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Master di Spillatura d’Eccelenza 18-19-20 maggio 2009

Formazione –

Celli S.p.A. in collaborazione con Bar University ti invita al primo master di ppillatura: tre giornate da non perdere per far crescere il tuo business


Un corso di aggiornamento professionale rivolto ai gestori e manager dei pubblici esercizi italiani che affronta con ricchi approfondimenti la proposta di beverage alla spina (birra, vino, acqua e soft drink) attraverso tematiche gestionali, tecnologie, opportunità di business e tecniche di vendita.
Temi e soluzioni per il successo del tuo locale.
programma
* 18 maggio Master a cura di Bar University - tecniche di vendita - standard di servizio - tecniche di composizione dei menu food & beverage - opportunità di business - tematiche gestionali
* 19 e 20 maggio Master a cura di Celli S.p.A. - tecnologie e impianti di spillatura - tecniche di spillatura
orari:  dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 17
sede:  Celli S.p.A, via Casino Albini, 605 S. Giovanni in Marignano - Rimini
costo:  350,00 euro + Iva

L'iscrizione si intende attivata al momento del ricevimento da parte de Il Sole 24 Ore Business Media srl della scheda di Iscrizione che puoi trovare qui 
, debitamente compilata in tutte le sue parti. Il pagamento dovrà essere effettuato solo dopo il ricevimento della nostra accettazione e conferma di partecipazione. A cui dovrà seguire l'invio della copia del bonifico bancario al n. fax 02 39 844 800. Il pagamento dovrà essere efffettuato entro 15 gg. dalla nostra conferma di partecipazione.



Informazioni: Segreteria Bar University 0362 805134 int. 32 



Food: ma quanto ti costa? Scoprilo con i corsi di Bar University

I criteri base per impostare una gestione attenta del menu –

Calcolare con precisione il valore delle materie prime e dei costi di produzione legati a ogni singolo prodotto è un punto di partenza indispensabile per valutare correttamente l’andamento dell’attività nel tempo. La regola del 20% è un riferimento utile per misurare la correttezza della proposta

