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I Gianduiotti 4.3 e Fondenti di Giraudi saranno riconosciuti Igp

Dopo una lunga battaglia, il Comitato del Gianduiotto di Torino Igp ha accolto la richiesta di 40 aziende e maestri artigiani del cioccolato

Dopo una notevole fase istruttoria iniziata nel 2017, anche i Gianduiotti 4.3 e Fondenti della cioccolateria Giraudi di Castellazzo Bormida (AL) potranno fregiarsi del riconoscimento Igp. La vittoria giunge per il brand che, insieme a 40 aziende e maestri artigiani del cioccolato, ha sin da subito richiesto il riconoscimento al Comitato del Gianduiotto di Torino Igp.

Un lungo cammino

La richiesta dell’Indicazione Geografica Protetta è stata presentata alla Commissione Europea. Una volta accettata, tutti i gianduiotti prodotti in Piemonte, con solo nocciola (dal 30 al 45%), zucchero semolato di barbabietola o di canna raffinato (dal 20 al 45%) e cacao (min. 25%), senza la presenza di latte in polvere, possono essere riconosciuti come Igp. «Il Gianduiotto di Torino è un’eccellenza del territorio piemontese e, come tale, va riconosciuta sia in Italia che all’estero - ha dichiarato Giacomo Boidi, maestro cioccolatiere di Giraudi - L’Igp è un’importantissima etichetta che ci consentirà di dare maggior valore al prodotto e di comunicarlo con più facilità. Il riconoscimento non sarebbe esclusiva conseguenza della centenaria tradizione cioccolatiera regionale, ma anche delle indiscusse proprietà qualitative della Nocciola del Piemonte, altra IGP del territorio».

La storia del Gianduiotto

Il gianduiotto è nato per merito di Napoleone. È proprio in seguito al Blocco Continentale da lui imposto nel 1806 – che impediva alle navi provenienti dal Regno Unito e alle colonie di attraccare nei porti dell'impero francese e alleati - che i maestri cioccolatieri ebbero l'idea che diede vita all'ormai celebre cioccolatino. Infatti, in seguito alla difficoltà di reperire il cacao, si pensò di sostituire questa pregiata, e ai tempi rara materia prima, con la nocciola. Nasceva così il gianduiotto. Tuttavia, solo nel 1865 avrebbe acquisito la classica forma che conosciamo ancora oggi: quella di parallelepipedo smussato o di barchetta rovesciata. Nel corso degli anni, ormai oltre 150 dalla sua nascita, la ricetta non ha mai cambiato forma né ingredienti. Tuttavia,  ci sono stati diversi cioccolatieri, come Giacomo Boidi, che ne hanno creato una versione personale. I Gianduiotti 4.3 e Fondente di Giraudi Sia il Gianduiotto 4.3 che il Fondente targato Giraudi beneficerebbero dell'etichetta "Gianduiotto di Torino Igp". Premiati agli International Chocolate Awards 2017, con il secondo posto a livello mondiale, i Gianduiotti Fondenti si caratterizzano per una presenza di nocciole Piemonte IGP tostate in percentuale del 40%, assieme a zucchero di canna, burro di cacao, cacao amaro in polvere e fave di cacao. Questi ultimi due ingredienti, assieme, costituiscono una percentuale non inferiore al 29% di cacao, superando ampiamente, come anche nel caso della nocciola, gli standard minimi imposti dall’Igp. Premiati agli International Chocolate Awards 2020, con la medaglia d’argento nell’area geografica Italy/Med, i Gianduiotti 4.3 rappresentano la ricetta identitaria di Giraudi. Il nome è dovuto alla percentuale di nocciole presenti (43%). Queste vengono miscelate con zucchero di canna, burro di cacao e una percentuale uguale o superiore al 30% di cacao della varietà Trinitario. Quest'ultimo ingrediente proviene da Venezuela Sur del Lago. In questo caso è composto dalle sole fave. Il risultato? Un gusto più pieno e intenso della variante fondente, con una minore amarezza.

Il racconto di Orogel esalta La Cultura del Noi

La presentazione del libro con il giornalista Massimo Borgnis, l'autrice Letizia Magnani e Bruno Piraccini, presidente Orogel
Presentazione del Libro "La Cultura del Noi" alla Libreria Rizzoli di Milano sui 50 anni di attività di Orogel, protagonista italiano delle verdure surgelate.

Edito da Mondadori Electa e scritto dalla giornalista Letizia Magnani, in libreria dal 28 maggio, il libro “La cultura del noi” è il racconto di una storia di tradizione, d’amore e di cooperazione agricola, unica nel suo genere, che non ha uguali in Italia.
Il libro è stato presentato alla Libreria Rizzoli di Galleria Vittorio Emanuele II di Milano alla presenza dell'Autrice Letizia Magnani, del giornalista Massimo Borgnis e di Bruno Piraccini, tra i fondatori dell'azienda di Cesena e attuale presidente della relativa Cooperativa di Soci Agricoltori.

 

Sono, infatti, le vicende delle persone che gravitano attorno al mondo Orogel, che hanno contribuito a farlo diventare il primo produttore di verdure surgelate in Italia, unitamente alle peculiarità del territorio in cui nacque oltre 50 anni fa, al rispetto e all’attento lavoro di selezione delle materie prime, e all’attenzione costante alla qualità, le protagoniste del primo libro dedicato alla realtà consortile romagnola.

