Rimasta nel cuore degli abitanti di Padova dov’è nata nel 1919, Itala Pilsen è stata di recente rilanciata dal gruppo Birra Peroni in versione non pastorizzata con una nuova bottiglia dall’etichetta old style. Le prime consegne a bar e ristoranti sono state organizzate con biciclette aziendali.

A cavallo di Ottocento e Novecento, sono fiorite una serie di birrerie locali, spesso sotto l’impulso di mastri birrai di origine austriaca o bavarese. A Padova Arrigo Olivieri rileva nel 1916 Birra Cappelari (1890) e nel 1916 Birra Maura, dando vita alla nuova Birra Itala Pilsen, il cui impianto si trovava in piazza Insurrezione, nelle vicinanze del fiume Brenta, dedicando il nuovo prodotto al nome della moglie. La vicinanza al fiume Brenta non era casuale visto che la rete veneta dei corsi d’acqua assicurava allora una buona opportunità di trasporto anche verso i porti marittimi.

Nei decenni successivi Itala Pilsen divenne un marchio birrario molto apprezzato anche fuori del Veneto tanto da diventare tra i primi produttori nazionali. Nel 1950 l’eredità di Itala Pilsen viene raccolta in comproprietà da Birra Peroni (1846) e da Birra Pedavena (1897) dei fratelli Luciani, fino al 1970 quando Birra Peroni acquisisce l’intero capitale azionario. Ma i tempi stavano notevolmente cambiando e con essi il mercato birrario italiano, “aggredito” da diverse multinazionali di settore. Pur rimanendo un marchio del gruppo Birra Peroni, Itala Pilsen non era più supportata adeguatamente da investimenti e andava perdendo appeal e quote di vendita.
Visto il successo dei microbirrifici e il ritorno delle birre di territorio, Birra Peroni (che sta passando in questi mesi dal gruppo sudafricano Sab-Miller a quello giapponese Asahi) ha riavviato quest’anno la produzione di Itala Pilsen nel suo stabilimento patavino di Prima Strada, proponendola in versione non pastorizzata in una bottiglia 33 cl dall’etichetta old style e in fusti per impianti di spillatura da 30 litri. «Il non ricorso alla pastorizzazione è una soluzione – afferma il mastro birrario Raffaele Sbuelz – che consente di valorizzare al massimo sapore e freschezza della birra appena brassata». Ecco le caratteristiche: brassata a bassa fermentazione, Itala Pilsen è una birra non pastorizzata di puro malto d’orzo, dal colore biondo dorato che titola 4,8° alcolici.

Guarda chi si ribeve!|
Per la presentazione ufficiale di Itala Pilsen è stato scelto il palcoscenico della 7.a edizione del Future Vintage Festival, una tre giorni (9-11 settembre) di conferenze, esposizioni e workshop. Nell’occasione un gruppo di giovani fattorini in pieno stile retrò hanno consegnato (come si faceva all’inizio del secolo scorso) casse di legno piene di bottiglie Itala Pilsen in giro per bar e ristoranti della città di Padova. Non è mancato un “tocco di modernità” dato dall’impiego di un camioncino anni Sessanta che ha aiutato a consegnare Itala Pilsen alle destinazioni più lontane.
Storia e qualità che fanno di questa pils un prodotto unico sono state al centro dell’eventoItala Pilsen, guarda chi si ribeve”, svoltosi presso la Sala Anziani di Palazzo Moroni con il patrocinio del Comune di Padova. Sono intervenuti:
Federica Pietrogrande, presidente del Consiglio Comunale di Padova;
Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione Veneto; Federico Sannella, direttore relazioni esterne Birra Peroni;
Vittoria Emilia Carroccia, innovation & communication marketing manager Birra Peroni; Raffaele Sbuelz, mastro birraio Birra Peroni.
Infine, presso le sale del Caffè Pedrocchi, è stata allestita la Mostra “Itala Pilsen e Padova: una storia d’amore” al fine di ripercorrere quasi un secolo di storia produttiva tra foto, documenti e oggetti d’epoca, evento a cui ha fatto da degno contorno una degustazione di Itala Pilsen guidata dal mastro birrario Raffaele Sbuelz.
Ulteriori informazioni sui siti italapilsen.it e birraperoni.it e sulla relativa pagina Facebook.

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