 Calcolare come base per controllare, conoscere e migliorare. È questa, in estrema sintesi, la ragione per cui, anche per un bar, il food cost deve diventare una disciplina cui dedicarsi con attenzione. «Solo una corretta applicazione delle regole del food cost consente di conoscere e di manovrare le leve dei costi e dei ricavi - spiega Fabio Vigitello, manager alberghiero e della ristorazione e docente nel mini master “Food list” di Bar University -. Un approccio indispensabile se si vuole tenere sotto controllo l'attività e migliorarne nel tempo la redditività». L'importanza degli indici Il primo passo da fare è calcolare esattamente quanto costa ogni singola proposta food: «Occorre considerare - spiega Vigitello - da un lato il costo delle materie prime, dall'altro i costi che la preparazione comporta in termini di tempo-lavoro, scarti, consumi ecc. Questa è la base per fare delle scelte consapevoli. Facciamo un esempio: comprare l'insalata già lavata o il salume già affettato costa certamente di più rispetto a quella da lavare o al salume intero. Ma se nel prezzo inserisco anche il tempo necessario per la preparazione, posso scoprire che quello che reputavo più conveniente in realtà non lo è». Ogni proposta, dal piatto al panino, al buffet, ha un suo costo: «L'importante è attribuirli correttamente. Perché le arance, ad esempio, posso utilizzarle per le spremute o anche per guarnire i cocktail». L'errore da evitare, però, è utilizzare il costo del piatto (o del panino) come base per determinarne il prezzo di vendita. «Se costa 2 non posso venderlo a 10, ma devo venderlo al prezzo al quale il mio cliente è disposto a pagarlo». La regola del 20% può essere un primo grossolano parametro di riferimento: «Se il costo del cibo è molto lontano dal 20% del prezzo di vendita, è necessario sapere il perché. Se è molto più basso potrebbe essere un indice di scarsa qualità delle materie prime, se troppo alto potrebbe nascondere un problema di efficienza». Un'accortezza fondamentale è quella di etichettare con il maggior dettaglio possibile ogni vendita: «Sapere che ho venduto 50 bibite e 40 panini mi serve a poco. Sapere quante bibite per tipo ho venduto e quali panini consente di orientare l'offerta tenendo conto dei gusti dei clienti e della loro evoluzione nel tempo. Per fare questo occorre costruirsi delle serie storiche di dati, che permettono di fare paragoni tra ieri e oggi e di pianificare il domani». Definiti con precisione i costi e attribuiti correttamente a ogni prodotto, il passo successivo è quello di costruirsi degli indici: «I costi vanno rapportati ai ricavi, ma anche ai metri quadrati, al numero di scontrini, agli orari di apertura. Così posso scoprire se è utile tenere aperto in certe ore o se ha più senso rafforzare la squadra della sera anziché quella della mattina. E posso dare un perché a ogni fenomeno: sapere che questo mese ho consumato 10 chili di pane in meno può essere positivo o negativo. È di certo positivo se le vendite di panini sono aumentate; vuol dire che ad esempio ho ridotto le rimanenze. Ma se ho fatto il 20% di scontrini in meno non mi può certo far piacere». I temi del food cost saranno il nucleo centrale del mini master “Food list”, in programma il 27 aprile e il 25 maggio presso Bar University (informazioni e iscrizioni:).
IN EVIDENZA
CALCOLO DEI COSTI
Per ogni proposta food (panino, piatto, buffet ecc.) è necessario calcolarne correttamente il costo delle materie prime usate e gli altri costi di produzione. Occorre crearsi standard e indici di valutazione.
DEFINIZIONE DEL PREZZO Il food cost non va preso come base per la definizione del prezzo di vendita, ma come riferimento per studiare e definire i possibili margini di miglioramento (consumi, scarti, costi).
Fabio Vigitello È il General Manager di Petriolo Spa & Resort, 5 stelle del gruppo Atahotels. Esperto di food&beverage e banqueting, ha lanciato, nel 2000, l'happy hour dell'Hotel Sheraton Diana Majestic di Milano, primo bar d'albergo in Italia ad aver aperto le porte alla clientela esterna. È docente di food cost presso la Bar University.

Bargiornale sbarca su Facebook

Iniziative –

I lettori del mensile de Il Sole 24 Ore Business Media da oggi si possono ritrovare in rete

Per chi lavora nei bar - e per chi li gestisce - è il punto di riferimento da oltre 30 anni. Per i loro clienti, che spesso e volentieri lo trovano su qualche tavolino, o addirittura lo cercano e lo chiedono, è un'altrettanto preziosa fonte di informazione. Perché sfogliandolo si scoprono i migliori locali in giro per l'Italia e nel mondo, i cocktail di tendenza, le ultime novità in termini di prodotti e una marea di idee innovative "da rubare".
Chi "tira su" la saracinesca tutte le mattine, in più, dentro Bargiornale e nel sito www.bargiornale.it trova informazioni e consigli preziosi su come gestire al meglio la propria attività. Per questo le oltre 110mila copie di Bargiornale, tutte indirizzate al canale bar, sono lette da oltre un milione di persone, che oggi si possono ritrovare in rete e scambiare esperienze ed opinioni anche su Facebook, cliccando questo link.

Fame di business? Fai merenda

Occasioni di consumo –

Un’occasione per rivitalizzare gli affari. Considerato fondamentale dal 13% degli italiani, lo spuntino del pomeriggio permette di far fruttare le ore poco redditizie. Le idee da mettere in pratica.

Nella giornata spesso frenetica del bar c'è uno stop, quasi un buco temporale, lungo almeno tre ore. Dura dalle 15, quando si finisce il lavoro del pranzo, alle 17,30/18. Tre ore per tirare il fiato, dirà qualcuno. Sbagliato, tre ore in cui gli incassi scendono. Quando addirittura non si azzerano. È possibile far fruttare queste ore? Sì, e non è neanche difficile. Basta proporre ai propri clienti quello che loro stessi si aspettano. Ovvero la merenda, un momento alimentare molto considerato anche dagli adulti. A una precisa domanda su quanto si consideri importante lo spuntino pomeridiano, circa 130 intervistati su mille (il 13%) - nel corso di una ricerca condotta da Format Research - hanno risposto “molto”. E, unitamente a questa percentuale, circa il 50% degli intervistati ha anche affermato di consumare qualcosa lontano dai pasti, in vari orari della giornata ovviamente. Insomma, un business da riconsiderare.