Attraverso le memorie di Bruno Piraccini, fra i fondatori di Orogel e oggi presidente, e delle altre donne e uomini di Orogel, il volume narra un’avventura di successo. Un’impresa che dal 1967 ha a che fare con l’etica del lavoro e la fatica, con la tradizione e l’innovazione, con la terra e la cultura contadina, con l’intuizione e la passione, ma anche con la solidarietà e con la capacità di costruire ricchezza collettiva.

La “cultura del noi” è quella che si respira nel Gruppo Orogel, oggi leader di mercato nel settore delle verdure surgelate sia nel settore retail sia in quello food service. Una posizione costruita in oltre cinquant’anni grazie a un costante impegno nella ricerca, nello sviluppo tecnologico, nella valorizzazione della cucina italiana e nel rispetto della natura e delle sue regole.

In queste pagine emerge come, grazie alla collaborazione di tutti - quel noi che si cita nel titolo e che è il cuore dell’impegno e del modus operandi di Orogel - sia stato possibile realizzare un sogno che poi è diventato una missione e una promessa: portare sulla tavola degli italiani le meraviglie offerte dalla natura, abilmente conservate e protette dal freddo.

Red Bull Cliff Diving World Series: 40mila persone per la tappa di Polignano a Mare

Madeleine Bayon of France launches an armstand dive from the 21.5 metre platform during the final competition day of the third stop of the 2024 Red Bull Cliff Diving World Series in Polignano a Mare, Italy on June 30, 2024.
Il tradizionale appuntamento della competizione di tuffi da grandi altezze si chiude con affluenza monstre: vittorie per Iffland e Popovici

Dopo le tappe di Atene e Boston, la quindicesima edizione delle Red Bull Cliff Diving World Series torna a Polignano a Mare e sigla l'ormai tradizionale e attesissimo appuntamento della stagione degli action sports. Successo per la leggenda australiana Rihannan Iffland tra le donne (dai 21 metri) e per il rumeno Constantin Popovici tra gli uomini (dai 27 metri): rispettivamente settima e sesto gli unici italiani in gara, Elisa Cosetti e Andrea Barnabà.

Con ventiquattro atleti in gara equamente divisi tra donne e uomini, la centounesima tappa totale della manifestazione, lanciata nel 2007, è stata anche l'undicesima tenutasi a Polignano (in passato in Italia si era svolta per un paio d'anni al castello di Malcesine, sul Lago di Garda), con il pittoresco contorno della Lama Monachile a fare da sfondo: imponente la doppia piattaforma divenuta ormai simbolo della manifestazione, costruita sul terrazzo di un privato cittadino quasi a suggellare il rapporto tra la manifestazione e la città di Polignano a Mare.

Nel corso del fine settimana di gare, l’intero borgo è stato griffato Red Bull, con ben nove punti bar disseminati in aree strategiche e sviluppate in verticale: dalla tenda ragno ai piedi della statua dedicata a Domenico Modugno, passando ai chioschi perfettamente incastonati nelle scogliere a ridosso della spiaggia e della stazione di salto, fino al punto più alto di Polignano a Mare, la terrazza dell'albergo Covo dei Saraceni, allestita sia al piano terra che al quarto piano con il sostegno del food catering della Pasticceria Martinucci: forse la visuale più privilegiata per le evoluzioni dei tuffatori, che al picco delle loro performance raggiungono addirittura gli 85 km/h di velocità.

Ciascun punto bar è stato allestito dal brand ambassador Daniele Gentili, con due proposte diverse a seconda della destinazione d'uso: una più semplice e approcciabile per i luoghi di maggior volume, un'altra più complessa e ragionata, per quanto decisamente comprensibile, per gli outlet destinati a ingressi su invito e tenore esclusivo. In quest'ultime si sono viste le soluzioni che Gentili ha firmato per la drink strategy Red Bull: lo Spicy G (Gamondi Aperitivo fiori di sambuco, pompelmo rosa, sciroppo ai lamponi, Organics Ginger Beer), il Free Flo (Martini Floreale, Lime, sciroppo ai lamponi, menta, Red Bull Sugar Free) e le varianti analcoliche come il Summer Breeze (succo di mela limpida, lime, sciroppo al passion fruit, Red Bull Summer Edition) e il NoLo Spritz (Martini Vibrante, Organics Bitter Lemon).

La stagione delle Red Bull Cliff Diving World Series proseguirà con le tappe della Costa di Causeway (Irlanda), Oslo (Norvegia), Montreal (Canada), Antalya (Turchia) e Sydney (Australia), fino all’assegnazione dell’ambitissimo trofeo King Kahekili.

 

 

 

Gerla 1927 ripensa i dessert di frutta: arrivano gli Essenziali

La storica pasticceria torinese porta sul banco dei dolci di frutta che riproducono le forme naturali dei frutti estivi

Da Gerla 1927, storica pasticceria torinese, nascono gli Essenziali. Si tratta di dolci monoporzione estivi di frutta che riproducono le forme naturali dei frutti di stagione. Limone, arancia, mango, lampone, banana e nocciola, unico frutto secco della collezione e omaggio al Piemonte, sono i protagonisti di questa nuova linea di prodotti.

Cosa sono gli Essenziali di Gerla 1927

Gli Essenziali di Evi Polliotto nascono da un’idea della Executive Pastry Chef di Gerla durante il suo viaggio in Sri Lanka. Qui la frutta fresca ha un gusto puro, intenso, zuccherino e naturale. Per ottenere lo stesso sapore autentico e non artefatto anche in una creazione di pasticceria Polliotto ha creato una linea di dessert in cui la frutta è davvero la protagonista indiscussa, nella sua essenza e in tutte le sue consistenze: succo, purea, scorza e frutta pochè.

