Filippo Sisti racconta Talea, il bar che non c’era e (a breve) ci sarà

Si chiamerà Talea il nuovo locale di Filippo Sisti, che ha lasciato il bancone di Carlo&Camilla in Segheria per lanciarsi nella sua prima avventura imprenditoriale, in società con il gruppo di soci del Pinch. Promette di essere un cocktail bar ad alto contenuto di innovazione. Apertura prevista per fine aprile, zona Navigli, fulcro della movida milanese. Posizione cruciale ma defilata, in un cortile interno, con tanto di parcheggio riservato ai clienti.






L’ispirazione gli è venuta guardando all’opera Heston Blumenthal nel programma “Banchetti da incubo”.
L’aspirazione è di fare un bar che, se ci fosse la possibilità, punterebbe dritto alle 3 stelle Michelin.

Al centro l’esperienza del cliente

L’ibridazione è alla base di tutto il format, come ci racconta Filippo Sisti e come lascia intuire il nome del locale: si mescoleranno ingredienti, ma soprattutto concetti, ruoli, interazioni.
«Puntiamo a fondere insieme cucina e bar per creare un’esperienza liquida senza paragoni. Il barman non sarà dietro il banco, ma tra i clienti a raccontare, a far sperimentare, ad aiutarli a giocare con il drink. L’aspetto ludico sarà una parte importante dell’esperienza».
Ovviamente sarà tutto incentrato sui cocktail, anche se Sisti preferisce chiamarli “cibi liquidi” : 10-15 signature, ognuno frutto di preparazioni complesse.
Il cibo solido, curato in collaborazione con Giulia Ferrara, chef del Ristorante Belé (anche lui parte della galassia Pinch) si limiterà a con 2-3 piatti semplici (uno freddo, due caldi), giusto da fare da accompagnamento al bere, che sarà l’assoluto protagonista.

Servizio solo al tavolo

Il Talea sarà un locale di dimensioni contenute (una trentina di posti all’interno più una veranda, aperta tutto l’anno), che accoglierà – tendenzialmente su prenotazione – tanti clienti quanti sono i posti a sedere. Niente gente in piedi, non compatibile con un servizio che vuole essere “a 5 stelle”.
Il cuore del Talea sarà una sorta di chef table, un vero e proprio bar nel bar realizzato all’interno del laboratorio, dove un barman dedicato proporrà ai clienti – 6 persone al massimo, solo su prenotazione – un menu degustazione di soli drink, un percorso gustativo composto da 5-6 minicocktail per creare un’esperienza unica.
In sintesi, sarà un posto dove “succedono cose”, perlopiù giocose e inaspettate: non mancheranno le serate a tema, dove un gruppo di clienti – non più di 16 alla vola – sarà guidato dal personale di sala a provare una serie di esperienze gustative.

L’ultima sfida Filippo Sisti la lancia alle aziende del beverage: «Il Talea non avrà bottigliere e quasi non avrà bottiglie. Avremo 10-15 etichette al massimo. Ma vogliamo organizzare una serie di masterclass in cui le aziende verranno a raccontare il loro prodotto e poi affideranno a noi il compito di valorizzarlo al meglio in miscelazione».

Il resto alla prossima puntata…

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