Quel caffè troppo amaro

Rossella De Stefano
Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale

Macchine volanti, telefoni cellulari, trasmissioni senza fili e altre diavolerie simili. Il primo a profetizzarne l’avvento, in un’intervista rilasciata il 30 gennaio 1926, fu Nikola Tesla, fisico, ingegnere, inventore e futurista. Il lungimirante signor Tesla predisse anche che entro un secolo caffè, tè e tabacco non sarebbero più stati di moda, mentre l’alcol sarebbe stato ancora consumato.

Bargiornale gennaio 2020Come dargli torto: nel numero di Bargiornale di gennaio 2020 otto esperti di miscelazione provano a verificare e approfondire l’ultima profezia. Per nostra fortuna, invece, la previsione di Tesla riguardo al caffè è stata smentita dai fatti, nonostante i cambiamenti climatici e le oscillazioni dei futures, in caduta libera da anni, abbiano messo in ginocchio i piccoli coltivatori dei Paesi d’origine.

Le fonti di settore non hanno dubbi e dichiarano che la crisi dei prezzi del caffè sta creando non pochi problemi ai produttori che, soprattutto in America Centrale e Sud America, si stanno sostanzialmente arrendendo. E al bar cosa succede? Da anni il prezzo della tazzina è fermo o subisce incrementi minimi, scontrandosi con la soglia psicologica dell’euro. Che fare dunque? Aumentare il prezzo della tazzina (Starbucks con l’euro e ottanta a Milano ci dice chiaramente che si può fare) e dare alla miscela italiana la dimensione che aveva un tempo. Parola di Francesco Sanapo, forndatore di Ditta Artigianale. Ma per fare questo occorre sensibilizzare e informare i professionisti. Ne discuteremo al Sigep, sabato 18 gennaio 2020 alle 16.30, nel corso dell’incontro “Chiediamo un prezzo equo per il caffè” ospitato presso la Vision Plaza, chiamando a raccolta tutte le associazioni di categoria. Non mancate!

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