Il Limone

Composto di limoni interi lavorati con diverse tecniche. I limoni non trattati vengono fatti sbollentare 4 volte per permettere l’utilizzo anche della scorza, il succo di limone viene legato con lo zucchero per bilanciare l’acidità e ottenere l’effetto “coulant” aprendo il dessert. Il piatto si completa con una glassa al cioccolato bianco e burro di cacao.

L’arancia

Composto realizzato con solo arance bio lavorate con tecniche simili a quelle del dessert al limone, ma con una nota di dolcezza in più e minore acidità tipica della materia prima utilizzata.

Il lampone

Un cremoso realizzato dalla macerazione dei lamponi con all’interno lamponi freschi in pezzi per assaporarne la consistenza.

Il mango

Un cuore di mango alla giusta maturazione lavorato con frutto della passione e succo di limone. Completa il piatto una crema con cream cheese francese.

La banana

Preparata con le “bananine” Oritos, gustose, zuccherine e al punto giusto di maturazione per realizzarne una composta. Completa il piatto un fine croccante al cocco. Sarà disponibile in esclusiva a La Pista Bistrot.

La nocciola

Un concentrato di questo frutto secco che parte dalla nocciola tostata, dalla sua infusione fino alla sua spremitura. Il cuore è un golosissimo caramello coulant.

Valzer di poltrone in Icam: Adelio Crippa nuovo Ad

Giovanni, Sara e Luca Agostoni, rappresentanti della terza generazione dell’azienda, sono stati nominati consiglieri

Icam annuncia un cambio al vertice e nomina Adelio Crippa nuovo Ad dell'azienda. Nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci svoltasi lo scorso 28 giugno, è stata infatti rivista la composizione del Consiglio di amministrazione di Icam. Infatti, il brand specializzato nella produzione e commercializzazione di cioccolato e semilavorati del cacao vedrà i rappresentanti della terza generazione Agostoni - Giovanni, Sara e Luca - rivestire la carica di consiglieri per il prossimo triennio. Obiettivo: mantenere la connotazione familiare.

Adelio Crippa nuovo Amministratore delegato di Icam

La nomina di consiglieri per Giovanni, Sara e Luca Agostoni, rappresentanti della terza generazione della famiglia fondatrice dell’azienda, non giunge per rango, ma per competenza. Ognuno nel proprio ambito operano in Icam già da diversi anni e porteranno un contributo importante ed energie nuove per lo sviluppo futuro dell’azienda. A loro si affiancherà Adelio Crippa, professionista di enorme spessore che da anni ha sposato i valori dell’azienda come Direttore Generale. Rivestirà il delicato ruolo di Amministratore Delegato con poteri di ordinaria e alcuni di straordinaria amministrazione della società. Completano il Consiglio d’Amministrazione tre figure esterne riconfermate all’interno del CdA per le loro competenze in materia di economia, giurisprudenza e conoscenza approfondita del mercato del cacao e dell’imprenditoria a livello internazionale. In un momento di importante transizione come quello attuale, tale composizione è stata strutturata per assicurare continuità nella gestione dell’azienda. Inoltre, si vuole consentire allo stesso tempo l’ingresso di energie fresche, che ben conoscono l’azienda. Saranno quindi, in grado di portare un contributo importante per lo sviluppo futuro della stessa.

Angelo Agostoni nominato Presidente Onorario

L’Assemblea ha, infine, ritenuto opportuno proporre Angelo Agostoni, Presidente uscente di Icam, per il ruolo di Presidente Onorario. Un’attribuzione che è prevista dallo statuto dell’azienda e rappresenta la volontà da parte dei soci di esprimere la gratitudine per il significativo contribuito fornito da Angelo allo sviluppo dell’azienda. Ricoprendo questa carica, Agostoni continua ad assicurare la sua preziosa esperienza, senza l’aggravio per lui delle responsabilità operative quotidiane. La profonda conoscenza del mercato sarà di grande supporto per garantire una transizione efficace e graduale nella governance della società. «L’approccio alla gestione dell’azienda che la mia famiglia ha seguito per due generazioni è sempre stato caratterizzato da un grande rispetto verso questa entità viva, fatta di persone che nel corso del tempo cresce e si evolve insieme a queste. – commenta Angelo Agostoni, Presidente onorario di Icam – È proprio con questo approccio in mente che ho deciso di fare un passo indietro e permettere ai nuovi membri di prendere le misure con l’incarico che gli è stato affidato e impostare il lavoro da qui in avanti sulla base della loro sensibilità e di quello che, sono sicuro, sarà il bene dell’azienda».

Giovanni Agostoni designato Presidente

Il ruolo di Presidente sarà, infine, affidato a Giovanni Agostoni. Membro della terza generazione della famiglia fondatrice, si è distinto negli anni per l’impegno e la dedizione con cui ha svolto il ruolo di Global Sales & Marketing Director. In veste di nuovo presidente dell’azienda, Giovanni ha la legale rappresentanza ovvero la rappresentanza sostanziale e processuale della società. «La nomina a Presidente dell’azienda di famiglia è un incarico che mi riempie di orgoglio e allo stesso tempo mi investe dell’enorme responsabilità di essere all’altezza dell’incarico affidatomi. – commenta Giovanni Agostoni, Presidente di Icam – Il mio obiettivo sarà portare avanti lo straordinario lavoro compiuto fin qui da coloro che mi hanno preceduto. Penso ad Angelo Agostoni che, insieme a mio padre Plinio, sono stati il motore che ha alimentato la crescita di questa azienda e dei valori di etica e rispetto che la rappresentano. Una responsabilità che oggi sono onorato di poter portare avanti in un processo di miglioramento continuo iniziato quasi 80 anni fa. In un mondo che va veloce e in cui aziende come la nostra sono chiamate a correre altrettanto velocemente, attraversando le molteplici e difficili sfide del mercato, Icam rimane e rimarrà ancorata alla propria volontà di eccellere nel settore del cioccolato di alta qualità».

