta per l’aperitivo», ha raccontato il ceo.

Multicanalità, evoluzione dei punti vendita e dell’offerta

All’insegna della continuità si preannuncia il nuovo anno. «Proseguiremo l’attuazione della Strategia 2030 concentrandoci su tre priorità: il consolidamento del business multicanale, l’evoluzione dei punti vendita, per garantire servizi sempre più efficienti e un’esperienza d’acquisto sempre migliore, e degli assortimenti, valorizzando le eccellenze locali che rappresentano un elemento strategico nel mercato italiano, fronte sul quale stiamo continuando l’opera di scouting - ha spiegato Martínez Fontano -. L’obiettivo è di continuare a fare meglio del mercato, per il quale nel 2026 ci si attende una crescita intorno all’1% e per Metro Italia tra il 2 e il 4%».

Un’esperienza d’acquisto fluida

La strategia multicanale proseguirà nell'integrazione sempre più stretta dei tre canali distributivi, con gli investimenti che si concentreranno sul potenziamento della logistica, in continuità con la recente inaugurazione del deposito Fsd di Pontedera, che si è aggiunto a quelli di Milano e Roma, che ha accresciuto la capacità distributiva e la copertura territoriale nelle consegne in Toscana e nella Liguria meridionale.

Nell’anno sarà pienamente a regime l’evoluzione dei 46 cash&carry presenti nella Penisola in tutta la Penisola secondo il modello Mfc (Multichannel Fulfillment Center), come il nuovo punto vendita di Olbia, il terzo aperto in Sardegna. Si tratta di spazi concepiti per integrare logistica avanzata, digitalizzazione dei processi e un’esperienza d’acquisto fluida tra canale fisico, delivery e marketplace online. In chiave multicanale si svilupperà anche la riorganizzazione della forza vendita, con lo Store Manager che diventerà Territory Manager, non limitandosi a guidare il singolo punto vendita, ma diventando il riferimento per tutto il personale operativo nel territorio circostante, a testimonianza della volontà di garantire vicinanza e supporto completo ai clienti.

Un nuovo target di clientela

«Un altro asse portante della strategia per il nuovo anno sarà la spinta sulla digitalizzazione delle attività del fuori casa con l’offerta di servizi digitali Dish, che vanno dai sistemi di pagamento ai sistemi di gestione degli ordini, dei tavoli e delivery, che arricchiremo ulteriormente», ha raccontato il ceo.

Inoltre, ai nastri di partenza altri due progetti finalizzati ad allargare ancora la quota di mercato di Metro Italia. Il primo riguarda un nuovo target di clientela, il mondo hotel. «Un settore cha abbiamo servito finora in modo marginale, ma che intendiamo sviluppare e per il quale abbiamo messo a punto un assortimento ad hoc, soprattutto per la colazione - ha annunciato Martínez Fontano - Il secondo è Metro Pro Club, partito a dicembre, che coinvolge i clienti capaci di garantire un certo volume di vendite, e che si impegnano a fare acquisti per almeno 30.000 euro all’anno. In cambio godono di tutta una serie di vantaggi, come assortimenti personalizzati, scontistica e bonus, consegne mirate e un venditore dedicato che li segue in tutte le loro esigenze. Il Club accoglie già 12.000 e l’obiettivo per il 2026 è arrivare a quota 30.000».

A marzo torna HoReCa Workshop, il corso per progettare locali di successo

HoReCa Workshop
A Milano, dal 27 al 29 marzo, la nuova edizione del corso dedicato a progettisti e imprenditori del fuori casa. Posti ancora disponibili anche con riduzioni del 50

Nella loro evoluzione i locali pubblici spesso anticipano l’espressione di nuovi stili di vita, ridisegnando in taluni casi anche il volto delle aree urbane. Per questo richiedono a chi li progetta e li gestisce sempre nuove idee e competenze. Nuove idee e competenze che architetti, progettisti, contractor, designer e imprenditori del fuori casa troveranno a HoReCa Workshop - Architettura Design & Marketing – Ideare, progettare, arredare e realizzare ristoranti, lounge bar e locali di successo, il corso di alta formazione professionale di Milano Business School, del quale la prossima edizione si terrà a Milano da venerdì 27 a domenica 29 marzo.

Aperto a una tipologia diversificata di professionisti del settore, il corso punta ad approfondire i nuovi linguaggi della progettazione di bar, ristoranti e hotel e le nuove tendenze internazionali nel campo dei locali pubblici e del food retail, il tutto con un deciso approccio pratico operativo.

Asso portante del percorso è il dialogo tra il mondo dell’architettura d’interni e quello del marketing, facendo interagire i protagonisti della progettazione e gli imprenditori, ampliando le competenze di entrambi con nuove conoscenze che possano subito essere messe in pratica nell’ideazione, ristrutturazione e nell’arredamento degli spazi del fuoricasa. Ai progettisti il corso fornisce nuove idee di business, soluzioni concrete e stimoli per l’evoluzione della loro professionalità. Agli imprenditori gli elementi strategici per comprendere meglio la complessità e l’importanza del progetto, dagli interni all’organizzazione degli spazi.

Il piano didattico

In particolare, verranno analizzati il tema del rapporto con il committente e il mercato, la progettazione, l’arredamento, il design d’interni, l’illuminazione, la scelta dei materiali, la percezione visiva e l’uso del colore, in sintonia con il posizionamento di mercato e l’analisi di marketing.

A salire in cattedra un corpo docenti di alto profilo, composto da architetti, imprenditori e professionisti di esperienza internazionale e diretta nel mondo del fuori casa. Ad affiancarli i rappresentanti delle aziende partner che, con brevi interventi, approfondiranno il rapporto tra prodotti, innovazione e mercato e illustreranno soluzioni concrete e funzionali alla progettazione dei locali.

I partecipanti potranno inoltre arricchire il loro percorso con una visita con i docenti in alcune realizzazioni di Milano, per un’analisi diretta e critica delle trasformazioni in atto, delle esigenze del pubblico e delle potenzialità di un approccio diretto al rapporto strategico tra architettura e marketing.

Come partecipare a HoReCa Workshop

HoReCa Workshop si svolge presso la Sala Duomo al 2° piano dell’Hotel de la Ville in via Hoepli 6 (a due passi da piazza Duomo) a Milano, da venerdì 27 a domenica 29 marzo, tutti i giorni con orario 9.15-13.30 e 14.15-18.30. La partecipazione è limitata a massimo 25 persone. La quota di iscrizione è di 2000 euro più Iva, ma grazie al contributo delle aziende partner sono disponibili riduzioni che permettono di partecipare al costo di 1000 euro (più Iva).

Per iscriversi e ulteriori informazioni consultare il sito: www.horecaworkshop.it oppure inviare una mail a segreteria@horecaworkshop.it o telefonare al numero 3471435380.

