
Un progetto serio richiede un serissimo check di tutto quel che ci deve essere in un locale che funzioni bene. Sembrerà banale, non lo è affatto: ripubblichiamo volentieri, nell'occasione dello speciale "Aprire un locale" pubblicato sul numero di giugno di Bargiornale, una check list in 20 punti firmata dal consulente e grande esperto della bar industry Jason Williams. Un controllo utile a concretizzare gli elementi che compongono un locale aperto al pubblico, da mettere in fila per valutare se stiamo considerando davvero tutto quando decidiamo di aprire.
Idee, talento e tanta razionalità
Il problema è che spesso l’apertura di un nuovo locale è accompagnata da un ottimo carico di idee e di talento, ma non da altrettanta razionalità. Questi venti punti aiutano proprio a introdurla.
- Concept: chi sono, cosa offro e a chi lo offro? Il percorso parte da qui
- Drinks: una carta che non dimentichi nessuna categoria di beverage e che metta in mostra creatività e tecniche di preparazione raffinate è una carta ben congegnata
- Food: un’offerta attraente, in linea con il concept del locale e con i trend di mercato, porta l’esperienza del cliente a un livello superiore
- Team: le persone guidano i clienti all’interno dell’esperienza, per questo il fattore umano resta importantissimo
- Servizio: l’ideale è costruire uno stile di servizio, tarato sull’identità del locale. Ricordandosi che il momento chiave è sempre la comunicazione con il cliente
- Interior design: il bar è vivo se c’è coerenza tra il design e il concept del locale
- Layout: le soluzioni tattili e visive devono contribuire a dare corpo agli ambienti
- Brand: ricordiamoci che il brand è in tutti gli elementi visivi ed emozionali, e in tutte le interazioni del cliente con noi e con il team
- Memorabilia: materiali, virtuali o tangibili, che aiutano a fare pubblicità al locale; brochure, business cards, menu o sottobicchieri che diventano oggetti di pregio da portare a casa, altri oggetti brandizzati in regalo al momento del conto
- Merchandising: il marchio del locale può finire su gadget che hanno un loro mercato; il merchandising dovrebbe essere usato sia come opportunità di entrata extra sia come strumento di marketing
- Atmosfera: confort, sound, temperatura, luci e profumo contribuiscono a caratterizzarla. Tutti elementi che singolarmente, spesso, non si palesano, ma devono essere curatissimi
- Musica: torniamo al concept e immaginiamo la sua colonna sonora ideale
- Programmazione: dei rituali di servizio, ma anche degli eventi e dei momenti di intrattenimento. Aiutano a creare un legame e a far tornare i clienti.
- Sensibilizzazione: facciamoci vedere e sentire, le pubbliche relazioni e le operazioni di marketing tengono alto il livello di attenzione della comunità
- Tecnologia: tutto quello che ci aiuta a raccogliere e usare i dati per migliorare l’offerta
- Strumenti di servizio: bicchieri, elementi del servizio e strumenti del bartender devono incuriosire e dimostrare massima cura. Ancora meglio se ci sono dei “pezzi” personalizzati
- Divise: l’immagine del locale passa anche dall’impatto visivo del personale. Anche qui servono coerenza – con l’identità del bar – e cura dei materiali e dell’estetica
- Ecologia: come supportiamo l’ambiente sia a livello di concept e filosofia di gestione, sia a livello operativo e quotidiano
- Community: non solo dei clienti e delle persone che orbitano attorno al locale, ma anche quella della città o del quartiere che lo ospita. La presenza si deve sentire e con la comunità locale bisogna interagire positivamente
- Piano finanziario: il successo dipende da un buon business plan, da una accorta gestione del budget e delle spese, da una strategia coerente nelle scelte di prezzo


