Milano in Rosso, dove gli archivi diventano aperitivo

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Credit foto: @chri_torre
Con The Red View - Beyond The Surface, Campari porta alla Cittadella degli Archivi bartender, musica e convivialità contemporanea. E racconta Milano con un "dash of red"

Milano, per tre giorni, ha una succursale emotiva della Galleria Campari. Non spostata fisicamente dall’head quarter di Sesto San Giovanni, certo. Ma idealmente sì. Perché entrando nella Cittadella degli Archivi del Comune di Milano abbiamo avuto la sensazione di attraversare una specie di portale rosso: un luogo normalmente dedicato alla conservazione silenziosa della memoria cittadina trasformato, per l’occasione, in un’esperienza immersiva dove Milano raccontava sé stessa con un bicchiere in mano. Sempre con un “dash of red”. L’inaugurazione di ieri, giovedì, ha acceso il primo interruttore. Stasera, venerdì, l’evento entra davvero nel ritmo della città. E domani ci sarà l’ultimo atto. Nel frattempo, la Cittadella - tirata a lucido senza perdere la sua anima da grande deposito di storie - continua a sorprendere chi arriva in via Gregorovius pensando di trovare un archivio e si ritrova invece dentro una Milano parallela. Più segreta. Più cinematografica. Più rossa.

Milano, Campari e la geografia dell'aperitivo

La cosa più riuscita di The Red View - Beyond The Surface non è tanto l’estetica, pur impeccabile. È il cortocircuito. Da una parte faldoni, documenti, scaffalature meccanizzate e memoria amministrativa. Dall’altra podcast live, bartender, musica, convivialità contemporanea. In mezzo, Milano. Quella vera. Non la città-cartolina da skyline e rooftop, ma quella che continua a vivere di stratificazioni, dettagli e simboli disseminati nel tempo.

La mostra che racconta di Milano, Campari e della geografia e memoria dell’aperitivo, curata da Galleria Campari, accompagna il visitatore dentro questo racconto urbano fatto di insegne, manifesti storici, fotografie e grafica d’autore. E poi c’è lui: il modellino del tram gamba de legn marchiato Campari. Piccolo, giallo (unica eccezione al rosso), quasi commovente, come la voce dell’attrice che ci ha narrato la storia. Quel piccolo tram è un oggetto che riesce a fare quello che fanno i ricordi migliori: riportarti in un tempo che non hai vissuto ma che, per qualche ragione, ti manca lo stesso.

Raccontare un'atmosfera

Nel grande salone centrale, svelato da una tenda anch’essa Rosso Campari, gli spazi si riempiono ancora di persone, bicchieri, musica e cocktail. La grande squadra di bartender coinvolti - l’elenco completo è in calce all’articolo - si alternano dietro ai banconi con la naturalezza di chi sa che oggi la miscelazione non passa soltanto dalla tecnica, ma dalla capacità di raccontare un’atmosfera. E qui l’atmosfera c’è. Eccome se c’è. Il bello è che Campari non ha usato la memoria come una teca. L’ha usata come ingrediente. Un ingrediente da miscelare con il presente.

Del resto, il legame tra Milano e Campari è sempre stato questo: un dialogo continuo tra città e immaginario, tra design e convivialità, tra cultura popolare e stile. Dal Camparino in Galleria alle nuove forme dell’aperitivo contemporaneo, il rosso Campari continua a comparire nei luoghi della città quasi come una punteggiatura urbana. «Con The Red View vogliamo andare oltre la superficie di Milano, di Campari, dell’aperitivo stesso», ha spiegato Alberto Ponchio, senior director of marketing di Campari Group. «La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano è il luogo perfetto per raccontarlo: un archivio vivo, custode di una memoria collettiva che appartiene a tutta la città. Questo progetto è il nostro modo di restituire qualcosa a Milano: non una celebrazione, ma un invito a scoprirla con occhi nuovi».

I bartender protagonisti della tre giorni

Simone Onorati, Ceralacca, Roma; Diego Cesarato, La Gineria, Santa Maria di Sala (Ve); Fabrizio Bellavista, Moebius, Milano; Luca Spano, Moby D, Napoli; Alfred Betun, Terrazza 12, Milano; Dario Patierno, Tide, Napoli; Adrian Cristian, Dialogue, Brescia; Alberto Muriat, Barrio Botanico, Napoli; Roberto Ferretti, Deus Cafe, Milano; César Araujo, Chinese Box, Milano; Jurii, Nott, Milano; Matteo Paulillo, Sogni, Milano; Martino Premi, San, Milano; Francesco Salerno, Fede Cocktaillab, Firenze; Paola Terranova, Drogheria, Torino; Cristian Lodi, Milord, Milano; Salvo Longo, Boheme, Catania; Simone Molè, Palco, Palermo; Piero Appeso, Thalìa Kitchen & Cocktails, Taranto; Emilio Morisco, Cambe, Bari; Ludovico Mussa, Ceresio 7, Milano; Edris Al Malat, Dry, Milano; Sofia D’Agnano, Metropolita, Roma; Cosimo Neri, Salotto Negroni, Certaldo (Fi); Gilles Biassoni, Caffe Nazionale, Arzignano (Vi); Luca Salvioli, Gaia Bar, Sala Comacina (Co); Nakia Bruno, Blacksheep, Bolzano; Cristian Sotira, Noblesse Cocktail Bar, Vignola (Mo); Michael Limoni, Botanico, Faenza (Ra).

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