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L’etichetta diventa sfogliabile

Vini –

AutoctonO ha ideato un supporto adesivo trasparente che rende possibile leggere informazioni supplementari

L'etichetta racconta, ma con “Vino Parlante” racconta meglio. È un'iniziativa di AutoctonO, giovane società dedita ai vini autoctoni, in collaborazione con il Seminario permanente Luigi Veronelli e l'Università di Milano. Più precisamente è una controetichetta multipagina, che descrive il territorio di origine, le caratteristiche dell'uva, del vino e dell'azienda. Se all'etichetta frontale di un vino, nonostante le informazioni da riportare per legge, è affidato il compito di identificare visivamente il prodotto e suscitare emozioni e suggestioni per spingere il consumatore all'acquisto, la nuova controetichetta “parlante” agisce in un secondo momento, cioè in fase di consumo, per rendere il bevitore più informato e consapevole.

Differenze
Alla vista e al tatto non ci sono differenze con le normali controetichette: dimensioni analoghe, stessa posizione sul retro della bottiglia, solo un leggero rilievo dovuto alla sovrapposizione di più pagine. Le “paginette” sono tenute ben salde alla superficie del vetro grazie a un supporto adesivo trasparente. Acquistato il vino, una volta a casa o al ristorante si può strappare l'adesivo e sfogliare l'etichetta pieghevole. Ovviamente la si può anche conservare. L'esigenza di raccontare più a fondo il vino ha visto in passato iniziative analoghe, ad esempio con aggiunte di piccoli “collarini” attaccati o legati al collo di bottiglia come mini protesi di carta. Non sembra che abbiano avuto grande diffusione. Avverrà lo stesso anche per Vino Parlante? Troppo presto per tirare le somme, di certo il progetto di AutoctonO è partito con l'adesione di 22 cantine. Queste le caratteristiche tecniche della controetichetta: è conforme alle norme sull'etichettatura, si può applicare con tutte le etichettatrici a tecnologia adesiva, ha una copertina personalizzabile, è sovrastampabile con tutte le stampanti a trasferimento termico, ha due ante del pieghevole a disposizione della cantina per informazioni da aggiornare di anno in anno. Alcune aziende hanno optato per una controetichetta solo in lingua straniera.

Traduzioni
Un'altra caratteristica è infatti la possibilità di affiancare all'italiano le stesse informazioni in un'altra lingua. Che anche l'etichetta sia un medium, da utilizzare in modo più comunicativo o informativo a seconda dei casi, lo conferma la scelta di Venica, grande realtà del Collio, in Friuli Venezia Giulia. Venica è una delle cantine che ha sposato il progetto utilizzando la nuova controetichetta per celebrare 30 vendemmie di Collio Friulano.

Colazione ripensata anzi raddoppiata

Breakfast –

Il Caffè delle Rose di Rimini ha messo a punto due linee di breakfast, una energetica, l’altra mediterranea e light, entrambe con prodotti bio

Le nuove frontiere del breakfast? Al bar e, più precisamente, al Caffè delle Rose di Rimini dove le colazioni sono all'insegna del benessere, pensate su misura e calibrate dal punto di vista energetico e nutrizionale sul fabbisogno di ogni cliente. Prima, con un lancio di rodaggio in concomitanza nel maggio scorso di Rimini Wellness, l'iniziativa è entrata stabilmente nell'offerta del locale. Sfida difficile perché la maggior parte della gente, anche nella dinamica avanguardista della riviera romagnola, tende a limitarsi al classico “cappuccio e brioche”. Ma la proposta è stata accolta bene. Tanto che nel weekend il 30% dei clienti opta per questa formula e si gode una colazione come si deve al tavolo, come racconta la responsabile Laura Pedoni (della società di gestione Metha Group).