L’estate italiana decolla con i tre Corona Sunsets Sessions

Corona Sunsets Sessions a Trani
Tre appuntamenti serali a tutta birra e musica da non perdere con Corona Sunsets Sessions a Trani, Igea Marina e Firenze.

Protagonista del settore birra, la multinazionale AB InBev ha dato il via all'animazione delle prossime giornate estive con Corona Sunsets Sessions, tre eventi ad ingresso gratuito al calar del sole. Ecco le date da non perdere:
30 giugno al Gota Beach di Trani
7 luglio al Beky Bay di Igea Marina (Rimini)
12 luglio all’Ultravox di Firenze.

L’appuntamento al Gota Beach di Trani con Corona Sunsets Sessions è stato animato da Mista P dj set, talentuoso performer dalle sonorità esplosive che nel corso della sua carriera ha curato gli open act di molti artisti della scena italiana del calibro di Club Dogo, Marracash e Salmo, oltre ad artisti di fama internazionale come Fat Joe, M.O.P., KRS-One e Central Cee: i suoi DJ set sono contaminati da una vasta influenza di generi, e le sue performance sono sempre pronte a sorprendere il pubblico che vi partecipa.
Oltre a Mista P, si è esibito anche Sebastiano Lillo 4tet, chitarrista e producer pugliese la cui esplorazione artistica è tesa alla ricerca di suoni che abbracciano deserti, montagne andine, mitologia e introspezione: al Gota Beach ha portato i suoi successi dal vivo, tra cui l’ultimo brano, El Verano Eterno.

Dopo l'evento di Trani sarà la volta del Beky Bay di Igea Marina (RN) il cui Corona Sunsets Sessions sarà animato, in apertura, dalla musica di Luigi Gargano - co-founder degli EarthLife - che proporrà la sua performance live con il sax, a cui seguirà Alberto Bianco, cantautore torinese tra le migliori penne della musica indipendente italiana, che proporrà una suggestiva performance con chitarra e tromba.
Sarà poi la volta di Populous (DJ set), artista noto per il suo approccio globale di fare musica: il dj e produttore originario di Lecce si è infatti sempre interessato a generi e stili musicali disparati e a suoni latinoamericani rifratti attraverso una lente europea.
Al Beky Bay saranno infine presenti anche gli EarthLife (DJ set), i cui live act si muovono tra pop e house, proponendo al pubblico un viaggio musicale in cui i suoni di un pianista classico si fondono con l’atmosfera di un produttore alla costante ricerca di nuovi suoni e ispirazioni.

Corona Sunsets Sessions sono eventi ideati per vivere un’esperienza irripetibile e godersi al meglio il proprio aperitivo con Corona: un’atmosfera di relax, un momento di disconnessione dalla routine quotidiana da vivere con gli amici in compagnia di buona musica con dj e live session, con l’immancabile birra Corona Extra, disponibile anche nella sua versione analcolica, Corona Cero (Zero in spagnolo).

Corona Cero aperitivo analcolico

Gli appuntamenti con Corona Sunsets Sessions propongono music corner con musica dal vivo e DJ set, e tante altre sorprese: photo opportunities, fantastici gadget come spillette, bandane, shopper e cappellini e, per sfoggiare un trucco adatto all’occasione, ci sarà un angolo dedicato al face painting disponibile per tutti.

Protagonista assoluta delle Corona Sunsets Session è la nuova Corona Cero, i cui elementi distintivi saranno presenti tra gli allestimenti del locale e nelle attività proposte. Corona Cero è la nuova birra analcolica di AB InBev giunta in Italia alla fine di febbraio e presentata all'ultimo Beer & Food Attraction di RiminiFiera che, pur mantenendo il gusto rinfrescante e inimitabile di Corona Extra, si rivolge a coloro che sono alla ricerca di un’opzione senza alcol, prodotta con 100% ingredienti naturali come malto d'orzo, mais, luppoli e aromi naturali.
Corona Cero va gustata fresca con l'immancabile spicchio di lime.  infilato nel collo aperto della bottiglia da 33 cl.

Dietro il successo di Corona Extra

Corona Extra nasce nel 1925 nel birrificio Modelo di Città del Messico. Nata e cresciuta sulla spiaggia, Corona è oggi la birra messicana più amata a livello internazionale, esportata in più di 130 Paesi. Il colore dorato, il gusto leggero e rinfrescante, il rito del lime fanno di Corona la birra perfetta per vivere i momenti che contano e riconnettersi con il proprio lato migliore.

AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio con un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come Bud, Corona Extra e Stella Artois; marchi multi-paese come Leffe, Beck’s eHoegaarden, nonché molti marchi locali, opera di circa 155.000 dipendenti.
La sede di Milano in piazza Gae Aulenti conta circa 240 dipendenti di 18 nazionalità diverse con un'età media di appena 35 anni, il cui responsabile è Ief Timmermans, Country Director e Ad Italia di AB InBev.