Buone idee da sfruttare
Lo stanno facendo, a livello istituzionale, Turismo Torino e Provincia di Torino, che fino al 15 marzo propongono la Merenda Reale, una serie di appuntamenti itineranti in vari locali che tra le 15,30 e le 17,30 organizzano merende dolci. Ma l'idea della merenda è applicabile in qualsiasi locale. Come impostare l'offerta pomeridiana? Viene subito in mente il tè o la cioccolata, con relativi biscotti e pasticcini. Ma sarebbe davvero poca cosa. O meglio, sarebbe un inizio da ampliare però con altri prodotti da proporre al cliente, prendendolo per la gola.
Per strutturare l'offerta si può procedere in due modi. La prima è privilegiare la proposta alimentare, centrandola secondo l'offerta del proprio locale, per poi proporla al cliente. La seconda è pensare prima al tipo di clientela potenziale e poi studiare un'offerta. Per esempio, il bar nei pressi di una scuola elementare, che si presume possa essere frequentato da mamme e bambini, può puntare su una proposta dolce. Chi lavora nei pressi di un'istituto superiore sa che i ragazzi di 16, 18 anni sono più attratti da focacce, pizzette, panini.
Dando per scontato la presenza di quanto normalmente già c'è in ogni bar ovvero caffè, vari tipi di tè e tisane, cioccolata, ma anche cappuccini, latte o brioche, altri prodotti vanno inseriti nel menu del pomeriggio. Un primo passo, non eccessivamente impegnativo dal punto di vista economico per il locale, con cui attrarre le mamme all'uscita della scuola potrebbe essere includere nella propria offerta yogurt al naturale e alla frutta, frutta fresca e macedonia, gelati e una o due torte da sporzionare. Per soddisfare anche chi desidera il salato si possono poi proporre panini o focacce (meglio sceglierle non troppo salate e non troppo “unte”) farcite con affettati, anche in questo caso non eccessivamente grassi (bresaola, prosciutto crudo, fesa di tacchino, prosciutto cotto), e con formaggi magri e semigrassi. Chi prepara panini per il mezzogiorno può trovare uno sbocco all'invenduto. Per esempio tagliando in due i panini e proponendoli a un prezzo anche inferiore alla metà a chi desidera una merenda. Attenzione alle porzioni. Chi fa merenda non desidera “mangiare”, ma spesso solo consumare uno spuntino che lo “sostenga” fino al pranzo serale. Bene quindi porzioni piccole (e prezzi contenuti).

Evidenziare bene l'offerta

Fondamentale presentare bene l'offerta. Lavagnette all'interno che preannunciano ricche merende vanno bene. Ma bisogna anche prevedere una promozione all'esterno del locale. Cartelli e locandine possono servire allo scopo, senza dimenticare di “avvisare” quei clienti che entrano per un caffè o per la pausa di mezzogiorno.
E la gola di cui dicevamo? Perché non pensare al fritto? Che siano i classici bomboloni ripieni di crema o frittelle, il profumo di un dolce goloso per chi si trova a passare in zona può essere più persuasivo di mille promozioni.

Lo showroom si fa lounge

Progetti –

Dove c’era un cinema adesso c’è un megastore d’arredamento che integra arte, moda e somministrazione. È il Visionnaire di Milano, che di sera ritorna alle origini proiettando film d’essai.