non chiamatelo brunch

E così, nel seduttivo ambiente del caffè (ampie vetrate e verande sul salotto riminese di viale Vespucci, all'interno del Mareo, palazzo firmato da Massimiliano Fuksas) fino alle 12 ora è possibile scegliere tra due linee di breakfast basate su prodotti per quanto possibile bio: la “colazione sport”, piuttosto energetica, e la “Caffè delle Rose”, più light e mediterranea. Qui non si ama chiamarlo brunch, ma è allo studio l'idea di estendere almeno uno di questi breakfast alla pausa pranzo grazie alla versatilità della proposta. La prima linea comprende uova strapazzate al prosciutto con lattughina, Pachino, basilico, pane tostato; oppure omelette; o ancora uovo all'occhio di bue con erba cipollina con cestino di pane alla noci (rispettivamente 524, 564 e 484 calorie); poi cappuccino o tè; assaggi di torte (circa 300 calorie, ma dipende da quanti se ne fanno…); coppa di frutta fresca; spremuta di arancia oppure centrifugato di carote e sedano. La seconda linea, quella light, anziché uovo propone insalata d'arancia con olio extravergine e foglie di mentuccia, bruschetta con olio crudo e origano di Pantelleria, seguita da bevanda calda e crema di arancia al posto della spremuta. Ogni referenza della carta colazioni è accompagnata dal numero delle calorie. Ogni breakfast viene servito al tavolo in un unico vassoio per ciascun cliente (da 10 a 12 euro). La colazione, comunque, può essere anche variata a seconda delle proprie esigenze, in base all'apporto calorico, con qualche piatto fuori carta.

idea geniale, la cromoterapia del bere

Forte di questa specializzazione, e sulla scia dello stesso filone salutistico delle colazioni benessere, Il Caffè delle Rose ha rivisitato i suoi centrifugati già normalmente presenti in carta (5 proposte a 5 euro) ponendo un accento più creativo sul colore. Tra i “centrifugati cromoterapici” troviamo, ad esempio, il Pink Rose, ottimo come fonte di zuccheri e potassio. Il colore rosa intenso è dato dal mix con fragole, pesche, mele, limone. Nel Passion Rose è invece il rosso a far padrone: pomodori, carota, sedano, limone. Questo centrifugato ha proprietà dissetanti e depurative ed è una grande fonte di licopene, ottimo per il sistema immunitario. Due spunti, le colazioni benessere e cromoterapiche, che costituiscono solo un esempio della versatilità del caffè, attivo fin da 1959: una macchina che genera occasioni di consumo a ripetizione ed è sempre sintonizzato sugli eventi della movida romagnola.

Farsi vedere con Raspelli

Multimedia –

Nasce Originalitaly, network di aziende, hotel e ristoranti, che punta alla gastronomia italiana d’eccellenza. Testimonial Edoardo Raspelli.

È un Edoardo Raspelli sorridente e ammiccante quello che occhieggia dalla homepage di OriginalItaly, un network di aziende che rappresenta l'eccellenza dell'enogastronomia italiana: produttori, distributori e anche hotel e ristoranti. Per i ristoratori, gli alberghi, gli agriturismi, i resort il sito ha una duplice valenza: da una parte si entra in una grande vetrina che adotta un testimonial della qualità come Raspelli, dall'altra i consumatori possono usufruire di una speciale card, la Orycard, per ottenere sconti o trattamenti particolari nelle strutture associate. Non solo, dal sito è possibile scaricare una mappa per i navigatori satellitari TomTomGo, che consente di rintracciare alberghi, ristoranti e prodotti anche quando si viaggia in auto. Ma navigare su OriginalItaly è interessante anche per rintracciare produttori eccellenti o specialità in giro per l'Italia.

Tagliolini dell’architetto e cuoco aiutante

Iniziative –

Prima edizione a Tokyo per “Architetti in cucina”, rassegna enogastronomica dei prodotti italiani ideata da Roberto Bava.

L'Armani Ginza Tower di Tokyo ha ospitato recentemente il primo degli appuntamenti "Architetti in cucina", rassegna di eventi enogastronomici per la promozione dei prodotti italiani ideata da Roberto Bava (al centro nella foto a fianco), dell'omonima azienda vinicola piemontese Bava. Durante il primo incontro Kengo Kuma, architetto dello star system giapponese, ha lavorato fianco a fianco con Enrico Derflingher. Nel menu a 8 portate sono spiccati i Tajarin Kengo Kuma style, piatto realizzato da Derflingher su progetto di Kuma. «I più grandi chef e architetti - commenta Roberto Bava - hanno in comune la ricerca dell'essenziale e del gusto che rendono unico il loro lavoro». I prossimi appuntamenti di "Architetti in Cucina" coinvolgeranno altre stelle della cucina e del progetto. Sono in programma a Roma, Londra e Barcellona.

