Studi di settore: un addio senza rimpianti. Arrivano gli Isa

Modello di dichiarazione dei redditi 730

Studi di settore addio. Al loro posto arrivano gli indici di affidabilità (Isa), con i quali l’amministrazione finanziaria si propone di vagliare la correttezza dei contribuenti. Si tratta in realtà di una sorta di mini condono preventivo e permanente: chi dichiari gli importi risultanti dagli Isa, anche tramite l’adeguamento, è probabile che non subirà controlli, visto anche che i tempi per effettuarli vengono accorciati. Per i bar il passaggio è previsto dalla dichiarazione 2019 (redditi 2018).

Gli Isa si distinguono dagli studi di settore per i seguenti elementi:

• sono uno strumento per incentivare l’emersione spontanea delle basi imponibili e l’assolvimento degli obblighi tributari; non hanno quindi lo scopo di far emettere accertamenti fiscali;

• non esisteranno più i risultati di congruità e coerenza;

• stimeranno, oltre ai ricavi, elementi quali il valore aggiunto e il reddito;

• la visione non sarà su un anno, come per gli studi di settore; si considereranno i dati di otto anni (quello in corso e i sette precedenti). Risulterà un quadro prospettico medio più preciso, non risentendo di eventuali anomalie legate a un solo periodo.

L’adeguamento

Se i dati di reddito o valore aggiunto risultanti dall’elaborazione degli Isa risultano superiori ai dati indicati in dichiarazione, il contribuente può adeguarsi per aumentare il grado di attendibilità.

L’adeguamento viene effettuato nella dichiarazione dei redditi ed è denominato: “Ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità fiscale”. I dati dovranno essere precisi e corretti: in caso di omissioni o inesattezze gravi, l’Agenzia potrà utilizzare l’accertamento che prescinde dai dati contabili basandosi su qualsiasi elemento, anche sulle medie di settore.

Incrocio di banche dati

Saranno utilizzati anche dati già presenti nelle banche dati pubbliche, quali:

- Giornate retribuite emergenti dalle dichiarazioni modello 770, dalle certificazioni uniche e dai dati inviati all’Inps.

- Precedenti attività di controllo anche per accessi brevi.

- Banche dati delle altre amministrazioni.

- Variabili territoriali (a livello comunale o provinciale): territorialità generale e del commercio, quotazioni immobiliari, canoni di locazione, reddito medio imponibile.

- Andamento dei ricavi/compensi Isa del settore, del sistema locale del lavoro, della territorialità generale e del commercio.

- Tasso di occupazione regionale (Istat).

Verranno elaborate eventuali situazioni di anomalia emergenti da incongruenze per situazioni contabili e gestionali atipiche rispetto al settore, da diversità tra dati e informazioni presenti in diversi modelli di dichiarazione o dal confronto con banche dati esterne. Rientrano negativamente nel calcolo dell’indice di affidabilità solo quando l’anomalia è presente.

I maggiori indicatori sono i seguenti:

- Margine, reddito operativo lordo o risultato ordinario negativo.

- Costo del venduto negativo o nullo, per la produzione di servizi o relativo a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso.

- Copertura delle spese per dipendente.

- Analisi dell’apporto di lavoro delle figure non dipendenti.

- Incidenza degli ammortamenti, dei costi per beni mobili acquisiti in leasing e assenza del valore dei beni strumentali.

- Incidenza dei costi residuali di gestione, di oneri finanziari netti, oneri straordinari e accantonamenti.

I vantaggi per i virtuosi

I benefici per i contribuenti che conseguono i voti più alti sono:

- Anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza della possibilità di accertamento da parte dell’Agenzia delle entrate, con la conseguenza che i controlli verranno concentrati sui soggetti non affidabili vista la limitata disponibilità di tempo che renderà difficile procedere anche sugli affidabili.

- Esonero dall’apposizione dei visti di conformità per la compensazione di crediti o rimborsi Iva per importi compresi tra i 5mila e i 50mila euro:

- Esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici e dalla determinazione sintetica del reddito (redditometro) se il reddito complessivo accertabile non eccede di 2/3 quello dichiarato.

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