Avrrebbero potuto chiamarlo “Nuovo Cinema Paradiso”, ma lo hanno battezzato, per dargli un’immagine più cosmopolita, Visionnaire Design Gallery. Stiamo parlando di un nuovissimo showroom di 1.600 mq sorto nella centralissima piazza Cavour di Milano, a ridosso del quadrilatero della moda, all’interno degli spazi occupati dall’ex cinema Cavour. Non uno showroom qualsiasi: Visionnaire è infatti negozio di arredamento, cinema, caffetteria, lounge bar e galleria d’arte. Il tutto in un contesto “all white” super raffinato che ricorda per magnificenza le scenografie di grandi eventi teatrali. Vedi, per esempio, l’immensa scala che porta verso il nucleo dello showroom, dove una volta c’era la sala di proiezione e dove comunque è rimasto il mega schermo cinematografico come memoria dell’ex destinazione d’uso della location. Nell’ex foyer trova invece posto il bar, caratterizzato da un incredibile banco bar lungo 18 metri in diamantato nero. Lungo le pareti di tutto lo spazio, monumentali opere d’arte scelte da Giancarlo Pedrazzini, patron di Fabbrica Eos, che ha anche curato in occasione dell’inaugurazione, avvenuta lo scorso settembre, la perfomance del gruppo artistico Cracking Art con conigli formato gigante che hannno invaso il Visionnaire e gli spazi adiacenti, piazza Cavour e parte dell’antistante Parco Montanelli. Uno spazio, dunque, che non passa inosservato anche in una grande città come Milano abituata a confrontarsi con concept e formule ibride. Anima del Visionnaire è Samuele Mazza, stilista e curatore di mostre internazionali e libri per Electa, approdato al mondo del design e dell’arredamento nel 2001 con l’apertura del primo storico shop Visionnaire a Milano, di fronte alla Rotonda della Besana. Aiutato da Alessandro La Spada e col sostegno di Ipe Cavalli (società che ha rilevato il marchio Visionnaire e lo ha diffuso in tutto il mondo con una rete di 20 negozi monomarca e 500 punti vendita), Mazza ha coronato il sogno di creare il primo polifunzionale al mondo che è anche cinema. «Visionnaire è soprattutto uno spazio interdisciplinare - spiega Mazza - che ha mantenuto intatta la sua vocazione originaria, quella di cinema. Esistono altri modelli simili, pensiamo a Colette a Parigi, Sketch a Londra o a Corso Como 10 sempre a Milano, ma Visionnaire è diverso proprio perché tende sempre a preservare l’identità originaria della location».

Cinema, aperitivo e shopping
Dalle 19 in poi Visionnaire diventa una destinazione glamour per aperitivi o light dinner e un elegante cineforum con tanto di film d’essai proiettati sul grande schermo. Ad ogni ospite viene fornita una cuffia wi-fi per godersi il film stando comodamente seduto su divani e sedute in esposizione. Tra l’aperitivo e la proiezione, i clienti possono inoltre acquistare tutte le proposte di arredamento, di arte, di design floreale compreso il raffinato servizio take away di specialità raw food e pasticceria.«Visionnaire è uno spazio mutante che cambierà ogni volta pelle a seconda del cartellone di eventi in programmazione - aggiunge Mazza -. L’obiettivo e di replicarlo in altre metropoli e all’estero. Ovviamente, location permettendo».

Bargiornale premia i nuovi pasticceri

Grand Prix della Pasticceria 2009 –

Carmelo Sciampagna (Torta Fantasia) e Fabio Sugliani (Dessert al Bicchiere) sono i giovani vincitori del Grand Prix della Pasticceria 2009, organizzato da Bargiornale all’Hotel Hilton Athénée Palace di Bucarest.