Vodka premium, liscia o miscelata

Novità –

Campari importa la vodka premium Russian Standard Original

Arriva con Campari Italia il gusto della vodka premium Russian Standard Original. Prodotta con grano russo e acqua glaciale purissima, è distillata quattro volte e filtrata due volte con il carbone. Ha un volume alcolico del 40%. La bottiglia da 70 o 100 cl si ispira nella forma alla campana di 200 tonnellate che si trova a Mosca ai piedi del campanile di Ivan il Grande. Nella tradizione russa si accompagna a spuntini salati o al pasto, servita ben fredda e in shot satinati da 5 cl. È anche ingrediente di numerosi cocktail e long drink. I barmen di alcuni dei migliori locali internazionali hanno elaborato le bevande miscelate che sono presentate in un ricettario allegato. Tra questi il cocktail The Juicy Suzy del Suzy Wong. Nello shaker mescolare 50 ml di Russian Standard, 300 g di polpa di anguria, 10 ml di succo di lime, 2 cucchiaini di sciroppo di zucchero di canna. Guarnire con una fetta di anguria.

Sos panino!

Alimenti –

Ultime sul panino da un ricerca che ne svela vizi e virtù. E individua la tendenza gourmet

Allegati

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Luglio-Agosto / pdf / Numero pagine: 3 / Lingua: italiano / di Manuela Soressi

Boom dei consumi alla macchinetta

Vending –

La distribuzione automatica registra consumazioni e fatturati in crescita. Non solo per bevande e caffè, ma anche nel food

Allegati

/wp-content/uploads/sites/4/2014/10/vending2.pdf” target=”_blank”>Boom dei consumi alla macchinetta
Luglio-Agosto / pdf / Numero pagine: 2 / Lingua: italiano / di Davide Bernieri

Calici e libri vanno a nozze

Enolibreria –

Bastano i vini di 8 cantine, buona musica, l’accesso wi fi gratuito per trasformare un locale in una bella iniziativa di business. Come al Buscapè di Modena

Perfino gli scaffali-libreria sono dimensionati per contenere i cartoni di vino, in bella mostra insieme ai libri... Hanno pensato proprio a tutto - e hanno dato una forte impronta personale, schietta e sentita - alla loro enolibreria Buscapè Monica Visciglia e Aurelio Ogliari. Una giovane coppia fresca di laurea all'Università di Modena - cosentina lei, cremonese lui - che, grazie a un bando del Comune di Modena, si è aggiudicata una delle tre licenze di pubblico esercizio in palio per gli autori di un progetto di locale innovativo nella zona di Porta Saragozza (vicino all'area della movida giovane della città, via Gallucci). È nata così una sorta di osteria contemporanea, rivolta a un pubblico giovane e un po' impegnato, della “generazione Erasmus”, per intenderci…

Ritrovo. D'impatto, quando entri il posto sembra davvero una enolibreria. I libri allineati in effetti si notano di più dei vini… «L'idea era di creare un ritrovo giovane, fresco, genuino. Dove il vino la facesse da protagonista insieme ai libri, che qui si possono consultare, acquistare o scambiare. Era qualcosa che mancava qui a Modena. E non abbiamo fatto altro che trasmettere qualcosa di noi stessi, di quello che ci piace - racconta Aurelio, che dietro la sua attitudine anagraficamente giovane cela una notevole preparazione imprenditoriale». L'intero locale è coperto da rete wi-fi gratuita. E la selezione musicale musica elettronica e hip hop si ascolta in tempo reale accedendo dal sito www.buscapeweb.it nella sezione lastfm.
Gli arredi sono tutti riciclati e rimessi a posto dai ragazzi e dagli amici, come il pavimento, recuperato da uno stand di un'azienda al Salone del Mobile. Arredamento vivo, che può cambiare dopo qualche mese, come la gamma dei vini.
Cantina. Il vino, appunto: solo 30 etichette da 7-8 aziende. Un po' poco per un wine bar, ma… dietro un approccio che sembra ingenuo e low profile, in realtà si nasconde una grande idea. «Sono quasi tutte cantine familiari non distribuite attraverso i canali commerciali classici. Alcune le ho scoperte io, a Modena non le ha nessuno. Ad esempio la Cascina Barisel, che fa un ottimo Barbera d'Asti, oppure le già più note Cummo (Sicilia), Villanova (Friuli), Manicardi (Castelvetro, per il Lambrusco), Bortolotti (Prosecco), Agricoltori del Chianti Geografico. E ciò mi permette di saltare grossisti e agenti, di fare ordini diretti, di abbattere costi di magazzino (che non abbiamo…) e quindi di vendere a prezzi accessibili». Il 90% del fatturato del vino viene realizzato al bicchiere (da 3 a 4,5 euro), e questo la dice lunga sul locale, la cui offerta è integrata da piccola ristorazione e soprattutto d'estate da cocktail con un pizzico d'inventiva (con aperitivi, senza 'buffet-abbuffata', ma con servizio al tavolo di stuzzichini inclusi nel prezzo). La lavagna dei calici volutamente riporta solo il nome del vitigno e il prezzo.
Filosofia. «Certamente non vogliamo e non possiamo competere con il wine bar o l'enoteca da superesperti… E a noi non piace l'atteggiamento tronfio e paludato che domina nel mondo del vino. Ma vi dico che la soddisfazione più bella non è quando il cliente chiede informazioni prima sul vino, ma quando i ragazzi, che poco prima avevano ordinato un vino distrattamente, senza badarci, dopo averlo bevuto mi dicono: 'Buono, ma che cos'è?».

