Wine Monitor Experience: a Milano il summit che guarda al futuro del vino

vino ristorante
foto da pexels - Emanuele Nuccilli
Il 19 ottobre debutta Wine Monitor Experience, una giornata di confronto dedicata ai cambiamenti del mercato vitivinicolo italiano. Dati Nomisma, nuovi consumi, HoReCa, retail, comunicazione e business al centro di un progetto che mette insieme analisi, imprese e competenze editoriali

Come sta cambiando il consumatore di vino? Quali saranno i mercati più interessanti? E soprattutto: come dovranno evolvere prodotto, servizio, distribuzione e racconto per intercettare nuove occasioni di consumo?

Sono alcune delle domande al centro di Wine Monitor Experience, il summit in programma in via Monterosa 91 a Milano il 19 ottobre 2026, nato per trasformare il patrimonio di analisi sviluppato in dodici anni da Nomisma Wine Monitor in una giornata di confronto diretto con i protagonisti della filiera. Produttori, distributori, operatori horeca e buyer del mondo retail, professionisti della comunicazione e decision maker si incontreranno per leggere le trasformazioni del vino italiano e le opportunità che ne derivano.

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Nomisma fotografa il mercato che cambia

Ad aprire la giornata sarà Paolo De Castro, presidente di Nomisma, con un'analisi dello scenario geopolitico, delle dinamiche dei mercati internazionali e dei loro effetti sull'export del vino italiano.

A seguire Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, entrerà nel vivo dei nuovi comportamenti di consumo: un pubblico che cerca sempre più esperienze oltre al prodotto e che sta spingendo le aziende a ripensare linguaggi, innovazione, enoturismo, wine club e modalità di degustazione.

Il confronto allargherà poi lo sguardo all'intera filiera, mettendo in relazione le esigenze di produttori e consorzi con quelle di buyer, distribuzione, export e fuori casa.

Dal ristorante al cocktail bar: cambia il modo di servire il vino

Per chi opera nell'HoReCa uno dei momenti centrali sarà “Il vino cambia servizio”, dedicato ai nuovi linguaggi, rituali e momenti di consumo tra ristorazione e cocktail bar.

Tre punti di vista diversi: Chicco Cerea, executive chef del ristorante tristellato Da Vittorio, porterà l'esperienza dell'alta ristorazione, del servizio e dell'accoglienza; Riccardo Cotarella leggerà il cambiamento dalla prospettiva dell'enologia e del rapporto tra identità, territorio e nuovi consumi; Lorenzo Querci, fondatore di Moebius e Lubna, racconterà invece la contaminazione tra cucina, cocktail, musica e intrattenimento che caratterizza una parte della nuova ospitalità urbana.

È uno dei passaggi chiave del summit: il vino non può più essere osservato soltanto attraverso la bottiglia o la tradizionale carta dei vini. Cambiano i tempi del consumo, cambiano i luoghi e cambia il modo in cui il cliente si avvicina alla categoria.

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Nuove parole per parlare di vino

Altro tema forte sarà quello della comunicazione. “Il vino ha bisogno di nuove parole” metterà al centro la necessità di trovare codici capaci di parlare anche a consumatori meno legati al linguaggio tecnico tradizionale.

Sul tema si confronteranno Roger Botti, ceo di Robilant, Andrea Moser, fondatore di AMProject, Tony Sasa, titolare di Enoteca Pontevecchio e direttore commerciale di Tenuta Il Palagio, e Willy Vecchiattini, ceo e founder di Twinkle Agency.

Un progetto editoriale che attraversa tutta la filiera

Wine Monitor Experience nasce anche dall'incontro tra le diverse competenze editoriali del Gruppo Tecniche Nuove, coinvolgendo testate che osservano la filiera da prospettive differenti: Bargiornale e Ristoranti per il mondo dell'HoReCa, VVQ per la produzione vitivinicola e Mark Up e Gdoweek per il retail e la distribuzione.

A rappresentare queste competenze durante la giornata saranno, tra gli altri, Stefano Nincevich e Andrea Mongilardi, vicedirettori di Bargiornale e Ristoranti di Bargiornale, e Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek. Un approccio trasversale che permette di osservare il vino non come un comparto isolato, ma lungo il suo intero percorso: dalla produzione alla distribuzione, fino al momento decisivo dell'acquisto e del consumo.

Ed è proprio questa pluralità di punti di osservazione a rappresentare uno degli elementi distintivi dell'iniziativa.

Non solo convegno

La giornata non si esaurirà negli interventi sul palco. Il programma prevede anche area espositiva, degustazioni e meeting B2B one-to-one, programmati per favorire il contatto diretto tra aziende e operatori. L'obiettivo è trasformare analisi e contenuti in relazioni professionali e opportunità concrete di business.

Wine Monitor Experience prova così a mettere insieme tre dimensioni spesso affrontate separatamente: i numeri che spiegano il presente, le esperienze di chi lavora sul mercato e le idee necessarie per immaginare ciò che verrà.

Perché la vera domanda non è soltanto quale vino berremo domani. Ma chi lo berrà, dove, come e perché.

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