Spesa e noleggio bici, tutto nel bar sotto casa

Oggi esiste una ricca dotazione di servizi innovativi, da poco attivi o che si stanno attivando proprio in questo periodo, studiati proprio per il variegato universo dei bar. Alcuni di questi sono comparsi anche in Italia, altri sono sul punto di sbarcare nella Penisola. La sensazione è che questo sia il momento giusto per “impadronirsi” di un’idea e di svilupparla, puntando ad arricchire lo stock di servizi offerti dal proprio locale. Ecco, di seguito, alcune iniziative e spunti che potrebbero interessarvi.

Il ritiro pacchi
I bar sono esercizi pubblici aperti con un orario prolungato e in diverse fasce orarie: nessun altro commerciante quanto un barista è fisicamente presente nel suo locale, conosce la sua zona e i suoi clienti, di cui spesso diventa un punto di riferimento. Perché non sfruttare questi requisiti? Una prima idea potrebbe essere quella di ritirare pacchi, giornali e buste per chi non ha la possibilità di farseli recapitare a casa, perché è fuori tutto il giorno o non ha un servizio di portineria. Per il barista è un servizio di facile gestione, soprattutto se aderisce ai circuiti organizzati che si stanno sviluppando, come Indabox (www.indabox.it). Altre reti analoghe sono IoRitiro (www.ioritiro.it) o Prontopacco (www.prontopacco.it). Aderendo ai circuiti si usufruisce di un sistema rodato di gestione delle consegne e dei ritiri (organizzato e tracciato via sms ed e-mail) e degli accordi stipulati da questi circuiti con i colossi dell’e-commerce e della logistica. E c’è anche chi fa consegnare al bar la spesa alimentare ordinata sul web (www.sempreintempo.eu e www.supermercato24.it) o il locale che si offre d’installare dei box automatici di ultima generazione che permettono di organizzare il ritiro self-service degli acquisti. Il consumatore non deve fare altro che inserire il codice ricevuto al momento dell’acquisto via sms.
Quello dei box automatici è un servizio in forte crescita: InPost (https://inpost24.it) e Tnt (www.tnt.it) ne gestiscono già 400 in tutta Italia, ma arriveranno a mille entro fine 2015.

Servizi di prossimità
Howard Schultz, fondatore di Starbuck’s, ha confessato che l’idea di creare una catene di caffetterie gli è venuta quando in un bar di Milano ha sentito il “sense of community” che lega gli italiani al bar. Oggi forse è arrivato il momento di riscoprire quel legame: il bar deve tornare a essere l’anima del quartiere, come fa in Normandia il progetto “Cafés de Pays” (www.cafedepays-normandie.fr) che riunisce 61 locali che offrono accoglienza familiare, ambiente conviviale, prodotti tipici. Ma si può creare una community locale da zero, magari puntando sul valore del risparmio e della lotta allo spreco alimentare, come sta facendo Last Minute Sottocasa (Lastminutesottocasa.it), che in un anno ha messo in contatto diretto 20.000 consumatori con baristi e bottegai di quartiere che vogliono smaltire prodotti alimentari in scadenza o in eccedenza. Sono poi i negozianti a inviare i loro “food alert”, con le offerte del giorno.

Bike sharing
In Svizzera in molte stazioni ferroviarie i caffè propongono il noleggio delle biciclette del circuito Rent-a-Bike, che gli utenti possono poi riconsegnare in qualsiasi altra stazione del Paese. Il bike sharing in molte città italiane non è ancora attivo: in questo caso un bar (o un network di bar) potrebbe organizzare il noleggio bici o proporsi al Comune per gestirlo.

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