Il ristorante con una gestione manageriale

Catene –

Al Brickoven di Milano l’amministrazione di flussi, costi e semilavorati è centralizzata in modo sistematico

La specializzazione è una strada obbligata per farsi largo in un'arena ricca di formule e ipercompetitiva come Milano. Questo è stato il primo pensiero di Marco Montorfano, direttore finanza in una società operante nell'ambito delle tecnologie ambientali, che nella seconda metà degli anni '90 decide di dare una svolta alla sua vita professionale e di buttarsi nel business della ristorazione. Nasce così, siamo nel 1997, il primo Brickoven in via Marsala a Brera.

Una formula di successo
La formula piace immediatamente, anche perché allora il binomio pizzeria e steakhouse rappresentava una novità. E poi c'è la pizza, ovale ed estremamente sottile e fragrante, frutto di un impasto speciale realizzato senza lievito. Da questa esperienza Montorfano comprende che Brickoven può diventare una realtà forte e per consolidare la formula decide di prendere le redini della società: liquida i soci con cui aveva avviato il prototipo e si mette umilmente a fare la gavetta, vestendo i panni di lavapiatti, aiuto pizzaiolo, aiuto cuoco ecc. L'obiettivo è comprendere i segreti del mestiere e dare all'attività un'impronta manageriale con un rigoroso controllo di processi e costi di gestione. Crea un laboratorio-magazzino a Casorate (Va) che funge da centro di stoccaggio delle materie prime e produzione di semilavorati come gli impasti per il pane o le palline per la pizza. Qui si porzionano anche le carni che vengono confezionate sottovuoto e consegnate ai locali. Anche gli ingredienti che servono per farcire le pizze sono preporzionati e confezionati sottovuoto in mini pack. Un sistema che serve a predeterminare in modo scientifico il food cost di ogni piatto e quindi ottimizzare i flussi di acquisto.

Attenzione verso l'estero
Nel frattempo, Brickoven cresce: nel 2002, apre un secondo locale sempre a Milano, in via Tadino, l'anno seguente è la volta di Gallarate e nel dicembre 2007, viene inaugurato l'ultimo nato della catena, ancora a Milano, in via Castel Morrone, in zona corso Indipendenza, con le pizze (una sessantina di specialità servite su taglieri in teak) ma anche insalate, carni e uno sfizioso menu messo a punto dallo chef Andrea Giansanti: piatti creativi pensati per alcune forme di intolleranza alimentare.«Tutti i nostri locali sono collegati in rete con il centro di Casorate - spiega Montorfano - e siamo in grado di monitorare quotidianamente non solo gli incassi ma il venduto di ogni singolo prodotto». Un circolo virtuoso che ha dato frutti: l'ultimo locale della catena ha raggiunto in meno di 6 mesi il break even e Montorfano già pensa in grande con l'apertura entro l'anno di un punto bandiera niente meno che a Londra.