Un’antica capitale europea (1459) in pieno fermento economico che sta ritrovando un ruolo da protagonista. Bucarest ha così accolto, dal 9 al 11 marzo 2009, i 38 finalisti italiani della 13ª edizione del Grand Prix della Pasticceria, organizzata dal mensile Bargiornale (Il Sole 24 Ore Business Media).
Palcoscenico della manifestazione sono stati i saloni dell’Hotel Hilton Athénée Palace, nel centro storico della capitale rumena. Sponsor dell’iniziativa le aziende Luxardo (alcolici), Cooperlat (creme vegetali Hoplà), Irinox (attrezzature da laboratorio), Corbara (divise).
Di fronte a un nutrito pubblico di invitati professionali, la mattina del 10 marzo i partecipanti hanno realizzato in diretta le proprie creazioni suddivisi in due categorie: Torta Fantasia e Dessert al Bicchiere. I lavori sono stati valutati da una giuria degustativa composta a rotazione dal pubblico in sala e da una giuria tecnica composta dai maestri pasticceri Gianni Pina, Danilo Freguja, Angelo Musolino e Luigino Masala.
Dopo una pausa dedicata alla visita della città, la premiazione si è tenuta in serata al termine della cena di gala presso l’esclusivo country club Mc Moni’s.
Per la categoria Torta Fantasia i maggiori consensi sono andati a Carmelo Sciampagna (Pasticceria Veneto di Brescia) con la ricetta Luxury, seguito da Salvatore Capparelli (Past. Capparelli di Napoli) e Domenico Russo (Caffè Europa di Catania). Per la categoria Dessert al Bicchiere, la palma del vincitore è andata a Fabio Sugliani (Past. Cortimovis di Ranica, BG) con la ricetta Mandaraskino, seguito da Massimiliano Negri (Cremeria Buonarroti di Milano) e Antonio Lalla (Past. Scaringj di San Giovanni Rotondo, FG). Ai primi classificati è andato in premio un week end per due persone in una capitale europea a scelta.
Riconoscimenti speciali sono andati a: Sandy Astrali (premio Cooperlat per la miglior valorizzazione della crema vegetale Hoplà), Francesco Ippolito (premio Irinox per l’innovazione nell’utilizzo del cacao); Monica Tontini (Nastro Rosa per la donna più creativa), Daniele Filippin (premio Luxardo per il miglior impiego del Maraschino).

Nasce Ristoranti – Imprese del gusto

Editoria –

La rivista, pubblicata dal Sole 24 Ore Business Media, è la prima dedicata alle aziende della ristorazione

Esce oggi il primo numero di Ristoranti - Imprese del gusto, la nuova rivista firmata Il Sole 24 ORE Business Media e interamente dedicata al mondo della ristorazione, nata dall'esperienza di Bargiornale e del Gruppo 24 ORE. Ristoranti - Imprese del gusto, che fin dal nome richiama la sua vocazione ad essere strumento di aggiornamento imprenditoriale, racconta la ristorazione da un punto di vista totalmente inedito: quello dell''impresa' ristorante, mai come oggi chiamata a evolversi per restare protagonista sul mercato, con l'obiettivo di fornire a chi conduce queste aziende un vero e proprio strumento di lavoro che li affianchi e li aiuti a leggere il cambiamento in atto nei consumi e nelle gestioni.

Il know-how de Il Sole 24 ORE Business Media, polo leader dell'editoria B2B, e le competenze proprie del Gruppo 24 ORE sono garanzia di un progetto di qualità, il cui obiettivo è duplice: promuovere le eccellenze industriali e alimentari italiane intese come prodotti e produttori, contesti territoriali e interpreti, e fornire ai ristoratori lo strumento per cogliere nuove opportunità di business.

Ristoranti - Imprese del gusto si distingue per un'impostazione chiara e uno stile elegante. Suddivisa in sezioni, dedica ampio spazio ai “Locali” come imprese, presentando case history di successo di ristoranti/ristoratori, interpreti di vari tipi di formule di ristorazione italiana e ospitando una sezione in carta rosa, curata dagli esperti del Gruppo 24 ORE, con argomenti specifici riguardanti la gestione del ristorante e gli aspetti normativi. La sezione “Eccellenze” è dedicata a valorizzare i prodotti tipici, i vini, le specialità, le identità culinarie, i territori e le degustazioni. Ampio spazio infine ai prodotti e agli strumenti dell'attività: le pagine dedicate alle soluzioni food & beverage, alle attrezzature, agli impianti, l'arredo e i servizi per la ristorazione, con un nuovo modo di raccontare i protagonisti dell'industria Ristoranti - Imprese del gusto in realtà non è solo una “nuova” rivista, ma un nuovo modo di affiancare e dialogare ogni mese con gli oltre 32mila imprenditori della ristorazione italiana più significativa, in modo mirato e senza dispersioni.