Ief Timmermans, Country Director e Ad Italia di AB InBev

Pure Vegan, Comprital amplia le basi vegane

L’azienda attiva nel mercato degli ingredienti per gelateria e pasticceria ha presentato una linea di prodotti con tre basi vegane, clean label e senza lattosio

Il 2024 di Comprital è sempre più green grazie a Pure Vegan. Infatti, l’azienda specializzata nella produzione di ingredienti per gelateria e pasticceria ha presentato una linea che include tre basi vegane, clean label e naturalmente senza lattosio. Con questi nuovi prodotti il brand ha come obiettivo offrire ai professionisti la possibilità di andare incontro a un numero sempre crescenti di consumatori vegani e intolleranti al lattosio.

Un mercato in espansione

Secondo una ricerca dell’Istituto Renub Research, si prevede, infatti, che mercato del gelato vegano globale raggiungerà 1.056,71 milioni di dollari nel 2032, con un tasso di crescita annuale del 4,60% dal 2024 al 2032. Partendo da questi dati Comprital ha scelto di sviluppare la linea Pure Vegan, impiegando solo ingredienti naturali come zucchero di canna e fibre, cicoria, agrumi e bamboo. Inoltre, si tratta di prodotti privi di aromi artificiali, sviluppati dal Team di Ricerca & Sviluppo dell’azienda. Il punto di partenza fondamentale è uno: sia i consumatori che seguono uno stile di vita vegano, sia coloro che soffrono di intolleranza al lattosio, non devono rinunciare al gusto. Per questa ragione, la linea si compone di tre basi tecnicamente diverse per garantire al consumatore un’esperienza autentica e altrettanto soddisfacente come un gelato tradizionale.

Le caratteristiche di Pure Vegan

Nello specifico, Pure Vegan comprende diversi prodotti. La Pure Vegan P.Z. è una base vegana completa senza aromi artificiali, ideata per essere aromatizzata con sole paste zuccherine. La Pure Vegan P.G. è una base vegana completa, priva di aromi e perfettamente bilanciata per essere aromatizzata con sole paste grasse. Infine, la Pure Vegan Cioccolato è una base vegana completa priva di aromi, con alte percentuali di cioccolato in polvere e cacao magro in polvere. «La richiesta di prodotti vegani sta diventando sempre più rilevante nel nostro settore. – spiega Adriano Bert, Direttore Generale Comprital – Sono molte, infatti, le persone che scelgono di adottare un’alimentazione vegana e per ragioni che spaziano dalla sostenibilità ambientale all’etica, fino alla salute personale, come nel caso di un’intolleranza al lattosio. La nostra linea Pure Vegan rappresenta un importante tassello di questo entusiasmante percorso, che proseguirà grazie alla determinazione e professionalità di tutto il nostro team per offrire ai consumatori prodotti di qualità, senza lattosio e sviluppati partendo da ingredienti naturali».

Al lavoro per l’evoluzione dell’ecosistema alimentare

Comprital è un’azienda parte dell’Ingredient-Tech Platform, che mira a sostenere l’evoluzione dell’ecosistema alimentare. Il brand vanta un reparto di ricerca e sviluppo all’avanguardia, da sempre in prima linea nello sviluppo di alternative vegetali per rispondere alla sempre più importante richiesta di consumi vegani. Con una linea di oltre 160 prodotti per preparare un gelato privo di ogni elemento d’origine animale, l’azienda ha fatto di questa fetta di mercato un proprio importante core business. Infatti, la maggior parte della proposta vegan di Comprital è certificata Veganok, standard europeo che garantisce ai consumatori la totale assenza di derivati animali nei propri prodotti e il rispetto di rigidi standard etici. Obiettivo: garantire ai produttori e ai consumatori finali una proposta vegana, adatta a chi è intollerante al lattosio e fedele al gusto della traduzione artigianale.

Stefano Ferrara raddoppia con un secondo store

Il maestro gelatiere apre una seconda insegna a Roma all'insegna della ricerca e una somministrazione tradizionale

Dopo la recente apertura del nuovo format Formaessenza, apre Stefano Ferrara Gelateria. Il secondo laboratorio e punto vendita romano punterà su una proposta tradizionale, declinando il gelato in nuove forme e geometrie. Inoltre, al centro di tutto ci sarà la somministrazione classica in coni e coppette, senza tralasciare l’offerta anche di una selezione di barattoli e forme ormai note grazie all'attività di Formaessenza.

Il raddoppio di Stefano Ferrara

La tradizione resta la fonte d’ispirazione sia di Formaessenza sia di Stefano Ferrara Gelateria. In entrambi i format viene recuperata la modalità di fruizione del prodotto. Il secondo punto vendita debutta il via Francesco Cilea n.244/246, nel quartiere romano Infernetto, scelto per accontentare la numerosa clientela anche del litorale romano. Qui Ferrara ha dato vita a un locale di 130 metri quadrati con un bancone a carapine lungo 5,5 metri, un tavolo sociale per la degustazione in loco ed un laboratorio a vista. Il progetto del locale è stato affidato allo studio di architettura FraMe di Francesca Contuzzi e Melissa Fabiano. In continuità con la visione applicata in Formaessenza, hanno sviluppato un layout architettonico e di design che si basa sul connubio tecnologia e natura, grazie all’utilizzo dello stile industriale congiunto ai colori della terra.