SumUp Terminal per bar e ristoranti: come trasformare i trend in fatturato

Pagamento contactless al tavolo gestito con il dispositivo all-in-one SumUp Terminal
SumUp Terminal per bar e ristoranti non è solamente un nuovo POS, ma uno strumento che cambia il modo in cui gestiscono ordini, pagamenti, menu e scorte, con un’unica piattaforma portatile.

In un contesto in cui i trend di consumo si trasformano rapidamente e il cashless cresce di anno in anno, avere un dispositivo all-in-one come SumUp Terminal diventa una scelta strategica per qualunque attività horeca, dal bar di quartiere al ristorante in espansione.

Se il locale è pieno ma la gestione è frammentata

Ecco una situazione familiare a molti professionisti: sala piena, ordini che arrivano da più tavoli, menù stagionali aggiornati “al volo” a penna, un lettore carte sul bancone e un registratore di cassa che richiede passaggi continui avanti e indietro.

Nel frattempo, i clienti - sempre più giovani e digitali - si aspettano pagamenti rapidi, senza frizioni, zero attese in cassa e un servizio coerente con ciò che vedono ogni giorno sui social. ​

In questo scenario, la vera criticità non è solamente la qualità del prodotto, ma la frammentazione degli strumenti: un device per i pagamenti, uno per la cassa, fogli o taccuini per gli ordini, gestione delle scorte spesso “a sensazione”.

È esattamente questo il tipo di complessità che SumUp Terminal per bar e ristoranti punta a semplificare, concentrando in un unico dispositivo tutte le funzioni chiave del punto vendita.

Il mercato è sempre più cashless

Se il consumo fuori casa resta centrale, quelle che cambiano sono le modalità con cui gli italiani vivono il bar e la caffetteria. Nel 2025, l’82% degli italiani ha scelto bar e caffè per le proprie pause, confermando il ruolo del locale come luogo quotidiano di socialità, lavoro informale e relax.

Allo stesso tempo, i pagamenti digitali in bar e caffetterie sono cresciuti del 42% in un solo anno, secondo l’Osservatorio Bar Caffè Cashless di SumUp. ​

Per chi gestisce un’attività horeca, questo significa due cose: la clientela si aspetta di poter pagare con carte e wallet in modo fluido e il flusso di incassi digitali diventa la nuova normalità, non un canale accessorio.

Strumenti nati solo come lettori di carte rischiano di non essere più sufficienti quando l’attività cresce e si complica la gestione tra sala, banco, cucina e amministrazione.

Cosa chiede oggi chi entra al bar

La crescita del cashless va letta insieme all’evoluzione dei consumi, guidata in buona parte dalla Gen Z. La generazione più giovane frequenta bar e caffetterie non solo per un espresso veloce, ma per vivere una pausa lenta, personalizzata, spesso al posto dell’aperitivo alcolico, in linea con la tendenza alla sober curiosity.

I menu si popolano di bevande stagionali, ricette ispirate ai social e proposte pensate per essere fotografate e condivise, dalle varianti di caffè invernali alle alternative “healthy”.

Dietro questa trasformazione estetica c’è una richiesta di fondo: flessibilità. I locali devono poter aggiornare rapidamente l’offerta, testare nuove proposte, creare limited edition e, allo stesso tempo, garantire un’esperienza di pagamento e servizio coerente, dal QR alla carta contactless, senza attriti. ​

Che cos’è SumUp Terminal

In questo contesto nasce SumUp Terminal, un dispositivo portatile all-in-one pensato per bar e ristoranti in fase di crescita che vogliono superare il semplice lettore di carte senza doversi caricare la complessità di un sistema di cassa tradizionale.

SumUp Terminal unisce infatti in un unico strumento lettore di carte, punto cassa completo, gestione ordini e stampante per scontrini o comande, consentendo di gestire l’intera operatività del locale da un solo device.

Dietro il prodotto c’è l’ecosistema SumUp, fintech globale che supporta oltre 4 milioni di esercenti in 36 mercati con soluzioni di pagamento, sistemi di cassa, Conto e carta aziendale. L’obiettivo dichiarato è democratizzare l’accesso agli strumenti di pagamento e gestione avanzata, rendendoli accessibili anche ai business di dimensioni ridotte che vogliono crescere senza traumi organizzativi. ​

Dal bancone al tavolo, senza interruzioni

Nel quotidiano di un bar o di un ristorante, SumUp Terminal permette al personale di lasciare il bancone e seguire il cliente lungo tutto il percorso, dall’ordine al pagamento.

Camerieri e baristi possono prendere ordini, effettuare il check-out, accettare pagamenti con carta e stampare scontrini o comande direttamente al tavolo o in qualsiasi punto del locale.

Questa mobilità ha effetti immediati sul servizio: meno code alla cassa, meno passaggi avanti e indietro per concludere i conti, maggiore velocità di rotazione dei tavoli nei momenti di punta. Per il cliente, l’esperienza risulta più fluida e moderna; per l’esercente, si riducono gli errori manuali e si ottimizzano i tempi di lavoro dello staff. ​

SumUp Terminal: con AI e fotocamera il menu si aggiorna da solo

Uno degli elementi più innovativi di SumUp Terminal per bar e ristoranti è l’integrazione tra fotocamera e intelligenza artificiale per la gestione del menu.

Il dispositivo è in grado di digitalizzare istantaneamente un elenco prodotti a partire da una semplice foto di un menu cartaceo, anche scritto a mano, generando automaticamente un catalogo digitale modificabile.

Questa funzione riduce drasticamente il tempo necessario per impostare o aggiornare il menu, permettendo di aggiungere descrizioni, foto e nuovi prodotti in qualsiasi momento, senza dover reinserire tutto a mano.

Per i bar e le caffetterie che lavorano con stagionali e sono immersi nei trend social, significa poter intervenire rapidamente sull’offerta, ad esempio inserendo una nuova bevanda invernale o una proposta limited edition, mantenendo allineati cassa, ordini e reportistica.

Dati, scorte e margini sotto controllo

SumUp Terminal non si limita a facilitare pagamenti e ordini, ma offre una visione integrata dell’andamento del locale, dagli scontrini alle categorie di prodotto più vendute. L’accesso in tempo reale ai report di vendita aiuta il titolare a capire quali proposte stanno funzionando, in quali fasce orarie e con quali scontrini medi. ​

Queste informazioni diventano preziose anche per la gestione del magazzino: sapendo quali bevande, ingredienti o piatti stanno spingendo di più, è possibile pianificare con maggiore precisione gli acquisti di materie prime e ridurre sia gli sprechi sia le rotture di stock. Nel medio periodo, una gestione dei dati più consapevole si traduce in margini più stabili e in una migliore capacità di investimento su format e prodotti innovativi.

SumUp Terminal: uno strumento pensato per lo staff

Sul fronte dell’usabilità, SumUp Terminal per bar e ristoranti è dotato di touchscreen HD intuitivo, progettato per essere adottato rapidamente anche da chi non ha familiarità con sistemi gestionali complessi. Il titolare può creare profili personalizzati per i membri del team, con permessi differenziati in base al ruolo, dalla sala all’amministrazione. ​

Questa granularità si combina con la possibilità di consultare in tempo reale i report di vendita, elemento utile per chi deve decidere turni, promozioni o variazioni di menu sulla base dell’andamento effettivo del locale.

