Ophelia Lounge: cocktail d’autore al rooftop più Art Deco di New York

Ophelia Bar NYC
Al ventiseiesimo piano della storica Beekman Tower, la lounge Ophelia NYC propone l'Omacocktail experience: sette mini-cocktail stagionali firmati dal bar director Amir Babayoff, abbinati a piccoli assaggi di cucina dello chef Antelmo Ambrosio

Nel 1928 la Panhellenic Tower, a New York, costruita dall'architetto John Mead Howells e dall'immobiliarista Emily Hepburn, debuttò come residenza-club per sole donne, ed era anche l’unico hotel in quegli anni a essere gestito da donne. Nel 1934 fu ribattezzata con il suo attuale nome, The Beekman Tower e aprì al pubblico con una lounge Top of the Tower. Negli anni Quaranta annoverava clienti come Frank Sinatra, Miles Davis e nei decenni a seguire anche Frank Zappa.

Nel suo ultimo restauro Amy Wenden, architetto d'interni di Berlino, ha sovrinteso al design e all'arredamento. Il tappezziere newyorchese Rollhaus ha lavorato col team di Wenden per rivestire le banquette in elegante velluto rosso di Alessandro Bini e il design dell’illuminazione è stato affidato a Bold.

Soffitti alti, finestre geometriche dietro al bar e pavimento a scacchiera con piastrelle bianche e nere: «la Beekman Tower è piena di carattere e storia ed è stato importante per noi restaurarla in ogni dettaglio originale, pur creando una lounge intima e accogliente», spiega Abraham Merchant di Merchant Hospitality. Che aggiunge: «È stata un’iconica e rinomata struttura e abbiamo voluto riportarla a essere una destinazione per tutti».

Terrazza con vista su New York

Il rooftop si apre su una terrazza con vista panoramica a 360° su Manhattan, Brooklyn, Roosevelt Island e l’East River, divisa in tre aree distinte: la Grand Terrace, l'Outer Terrace e una sala cene privata. Gran parte della terrazza è coperta, ma ci sono anche sezioni open-air.

Il mixologist israeliano Amir Babayoff, nella sua Tel Aviv, sognava di diventare attore. A New York ottenne un lavoro da bartender al Link, e intanto si presentava ad audizioni televisive e cinematografiche. Fu la nota mixologist e autrice Julie Reiner a convincerlo a ideare cocktail. Così abbandonò la recitazione e s’iscrisse all’American Bartenders School di New York e, dopo un paio d’anni, passò da Five Nine a Barley & Grain, al Bryant Park Hotel e Oceana, prima di diventare il bar director all’Ophelia NYC nel 2018.

Babayoff incorpora l’amore per il teatro e la recitazione nel suo lavoro, trasformando la preparazione di ogni cocktail in una vera performance per intrattenere l'ospite.

«In Israele l'età legale per bere è 18 anni, ma la mia esperienza è iniziata molto prima. A pranzo mio padre beveva birra al malto scura analcolica, quasi una root beer – racconta -. La prima che ho comprato era probabilmente una locale, come Macabi o Goldstar. Per me La Otra a Tel Aviv aveva i migliori drink, cucina, ospitalità e atmosfera».

L'Omacocktail experience

Ophelia NYC, lounge Art Deco al ventiseiesimo piano al 3 Mitchell Place, che prende il nome dall’eroina dell'Amleto, lancia l'intima degustazione Omacocktail, presentata come esperienza perfetta per coppie e piccoli gruppi di amici. Il termine giapponese “Omakase” significa “Lo lascio a te": il gesto di affidarsi completamente allo chef del ristorante.

L’ Omacocktail experience dura un'ora e mezzo: seduti al bancone in peltro (lungo più di 7 metri) si gustano 7 mini cocktail abbinati a 4 piattini della cucina (mini taco d'aragosta, cucchiaio di tartare di tonno, bump di caviale nero, tartufo di cioccolato), firmati dallo chef Antelmo Ambrosio.

Finita la degustazione è possibile continuare con il cocktail menu, ordinando le versioni intere dei drink. Sono solo quattro i posti disponibili per sessione. Il costo parte da 106 dollari, più tasse e mancia, a persona. Due le sessioni al giorno, alle 17.30 e 19.30, da giovedì a domenica.

I sette mini-cocktail

I sette mini-cocktail cambiano stagionalmente, quelli che compongono l’attuale proposta sono: A La Española, una variante del Gin&Tonic preparata con gin Abrojo infuso con albicocche, succo di mango clarificato, pepe Arbol, Cocchi Americano, Tuaca, Chamoy, tonica al sambuco, CO₂; Purple Tuxedo, una versione Anni Venti di un popolare Martini, fatta con gin Empress 1908, Vermouth Bianco C. Comoz de Chambéry, Velvet Falernum, Brennivín, assenzio, bitter di prugna, polvere d'oro; Beekman Classic Martini, una versione stagionale di un Martini classico, a base di Amass Mushroom Gin, Armonico Gin, Vermouth Extra Dry La Quintinye, Italicus, cordiale al Vetiver, nebbia al Vetiver; Killing Me Softly, omaggio al riemergente Litchi Martini, con Old Duff Genever, Chateau de Pellehaut Blanche Armagnac, sake Kirinzan, gin Dorothy Parker Rose Petal, Cointreau, cocco, Ramazzotti Rosato e Peychaud’s bitters; Opus 13, un Sidecar ispirato al Giappone, fatto con whiskey giapponesi Suntory Toki e Akashi Ume, brandy Louis Roque, umeboshi, sambuco, agrume, bianco d'uovo, completato da tre gocce di cognac Louis XIII e abbinato a un cucchiaio di caviale nero; Ascension, un Old Fashioned affumicato a base di Maker's Mark, mezcal Del Maguey Vida, habanero affumicato, sciroppo di palma, bitter, fumo; El Paso un’alyra originale interpretazione dell’ Old Fashioned ma a base rum, preparata con rum Coconut Cartel, tequila Don Fulano Reposado, cannella, banana, cacao, cocco, bitter aromatici.

Le ricette di Amir Babayoff

Ascension

Ingredienti:

3 cl Mezcal Del Maguey Vida infuso all’habanero affumicato, 3 cl Bourbon Maker’s Mark, 0,75 cl sciroppo di palma, un pizzico di bitter aromatico The BitterTruth, fumo di cedro
Preparazione:
versare tutti gli ingredienti in un mixing glass, aggiungere ghiaccio e mescolare. Versare in una piccola fiala, affumicare il drink e chiudere con un tappo
Bicchiere:
lowball, precedentemente aromatizzato con gli oli essenziali di arancia e limone

Pain Killa

Ingredienti:
6 cl Tequila Don Julio, 2,25 cl succo di limone, 2,25 sciroppo di zenzero
Preparazione:
shake e strain
Bicchiere:
rock
Guarnizione:
nebulizzazione di mezcal, uno spicchio di limone

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