Licenziamenti in Diageo Italia, che cosa prevede l’accordo

Gli 86 licenziamenti in Diageo Italia sono rimandati al 31 ottobre. Le uscite saranno "ammorbidite" da sostegno finanziario e da un percorso di aiuto al ricollocamento tramite una società specializzata, a spese della multinazionale del beverage

Uscite congelate fino al 31 ottobre, percorsi di ricollocazione pagati dall'azienda e sostegno economico: sono questi i punti principali dell'intesa siglata da UILA Lombardia con Diageo, dopo che i lavoratori si erano mobilitati, in agosto, per protestare contro la procedura di mobilità aperta dalla società il 13 luglio. Quando, cioè, il colosso del beverage aveva comunicato alle rappresentanze sindacali l’intenzione di procedere alla "riorganizzazione" delle attività, di fatto quasi svuotando la sede italiana per effetto dell'esternalizzazione delle attività di vendita e distribuzione e dello spostamento di alcune attività all'estero.

I punti cardine dell'accordo

L'accordo sottoscritto in tarda serata il 27 agosto ha scardinato alcune iniziali rigidità della multinazionale, ma purtroppo il bilancio delle uscite rimane su numeri importanti. Questi i punti principali. Agli 86 dipendenti dichiarati in esubero (dieci dirigenti rimangono fuori dall'accordo) è garantita la prosecuzione del rapporto di lavoro fino al 31 ottobre 2026. Quindi, di fatto, le uscite sono congelate e rimandate a tale data. Viene garantito un piano di sostegno finanziario - delle buonuscite - calibrato secondo l’anzianità di servizio, esteso integralmente anche ai lavoratori in periodo di prova. I lavoratori in esubero beneficeranno di un servizio di cosiddetto outplacement a carico aziendale: significa che viene messa a disposizione una società specializzata, con costi interamente a carico di Diageo, per assistere i lavoratori nei percorsi di ricollocazione presso altre società.

«Riconfermiamo il giudizio fortemente negativo», evidenzia il Segretario UILA Lombardia Alberto Donferri in una nota del sindacato, «sulla decisione della multinazionale di azzerare l’occupazione in Italia, ma abbiamo ritenuto di sottoscrivere un accordo che permetta di garantire risorse economiche a sostegno dei percorsi di ricollocazione che i lavoratori dovranno affrontare».

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