La batteria di lunga durata assicura inoltre che il dispositivo possa seguire il ritmo di una giornata piena, dal primo turno di colazioni fino all’ultimo servizio serale.

Connessione, continuità e costo

Per garantire continuità operativa, SumUp Terminal integra WiFi e una connessione dati mobile 4G gratuita, scegliendo automaticamente la rete più stabile disponibile per evitare interruzioni nei pagamenti. È un aspetto particolarmente rilevante per i locali con copertura non sempre perfetta o con layout che rendono meno affidabile il segnale in alcuni punti della sala.

Dal punto di vista economico, SumUp Terminal è disponibile in Italia al prezzo di 169 euro, senza costi mensili di noleggio, con aggiornamenti software gratuiti e automatici previsti nel tempo. Tra le nuove funzionalità annunciate figurano la scansione dei codici a barre, la gestione dei tavoli e la possibilità di sincronizzare più dispositivi all’interno dello stesso locale, oltre all’integrazione fluida con altri sistemi di cassa dell’ecosistema SumUp. ​

SumUp Terminal: una scelta strategica per bar e ristoranti

Per bar e ristoranti che stanno compiendo un salto di scala (più coperti, più prodotti, più pagamenti digitali) SumUp Terminal rappresenta un modo per dotarsi di un’infrastruttura moderna senza la barriera d’ingresso dei sistemi tradizionali.

In un momento in cui i trend di consumo si intrecciano con la crescita del cashless e con le aspettative di un pubblico sempre più giovane e digitale, centralizzare cassa, ordini, pagamenti e dati in un unico strumento diventa un vantaggio competitivo concreto. ​

Scopri di più su SumUp Terminal

SumUp a SIGEP World 2026

SumUp presenterà a SIGEP World 2026 (Fiera di Rimini, 16-20 gennaio 2026) le sue soluzioni per il settore horeca: oltre a Terminal, il dispositivo all-in-one che unisce POS, punto cassa e gestione ordini, ci sarà Cassa Lite, il registratore di cassa digitale semplice e subito pronto all’uso. Entrambe le soluzioni sono completamente fiscalizzate e conformi alla normativa italiana.

SumUp sarà Payment Partner del Micro Roaster Village e sponsor della Coffee Arena, confermando il suo impegno nel rendere i pagamenti più facili e accessibili.

 

Ultimi giorni per partecipare alla Torres Brandy Zero Challenge 2026

Torres Brandy Zero Challenge
Il podio della scorsa edizione della competizione. Al centro il vincitore, Daniel Pappa
Iscrizioni aperte fino al 31 dicembre per la nuova edizione del concorso organizzato da Torres Brandy che promuove la sostenibilità nell'hospitality. Al vincitore 30.000 euro per realizzare il suo progetto green

Ultimi giorni per partecipare alla Torres Brandy Zero Challenge 2026, la competizione internazionale dedicata alla sostenibilità nel mondo dell’ospitalità. La dead line per per iscriversi e presentare il proprio progetto per la quarta edizione del concorso è il prossimo 31 dicembre.

Organizzato da Torres Brandy, il marchio catalano di brandy fondato nel 1928 da Juan Torres Casals, il concorso sfida i professionisti del fuori casa a ideare progetti innovativi in ambito green, con l’obiettivo di promuovere e celebrare l'impegno ambientale nel settore e accompagnarlo verso un future sempre più sostenibile.

I progetti devono affrontare le sfide socio-ambientali dei nostri tempi e devono avere un impatto misurabile in termini di riduzione delle emissioni di CO2 o di rifiuti, di riciclo di materiali o di inclusione sociale o contribuire al raggiungimento di altri obiettivi in chiave di sostenibilità.

Quattordici Paesi in gara da tre continenti

La nuova edizione della Torres Brandy Zero Challenge coinvolge gli operatori di bar, cocktail bar, caffetterie, ristoranti e hotel, di quattordici Paesi di tre continenti: Spagna, Italia, Finlandia, Regno Unito, Germania, Lituania, Norvegia e Romania in Europa, Stati Uniti, Canada, Messico e Cile nelle Americhe, Cina e Corea del Sud in Asia.

Per ogni Paese ci sarà una finale nazionale, che si terrà tra il prossimo gennaio e febbraio, che selezionerà il progetto che parteciperà alla finale globale. Questa andrà in scena a Barcellona il 18 e 19 aprile durante il Barcelona Cocktail Fest, dove i campioni nazionali presenteranno le loro iniziative sostenibile a una giuria di esperti internazionali, che tra gli altri comprende François Monti, cocktail writer e presidente della World's 50 Best Bars Academy per Spagna e Portogallo, Juliane Caillouette-Noble, direttrice generale della Sustainable Restaurant Association, e Mandy Naglich, pluripremiata giornalista newyorkese ed esperta di spirit.

30.000 euro per trasformare il progetto in realtà

Giuria che decreterà il vincitore assoluto della competizione, che si aggiudicherà un premio di 30.000 euro, che gli consentirà di realizzare il suo progetto e dare concretezza alla sua visione. Premio lo scorso anno andato a Daniel Pappa, bartender italiano in forza allo Svanen di Oslo, in Norvegia, per l’iniziativa D.G.Æ. (The Ugly Duckling) finalizzata a ridurre lo spreco alimentare attraverso la trasformazione in sciroppi, liquori e altri ingredienti per la miscelazione dei prodotti agricoli in eccesso o danneggiati (leggi Daniel Pappa vince la Torres Brandy Zero Challenge 2025).

Prima di lui la vittoria era andata a Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona con il progetto Zero Waste Lab, focalizzato sul riciclo dei rifiuti organici e in plastica e la loro trasformazione in nuovi oggetti utilizzabili nel locale e il messicano Alberto del Toro, fondatore del Rufina Mezcalería a León, con Taller Zero, giving a second chance, incentrato sulla trasformazione delle bottiglie di vetro scartate in posacenere, bicchieri e lampade, offrendo opportunità di impiego a persone anziane a rischio di esclusione dal mondo del lavoro.

Come partecipare

Per partecipare alla gara occorre iscriversi entro il prossimo 31 dicembre sul sito del concorso, compilando l’apposito form e caricando un video, della durata massima di 3 minuti (peso max 300 MB) che spieghi in modo chiaro il progetto. Questo deve essere realizzabile e finalizzato a migliorare l’impatto socio-ambientale dell’attività in una delle quattro macro aree tematiche della competizione: riduzione della generazione di rifiuti, le energie rinnovabili, l'architettura e il design sostenibile e l'inclusione sociale.

 

Amaro Lucano lancia la nuova etichetta con la campagna Ooh

Amaro Lucano manifest
Coinvolge le principali città italiane la nuova campagna dello storico amaro di casa Vena. Al centro la nuova identità grafica del marchio

È partita e andrà avanti fino al prossimo 31 dicembre la campagna Ooh (Out of home) di Amaro Lucano, che mette al centro il nuovo volto della sua etichetta. L’iniziativa è infatti nata con l’obiettivo di accompagnare il pubblico degli operatori del fuori casa e dei consumatori nel passaggio visivo verso la nuova identità grafica dello storico liquore di Pisticci.

Nei mesi scorsi l’Amaro creato nel 1894 da Pasquale Vena ha proceduto a un restyling grafico dell’etichetta per rinfrescare l’immagine del marchio e parlare alle nuove generazioni di consumatori. Un intervento di aggiornamento visivo, svelato ufficialmente a Milano in un evento svoltosi lo scorso ottobre Casa Tobago (leggi Amaro Lucano si riveste puntando sulla fierezza della donna), che ha interessato in particolare la Pacchiana, la donna in costume tradizionale lucano presente sull’etichetta fin dalla nascita del prodotto.

Nella nuova etichetta la figura femminile, diventata simbolo identitario di Amaro Lucano, non solo resta protagonista, ma assume un rilievo ancora maggiore. È infatti ritratta in primo piano, con uno sguardo fiero e diretto, e regge un mazzo di fiori ed erbe aromatiche, che rimandano alle oltre 30 botaniche della formula del prodotto, mentre alle sue spalle si intravede il profilo del centro storico di Pisticci.

La campagna

Tale aggiornamento degli elementi grafici, sebbene mantiene pienamente riconoscibile l’identità del brand, richiede un minimo di tempo per essere assimilato dal pubblico. Questo percorso è ciò che vuole favorire la nuova campagna, attraverso due soggetti creativi firmati dall’agenzia PicNic. Al centro della scena, ovviamente, c’è la Pacchiana, pensata però in versione animata: la sua espressione naturale e fissa prende vita, sorride e si muove, permettendo una comunicazione più dinamica e coinvolgente e rendendo accattivante la presenza del marchio.

La campagna, che si concluderà a fine anno, interessa le principali città italiane, Milano, Roma, Napoli e Bari, con i manifesti Ooh che animeranno le location e gli spazi strategici e ad alto impatto di visibilità. «Il restyling dell’etichetta rappresenta un passo naturale nella crescita del brand: un gesto di cura verso la nostra storia e, allo stesso tempo, un’apertura verso il futuro – ha commentato Valentina Garatti, marketing manager Lucano 1894 -. Con questa campagna vogliamo rendere visibile a tutti l’evoluzione di Amaro Lucano, mantenendo intatto ciò che ci rende unici».

Con Heinz Chef’s Bottle preparazioni più veloci, creative e golose

Nuovo formato 1 litro per Heinz Chef's Bottle per le salse Algerienne Sauce, Curry Mango e Firecracker in edizione natalizia a Food Genius Academy
Nuove opportunità di servizio e maggiore praticità ergonomica per i locali della ristorazione con le dieci salse Heinz nella Chef's Bottle da un litro.

Il centro ricerca di Nimega (Olanda) di Kraft-Heinz ha messo a disposizione del settore ristorazione un nuovo e importante strumento di lavoro come la Heinz Chef's Bottle da un litro, realizzata per la ricca gamma di Salse Heinz che subentra alla precedente bottiglia squeeze da 875 ml.

Gli operatori di ristoranti, paninoteche, fast food, burger house, birrerie, pub e snack bar possono ora contare su una confezione ergonomica professionale che, sempre con pressione centrale, facilità la velocità di servizio, migliora la visibilità e la precisione di dosaggio, consentendo una riduzione degli sprechi di prodotto residuale fino all'ultima goccia, grazie al nuovo disegno del collo e del tappo che facilita il flusso di espulsione delle salse. Una soluzione tipo sac à poche che migliora il food cost e una gestione più razionale delle scorte di cucina. Chef's Bottle inoltre è una soluzione sostenibile che riduce l'impatto ambientale visto che è realizzata con Pet ad alta resistenza, 100% riciclabile (30% di plastica riciclata).

Squeeze Game, laboratorio di proposte

Chef's Botte Heinz è stata presentata in anteprima in occasione dell'evento Squeeze Game organizzato nei giorni scorsi presso la scuola di cucina professionale Food Genius Academy di Milano (Porta Ticinese).
All'evento erano presenti Maria Giuseppina Quarin, Marketing & Brand Activation Manager The Kraft-Heinz Company, insieme a Filippo Mentasti, Mkt Brand Activation e Carmelo Greco Sales Director. A dirigere la presentazione che ha puntato sulle diverse possibilità di impiego è stato chiamato l'eclettico top chef Marco Bovio, food scout, docente e direttore didattico di Food Genius Academy.

Maria Giuseppina Quarin ha precisato che, in occasione del lancio della nuova confezione, ci sono stati ritocchi alla ricettazione delle varie salse, migliorando processi produttivi e ingredientistica in un'ottica di responsabilità sociale Esg (Environmental, Social and Governance). Un'operazione che ha come scopo, non solo proporre buone salse, ma anche offrire la possibilità a chef e cucinieri di personalizzare le stesse a seconda delle rispettive creatività e necessità di abbinamenti. A tale scopo sarà aumentata la presenza diretta in fiere, sagre, eventi culturali e sportivi, in occasione di eventi stagionali, da quelli invernali sulla neve dei rifugi a quelli estivi negli stabilimenti balneari, grazie anche all'utilizzo di uno speciale truck brandizzato.

Quattro proposte golose

Il top chef Marco Bovio ha dato rinnovata prova di fantasia e creatività, mettendo a punto quattro proposte di appetitosi finger food, facendole realizzare a un gruppo di giornalisti improvvisatisi cucinieri (tra i quali lo scrivente), il cui impegno è stato ricompensato con alcuni calici di Prosecco Superiore di Valdobbiadene Docg.
Spiedini di polpettine di pollo aromatizzate con zenzero e cipollotto, passate al forno, guarnite con Heinz Mayo.
Tranci di toast farciti con fette di Fontina e cheddar, conditi salsa Heinz Firecracker e senape, passati su piastra.
Spiedini Corn Dog a base di maxi würstel tagliati a metà, impanati in farina di mais e fritti (consigliata una friggitrice ad aria da banco).
Cannoli farciti con crema di formaggio, nelle versioni con granella di cioccolato e frammenti di frutta candita.

I finger food sono stati serviti in abbinamento a tre salse realizzate in occasione dell'evento:
Salsa alle pere a base di Heinz Mustard Barbecue e Heinz Mayo (altri abbinamenti consigliati: patate al cartoccio, fettine di formaggio stagionato, carni bianche, verdure fritte);
Salsa Cocktail Spicy Strawberry a base Heinz Mayo, Heinz Firecracker e fragole tritate (altri abbinamenti consigliati: scampi o crostacei alla brace, verdure fritte, tranci di salsiccia o cotechino);
Salsa con canditi a base di Heinz Firecracker, Heinz Mustard Barbecue e canditi di scorza d'arancia (altri abbinamenti consigliati: tocchi di formaggi erborinati, spiedini di carne alla brace, patate al forno).

