Hai bisogno di talenti? È tempo di coltivarli

talenti
Come fare a “tenersi stretti” i dipendenti di maggior valore? Domanda mal posta: vanno fatti crescere. Il coach motivazionale Maurizio Papa spiega come fare

Da una parte ci sono i timori dell’imprenditore: “Se gli faccio i complimenti poi si allargano/si siedono/mi chiedono l’aumento”. Oppure: “I ragazzi di oggi lavorano solo per lo stipendio a fine mese”.
Dall’altro ci sono i pensieri del dipendente: “Se faccio di più non mi verrà riconosciuto/poi mi toccherà farlo sempre”.
Chiunque si ritrovi in questa descrizione e in queste riflessioni, è molto probabile che non abbia una grande considerazione dei propri dipendenti (se è un titolare) o del proprio posto di lavoro (se è un dipendente).

La conseguenza - meno immediata da immaginare ma, a pensarci bene, altrettanto realistica - è che probabilmente nemmeno i clienti avranno una grande considerazione di quel locale. Inutile esplicitare quale potrà essere l’effetto sul conto economico.

Coltivare i talenti

talenti
Maurizio Papa, business coach

Come uscire allora da questo cul-de-sac?
Maurizio Papa, consulente strategico al fianco degli imprenditori nello sviluppo della loro attività, suggerisce di ribaltare la prospettiva e puntare a coltivare i talenti della propria squadra. «Un imprenditore - spiega - deve essere in primo luogo un leader, capace di guidare le persone. Perché la crescita della propria azienda passa necessariamente dalla crescita delle persone che ne fanno parte: da soli non si va da nessuna parte» (leggi anche: "Come creare un buon team nel locale").

Il punto di partenza, secondo Papa, è comprendere quali sono i bisogni delle persone, primo passo indispensabile per pensare a come soddisfarli: «Le persone, al lavoro, puntano a soddisfare quattro bisogni fondamentali: sicurezza, varietà, importanza e condivisione».

Sicurezza e varietà: occorre equilibrio

La sicurezza è il punto di partenza, tanto più oggi che la pandemia ha mandato all’aria gran parte delle sicurezza su cui le persone poggiavano: «Sicurezza, per un lavoratore - spiega Papa -, significa sapere che l’azienda per cui lavora ha un futuro, che gli è garantito il pagamento puntuale dello stipendio, che gli è chiaro cosa deve fare e qual è il suo ruolo. Attenzione però: la sicurezza senza varietà produce insoddisfazione». Non tenerne conto, spiega l’esperto, può creare equivoci, delusioni e risentimenti: «Sento dire spesso: “Ma come: mi ha chiesto lui di lavorare perché ne aveva bisogno, gli ho dato un lavoro, gli ho dato tutto quello che mi ha chiesto e adesso mi molla e se ne va? Che ingrato!”. La realtà è che la sicurezza senza varietà va bene solo a chi si accontenta, a chi non vuole crescere, magari perché identifica il lavoro con lo stipendio. Ma non sono certo questo tipo di persone quelle su cui si può costruire una squadra vincente».

«Un’area di comfort troppo estesa fa sì che le persone si addormentino, si siedano, perdano gli stimoli. Un rischio che l’imprenditore non si può permettere: per quello deve esercitarsi nell’arte della delega, stimolando le persone attraverso una crescita del loro ruolo e delle loro responsabilità. Ma anche investire nella loro crescita, ad esempio attraverso la partecipazione periodica a corsi di aggiornamento. Spesso la crescita manca perché né l’imprenditore né il singolo dipendente hanno ben chiaro in testa cosa in quell’azienda potrebbe essere la crescita. È responsabilità dell’imprenditore farlo: e funziona più di tante paternali».

Sentirsi importanti e parte di un progetto

Il terzo bisogno da soddisfare è l’importanza: «Il lavoratore per sentirsi importante ha bisogno che gli altri - l’imprenditore, i colleghi, i clienti - riconoscano il suo valore, che abbia un ruolo chiaro, per cui se le cose vanno se ne può attribuire il merito, che gli venga riconosciuta la bravura. Anche questo spetta al leader. Nella realtà, molti imprenditori non fanno altro che sminuire, criticare o dare per scontato. E questo è l’anticamera della demotivazione».

Il quarto bisogno è la condivisione: «Le persone vanno coinvolte sull’andamento dell’attività, dando feedback, stimolando e raccogliendo suggerimenti e proposte su come risolvere problemi o migliorare alcuni aspetti, se occorre ascoltandone sfoghi e lamentele. Se non gli si dà questo spazio, finiranno per farlo di nascosto».

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome