Prima colazione e spuntini: c’è fame di panini

Poca spesa, tanta resa: il panino, specialità da bar per eccellenza, sta vivendo un buon momento. Secondo l’Osservatorio Crest di The Npd Group Italia gli ordini di panini nel segmento Quick service (che comprende bar, self service, paninoteche ecc.), nell’ultimo anno, sono cresciuti dell’1,4%. «Segno che continua la fase di razionalizzazione della spesa da parte dei clienti - spiega Matteo Figura, responsabile divisione food service di The Npd Group Italia -, soprattutto a pranzo. Registriamo una crescita degli ordini anche per lo snack pomeridiano: sono perlopiù casi in cui, per ragioni di tempo, si salta il pranzo e lo si sostituisce con una pausa veloce dopo le due di pomeriggio. Qui la scelta del panino si sposa perfettamente con il poco tempo a disposizione e l’idea di fare più uno spuntino che un pasto vero e proprio». La razionalizzazione della spesa trova conferma nel dato dello scontrino medio delle visite che includono la consumazione di un panino, in calo del 3% a 4,52 euro.

Il panino resta l’ordinazione più diffusa, ma il popolo dei “patiti del toast” è piuttosto numeroso: ogni due panini, infatti, si ordina almeno un toast. «Il tramezzino, invece - continua Figura - resta una specialità minoritaria, anche perché l’offerta è limitata ad alcune aree d’Italia».

Colazione: un’opportunità

Figura individua nella colazione il momento di consumo in cui il panino ha la maggior possibilità di crescita: «Nell’ultimo anno la richiesta di panini a colazione è cresciuta, superando il 10% delle ordinazioni totali. E questo nonostante nella maggior parte dei bar l’offerta di panini alla mattina è minimale se non inesistente». Non è un caso che i consumi crescano di più nei format che fanno dell’esposizione a tutte le ore una caratteristica chiave: «In panetterie e pasticcerie la crescita di ordini di panini è stata del 13%, contro un 3,1% dei bar tradizionali, dove però si acquistano il 39,5% di tutti i panini comprati nel Quick service». Acquisti in crescita anche per paninoteche e take away.

«Un altro segnale interessante - continua Figura - è l’aumento di chi consuma al di fuori del locale: non si tratta solo del take away, ma anche di chi mangia per strada o all’aria aperta».

I massimi estimatori? I ragazzi

Nell’ultimo anno, sono stati in particolare gli uomini ad aumentare i consumi di panini: se nel 2015, infatti, gli ordini erano quasi equamente ripartiti tra i due sessi, con una lieve prevalenza femminile, negli ultimi 12 mesi i maschi sono cresciuti fino al 53,8% del totale degli ordini di panini. Il rilancio del panino si deve ai giovani: i clienti 18-34 sono passati nell’ultimo anno dal 33% a oltre il 41% dei consumatori, con l’incremento più significativo concentrato nella fascia d’età 18-24 anni. In calo, invece, il peso della clientela matura: gli ordini degli over 50 sono calati di oltre sei punti, quelli delle persone della fascia 35-49 anni di oltre tre punti.

Quanto alle bevande con cui si accompagna il consumo del panino, l’acqua minerale la fa la padrona, con quasi un ordine su quattro, seguita dalle cole. Al terzo posto c’è la birra, unica bevanda alcolica nella top 10 di cibi e drink ordinati insieme al panino.

 

L’identikit di chi ordina panini
Ripartizione delle visite nel Quick Service

0-12 anni 7,1%

13-17 anni 4,7%

18-24 anni 17,8%

25-34 anni 23,3%

35-49 anni 30,1%

oltre 50 anni 17%

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