La proposta della gelateria

Gli studi e la ricerca che Ferrara ha perseguito con metodo rigoroso nell’ultimo decennio e perfezionato in Formaessenza, trovano in Stefano Ferrara Gelateria un ulteriore punto di espressione. Bandito l’uso coloranti, emulsionanti, stabilizzanti e conservanti artificiali. Le materie prime sono naturali, seguono la stagionalità e provengono da fornitori selezionati per la qualità del prodotto e dei metodi di produzione. Salute e benessere sono temi che Stefano Ferrara sente sempre più prioritari. Trovano anche in questo progetto rigorosa applicazione. Grande attenzione, quindi, all’uso di uno solo tipo di zucchero e comunque mai oltre ad una percentuale del 14%. La produzione qui segue processi classici e si avvale di macchinari tradizionali. Fa anche tesoro dell’esperienza acquisita nel nuovo format Formaessenza per la costruzione delle ricette, il controllo degli standard di qualità e la sostenibilità dei processi. Si rimane fedeli, quindi, al concetto di artigianalità moderna nella quale l’esperienza tradizionale e la visione innovativa si fondono a favore dell’evoluzione di un prodotto che corrisponda in modo perfetto alle esigenze nutrizionali ed esperienziali del consumatore contemporaneo.

Due format, due forme di espressione

«Ho sempre avuto ben chiaro che la massima espressione della mia ricerca fosse racchiusa nella possibilità di esprimermi in due format diversi - racconta Stefano Ferrara - uno con un utilizzo più spinto della tecnologia ed uno dove riuscire a mettere a punto un prodotto di sempre più alto livello attraverso processi e macchinari già utilizzati di consueto. Anche nella mia visione tradizionale della gelateria -continua Ferrara- vedo una sfida ed una crescita continua verso quel concetto che è diventato la mia mission diventare l’artigiano contemporaneo e formare una nuova generazione coerente a questo concetto».

Cosa significa "somministrazione tradizionale"

Il consumo principale sarà fatto attraverso una somministrazione standard, cioè mettendo il gelato in coni e coppette. Ciò sarà possibile grazie ad un bancone che contiene 30 alloggiamenti per carapine: verranno dedicati 24 alloggiamenti al gelato e 6 a cremolati e granite. Nella gamma dei 24 gusti si spazierà dalle creme tradizionali - pistacchio, nocciola, cioccolato, crema, stracciatella - a tutti i gusti alla frutta rigorosamente di stagione. Saranno presenti anche gusti della tradizione interpretati in chiave moderna. Un focus speciale verrà dedicato al cioccolato grazie alla presenza di grandi varietà di monorigine. Non mancheranno i gusti più amati quali la Gianduia, il Fior di sale Rock, l’Arachide Esquisita, e Sesamo nero con amarene di Cantiano.

I prodotti esclusivi di via Cilea

Ci saranno anche prodotti realizzati in esclusiva per il punto vendita di Via Cilea. Dal laboratorio a vista verranno proposti cioccolato al tè nero e salsa di ciliegie, mandorla miele e pesca tabacchiera, ananas vodka belvedere e vaniglia bourbon. L’offerta sarà completata da una selezione di barattoli e di forme - gli essenziali - (stecchi, bon bon, eclair, quenelle) delle sei linee (Kelato®, Must Have, Quintaessenza, Spiritoso, Lovers, Gelaveg) di Formaessenza, dalle torte semifredde e dalla pasticceria tutti prodotti nel laboratorio di Via Enrico Fermi.

Lo staff di Stefano Ferrara Gelateria

Punto di forza di tutti i punti vendita aperti da Ferrara è lo staff. A partire dal suo team formato da giovani gelatieri e pasticceri di talento, fino agli addetti alle vendite, formati da Alessandra Pianosi, moglie, socia e project manager. Tutti uniti dalla stessa passione per la ricerca, la qualità e la soddisfazione dei clienti.

Baritalia è a Roma il 16 settembre. Manda la tua ricetta entro il 1° settembre

Per la quarta tappa di Baritalia 2024, in programma lunedì 16 settembre, si torna all’ombra del Colosseo. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta entro il 1° settembre. Ci sono in palio 17 posti per la finale a Courmayeur-Monte Bianco

Continua il tour di Baritalia lungo la Penisola e per la quarta tappa dell’edizione 2024 la carovana di Bargiornale arriva nella Capitale. Lunedì 16 settembre, il laboratorio di miscelazione approderà a Roma. Una giornata dedicata a bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli tanti eventi, tra sfide, un ricco programma di 13 masterclass e tante possibilità di incontro, confronto e networking.

Con la tappa capitolina prosegue la selezione dei finalisti di Baritalia Lab: in fondo all’articolo c’è il form da compilare per candidare la propria ricetta. In palio ci sono 17 posti per la finalissima di Courmayeur - Monte Bianco.

Manda la tua ricetta

Drink contemporanei, senza dimenticare le origini

Al centro di questa edizione di Baritalia il concetto di BACK TO BASICS.

In particolare, sono tre i punti sui quali si focalizza la sfida: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione dei prodotti presenti nel paniere e il senso dei bartender per l’ospitalità.

Le ricette di chi vuole cimentarsi nella sfida dovranno quindi essere un inno all’essenzialità e un tributo alla creatività senza eccessi. I cocktail dovranno essere realizzati utilizzando al massimo 4 ingredienti (garnish esclusa; per ogni ingrediente aggiuntivo ci sarà mezzo punto di penalità) e dovranno esaltare le qualità dei prodotti sponsor, regalando un’esperienza indimenticabile a ogni sorso.

Ma Baritalia 2024 non si fermerà alla valutazione dei cocktail. Altro ingrediente fondamentale della sfida è il senso dell’ospitalità del quale il concorrente dovrà dare prova. Il bartender, oltre che un creatore di ottimi drink, deve essere maestro di quest’arte, capace di accogliere, coinvolgere e far sentire unico ogni cliente. I giudici delle gare assegneranno punteggi più alti a chi saprà offrire un’esperienza memorabile, perché il bancone è un palcoscenico, il barman è l'attore e il bar è il teatro dell’ospitalità.