Una storia di condimenti di successo

Fondata nel 1869 dall'immigrato tedesco Henry John Heinz nello stato della Pennsylvania (Usa), dopo la fusione nel 2015 con un altro grande marchio alimentare come Kraft, oggi The Kraft-Heinz Company è diventata la quinta azienda alimentare del mondo con sede internazionale a Pittsburgh, sempre in Pennsylvania.
L'azienda è presente in oltre 200 Paesi del mondo, con circa 5.700 prodotti. Una curiosità: nel logo Heinz compare il numero 57, scelto perché 5 e 7 erano considerati numeri fortunati del fondatore e di sua moglie.
Punti di forza del ricco portafoglio di zuppe pronte, salse e condimenti sono Ketchup, salsa agrodolce a base di pomodoro e Original Mayonnaise. L'azienda di Pittsburg non mai cessato di innovare, dalle confezioni come la bottiglia squeeze con il tappo a fare da base (a testa in giù) per gli espositori da tavolo, a ricette mix come Mayo Vegan, Ketchup Zero No Sugar No Salt (Prodotto dell'Anno 2024) e Mexican Chili.

Heinz Ketchup Zero 400 ml

Con sede a Segrate, alle porte di Milano, spazio co-working a Milano, stabilimento a Latina e centro ricerca a Napoli, Kraft-Heinz Italia vanta un fatturato 2024 di 5,35 milioni € realizzato con 500 dipendenti. In Europa il peso commerciale della divisione italiana Away From Home sta crescendo in modo significativo.

Dieci salse golose nella Heinz Chef's Bottle

Mayo (Maionese Originale)
Smokey Baconnaise (alla pancetta affumicata ed erbe)
Classic Burger (al sapore di aneto e pomodoro)
Algerienne (con cipolle fritte)
Curry Mango (alla purea di mango e 16 spezie)
Mustard BBQ (alla senape e pepe nero)
Yellow Mustard (alla senape classica)
Classic BBQ (alla purea di pomodoro, aceto, spezie, aglio)
Firecracker (alla passata di pomodoro e chipotle, il peperoncino messicano, essiccato e affumicato)
Sweet Chili (piccante all'aglio).

Agavesito Cocktail Experience: la nuova competition che porta in Messico i tre finalisti

I migliori tre vincono un’immersione nella cultura dell’agave, per partecipare alla finalissima in Messico dove si decreterà l’ambassador Agavesito

Compiti per le vacanze: elaborare un cocktail pazzesco, rigorosamente a tema agave, per partecipare alla prima Agavesito Cocktail Experience. C’è tempo, infatti, fino al 23 gennaio 2026 per candidarsi alla nuova competition che celebra il mondo dell’agave, organizzata da La Cola, in collaborazione con Pallini come partner ufficiale, e con il supporto culturale e organizzativo dei ragazzi de La Punta Expendio de Agave.

Roberto Artusio e Cristian Bugiada

La regola di ingaggio numero uno è che il cocktail che partecipa (preparato da un bartender di almeno 21 anni, che fa base in Italia) si ispiri alla cultura dell’agave. La ricetta deve prevedere come base un distillato d’agave e almeno 10 ml di Agavesito, lo sciroppo di agave biologico 100%, ready to use e bilanciato con zucchero liquido e aromi naturali, pensato specificamente per la mixology professionale. Il suo grado Brix intermedio, unico nel mercato, è stato sviluppato da Cristian Bugiada, Claudio Sblano e Roberto Artusio per garantire massima fluidità, standardizzazione e resa aromatica con tequila, mezcal, raicilla e bacanora. Massimo 7 gli ingredienti ammessi (compreso il ghiaccio), vale la regola aurea della replicabilità e c’è un bonus di 5 punti per chi pubblicherà su Instagram un reel dedicato al Tommy’s Margarita, preparato con Agavesito.
Tre le tappe previste per la competition, tutte a marzo 2026: a Milano il 2, a Firenze il 16 e a Napoli. La finale nazionale sarà poi a Roma il 13 aprile e coinvolgerà i migliori tre di ciascuna tappa. I bartender che faranno parte della shortlist dei semifinalisti si sfideranno per accedere alla finalissima, riservata ai migliori tre, che avranno la possibilità di vivere un’immersione totale di 12 giorni in Messico, tra palenque, mercati locali, masterclass e guest shift in tre bar iconici del paese delle nuvole, accompagnati da guide d’eccezione come i Dos italianos perdidos en Mexico (ovvero Bugiada e Artusio, protagonisti del documentario sul Messico e sull’agave da vedere su Bargiornale Tv). Il vincitore della finalissima diventerà il rappresentante ufficiale di Agavesito, accompagnando il brand nei maggiori bar show internazionali di settore.

Il mondo degli spirits parla J.Rose

J.Rose FLAMENCO-1
Un 2025 all’insegna della creatività e del gusto per J.Rose che ha ampliato il proprio universo con il Tequila La7Vidas e con Follow The Flow, la capsule collection del suo iconico London Dry Gin dedicata alla danza

Quello che sta per concludersi si conferma un anno straordinario per J.Rose, marchio che ha fatto della creatività e dell’eleganza il proprio linguaggio nel mondo degli spirits. Oltre al consolidato successo del Tequila La7Vidas, disponibile nelle versioni Blanco e Reposado, ideato secondo il concept distintivo del brand e prodotto a Los Altos de Jalisco (leggi La7Vidas by J.Rose: il Messico e l’Italia si incontrano in un distillato), il marchio amplia il suo universo con Follow The Flow: una nuova interpretazione del classico London dry J.Rose Gin. Un progetto che celebra ritmo, espressione e movimento, inaugurato dall’etichetta Flamenco, un inno visivo alla danza.

Follow The Flow, il ritmo che si fa immagine

La capsule collection Follow The Flow nasce dal fascino delle tradizioni della danza, da un gesto che attraversa culture e tempi. L’Andalusia diventa il punto di partenza e approdo della prima etichetta, Flamenco, firmata dall’artista Francesco Palma. Un’opera che trasforma il packaging in un racconto in movimento, dove volumi e colori seguono il ritmo dei passi. Ogni bottiglia diventa così un piccolo capolavoro, un’identità che si esprime attraverso materia e autenticità.

Arte, creatività e maestria artigiana

In ogni distillato J.Rose convivono gusto e creatività. Dal London dry gin al Tequila La7Vidas, ogni prodotto nasce da ingredienti selezionati e da una lavorazione attenta, capace di conferire genuinità e carattere a ogni sorso. Ma è sulle etichette che il brand lascia la sua impronta più riconoscibile: superfici materiche in marmo di Carrara e travertino romano che accolgono illustrazioni artistiche dal forte impatto visivo. Oggetti da collezione che raccontano storie, atmosfere e ricerca estetica.

