
Cambio di look per Riviera Gin. La bottiglia dal design “stiloso”, bassa e panciuta, con le spalle arrotondate, che per oltre un decennio ha custodito il distillato premium il distillato premium a base di alcol derivato dal vino, lascia ora il posto a un nuovo pack, completamente diverso. Forma cilindrica, alta e slanciata, linee pulite ed essenziali, collo corto e spalla netta e squadrata, che rimanda alle tradizionali bottiglie degli alcolici italiani, reinterpretate in chiave moderna ed elegante.
Anche l’etichetta si fa più sobria ed evocativa, grazie alle dimensioni molto ridotte rispetto alla precedente, all’uso della carta ruvida, di caratteri classici e alla presenza della dicitura “Essence of Italian Wine Tradition". Scelte che si rifanno alla veste grafica retrò dei vecchi amari e distillati della tradizione. «Siamo andati in controtendenza rispetto a un mercato che corre verso bottiglie particolari o colorate, disegnando per il nostro gin un vestito che richiamasse la tradizione, più vicino al mondo del vino e alla cultura contadina, ai quali questo distillato è profondamente legato – racconta Alessandro Zaghini, fondatore del marchio -. Un vestito, in definitiva, che nella sua semplicità rispecchiasse l’identità e la storia di Riviera Gin».
Una storia che inizia nel 1944
Una storia che affonda le sue radici nel 1944, quando sulle colline riminesi nacque la prima ricetta di questo gin realizzato con alcol derivato dal vino. Virgilio Leardini, il bisnonno di Zaghini, era un proprietario terriero nell'entroterra riminese, attraversato dalla Linea Gotica. Quando le truppe inglesi liberarono la zona scelsero la sua casa come centro di comando. Nei mesi di convivenza forzata nacque un'amicizia tra lui e l'ufficiale in capo, un certo Eddy, che lontano dalla sua terra sentiva la mancanza del gin. Nella tenuta non mancavano né i vigneti di Sangiovese né l'alambicco per la grappa: fu così che i due decisero di distillare il vino aggiungendo le bacche di ginepro, che in quella zona crescevano spontanee e abbondanti, e altre botaniche.

«La ricetta finì annotata, col nome di Liquore di Eddy, nel libro mastro dove il bisnonno teneva tutti i conti, e lì rimase dimenticata per decenni – racconta Zaghini -. Quando l'ho riscoperta, l'ho sottoposta alla famiglia Bonollo, tra i maggiori produttori di grappa italiani, e con il loro supporto e l'aiuto del mastro distillatore Cesare Bisi abbiamo sistemato la formula. Nel 2015 Riviera Gin è arrivato sul mercato».
Prodotto in piccoli lotti nello stabilimento di Bonollo a Torrita di Siena (Si), Riviera Gin ha conservato tutte le peculiarità della formula originale. La base è un distillato di vino Sangiovese toscano, più strutturato di quello romagnolo, che prima riposa in botte per 7 mesi. Poi si aggiungono le botaniche, infuse separatamente nello stesso alcol al 96% in vol per cinque settimane, quali ginepro, fiori di sambuco, arancia dolce, cedro, coriandolo, cardamomo, più altre tenute segrete e l’angelica, che invece resta in infusione per 8 settimane.
Le due espressioni
Riviera Gin si declina in due versioni, Riviera Gin 41, l’originale, e Riviera Gin 47, entrambe caratterizzate da una texture setosa e un carattere morbido, conferiti dall’alcol di vino, più fine e meno impattante rispetto al tradizionale alcol da cereale.
Riviera Gin 41 (alc 41% in vol), delicato e ben bilanciato, con una parte agrumata importante, lavora molto bene in miscelazione, a partire dal classico Gin&Tonic e variazioni sul tema, per esempio, con l’aggiunta di succo di amarena, o di vino Sangiovese, che riprende ed esalta il corpo alcolico del distillato e regala al drink un accattivante colore violaceo brillante. Così come si presta bene ai classici dell’aperitivo, come il Negroni, dove grazie al suo equilibrio aromatico e al profilo non invadente rende il cocktail molto bilanciato.
Presenta una gradazione alcolica più elevata, 47%, Riviera Gin 47. «È realizzato con le stesse botaniche del primo, ma in quantità doppia e in più aggiungiamo un’infusione di pregiato tè bianco, proveniente dal Nord-est della Cina, che contribuisce al particolare colore ambrato del prodotto e aggiunge complessità al profilo aromatico, dando una maggiore secchezza che compensa la morbidezza del distillato di vino – racconta Zaghini -. Caratteristiche che lo rendono un perfetto da proporre liscio, come gin da meditazione, ma ideale anche per preparare intriganti Martini Cocktail».
Grazie alle sue peculiarità Riviera Gin, ha saputo trovare un suo spazio nell’affollato mercato gin, puntando su una distribuzione di nicchia che ha dato i suoi frutti. Apprezzato dai bartender della Penisola, il marchio si è aperto anche la strada dei mercati esteri. «In Danimarca siamo tra i primi dieci gin venduti e abbiamo una bella presenza anche in Grecia e Romania – conclude Zaghini –. Lavoriamo bene, con la stessa sobrietà che caratterizza il prodotto». Una filosofia della semplicità che il nuovo pack ora racconta con maggiore coerenza, rispecchiando in modo più diretto l'identità e la storia del brand.


