
È Niccolò Mattei l’artista italiano dell’aperitivo 2026. Il bartender del White Dog di Poggibonsi (Si) si è aggiudicato la finale nazionale di Art of Italicus Aperitivo Challenge, la cocktail competition all’insegna del connubio tra arte e miscelazione firmato dal Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, marchio che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario.
Il concorso, alla sua ottava edizione, quest’anno ha avuto un focus sullo Spritz, sfidando i concorrenti a ispirarsi a una forma d’arte per realizzare una versione innovativa e contemporanea del grande aperitivo, esaltando Italicus e le sue note di bergamotto di Calabria.
La finale italiana ha avuto come palcoscenico il Cardo Roma, Autograph Collection, hotel di design della capitale, ed è stata presentata da Palmira Bertuca, advocacy manager di Italspirits. In gara a contendersi la vittoria i sette bartender che avevano superato la fase di selezione. Oltre al vincitore: Andrea Ciani del Depero di Rieti con il cocktail Italipop, Valentina Mircea dello Skyline Rooftop Bar di Venezia con Ombra di 1797, Valerio Testasecca del Drink Kong di Roma con Apuleyo, Erika Gabriella Trotta del Radici di Aversa (Na) con Luce Ribelle, Kshan Cresta dell’Hilton Turin Center di Torino con Vespro e Matteo Garibaldi dell’Ally’s Bar di Milano con Centrotavola.
A valutare le loro creazioni di arte liquida la giuria formata da Roberta Mariani, global on trade director Italspirits, Andrea Arcaini, head of mixology del Rita&Cocktails e del Rita’s Tiki Room, e Matteo Accitelli, digital consultant e giornalista.
Omaggio all'arte toscana del cristallo
Giuria che Mattei ha conquistato con il suo Vitrum, cocktail ispirato all’arte del cristallo di Colle di Val d’Elsa, la “Boemia d'Italia”, alla quale è legata anche la storia della sua famiglia. I nonni del bartender hanno infatti lavorato prima a La Fabbrichina (La Piana) e poi alla Calp, oggi conosciuta in tutto il mondo come Rcr. Il suo drink è dunque un omaggio a tutti gli artisti del vetro del suo paese, ma anche una celebrazione di ciò che il cristallo rappresenta per il suo paese e i suoi abitanti, un linguaggio universale per esprimere pensieri, parole ed emozioni.
Un omaggio che Mattei ha costruito miscelando Italicus con Del Maguey Vida Mezcal, che con le sue note affumicate evoca il calore delle fornaci e della cenere, Verjus, che apporta freschezza e acidità e rende omaggio a Francois Mathis, che negli anni Venti dell’Ottocento dette vita alla prima industria del cristallo di Colle di Val d’Elsa.
Sul secondo gradino del podio è salita Valentina Mircea, bar manager dello Skyline Rooftop Bar di Hilton Molino Stucky di Venezia, con Ombra di 1797, ispirato alla storia veneziana che ha portato allo Spritz e alla sua terra natale, la Romania. Un ponte che Mircea ha costruito sulla scorta delle suggestioni musicali del compositore tedesco Nils Frahm e che ha tradotto in arte liquida unendo al Rosolio di bergamotto Pieropan Soave Classico Doc, beer cordial e la nota frizzante di Perrier.
Al terzo posto si è piazzato Andrea Ciani del Depero di Rieti, con Italipop. Qui il riferimento artistico è a uno dei maestri del Surrealismo, Salvador Dalì, che nel 1969 ha disegnato l'iconico logo a forma di margherita che ancora oggi decora i Chupa Chups, facendolo collocare esattamente sulla sommità dell’incarto, in modo che fosse ben visibile da qualsiasi angolazione. Operazione che si ritrova anche nella bottiglia di Italicus, con l’uomo vitruviano posizionato sul tappo, la scintilla che ha stimolato la creatività del bartender per il suo drink, realizzato miscelando il Rosolio con Lollipop Soda e guarnito da una gelee panna e fragola homemade e da un Chupa Chups.
A settembre la finale globale e la festa per i 10 anni di Italicus
Con la vittoria Mattei si è conquistato un posto nella finale internazionale di Art of Italicus, in programma il prossimo settembre a Londra, occasione nella quale si festeggerà anche il decimo compleanno del marchio.
In palio c’è il titolo di Italicus Bar Artist of the Year 2026 e un programma di mentorship, curato da Italicus, presso il Moebius di Milano.


