Quanti italiani ci sono in The World’s 50 Best Bars? Pochi, anzi tantissimi

 

Ieri sera alla Southwark Cathedral a Londra si è celebrato un rito profano: la premiazione dei The World’s 50 Best Bars. L’abbiamo osservata e, lì per lì, siamo stati presi da un certo sconforto. Mancava, dopo 10 anni ai vertici, Dario Comini e il suo Nottingham Forest di Milano. Era una meritata presenza fino a ieri, oggi è un’incomprensibile assenza. L’ultimo baluardo italiano della classifica è il Jerry Thomas Speakeasy di Roma con il suo 33° posto. E ci mancherebbe. Da Roma questo locale ha innescato la miccia della riscoperta dei pionieri e, la sua scuola, ha fatto proseliti in tutto il Paese.

Tutte queste considerazioni valgono solo per chi è debole di diottrie. E fino alle 23 di ieri chi scrive era uno di questi. Perché riguardando quel film con altre lenti ci siamo persi un dettaglio essenziale: i barman italiani, da Londra a New York, sono presenti in quasi tutti i migliori locali del mondo. C’è la sicurezza di Agostino Perrone al Connaught Bar di Londra (4° in classifica) a capo di una squadra che parla tutta o quasi italiano. C’è Pietro Collina, bar manager del The NoMad Hotel, New York (3° classificato). Ci sono Enrico Gonzato e Veronica Di Pietrantonio al Dandelyan (2° classificato). E ci sono due italiani Angelo Sparvoli e Chiara Il Mio, nel “tempio”: l’American Bar del Savoy Hotel di Londra al vertice della classifica mondiale. E il video della premiazione in cui Peter Dorelli, la leggenda del Savoy, salta ancora più in alto dei suoi ragazzi dovrebbe essere ritrasmesso in mondovisione.

E l’elenco prosegue con la squadra di Tony Conigliaro, inglese ma di origine italiane, al Bar Termini di Londra (9°); con Luca Cinalli e Gabriele Manfredi all’Oriole (17°); Ranieri Cassuola Broken Shaker at Freehand Miami (18°); Sara Moretti e Simone Onorati al The Gibson di Marian Beke (21°); Ciro Adriano De Georgio che è tornato a collaborare con Tales & Spirits a Amsterdam (35°); Antonio Pescatori, bar manager al Nightjar (43°) e così via. A questo, se non bastasse, si aggiunga la menzione speciale “The one to watch” assegnata al Paradiso, speakeasy di Barcellona guidato da Giacomo Giannotti. In tutto questo è ancora evidente che su un’academy di oltre 500 membri, seppur in parte rinnovata e ampliata, la maggior parte di chi vota proviene dall’area anglo-americana. E, lo diciamo senza malizia: è più facile che un giudice voti il locale che frequenta di più che uno dall’altra parte del globo. Anche quest’anno ribadiamo che ci vorrebbe più presenza italiana e continentale nel panel per dare più equilibrio nei giudizi. Ma tutto è migliorabile e sono sicuro che la nuova gestione de The World’s 50 Best Bars saprà porre rimedio. Vogliamo credere che se ci sono ben 6 bar di Singapore meritevoli di entrare nei 50 migliori del mondo, una chance possa essere data anche ai tanti grandi bar di casa nostra che in quella classifica non ci sono.

Il ritratto di Peter Dorelli, "The Legend" del Savoy, è di Andy Fluon.

 

 

 

 

La classifica completa The World’s 50 Best Bars 2017
No.50 Imperial Craft Cocktail Bar in Tel Aviv, Israel
No.49 Lobster Bar in Hong Kong, China
No.48 Tommy's Mexican Restaurant in San Francisco, USA
No.47 Native in Singapore
No.46 ABV in San Francisco, USA
No.45 The Baxter Inn in Sydney, Australia
No.44 Linje Tio in Stockholm, Sweden
No.43 Nightjar in London, UK
No.42 Mace in New York, USA
No.41 The Aviary in Chicago, USA
No.40 Quinary in Hong Kong, China
No.39 La Factoria in Old San Juan, Puerto Rico
No.38 Schumann's Bar Am Hofgarten in Munich, Germany
No.37 Employees Only in New York, USA
No.36 Bar Benfiddich バー ベンフィディック in Tokyo, Japan
No.35 Tales & Spirits in Amsterdam, Netherlands
No.34 Le Syndicat - Organisation de Défense des Spiritueux Français in Paris, France
No.33 The Jerry Thomas Project Rome in Rome, Italy
No.32 BlackTail at Pier A in New York, USA
No.31 Tippling Club in Singapore
No.30 Baba Au Rum in Athens, Greece
No.29 Lost + Found Drinkery in Nicosia, Cyprus
No.28 Indulge Bistro 餐酒館 in Taipei, Taiwan
No.27 Sweet Liberty Drinks & Supply Co. in Miami, USA
No.26 Trick Dog in San Francisco, USA
No.25 28 HongKong Street in Singapore
No.24 Operation Dagger in Singapore
No.23 Floreria Atlantico in Buenos Aires, Argentina
No.22 Black Pearl in Melbourne, Australia
No.21 The Gibson in London, UK
No.20 HIMKOK in Oslo, Norway
No.19 Candelaria in Paris, France
No.18 Broken Shaker at Freehand Miami in Miami, USA
No.17 Oriole Bar in London, UK
No.16 Dante in New York, USA
No.15 ATLAS Singapore in Singapore
No.14 Licorería Limantour in Mexico City, Mexico
No.13 BAR HIGH FIVE in Tokyo, Japan
No.12 Happiness Forgets in London, UK
No.11 Little Red Door in Paris, France
No.10 Speak Low in Shanghai, China
No.9 Bar Termini in London, UK
No.8 Attaboy in New York, USA
No.7 Manhattan Bar in Singapore
No.6 The Clumsies in Athens, Greece
No.5 Dead Rabbit NYC in New York, USA
No.4 Connaught Bar in London, UK
No.3 The NoMad Hotel, New York in New York

No.2 Dandelyan in London, UK
No.1 American Bar at The Savoy in London, UK

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