Cocktail al tè, per ogni ora

Mixability –

Aperitivo o long drink, con o senza alcol, il tè freddo si reinventa e stupisce. Grazie a un festival di sapori mix.

Per il tè freddo è arrivato il momento del salto di qualità con l’ingresso nel mondo della miscelazione. L’iniziativa si deve a Twinings che vanta una gamma di circa 200 specialità di tè, distribuite da D&C. Aldilà dei preparati aromatizzati solo con limone e pesca, infatti, il tè in infusione è una ottima base per ogni tipo di cocktail, grazie alle caratteristiche organolettiche: non presenta acidità o zuccheri (come i succhi di frutta), vanta una larga gamma di gusti (molti aromatizzati con spezie o agrumi), si può variare la concentrazione dell’infusione. Twinings propone sei ricette originali, caratterizzate da facilità di esecuzione e dall’interpretazione di cocktail internazionali (twinings.it). Indirizzata ai migliori locali italiani, l’iniziativa vuole stimolare la vena creativa di barman e baristi, aprendo nuove strade per il tè da infusione. Sono così nati i Twini, i primi e innovativi cocktail tea a base di specialità Twinings. Twini Sangria è ispirato al drink spagnolo con frutta, utilizzando l’agrumato Lady Grey. In Twini Spritz il tè ai frutti rossi Four Red Fruits sostituisce il bitter nel mix con il prosecco. Twini Rosé è un mix di succo di arancia con Martini Rosé e Ceylon Orange Pekoe. Twini Julep è una rivisitazione del mojito con Green Tea & Mint al posto della cachaça. Twini Red è un aperitivo, allungando Bitter Campari con Earl Grey al posto del seltz. Twini Ruby si presenta come longdrink, Vodka Absolut Ruby Red con Jasmine Green. Per la preparazione della base, il tè va lasciato in infusione per 5 minuti, utilizzando una bustina ogni 25 cl di acqua, quindi versato nello shaker con ghiaccio per il raffreddamento.

Nati per le pappe, adottati dai cuochi

Robot –

Un milione di famiglie lo considera un alleato in cucina. ma il Bimby, robot che frulla, trita e cuoce pure, ha conquistato gli chef. Analisi di un fenomeno.

Era in mostra al congresso di alta cucina Madrid Fusion. Ha carpito l’interesse di cuochi e visitatori col pallino della cucina, riuniti lo scorso gennaio al convegno milanese Identità golose. L’oggetto in questione è Bimby, elettrodomestico nato per fare pappe e omogeneizzati e diventato oggetto del desiderio delle casalinghe. E ormai pure di molti chef.
Approdato nelle cucine di casa trent’anni fa, l’aggeggino non è regalato, visto che il suo prezzo si aggira attorno ai 900 euro. Sono le sue doti di “tuttofare” a renderlo più che utile, visto che occupa più o meno lo spazio di un frullatore e riassume le funzioni di un tritatutto, un impastatore, un mixer, un tritaghiaccio e allo stesso tempo può cuocere come in pentola e persino a vapore.

Un elettrodomestico che colma un vuoto

Non sorprende il successo di un utensile che facilita la casalinga (oltre un milioni di pezzi hanno già trovato dimora nelle case italiane); a stupire è invece che sia stato adottato nelle cucine di molti ristoranti, dove le attrezzature devono garantire performance professionali. La spiegazione viene da Marco Bistarelli, patron dello stellato Il Postale (Città di Castello, Pg), che con altri 30 noti cuochi firma un libro di ricette realizzate col Bimby: «È l’elettrodomestico che ci mancava. Uno dei vantaggi è che molte preparazioni in più fasi (ad es. frullare, filtrare, cuocere) si fanno con un’unica macchina. Ad esempio, è molto utile per la ricristallizzazione dello zucchero o per preparare una maionese di scampi: con ghiaccio, scampi, basilico, frullati ottengo una salsa finissima, senza nemmeno passarla al colino, dato che la potenza di vortice consente di ottenere texture finissime». Bistarelli lo consiglia per preparare la maionese: la macchina scalda l’aceto a 80°C, si aggiungono le uova (che si sterilizzano), si aggiunge l’olio e si ottengono due litri di maionese.

