
Remy Savage entra nella galassia hospitality di Prada. Il bartender parigino, tra i più influenti interpreti della mixology contemporanea, è il nuovo lead mixologist di Mi Shang Prada Rong Zhai, il ristorante aperto dal marchio a Shanghai lo scorso anno. Un ingresso che apre una nuova fase per il programma beverage del locale e amplia il ruolo della miscelazione nella ricerca creativa di Prada.
Riconosciuto a livello internazionale per il suo approccio sperimentale, Savage concepisce la miscelazione come un punto d'incontro tra filosofia, arte e gusto. Al centro del suo lavoro c'è l'idea del cocktail come costruzione concettuale, capace di mettere in relazione ingredienti, tecniche e riferimenti culturali all'interno di una narrazione coerente. Le sue creazioni nascono spesso dalla rilettura di movimenti artistici e correnti del design, trasformati in percorsi sensoriali che si esprimono tanto nel drink quanto nell'esperienza complessiva del luogo che lo ospita.
La drink list ispirata alla storia di Rong Zhai
Da questa visione è nata anche la drink list creata da Savage per il Mi Shang Prada. La nuova carta è ispirata alla storia di Rong Zhai, la storica villa di Shanghai che ospita il ristorante. Edificata nel 1918, restaurata nel 2017 da Prada che ne ha fatto uno spazio per le sue attività culturali in Cina, la villa è oggetto di una narrazione liquida costruita intorno alla sua storia, alla sua architettura e alle figure che ne hanno plasmato l’identità. Come Rong Zong Jin, il proprietario originario, gli artigiani italiani che ne hanno curato il restauro e Wong Kar-wai, il regista di In the Mood for Love, Hong Kong Express, Angeli perduti e 2046, che ha formato il progetto del ristorante insieme a Prada.
Ogni elemento non resta però un semplice spunto creativo: Savage ne adotta struttura, linguaggio e prospettiva, traducendo materiali, geometrie e decorazioni in cocktail.
Il filo conduttore è il concetto di tête-bêche, termine che indica due elementi identici ma orientati in direzioni opposte. Savage lo utilizza come struttura narrativa per raccontare la natura duale della villa e del progetto Mi Shang: un punto dove tradizione cinese e influenze europee, conservazione e reinterpretazione, passato e presente non si contrappongono, ma convivono e si intrecciano in un perfetto equilibrio.
I quattro capitoli del racconto
Un racconto articolato in quattro capitoli, Introduction, Intervention, Exploration e Revival, ciascuno composto da quattro cocktail e dedicato a una diversa fase della storia dell'edificio.
Introduction guarda alle origini parallele di Shanghai e Milano. Da una parte Rong Zong Jin e la costruzione di Rong Zhai, concepita come rifugio privato in una città attraversata da profonde trasformazioni; dall'altra l'apertura del primo negozio Prada nella Galleria Vittorio Emanuele II, momento fondativo dell'identità del marchio milanese. Il capitolo attinge alle tradizioni del bere italiana e cinese, considerate come punti di partenza del racconto prima che inizi il dialogo tra le due culture. Tra le proposte figurano il Milano Torino, con Campari, vermouth rosso affinato in anfora e olio di sesamo, e il Baijiu Flight, un “volo” sul baijiu, il tradizionale distillato cinese, attraverso una degustazione di tre diverse espressioni.
Il capitolo Intervention si sofferma sull’ingresso di Prada nella storia di Rong Zhai, con il lungo restauro che ha trasformato la villa in uno dei principali spazi culturali del gruppo in Asia. Al centro il lavoro degli artigiani italiani, che ha introdotto nell'architettura dell'edificio una nuova sensibilità, permettendo a diversi linguaggi materici di convivere nello stesso spazio, senza alterare l'identità. Lo stesso principio guida i cocktail della sezione: strutture classiche della miscelazione accolgono ingredienti cinesi, non per reinventarle ma per spostarne l'equilibrio. Come nel Blossom Negroni, che reinterpreta il grande aperitivo con gin, vermouth rosso, pepe bianco e fiori autunnali, o nel Bloody Mary, versione ricca di umami del classico, con vodka, pomodoro cuore di bue, wasabi e ponzu.
Con Exploration il racconto si sposta sulla progressiva definizione dell'identità di Rong Zhai attraverso il restauro. Smalti cloisonné, vetrate artistiche ed elementi in legno intagliato dialogano con la struttura originaria, dando vita a un lessico fatto di texture, luce e contrasti materici. Il risultato è un'identità stratificata, in cui elementi storici e contemporanei convivono trovando un nuovo equilibrio. Anche i cocktail riflettono questa fase: il dialogo tra classici italiani e ingredienti cinesi si fa più articolato, evolvendo verso interpretazioni sempre più autonome, come Sunburst, reinterpretazione dello Sgroppino con gelato agli agrumi, Longshan yellow wine e prosecco, o The Inlet, twist floreale sul Martini Cocktail ispirato all’eleganza senza tempo della villa, preparato con vodka cinese, peonia, miele e acquavite di albicocche.
Infine, Revival celebra la riapertura della villa alla città di Shanghai e al mondo. Completato il restauro, la storica dimora si presenta come un luogo in cui memoria e contemporaneità convivono senza soluzione di continuità. I cocktail incarnano questa prospettiva superando le strutture classiche e combinando ingredienti italiani, cinesi e internazionali in composizioni inedite. Tra questi, Happy Together, con tequila blanca, zucca amara, cetriolo e agave, e Constellation, un milk punch al cognac chiarificato con una delicata nota di anice, preparato con cognac Martell, amaretto, sambuca e latte fresco.