A partire da giugno, infine, Ristoranti - Imprese del gusto sarà anche International, grazie a una versione destinata a raccontare e rafforzare i valori del Made in Italy ai ristoratori italiani all'estero e nei luoghi di rappresentanza del Paese (fiere, consolati, ambasciate). Il progetto di Ristoranti - Imprese del gusto rientra nella strategia dell'Area Horeca de Il Sole 24 ORE Business Media di differenziare le proprie testate in modo verticale per target di lettori. Una scelta legata all'esigenza di concentrarsi sui problemi sempre più specifici delle imprese che operano nelle diverse aree dell'ospitalità italiana: bar, ristoranti, alberghi e ristorazione collettiva.

Al via a fine aprile i mini master di un giorno della scuola di Bargiornale

Bar University - Formazione –

Migliorare la capacità di fare i conti,imparare a variare la propria offerta in funzione delle opportunità che offre il mercato:sono alcuni dei consigli degli esperti per aumentare i profitti anche in tempi di incassi calanti. L’abbattimento dei costi potrebe arrivare al 30% senza intaccare la quali

Scattano a fine aprile i primi corsi del 2009 di Bar University, la scuola di formazione di Bargiornale per bar manager di successo. Con una filosofia sempre più pratica e vicina alle esigenze di chi vuole strumenti pratici, di immediata applicazione, per la gestione del proprio locale. I corsi 2009 saranno superconcentrati: un’intera giornata, dalla mattina alla sera, sui temi più “caldi”, quelli capaci di deteminare il successo di un locale: dal food cost al marketing, dalle tecniche di vendita alla scelta dei collaboratori, dalla pubblicità all’amministrazione. Nove i temi dei mini master, che verranno riproposti più volte nell’arco dell’anno per dare al più ampio numero di professionisti possibile l’opportunità di partecipare.
Le lezioni si terranno nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì, le meno impegnative per chi lavora nei locali. Il numero massimo di partecipanti è fissato in 20-25, a seconda dell’argomento del corso: l’obiettivo è di offrire una formazione il più possibile su misura, dando a ogni partecipante una serie di spunti e idee pronti all’uso. I costi dei corsi variano dai 300 ai 400 euro a giornata, con condizioni agevolate per chi si iscrive a più moduli o per le aziende o i locali che partecipano con più persone allo stesso modulo. Al termine di ogni giornata è previta la consegna di un attestato di frequenza. «Il nostro obiettivo - afferma Oscar Cavallera, direttore di Bar University - è di creare bar manager di successo, professionisti capaci di aprire e far funzionare locali che stiano sul mercato a lungo e con merito». Risposte anticrisi
A inaugurare i corsi del 2009 sarà “Food list”, il 27 aprile, seguito il giorno successivo da “Drink list”. «Punteremo a spiegare - dice Cavallera - come strutturare il servizio food e il servizio beverage all’interno del bar, dal calcolo del costo alla realizzazione del menu, alla visualizzazione del prodotto. I comportamenti da attuare per combattere la crisi saranno ovviamente un tema centrale: quello che non tutti mettono a fuoco è che se si incassa meno non è detto che si debba guadagnare meno. La maggior parte dei bar potrebbe abbattere i propri costi fino al 30% senza toccare la qualità dei prodotti offerti. Ai corsi spiegheremo come si fa: bisogna imparare a comprare meglio, migliorare la capacità di fare i conti, sviluppare la capacità di variare la propria offerta in funzione di quanto si torva sul mercato. Addirittura si può arrivare a dare al cliente la stessa qualità facendolo spendere meno: basta comprare meglio, ridurre gli scarti, aumentare l’attenzione a una serie di aspetti magari trascurati, come il risparmio energetico o la scelta delle attrezzature». Il 28 aprile sarà dedicato a un altro tema cruciale, “Bar marketing”. «Insegneremo soprattutto a fidelizzare il cliente - afferma Cavallera - e a studiare promozioni che consentano di vendere di più e meglio, prendendo ad esempio alcune delle tecniche utilizzate dalla Gdo. Sono operazioni che si possono “inventare” da soli oppure studiare con il contributo e la collaborazione delle aziende produttrici. Ogni locale deve essere in grado di crearsi il proprio piano di marketing». r.bg. i corsi di aprile Food list Temi centrali saranno il calcolo del food cost, la costruzione del menu, la presentazione dei prodotti, il visual merchandising e il servizio di take away. Costo: 400 euro + Iva. Drink list Si partirà da una panoramica sui cocktail di tendenza a livello internazionale per arrivare a definire costi e prezzi dei cocktail e a costruire la lista dei drink ideale per ogni locale. Costo: 400 euro + Iva. Bar marketing Verranno approfondite le tecniche per fidelizzare il cliente e le possibili formule promozionali. Costo: 350 euro + Iva.
Informazioni: Bar University, tel. 0362.805134 int. 32

