E se il cliente del bar non paga?

Gli strumenti sono diversi a seconda del tipo di documento dal quale risulta il debito del cliente.

A volte il gestore ha in mano un assegno, a volte una cambiale, a volte nulla.

Con la cambiale e con l’assegno si può subito procedere all’azione esecutiva, chiedendo il protesto del titolo non pagato e inviando subito l’ultima intimazione di pagamento, il cosiddetto “precetto”, al debitore.

Si ricorda che l’assegno postdatato può comunque essere presentato per l’incasso, anche se la data di presentazione non è ancora giunta.

Se non si hanno né assegno né cambiale, tutto sarà più lento, perché il titolo (decreto ingiuntivo o sentenza) bisogna ottenerlo.

Si dovrà innanzitutto inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al debitore per metterlo in mora.

Poi si potrà chiedere un decreto ingiuntivo al Giudice di Pace (fino a euro 2.582) o al Tribunale (oltre euro 2.582), se si è emessa una fattura al cliente.

Se la fattura non c’è, si dovrà cominciare una causa ordinaria che ha costi certi e durata incerta.

Ottenuta la sentenza, si potrà procedere con precetto (una semplice notifica), pignoramento e, se il debitore è un imprenditore commerciale, istanza di fallimento.

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