La sommellerie è bella online

Ad Andrea Gori, che lo scorso maggio ha ottenuto a Londra il titolo di Vice Campione Europeo Sommelier, piace definirsi un “sommelier informatico.” Con un primo pc a otto anni, un’email già nel ‘95 e un sito personale dal ‘98, computer e internet sono venuti prima del vino, sebbene la sua sia una famiglia di ristoratori da 4 generazioni.
Oggi è certamente il sommelier italiano più presente nel web 2.0, andando oltre il sito internet e dritto verso blog e social network. Internet per lui è fonte di informazione e aggiornamento, ma anche luogo dove confrontare le esperienze fatte sul campo. Una presenza che, sia ben chiaro, non è adatta a tutti. Perfetta per chi ama il proprio lavoro e ha voglia di condividere le opinioni, ma poco non compatibile a chi non ama mettersi in discussione (il blog è aperto anche ai commenti negativi). Non solo. Sostiene Andrea: «Se non metti in conto di investire minimo due ore al giorno per almeno 6 mesi, non ha senso nemmeno iniziare a bloggare» perché essere blogger vuol dire anche partecipare ai blog degli altri.

Informazioni in rete
Oltre al blog, Gori diffonde i suoi pareri sul vino anche con video, foto e file audio pubblicati su Flickr o Youtube. Da qui poi gli enonauti arrivano sul suo sito. «Molti appassionati che cercando informazioni su un vino – spiega Gori, che lavora da Burde a Firenze – ne trovano la video degustazione su Youtube o sul mio sito e così conoscono il locale. E magari quel vino vengono a berlo qui». Al tempo stesso, Gori riesce a entrare in contatto diretto con le aziende vitivinicole italiane e straniere che apprezzano questo tipo di presenza online. Certo, non sempre si riesce a realizzare un video “virale” (ovvero filmati particolarmente riusciti che si diffondono tra gli appassionati con la velocità dei virus, da cui il nome), ma qualche link fortunato può fare la differenza.

Network di eno appassionati
Un’altra area particolamente sfruttata da Gori è quella dei social network, siti nati con lo scopo di creare luogo di conoscenza tra gli iscritti. Ce ne sono di generici come Facebook e MySpace e di dedicati al vino, come Corkd, Cellartracker e l’italiano Vinix. Entrambe le categorie permettono a Gori di creare proprie “reti di amici” e quindi, in un secondo momento, attrarre clientela nuova, anche completamente digiuna di vino e gastronomia, al Burde.
E gli investimenti pubblicitari su internet per il vino? Secondo Andrea, con la frammentazione che c’è in questo mercato, la presenza online deve essere già solida quando si comincia a investire in pubblicità online. Altrimenti si rischia di disperdere questi sforzi economici.

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