Le regole chiave per la ricetta

Tieni a mente queste regole chiave nel creare il tuo drink:

  1. La ricetta dovrà necessariamente contenere il prodotto sponsor
  2. Non si potranno utilizzare spirit/bevande di brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che si vuole utilizzare.
    Così, se la ricetta prevede gin e c'è almeno un gin presente nel paniere, andrà utilizzato quello. Se sono presenti più gin, si potrà scegliere tra quelli presenti.
    Se la ricetta prevede un Pisco e nel paniere non è presente nessun Pisco, si potrà scegliere liberamente la marca preferita.
  3. Le ricette dovranno essere essenziali e contenere al massimo 4 ingredienti (garnish e ghiaccio esclusi). Per ogni ingrediente aggiuntivo sarà conteggiato mezzo punto di penalità.

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Courmayeur - Monte Bianco

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Roma di Baritalia 2024 ti basterà compilare il form qui in bassoseleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, seleziona gli altri prodotti dal paniere delle aziende sponsor utili per la tua ricetta (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviaci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match.

La sfida di Baritalia Lab a Roma è riservata a chi come te è un bartender professionista (anche freelance) e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Roma.

I bartender selezionati si sfideranno in più batterie. Ciascuno avrà 2 minuti di tempo per raccontare la propria ricetta e 5’ di tempo per prepararla e presentarla alla giuria, composta dai migliori professionisti di Roma e dintorni e da un ambassador per ognuna delle aziende partner.

Il vincitore, per ogni prodotto sponsor, sarà decretato secondo il punteggio più alto assegnato da tutta la giuria.

Da Unilever Food Solutions due novità 100% vegetali

Unilever Food Solutions Crispy NoChicken Burger con salsa Vegan al peanut butter
Crispy NoChicken Burger e la salsa Vegan Hellmann’s sono le novità pensate per i locali che vogliono arricchire il menu con proposte che incontrano le esigenze di clienti vegani o che vogliono ridurre il consumo di alimenti di origine animale

Guardano al nuovo trend del plant based, ovvero dell’alimentazione basata su prodotti 100% vegetali, le due novità di Unilever Food Solutions: Crispy NoChicken Burger a marchio The Vegetarian Butcher e Vegan Hellmann’s a marchio Hellman’s.

La prima è un burger croccante con il gusto e la consistenza del pollo, ma completamente vegano. Dalla consistenza tenera e fibrosa e con una panatura croccante e leggera, Crispy NoChicken Burger è a base di proteine soia e di frumento, addizionate con ferro e vitamina B12 per un apporto nutrizionale completo. Precotto e surgelato, è facile e veloce da preparare: basta cuocerlo in una padella, dopo averlo scongelato, con 2 cucchiai di olio a fuoco medio per 5-6 minuti girandolo di tanto in tanto.

Ideale per un ampio target di consumatori

Disponibile in confezione da 1,8 kg da 20 pezzi, va ad ampliare la gamma di soluzioni The Vegetarian Butcher, il brand di prodotti surgelati a base di proteine vegetali lanciato in Italia nel 2021, già ricca di gustose proposte come Raw NoBeef Burger e NoSchnitzel. Prodotti pensati per i locali che vogliono arricchire il proprio menu con proposte plant-based innovative, nutrienti e gustose, che vanno incontro sia alle esigenze dei consumatori vegani sia di quelli che, pur non seguendo una dieta veg, vogliono comunque diminuire o ridurre al minimo il consumo di carne e derivati animali, altra categoria in costante crescita, o da chi è intollerante a latticini e uova.

La salsa veg

Allo stesso target guarda Vegan Hellmann’s, una nuova salsa 100% vegetale e certificata vegan. Ricca di acidi grassi Omega-3, si caratterizza per il gusto ricco e la texture cremosa ed è stabile in tutte le applicazioni. In secchiello da 2 l, ha dalla sua anche la grande versatilità e si può utilizzare per completare insalate, poke, sandwich, panini gourmand e burger.

La nuova arrivata amplia la gamma di salse e dressing premium del marchio di Unilever Food Solutions. Una gamma di soluzioni, tra le quali troviamo la Real Mayonnaise, la Barbecue Sauce e le tre gustose Salad Dressing nelle versioni Caesar, Yogurt e Senape e Miele, dai gusti internazionali e contemporanei, subito pronte all’uso, ma anche facili da ricettare con erbe e spezie, aiutando a diversificare la proposta del locale.

Una proposta che conquista

Un esempio di come i due nuovi prodotti possano combinarsi per dare vita a una proposta in grado di conquistare qualsiasi cliente è il Crispy NoChicken Burger con salsa veg al peanut butter (foto in apertura) Si prepara guarnendo la parte inferiore di un panino da burger tagliato in due e scaldato con la salsa composta mescolando 30 ml di Vegan Hellmann’s e 10 g di Peanut Butter Calvé e poi mettendovi sopra dei friarielli sottolio, qualche fetta di pomodoro ramato e quindi adagiandovi il Crispy NoChicken Burger (dopo averlo fritto). Per completare si aggiunge una fetta di caciocavallo e dei funghi sottolio e quindi si chiude con la parte superiore del
panino e altra salsa.

Per arricchire ulteriormente il piatto si può accompagnare il tutto con la salsa, delle arachidi tritate e delle patatine fritte con paprika affumicata.