Sguardo al futuro

Sono molti i nuovi universi creativi che il team J.Rose sta esplorando e che verranno svelati nel 2026. Il viaggio continua tra innovazione, bellezza e gusto ricercato, con le prime tappe all’inizio dell’anno nei grandi eventi internazionali: dal prestigioso salone francese Wine Paris fino a Beer&Food Attraction a Rimini, dove il brand porterà tutta la sua energia e originalità.

Agevolazioni dehors prorogate fino a giugno 2027

dehors
Foto di Julia da Pixabay
Un decreto legge, approvato a fine novembre, estende fino al 30 giugno 2027 la durata delle semplificazioni per la posa in opera di dehors, tavolini, ombrelloni sul suolo pubblico da parte dei locali

Mercoledì 26 novembre scorso la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese. L’articolo 50 modifica l’articolo 26 della legge 193 del 18/12/2024 prorogando dal 31/12/2025 al 30 giugno 2027 il termine del regime speciale per le strutture esterne (dehors), introdotto all’epoca dell’emergenza Covid.

L’agevolazione avrebbe dovuto essere temporanea e durare poco ma fu spostata, con leggi successive, fino al 31 dicembre 2025, delegando il governo ad adottare una riforma strutturale delle disposizioni in questa materia, entro lo stesso termine.

La legge in parola, ora, prolunga la durata del regime speciale al 30 giugno 2027, lasciando ancora circa 18 mesi a disposizione degli esercenti e 12 mesi a disposizione del Governo che, entro il 31 dicembre 2026, deve adottare «un decreto legislativo per il riordino e il coordinamento delle disposizioni concernenti la concessione di spazi e aree pubblici di interesse culturale o paesaggistico alle imprese di pubblico esercizio per l'installazione di strutture amovibili funzionali all'attività esercitata».

Il regime agevolato

Il regime speciale agevolativo prevede che, per la posa in opera da parte di bar e ristoranti, «su vie, piazze, strade e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico», «di strutture amovibili, quali dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni» non siano necessarie le consuete autorizzazioni.

Le ultime voci che circolano sul testo del futuro decreto legislativo a regime indicano che probabilmente sarà aumentato il potere dei Comuni e diminuito quello delle Sovrintendenze che potrebbe intervenire solo nei casi nei quali l’esercizio commerciale sia situato in spazi aperti urbani strettamente vicini a monumenti nazionali, chiese o altri beni culturali con un valore eccezionale e altamente rappresentativo dei luoghi.

La legge è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Distillerie Berta e il Rinascimento della Grappa nel Monferrato

Distillerie Berta
Nel cuore del Monferrato, l’azienda guida il rinascimento del distillato unendo tradizione, innovazione e ospitalità. Dalla distilleria-santuario di Mombaruzzo al Museo Berta, dall’ospitalità di lusso di Villa Prato alla mixology, un viaggio nell'universo di una realtà che ha trasformato il suo secolare patrimonio in una destinazione di cultura, gusto ed esperienza

Nel cuore del Monferrato, dove i vigneti si estendono all’orizzonte, un distillato italiano dalla tradizione plurisecolare sta vivendo una straordinaria rinascita. Al centro di questa trasformazione c’è Distillerie Berta, che ha elevato la grappa dalle sue modeste origini a un posto di rilievo nel panorama mondiale dei distillati di pregio.

Fondata nel 1947 da Paolo e Lidia Berta, la distilleria è diventata un simbolo di innovazione nel mondo del distillato. Oggi, tre generazioni dopo, Berta incarna il perfetto connubio tra tradizione e modernità. Sotto la guida visionaria della famiglia, l'azienda ha prosperato, divenendo un punto di riferimento nell’industria degli spirit. Le generazioni successive hanno svolto un ruolo chiave nel plasmare la diversificata attività della famiglia. Tra i protagonisti di nquesto percorso ci sono Enrico "Chicco" Berta e Gianfranco Berta, attivamente coinvolto fino alla sua prematura scomparsa nel 2015, insieme alla moglie di Gianfranco, Simonetta. Oggi, la tradizione continua con Giulia e Annacarla Berta, figlie, rispettivamente, di Chicco e Gianfranco.

Il portfolio Berta si è ampliato includendo diverse varietà di grappe, brandy e liquori. Ma le aspirazioni della famiglia vanno ben oltre la distillazione e la vedono attiva anche nella pasticceria artigianale e nell'ospitalità di lusso, per dare vita a un'esperienza completa che celebra il ricco terroir e le tradizioni culturali del Monferrato.

A guidarci in questo viaggio nell’universo dell’azienda è Giulia Berta, responsabile delle strategie digitali e della comunicazione. Combinando la passione del padre Chicco con una visione contemporanea, Giulia e la sua famiglia stanno ridefinendo la grappa per le nuove generazioni. Insieme a Chicco, Simonetta e Annacarla, Berta ha rinnovato l'identità del marchio e ampliato l'appeal della grappa, presentandola come un distillato sofisticato e versatile, perfetto per una varietà di occasioni e contesti culturali.

Il santuario della grappa

Al centro dell'attività di Berta c'è la distilleria di Mombaruzzo, un vero e proprio santuario dedicato all'arte della produzione della grappa. Giulia sottolinea il ruolo fondamentale che il legno gioca nel plasmare la grappa Berta. Con una mossa visionaria durante i difficili anni del dopoguerra, Paolo Berta decise di invecchiare la sua grappa in botti di rovere, invece di commercializzarla giovane. Una scelta che ha definito il futuro dell'azienda e che ha dato il via a un raffinato programma di invecchiamento che ancora oggi resta un aspetto centrale nell'identità di Berta.

Le enormi botti di rovere di Slavonia offrono l'ambiente ideale per una maturazione equilibrata, mentre le selezionate barrique di rovere francese sono riservate alle espressioni eccezionali. I distillati maturano in ambienti meticolosamente controllati, dove si ritiene che anche i suoni dell'ambiente – musica classica diffusa a basso volume – favoriscano il processo di maturazione. Giulia sottolinea come Ditirambo sia la prima grappa al mondo arricchita con musica. Il maestro Peppe Vessicchio, recentemente scomparso, ha composto la speciale musica armonica utilizzata nel Metodo Freeman. Questa tecnica innovativa rende la grappa molto più morbida ed equilibrata. Giulia spiega che le vibrazioni della musica «modificano le molecole del liquido in modo armonioso e duraturo, rendendo la grappa più elegante e rimuovendone le note aspre».

L'innovazione prospera nella cantina di ricerca e sviluppo di Berta, uno spazio dove la tradizione si intreccia con la sperimentazione. Qui, i mastri distillatori selezionano, miscelano e affinano con cura i distillati, ampliando continuamente le possibilità della grappa. La collezione SoloPerGian, creata in onore di Gianfranco Berta, è un sofisticato blend di tre grappe invecchiate, alcune fino a dieci anni, che dà vita a una grappa in edizione limitata che testimonia sia la maestria tecnica sia il profondo rispetto per l’artigianalità che caratterizzano l'azienda.