Whisky: blended, single malt e torbati. Dalla Scozia alle reinterpratazioni di pregio nel resto del mondo

Tasting Distillati –

Una selezione di diciotto whisky degustati e raccontati in dettaglio, da bere in purezza o anche miscelati .Un viaggio di sapori che parte dalla Scozia per raggiungere i più diversi paesi del mondo,mete delle nuove interpretazioni del distallato

Una selezione di diciotto whisky degustati e raccontati in dettaglio, da bere in purezza o anche miscelati .Un viaggio di sapori che parte dalla Scozia per raggiungere i più diversi paesi del mondo,mete delle nuove interpretazioni del distallato

Un giorno a Enada Primavera, il percorso giusto

Novità giochi e intrattenimento a Rimini dal 18 al 22 marzo –

Muoversi tra i padiglioni di una fiera può essere dispersivo se non si hanno le idee chiare. Bargiornale ha studiato per i lettori un itinerario di una giornata per ottimizzare tempi e contatti

Una giornata a Enada , manifestazione in programma a Rimini dal 18 al 21 marzo, rappresenta un'ottima possibilità per conoscere tutto in materia di giochi. La principale fiera italiana del gaming è infatti un'occasione da non perdere per conoscere ciò che offre il mercato ma anche per provare le tecnologiche del prossimo futuro. Ma tra stand, incontri, congressi e tornei, può diventare facile perdersi. Ecco quindi una rapida guida per passare una giornata in fiera.
La piantina dei padiglioni
Raggiungere i padiglioni di Enada è facilissimo, grazie alla prossimità di stazione ferroviaria, autostrada e aeroporto (a 15'). Ore 10.00 Con la sola eccezione del mercoledì, giorno di inaugurazione, l'entrata è alle 10. Ore 10.15 Sbrigate le formalità all'ingresso, ritirata la piantina della fiera, si inizia il tour. Ore 10.20 I primi padiglioni (C1-C3-C5-C7) sono dedicati agli accessori per il gioco. Spazio quindi alla fantasia con sedie, arredamenti, gettoni, postazioni multiple, cambiamonete ecc. Tra le numerose offerte, creando un percorso guidato, vi segnaliamo in particolare Comestero Group (pad. C3 stand 075), società all'avanguardia nella realizzazione di cambiamonete innovativi, integrati nelle slot e resistenti come autentiche casseforti. Tra questi i cambiamonete “4 change” e “2 change” permettono di cambiare banconote e monete in svariate modalità, con una capacità totale di oltre 6.800 monete e 600 banconote. Perché poi non offrire anche gettoni personalizzati? L'azienda ne produce di ogni tipo, anche in acciaio bimetallico, compatibili con tutte le gettoniere. Ore 11.00 Meritano una visita, e magari anche una prova, anche i contamonete della Baldazzi (- C1 stand 112) (baldazzicommerciale.it )
Ultimo arrivato nella produzione dell'azienda bolognese è il Master Change, cambiamonete dotato di lettore banconote e vaschetta raccogli monete con una capacità di 2.500/3.000 pezzi. Ore 10.20 Per i tradizionalisti, per quanti ancora si ricordano i “vecchi” calciobalilla e flipper, non può mancare una visita allo stand della Biesse (.biessesas.it )(- C5-A5 stand 048). Proprio in tema di flipper ecco la principale novità: il “CSI Crime Scene Investigation”, ispirato all'omonima serie televisiva. Ore 12.00 Non si possono perdere le novità dei maggiori produttori di slot, le vere protagoniste del mercato. Ecco quindi gli stand di Nazionale elettronica  ( nazionaleelettronica.it) e Bakoo (C1 stand 197), che presenta in occasione di Enada quattro innovative newslot per l'Italia e una per l'estero. Novità non solo sulla carta, visto che l'offerta di