Bloom the essence: l’esperienza olfattiva con le toniche di The London Essence

Sulla terrazza del W Rome una serata dedicata al marchio londinese con la drink list sensoriale del brand ambassador italiano, Riccardo Fuggetta

Un brand di lusso nel mondo delle toniche, nato come azienda di profumi. Parliamo di The London Essence, la linea di toniche, acque limonate e sode, distribuita dal gruppo Molinari, nata nel 2016 a Londra dall’omonima storica azienda di profumi, datata 1896. «The London Essence è un brand che è da poco sul mercato italiano - afferma la brand manager italiana, Elena Lepri, incontrata al W Rome in occasione della presentazione dell'evento Bloom the essence - ed è un prodotto che può essere abbinato agli spirits di lusso, perché non nasconde l’importanza di ciò che ci si abbina. È poi un prodotto unico nella gamma delle toniche e dei sodati, perché si può bere in ogni momento della giornata essendo anche low calories».

All’evento romano anche il global brand ambassador d’origini messicane Jesus Ortega, volto e voce di The London Essence. «Noi non utilizziamo nulla di artificiale: noi utilizziamo solo il profumo. Siamo abituati per esempio al sambuco nel liquore ma qui, nella nostra acqua tonica il sambuco è un’esperienza diversa, è come se andassimo in un parco e assaggiassimo un fiore di sambuco». Per tutte le etichette delle toniche e delle sode viene coinvolta un’illustratrice botanica, Bobbi Angell, che disegna a mano le tavole ispirandosi alla botanica di ogni nuova essenza del brand.

L'esperienza sensoriale a 360° è alla base del concept dell'evento romano Bloom the essence. Per l’occasione Riccardo Fuggetta, brand ambassador Italia di The London Essence, ha realizzato sette cocktail (più due mocktail), la cui degustazione è stata anticipata dall’esperienza olfattiva dell’essenza, creata sulla base della tonica e della soda utilizzata in miscelazione, e poi completata dall’assaggio del cocktail. «Per la drink list di questo evento - racconta Fuggetta - mi sono ispirato alla nostra tradizione, alla nostra storia, al concept di The London essence: siamo distillatori e quindi siamo partiti dalle essenze, realizzate sulla base dalle referenze delle toniche e sode utilizzate nei drink per far fare ai nostri ospiti un’esperienza che sia prima di tutto olfattiva, di gioco, e poi di gusto».

Nella drink list si va così da cocktail come lo Shaddock con The Botanist, Italicus, Verjus e tonica pomelo e pepe rosa o Angers con Pisco, Cointreau, succo di pompelmo e tonica pompelmo e rosmarino, fino a quelli con la soda come Capitan Morgan con rum Mount Gay Black Barrel, un cordiale di basilico e limone e The London Essence all’ananas tostato, che al suo interno ha però anche essenza di basilico distillata.

Tra i signature pensati con The London Essence, in questo caso da Jesus Ortega, rientra anche un cocktail nato in occasione della cerimonia dell'ultima edizione del The World’s 50 Best Bar, che si chiama Devotion con mezcal e soda al pompelmo rosa. Devotion si ispira a una chiesa in Messico dove si mescolano le tradizioni rituali maya con quelle cattoliche ma dove è vietato fare foto. «Ho pensato - racconta Ortega - di portare con un cocktail il tuo naso a vedere dentro la chiesa. Con The London Essence creiamo questo tipo di esperienze: viaggi e profumi da bere».

Nuovo appuntamento a Trieste per il campionato mondiale Wlags

Wlags 2024 a Trieste
Il 26 ottobre si svolge nell’ambito di TriestEspresso Expo il World Latte Art Grading Championship. È disponibile il nuovo portale per l’iscrizione dei campioni nazionali.

Le sfide a colpi di lattiera firmate Latte Art Grading System colpiscono per la bravura dei concorrenti e la freschezza della sua formula che vedono concorrere i baristi di uno stesso grado (sono suddivisi per colore, corrispondente alla complessità delle figure che il barista è in grado di realizzare, passando per verde, rosso, nero e dorato) in “battle” a eliminazione diretta. Le competizioni hanno sempre più allargato il raggio d’azione a livello internazionale e le finali mondiali si sono mostrate sempre più impegnative e spettacolari.

Gli organizzatori annunciano un’importante novità: la finale mondiale, il Wlags - World Latte Art Grading Battle Championship verrà disputato nella giornata di sabato 26 ottobre 2024 a Trieste nell’ambito di TriestEspresso Expo in programma tra il 24 e il 26 ottobre presso il nuovo Centro Congressi della città.

Il cambiamento - spiegano gli organizzatori - è nato dal desiderio di garantire un’esperienza ancora più coinvolgente e accessibile per tutti i partecipanti. La Fiera di Trieste ha risposto positivamente e  offerto il suo supporto: questa collaborazione promette di elevare ulteriormente il profilo del Wlags, rendendolo un evento imperdibile nel panorama internazionale della latte art. Le nazioni che hanno già confermato la loro partecipazioni sono entusiaste di prendere parte a questa edizione rinnovata e arricchita della finale; l’auspicio è che anche le rappresentanze di altri Paesi, inizialmente dubbiose, accoglieranno con favore l’opportunità di partecipare all’evento.

È disponibile il nuovo portale per l’iscrizione dei campioni nazionali alla finalissima mondiale: in esso si trovano le informazioni necessarie e la registrazione risulta facilitata, garantendo al contempo un processo semplice e trasparente. I vincitori delle diverse Lags Battle Nazionali sono invitati a registrarsi online al link Iscrizioni Mondiale 2024.

L’invito ai baristi è ad aderire per vivere o ammirare un’edizione della filane mondiale che promette di essere la più spettacolare di sempre. L’appuntamento è a Trieste Expo il 26 ottobre 2024.

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