Uno spazio di cultura ed esperienza

La sua storia, segnata da oltre 75 anni di crescita e innovazione, è raccontata nel Museo Berta, riaperto lo scirso giugno. Da allora, questo spazio coinvolgente e interattivo invita i visitatori ad approfondire la ricca storia dell'azienda attraverso suggestive fotografie e gli archivi di famiglia accuratamente conservati. Più che una semplice mostra storica, il museo è progettato per affascinare sia gli esperti del settore sia gli appassionati.

«Il Museo Berta nasce dallo spirito di ospitalità che da sempre caratterizza la nostra famiglia. Siamo stati tra i primi nella regione ad aprire le porte anche nei fine settimana, una decisione che oggi può sembrare scontata, ma all'epoca non lo era affatto – racconta Giulia -. Con il Museo, abbiamo reso la nostra "casa" ancora più accogliente e coinvolgente. Un ulteriore passo nel cambio di paradigma che stiamo portando avanti da anni: trasformare il nostro spazio da luogo di produzione e acquisto a destinazione di cultura ed esperienza».

Ospitalità di lusso a Villa Prato

L'avventura della famiglia nel mondo dell'ospitalità raggiunge il suo apice a Villa Prato, un luxury hotel a pochi minuti dal museo. Ospitata in una tenuta del XVII-XVIII secolo splendidamente conservata, acquisita dalla famiglia Berta nel 2006 e aperta al pubblico un decennio dopo, la villa unisce fascino storico ed eleganza contemporanea. La struttura dispone di 19 suite di lusso, una spa con servizi completi e il ristorante Officina, con una cantina con oltre mille etichette di vino, perfettamente abbinate a un menù ideato dallo chef Stefano Grasso e dal suo talentuoso team, che celebra la ricca tradizione gastronomica piemontese. Naturalmente, l'intera gamma di distillati Berta è disponibile per essere degustata prima, durante o dopo il pasto.

«Il mondo della grappa è chiaramente associato al fine pasto. Non pretendiamo di sostituire il vino come bevanda a tutto pasto, anche se sono state condotte sperimentazioni molto interessanti in questo senso – racconta Giulia Berta -. I piatti abbinati ai distillati vanno studiati con attenzione e devono presentare una componente grassa e sapida significativa per creare il giusto contrappeso alla pienezza del distillato. Oltre al classico abbinamento del dopo cena, all'Officina proponiamo distillati abbinati a formaggi e riscuotono sempre grande successo».

Miscelare con la grappa

Oltre ad assaporare i distillati e i liquori Berta in purezza, gli ospiti di Villa Prato possono esplorare un menù di cocktail curato dal bartending consultant Marco Fara. A dimostrazione dell'eccezionale versatilità della gamma Berta, le creazioni di Fara conferiscono un tocco di freschezza ai cocktail classici. Tra questi spicca Un Americano a Roccanivo, originale interpretazione del tradizionale Americano, che esalta le note erbacee e speziate uniche del liquore Riserva Convento di S. Giovanni. Il cocktail viene preparato in un tumbler "Berta" con 30 cl di bitter, 30 cl di vermouth rosso, 15 cl di Convento di S. Giovanni, ghiaccio e un top di soda con una scorza d'arancia come guarnizione.

Realizzare cocktail con la grappa è possibile, ma bisogna procedere con cautela. «Il sapore del distillato è intenso e solo un bartender davvero esperto può lavorarlo bene senza snaturarlo o renderlo sgradevole – commenta Giulia -. Abbiamo ottenuto ottimi risultati con una grappa particolare, Oltre il Vallo, che subisce un affinamento finale in botti di whisky, abbinata a un cordial di mela: un drink che esalta la componente fresca e secca data dalla torba, con la mela che si fonde perfettamente con la morbidezza di fondo del distillato».

Un'esperienza ricca e immersiva

Mentre il nostro viaggio nel mondo Berta si avvia alla conclusione – dalla distilleria al museo fino alla lussuosa Villa Prato – diventa evidente che questa non è solo una storia di produzione di distillati. La famiglia Berta ha trasformato il suo patrimonio secolare in un'esperienza ricca e immersiva che coinvolge tutti i sensi. Dall'eleganza senza tempo di Villa Prato agli aromi complessi delle grappe, ogni elemento dell'universo Berta riflette un’armoniosa fusione di tradizione e innovazione.

Che cosa riserva il futuro alle Distillerie Berta? «Prevederlo, più che capacità imprenditoriali, richiede doti da indovino – commenta Giulia -. Tuttavia, una cosa è certa: io e Annacarla, con il supporto di mio padre Chicco e mia zia Simonetta, continueremo a sostenere i valori che ci sono stati trasmessi e che definiscono chi siamo: qualità, cura e famiglia. L'industria dei distillati, in particolare della grappa, sta attraversando un enorme cambiamento e intendiamo essere protagonisti attivi nel plasmare questo futuro, non semplici osservatori. Ma un cambiamento reale e significativo può avvenire solo se abbiamo solide basi sulle quali costruire».

English version

Berta Distilleries and the Grappa Renaissance in Monferrato

In the heart of Monferrato, where vineyards unfurl across the horizon, an age-old Italian spirit is undergoing a remarkable revival. At the center of this transformation is the family-run Berta Distilleries, which has elevated grappa from its modest origins to a prominent place on the global stage of fine spirits.

Established in 1947 by Paolo and Lidia Berta, the distillery has become a longstanding symbol of innovation in grappa production. Now, three generations later, Berta exemplifies the seamless blend of tradition and modernity. Under the visionary guidance of the Berta family, the company has thrived, earning its place as a benchmark in the spirits industry. Successive generations have played a key role in shaping the family’s diverse enterprise. Notable figures include Enrico “Chicco” Berta and Gianfranco Berta—who remained actively involved until his untimely passing in 2015—alongside Gianfranco’s wife, Simonetta. Today, the legacy continues through Giulia and Annacarla Berta, daughters of Chicco and Gianfranco, respectively.

The Berta portfolio has expanded to feature a variety of grappa, brandy, and liqueurs. However, the family's aspirations extend far beyond distillation. They have also ventured into artisanal pastry-making and luxury hospitality, creating a comprehensive experience that celebrates the rich terroir and cultural traditions of Monferrato.

Leading us on this journey is Giulia Berta, who oversees the company’s digital and communication strategies. Combining her father Chicco’s passion with a contemporary outlook, Giulia and her family are redefining grappa for a new generation. Alongside Chicco, Simonetta, and Annacarla, Berta has refreshed its brand identity and broadened the appeal of grappa, presenting it as a sophisticated and versatile spirit perfect for a variety of occasions and cultural settings.

The grappa sanctuary

At the core of Berta’s operations is their Mombaruzzo distillery, a true sanctuary dedicated to the craft of grappa-making. Giulia highlights the vital role that wood plays in shaping Berta’s grappa. In a visionary move during the challenging post-war years, Paolo Berta decided to age his grappa in oak barrels rather than selling it young, a choice that ultimately defined the company’s future. This foresight has blossomed into a refined aging program that remains central to Berta’s identity today.