Bakoo si arricchisce di rivoluzionarie macchine a 15-20 rulli, prive delle tradizionali figure legate alla frutta e con temi nuovi. Tra queste meritano un'attenzione in più “Mad mouse” e “Cannonball race”. Non manca poi Octavian Italy octavianitaly.com( C5 stand 149), che presenta in fiera la sua comma 6a dedicata al blackjack. Ore 12.50 Uno spuntino veloce è d'obbligo. Nessuna paura, la fiera di Rimini offre un gran numero di bar e tavole calde. Pausa utile per sistemare il materiale raccolto e pianificare la seconda parte della giornata. Ore 13.20 Cambiando padiglione (A7) è il momento di occuparsi dei concessionari di newslot, scommesse e, più in generale, gioco on line. Guida alla mano addentriamoci tra alcune delle società più attive in questo momento. Basta dare un occhio alle offerte di Sisal e Snai per avere il polso della dinamicità del settore. Sisal (A7 stand 155) presenta l'innovativo Hold'em Brain, software gratuito messo a disposizione dei propri utenti appassionati di poker texano. Il sistema permette ai giocatori di essere assistiti in ogni fase del gioco, tramite un attento calcolo delle probabilità di vincita basato sulle proprie carte e su quelle presenti sul tavolo. Sempre Sisal, tramite Matchpoint, presenta inoltre il restyling del proprio sito  dedicato alle scommesse. Da Snai (A7 stand 007) occhi puntati su hardware e software specifico per la raccolta delle giocate nei pubblici esercizi. Ma anche alla nuova offerta di skill games sul proprio sito. In attesa di partire con la briscola, ecco blackjack, backgammon, poker a dadi, gin rummy, domino e burraco. Da non perdere la possibilità di ritirare buoni scommesse per cominciare subito a giocare. Ore 14.30 Proseguendo per il padiglione, il nostro cammino continua attraverso gli stand di Totosì Lottomatica (A5 stand 035) e Cogetech (A7 stand 113). La prima, società leader in Italia per il gioco e le scommesse telematiche, è recentemente entrata nel Gruppo Lottomatica. I conti gioco Totosì permettono di poter giocare al Gratta e Vinci on line e accedere alla piattaforma Poker Club by Lottomatica (anche dal sito better.it) per giocare ai tornei di poker on line di Texas Hold'em. Cogetech invece negli ultimi mesi ha deciso di puntare con forza sugli skill games, ma in occasione di Enada presenta il nuovo portale dedicato alle scommesse sportive e all'ippica. Presso Punto Match (A7 stand 175) è invece possibile assistere alla presentazione del Tagò (e giocare), nuovo gioco di carte di origine asiatica lanciato in esclusiva europea proprio da Punto Match. Presenti quindi gli appositi tavoli e i totem in grado di supportare il gioco. Anche Atlantis World (A7 stand 075) presenta le sue novità in materia di skill games per i totem Betplus. Ore 17.00 L'ultima parte della fiera, il padiglione A5, è infine il regno del Bowling Event Rimini spazio dedicato ai giochi da parco e ai bambini, ma soprattutto al bowling. Una sbirciata vale la pena prima di chiudere la giornata.
In evidenza
TENDENZE Protagoniste indiscusse a Rimini nuove slot comma 6a e i cosiddetti skill games, in particolare poker on line, blackjack e backgammon. Ricca anche la proposta di accessori, dai cambiamonete più sicuri a tavolini e sgabelli confortevoli.
SERVIZI La fiera di Rimini è comodamente raggiungibile con il treno, grazie alla prossimità della stazione ferroviaria, in auto o in aereo (l'aeroporto dista solo 15'). Ricca l'offerta di ristorazione all'interno.

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