Un nuovo robot, dotato di memoria

Certo, c’è chi storce il naso se sente parlare di risotti o polenta preparati nel robot. «Per i bergamaschi - dice Chicco Cerea, chef del ristorante Da Vittorio, a Brusaporto (Bg) - la polenta si fa sul fuoco, mescolando a mano… A parte ciò, lo trovo molto utile ad esempio per puree di verdure, salse calde o fredde o fare ripieni finissimi».
L’interesse dei cuochi per questa attrezzatura non poteva lasciare indifferente altri produttori, così ora sul mercato è stato lanciato HotMix Pro (distribuito in Lombardia da Medagliani), nato però per usi professionali.
Le funzioni sono simili, così come lo è il prezzo, le dimensioni, la capacità di carico. Differente è invece il contenitore, una vasca in acciaio anziché in materiale plastico, le cui pareti esterne si mantengono fredde; in più è possibile memorizzare 300 ricette, di cui 99 già programmate.

Pianeta Hotel luglio 2008

Archivio Copertine Horeca –

16 AGENDA Gli appuntamenti più importanti per gli operatori dell’ospitalità e del benessere 20 EcleTtico con stile A Tenerife il Grand Hotel Bahia del Duque, un villaggio canario multitarget a cinque stelle 28 Esperienze olistiche a cipro Sull’isola di Venere l’Anassa, un hotel nel verde con Thalassa Spa che rigenera il corpo e la mente 36 NEWS Alberghi, turismi, contract, catene, wellness, tecno, outdor, f&b: tutta l’attualità per l’ospital…

16 AGENDA Gli appuntamenti più importanti per gli operatori dell’ospitalità e del benessere
20 EcleTtico con stile A Tenerife il Grand Hotel Bahia del Duque, un villaggio canario multitarget a cinque stelle
28 Esperienze olistiche a cipro Sull’isola di Venere l’Anassa, un hotel nel verde con Thalassa Spa che rigenera il corpo e la mente
36 NEWS
Alberghi, turismi, contract, catene, wellness, tecno, outdor, f&b: tutta l’attualità per l’ospitalità
67 Valore arredo Progetto, stile, arredi: alberghi meno uniformi e scontati con nuovi materiali, luci, design e mobili
68 Affascinare l’ospite  L’interpretazione dei nuovi modelli di ospitalità nell’analisi di quattro studi di progettazione
74 Lobby & lounge Tra citazioni classiche e ammiccamenti pop le sedute e i divani creano gli spazi dell’incontro
 78 dentro e fuori Fantasie di forme e colori, materiali tecnici e resistenti: gli arredi outdoor si spostano all’interno
80 Bagno design Il bagno d’hotel, un ambiente di carattere grazie a un’estetica raffinata e all’innovazion tecnologica
82 Illuminazione d’impatto Le lampade diventano protagoniste degli spazi comuni e li caratterizzano con giochi multicolori
86 Luxury suite alla greca Elounda Beach e Bay Palace a Creta abbandonano sirtaki e taverne in nome di un’ospitalità patinata
92 La kasbah con la spa I benefici della talassoterapia rivivono in ambienti raffinati e sontuosi al The Residence di Cartagine
98 Nouvelle vague in corisca Al petit palais contemporaneo di Casadelmar di Portovecchio accoglienza top class e cucina stellata
104 Diventare f&B manager Competenze trasversali per il responsabile food & beverage, perchè il suo ruolo in hotel è decisivo
106 Spa senza compromessi Per Relais & Chateaux il wellness deve essere coerente con l’offerta complessiva: lusso e qualità
108 Le guide dell’eccellenza Condé Nast Johansens pubblica ogni anno i benchmark dell’ospitalità. Grazie ai suoi ispettori
110 Marketing delle affinità La Catalogna promuove il turismo puntando su aree tematiche omogenee e i risultati non mancano
112 Giovani e preparati L’identikit dei giovani albergatori da un’indagine Federalberghi: pronti a sostenere la sfida
114 Hotel globali Le tecnologie a supporto di un’attività rivolta nei mercati locali a clienti dotati di nuove sensibilità
116 Il booking centralizzato I vantaggi di centralizzare il servizo di prenotazione nell’esperienza del gruppo Iti Hotels
118 NOTEBOOK
Selezione di prodotti, attrezzature, servizi per il contract e la gestione delle strutture ricettive

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