Enormous Slavonian oak casks provide the ideal environment for balanced maturation, while select French oak barriques are reserved for the most exceptional expressions. Spirits mature in meticulously controlled settings, where even the ambient sounds — classical music softly played throughout the aging rooms — are believed to enhance the maturation process.

Giulia highlights Ditirambo as the world's first grappa enriched with music. Maestro Peppe Vessicchio, who recently passed away, composed the special harmonic music used in the Freeman Method. This innovative technique makes the grappa much smoother and more balanced. Giulia explains that the music's vibrations «change the molecules in the liquid in a way that is harmonious and lasting. This makes the grappa more elegant and removes any harsh notes».

Innovation thrives in Berta’s R&D cellar, a space where tradition intersects with experimentation. Here, master distillers carefully blend and refine spirits, continuously expanding the possibilities of grappa. The SoloPerGian collection, created in honor of Gianfranco Berta, is a sophisticated blend of three aged grappas — some matured for up to ten years — resulting in a limited-edition grappa that exemplifies both technical mastery and a deep respect for artisanal craftsmanship.

A place of culture and experience

The story of Berta, marked by over 75 years of growth and innovation, is vividly showcased in the newly reopened Berta Museum. Since its reopening in June 2025, this engaging, interactive venue invites visitors to delve into the company’s rich history through striking photographic displays and carefully preserved family archives. More than a simple historical exhibit, the museum is designed to captivate both industry experts and devoted enthusiasts alike.

Giulia shares here vision for the museum: «The Berta Museum was created from the spirit of hospitality that has always defined our family. We were among the first in the region to open our doors on weekends—a decision that may seem commonplace today, but was far from it at the time. With the museum, we’ve made our “home” even more inviting and engaging. It represents yet another step in the paradigm shift we’ve been embracing for years: transforming our space from one of production and purchase to a destination for culture and experience».

The family's foray into hospitality finds its pinnacle in Villa Prato, a stunning hotel just minutes from the museum. Housed in a beautifully preserved 17th–18th century estate acquired by the Berta family in 2006 and opened to guests a decade later, the villa effortlessly marries historic charm with contemporary elegance. The property features 19 luxurious suites, a full-service spa, and Officina restaurant — home to a cellar of over a thousand wine labels, perfectly paired with a menu developed by chef Stefano Grasso and his talented team that celebrates the rich culinary traditions of Piedmont. Naturally, the full range of Berta spirits is available to enjoy before, during, or after the meal.

Giulia explains how Berta spirits are paired with the dishes at Villa Prato’s Officina: «The world of grappa is quite clearly associated with the end of a meal. We do not claim to replace wine as an all-round beverage for meals, even though some very interesting experiments have been carried out in this regard. Dishes paired with spirits must be carefully studied and have significant fatty and savory components to create the right counterbalance to the fullness of the spirit. In addition to the classic after-dinner pairing, at Officina we offer spirits paired with cheeses from the cheese cart—and they are always very popular».

Mixing with grappa

Beyond savoring Berta spirits and liqueurs in their pure form, guests at Villa Prato can explore a curated cocktail menu crafted by bartending consultant Marco Fara. Showcasing the exceptional versatility of Berta’s range, Fara’s creations bring a fresh twist to classic cocktails. One standout is Un Americano a Roccanivo — his inventive take on the traditional Americano, which highlights the unique herbal and spicy notes of the Riserva Convento di S. Giovanni liqueur. The cocktail is built in a “Berta” tumbler with 30 cl bitter, 30 cl vermouth rosso, 15 cl Convento di S. Giovanni, ice and a top of soda with an orange peel as a garnish.

Giulia explains that cocktails with grappa are also possible, but one should proceed with caution: «The taste of grappa is intense, and only a truly expert bartender can work well with grappa without distorting its flavor or making the drink unpleasant. We have had some very tasty results with a particular grappa, Oltre il Vallo, which undergoes a final aging in whiskey barrels, combined with an apple cordial: a drink that enhances the fresh and dry component given by the peat, with the apple blending perfectly with the underlying softness of the grappa».

A rich and immersive experience

As our journey through the world of Berta comes full circle — from the distillery to the museum to the luxurious Villa Prato — it is evident that this is far more than a tale of spirit production. The Berta family has artfully transformed their century-old legacy into a rich, immersive experience that captivates all the senses. From the timeless elegance of Villa Prato to the intricate aromas of their grappas, every element of the Berta universe reflects a harmonious blend of tradition and innovation.

What does the future hold for Berta Distilleries? Giulia offers her perspective: «Predicting the future today would require more than entrepreneurship—it would take the skills of a fortune teller. However, one thing I’m sure of is that Annacarla and I, with the support of my father Chicco and my aunt Simonetta, will continue to uphold the values we’ve been taught—values that define who we are: quality, care, and family. The spirits industry, especially grappa, is going through tremendous change, and we intend to be active participants in shaping that future, not mere observers. Yet, real and meaningful change can only happen if we have a clear foundation on which to build».

Rinviato a fine 2026 l’obbligo di assicurarsi contro le calamità per bar e ristoranti

Assicurazione
Foto di Edar da Pixabay
Slitta al 31 dicembre 2026 il termine ultimo, per le micro o piccole imprese con fatturato fino a 10 milioni di euro, per dotarsi di polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali e da eventi catastrofali

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta dell’11 dicembre 2025, ha approvato un decreto-legge contenente disposizioni urgenti per il rinvio di termini in scadenza (decreto milleproroghe 2026).

Per i lettori, in particolare, si segnala che l’articolo 15 prevede, per le micro o piccole imprese che gestiscono esercizi di somministrazione di alimenti e bevande o turistico-ricettive, il rinvio dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 dell’obbligo di stipula di polizze a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali (sismi, alluvioni, frane, inondazioni, esondazioni) verificatisi sul territorio nazionale.

Le micro o piccole imprese sono quelle che hanno un totale di stato patrimoniale o fatturato inferiore a 10 milioni di euro e meno di 50 addetti.

I beni da assicurare

I beni da assicurare sono quelli a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività di impresa, anche non di proprietà o in locazione, in particolare:

  1. terreni e fabbricati;
  2. impianti e macchinari;
  3. attrezzature industriali e commerciali.

Viene dato così un anno di respiro per l’esame delle relative condizioni contrattuali relativi a tali polizze, tenendo presente (art. 1 comma 102, Legge 213/2023) che «dell’inadempimento dell’obbligo di assicurazione [...] si deve tener conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali».

Per le domande dell’anno 2026, occorrerà indicare, come requisito d’accesso all’agevolazione o contributo, oltre a quanto richiesto specificatamente per ciascun incentivo, anche l’avvenuta stipula della polizza catastrofale, o per le piccole e micro imprese del settore bar e ristoranti, che il relativo termine non è ancora scaduto.

css.php