Kyma, l’amaro al caffè del Salento alla conquista dell’alta miscelazione

Entrato nel portfolio di Onestigroup, amaro Kyma a un anno dal lancio continua il suo viaggio passando per i migliori bar del paese

"Vieni con me, voglio fartelo assaggiare". Comincia così, in un chiosco di Lecce, l'incontro con Mattia Marti, ideatore dell'amaro Kyma (insieme all'amico imprenditore Emiliano Inguscio), il liquore che ha unito in un'unica ricetta i due classici dopopasto degli italiani. L'ammazzacaffè, il classico digestivo alle erbe, che fa da libro di grammatica per scrivere una nuova ricetta in cui il caffè diventa protagonista. Una crasi fra due elementi tradizionali, pensata però da un bartender, che quindi non poteva che ragionare su un prodotto che ben si adattasse alla miscelazione.
A un anno da lancio di questo amaro artigianale al caffè made in Salento (ne avevamo parlato qui), la novità per Kyma è che è entrato nel portfolio di OnestiGroup, ma è sempre Mattia Marti, già brand ambassador di J.Rose Gin ed è ex del Quanto Basta di Lecce, a fare da testimonial del prodotto, girando l'Italia e non solo per portare il prodotto nei migliori bar del paese e non solo.
Il risultato è che l'amaro Kyma, con la sua riconoscibilissima bottiglia con tanti piccoli occhi che ti guardano, è oggi nelle bottigliere e nelle drink list di bar prestigiosi. Succede al Quanto Basta, dove è in carta lo Smudge, un tiki al caffè dal tocco umami, a base di Bushmills, Kyma, espresso, zucchero e salsa tahini. Ma anche al Freni e Frizioni di Roma, dove il The Journalist si è attestato fra i best-seller dell'ultima carta dedicata ai "tipi umani" (l'avevamo raccontata qui). Una versione tropicale del Negroni, in cui Kyma sgomita fra gin, bitter, acqua di cocco e tropical tea, spuntandola con il tocco energizzante del caffè.
A proposito di caffè, 100% arabica, Marti ci racconta la ricetta di questo dopopasto da mixology, che ha già messo a segno 14mila bottiglie, la cui produzione è stata affidata a Liquorificio Italia, per garantire la massima qualità e artigianalità del prodotto. «La spina dorsale del prodotto è il caffè 100% arabica proveniente dal Brasile, macinato in infusione a freddo, a cui andiamo ad aggiungere il mandarino in scorze essiccate per dare un tocco agrumato e ancora erbe come anice, rabarbaro, artemisia, radice di cicoria e genziana per rispettare la struttura di un digestivo all'italiana, con una nota balsamica e amara», spiega Marti. Il nome Kyma, per chi se lo stesse chiedendo, significa onda in greco antico ed è stato pensato per far da ponte con l'Antica Grecia, dal momento che Lecce, dove tutto nasce è stata uno dei poli culturali della Magna Grecia.
Un prodotto del Salento, quindi, ma non solo per il Salento, l'obiettivo è entrare sia nel mondo dell'alta miscelazione che in quello dell'alta ristorazione, chiarisce l'ideatore. Fondamentale la bassa gradazione del prodotto (25% Abv), che aggiunge complessità nei miscelati senza appesantire troppo la quota alcolica. «Il primo pensiero è stato dar vita a un prodotto che desse un kick in più a cocktail come l’Espresso Martini, ma gli orizzonti non si fermano qui. Kyma può andar bene anche in un Negroni o in un Manhattan al caffè». In altre parole, ogni cocktail che può esprimersi bene con il caffè incontra bene l’aroma di Kyma. Senza tralasciare il Kyma Tonic (4,5 cl la dose consigliata), con top di tonica classica.

Le ricette

 

 

Smudge di Quanto Basta Lecce

Ingredienti:

30 ml Bushmills Black Bush
20 ml Kyma Amaro al caffe
30 ml Espresso
1 spoon zucchero semolato
1 spoon salsa Tahini

Bicchiere: Tiki Mug
Tecnica: Swizzle
Garnish: Chicchi di caffè e sesamo bianco e nero

The Journalist di Freni e Frizioni Roma

Ingredienti:

15 ml Ford Gin
40 ml Martini Rosso
20 ml Martini Bitter Riserva
15 ml Kyma Amaro al Caffè
25 acqua di cocco
Tropical tea

Bicchiere: tumbler basso

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